32 C
Rome
lunedì, Settembre 14, 2026
Home Blog Page 481

Amianto, riapertura benefici contributivi

Riapertura benefici contributivi
camera deputati

In Commissione Lavoro della Camera sono state esaminate alcune risoluzioni dei gruppi parlamentari relative alla riapertura dei termini per la produzione della rivalutazione contributiva dell’amianto.

Al vaglio della Commissione Lavoro è la risoluzione (7-00010) proposta da Debora Serracchiani del Partito Democratico – Pd e promossa da tutte le forze politiche, tra cui il Movimento 5 Stelle (Pallini Maria), Forza Italia (On.le Polverini ed altri), Fratelli d’Italia (On.le Valter Rizzetto ed altri), fino alla Lega (On.le Elena Murelli) ed al resto della maggioranza.

Governo italiano: accoglimento proposta benefici amianto

Prima di tutto il Governo italiano ha finalmente accolto le proposte dell’Osservatorio Nazionale Amianto in merito alla riapertura benefici contributivi per i lavoratori.

Infatti la Commissione Lavoro ha abbinato alla discussione la risoluzione Pallini (7-00051) presentata per i lavoratori esposti all’amianto. 

Attraverso questa proposta si intendono riaprire i termini per la presentazione delle domande volte al riconoscimento dei benefici previdenziali in favore dei lavoratori esposti a amianto, ai sensi della legge n. 257 del 1992 non più esigibili dal 15 giugno 2005. 

Successivamente sono emerse nuove aree colpite dall’amianto e molti lavoratori hanno maturato i requisiti di esposizione alla fibra letale. In tutto senza poter tuttavia usufruire del beneficio previdenziale.

Per iniziare, la Commissione ha deliberato di procedere all’audizione dei rappresentati dell’Inail e dell’Inps per individuare con esattezza tutti i soggetti interessati ed i potenziali costi associati alla riapertura dei termini.

Riapertura benefici contributivi: una vittoria a firma ONA

Si tratta di una grande vittoria per l’Osservatorio Nazionale Amianto, guidato dal timoniere Ezio Bonanni.

Da anni infatti l’APS cerca di sensibilizzare le istituzioni sulla questione amianto. L’avv. Ezio Bonanni, in quanto Presidente ONA, pone l’accento sulla necessità di porre fine a trattamenti diseguali tra lavoratori esposti e valorizzare il riconoscimento esposizione amianto. Tesi sposata in pieno anche dalla Deputata Debora Serracchiani.

Un passo avanti per la riapertura benefici contributivi

Già nella scorsa legislatura erano stati adottati provvedimenti per arginare il fenomeno amianto.

Basti pensare all’Isochimica Avellino, che si è attivata sulle operazioni di bonifica per la rimozione di 497 cubi di cemento contenenti amianto.

Adesso, a distanza di venticinque anni dalla legge n. 257 del 1992 secondo la Serracchiani, è necessario rivedere “una normativa che presenta profili di criticità in funzione della diversa collocazione temporale del periodo di esposizione alla sostanza morbigena”. 

Occorre precisare che, visti i lunghi tempi di latenza, si prevede un picco di malattia da patologie asbesto correlate intorno al 2021.

Cosa dice la risoluzione, lettura del testo

Nel testo si legge “Si tratta, pertanto, di una platea circoscritta di potenziali interessati all’applicazione della legge n. 257 del 1992, i cui diritti, devono essere riconosciuti, per ragioni di giustizia e di equità. Il finanziamento degli oneri potrà essere posto a carico del Fondo previsto dalla legge n. 244 del 2007, al cui rifinanziamento potrà provvedersi con la prossima legge di bilancio“. 

L’avvocato Ezio Bonanni esulta per la vittoria

«È’ una vittoria dell’ONA, poiché finalmente tutte le forze politiche, senza eccezioni, del Governo e dell’opposizione, concordano nella necessità di riaprire i termini del 15.06.2005, per coloro che non rientrano nella previsione normativa della salvaguardia di cui all’art. 47 co. 6 bis della L. 326/03, e dell’art. 3 co. 132 della L. 350/03.

Queste misure sono fondamentali per permettere il prepensionamento dei lavoratori esposti ad amianto che sono stati colpiti dalla decadenza del 15.06.2005, e in particolare per i lavoratori dell’ILVA di Taranto che in questo modo potrebbero accedere al prepensionamento, evitare altre esposizioni ad amianto, almeno per quelli che, con i benefici amianto, avrebbero già comunque maturato il diritto a pensione.

In questo modo si potrebbero risolvere anche i problemi degli esuberi» – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e promotore della tutela per le vittime amianto.

Aggiornamenti benefici contributivi dalla Cassazione

La Corte di Cassazione, nella sentenza 2243/2023, ha affermato il principio della non applicabilità del termine di decadenza del 15.06.2005 nel caso di pensionati collocati in quiescenza prima dell’entrata in vigore della L. 326/2003. Infatti, solo con l’art. 47 della L. 326/2003 era stata inserita la decadenza per coloro che non avessero presentato la domanda all’INAIL prima del 15.06.2005. Inoltre stabilisce che non è necessaria la domanda all’INAIL.

Per maggiori informazioni sull’impegno svolto dall’ ONA – Onlus e per conoscere tutti i servizi offerti dall’associazione, è possibile consultare la pagina dello Sportello Amianto Online ONA oppure contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Vittime amianto: bando Guardia di Finanza allievi finanzieri

vittime amianto
vittime amianto

Nuovo bando della Guardia di Finanza figli e fratelli

È stato aperto un nuovo bando per scegliere tre allievi finanzieri, figli o fratelli di vittime del dovere, vittime di amianto. Scopriamone tutti i dettagli.

Bando per il reclutamento di tre allievi finanzieri del contingente della Guardia Di Finanza, riservato al coniuge e ai figli superstiti di finanzieri, ovvero ai fratelli o sorelle del personale di polizia, vittime del dovere.

L’ONA, attraverso il finanziere in congedo Antonio Dal Cin, riconosciuto vittima del dovere per esposizione ad amianto, informa i suoi commilitoni e familiari dei commilitoni vittime come lui del dovere che è stato pubblicato il bando.

La Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 77 del 28 settembre 2018, 4^ Serie Speciale, ha pubblicato la procedura di selezione per il reclutamento di 3 allievi finanzieri del contingente ordinario della Guardia di Finanza, riservata al coniuge e ai figli superstiti, nonché ai fratelli o alle sorelle del personale delle Forze di Polizia, deceduto o reso permanentemente invalido al servizio, con invalidità non inferiore all’ 80% della capacità lavorativa.

A chi è riservato il bando, chi può fare domanda

Il bando è riservato ai cittadini italiani che, alla scadenza del termine per la presentazione della domanda, abbiano compiuto il 18° anno di età, non abbiano superato il giorno di compimento del 26° anno di età e siano in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado che consenta l’iscrizione ai corsi per il conseguimento del diploma universitario.

La domanda di partecipazione dovrà essere compilata mediante la procedura telematica disponibile sul portale attivo all’indirizzo “concorsi.gdf.gov.it”, seguendo le istruzioni del sistema automatizzato.

I concorrenti, in possesso di posta elettronica certificata (P.E.C.), dovranno accedere tramite la loro area riservata al format di compilazione della domanda di partecipazione.

«Intendiamo rendere noto questo bando per permettere la partecipazione di tutti i familiari delle vittime del dovere» – dichiara Dal Cin, coordinatore ONA.

L’ONA è in prima linea per la tutela dei lavoratori, vittime di amianto e cancerogeni, per motivi di servizio in GdF e nelle Forze Armate.

E’ stato istituito lo Sportello Online ONA, in favore delle vittime del dovere.

Si può contattare l’associazione al numero verde gratuito 800 034 294 e chiedere assistenza medica e legale attraverso il sito.

Sul predetto sito internet è possibile acquisire ulteriori e più complete informazioni di dettaglio sul concorso e prendere visione del bando.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente.

Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

L’ONA di Bergamo inaugura il suo lo Sportello Amianto

Comitato ONA Bergamo
Comitato ONA Bergamo

Inaugurato un nuovo Sportello Amianto a Bergamo

Il Comitato ONA Bergamo è pronto ad inaugurare lo Sportello Amianto all’interno del Comune di Capriate, per offrire assistenza alle vittime amianto.

L’Osservatorio Nazionale Amianto è un’associazione impegnata da decenni nella lotta contro l’amianto e la tutela delle vittime. Ultimamente abbiamo notato un’attività ancora più intensa.

Quasi come se la parola dell’ONA si diffondesse come quella del Vangelo, nel corso di un brevissimo lasso di tempo abbiamo visto istituire già tre sportelli: uno a Priolo Gargallo, uno a Bassiano e uno a Bisignano, dimostrando così che l’impegno dell’ONA riesce ad abbracciare tutta la penisola italiana, dal nord fino al sud.

La Lombardia è una regione che ha bisogno di essere seguita e tutelata in quanto sono molteplici i siti che ad oggi risultano ancora contaminati e sono molte le vedove e gli orfani che ancora compiangono i propri cari persi a causa delle patologie asbesto correlate.

L’Avv. Ezio Bonanni già in passato ha cercato di sensibilizzare la popolazione locale con convegni e conferenze nelle principali città lombarde, stavolta però ci ritroviamo avanti ad una nuova iniziativa.

Si inaugura dunque un nuovo sportello che sarà fisicamente presente all’interno della “Sala Riunioni” – via Benaglia n.14 (Capriate San Gervasio BG) e vi si potranno recare tutti coloro che avranno bisogno di informazioni in merito alla problematica amianto.

Il Comitato di Bergamo come tutti gli altri comitati ONA nasce senza finalità di lucro, anzi nasce con il solo scopo di aiutare e tutelare tutte le vittime amianto e coloro che hanno bisogno di assistenza in merito.

In che modo? Promuovendo solidarietà sociale e prevenzione, tutelando l’individuo a 360°, ma soprattutto nei casi in cui i soggetti sono particolarmente svantaggiati a causa di problemi fisici o di natura psicologica. 

Le funzioni dello sportello amianto

  • Assiste i cittadini riguardo tutte quelle procedure di rilevamento, certificazioni dello stato di degrado dell’amianto e rimozione;
  • Gestisce le segnalazioni dei siti più pericolosi contenenti amianto agli uffici preposti all’avvio delle pratiche determinate dalla legge per la risoluzione del problema;
  • Assiste le persone esposte o ex esposte ad amianto verso il giusto indirizzo burocratico per la diagnosi e cura sanitaria con eventuali riconoscimenti di “benefici previdenziali” e suggerimenti di centri che si occupano di pratiche medico-legali, il tutto gratuitamente;
  • Informare sulle conseguenze da esposizione amianto.

Lo sportello sarà disponibile ogni primo sabato del mese e l’iniziativa partirà dal 6 ottobre, coordinata dalla Dott.ssa Michela La Gioia. Per ulteriori dettagli è possibile consultare la brochure elettronica oppure chiamare il numero verde gratuito: 800 034 294. 

Cancro al colon: le cause indennizzo con rendita INAIL

SONY DSC
SONY DSC

Il cancro del colon ed amianto e l’indennizzo

Il cancro del colon è una neoplasia asbesto-correlata. In sostanza è una malattia che si origina dalla esposizione a fibre di amianto. Questo cancro colpisce l’intestino crasso o il retto e si colloca tra le prime cause di morte al mondo. Infatti, generalmente la prognosi del cancro al colon retto è infausta. In molti casi, questa neoplasia è provocata da esposizioni lavorative, tra queste l’asbesto.

La ricerca medica sulla relazione tra tumore del colon-retto e amianto suggerisce che vi sia un nesso causale. Lo stesso IARC, nell’ultima monografia, ha confermato una più elevata incidenza di tumore del colon tra i lavoratori esposti ai minerali di amianto.

L’Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente, l’Avvocato Bonanni, sono in prima linea per la tutela delle vittime di cancro del colon. Offrono una consulenza gratuita a chi ne fa richiesta. Così è possibile ottenere l’assistenza medica e legale.

consulenza colon

Indice dei contenuti

Tempo stimato di lettura: 6 minuti

Tumore del colon: dati epidemiologici

L’esposizione professionale all’amianto è stata analizzata in un importante studio sul cancro tra il 1984 e il 2004. Gli esperti hanno esaminato 3.897 pazienti che sono stati esposti al lavoro in amianto.

Hanno poi esaminato il potenziale legame tra l’amianto e vari tumori specifici, e hanno scoperto che il tumore del colon-retto era elevato tra gli uomini che erano stati esposti per via professionale all’amianto. Gli autori dello studio hanno detto che l’età, una storia di fumo e altri fattori sono stati valutati nei risultati.

Un interessante studio, pubblicato sull’American Journal of Epidemiology, ha scoperto che un tipo specifico di amianto, l’anfibolo, può essere potenzialmente associato al cancro del colon-retto. Gli autori hanno riportato dati che suggeriscono che l’amianto serpentino non è collegato ad un aumentato rischio di cancro del colon-retto.

Il tumore del colon condanna dell’INAIL all’indennizzo

Nella lista II dell’INAIL è inserito il tumore del colon. Questa neoplasia, proprio perché non è inserita nella lista I, non ha la presunzione di origine. In altri termini, l’onere della prova del nesso causale è a carico della vittima.

Quindi è il lavoratore a dover dimostrare che il suo tumore del colon è derivato da esposizione lavorativa, sia essa d’amianto o per un altro agente cancerogeno.

L’ONA e l’Avvocato Ezio Bonanni hanno ottenuto significativi risultati nella tutela di quei lavoratori esposti ad amianto colpiti da questo cancro.

Tumore del colon: condanna dell’INAIL l’indennizzo

Nonostante l’evidente correlazione tra malattia e l’esposizione alla fibra killer, un lavoratore nato in provincia di Matera, Carmine Tammone, ha dovuto tribolare per il riconoscimento dei suoi diritti.

L’uomo per 50 anni ha lavorato nei cantieri navali, ed è andato in pensione nel 1995. Purtroppo, come spesso accade, la pensione non è stata il preludio di un meritato riposo, ma l’inizio di un vero e proprio incubo.

Nel 1997 infatti al Signor Carmine Tammone è stato diagnosticato un cancro al colon e si è dovuto sottoporre ad un delicato intervento. Per fortuna è ancora in vita.

Dopo una dura battaglia legale, ha ottenuto l’indennizzo INAIL, con la costituzione della rendita. Accolte le sue richieste in seguito la difesa legale dell’Avvocato Ezio Bonanni.

La difesa dell’ avv. Ezio Bonanni: ricorso al giudice

Sebbene il cancro al colon sia riconosciuto come patologia asbesto correlata inserita nella Lista II, l’INAIL di Latina ha negato al Signor Carmine il diritto alla rendita.

Eppure nel sito lavorativo era stata dimostrata la presenza e l’utilizzo di materiali di asbesto, e la violazione delle regole cautelari.

Il ruggito dell’Avv. Ezio Bonanni non è tardato ad arrivare. Chiamato a difendere il Sig. Tammone Carmine, l’avvocato Bonanni si è rivolto al Tribunale, il quale dopo aver disposto gli accertamenti, ha condannato l’INAIL a costituire la rendita.

L’INAIL, ha tuttavia impugnato la sentenza di condanna presso la Corte di Appello di Roma. Secondo l’Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro, le capacità cancerogene dell’amianto non sono riconducibili all’esposizione lavorato.

Inoltre secondo l’INAIL, il cancro al colon non deve essere riconosciuto come malattia professionale.

La Corte di Appello di Roma, dopo aver disposto ulteriori accertamenti medico legale, ha smentito le tesi dell’INAIL. Infatti il consulente medico legale conferma le tesi del primo giudice per cui la sentenza diviene poi definitiva. 

L’udienza del 18/09/2018 ha dato finalmente voce a tutte le vittime di amianto che ad oggi non riescono ad ottenere degno riconoscimento alle loro sofferenze.

Il merito va all’Avvocato Ezio Bonanni, che si è battuto strenuamente per riaffermare l’imprescindibile diritto alla salute ed alla giustizia delle vittime di amianto. Il Presidente della Corte di Appello di Roma ha accolto in pieno le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni rigettando l’appello e condannando l’INAIL al pagamento delle spese.

La vittima: con l’avv. Ezio Bonanni ho avuto giustizia

«Ho lavorato una vita nei cantieri navali. Non vedevamo ad un metro di distanza per le polveri di amianto.

Tutti i miei colleghi, purtroppo sono già morti, e io sono vivo per miracolo, solo perché, grazie allo Sportello Amianto, creato dal comitato delle vittime, già nei primi anni 2000 nell’Agro Pontino, e all’impegno del Dott. Arturo Cianciosi, sono riuscito ad estirpare il cancro, e così sono salvo, anche se con dei grossi problemi.

Poi è iniziata la trafila con l’INAIL che negava e nega i diritti alle vittime, agli orfani, alle vedove, è una cosa veramente vergognosa.

Come aderente all’ONA avrei voluto iniziare uno sciopero della fame per protestare per il comportamento dell’INAIL. Dopo una lunga battaglia in primo grado, dove il mio medico di parte Dott. Arturo Cianciosi è riuscito a dimostrare che l’amianto fa male. Anche il tumore del colon è provocato dalla esposizione alle fibre di asbesto, tutte comprese quelle di crisotilo.

Non comprendo le ragioni per le quali Lina e lei si sia accanito nel non riconoscere l’origine professionale del tumore del colon ed anzi abbia appellato la prima sentenza.

Subito dopo la sentenza di condanna hanno notificato l’appello e mi hanno costretto a quasi altri 4 anni di causa, perché hanno impugnato tutto, hanno negato anche l’evidenza.

Intendo ringraziare pubblicamente l’Avv. Ezio Bonanni. Sono più che soddisfatto dei risultati raggiunti, soprattutto grazie all’impegno dell’Avv. Bonanni e dell’Osservatorio Nazionale Amianto» –  dichiara il Sig. Tammone Carmine.

Le conclusioni dell’ avvocato Ezio Bonanni

In seguito alla vittoria il Presidente ONA Ezio Bonanni ha aggiunto: «Non comprendo le ragioni per le quali l’INAIL opponga tutta questa resistenza.

Se c’è uno sventurato lavoratore malato di cancro per via dell’esposizione lavorativa ad amianto, perché negare il riconoscimento dei suoi diritti? Soprattutto per quale motivo, dopo una sentenza schiacciante di condanna in primo grado, si continua con l’atto di appello?

Qui c’è un vero e proprio accanimento, ingiusto e ingiustificato, contro gli sventurati lavoratori vittime dell’amianto».

Tumore al colon: assistenza medica e tutela legale

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano e assistono gratuitamente le vittime e i loro familiari.

Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica. In alternativa si può chiamare il numero gratuito 800 034 294 o compilare il form.

Numero Colon
Whatsapp Colon

Occorre concretezza per i benefici amianto

ONA Regione Umbria
ONA Regione Umbria

Necessario l’intervento di Luigi di Maio per i benefici amianto

L’Osservatorio Nazionale Amiantosi rivolge all’On.Le Luigi Di Maio per ottenere un’azione concreta in merito ai benefici amianto per i lavoratori esposti.

Benefici Amianto, qualcosa si muove?  L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus, senza mezzi termini ringrazia che tutti ora scendono in campo con il loro consenso riguardo i benefici amianto.

A distanza di anni sembra muoversi qualcosa e questo ci porta soddisfazione, senza mollare la presa, ed anzi, con un rinnovato impegno affinché il nuovo Ministro del Lavoro accolga il grido di dolore delle vittime dell’amianto dell’Umbria e sani delle ingiuste discriminazioni.

«Come Osservatorio Nazionale Amianto, insieme al Coordinamento Regionale in Umbria e al Dott. Niccolò Francesconi, esperto in criminologia clinica, abbiamo più volte richiamato l’attenzione di tutte le istituzioni sulla problematica amianto. Già nel 2009/2010 e negli anni successivi si sono succedute manifestazioni e iniziative giudiziarie intraprese dall’Osservatorio Nazionale Amianto per la tutela della salute pubblica e dei diritti dei lavoratori. Ora, dopo tante battaglie, anche grazie all’impegno del M5S e del sindacato Fismic, qualcosa sembra muoversi. Riguardo questo quindi fiduciosi aspettiamo risposte concrete proprio per la tutela dei lavoratori, ed è perciò che rivolgiamo un accorato appello al Vicepremier On.le Luigi Di Maio, perché sani la situazione di cui sono rimasti vittime i lavoratori umbri, i cui benefici amianto sono stati riconosciuti nella migliore delle ipotesi fino al 31.12.1992. Chiediamo che il Ministro emetta subito un atto di indirizzo ministeriale per ottenere il riconoscimento fino al 02.10.2003. Con molta soddisfazione notiamo che anche chi non è mai intervenuto inizialmente in merito per richiedete benefici adesso ha intrapreso la nostra strada e per questo esprimiamo soddisfazione. In riguardo come Osservatorio nazionale Amianto scriveremo a Luigi di Maio proprio riguardo i benefici che sicuramente il vice presidente del Consiglio non farà attendete a tutti i lavoratori che erano stati esclusi»

dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA.

Sportello amianto ONA

È operativo in Umbria lo Sportello Amianto ONA che assiste gratuitamente tutti coloro che ne fanno richiesta attraverso il numero verde gratuito 800 034 294 e attraverso il sito istituzionale attraverso il quale chiedere consulenze tecniche, mediche e legali totalmente gratuite.