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Lotta amianto Puglia: l’ONA si mobilita per tutela vittime

ILVA
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L’ONA si mobilita contro l’amianto in Puglia

Lotta amianto Puglia. Tre giorni di dibattiti, convegni, tavoli tecnici per affrontare la problematica amianto. In quanto è un’emergenza non solo sanitaria e giudiziaria ma anche ambientale e sociale.

Una maratona dell’Osservatorio Nazionale Amianto che tocca Taranto, Brindisi, Bari e Foggia, tutte le principali città pugliesi che soffrono un alto numero di casi di patologie asbesto correlate. Difatti queste sono zone particolarmente recidive. Come è noto, sono aree colpite anche dall’inquinamento che getta un’ombra funesta anche sul futuro delle prossime generazioni.

Patologie asbesto correlate: un’epidemia globale

L’amianto potrebbe sembrare un problema italiano ma non lo è. Prima di tutto bisogna specificare che ogni anno solo in Italia si contano circa 6000 decessi causati dalle patologie asbesto correlate.

Nel complesso però sono conteggiati ogni anno, circa 107.000 morti di amianto in tutto il pianeta.

Come è noto quella delle malattie amianto correlate è una vera a propria epidemia. A darne notizia è anche l’O.M.S.

Ha inizio il tour ONA a tutela delle vittime amianto

Per iniziare, da venerdì 14 a domenica 16 ottobre, esperti, studiosi, medici, avvocati, rappresentanti istituzionali si confronteranno così, sul tema dell’ambiente e, in particolare, sulla questione amianto in Puglia.

Prima di tutto sarà mostrato anche nn video-intervento straordinario del Governatore della Puglia Michele Emiliano.

In breve, nel video si illustrerà i dati del recente studio epidemiologico che riguarda gli effetti dell’inquinamento dell’Ilva sulla popolazione. Successivamente saranno diffuse informazioni anche sulle politiche in campo per uno sviluppo più sostenibile.

In conclusione verranno svelati i dati epidemiologici delle zone più “calde” della Puglia indicano il rischio di una futura pandemia.

Qual è il nesso tra esposizione all’amianto e patologie asbesto correlate? Quali sono i rischi per la popolazione? Come attuare politiche per uno sviluppo più sostenibile del territorio? E quali sono le modalità per ottenere i benefici previdenziali e il risarcimento dei danni?

Presentati i nuovi dati epidemiologici

Perciò durante gli incontri verranno resi noti gli ultimi dati epidemiologici a disposizione. Nel complesso si farà il punto sulle principali inchiesta giudiziarie in corso nelle Procure pugliesi. Dall’Ilva all’inchiesta sulla Marina Militare, alla Fibronit di Bari.

“È necessario un diverso approccio da parte delle istituzioni. Questi problemi non possono essere risolti solo con le azioni giudiziarie repressive di reati o con gli interventi sanitari di cura dei cittadini che a causa della contaminazione dei luoghi di lavoro e dei luoghi di vita, si sono ammalati e si continueranno ad ammalare”, sostiene Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

“Quindi è indispensabile mettere in pratica il concetto di prevenzione primaria che, attraverso la bonifica, restituisca dignità ai territori sfregiati da una cultura che ha privilegiato il profitto alla vita umana. Ma fino a quando si continueranno ad applicare norme in deroga e a far rimanere solo sulla carta le leggi dello Stato, questi problemi non saranno affrontati efficacemente, né risolti” spiega l’avvocato Bonanni.

Nasce il nuovo Comitato ONA di Taranto

Ad ogni modo, durante il convegno in programma a Taranto venerdì 14 ottobre alle 9.30 verrà presentato anche il neonato Comitato ONA di Taranto. Difatti l’ONA ha ritenuto di rafforzare la sua presenza su un territorio che sta pagando un prezzo altissimo in termini di salute e inquinamento ambientale.

Considerando che i morti per mesotelioma nella città di Taranto, tra il 2006 e il 2011, sono la metà di quelli censiti nell’intera Puglia dal Registro regionale. In tutto 121morti solo di mesotelioma, di cui 99 uomini e 22 donne.

Ricchissimo anche il parterre degli ospiti previsti per il convegno di Brindisi fissato per venerdì 15 ottobre alle ore 17.30.

Difatti saranno presenti medici, scienziati ma anche rappresentanti istituzionali. Al fine di una maggiore chiarezza, prima di tutto sullo stato dell’arte, e nello stesso tempo, riflettere su un nuovo possibile e necessario sentiero da percorrere per il futuro.

In occasione della conferenza stampa prevista a Bari per sabato 15 ottobre alle ore 9.30, verrà presentato il nuovo Centro Studi sull’Amianto.

Ovvero, una partnership tra l’Osservatorio Nazionale Amianto e il Dipartimento di Diritto del Lavoro dell’Università di Bari.

Il programma della mobilitazione inizia ad ottobre

Per iniziare, Venerdì 14 ottobre, alle ore ore 9.30 nella città di Taranto, ci sarà il primo evento programmato in scaletta.

L’iniziativa ospitata dal Salone di Rappresentanza della Provincia di Taranto, Palazzo del Governo, via Anfiteatro n. 4, I piano, rappresenta ad ogni modo un nuovo punto di inizio in questa battaglia.

Amianto, Taranto città martoriata: non c’è solo l’Ilva a fare paura

Amianto in Puglia: relatori della conferenza 14/10

Ezio Bonanni – presidente Osservatorio Nazionale Amianto
Grazia Canuto – Responsabile Nazionale Capo Dipartimento Ambiente/Rifiuti/Energia/Architettura Sostenibile/CAD e Docente di Criminologia Ambientale all’Università di Padova
Barbara Valenzano – Direttore Dipartimento Infrastrutture, Mobilità, Opere Pubbliche, Paesaggio, Ecologia Regione Puglia
Giovanni Gentile – avvocato e esposto all’amianto
Renata Roffeni Tiraferri – orfana di vittima del dovere
Paola Santospirito – Responsabile Comitato Ona Taranto
Domenico Favia – Coordinatore ONA Puglia
Luigi Giovannelli – Coordinamento ONA Puglia

Venerdì 14 ottobre – ore 17.30 – Brindisi

Dopodiché le attività verranno spostate a Brindisi. L’evento avrà luogo nel Salone di rappresentanza del Palazzo della Provincia di Brindisi, via De Leo 3.

“Amianto: il dramma di un territorio maltrattato e la speranza di un futuro più sostenibile”

Amianto in Puglia: interverranno al convegno

  • Ezio Bonanni – presidente osservatorio Nazionale Amianto;
  • Grazia Canuto – Responsabile Nazionale Capo Dipartimento Ambiente/Rifiuti/Energia/Architettura Sostenibile/CAD e Docente di Criminologia Ambientale all’Università di Padova;
  • Saverio Cinieri – Direttore Unità Operativa Oncologia Ospedale Perrino Brindisi e Tesoriere Nazionale AIOM;
  • Pietro Iurlaro – Senatore (Gruppo Alleanza Liberal Popolare)– Membro Commissione Ambiente, Territorio, Beni ambientali;
  • Antonio Matarrelli – Deputato (Alternativa Libera Possibile Gruppo Misto) – Commissione Politiche dell’Unione Europea (ex consigliere regionale e provinciale);
  • Mauro Vizzino – Consigliere Regione Puglia;
  • Domenico Santorsola – Assessore Ambiente Regione Puglia;
  • Gianfranco Grandaliano – Commissario per i Rifiuti Regione Puglia;
  • Piero Iaia – sindaco San Vito dei Normanni;
  • Domenico Favia – Coordinatore ONA Puglia;
  • Luigi Giovannelli – Coordinamento ONA Puglia;

Sabato 15 ottobre – ore 9.30 – Bari

Successivamente, in data 15 ottobre ripartiranno le attività della seconda giornata. Difatti il primo evento avrà luogo al Dipartimento Diritto del Lavoro, Corso Italia 23, V piano, sala 17.

Conferenza Stampa di presentazione del Centro Studi

Ezio Bonanni – presidente Osservatorio Nazionale Amianto
Gaetano Veneto – Già Professore Ordinario Diritto del Lavoro Università di Bari
Tommaso Germano – Docente di Diritto del Lavoro e Direttore Master Avanzato sul Mobbing Università di Bari

Sabato 15 ottobre – ore 10.30 – Bari

Anche nel pomeriggio del 15 ottobre la mobilitazione ONA continua nella città di Bari. In quanto, ci sarà anche un secondo evento nella Sala Consiliare della città Metropolitana di Bari, via Lungomare Nazzario Sauro n. 29.

“Amianto, emergenza Puglia: gli indicatori di una futura pandemia”

Amianto: relatori della conferenza 15/10

  • Ezio Bonanni – presidente Osservatorio Nazionale Amianto;
  • Gaetano Veneto – Già Professore Ordinario Diritto del Lavoro Università di Bari;
  • Tommaso Germano – Docente di Diritto del Lavoro e Direttore Master Avanzato sul Mobbing Università di Bari;
  • Barbara Valenzano – Direttore Dipartimento Infrastrutture, Mobilità, Opere Pubbliche, Paesaggio, Ecologia Regione Puglia;
  • Antonella Laricchia – Consigliere Regione Puglia M5S;
  • Domenico Favia – Coordinatore ONA Puglia;
  • Luigi Giovannelli – Coordinamento ONA Puglia;
  • Emanuela Sborgia – avvocato;
  • Alessandro Ruta – psicologo e psicoterapeuta, membro Comitato Scientifico Ona;

Domenica 16 ottobre – ore 10 – Foggia

Infine, la Chiesa Cattolica Parrocchiale Immacolata, via dell’Immacolata 6, sala del Teatro, della città di Foggia, ospiterà l’ultima iniziativa.

“Amianto: patologie asbesto correlate e prestazioni previdenziali e risarcimento danno”

Amianto in Puglia: relatori della conferenza 16/10

  • Ezio Bonanni – presidente Osservatorio Nazionale Amianto;
  • Mario Nigro – Osservatorio Nazionale Amianto;
  • Domenico Favia – Coordinatore ONA Puglia;
  • Luigi Giovannelli – Coordinamento ONA Puglia;
  • Carla Zorzetti – Comitato Vigili del Fuoco Ona;
  • Alessandro Ruta – psicologo e psicoterapeuta, membro Comitato Scientifico Ona.

Lotta amianto in Puglia: aggiornamento 2020

L’impegno dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni in Puglia è proseguito anche fino al novembre 2020. Oltre all’attività di mobilitazione, con una specifica mappatura dell’amianto, ci sono state due importanti conferenze.

Ci riferiamo a quelle presso il Tribunale di Taranto:

Grazie a questa mobilitazione, è stata tracciata la mappa del rischio e sono state avviate le azioni di tutela legale e medica. Infatti, sono emersi molti siti per i quali si ha diritto al risarcimento, per origine professionale delle malattie asbesto correlate (Puglia amianto risarcimento).

In più, l’ONA ha ottenuto la definitiva bonifica del sito Fibronit. I dati sono stati forniti dall’Avv. Ezio Bonanni nel suo intervento presso la Fiera del Levante.

Per saperne di più contatta il numero verde

Ricapitolando, l’ONA offre assistenza gratuita a chiunque ne faccia richiesta. Per lo stesso motivo ha istituito anche il numero verde 800 034 294.

Al fine di offrire alle vittime amianto la massima disponibilità e professionalità. In conclusione, contattare l’ONA è semplice, in quanto vi è la possibilità di scrivere all’associazione attraverso il formulario.

In alternativa vi invitiamo a chiamare il numero verde gratuito , oppure, infine, vi suggeriamo di visitare la pagina dell’assistenza gratuita.

Amianto in Aeronautica militare, partita l’inchiesta

Aeronautica militare
Aeronautica militare

La consulenza degli esperti conferma la correlazione tra la malattia e l’esposizione all’amianto durante il periodo lavorativo di Nicola Panei.

L’Aeronautica Militare come un mondo “rimasto a lungo separato, nel quale il rischio era del tutto ignorato, mentre invece tutto il Paese rappresentava una situazione di allarme”.

È la conclusione della consulenza tecnica redatta da un pool di esperti ordinata dai pm Sergio Dini e Francesco Tonon, della procura della Repubblica di Padova.

Entrambi titolari dell’inchiesta su negligenze ed omissioni a carico di massimi vertici del Corpo militare. I fatti sono relativi al periodo di tempo che va dal 1988 e il 2004.

La consulenza sancisce anche l’accertamento di almeno sette casi di mesotelioma tra le 25 vittime su cui si sta indagando.

Di questi “in tre casi l’omissione di idonee misure di prevenzione rappresenta una violazione di obblighi normativi inequivocabilmente vigenti”, si legge nella consulenza.

“Negli altri quattro l’esposizione accertata si verifica in periodi antecedenti. Per tre casi non è stato possibile dimostrare con certezza l’esposizione lavorativa da amianto, per quanto la presenza nelle apparecchiature e nei sistemi di telecomunicazione appaia probabile”.

La difesa dell’ex militare Nicola Panei

I due militari ancora vivi che rientrano nel fascicolo sono ammalati di asbestosi polmonare. Come Nicola Panei, in pensione dopo aver lavorato per 25 anni nel servizio antincendio dell’Aeronautica Militare.

Nicola ha prestato servizio tra Pratica di Mare e Guidonia e attualmente è ifeso dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA.

“Il signor Nicola Panei è tra coloro che hanno dato vita all’Osservatorio Nazionale Amianto, e che a suo tempo ha depositato la prima denuncia”, spiega l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA”.

“L’amianto era presente negli automezzi, negli aerei, negli hangar, nei capannoni e nei magazzini. Ma soprattutto le tute da lavoro in tessuto ignifugo erano realizzate con l’amianto”, racconta Panei.

“In tanti anni non fui sottoposto a nessun tipo di sorveglianza sanitaria né fu mai avvisato dei pericoli derivanti da presenza di amianto”.

Nel 2013 i medici gli diagnosticarono l’asbestosi polmonare. Ad oggi la consulenza tecnica degli esperti conferma la correlazione tra la malattia e l’esposizione all’amianto del periodo lavorativo.

“L’esposizione in Aeronautica Militare certa si è verificata nel periodo 69-95. Quando Panei utilizzava teli di amianto e indumenti ignifughi contenenti amianto”. Si legge nel documento.

“L’esposizione quindi è stata determinata dall’uso di dispositivi protettivi antincendio che contenevano amianto.

In questo caso quindi non c’erano misure preventive che dovesse essere utilizzati.

L’Unica misura di prevenzione opportuna era la sostituzione di tale dispositivi con altri privi di amianto in particolare quando si presentavano in condizioni di usura da rilasciare fibra in aria”.

banner assistenza ona

Amianto in aeronautica: il racconto di Nicola Panei

Il signor Nicola Panei si costituirà parte civile nel procedimento penale, insieme all’ONA. E avanzerà richiesta di citazione del Ministero della Difesa quale responsabile civile per i danni subiti.

Quindi con condanna in solido al loro risarcimento” anticipa il legale Ezio Bonanni.

“Il rischio in aviazione militare e civile, a lungo sottaciuto, è esploso quando nel 2005 il Tribunale di Latina ha cominciato ad accogliere le prime domande di rivalutazione della posizione contributiva per esposizione ad amianto e prepensionamento dei lavoratori del comparto aereo.

Successivamente è sorto un vero e proprio fenomeno epidemico, a testimonianza dell’intensa esposizione in questo settore.

Come associazione continueremo a denunciare tutti i casi di malattie asbesto correlate delle vittime nel settore dell’aviazione civile e militare.

Sia ai fini preventivi, sia soprattutto per ottenere, in favore di questi lavoratori, il riconoscimento della loro qualità di vittima del dovere e quindi l’erogazione dell’assegno vitalizio, dello speciale assegno vitalizio e della speciale elargizione.

Quali prestazioni previdenziali che si sommano al risarcimento del danno” conclude Bonanni.

Assistenza vittime amianto in Aeronautica Militare

L’ONA ha costituito uno specifico dipartimento per le vittime esposte anche nell’Aeronautica Militare si può rivolgere per ottenere assistenza, attraverso lo sportello amianto online

Le vittime dell’amianto possono ottenere il riconoscimento della causa di servizio e la qualità di vittima delle dovere con le relative prestazioni.

Vittime del dovere: assistenza per il riconoscimento

Sono vittime del dovere coloro che hanno subito un’invalidità permanente durante l’attività di servizio o nell’espletamento delle loro funzioni, con lesione biologica e, in certi casi, con il decesso.

Le vittime del dovere hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio e a prestazioni economiche aggiuntive, erogabili ai familiari in caso di decesso. 

Ona Volla: servizio di sorveglianza sanitaria

ONA Volla
ONA Volla

A partire dal mese di ottobre ripartirà il servizio di sorveglianza sanitaria, terapia e cura a favore dei dipendenti dello stabilimento ex Sacelit di Volla.

I lavoratori sono ammalati a causa dell’esposizione all’amianto possono effettuare i controlli presso l’ASL di Castellammare di Stabia.

Un servizio reso possibile grazie all’intervento dell’Osservatorio Nazionale Amianto di Volla.

Così la caparbietà e all’audacia del dottor Angelo Guadagno, Presidente onorario dell’ONA Volla e del direttore generale dell’ASL NA 3 SUD dott.ssa Antonietta Costantini, hanno reso possibile riconquistare quello che pochi mesi prima sembrava una questione ormai accantonata in Campania per una serie di circostanze avverse.

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La missione dell’associazione Ona Volla

La missione dell’Ona Volla è quella di porre l’attenzione sulla problematica ambientale non più trascurabile. Anche alla luce delle numerose patologie scaturite tra i cittadini a causa dell’esposizione alla fibra killer.

“Prendiamo atto con soddisfazione che finalmente riprenderanno i controlli sanitari per i lavoratori esposti, ciò agevolerà la diagnosi precoce delle patologie, terapie tempestive e il riconoscimento dei diritti previdenziali e risarcitori delle vittime”, dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Come è noto l’elevata presenza di materiali contaminati sul territorio ma soprattutto la lentezza con cui si svolgono gli interventi di bonifica dei luoghi avvelenati, pongono ormai il problema di come salvaguardare la salute di migliaia di famiglie.

In quanto le famiglie residenti nell’hinterland napoletano vengono infatti sottoposte ad un costante ed quasi irreversibile processo di inquinamento ambientale.

Ad ogni modo il monitoraggio delle patologie oncologiche e fibrotiche dell’esposizione all’amianto sul territorio vollese e dintorni, rappresenta un grande risultato.

Obiettivo che consentirà prima di tutto a decine di ex operai che hanno manipolato l’amianto di tenere sotto osservazione la propria salute.

Successivamente anche di controllare e quindi accertare la stretta correlazione tra malattie e la presenza di fattori di inquinanti sul territorio che inevitabilmente dovrà determinare una forte mobilitazione delle istituzioni pubbliche.

La sorveglianza sanitaria permette la diagnosi precoce e la prova dell’esposizione e del danno.

Assistenza gratuita alle vittime del dovere

I cittadini e i lavoratori esposti amianto ed altri cancerogeni, che temono di aver subito danni alla salute possono rivolgersi all’ONA, per l’assistenza gratuita.

Rieti, “Terremoto e rischio amianto tra le macerie”

Rieti
Rieti

Tutti i rischi celati dal terremoto

Amianto tra le macerie: ad un mese e mezzo esatto dal terribile sisma che lo scorso 24 agosto ha colpito il centro Italia, il rischio di dispersione delle fibre di amianto è ancora molto alto.

Un rischio che riguarda in primis i soccorritori che per giorni hanno scavato con le mani per tentare di salvare vite umane. Gli stessi che nella fase successiva hanno lavorato per la messa in sicurezza degli edifici.

Il rischio permane anche per gli abitanti rimasti nelle zone in cui sono presenti enormi cumuli di macerie.

L’intervento dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Dopo aver lanciato l’allarme all’indomani del terremoto, l’Osservatorio Nazionale Amianto fa tappa a Rieti, per un incontro con cittadini e istituzioni per fare il punto della situazione, sabato 8 ottobre alle ore 17.30 presso l’aula Consiliare del Comune di Rieti.

amianto tra le macerie

Amianto tra le macerie e le iniziative ONA

Nel corso del convegno interverranno l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, Grazia Canuto – Responsabile Nazionale Capo Dipartimento Ambiente/Rifiuti/Energia/Architettura Sostenibile/CAD, Sabrina Melpignano, psicoterapeuta e membro del comitato scientifico dell’Ona, Michele Rucco, segretario generale Ona, Giampiero Cardillo, membro del Comitato Scientifico Ona. Modera la giornalista Valentina Renzopaoli.

È previsto un saluto del sindaco di Rieti Simone Pietrangeli e del presidente del Consiglio Comunale di Rieti, Gian Piero Marroni.

“Abbiamo da subito lanciato un appello affinché i soccorritori fossero dotati di mascherine con il filtro di protezione per evitare l’inalazione delle fibre. Appello che è rimasto per lo più inascoltato”, ha dichiarato l’avvocato Ezio Bonanni. “I fenomeni sismici producono lesioni, vibrazioni e, nei casi peggiori, una vera e propria polverizzazione del cemento amianto.

Nel momento del crollo la polvere si disperde nell’ambiente e anche nell’acqua. Poi successivamente, quando le macerie rimangono a terra, la polvere può essere dispersa a causa degli agenti atmosferici o anche semplicemente con il calpestamento”, aggiunge Bonanni.

L’appello dell’ONA e del suo Presidente

L’Osservatorio Nazionale Amianto chiede di mettere in sicurezza i cumuli di macerie affinché le fibre non si continuino a disperdere nell’aria.

“E’ necessario bagnare le macerie con getti d’acqua, affinché le polveri non si disperdano, e quando finiscono le operazioni di ricerca, coprire le macerie con teli di nylon che dovranno essere portati via con mezzi meccanici da personale protetto da tute adeguate”, spiega il presidente Bonanni.

Durante il convegno si parlerà anche del disturbo post traumatico da stress, con particolare riferimento proprio ai soccorritori che intervengono nelle emergenze.

Danno psicologico da amianto: ne parla la Dott.ssa Melpignano

La dottoressa Sabrina Melpignano illustrerà cos’è il danno psicologico e psichico, dovuto a stress e trauma.

L’incontro sarà l’occasione anche per fare il quadro della situazione in merito al territorio reatino.

Area caratterizzata dalla presenza di molti siti industriali, tra cui l’Industria Italia Imballaggi e la Plastofer, nei quali vi è stata esposizione professionale a polveri e fibre di amianto.

Il Tribunale di Rieti, in alcuni casi, ha riconosciuto il diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto, con un coefficiente più basso.

Tuttavia questo punteggio non risulta utile per anticipare il diritto alla pensione e soprattutto per un periodo limitato. L’amianto infatti è stato bonificato solo recentemente.

La Corte di Appello di Roma ha già accolto uno degli appelli proposti dall’avvocato Ezio Bonanni.

In quanto ha riformato la sentenza del Tribunale di Rieti che aveva riconosciuto l’esposizione con il coefficiente 1,25 non utile per anticipare il diritto a pensione.

Mentre invece, con il riconoscimento con il coefficiente 1,5 utile ad anticipare il diritto a pensione, questo lavoratore reatino (B.R.) tra qualche giorno potrà accedere al meritato pensionamento.

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’associazione, dopo il convegno riceverà singolarmente tutti coloro che ne faranno richiesta.

Al fine di permettere la migliore tutela dei diritti dei lavoratori, sia quelli che hanno già contratto patologia asbesto correlata, sia quelli che non si sono ancora ammalati.

L’evento si potrà seguire anche in diretta.

Amianto, la paura di morire è “un danno”

Amianto
Amianto

Risacimento esposizione amianto: condannata Enel Green Power

Ha contratto le placche pleuriche e un’iniziale asbestosi a Pisa dopo essere stato esposto all’amianto lavorando nel Campo Geotermoelettrico di Larderello.

La vittima caduta in depressione per il terrore di contrarre malattie mortali da amianto, dopo aver ottenuto il prepensionamento in giovane età.

Il Tribunale di Pisa, con una sentenza storica, riconosce il danno biologico e anche quello psichico e psicobiologico.

Inoltre, ha condannato Enel Green Power Spa e Inail al risacimento esposizione amianto.

Dovranno pagare a S.C. rispettivamente circa 27mila euro. Anche le rivalutazioni, gli interessi e l’indennizzo di 6mila euro oltre interessi.

Cifre che fanno riferimento ai “danni biologici sofferti, in seguito a placche pleuriche, ispessimenti pleurici e stato depressivo, da paura di ammalarsi, cagionato dalla esposizione professionale ad amianto non cautelata”.

Una vittoria storica per l’Osservatorio Nazionale Amianto. In quanto si afferma la civile responsabilità di ENEL Green Power ma anche perché viene riconosciuta la capacità invalidante dell’esposizione ad amianto sulla psiche umana e su quell’equilibrio psicofisico.

risacimento esposizione amianto

Le parole dell’Avvocato Ezio Bonanni

“Si tratta di una decisione storica. Riteniamo che i danni da esposizione ad amianto siano ben maggiori. Rappresenta solo il primo passo, perché, ottenuta la sentenza pilota, ora bisogna avviare azioni giudiziarie nell’interesse di altri lavoratori.

Ovvero, coloro che hanno ottenuto sentenze di riconoscimento dell’esposizione ad amianto, con prepensionamento, ma senza risarcimento da parte dell’ENEL.

L’azienza ha tenuto condotte non legittime, delle quali quindi dovrà rispondere nelle competenti sedi” dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA e legale del ricorrente.

Accolte ke tesi dell’ONA, secondo le quali l’esposizione ad un cancerogeno, in questo caso l’amianto, è comunque dannosa per la salute umana.

Il danno però si riperquote anche oltre al profilo biologico molecolare, uno stato infiammatorio prodromico ad un rischio di degenerazione neoplastica. Una degenerazione che spesso si evolve nell’insorgenza del mesotelioma.