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Copparo (FE), incendio distrugge capannone: rischio amianto.

incendio
incendio

Un violento incendio ha colpito un’area rurale di via Alta, nel comune di Copparo in provincia di Ferrara. Ciò ha causato il crollo di un capannone con il tetto che potrebbe contenere amianto, oltre a danni ad un’abitazione adiacente. Il fumo scuro, spesso e acre, ha sovrastato l’orizzonte per ore ed è stato notato anche a grande distanza, destando preoccupazione nella cittadinanza.

Interventi tempestivi per l’incendio e prossimi rilievi per l’amianto

L’intervento dei vigili del fuoco, accorsi da Codigoro e coadiuvati dai volontari locali, ha permesso di domare le fiamme prima che si propagassero ad altri edifici. Presenti anche carabinieri, agenti della polizia locale e volontari della protezione civile. Nessuna persona risulta coinvolta, poiché l’edificio era da tempo in disuso.

Secondo la fonte a preoccupare sarebbe la possibile presenza, di cemento-amianto nel tetto del capannone. La dispersione di questo materiale pericoloso, se inalato, può causare patologie polmonari gravi e spesso letali, come l’asbestosi e il meesotelioma.

Nei prossimi giorni l’Arpa Emilia-Romagna effettuerà rilievi ambientali per determinare l’eventuale contaminazione del suolo e dell’aria. La popolazione resta in allerta, mentre le istituzioni valutano se adottare misure straordinarie di bonifica.

La necessità di una strategia nazionale

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA ha commentato con parole ferme quanto accaduto:
“Qualora fosse confermato che si tratti di amianto, non possiamo dimenticare che questa sostanza, se brucia è ancora più pericolosa. Non si può più attendere: è indispensabile un piano di messa in sicurezza reale, che individui ogni sito contaminato e ne preveda la rimozione integrale, prima che sia troppo tardi. Non è solo una questione ambientale, è un’emergenza sanitaria. Senza allarmismi, serve contro l’amianto una strategia nazionale seria e definitiva”.

Amianto in Piemonte e Lombardia: “Potenziale minaccia per la salute”

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amianto, immagine esclusivamente descrittiva presa da Wikipedia commons

In Italia sono presenti 40 milioni di tonnellate di amianto. Con queste cifre le news riguardanti la pericolosa sostanza sono all’ordine del giorno. Da onanotiziarioamianto.it continuiamo a mantenere alta l’attenzione sul tema.

Ivrea (TO) amianto abbandonato nei campi e presenza in un ospedale

Secondo la fonte, sono state trovate canne fumarie e tubi pieni di amianto abbandonati vicino ai campi di granturco. I residenti hanno provveduto ad effettuare la segnalazione alla Forestale.
In un ospedale dello stesso Comune, è stata rilevata la presenza di finestre con amianto. Secondo la fonte la direzione dell’Asl/To4 avrebbe dichiarato che le finestre sono monitorate costantemente senza rilascio di fibre.

Casale, residui di amianto lungo il percorso della nuova tangenziale

Durante le operazioni preliminari per l’ampliamento della viabilità sulla direttrice della nuova Emilia, nel territorio di Casale, è emersa la presenza di materiale contenente amianto su un’area di circa 6mila metri quadrati.
Il Comune di Casale avrebbe convocato una Conferenza dei Servizi, su sollecitazione del committente. L’incontro coinvolgerà il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Regione Lombardia, la Provincia di Lodi, Ats Milano – Città Metropolitana, Arpa Lombardia e Anas. L’appuntamento è fissato per giovedì 5 giugno alle ore 10 presso la sala consiliare del Comune.
I detriti rinvenuti sono riconducibili a precedenti attività edilizie e contengono frammenti pericolosi da trattare con massima cautela.

Condominio a Torino: la denuncia di un residente 

Barriere architettoniche e la sospetta presenza di amianto coinvolgono un condominio a Torino.

Una denuncia formale inoltrata alle forze dell’ordine da parte di un cittadino torinese, residente in un edificio. Secondo il cittadino vi sarebbero ostacoli all’accessibilità per persone con disabilità e la presenza sospetta di materiale contenente asbesto, da accertare.
La richiesta è che siano le istituzioni a effettuare i controlli, e non solo i tecnici privati incaricati dall’amministrazione condominiale.

Il commento di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto

A commentare le notizie l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA :“È fondamentale che ogni intervento sull’amianto avvenga nel pieno rispetto delle normative ambientali e sanitarie. Non si tratta solo di una questione tecnica, ma di tutela della salute pubblica. Ogni barriera architettonica o fibra non bonificata è una minaccia potenziale”. Ha affermato il legale.

Amianto: l’ultima zona grigia dell’Occidente e Oriente industriale

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amianto, foto di Koen Sweers su Unsplash

Mentre l’intero pianeta discute di transizione ecologica, materiali sostenibili e rigenerazione urbana, l’amianto continua ad intessere incubi annidata nei solai delle scuole, nelle tubazioni idriche delle periferie e perfino nei prodotti cosmetici industriali esportati su scala globale.

Questa fibra assassina, nonostante le proibizioni normative, si cela nei muri e nel corpo di chi ci ha lavorato.

Il mondo contaminato

Nel 2023 il governo australiano avviò la definitiva cancellazione di Wittenoom. Si tratta dell’ex città mineraria oggi fantasma, da decenni contaminata da oltre tre milioni di tonnellate di rifiuti d’amianto. Lo citiamo come monumento tragico all’avidità industriale.

In Spagna, nella Catalogna, la Generalitat ha annunciato un nuovo censimento integrale con l’obiettivo di bonificare l’intero territorio entro il 2032.

L’Italia e il rimosso collettivo

Nel nostro Paese, sebbene la legge 257 del 1992 abbia vietato l’amianto, la realtà si mostra ben più resistente del dettato normativo. Numerose, infatti, sono le malattie asbesto correlate.
In Italia è l’Avvocato Ezio Bonanni presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto a portare avanti un lavoro instancabile per il riconoscimento delle vittime di questo pericoloso materiale.

In una recente intervista, Bonanni ha spiegato: “Parliamo di malattie che si manifestano anche 40 anni dopo l’esposizione. L’Italia ha una delle più alte incidenze di mesoteliomi al mondo, ma la sorveglianza medica è ancora disomogenea. Noi all’ONA lavoriamo per creare una banca dati unica, uno strumento epidemiologico e legale che serva a prevenire, curare e ottenere giustizia.”

L’informazione capillare di ONA 

L’ONA ha avviato una campagna digitale per informare i più giovani, anche tramite piattaforme come TikTok e Instagram, sfruttando linguaggi nuovi per raccontare una verità dimenticata.

Il nodo geopolitico e la bonifica globale che non arriva

Secondo un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno oltre 200.000 persone muoiono per patologie legate all’amianto. Eppure, molti Paesi, tra cui Russia, Cina, India e Brasile, continuano a estrarlo e a esportarlo.
L’Italia, dal canto suo, è ancora lontana da una bonifica integrale. Le stime parlano di oltre 370.000 siti contaminati e 40 milioni di tonnellate di amianto ancora da bonificare.

I fondi del PNRR, in parte destinati alla riqualificazione energetica, potrebbero rappresentare un’occasione storica per rimuovere definitivamente l’amianto dagli edifici pubblici.

“Ma l’amianto” – afferma Bonanni“è un nervo scoperto del nostro sviluppo industriale, della responsabilità collettiva e delle disuguaglianze territoriali.”

Le fibre che un tempo rivestivano le centrali elettriche, oggi rivestono i faldoni dei tribunali e i polmoni degli operai. Finché queste storie non saranno parte integrante del dibattito pubblico e politico, ogni sentenza, per quanto giusta, rischierà di suonare come un tardivo epitaffio.

Le informazioni e le opinioni riportate in questo articolo hanno esclusivamente finalità informative e divulgative. I riferimenti a persone, istituzioni o Paesi sono basati su dati pubblici e dichiarazioni ufficiali, e non intendono attribuire responsabilità legali o giudiziarie.

2 Giugno: Repubblica e Costituzione contro l’amianto

Frecce tricolore, 2 giugno
Frecce tricolore

2 Giugno.“Oggi è la festa della Repubblica e della Costituzione. Ricordiamo i valori di libertà e giustizia. Così anche la giustizia sociale e la tutela del lavoro e della salute sul lavoro contro gli infortuni e malattie professionali. In questo giorno non possiamo ignorare che migliaia di persone continuano a morire per l’amianto. La Repubblica non può dirsi davvero compiuta finché tollera questa strage silenziosa. Bonificare è un dovere costituzionale. Ogni fibra di amianto lasciata nell’ambiente è un’offesa al diritto alla salute sancito dall’articolo 32.”

Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA – Osservatorio Nazionale Amianto.

Un punto cardinale della nostra coscienza civile

Oggi è il giorno in cui, nel 1946, il popolo italiano, per la prima volta anche le donne, scelse la democrazia sulla monarchia, la libertà sull’oblio, la partecipazione sulla sudditanza. Una scelta che ha reso possibile ogni successiva conquista di giustizia, inclusa quella sociale e ambientale.

La Repubblica e il diritto alla salute

La Costituzione, entrata in vigore due anni dopo quel referendum, ha inscritto tra i suoi valori fondativi il diritto alla salute e la dignità del lavoro (articoli 32 e 41). Due principi fondamentali per la contro l’ingiustizia ambientale, come quella legata all’esposizione all’amianto. Amianto significa mesotelioma, asbestosi, tumori professionali. Significa anche dimenticanza, negazione. Le vittime del dovere hanno lavorato nelle navi, officine, fabbriche, scuole, caserme, ignari del nemico invisibile che respiravano.

“La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità.”
Affermò Piero Calamandrei.

Per questo dinanzi alla strage dell’amianto, nasce spontaneo chiedersi: può dirsi davvero compiuta la Repubblica se tollera l’inerzia nella bonifica dei siti contaminati? Se accetta ritardi nei processi, silenzi nelle aule parlamentari, e lacune nella prevenzione? Quando una democrazia rimanda, decade.

Ricordare non basta

Quindi in questa giornata della Repubblica, commemorare non basta. Occorre agire. Il 2 giugno deve diventare anche la festa della responsabilità ambientale e sociale. In nome dei morti per amianto e dei vivi. Le bonifiche devono essere una priorità nazionale. I processi, veloci. I risarcimenti, giusti. La vigilanza, costante. La prevenzione, scientifica e indipendente. Non lo dobbiamo solo a chi è stato esposto. Lo dobbiamo a quell’idea di Repubblica come casa comune, come patto tra generazioni, come orizzonte di giustizia.

“La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”, disse Sandro Pertini.

Così è anche la salute, così è la giustizia. Oggi, mentre sventolano le bandiere tricolori, ricordiamo che la Repubblica è un impegno quotidiano. In aula, nei cantieri, nei tribunali, nelle scuole, nei luoghi di lavoro. Il futuro della Repubblica si misura anche da quanto saprà liberarsi del suo passato contaminato.
Per una Repubblica libera anche dall’amianto.

Emilia-Romagna, bonifica e dedica alle vittime dell’amianto

Cemento amianto, Emilia Romagna

Segnaliamo dall’Emilia Romagna due interventi differenti, ma legati da un fil rouge comune. Ossia la volontà di trasformare e curare il territorio, guardando al futuro senza dimenticare il passato. Atti concreti di risanamento e rinascita.

Già nel 1996 l’Emilia-Romagna fu tra le prime regioni ad adottare un piano di prevenzione e protezione dall’asbesto.

Bologna, via alle demolizioni ex Officine Casaralta

Una nuova fase si apre per le ex Officine Casaralta di Bologna, storico sito industriale di Bologns. Sono cominciate ieri, 29 maggio, le demolizioni di nove edifici in via Ferrarese.
Al posto di queste strutture verrà costruito un parco, palazzi residenziali, attività commerciali e uno studentato. Un’operazione che secondo le previsione dovrebbe essere completata entro il 2029. Il sindaco Matteo Lepore ha dichiarato di voler dedicare alle vittime dell’amianto ed ai cittadini del quartiere.

L’amianto infatti, ha lasciato una lunga scia di dolore in tante realtà industriali italiane e la bonifica dei siti contaminati rappresenta oggi una priorità

Goro, in provincia di Ferrara via le condotte idrauliche in amianto

Terminate le lavorazioni in via dell’Industria a Goro per il rinnovamento della rete fognaria. L’operazione è volta al miglioramento delle infrastrutture e garantire la sicurezza idraulica. Saranno rimosse le condotte in cemento amianto e verrànno rifatte le banchine stradali.