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Amianto in Aeronautica militare, partita l’inchiesta

Aeronautica militare
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La consulenza degli esperti conferma la correlazione tra la malattia e l’esposizione all’amianto durante il periodo lavorativo di Nicola Panei.

L’Aeronautica Militare come un mondo “rimasto a lungo separato, nel quale il rischio era del tutto ignorato, mentre invece tutto il Paese rappresentava una situazione di allarme”.

È la conclusione della consulenza tecnica redatta da un pool di esperti ordinata dai pm Sergio Dini e Francesco Tonon, della procura della Repubblica di Padova.

Entrambi titolari dell’inchiesta su negligenze ed omissioni a carico di massimi vertici del Corpo militare. I fatti sono relativi al periodo di tempo che va dal 1988 e il 2004.

La consulenza sancisce anche l’accertamento di almeno sette casi di mesotelioma tra le 25 vittime su cui si sta indagando.

Di questi “in tre casi l’omissione di idonee misure di prevenzione rappresenta una violazione di obblighi normativi inequivocabilmente vigenti”, si legge nella consulenza.

“Negli altri quattro l’esposizione accertata si verifica in periodi antecedenti. Per tre casi non è stato possibile dimostrare con certezza l’esposizione lavorativa da amianto, per quanto la presenza nelle apparecchiature e nei sistemi di telecomunicazione appaia probabile”.

La difesa dell’ex militare Nicola Panei

I due militari ancora vivi che rientrano nel fascicolo sono ammalati di asbestosi polmonare. Come Nicola Panei, in pensione dopo aver lavorato per 25 anni nel servizio antincendio dell’Aeronautica Militare.

Nicola ha prestato servizio tra Pratica di Mare e Guidonia e attualmente è ifeso dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA.

“Il signor Nicola Panei è tra coloro che hanno dato vita all’Osservatorio Nazionale Amianto, e che a suo tempo ha depositato la prima denuncia”, spiega l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA”.

“L’amianto era presente negli automezzi, negli aerei, negli hangar, nei capannoni e nei magazzini. Ma soprattutto le tute da lavoro in tessuto ignifugo erano realizzate con l’amianto”, racconta Panei.

“In tanti anni non fui sottoposto a nessun tipo di sorveglianza sanitaria né fu mai avvisato dei pericoli derivanti da presenza di amianto”.

Nel 2013 i medici gli diagnosticarono l’asbestosi polmonare. Ad oggi la consulenza tecnica degli esperti conferma la correlazione tra la malattia e l’esposizione all’amianto del periodo lavorativo.

“L’esposizione in Aeronautica Militare certa si è verificata nel periodo 69-95. Quando Panei utilizzava teli di amianto e indumenti ignifughi contenenti amianto”. Si legge nel documento.

“L’esposizione quindi è stata determinata dall’uso di dispositivi protettivi antincendio che contenevano amianto.

In questo caso quindi non c’erano misure preventive che dovesse essere utilizzati.

L’Unica misura di prevenzione opportuna era la sostituzione di tale dispositivi con altri privi di amianto in particolare quando si presentavano in condizioni di usura da rilasciare fibra in aria”.

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Amianto in aeronautica: il racconto di Nicola Panei

Il signor Nicola Panei si costituirà parte civile nel procedimento penale, insieme all’ONA. E avanzerà richiesta di citazione del Ministero della Difesa quale responsabile civile per i danni subiti.

Quindi con condanna in solido al loro risarcimento” anticipa il legale Ezio Bonanni.

“Il rischio in aviazione militare e civile, a lungo sottaciuto, è esploso quando nel 2005 il Tribunale di Latina ha cominciato ad accogliere le prime domande di rivalutazione della posizione contributiva per esposizione ad amianto e prepensionamento dei lavoratori del comparto aereo.

Successivamente è sorto un vero e proprio fenomeno epidemico, a testimonianza dell’intensa esposizione in questo settore.

Come associazione continueremo a denunciare tutti i casi di malattie asbesto correlate delle vittime nel settore dell’aviazione civile e militare.

Sia ai fini preventivi, sia soprattutto per ottenere, in favore di questi lavoratori, il riconoscimento della loro qualità di vittima del dovere e quindi l’erogazione dell’assegno vitalizio, dello speciale assegno vitalizio e della speciale elargizione.

Quali prestazioni previdenziali che si sommano al risarcimento del danno” conclude Bonanni.

Assistenza vittime amianto in Aeronautica Militare

L’ONA ha costituito uno specifico dipartimento per le vittime esposte anche nell’Aeronautica Militare si può rivolgere per ottenere assistenza, attraverso lo sportello amianto online

Le vittime dell’amianto possono ottenere il riconoscimento della causa di servizio e la qualità di vittima delle dovere con le relative prestazioni.

Vittime del dovere: assistenza per il riconoscimento

Sono vittime del dovere coloro che hanno subito un’invalidità permanente durante l’attività di servizio o nell’espletamento delle loro funzioni, con lesione biologica e, in certi casi, con il decesso.

Le vittime del dovere hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio e a prestazioni economiche aggiuntive, erogabili ai familiari in caso di decesso. 

Ona Volla: servizio di sorveglianza sanitaria

ONA Volla
ONA Volla

A partire dal mese di ottobre ripartirà il servizio di sorveglianza sanitaria, terapia e cura a favore dei dipendenti dello stabilimento ex Sacelit di Volla.

I lavoratori sono ammalati a causa dell’esposizione all’amianto possono effettuare i controlli presso l’ASL di Castellammare di Stabia.

Un servizio reso possibile grazie all’intervento dell’Osservatorio Nazionale Amianto di Volla.

Così la caparbietà e all’audacia del dottor Angelo Guadagno, Presidente onorario dell’ONA Volla e del direttore generale dell’ASL NA 3 SUD dott.ssa Antonietta Costantini, hanno reso possibile riconquistare quello che pochi mesi prima sembrava una questione ormai accantonata in Campania per una serie di circostanze avverse.

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La missione dell’associazione Ona Volla

La missione dell’Ona Volla è quella di porre l’attenzione sulla problematica ambientale non più trascurabile. Anche alla luce delle numerose patologie scaturite tra i cittadini a causa dell’esposizione alla fibra killer.

“Prendiamo atto con soddisfazione che finalmente riprenderanno i controlli sanitari per i lavoratori esposti, ciò agevolerà la diagnosi precoce delle patologie, terapie tempestive e il riconoscimento dei diritti previdenziali e risarcitori delle vittime”, dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Come è noto l’elevata presenza di materiali contaminati sul territorio ma soprattutto la lentezza con cui si svolgono gli interventi di bonifica dei luoghi avvelenati, pongono ormai il problema di come salvaguardare la salute di migliaia di famiglie.

In quanto le famiglie residenti nell’hinterland napoletano vengono infatti sottoposte ad un costante ed quasi irreversibile processo di inquinamento ambientale.

Ad ogni modo il monitoraggio delle patologie oncologiche e fibrotiche dell’esposizione all’amianto sul territorio vollese e dintorni, rappresenta un grande risultato.

Obiettivo che consentirà prima di tutto a decine di ex operai che hanno manipolato l’amianto di tenere sotto osservazione la propria salute.

Successivamente anche di controllare e quindi accertare la stretta correlazione tra malattie e la presenza di fattori di inquinanti sul territorio che inevitabilmente dovrà determinare una forte mobilitazione delle istituzioni pubbliche.

La sorveglianza sanitaria permette la diagnosi precoce e la prova dell’esposizione e del danno.

Assistenza gratuita alle vittime del dovere

I cittadini e i lavoratori esposti amianto ed altri cancerogeni, che temono di aver subito danni alla salute possono rivolgersi all’ONA, per l’assistenza gratuita.

Rieti, “Terremoto e rischio amianto tra le macerie”

Rieti
Rieti

Tutti i rischi celati dal terremoto

Amianto tra le macerie: ad un mese e mezzo esatto dal terribile sisma che lo scorso 24 agosto ha colpito il centro Italia, il rischio di dispersione delle fibre di amianto è ancora molto alto.

Un rischio che riguarda in primis i soccorritori che per giorni hanno scavato con le mani per tentare di salvare vite umane. Gli stessi che nella fase successiva hanno lavorato per la messa in sicurezza degli edifici.

Il rischio permane anche per gli abitanti rimasti nelle zone in cui sono presenti enormi cumuli di macerie.

L’intervento dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Dopo aver lanciato l’allarme all’indomani del terremoto, l’Osservatorio Nazionale Amianto fa tappa a Rieti, per un incontro con cittadini e istituzioni per fare il punto della situazione, sabato 8 ottobre alle ore 17.30 presso l’aula Consiliare del Comune di Rieti.

amianto tra le macerie

Amianto tra le macerie e le iniziative ONA

Nel corso del convegno interverranno l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, Grazia Canuto – Responsabile Nazionale Capo Dipartimento Ambiente/Rifiuti/Energia/Architettura Sostenibile/CAD, Sabrina Melpignano, psicoterapeuta e membro del comitato scientifico dell’Ona, Michele Rucco, segretario generale Ona, Giampiero Cardillo, membro del Comitato Scientifico Ona. Modera la giornalista Valentina Renzopaoli.

È previsto un saluto del sindaco di Rieti Simone Pietrangeli e del presidente del Consiglio Comunale di Rieti, Gian Piero Marroni.

“Abbiamo da subito lanciato un appello affinché i soccorritori fossero dotati di mascherine con il filtro di protezione per evitare l’inalazione delle fibre. Appello che è rimasto per lo più inascoltato”, ha dichiarato l’avvocato Ezio Bonanni. “I fenomeni sismici producono lesioni, vibrazioni e, nei casi peggiori, una vera e propria polverizzazione del cemento amianto.

Nel momento del crollo la polvere si disperde nell’ambiente e anche nell’acqua. Poi successivamente, quando le macerie rimangono a terra, la polvere può essere dispersa a causa degli agenti atmosferici o anche semplicemente con il calpestamento”, aggiunge Bonanni.

L’appello dell’ONA e del suo Presidente

L’Osservatorio Nazionale Amianto chiede di mettere in sicurezza i cumuli di macerie affinché le fibre non si continuino a disperdere nell’aria.

“E’ necessario bagnare le macerie con getti d’acqua, affinché le polveri non si disperdano, e quando finiscono le operazioni di ricerca, coprire le macerie con teli di nylon che dovranno essere portati via con mezzi meccanici da personale protetto da tute adeguate”, spiega il presidente Bonanni.

Durante il convegno si parlerà anche del disturbo post traumatico da stress, con particolare riferimento proprio ai soccorritori che intervengono nelle emergenze.

Danno psicologico da amianto: ne parla la Dott.ssa Melpignano

La dottoressa Sabrina Melpignano illustrerà cos’è il danno psicologico e psichico, dovuto a stress e trauma.

L’incontro sarà l’occasione anche per fare il quadro della situazione in merito al territorio reatino.

Area caratterizzata dalla presenza di molti siti industriali, tra cui l’Industria Italia Imballaggi e la Plastofer, nei quali vi è stata esposizione professionale a polveri e fibre di amianto.

Il Tribunale di Rieti, in alcuni casi, ha riconosciuto il diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto, con un coefficiente più basso.

Tuttavia questo punteggio non risulta utile per anticipare il diritto alla pensione e soprattutto per un periodo limitato. L’amianto infatti è stato bonificato solo recentemente.

La Corte di Appello di Roma ha già accolto uno degli appelli proposti dall’avvocato Ezio Bonanni.

In quanto ha riformato la sentenza del Tribunale di Rieti che aveva riconosciuto l’esposizione con il coefficiente 1,25 non utile per anticipare il diritto a pensione.

Mentre invece, con il riconoscimento con il coefficiente 1,5 utile ad anticipare il diritto a pensione, questo lavoratore reatino (B.R.) tra qualche giorno potrà accedere al meritato pensionamento.

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’associazione, dopo il convegno riceverà singolarmente tutti coloro che ne faranno richiesta.

Al fine di permettere la migliore tutela dei diritti dei lavoratori, sia quelli che hanno già contratto patologia asbesto correlata, sia quelli che non si sono ancora ammalati.

L’evento si potrà seguire anche in diretta.

Amianto, la paura di morire è “un danno”

Amianto
Amianto

Risacimento esposizione amianto: condannata Enel Green Power

Ha contratto le placche pleuriche e un’iniziale asbestosi a Pisa dopo essere stato esposto all’amianto lavorando nel Campo Geotermoelettrico di Larderello.

La vittima caduta in depressione per il terrore di contrarre malattie mortali da amianto, dopo aver ottenuto il prepensionamento in giovane età.

Il Tribunale di Pisa, con una sentenza storica, riconosce il danno biologico e anche quello psichico e psicobiologico.

Inoltre, ha condannato Enel Green Power Spa e Inail al risacimento esposizione amianto.

Dovranno pagare a S.C. rispettivamente circa 27mila euro. Anche le rivalutazioni, gli interessi e l’indennizzo di 6mila euro oltre interessi.

Cifre che fanno riferimento ai “danni biologici sofferti, in seguito a placche pleuriche, ispessimenti pleurici e stato depressivo, da paura di ammalarsi, cagionato dalla esposizione professionale ad amianto non cautelata”.

Una vittoria storica per l’Osservatorio Nazionale Amianto. In quanto si afferma la civile responsabilità di ENEL Green Power ma anche perché viene riconosciuta la capacità invalidante dell’esposizione ad amianto sulla psiche umana e su quell’equilibrio psicofisico.

risacimento esposizione amianto

Le parole dell’Avvocato Ezio Bonanni

“Si tratta di una decisione storica. Riteniamo che i danni da esposizione ad amianto siano ben maggiori. Rappresenta solo il primo passo, perché, ottenuta la sentenza pilota, ora bisogna avviare azioni giudiziarie nell’interesse di altri lavoratori.

Ovvero, coloro che hanno ottenuto sentenze di riconoscimento dell’esposizione ad amianto, con prepensionamento, ma senza risarcimento da parte dell’ENEL.

L’azienza ha tenuto condotte non legittime, delle quali quindi dovrà rispondere nelle competenti sedi” dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA e legale del ricorrente.

Accolte ke tesi dell’ONA, secondo le quali l’esposizione ad un cancerogeno, in questo caso l’amianto, è comunque dannosa per la salute umana.

Il danno però si riperquote anche oltre al profilo biologico molecolare, uno stato infiammatorio prodromico ad un rischio di degenerazione neoplastica. Una degenerazione che spesso si evolve nell’insorgenza del mesotelioma.

Amianto nelle ferrovie, operaio vittima mesotelioma

Ferrovie
Ferrovie

Amianto nelle ferrovie: un problema attuale

Amianto nelle Ferrovie. Dopo il risarcimento record inflitto alle Ferrovie dello Stato per non aver tutelato un suo dipendente, ora arriva anche la sentenza che obbliga l’Inps a riconoscere i benefici amianto. Successivamente l’INPS è obbligata a versare agli eredi la rivalutazione del periodo maturato secondo le legge.

Una doppia vittoria per l’Osservatorio Nazionale Amianto che segue da molti anni il caso e gli altri episodi di amianto nelle Ferrovie.

Al centro della vicenda giudiziaria c’è la storia di A.C.. Ovvero, un dipendente della Ferrovie dello Stato che ha lavorato prima presso le Officine Grandi Riparazioni di Torino e successivamente a Roma Termini.

Amianto nelle Ferrovie, la storia della vittima

Esposto per molti anni all’amianto per aver svolto le sue mansioni senza le maschere di protezione, l’uomo si è ammalato nel 2004 di mesotelioma ed è deceduto nel luglio del 2006.

Patologia diagnosticata anche dall’Inail che nel 2007 ha riconosciuto la malattia professionale.

Gli eredi della vittima, attraverso l’avvocato Ezio Bonanni, avevano chiesto all’Inps la rivalutazione dell’intero periodo lavorativo. Poi l’adeguamento della pensione di reversibilità erogata alla vedova con il coefficiente 1,5.

Il tutto applicato all’intero periodo di esposizione alle polveri di amianto, con conseguente rivalutazione degli importi della pensione.

L’Inps aveva rifiutato di rivalutare la pensione di reversibilità liquidata alla vedova del lavoratore deceduto perché sosteneva che non c’era esposizione ad amianto ed effettivamente il Tribunale di Roma inizialmente gli aveva dato ragione, peraltro senza alcun accertamento tecnico.

Amianto nelle Ferrovie

L’Avv. Bonanni contesta la sentenza amianto

L’avvocato Ezio Bonanni ha contestato la sentenza del Tribunale di Roma ed ha ricorso alla Corte d’Appello di Roma

La Corte D’Appello di Roma ha poi disposto un accertamento tecnico in seguito al quale è emerso che il deceduto è stato esposto ad amianto per tutto il periodo lavorativo.

E questo beneficio si applica anche alle pensioni di reversibilità liquidate al coniuge.

Come si legge nella sentenza della Corte Suprema di Cassazione:

“in tema di benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto, ai sensi dell’art. 13, comma 7, della legge 257/1992, la certificazione da parte dell’Inail dell’insorgenza della malattia professionale comporta il riconoscimento, sia ai fini del diritto che della misura della pensione, del beneficio della maggiorazione per 1,5 del periodo di esposizione, indipendentemente dalla durata e dalla natura qualificata della stessa, derivante dai valori di concentrazione delle fibre di amianto in rapporto alla durata giornaliera dell’esposizione stessa con riferimento ad una media annuale”.

I risultati del ricorso in Corte d’Appello

Pertanto i giudici della Corte d’Appello hanno ordinato all’Inps “la rivalutazione del periodo lavorativo del dipendente tra il 1973 e il 1991, mediante la moltiplicazione del coefficiente 1,5 e l’adeguamento della pensione di reversibilità.

Inoltre condanna l’Inps al pagamento delle differenze maturate sulla prestazione dalla data della domanda e delle spese legali”.

«È una decisione rilevante quella della Corte di Appello di Roma che condanna l’INPS, in quanto rigetta le eccezioni di decadenza per la mancata presentazione della domanda all’INAIL entro il 15 giugno 2005, e perché dichiara questo diritto alla rivalutazione pensionistica anche in favore del titolare della pensione di reversibilità”, sostiene l’avvocato Ezio Bonanni.

Si deve evidenziare ancora che in ogni occasione in cui c’è in ballo un diritto delle vittime dell’amianto, gli Enti previdenziali non lo riconoscono se non in seguito a sentenze della Magistratura.

Sarebbe auspicabile che nel futuro l’INPS applicasse questa legge dello Stato. Cioè il diritto alla rivalutazione in favore dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto, evitando di costringere queste vittime sventurate a dover ricorrere sempre e comunque all’autorità giudiziaria».