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Amianto, a Piacenza servizio di raccolta gratuito

amianto, piemonte e veneto
amianto (ph Foto free di Karolina Grabowska da Pixabay)

Un nuovo sistema per la gestione in sicurezza di piccoli quantitativi di amianto è ora disponibile a Piacenza e provincia, grazie all’attivazione di un servizio dedicato promosso da Iren Ambiente. Questa iniziativa permetterebbe alle famiglie di eliminare correttamente e senza costi i materiali contenenti amianto presenti in ambito domestico.

Che cos’è la micro-raccolta di amianto e come funziona

Il servizio, rivolto esclusivamente ai privati cittadini, consente lo smaltimento di piccoli oggetti o strutture contenenti amianto tramite un processo denominato “micro-raccolta”. Secondo le indicazioni fornite da Iren Ambiente, il cittadino stesso dovrebbe eseguire la rimozione e il confezionamento del materiale in autonomia, seguendo istruzioni precise.
Il trasporto e l’avvio allo smaltimento vengono effettuati dal gestore autorizzato, Iren Ambiente, che garantisce una gestione conforme alla normativa vigente.

Come accedere al servizio in modo corretto

Per usufruire della raccolta amianto, è necessario essere intestatari di un’utenza domestica attiva e compilare un documento specifico: il Piano Operativo Semplificato (POS).
Questo modulo è richiesto per iniziare i lavori e deve essere consegnato all’Azienda Sanitaria Locale (AUSL) di riferimento. Il modulo POS sarebbe disponibile sia presso gli sportelli dell’AUSL che scaricabile dal loro sito web.

Parallelamente, si raccomanda l’utilizzo di un kit di sicurezza contenente tutti gli strumenti necessari per rimuovere e confezionare correttamente l’amianto, così da tutelare la salute e l’ambiente durante le fasi di smontaggio e imballaggio.

Limiti e contatti per informazioni

Il materiale smaltibile attraverso questo servizio dovrebbe rientrare nei limiti quantitativi previsti dalle linee guida regionali, che variano in base al tipo di manufatto. Si consiglia di informarsi in anticipo per verificare l’idoneità del materiale al programma di micro-raccolta.

Per dettagli aggiuntivi o per fissare un appuntamento per il ritiro, i cittadini possono:

  • Chiamare il numero verde Iren Ambiente 800 212607, attivo da lunedì a venerdì dalle 8:00 alle 17:00 e il sabato dalle 8:00 alle 13:00.

  • Oppure inviare una richiesta via email all’indirizzo ambiente.emilia@gruppoiren.it.

Fonte: Libertà.  

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USA, possibile rischio di un disastro amianto nello Stato del Montana

miniera
Miniera, immagine generica (Foto free di marcindrews da Pixabay)

La tragedia della miniera di amianto di Libby, nello Stato federale americano del Montana, è una ferita che ancora sanguina a fiotti. Furono infatti centinaia i morti e migliaia le persone colpite da malattie respiratorie asbesto correlate. E’ qui che infatti, per anni, veniva estratta la vermiculite. E la vermiculite presente in questa miniera era contaminata dall’amianto della tipologia tremolite. Oggi, la città è ufficialmente classificata come sito destinato alla bonifica ambientale da parte dell’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA).

Ma proprio mentre il ricordo di quella catastrofe dovrebbe guidare ogni scelta futura, un nuovo progetto minerario nella regione riaccende i timori. A Sheep Creek, nella zona del West Fork del Bitterroot River, è prevista una nuova attività di estrazione che potrebbe avere implicazioni dannose.  Secondo la fonte, nel sito potrebbe infatti esserci, potenzialmente, un minerale appartenente alla famiglia dei silicati di amianto: l’actinolite.

La mancanza di consapevolezza pubblica

L’actinolite è un anfibolo, come la tremolite responsabile dei danni a Libby. E come per ogni tipologia di amianto è estremamente pericoloso invisibile e letale. Le malattie associate, ricordiamo, come mesotelioma, tumore polmonare, asbestosi e vari tipi di cancro, – sono ben documentate e insidiose.

L’invito ad effettuare controlli approfonditi

Secondo quanto dichiarato, i geologi del Montana Tech avrebbero già segnalato la possibile presenza di actinolite nelle rocce. Il geologo statunitense Larry Campbell, ora in pensione ma con lunga esperienza nelle esplorazioni minerarie invita quindi ad effettuare controlli serrati sulla eventuale presenza di amianto sospetta. Questa, se confermata, potrebbe rappresentare un pericolo potenziale per tutta la valle del Bitterroot.
Conoscere in anticipo il rischio permetterebbe sia alla popolazione che agli enti preposti di intervenire con consapevolezza e trasparenza.

Una lezione già dimenticata?

Il Montana ha già vissuto questa tragedia. Le attinenze tra le miniere di Libby e di Sheep Creek non possono essere ignorate. Oggi, la storia rischia di ripetersi.

Il messaggio di Campbell è un invito alla prudenza, alla responsabilità e alla prevenzione: non possiamo permetterci un altro Libby.

“Se in questa miniera ci fosse anche soltanto il sospetto della possibile presenza di amianto nella miniera è fondamentale effettuare immediatamente le opportune verifiche prima di qualsiasi attività di estrazione”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto in Italia.

Fonte: Why risk another Libby asbestos disaster?, Larry Campbell, Daily Montanan
July 29, 2025

Binasco (MI), bonifica amianto nella scuola materna: lavori conclusi

bambino che disegna un'auto
amianto nelle scuole, annunciato nuovo finanziamento Bambino a scuola, immagine generica (Foto free di Thomas G. da Pixabay)

La rimozione dell’amianto dalla scuola dell’infanzia di via Martiri d’Ungheria a Binasco, in provincia di Milano, sarà completata in un unico intervento. E’ quanto si evince da una delle fonti. Inizialmente previsto in due fasi, il progetto è stato accelerato e verrà ultimato entro la fine di agosto, permettendo così la riapertura del plesso in sicurezza per l’inizio dell’anno scolastico.

Nessun secondo lotto: completamento anticipato dei lavori

L’intervento, che riguarda l’intera struttura, avrebbe dovuto proseguire nel 2026 con un secondo lotto.  Una decisione che solleva l’amministrazione comunale da ulteriori disagi logistici e organizzativi legati a un cantiere prolungato nel tempo.

Rimozione amianto completata, ora gli interventi di muratura

La parte più delicata dell’operazione, ovvero la rimozione dell’amianto, è già stata portata a termine. Gli operai specializzati stanno ora eseguendo le opere murarie necessarie per ripristinare gli ambienti. Tutto procede secondo i tempi previsti.

Anche la sindaca di Binasco, Liana Castaldo spera che il tutto verrà terminato entro fine agosto, in tempo per la ripresa delle lezioni.

Un investimento importante per la sicurezza dei bambini

La struttura, costruita negli anni Sessanta, ospita circa 200 bambini. Il progetto di bonifica ha comportato un investimento di quasi 700 mila euro, una cifra importante che il Comune ha deciso di destinare alla sicurezza e al benessere dei più piccoli.
“L’amianto nelle scuole è un problema che come Osservatorio Nazionale Amianto abbiamo più volte evidenziato e che riguarda ancora troppe strutture. Il rischio non è solo quello legato alle onduline sui tetti o su altre strutture outdoor, ma anche impianti elettrici, pavimentazioni in linoleum presenti all’interno degli edifici.” Ha affermato l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA.

Amianto e lavoro: il canto operaio dei Great Big Sea

musica
concerto (Foto free di Stefan Schweihofer da Pixabay)

La canzone “The Chemical Worker’s Song (Process Man)”, interpretata dal gruppo folk-rock canadese Great Big Sea, si distingue come una potente testimonianza delle difficoltà e dei rischi affrontati dai lavoratori esposti alle sostanze tossiche come l’amianto. Attraverso la musica, con un testo intenso ed una melodia coinvolgente, la band racconta il tema della salute sul lavoro.

Il messaggio sociale contro l’amianto

Il testo, innanzitutto, si focalizza sulle condizioni di lavoro gravose e, di conseguenza, sui danni che queste possono provocare alla salute, mettendo così in luce il sacrificio e la fatica quotidiana dei lavoratori. Inoltre, Great Big Sea sottolinea l’importanza di maggiore consapevolezza e, di conseguenza, di una protezione più efficace sul luogo di lavoro.

L’impatto culturale di “The chemical worker’s song”

La melodia accattivante, tipica della musica folk canadese, rende il messaggio facilmente accessibile e memorabile.

Great Big Sea, con la loro capacità di mescolare musica folk e rock, si sono sempre distinti per l’impegno in temi sociali e culturali. In questa canzone non si parla solo dei lavoratori esposti all’amianto ma è dedicata a tutti coloro che quotidianamente mettono a rischio la propria salute per sostenere l’economia e la società.

Il testo della canzone: il respiro delle fibre di amianto

E via ragazzi, via. Cronometreranno ogni tuo respiro.

E ogni giorno che sei in questo posto,
sei due giorni più vicino alla morte.
Ma tu vai.
Lavoro e respiro tra i fumi che attraversano il cielo
Ci sono tuoni intorno a me e c’è veleno nell’aria
C’è un odore disgustoso che sa di inferno e polvere nei miei capelli

E via ragazzi, via.
Cronometreranno ogni tuo respiro.
E ogni giorno che sei in questo posto,
sei due giorni più vicino alla morte.
Ma tu vai.

Il baratto tra vita e denaro

Beh, ho lavorato tra i filatori e respirato il fumo oleoso
Ho spalato il gesso che quasi ti fa soffocare
Sono stato immerso fino alle ginocchia nel cianuro, mi sono ammalato di ustioni caustiche
Ho lavorato duro, ne ho viste abbastanza da farti rivoltare lo stomaco
E via ragazzi, via.
Cronometreranno ogni tuo respiro.
E ogni giorno che sei in questo posto,
sei due giorni più vicino alla morte.
Ma tu vai.
Ci sono straordinari e opportunità, bonus in abbondanza
I giovani amano i loro soldi e tornano tutti per averne di più
Ma presto ti ritrovi a bussare alla porta e sembri più vecchio di quanto dovresti
Per ogni soldo guadagnato sul lavoro, paghi con carne e sangue
E via ragazzi, via.
Cronometreranno ogni tuo respiro.
E ogni giorno che sei in questo posto,
sei due giorni più vicino alla morte.
Ma tu vai.
Lavoro e respiro tra i fumi che attraversano il cielo
Ci sono tuoni tutt’intorno a me e c’è veleno nell’aria
C’è un odore disgustoso che sa di inferno e polvere nei miei capelli
E via ragazzi, via
Cronometreranno ogni tuo respiro
E ogni giorno che sei in questo posto
Sei due giorni più vicino alla morte
E via ragazzi, via
Cronometreranno ogni tuo respiro
E ogni giorno che sei in questo posto
Sei due giorni più vicino alla morte
Ma tu vai.

Il videoclip

Qui di seguito il video della canzone che vi invitiamo ad ascoltare:

Amianto, riconosciuto vittima del dovere operaio della Marina deceduto

amianto, Avv. Ezio Bonanni, esposto
Avv. Ezio Bonanni

E’ ora definitiva la sentenza del tribunale del Lavoro di Siracusa che ha riconosciuto ad un meccanico navale della Marina Militare, come vittima del dovere, dopo il suo decesso per un cancro polmonare provocato dall’esposizione all’amianto.

Aveva solo 52 anni

L’uomo, originario di Catania, aveva prestato servizio dal 1984 al 1986 presso il Maricentro di Taranto e a bordo della nave Intrepido. E’ qui che lavorava nei motori locali e dove aveva respirato le pericolose da fibre di amianto privo dei dispositivi di tutela. Nel 2017 riceve la terribile diagnosi di tumore al polmone e morire solo quattro mesi dopo lasciando una vedova e due figli.

La battaglia dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto

La famiglia ha avviato la lunga e dolorosa battaglia legale con l’assistenza dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto. Dopo il diniego iniziale da parte delle autorita’ competenti, il tribunale ha finalmente riconosciuto l’equiparazione a vittima del dovere, con il relativo diritto a ricevere i benefici previsti per la famiglia. Il Ministero della Difesa e’ stato condannato a versare alla vedova e alla figlia circa 700 mila euro complessivi – tra speciale elargizione (300 mila euro) e vitalizi arretrati (400 mila euro) – oltre a un vitalizio mensile di circa 2 mila e 400 euro.

Le dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni

“Questa sentenza restituisce un frammento di giustizia a una famiglia segnata per sempre dalla perdita e dal silenzio istituzionale”, ha affermato Bonanni, massimo esperto della problematica amianto. “L’uomo è uno dei tanti militari che hanno servito il Paese con onore, inconsapevolmente esposti a una sostanza letale – aggiunge -. L’amianto ha ucciso in modo lento e crudele, e ancora oggi le famiglie devono affrontare processi lunghi e dolorosi per vedere riconosciuti i propri diritti. E’ una doppia ingiustizia che non possiamo piu’ tollerare”.

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Informazioni dell’Osservatorio Nazionale Amianto e dell’Avv. Ezio Bonanni