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Chirurgo condannato per protesi difettose

Protesi difettose
Protesi difettose

Il Tribunale di Bologna condanna il Prof. S.A. alla pena di un anno e sei mesi, per abuso di ufficio e per aver impiantato protesi difettose. Prescritto il reato di truffa, rispetto al quale vi era stata la costituzione di parte civile dei Sigg.ri Venditti e Pannozzo, assistiti dall’Avv. Ezio Bonanni.

E’ questo l’epilogo di una delle pagine più oscure, della sanità italiana, il Prof. S. A. (che abbiamo incontrato già in un’altra occasione), noto neurochirurgo è stato condannato ad un anno e sei mesi, dal Tribunale di Bologna, Sezione Penale, per aver impiantato “fissatori interspinosi” (protesi per la colonna vertebrale) rivelatisi protesi difettose.

Le protesi in questioni sarebbero state prodotte dalla società Nitillium Research, di cui i figli ed altri famigliari dello stesso S.A. erano soci, senza tralasciare un particolare molto importante, ovvero che la stessa moglie dell’imputato risultava l’amministratore unico della società.

Un conflitto di interessi sfociato in una tragedia quindi, che vede protagonista anche la ASL di Latina che costituitasi parte civile ha ottenuto il risarcimento dei danni.

I pazienti, divenuti vittime per un triste gioco del destino, hanno agito anche con cause civili per chiedere la condanna del Prof. S. A. al risarcimento di tutti i danni.

«Finalmente un primo provvedimento che rende giustizia alle vittime, ora siamo in attesa delle decisioni dei giudici civili nelle numerose cause di risarcimento dei danni promosse anche a carico della struttura sanitaria Villa Erbosa»

dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste le vittime di malasanità

L’Osservatorio Nazionale Amianto, assiste da sempre le vittime di casi di malasanità, l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA, ha istituito all’interno del suo sito istituzionale una sezione specifica denominata osservatorio colpa medica, consultabile in qualsiasi momento.

Per ulteriori informazioni potrete consultare anche la sezione: Risarcimento Errore Medico.

Oppure chiamare gratuitamente al servizio di assistenza telefonica ONA, raggiungibile al numero verde: 800 034 294.

L’ONA e i vertici della Regione Veneto

Regione Veneto
Regione Veneto

Il 26 marzo a Palazzo Balbi l’ONA e la Regione Veneto

Oggetto dell’incontro sono alcune richieste avanzate dall’ONA come l’abolizione della L.Fornero e il pensionamento immediato per i lavoratori esposti ad amianto.

Alla luce dello scorso incontro avvenuto il giorno 17 febbraio scorso, la Regione Veneto aveva preso l’impegno di mobilitarsi per il raggiungimento di significativi obiettivi, nei confronti dei lavoratori esposti ad amianto che con le loro stesse testimonianze, hanno dimostrato la gravità della questione amianto presente in Veneto.

L’Inps si muove con difficoltà per andare in contro ai lavoratori esposti tutt’oggi alle fibre di amianto, lavoratori che pur avendo il diritto di accedere al prepensionamento saranno costretti a lavorare fino all’età di 67 anni circa.

Nuovi dati sono stati registrati dall’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha aperto uno sportello on line per l’assistenza delle vittime, le quali possono chiedere assistenza medica e legale, gratuite, chiamando il numero verde 800 034 294.

Le dichiarazioni dell’avvocato Bonanni

Il Presidente nazionale ONA, l’Avv. Ezio Bonanni, si è rivolto a tutta la classe politica italiana per chiedere l’abolizione della Legge Fornero che “incastra in un limbo di rabbia e preoccupazione”, tutti i lavoratori esposti ad amianto.

Lunedì 26 marzo, è fissato quindi un ulteriore incontro, nel quale i rappresentanti nazionali e territoriali dell’ONA, giungeranno presso l’assessorato alla salute della Regione Veneto, alla presenza dell’Assessore On.le Luca Coletto, nel corso del quale verranno esaminate le richieste dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che coinvolgono la Regione, perché si faccia portatrice delle esigenze dei lavoratori veneti, anche di fronte al Governo nazionali, e rappresenti l’intera comunità veneta martoriata dalle morti di amianto.

«Prevenzione rischi amianto, prepensionamento e rivalutazione delle prestazioni pensionistiche, per i lavoratori del porto di Venezia, e di tutti gli stabilimenti del Veneto, in cui è stato utilizzato amianto e abolizione della L. Fornero per quanto riguarda le vittime dell’amianto. Abbiamo riposto enorme fiducia nel Presidente della Regione Veneto, On.le Zaia, e nell’Assessore alla sanità, On.le Luca Coletto, che è intervenuto nell’assemblea ONA di Venezia lo scorso 17.02.2018, e anche nell’On.le Alex Bazzaro e nell’On.le Sergio Vallotto, anche loro presenti all’assemblea ONA. Confidiamo che le problematiche dei lavoratori veneti, esposti ad amianto, possano trovare adeguata rappresentazione nei tavoli della politica romana, che fino ad ora hanno penalizzato i lavoratori della Regione Veneto»,

dichiara l’Avv. Ezio Bonanni.

Non si tratta di allarmismo ma semplice prevenzione, viste le allarmanti cifre che delineano il profilo di una vera e propria strage di amianto anche nella regione Veneto.

Casi di mesotelioma segnalati all’ONA

• Montedison, Marghera: 76 casi di mesotelioma associati alla produzione del passato;

• Officine Meccaniche Stanga, Padova: 62 casi;

• Fincantieri, Marghera: 60 casi;

• Ferrovie dello Stato: 44 casi tra Vicenza e Verona;

• Sartori Guido (realizzazione di impianti industriali), Marghera: 26 casi;

• Alumix Alluminio, Marghera: 25 casi;

• Compagnia Portuale di Venezia: 34 casi di mesotelioma.

Professoressa deceduta a causa di un mesotelioma

Scuola mesotelioma
Scuola

Il TAR dell’Emilia Romagna rimanda gli atti alle Sezioni Unite

Il caso della docente bolognese morta per mesotelioma continua a sollevare critiche sul Ministero dell’Istruzione e sul Tar dell’Emilia Romagna. Si è svolta il 21.03.2018 l’udienza presso il Trib. Amministrativo Regionale dell’Emilia Romagna che vedeva sotto accusa il Ministero della Pubblica istruzione a causa del decesso della docente O.M.D, dopo aver contratto un mesotelioma. La docente è deceduta purtroppo lo scorso  21/02/2017, ha prestato servizio in una scuola di Bologna nella quale era nota la presenza di amianto e l’INAIL ha riconosciuto come di origine professionale.

Con l’udienza del 22.03.2018 il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Emilia Romagna solleva il conflitto di giurisdizione e rimette gli atti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. In precedenza il Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, aveva decretato di rinviare gli atti al TAR ritenendone la giurisdizionale esclusiva. Ora che il processo pendeva presso il TAR, quest’ultimo sostiene di non avere giurisdizione.

«Stando così le cose, il nodo gordiano sarà sciolto dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite» dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale della famiglia, unitamente all’Avv. Massimiliano Fabiani.
Ora la palla passa alla Corte di Cassazione a Sezioni Unite.

L’Osservatorio Nazionale Amianto prosegue il suo impegno a tutela dei professori e del personale non docente esposto ad amianto nelle scuole di ogni ordine e grado che, in più di 2.400 casi in Italia, hanno presenza di materiali di amianto, un killer silenzioso per una strage silenziosa

Serena Console

Amianto in Enel: Ona in attesa dell’udienza del 21.06.2018

Enel
Enel

L’ONA in attesa dell’udienza del 21.06.2018 per il rinvio in giudizio dei dirigenti Enel per il risarcimento danni ai familiari di una vittima deceduta per mesotelioma.

Enel Termini Imerese: gli sviluppi della vicenda giudiziaria

Ancora sviluppi nella vicenda giudiziaria che vede coinvolta l’Enel S.p.a., con sede a Termini Imerese, dopo la sentenza del 22 marzo scorso, per cui i familiari dell’ex operaio della fabbrica siciliana, il S.F., sono stati ammessi come parte civile e autorizzati alla citazione dell’Enel come responsabile civile per il risarcimento dei danni subiti sia dal lavoratore che dai familiari.

Un percorso ancora da terminare, dacché si attende il prossimo 21.06.2018 per una seconda udienza per il rinvio a giudizio dei dirigenti del sito termoelettrico di Termini Imerese, gli imputati Speziale Gaetano e Accurso Giuseppe.

Stando agli atti giudiziari e ai referti sanitari, e come dimostrato dall’Avv. Ezio Bonanni, sul punto coadiuvato Avv. Pietro Gambino, la vittima, il Sign. S.F., ha contratto mesotelioma in seguito all’esposizione professionale a poveri di fibre di amianto nel periodo lavorativo dal ottobre del 1970 a dicembre del 1983 presso la centrale termoelettrica di Termini Imerese, a causa della violazione delle regole cautelari e della mancata fornitura di strumenti di prevenzione tecnica e protezione individuale.

Le dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni

In sede giudiziaria è emerso che l’operaio, durante lo svolgimento delle ordinarie mansioni lavorative, era stato esposto a polveri e fibre di amianto in assenza di strumenti di prevenzione tecnica e protezione individuale. Per tali ragioni, dunque, sussistono i presupposti per chiedere il risarcimento del danno e per avere giustizia.

L’INAIL aveva riconosciuto l’origine professionale della malattia, però rifiuta di risarcire tutti i danni. La vedova e gli orfani della vittima di amianto, costituiti parte civile agiscono per ottenere il risarcimento dei danni, secondo gli artt. 4, 19, 21, D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303 e l’art. 2087 c.c.. E comunque agiremo anche in sede civile. Non lasceremo nulla di intentato”. dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, legale della famiglia della vittima e Presidente dell’ONA.

Insiste ancora Calogero Vicario, coordinatore Ona Sicilia: “Spero che al più presto si dia corso a dare applicazione dellaLegge Gianni” n.10/2014”.

Continua l’attività di assistenza dell’ONA in tutto il territorio italiano per i lavoratori esposti all’amianto attraverso il Dipartimento di Ricerca e Cura di Mesotelioma.

Docente muore dopo essersi ammalata a scuola

Scuola
Scuola

Docente muore per mesotelioma, il Ministero finisce sotto accusa

Si è svolta oggi l’udienza presso il Trib. Amministrativo Regionale dell’Emilia Romagna che vedeva sotto accusa il Ministero della Pubblica istruzione a causa del decesso della docente O.M.D, dopo aver contratto un mesotelioma.

Il mesotelioma è una patologia asbesto correlata, che si contrae solo dopo esser stato esposto a lungo tempo alle fibre di amianto, la Prof. deceduta purtroppo lo scorso  21/02/2017, ha prestato servizio in una scuola di Bologna nella quale era nota la presenza di amianto.

I due figli della docente, divenuti ormai orfani di madre a causa dell’amianto, sono assistiti dall’Avv. Ezio Bonanni e dall’Avv. Massimiliano Fabiani, i quali hanno proseguito il giudizio e depositato un voluminoso dossier che comprova il rischio amianto nelle scuole italiane, con richiesta di condanna del Ministero al risarcimento di tutti i danni.

Il TAR dell’Emilia Romagna ha deciso di mandare a sentenza la causa. Nei prossimi giorni si dovrebbe conoscere la decisione.

La necessità di bonifica nelle scuole

L’aspetto più triste e preoccupante di questa vicenda, è che questo non potrebbe essere l’unico caso, per questo l’ONA insiste nel chiedere che si disponga la bonifica delle 2.292 scuole in cui è stata riscontrata la presenza di materiale di amianto.

Sono 356.900 gli alunni e circa 50.000 i docenti e non docenti esposti ad amianto, con conseguenti rischi per la salute.

“Stimiamo in circa 400 i decessi per amianto tra personale docente e non docente. Il V Rapporto Mesoteliomi dell’INAIL, non fotografa l’esatta gravità della problematica amianto nelle scuole, sia perché riporta dati fermi al 2011, sia soprattutto perché sono circoscritti ai soli casi di mesotelioma e non tiene conto di tutte le altre patologie che l’amianto è in grado di causare (cancro al polmone, alla laringe, alla faringe, allo stomaco, al colon retto, alle ovaie e l’asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, avanguardia del cancro). Nel caso della Prof.ssa O.M.D. la cui udienza si è tenuta in data 21/03/2018 il nesso causale è stato accertato dall’INAIL che ha liquidato la rendita e quindi non capisco il motivo di perché il Ministero si rifiuta di risarcire gli altri danni. Insisteremo ancora affinchè ci siano le bonifiche”

dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, legale della famiglia della Prof.ssa O.M.D. e di altri docenti che corrono il rischio di imbattersi nella stessa sorte della collega.

Nonostante le paure, l’opinione pubblica sembra aver colto la gravità della situazione e come leggiamo in un altro nostro articolo, l’ “amianto nelle scuole” è una problematica diffusa e soprattutto discussa anche nel resto dell’Italia, sperando così di riuscire ad ottenere le bonifiche degli edifici ancora contaminati.

Carmela Massa