22.9 C
Rome
lunedì, Giugno 22, 2026
Home Blog Page 91

Amianto nelle baracche di ex officine a Roma?

Amianto bonifiche
emilia romagna, eternit, amianto nelle fabbriche

Chi vive ai margini della società si trova spesso costretto a ripararsi sotto baracche di eternit.
Roma Today ha evidenziato la situazione di alcune ex officine nella Capitale. Occupanti a contatto con potenziale amianto tra rifiuti e contenitori di gasolio altamenti infiammabili.

Scoperta effettuata durante le operazioni di demolizione 

Uno stabile è ora in fase di smantellamento. Al suo postò verrà eretto un magazzino di 10mila metri quadri che promette di dare lavoro a circa 100 persone.  In questo luogo, per anni piazza di spaccio e covo di senzatetto, le persone hanno vissuto nelle strutture fatiscienti con probabile amianto.

Sarà necessario diverso tempo per la bonifica

La demolizione della struttura è cominciata un mese fa ma saranno necessari almeno altri 45 giorni per mettere la zona in sicurezza. L’amianto, secondo quanto indicato nell’articolo, sarebbe stato ritrovato negli imbocchi delle finestre, negli infissi ed è stato impiegato come isolante in alcune tubazioni del riscaldamento.

Un caso che non può essere considerato isolato

Con 40 milioni di tonnellate di amianto ancora da bonificare nel nostro Paese, è fondamentale non considerare la situazione come un’eccezione. L’asbesto non è un’affare che riguarda solo le periferie, le strutture abbandonate. E’ possibile trovarlo in diverse scuole, in alcuni ospedali, in alcune abitazioni costruite antecedentemente il 1992.  Ha a che fare con la nostra esistenza, con il nostro quotidiano.
L’essere umano è l’unico abitante della Terra che avvelena lo spazio in cui vive.
in natura ogni creatura si muove seguendo antiche leggi armoniche.

“Il caso evidenziato della presenza di amianto nelle vecchie officine e quindi con elevata contaminazione di fibre impone una diversa organizzazione della gestione del territorio contro il degrado. E’ fondamentale informare e proteggere tutti i cittadini.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto.

Ona è operativa con il numero verde 800 034 294 e con una mobilitazione sempre operativa.

****

Ricerca sull’amianto: scoperte scientifiche e prospettive di bonifica

microscopio
microscopio

L’amianto, noto per la sua pericolosità, continua a rappresentare una minaccia per la salute pubblica e l’ambiente. Recenti studi scientifici hanno aperto nuove prospettive.

Amianto e malattie autoimmuni

Tradizionalmente associato a patologie oncologiche come il mesotelioma, l’amianto è anche al centro di ricerche che ne evidenziano il ruolo nell’insorgenza di malattie autoimmuni sistemiche. Tra queste annoveriamo l’artrite reumatoide e il lupus eritematoso sistemico.
Una revisione pubblicata su Autoimmunity Reviews ha analizzato 31 studi epidemiologici. Il riscontro un aumento significativo del rischio di sviluppo di autoanticorpi antinucleo (Ana) in soggetti esposti. In particolare, l’esposizione alle fibre di crocidolite, sembrerebbe avere un impatto maggiore rispetto al crisotilo.

Bioremediation: batteri marini contro l’amianto

L’Università della Pennsylvania (Usa) ha portato avanti una ricerca utilizzando batteri marini estremofili per la detossificazione. Secondo questo studio, questi organismi sarebbero in grado di ridurre la tossicità delle fibre. Lo farebbero rimuovendo in queste componenti di ferro e silicio. Questi risultati aprono la strada a nuove metodologie di bonifica ambientale basate sulla biotecnologia.

Microscopia elettronica a scansione 

Il National Institute of Standards and Technology negli Usa, ha sviluppato un metodo  efficiente per la rilevazione dell’asbesto tramite microscopia elettronica “a scansione”. Questa tecnica offre un’alternativa più accessibile e rapida rispetto alla tradizionale microscopia elettronica “a trasmissione”. Ciò potrebbe ridurre i costi associati alla bonifica.

Esposizione all’amianto nei giovani

In Australia, alcuni casi di mesotelioma negli adolescenti, hanno acceso i riflettori sui pericoli derivanti l’esposizione domestica all’asbesto. Nonostante la messa al bando dell’amianto da oltre vent’anni, molte abitazioni potrebbero contenere ancora materiali contaminati. E’ necessaria quindi una maggiore consapevolezza e precauzione, anche durante i lavori di ristrutturazione nelle case.

Come Osservatorio Nazionale Amianto insistiamo che la prevenzione primaria sia essenziale. Ricordiamo che i tempi di latenza del mesotelioma possono variare a seconda dei casi. In alcuni potrebbe essere anche di quarantotto anni. In altri, il mesotelioma può insorgere anche dopo dieci anni dalla prima esposizione.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni presidente di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto.

Amianto tra ghiacci e arte: tutela di Antartide e Artico

Antartico, Antartide
Antartico, foto esclusivamente descrittiva

Oggi parliamo di amianto da alcuni degli ecosistemi più fragili della Terra: l’Antartide e l’Artico. E lo facciamo ricordando quanto sia importante parlarne anche attraverso altri linguaggi. In alcune zone di queste Terre la bonifica è resa possibile con l’invio di navi speciali.

Arctic to Asbestos”: arte e amianto nell’Artico di Palu

Il fotografo e documentarista canadese Louie Palu ha realizzato il progetto Arctic to Asbestos, esplorando la storia militare e ambientale dell’Artico. Attraverso fotografie e installazioni artistiche, Palu mette in luce l’impatto dell’attività umana, inclusa la contaminazione da amianto, nelle regioni artiche. Il progetto è stato presentato al SXSW Festival nel 2019 e continua ancor oggi a sensibilizzare sull’importanza della tutela ambientale in queste aree remote.

Una ricerca pluriennale

Louie Palu ha esposto le sue foto presso musei significativi come il Guggenheim e il Museum of Fine Arts di Boston. Pubblicate anche per importanti riviste come National Geographic e New York Times. I documentari che ha realizzato sono proiettati in ambito internazionale. La sua ricerca si concentra su questioni socio-politiche, tra cui guerra, diritti umani e povertà.

Il suo libro fotografico  “A Field Manual to Asbestos” ha documentato gli effetti dell’amianto su persone e paesaggio in Canada, Stati Uniti, India e Regno Unito. Un pluripremiato progetto investigativo, durato 15 anni, che lo ha visto impegnato dal 2004 al 2019. Palu ha esplorato non solo gli aspetti visivi dell’amianto, ma anche quelli correlati a malattie che possono manifestarsi anche dopo 40 anni dall’esposizione.

Una sua installazione dal titolo “Distant Early Warning” ha esplorato la storia e l’evoluzione del ruolo dell’esercito nell’Artico in continua evoluzione. Supportato dal Pulitzer Center, fu  presentato nel 2019 al SXSW Festival come installazione artistica di blocchi di ghiaccio in scioglimento.

Antartide, l’Australia continua la bonifica: rifiuti e amianto sotto la neve

Da diversi anni sulle coste della Terra di Wilk, durante una missione in Antartide, hanno rilevato la presenza di sostanze inquinanti e rifiuti tra cui amianto.

Il governo australiano ha imposto la bonifica del territorio dal 2022. Le squadre operative hanno raccolto i materiali dentro contenitori speciali, trasportati in elicottero fino alla Stazione Casey in Antartide per poi essere spediti via nave in Australia per lo smaltimento.

La sfida più ardua resta sotto il manto di ghiaccio

Rilevazioni radar hanno indicato la presenza di rifiuti interrati in quantità tale da riempire circa venti piscine olimpioniche.
Negli anni, le abbondanti nevicate hanno coperto gran parte delle strutture, rendendo invisibili alla vista depositi e materiali pericolosi. Inoltre le condizioni meteorologiche nella zona sono proibitive per gran parte dell’anno. L’Australia riesce a inviare una sola nave l’anno nella zona, ciò rende le operazioni di trasporto dei materiali piuttosto lento. Inoltre, gli spazi di stoccaggio presso le basi antartiche sono estremamente limitati, e le operazioni devono essere coordinate con altre missioni scientifiche in corso.

Tutelare l’ambiente antartico: una priorità globale

L’obiettivo di questo lungo lavoro è ridurre l’impatto ecologico lasciato dall’uomo in una delle aree più incontaminate e vulnerabili del pianeta. Eliminare i rifiuti accumulati significa prevenire la dispersione di sostanze tossiche nei ghiacci e nei mari, contribuendo alla salvaguardia della biodiversità locale.

Il completamento dell’intervento è previsto, in via ottimistica, entro il 2030, ma non si esclude che possa richiedere più tempo. Le autorità australiane stanno valutando soluzioni tecnologiche innovative per rimuovere i materiali sommersi senza creare ulteriori danni ambientali.

***

Bonifica amianto all’ex manicomio di Granzette (RO)

amianto
amianto

Sono partiti nei giorni scorsi i lavori per la bonifica delle coperture in fibrocemento contenente probabile amianto all’interno dell’ex struttura psichiatrica in provincia di Rovigo.

La struttura danneggiata dalla tromba d’aria

L’intervento si sta svolgendo nella vasta area verde situata tra i fabbricati dell’ex ospedale. Le attività in corso sono coordinate dall’azienda sanitaria Ulss 5, che detiene la proprietà del sito, comunemente noto come “ex manicomio”.

Si tratta di un complesso di oltre 220mila metri quadrati, di cui circa 50mila destinati a parco. Le coperture degli edifici, da tempo compromesse, sono risultate ulteriormente danneggiate in occasione della violenta tromba d’aria che si è abbattuta sulla zona il 25 giugno 2024. Proprio a seguito di quell’evento atmosferico estremo, diverse lastre che secondo la fonte potrebbero contenere amianto, sarebbero state spostate o sollevate dal vento.
Ora, con l’avvio ufficiale delle operazioni di messa in sicurezza, l’area dovrebbe essere gradualmente riportata a condizioni più controllate, in attesa di eventuali decisioni future sul recupero o la destinazione d’uso dell’ex ospedale psichiatrico.

L’augurio di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto

“L’amianto è un materiale altamente cancerogeno e ci auguriamo che le bonifiche siano frequenti, quotidiane e senza sosta. Le bonifiche non sono soltanto un dovere tecnico, ma un atto d’amore verso la vita delle persone. Perché dietro ogni fibra d’amianto c’è una esistenza interrotta, una voce spezzata, un diritto negato. Bonificare è riconsegnare i luoghi alla dignità, è restituire respiro a chi verrà dopo di noi. È trasformare l’abbandono in responsabilità, il rischio in protezione, la paura in fiducia. Che si proceda con rigore, con trasparenza, e con la consapevolezza che ogni azione compiuta oggi costruisce un domani più giusto, più sano, più umano.” ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Fonte: Polisine24

Amianto nel mondo: le notizie internazionali di oggi

foto AI della sfera terrestre poggiata su una spiaggia
The Earth disaster. Global warming conceptual (ph Freepik)

Riportiamo notizie dal mondo riguardanti l’amianto, per ricordare che si tratta di un fenomeno globale. Una strage silenziosa dove le persone muoiono in continuazione. “L’amianto, in grado di provocare tumori e altre gravi patologie, è responsabile d oltredi 200.000 decessi annuali nel mondo come attesta l’OMS nella sua relazione ‘Asbestos’  del 27 settembre 2024.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Montana (USA), chiude una clinica per i malati a causa di abesto

Una clinica che si occupava di screening e cure per i malati affetti da patologie asbesto correlate a Libby, nel Montana, ha chiuso. Un’ordinanza del tribunale ha disposto il sequestro della struttura. La chiusura Center for Asbestos Related Disease (CARD) colpisce migliaia di pazienti deboli, devastati dall’amianto proveniente da una miniera vicina.“CARD rimane impegnata nei confronti dei suoi pazienti e della comunità di Libby e lotterà per riaprire il prima possibile.” ha affermato Tracy McNew, direttore esecutivo del Centro.
Per decenni, gli abitanti di Libby, nel Montana, hanno inalato fibre di amianto. L’esposizione ha causato numerosissimi casi di cancro ai polmoni, asbestosi e mesotelioma, e centinaia di morti. Il centro rappresentava un punto di riferimento fondamentale.

Ungheria, cemento-amianto inquina l’acqua, l’impatto sulle piante

Una ricerca effettuata da due Università in Ungheria ha indagato la risposta delle piante allo stress causato dalla presenza di prodotti in cemento-amianto nell’acqua di irrigazione.
E’ da sottolineare che il divieto di produzione ed esportazione in Ungheria è dal 1988, mentre l’Italia impose la messa al bando ben 4 anni dopo.
La ricerca è stata motivata dalle preoccupazioni relative alla contaminazione dell’ambiente e per indagare il ruolo della sostanza rispetto l’inquinamento del suolo.

Regno Unito, interrotti lavori di demolizione di un orfanotrofio 

I lavori di demolizione dell’orfanotrofio St Joseph, a pochi kilometri da Liverpool, nel Regno Unito, sono stati sospesi per presenza di amianto nell’edificio.
Del resto, se durante qualsiasi lavoro si rinviene accidentalmente del materiale che si sospetta contenere amianto, le disposizioni nei Paesi dove è vietato, prevedono l’immediata sospensione delle attività.

Londra, cerca testimoni la vedova di ex operaio esposto ad amianto

La moglie di un ex operaio edile londinese, morto dopo che gli era stato diagnosticato un cancro correlato all’amianto, sta cercando di raccogliere informazioni. La ricerca è rivolta a chiunque abbia lavorato al suo fianco e possa essere a conoscenza delle condizioni di lavoro a cui era esposto.

L’uomo, 65 anni, originario di Kings Cross e trasferitosi nel Galles morì a causa di un mesotelioma nel 2022.