Lotta all’amianto. La Puglia si mobilita.

img_5741Al via la tre giorni di workshop dell’Osservatorio Nazionale Amianto in Puglia. Tre giorni di dibattiti, convegni, tavoli tecnici per affrontare la problematica amianto, un’emergenza non solo sanitaria e giudiziaria ma anche ambientale e sociale.

Una maratona dell’Osservatorio nazionale Amianto che ha toccato nella giornata di venerdì Taranto e Brindisi, e che toccherà tra sabato e domenica anche Bari e Foggia, le città pugliesi che soffrono un alto numero di casi di patologie asbesto correlate, un inquinamento dei territori che getta un’ombra funesta anche sul futuro delle prossime generazioni.

Esperti, studiosi, medici, avvocati, rappresentanti istituzionali si stanno confrontando sul tema dell’ambiente e, in particolare, sulla questione amianto.

I dati epidemiologici

Secondo il Registro Mesoteliomi nella regione Puglia i mesoteliomi ufficialmente registrati sono stati 935, nel periodo tra il 1993 e il 2012 (ma dal 2010 al 2012 i dati sono parziali). Un numero che corrisponde al 4,4% dei mesoteliomi registrati nel Paese. Nel 65,5% dei casi, il mesotelioma è stato causato da esposizione all’amianto di tipo professionale.

“L’insorgenza del mesotelioma è solo la punta dell’iceberg: l’amianto infatti è in grado di determinare patologie fibrotiche, tra le quali l’asbestosi, le placche pleuriche, gli ispessimenti pleurici e complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatorie, e diverse
patologie neoplastiche”, spiega il presidente dell’Ona, l’avvocato Ezio Bonanni.

“Tenendo conto che statisticamente i tumori polmonari sono circa il doppio dei mesoteliomi e tenendo conto dell’incidenza di tutte le altre malattie asbesto correlate, l’Osservatorio Nazionale Amianto stima che in Puglia siano circa 4000 i morti causati o concausati dall’esposizione all’amianto nel periodo 1993/2012. Dunque circa 210 l’anno”.

img_5724

Focus Taranto

Nel convegno che si è svolto a Taranto, è intervenuto con un video-intervento il Governatore della Puglia Michele Emiliano.
“Taranto non può più accettare che il suo sviluppo e il suo futuro sia legato alla produttività di una fabbrica realizzata con metodi inquinanti. Capisco i tarantini che chiedono la chiusura dell’Ilva, anzi se qualcuno decidesse di procedere alla chiusura della fabbrica, sarei la persona più felice del mondo”.

Il Governatore ha fatto riferimento allo studio epidemiologico realizzato dalla Regione Puglia che riguarda gli effetti dell’inquinamento dell’Ilva sulla popolazione residente: “Il risultato dello studio è chiaro: a maggiori picchi produttivi della fabbrica corrispondono indici di mortalità sicuramente superiori alla media regionale e nazionale. Nella ricerca si evidenzia persino che nei quartieri più vicini alla fabbrica ci sono picchi di mortalità molto più alti”. Il Governatore ha poi aggiunto: “I dati epidemiologici emersi, dal nostro punto di vista, obbligano il Governo a intervenire: abbiamo insomma prodotto elementi scientifici per mettere in mora il Governo”. Rispondendo alla domanda su cosa, a suo parere, dovrebbe fare il Governo, Michele Emiliano ha risposto: “Il Governo dovrebbe prima di tutto interloquire con la Regione Puglia per individuare, se proprio ritiene di dover lasciare aperta l’Ilva, un sistema produttivo che consenta alla fabbrica di proseguire la sua attività senza continuare ad uccidere la gente. Mentre dallo scorso luglio il Governo si è sempre rifiutato di incontrarci”.

Intervenendo sulla questione “processo Ilva” il Governatore ha annunciato: “Quando inizierà il dibattimento del processo Ilva, come Regione Puglia chiederemo di fermare gli stabilimenti o, se proprio questo non fosse possibile, chiederemo di abbassare la produzione attraverso un ordine dei magistrati. Se poi il Tribunale ritenesse di non averne il potere, chiederemo alla Corte d’Assise di rimettere gli atti alla Corte Costituzionale”.
Il Governatore ha poi dichiarato di voler appoggiare la proposta del presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’avvocato Ezio Bonanni, di incrementare il Fondo nazionale per le vittime di amianto. “Sono entusiasta di sostenere questa idea”, ha detto.

Durante il convegno di Taranto è stato presentato il neonato Comitato Ona di Taranto, con sede in via Liside 3, presso l’Aic. La sede Ona di Taranto si attiverà per sostenere i cittadini nell’azione di responsabilità a carico dello Stato.
L’Ona ha ritenuto di rafforzare la sua presenza su un territorio che sta pagando un prezzo altissimo in termini di salute e inquinamento ambientale. I morti per mesotelioma nella città di Taranto, tra il 2006 e il 2011, sono la metà di quelli censiti nell’intera Puglia dal Registro regionale. Centoventuno morti solo di mesotelioma, di cui 99 uomini e 22 donne. Tenendo conto che l’Italia ha una popolazione di circa 60 milioni di abitanti e che ogni anno vengono censiti 1.500 mesoteliomi, secondo i calcoli si dovrebbe rilevare un caso di mesotelioma ogni 40/50.000 abitanti.

A Taranto, che ha una popolazione di 200mila abitanti, dovrebbero quindi verificarsi 4/5 casi di mesotelioma l’anno. Mentre i numeri drammatici parlano di circa 20 casi, con un’incidenza, quindi cinque volte superiore all’attesa.
Ad oggi al Comitato Ona Taranto hanno aderito al Comitato dipendenti ed ex dipendenti della Marina Militare che hanno scoperto di aver contratto patologie asbesto correlate, come placche pleuriche, noduli polmonari e ispessimenti dell’interstizio.

L’avvocato Ezio Bonanni ha preannunciato un’azione di responsabilità a carico dello Stato per il fatto che non ha tutelato la salute umana ed ha pertanto violato l’articolo 32 della Costituzione: “Non è ammissibile non impedire un così alto numero di morti tra lavoratori e cittadini. Come giustamente ha detto il presidente Emiliano, non impedire un danno quando si ha l’obbligo di farlo è come averlo provocato”.

Focus Brindisi

Ricchissimo il parterre degli ospiti intervenuti nel convegno di Brindisi: dal Cinieri, direttore dell’Università Operativa di Oncologia dell’Ospedale Perrino di Brindisi e Tesoriere dell’Iom, alla professoressa Grazia Canuto, docente di Criminologia Ambientale all’Università di Padova, ai parlamentari pugliesi, senatore Pietro Iurlaro e il deputato Antonio Matarrelli.
I parlamentari Iurlaro e Matarrelli hanno preso un impegno congiunto, dichiarando di voler intraprendere una iniziativa normativa comune, tenendo presente la proposta dell’avvocato Ezio Bonanni, di abolire la prescrizione decennale dei benefici amianto e la decadenza in caso di mancato deposito della domanda all’Inail entro il 15 giugno 2005.

In occasione della conferenza stampa prevista a Bari per sabato 15 ottobre alle ore 9.30, verrà presentato il nuovo Centro Studi sull’Amianto: una partnership tra l’Osservatorio Nazionale Amianto e il Dipartimento di Diritto del Lavoro dell’Università di Bari.

Leave a Comment

Your email address will not be published.

ONA Notiziario Amianto