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Sannanzaro De Burgondi: prepensionamento petrolchimico

Amianto
Amianto

Sannanzaro De Burgondi: domande lavoratori esposti

Riguardo Sannanzaro De Burgondi, come riportato nell’articolo de Il Fatto quotidiano, i decreti attuativi sono arrivati solo a fine luglio. Il problema sembrava risolto. Ma gli ammalati di asbestosi non possono ancora presentare richiesta. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto: “Così perderanno un anno perché la seconda finestra è prevista per il 2018. E le risorse non spese non saranno più utilizzabili”.

La legge c’è (da otto mesi), il decreto attuativo anche (sono in Gazzetta Ufficiale dal 18 luglio). Ma le quasi 3mila persone gravemente malate per aver lavorato a contatto con l’amianto ancora non possono fare domanda di prepensionamento all’Inps. “Non c’è al momento ancora alcuna circolare al riguardo”, ha comunicato l’ente previdenziale all’Osservatorio Nazionale Amianto (Ona) e ad alcuni malati che intendevano presentare, finalmente, la richiesta. Il motivo? Manca la circolare dell’istituto con le linee guida.

Dichiarazione dell’Avv. Ezio Bonanni

“Il primo termine scade il 16 settembre – spiega Ezio Bonanni, presidente dell’Ona – ma all’Inps continuano a rifiutare le domande. Causando un doppio danno. Il primo è che i malati, se non riescono a presentare la domanda, perdono un anno visto che la seconda finestra è prevista per il 2018 con scadenza il 31 marzo. E, se le vittime non riescono a presentare le domande ora, si ingolfa tutto il meccanismo per l’anno dopo. Il secondo è che si perdono i fondi visto che i decreti attuativi contengono un cronoprogramma che si basa anche sulle risorse e quelle non spese non saranno più utilizzabili. Il beneficio è riconosciuto a domanda. C’è un limite di 20 milioni di euro per l’anno 2017 e di 30 milioni per il 2018”.

Dall’Inps sottolineano che sul sito dell’istituto è stato pubblicato il 4 agosto scorso un messaggio  “in materia di domanda per la pensioni di inabilità conseguente all’esposizione all’amianto”. Nel messaggio in questione l’ente previdenziale snocciola tutte le istruzioni necessarie per fare la domanda tramite patronato o per via telematica. Anche il ministero del Lavoro, alle richieste di chiarimenti de Ilfattoquotidiano.it, conferma che “in data 4 agosto 2017 l’Inps ha diramato un messaggio con il quale l’Istituto, in attesa di una propria circolare illustrativa, comunica che è possibile fare domanda telematica, entro il 16 settembre 2017, per il riconoscimento del beneficio della pensione di inabilità con particolari requisiti sanitari”. All’atto pratico, però, nulla si muove. “Dopo il 4 agosto – racconta Bonanni – alcuni aventi diritto hanno provato a fare la domanda di prepensionamento all’Inps ma non è ancora possibile, manca la circolare ufficiale con le linee guida”.

Sannanzaro De Burgondi: prepensionamento per le vittime d’amianto

Un’odissea infinita per i 3mila lavoratori vittime dell’amianto. Nell’ultima legge di Bilancio è stato inserito un emendamento che consente a tutti i lavoratori ammalatisi per colpa dell’amianto di ottenere il prepensionamento. L’Inps inizialmente ha detto che non poteva accettare le domande perché mancavano i decreti attuativi ora perché non c’è “ancora alcuna circolare al riguardo”. Intanto il tempo passa e una legge dello Stato rischia di rimanere lettera morta per ammalati di carcinomi o mesoteliomi da esposizione all’amianto che non si possono certo permettere di perdere del tempo prezioso o che non riescono più ad andare in fabbrica tutte le mattine.

Prepensionamento: mission impossible per i malati

“Sono mesi che cerco di fare domanda per il prepensionamento ma sembra una missione impossibile”. E’ questa la sintesi della vicenda, vissuta in prima persona da Gianfranco Giannoni, operaio chimico di Massa Carrara, ammalatosi di asbestosi sul lavoro, per colpa dell’amianto, come ha riconosciuto una sentenza del tribunale di Massa nel 2016. “Dopo 5 anni di causa – prosegue Giannoni – e dopo aver atteso finalmente una legge che tutelasse i lavoratori vittime di patologie asbesto correlate, credevo di poter ottenere questo benedetto prepensionamento ma l’Inps mi nega ancora la possibilità di fare domanda perché non hanno avuto alcuna direttiva operativa al riguardo. In sostanza non sanno ancora come procedere dal punto di vista pratico per avviare la procedura di prepensionamento. E’ una vergogna, fra un mese scade il termine e ancora non sanno neanche dirci cosa dobbiamo fare”.

“L’Inps quando si parla di vittime da amianto sembra un muro di gomma”, attacca Bonanni. “In questo caso, a un mese dalla scadenza per la presentazione delle domande non hanno neanche la modulistica adatta per far compilare la richiesta. In altri casi si ha comunque la sensazione che vi sia un accanimento nei confronti delle vittime da amianto. Come per la vicenda degli ex lavoratori della Svoa e della Somi impianti di Vasto che, dopo aver ricevuto indennizzi dall’Inps per esposizione ad amianto per cinque anni, ora rischiano di dover restituire all’ente previdenziale da 20mila fino a 80mila euro, a seconda dei casi, compresa la famiglia di un ex dipendente deceduto. Capisco la mancanza di risorse ma c’è un limite a tutto”.

Quanto eternit ha bruciato in Italia per mancato intervento?

Eternit
Eternit

 L’Osservatorio Nazionale Amianto per voce del Presidente, Avv Ezio Bonanni, e del Dott Niccolo’ Francesconi, dirigente ONA esperto in criminologia clinica, in questi giorni inoltrerà una richiesta al Presidente del Consiglio e Ministero Responsabile. Riguardo il censimento dell’amianto (eternit). Per sapere se, a seguito di questi numerosi incendi, è a conoscenza di tutti i punti dove c’è presenza di eternit e amianto.

“L’Ona mette in guardia la popolazione e mezzi di soccorso in generale”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, in quanto anche una volta domanti gli incendi potrebbero verificarsi ulteriori situazioni di pericolo, sia per i cittadini che per l’ambiente.

Eternit: l’ONA richiede un confronto con il governo

L’Osservatorio Nazionale Amianto pertanto, attraverso il suo presidente e Niccolo’ Francesconi richiede quindi subito un confronto con il Governo per un piano di censimento da effettuare in tutte le Regioni di Italia, le quali ancora ad oggi non sembrano aver svolto il tutto in maniera precisa e costante.

Inoltre, si invitano gli organi  istituzionali a fare una mappatura di tutte le discariche segnalate che in questi anni ancora ad oggi non sono rimosse.

Incendio Rocca San Zenone

Rocca San Zenone
Rocca San Zenone

Divampano le fiamme a Rocca San Zenone, prosegue l’impegno dell’ONA

L’ Osservatorio Nazionale Amianto non vuole creare allarmismo ma la situazione che sta’ emergendo, riguardo l’incendio di Rocca San Zenone, non è totalmente da sottovalutare. Sono in corso le indagini degli organi competenti verso i quali confidiamo massima fiducia.

A questo punto la domanda che sorge spontanea, oltre quella di informarsi se all’ interno dell’incendio possano aver preso fuoco anche pezzi di eternit e altro, ci si chiede come mai si parla di una discarica già segnalata dal 2016 con Eternit da parte delle guardie zoofile senza che nessuno rimovesse la stessa.

In questo caso non solo per molto tempo si è lasciato un materiale pericoloso in un posto pubblico ma nello stesso tempo è stata sottovalutata una situazione tale da creare un possibile danno alla società. L’ Osservatorio Nazionale Amianto per voce dell ‘Avv Ezio Bonanni e del Dott Niccolo’ Francesconi, esperto in criminologia clinica, confida nelle indagini ma nello stesso tempo chiede anche una maggiore attenzione per la segnalazione che l’Enpa aveva inviato in precedenza, senza però che si intervenisse in maniera tempestiva per la rimozione dell’ amianto.

I ringraziamenti ONA

Nello stesso tempo l’ Ona ringrazia tutti i mezzi di soccorso ,volontari e forze dell’ Ordine per il lavoro svolto invitando i stessi a fare attenzione con mascherine e altro per una prevenzione nel caso ci fosse presenza di eternit.

Chiunque volesse effettuare delle segnalazioni può farlo attraverso lo sportello online, inviando una mail a osservatorioamianto@gmail.com. L’ONA assiste tutti coloro che hanno subito danni per esposizione ad amianto ed altri cancerogeni. Grazie all’assistenza dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni potrai ottenere la tutela dei tuoi diritti e il risarcimento di tutti i danni provocati dalla fibra killer. 

Nasce l’Osservatorio Nazionale dei Rifiuti

Osservatorio Nazionale Rifiuti
Osservatorio Nazionale Rifiuti

Osservatorio Nazionale dei Rifiuti: assistenza ai cittadini

L’ONA per contrastare le discariche abusive e i danni all’ambiente e alla salute, ha promosso alcune nuove iniziative, come l’Osservatorio Nazionale dei Rifiuti.

Un’idea dell’Osservatorio Nazionale Amianto e dell’Avv. Ezio Bonanni, per fronteggiare l’emergenza rifiuti e arginare la contaminazione dei luoghi di vita e di lavoro e i danni all’ambiente e alla salute che ne conseguono.

S.O.S. tutela legale e assistenza medica ONA

Gli operatori dell’Osservatorio Nazionale Rifiuti hanno istituito un’unità operativa 24 ore su 24, grazie alla disponibilità del coordinatore nazionale, Sig. Antonio Dal Cin.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha già iniziato il censimento anche delle discariche abusive e anche delle piccole discariche ovvero dei luoghi contaminati. Una terra dei fuochi che purtroppo riguarda ampi territori del nostro Paese.

Le mafie continuano a fare business sui rifiuti, in particolare su quelli tossico-nocivi, tra i quali quelli radioattivi e quelli cancerogeni, tra cui spicca l’amianto – eternit.

Inoltre, per segnalare la presenza di siti contaminati, l’ONA ha istituito l’APP Amianto.

L’ONA per la bonifica delle discariche abusive

Sono migliaia le discariche abusive in Italia, e su denuncia dell’Osservatorio Nazionale Amianto, a suo tempo, fu avviata anche una procedura di infrazione.

Il tema è stato pure cavalcato da alcune forze politiche e l’Italia è ancora sotto osservazione da parte della Commissione Europea. Questo dopo che nel 2007 ci fu la condanna da parte della Corte di Giustizia. A questa ha fatto seguito l’ulteriore condanna nel dicembre 2014 al pagamento di una multa di 42milioni di euro l’anno per le 198 discariche abusive.

Dalle 198 discariche del dicembre 2014 eravamo passati a 185 a luglio 2015, con appena 13 situazioni sanate. Ora sul territorio nazionale ne restano 155, con 30 nuovi casi risolti.

Tuttavia, la situazione invece che risolversi, si va via via aggravando, poiché in molti casi bruciano addirittura interi stabilimenti di stoccaggio di rifiuti, come quelli dell’EcoX di Pomezia, in provincia di Roma.

Poi ci sono anche i casi in cui le discariche sono autorizzate ma altrettanto dannose e/o pericolose per migliaia di esseri umani e per l’ambiente come per il caso della discarica di Ferrera Erbognone (in provincia di Pavia).

Si vorrebbe realizzare una discarica di amianto attaccata alla raffineria Eni di Sannazzaro Dè Burgondi, con il rischio che, in caso di incidente rilevante, ci sia un vero e proprio disastro irreversibile. Il nuovo strumento nasce per evitare che si ripetano situazioni come queste.

L’Avv. Ezio Bonanni e l’ONA a Sannazzaro De Burgondi

L’ONA, già lo scorso 14 gennaio, ha tenuto una importante assemblea ONA con la partecipazione di circa 1000 cittadini, che hanno gremito il teatro Soms della piccola città e con la partecipazione di 20 sindaci della provincia di Pavia.

Questi cittadini della provincia pavese, noti per la loro bonaria operosità, in questo sonnacchioso spicchio della pianura padana mai si sarebbero mobilitati. Li ha, così, risvegliati la consapevolezza di potersi trovare al centro di una catastrofe, se ci fosse un incidente nella vicina centrale di Sannazzaro Dè Burgondi che coinvolga anche la più grande discarica di amianto.

Sindaci con la loro fascia tricolore, immobile ed inerme, mamme e bambini preoccupati, anziani quasi rassegnati. Erano anni che non si incontravano tutti insieme. L’Avv. Ezio Bonanni, in modo energico, ha spronato queste vittime incolpevoli, già esposte ad amianto nella grande raffineria.

Numerosi i lavoratori colpiti da malattie professionali, come il mesotelioma che ha ucciso Fabretti Fabio, padre di Fabretti Davide, coordinatore dell’ONA Lombardia, a reagire in modo gandhiano, pacifico e non violento, ed ha chiamato tutti alla mobilitazione generale.

Osservatorio Nazionale dei Rifiuti: smaltimento rifiuti

È stato gettato, quindi, il seme che ha determinato il parto dell’Osservatorio Nazionale dei Rifiuti, che controllerà le promesse dei politici in merito allo smaltimento.

Quindi l’Osservatorio Nazionale dei Rifiuti si muove nel solco dell’impegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto perchè il tema dei rifiuti è strettamente legato al tema dell’amianto.

Aggiornamento bando smaltimento 2022

Il Bando Inail Amianto è lo strumento attraverso il quale è possibile ottenere il contributo a fondo perduto per aiutare le imprese come la tua a rimuovere il rischio eternit.

Le risorse per il 2020 sono di 370 Milioni di euro: è la somma più alta stanziata di tutte le edizioni del Bando Inail.

Questi benefici continuano nel 2022. Con il bando INAIL le aziende di ottenere un contributo a fondo perduto del 65% per portare avanti gli interventi di bonifica amianto.

Infine anche il Superbonus 110% può essere utilizzato per lavori di smaltimento di materiali in amianto. Questo incentivo è stato prorogato fino al 30 giugno 2022 e permette l’installazione di impianti fotovoltaici. Questi lavori di efficientamento energetico sono utili anche per svolgere la bonifica e la rimozione di amianto dai propri tetti.

Antonio Dal Cin, vittima dell’amianto

Antonio Dal Cin
Antonio Dal Cin

Antonio Dal Cin vittima dell’amianto e del sistema

Il sole di questa torrida estate non spegne la voglia di giustizia e verità di Antonio Dal Cin, un eroe in divisa.

Ora è nero su bianco; lo conferma pure la Guardia di Finanza: ha prestato servizio in luoghi con fibre di amianto, ed ecco l’asbestosi.

Perché questo massacro con le fibre killer di amianto?

Nulla e’ ormai come prima prima per Antonio, e per la sua famiglia, i due figli piccini, la giovane moglie, tutti segnati dall’amianto. Già, perché queste queste stimmate sono incise anche sulle carni dei famigliari, dei figli della moglie.

“Questo rapporto informativo e’ la conferma di quello che abbiamo sempre sostenuto. Amianto, amianto, amianto, in guardia di finanza e nell’intero comparto sicurezza, oltre che in tutte le forze armate. Questi sono i risultati, malattie e morti. Ci auguriamo che ora finalmente Antonio sia riconosciuto vittima del dovere e che ottenga quanto gli è necessario per vivere e per i suoi famigliari, la giovane moglie, e i due figli, di cui uno nato da poco, dopo la diagnosi della malattia del padre”, dichiara l’Avv Ezio Bonanni, presidente Osservatorio Nazionale Amianto.