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Amianto in Campania? I comuni sottovalutano il rischio

Amianto in Campania
Amianto in Campania

Fondi stanziati per la bonifica, ma solo tre comuni aderiscono

La Regione Campania ha stanziato i fondi per provvedere alla bonifica amianto, ma soltanto tre comuni hanno chiesto l’erogazione. Nonostante da tempo ormai ci sia allarme in tutta la Campania per la numerosa presenza della fibra killer, le altre amministrazioni sottovalutano, evidentemente, il problema, non aderendo all’iniziativa regionale.

Le dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni

“Bene la Regione Campania. Necessario il concorso delle associazioni, in particolare dell’ONA, con lo Sportello Regionale Amianto. L’Osservatorio Nazionale Amianto tende la mano al presidente della Regione Campania. Come presidente ONA invito tutti i sindaci a costituire un coordinamento, ovvero a costituire unitamente alla Regione Campania uno Sportello Amianto Regionale al quale possa aderire anche l’ONA  che in modo del tutto gratuito garantirà assistenza legale e medica”.

È quanto dichiara il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, Ezio Bonanni.

Sono ormai 26 anni che la Legge 257/92 ha posto al bando i materiali contenenti amianto  e tuttavia la Regione Campania presenta ancora più di 4.000 strutture con amianto censite nel 2018. Si tratta di una sottostima rispetto alla reale entità del problema amianto, come già più volte denunciato dall’ONA, solo che questa volta la Regione Campania si è mossa in modo efficace e ha stanziato dei fondi di cui solo tre Comuni hanno richiesto l’erogazione, due nel casertano (Aversa e Sparanise) e un altro in Irpinia (Caposele).

I fondi regionali stanziati per la bonifica

Sono un milione e trecento mila euro in totale i fondi stanziati per lo smaltimento dell’amianto in tutta la Campania. Soldi che basterebbero a coprire circa dieci progetti, ma solo tre sono state le Amministrazioni che hanno aderito.

“Un segnale – conclude il presidente Ona – che impone innanzitutto una presa d’atto delle Amministrazioni comunali e in secondo luogo la necessità di una programmazione progettuale e tecnico-operativa delle bonifiche, in modo che la Regione sia messa nella possibilità di intervenire stanziando somme sulla base di progetti già operativi”.

SERVIZI GRATUITI ASSISTENZA ONA

L’osservatorio nazionale amianto offre servizi legali e medici gratuiti per le vittime amianto. Per maggiori informazioni contattare il numero verde 800034294, oppure consultare i principali canali di comunicazione ONA e dell’avv. Bonanni: il sito istituzionale ONA, sito istituzionale dell’avv. Ezio Bonanni e resta aggiornato sulle principali notizie ONA attraverso il Giornale sull’Amianto.

Scopri di più sui seguenti servizi:

Mutti: “Mangiare ‘rosso’ aiuta a vivere meglio”

Luciano Mutti
Luciano Mutti

Mangiare bene fa vivere più a lungo e in salute.

Una frase ormai banale che trova però riscontro continuo tra gli esperti.

I ricercatori da anni sostengono che la longevità, oltre al fattore genetico importantissimo, sia legata anche e soprattutto allo stile di vita: sana alimentazione e attività fisica. Mangiare “rosso” sarebbe addirittura il segreto di una lunga e sana vita.

Al bando quindi tutti i cibi spazzatura che aumentano il peso ponderale, alzando con il tempo i valori di colesterolo e trigliceridi nel sangue e spesso anche la glicemia, provocando così anche gravi patologie cardiovascolari. 

L’alimentazione è importante proprio per tutti e aiuta a dare una migliore qualità della vita anche ai malati oncologici?

Una domanda che rivolgiamo al professor Luciano Mutti, oncologo di fama internazionale, a capo del dipartimento ONA, nonché docente alla Temple University.

“Per i malati oncologici l’alimentazione deve essere varia e completa. Valgono le regole generali – spiega il docente – Se c’è perdita di peso eccessiva, nonostante l’apporto calorico sufficiente, è necessario aumentare con integratori alimentari, quelli che contengono più carboidrati e proteine. Se invece parliamo di pazienti oncologici che perdono massa muscolare allora è necessario assumere integratori specifici a base di Omega3, anche in concomitanza di chemioterapia.  Studi randomizzati hanno dimostrato, infatti, che solo gli Omega 3 e in minima parte la carnitina hanno veri effetti benefici sull’organismo. E’ molto importante un minimo di esercizio fisico – aggiunge l’oncologo -. Non assumere proteine e vitamine perché alimentano il tumore, sono solo stupidaggini”.

Ma esistono dei piccoli accorgimenti per tenere lontana la ‘bestia’?

“Sicuramente non fumare e non esporsi al sole – spiega il professor Mutti -. Importante è anche limitare l’assunzione di alcool. Aumentare l’attività sportiva ed avere una dieta varia e ricca di frutta e verdura aiuta a stare meglio in salute. Nella dieta più è rosso e più è meglio. Le uniche vitamine anticancro sono quelle naturali, quelle assunte con l’alimentazione. Gli integratori multivitaminici sono gran parte inutili se non dannosi. E’ stato dimostrato, addirittura, che chi assume integratori a base di sola vitamina B – conclude lo specialista – pare aumenti la percentuale di rischio di tumore al polmone”.   

Cosa sono Omega 3 e Carnitina?

Gli Omega 3 sono acidi grassi polinsaturi essenziali perché non possono essere sintetizzati nell’organismo e quindi vanno introdotti con la dieta. L’assunzione di alimenti e integratori che contengono gli Omega 3 sono il modo migliore per mantenere un cuore in salute. Diversi studi clinici sostengono che gli acidi polinsaturi riducono in modo significativo il rischio di ictus

Quali i cibi più ricchi di Omega 3?

salmone
sgombro
tonno
aringhe
sardine
pesce spada

La Carnitina è un derivato aminoacido contenuto nei derivati di carne e prodotti caseari che viene sintetizzato nell’organismo umano da reni e fegato e può essere assunto, nei casi specifici come integratore alimentare.

Secondo quanto riscontrato da diversi studi,  la Carnitina, tra l’altro, mantiene un adeguato stato di salute cardiovascolare, aumentando di gran lunga la qualità della vita nei pazienti che ne fanno uso.

Addirittura anche in ambito sportivo sembra che la Carnitina migliori le perfomance degli atleti,  nonostante ancora non sia stata del tutto provata.

Quali i cibi più ricchi di Carnitina?

carne di manzo
latte
merluzzo
petto di pollo
formaggi

Se volete vivere più a lungo dovete cominciare a volervi bene sin da quando vi sedete a tavola. Come sostengono gli esperti, una dieta sana e una regolare attività fisica aumentano notevolmente la qualità della vita, anche nei pazienti oncologici.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini vittime da esposizione ad amianto. L’associazione dispone di un pool di tecnici impegnati nell’assistenza dei cittadini per la bonifica e la decontaminazione dei siti dall’amianto e le altre sostanze cancerogene (prevenzione primaria). In caso di esposizioni è possibile richiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria), fornita grazie ad un team di medici volontari, che si occupano di ricerca, terapia e cura delle patologie asbesto correlate, nonché di tutte le malattie causate dall’attività professionale. La prevenzione primaria, la diagnosi precoce e le terapie più tempestive, assicurano maggiori possibilità di guarigione, maggiore sopravvivenza e migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche un team di legali per la tutela di tutti i diritti delle vittime amianto per la rivalutazione dei ratei pensionistici e il prepensionamento per effetto dell’accredito delle maggiorazioni contributive, ovvero i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Tutti i lavoratori esposti, anche coloro non affetti da patologia, hanno diritto a tali benefici. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per ottenere l’indennizzo e/o la rendita. Coloro che hanno svolto servizio nelle Forze Armate in esposizione ad asbesto, hanno diritto all’integrale risarcimento dei danni biologici. La struttura medico legale dell’ONA, avvia le domande amministrative per il riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. In caso di decesso, il diritto al risarcimento dei danni viene trasmesso ai famigliari, loro eredi legittimi.

 assistenza ona

Manovra: protesta delle vittime amianto

Parlamento Manovra
Parlamento

L’Osservatorio si rivolge a Mattarella

Nella nuova manovra non vi è nulla per le vittime del dovere esposte ad amianto. Ma nemmeno per le vittime di altri agenti patogeni e cancerogeni, presenti negli ambienti di vita e di lavoro.

Nulla nella nuova manovra nemmeno per le vittime del terrorismo, né l’applicazione su base normativa dei principi di equiparazione stabiliti dalle SS.UU. 7761/17.

Secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto gli emendamenti che avrebbero dovuto recepire gli orientamenti della Corte di Cassazione non avrebbero determinato alcun maggiore esborso economico rispetto a quanto già oggetto di pronunce giudiziali.

In ogni caso, al più, tali emendamenti e le eventuali maggiori spese si sarebbero potute recuperare attraverso i fondi del Fug (Fondo Unico Giustizia) alimentato dalle confische di beni alle mafie e attraverso tagli alle spese della politica.  

L’appello alle autorità e le pronunce giudiziarie

«Non possiamo condividere che gli emendamenti presentanti dall’On.Le Dell’Osso siano stati rigettati. Non a caso lo stesso parlamentare si è dimesso dal gruppo 5 stelle per passare ad altre forze politiche.»  dichiara l’Avv. Ezio Bonanni.

Le più recenti pronunce sulle azioni giudiziarie promosse dall’Osservatorio Nazionale Amianto e dall’Avv. Ezio Bonanni hanno portato all’accoglimento delle domande risarcitorie per i profili di responsabilità civile, e al riconoscimento delle prestazioni di vittima del dovere.

Proprio sotto questo profilo, poiché nelle liquidazioni degli importi l’amministrazione eroga quello dell’assegno vitalizio in €258,23 (invece dell’importo di €500,00), che si va ad aggiungere a €1.033,00 dello speciale assegno vitalizio e alla speciale elargizione (€225.000,00), l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni avevano auspicato che gli emendamenti sostenuti, anche con l’interlocuzione con l’On.le Dall’Osso, potessero trovare accoglimento.

Le 6.000 morti all’anno: le vittime amianto in Italia

L’ONA ricorda che ogni anno continuano a morire circa 6.000 persone per gravi patologie causate dall’amianto, Molti di questi nel settore militare, ovvero nei comparti della sicurezza, come precisato dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta, della Camera dei Deputati.

L’impegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’ONA prosegue il suo impegno in favore delle vittime amianto, anche tra coloro che sono stati imbarcati nelle unità navali della MM e nelle altre attività di servizio, nei termini sanciti dall’art. 1, commi 563 e seguenti, L. 266/2005.

Al fine di ottenere l’equiparazione alle vittime del terrorismo, nel rispetto dei principi di SS.UU. 7761/2017. La sentenza n. 7761/17 delle Sezioni Unite ha infatti fatto riferimento alla non ampliabilità della platea dei beneficiari delle prestazioni di vittime del terrorismo.

Infatti: “l’ammontare dell’assegno vitalizio mensile previsto in favore delle vittime del dovere e dei soggetti ad esse equiparati è uguale a quello dell’analogo assegno attribuibile alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata”.

La giurisprudenza delle Sezioni Unite, ancora nel 2018, ha confermato che l’assegno vitalizio deve essere erogato nella misura di €500,00 mensili.

Tutti i diritti delle Vittime del Dovere

Il personale civile e militare delle Forze Armate  e del Comparto di Pubblica Sicurezza vittima di esposizione amianto o esposizione a cancerogeni nello svolgimento di di attività e missioni ha diritto, prima di tutto al riconoscimento di vittima dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, e in più a tutte le altre prestazioni e diritti:

  • Speciale elargizione
  • Assegno mensile vitalizio (€500,00 mensili)
  • Speciale assegno vitalizio (€1.033,00 mensili)
  • Incremento della retribuzione pensionabile di una quota del 7,5%, ai fini della pensione e indennità di fine rapporto, o altro trattamento equipollente;
  • Aumento figurativo di 10 anni di versamenti contributivi ai fini della pensione e della buona uscita;
  • Esenzioni dall’IRPEF delle prestazioni;
  • Diritto al collocamento obbligatorio con precedenza rispetto ad altra categoria di soggetti e con preferenza a parità di titoli;
  • Borse di studio vittime del dovere esenti da imposizione fiscale;
  • Esenzione dalla spesa sanitaria e farmaceutica, estesa anche ai medicinali di fascia C e anche in favore dei famigliari;
  • Assistenza psicologica a carico dello Stato;
  • Esenzione dall’imposta di bollo per tutti gli atti connessi alla liquidazione dei benefici;
  • Equiparazione alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata;

Strage di amianto nel personale del Ministero della Difesa

La stessa Commissione Parlamentare d’Inchiesta ha fatto riferimento al fenomeno epidemico di patologie asbesto correlate e alla violazione delle condizioni di sicurezza sul lavoro nelle Forze Armate e negli altri settori del Comparto Sicurezza.

A pag. 34 della relazione finale (pubblicata lo scorso 7 febbraio 2017), testualmente: “la Procura della Repubblica di Padova è giunta ad accertare che solo nell’ambito della Marina Militare 1101 persone sono decedute o si sono ammalate per patologie asbesto-correlate (circa 570 i mesoteliomi).

Ed allarmano le prospettive di ordine generale delineate dal Direttore del RENAM Alessandro Marinacelo, medito il 19 ottobre 2017: “il picco dei casi di mesotelioma, sia il numero di casi sia il numero di tassi, è presumibile sia nel periodo tra il 2015 e il 2020”.

Intanto, come si desume da una relazione tecnica di Marinaccio trasmessa in data 29 gennaio 2018 dal Presidente dell’INAIL Massimo De Felice, nell’ambito dei corpi militari, “sono stati identificati 830 casi di mesotelioma maligno con esposizione in tale settore”.

Ed è sconfortante apprendere da tale relazione che “negli archivi del ReNaM sono presenti informazioni relative a n. 9 casi di mesotelioma maligno con codice di esposizione familiare insorti in soggetti esposti per ragioni di convivenza con familiari professionalmente esposti nel settore della ‘Difesa nazionale'”: una esposizione, dunque, che si è insinuata persino nel domicilio dei militari, coinvolgendo i loro congiunti“.

Per saperne di più: Vittime del Dovere

Sospeso dal lavoro, vince contro il Vaticano

Roma Vaticano
Roma Vaticano

Vince contro il Vaticano, Cesare attende solo di esser risarcito

Sentenza storica quella del Tribunale di Velletri, Sezione Lavoro, Giudice Claudio Silvestrini, di reintegro per il capo dei servizi operai, dipendente dell’ufficio tecnico dell’Idi, l’istituto dermopatico dell’Immacolata a Monte di Creta a Roma.

Cesare Civica, 64 anni originario di Rieti, vince dunque la sua battaglia legale contro il Vaticano. Difeso dall’Avvocato Ezio Bonanni è stato reintegrato in servizio nella sede dell’Idi di Roma con le stesse mansioni, dopo essere stato sospeso ingiustamente. Il suo legale ora non intende fermarsi. In separata sede verrà quantificato il danno e chiesto il risarcimento.

Cesare Civica, ora in pensione da giugno scorso, è entusiasta: “Ringrazio l’avvocato Ezio Bonanni per avermi assistito. Sono contento per come sia andata, anche se non ho avuto mai un minino dubbio. La sentenza dimostra la mia onestà. Ho sempre creduto e credo nella Giustizia. Nutro forte rabbia contro il Vaticano perché per anni hanno tentato continuamente di tagliare teste. L’hanno fatto anche con come. Ci stavano riuscendo, ma grazie all’Avvocato Bonanni, sono riuscito a dimostrare la mia estraneità a quanto cercavano di addebitarmi”.

La storia di un uomo che ha avuto giustizia

È 2013 quando Cesare Civica lavora all’ospedale Idi. È all’ufficio tecnico come capo dei servizi operai. L’Idi è gestito dalla congregazione dei figli dell’Immacolata Concezione.

Cinque mesi senza stipendi e il Vaticano prende in mano la situazione. Il Ministero dello Sviluppo economica (Mise) commissaria subito l’Idi. Amministrazione controllata quindi, e cambi al vertice repentini.

Cesare Civica continua il suo lavoro.

Quando iniziano i guai per il capo dei servizi operai?

Una notte quando gli viene segnalata la riduzione del flusso idrico all’interno della struttura ospedaliera. Un’emergenza da gestire e risolvere.

Cesare Civica, come da prassi, invia una circolare e avvisa la ditta appaltatrice per intervenire. Gli operai intervengono e alle tre di notte sembra che l’impianto sia perfetto. Il capo operaio torna a casa, stanco ma tranquillo di avere svolto al meglio il proprio lavoro. La mattina invece di prendere servizio alle sette, considerato che è tornato a casa a notte fonda, arriva in ufficio alle nove. E’ proprio in quel momento che trova il putiferio. Gli operai della ditta che gestisce la manutenzione in tutto l’ospedale non hanno aperto bene la leva del rubinetto Acea. Quella stessa leva che è bloccata e non permette un flusso regolare dell’acqua. In mattinata, infatti, la pressione idrica in ospedale è scesa di nuovo.

Cesare Civica è subito sospeso dal lavoro

Prima undici giorni e poi dieci, perché ritenuto responsabile del disservizio. Il suo stipendio è ridotto. I dirigenti, non contenti lo trasferiscono nella sede di Velletri.

Una responsabilità mai avuta, tanto da essere reintegrato al lavoro come stabilito dalla sentenza.

L’operaio specializzato, difeso dall’Avv. Bonanni, vince la battaglia legale e attende ora il risarcimento danni.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i lavoratori vittime da esposizione ad amianto. L’associazione dispone di un team di tecnici impegnati nell’assistenza dei cittadini per la bonifica e la decontaminazione dei siti dalle sostanze cancerogene (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad amianto è possibile richiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria), fornita grazie ad un team di medici volontari. Essi si occupano di ricerca, terapia e cura delle malattie professionali, ovvero tutte le malattie causate dall’esposizione ad agenti cancerogeni in ambiente lavorativo. La prevenzione primaria, la diagnosi precoce e le terapie più tempestive, assicurano maggiori possibilità di guarigione, maggiore sopravvivenza e migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche un team di legali per la tutela di tutti i diritti delle vittime amianto per la rivalutazione dei ratei pensionistici e il prepensionamento per effetto dell’accredito delle maggiorazioni contributive, ovvero i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Tutti i lavoratori esposti, anche coloro non affetti da patologia hanno diritto ai benefici contributivi. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per ottenere l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate in esposizione ad asbesto, la vittima ha diritto all’integrale risarcimento danni biologici e, la struttura medico legale dell’ONA, avvia le domande amministrative per il riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. In caso di decesso, il diritto al risarcimento dei danni viene trasmesso ai famigliari, loro eredi legittimi.

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Di Vico vittima uranio impoverito: riconosciuto e risarcito

Vittime del dovere
Vittime del dovere

Di Vico vittima uranio impoverito: vittoria dell’ONA

Di Vico vittima uranio impoverito. È un eroe dei tempi moderni, Leopoldo Di Vico. Luogotenente dell’Esercito Italiano, deceduto e poi riconosciuto vittima del dovere.

Esposto ad amianto e ad uranio impoverito, con le nano particelle di metalli pesanti. In più radiazioni ionizzanti e non ionizzanti. Leopoldo Di Vico in vita è stato a lungo offeso e gli sono stati negati i suoi diritti. La caparbietà della vedova e degli orfani sostenuti dall’avv. Ezio Bonanni, ha permesso di ottenere il riconoscimento di causa di servizio e di vittima del dovere. Tuttavia, l’orfano che lavorava quando il padre è deceduto, non è stato indennizato.

In più, il Ministero nega il risarcimento danni integrale, ritenendo sufficiente l’indennizzo alla vedova e ad uno dei due orfani. Sono in corso i relativi giudizi.

Il riconoscimento: l’ultima vittoria di Leopoldo Di Vico

Era un luogotenente dell’Esercito Italiano, un granattiere. È deceduto a causa di un cancro, dopo aver condotto una lunga battaglia, durata anni. Quella per la vita è stata la battaglia più impegnativa.

Un Natale sempre doloroso per un vuoto incolmabile ma economicamente più tranquillo per la famiglia dell’ex luogotenente Leopoldo Di Vico. Ora è vittima del dovere. Sono stati riconosciuti i meriti del granattiere. Una vita spesa al servizio dell’Esercito Italiano. Romano, vittima del dovere, deceduto in seguito a neoplasia provocata dall’amianto (detto anche asbesto). 

Il luogotenente Leopoldo Di Vico, insignito in vita di onorificenze, alla sua morte aveva ricevuto il picchetto d’onore dell’Esercito Italiano. Tuttavia, era negata l’origine professionale della sua malattia.

Quindi si era visto rigettare in vita la domanda di riconoscimento di causa di servizio e di riconoscimento di vittima del dovere. La lunga battaglia giuridica si è conclusa. I congiunti del povero Di Vico vittima uranio impoverito hanno ricevuto l’accredito di 225 mila euro oltre ad uno mensile di 1500. Somma elargita dopo anni di guerra legale per il riconoscimento dell’ex luogotenente Leopoldo Di Vico, come vittima del Dovere.

Leopoldo Di Vico: un eroe dimenticato

Un uomo descritto da tutti come un eroe che si è distinto in plurime occasioni. Leopoldo Di Vico era stato insignito di sei elogi scritti, due encomi, nominato Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. Aveva ricevuto la facoltà di fregiarsi delle relative insegne con Decreto del 27 dicembre 2008 e registrato all’Albo dei Cavalieri al n° 24178 Serie V.

Leopoldo Di Vico era impegnato in missioni in Kosovo e in altri teatri di guerra, aveva rappresentato i più alti valori dell’onore militare. Ha dedicato alla sua carriera militare tutta la sua vita. Con la famiglia, la moglie e i due figli, ha pure combattuto l’ultima battaglia, quella contro il cancro. 

L’agonia e la morte di Leopoldo Di Vico

Esposto ad amianto, nanoparticelle per l’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito, metalli pesanti e altri agenti cancerogeni e tossico-nocivi.

Il Luogotenente Leopoldo Di Vico si è ammalato di cancro uroteliale, per il quale lo stesso Ministero, dopo la sua morte, ha riconosciuto la correlazione.

Non solo metalli pesanti, ma anche vaccini contaminati:

Leopoldo si è ammalato e poi dopo quattro anni di agonia, il 16 marzo del 2015 è passato a miglior vita. Aveva 58 anni. La sua agonia è stata terribile.

Non solo metalli pesanti e radiazioni, ma anche fibre di amianto, benzene, che lo hanno ucciso. Era forte come un leone. Così lo ricorda l’avv. Ezio Bonanni, che lo ha assistito e difeso dall’inizio.

 Le risultanze della relazione finale della Commissione Di Inchiesta

L’avv. Ezio Bonanni, presidente ONA, audito dalla Commissione Parlamentare Di Inchiesta il 6 dicembre 2017, ha ricordato Leopoldo Di Vico:

Il Ministero della Difesa, dopo il decesso di Leopoldo, ha riconosciuto la causa di servizio e l’equo indennizzo e lo status di vittima del dovere. La liquidazione è stata solo parziale.

Nella relazione finale del 7 febbraio del 2018,  i risultati dell’istruttoria si sono tradotti in un duro atto di accusa per le forze armate.

Nelle risultanze della Commissione Parlamentare si fa riferimento al rischio di radiazioni e nano particelle. In più, l’epidemia di malattie asbesto correlate.

Prevenzione: primaria, secondaria e terziaria

Le Forze Armate, in un periodo di pace, hanno subito una vera e propria epidemia, di malattie amianto, uranio impoverito, vaccini e radon. Per questi motivi, l’ONA invoca la prevenzione primaria.

Non solo, la prevenzione primaria, ma anche quella secondaria, con la diagnosi precoce e le terapie più opportune (prevenzione secondaria).

In più, le vittime hanno diritto al ristoro, quindi alle prestazioni previdenziali e al risarcimento dei danni.

Tumore al rene: esposizione ad amianto, metalli pesanti etc…

La Commissione di Inchiesta della Camera dei Deputati, presieduta dall’On.le Scanu, ha accertato che presso la «Procura della Repubblica di Padova è giunta ad accertare che solo nell’ambito della Marina Militare 1101 persone sono decedute o Risono ammalate per patologie asbesto-correlate (circa 570 i mesoteliomi)».

Questo dato epidemiologico è allarmante. Lo è anche per i tumori del rene. I minerali di amianto sono stati rinvenuti persino nelle urine, e quindi si ha il sospetto che possano avere un ruolo chiave nei tumori uroteriali.

Il picco dei tumori di amianto nelle forze armate dal 2020

Nella stessa relazione finale, si legge:

Ed allarmano le prospettive di ordine generale delineate dal Direttore del RENAM Alessandro Marinacelo, medito il 19 ottobre 2017: “il picco dei casi di mesotelioma, sia il numero di casi sia il numero di tassi, è presumibile sia nel periodo tra il 2015 e il 2020”.

Epidemia di mesoteliomi nelle forze armate

Nel corso dei suoi lavori, la Commissione Parlamentare di inchiesta ha accertato che ci sono stati 830 casi di mesotelioma maligno con esposizione in tale settore”.

Sono stati accertati casi anche nei familiari:

“Negli archivi del ReNaM sono presenti informazioni relative a n. 9 casi di mesotelioma maligno con codice di esposizione familiare insorti in soggetti esposti per ragioni di convivenza con familiari professionalmente esposti nel settore della ‘Difesa nazionale'”.

In questo contesto proprio nella stessa relazione si legge:

“Una esposizione, dunque, che si è insinuata persino nel domicilio dei militari, coinvolgendo i loro congiunti”.

Di Vico vittima uranio impoverito: risarciti i familiari

L’avv. Ezio Bonanni, grazie al suo impegno e la sua tenacia, è riuscito a ribaltare il giudizio. Il ministero ha quindi poi riconosciuto la causa di servizio e la qualità di vittima del dovere del Luogotenente Di Vico.

La famiglia ha ottenuto la liquidazione con l’importo di euro 225 mila euro di speciale elargizione. La vedova e uno degli orfani, hanno ottenuto anche la liquidazione dell’assegno vitalizio e dello speciale assegno vitalizio.

L’impegno della difesa legale, a cura dell’avv. Ezio Bonanni, difensore della famiglia, prosegue per  il risarcimento integrale.

Non solo le stesse prestazioni delle vittime del terrorismo, ma anche il risarcimento del danno.

La gioia di Mario Di Vico per il risultato ottenuto

«Ringrazio l’avvocato Bonanni che ci è stato accanto in questa lunga battaglia dalla quale ne siamo usciti vincitori. – così dichiara Mario Di Vico, figlio di Leopoldo –.

“Si tratta della vittoria della legalità e della giustizia giustizia che dà dignità alla memoria di mio padre. Mio padre è morto all’età di 58 anni dopo quattro anni di agonia. Era un uomo forte, alto più di un metro e settantatré, una massa di muscoli, un granatiere, luogotenente dell’Esercito Italiano.

Impegnato in missione all’estero, tra cui Kosovo e Albania. Ha svolto il suo servizio con lealtà e onore, esposto ad amianto, benzene, fumi di saldatura, polvere da sparo, uranio impoverito: un ambiente infernale di guerra. 

Quindi il suo tumore dei reni, detto anche il tumore uroteliale che è stato la causa della sua morte. Nel momento della nostra disgrazia l’unica persona che ci è stata accanto è stato l’avvocato Ezio Bonanni.

Lui ci ha sempre sostenuti, ed ha sempre creduto in questo risultato e ha combattuto in silenzio, con caparbietà e pazienza, giungendo al risultato.

Quando mio padre era ancora in vita ci sono stati dei tentativi quantomeno penosi di farlo desistere. Ricordo una riunione in Senato dove lui fu presente con l’avvocato Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

In quella occasione gli venne detto: “si tratta di una battaglia persa, non vincerai mai contro lo Stato”. E venne aggiunto. “Di Vico morirà e anche le altre vittime dell’amianto continueranno a morire”.

Dico a tutte le altre vittime e a tutte le vedove e agli altri orfani come me – conclude commosso Mario Di Vico.

Per cui il messaggio è che bisogna avere fiducia nella Giustizia e continuare a combattere al fianco dell’Osservatorio Nazionale Amianto. Continuerò comunque ad agire perché coloro che hanno provocato la morte di mio padre rispondano perché ci sia giustizia»

Di Vico vittima uranio impoverito: ne parla l’avv. Bonanni

Dal canto suo il presidente dell’ONA e legale della famiglia Di Vico ringrazia l’Amministrazione «per avere attentamente riesaminato il caso e di avere, con correttezza, riconosciuto (anche se in ritardo), la causa di servizio e la qualità di vittima del dovere del luogotenente Leopoldo Di Vico. 

Questo provvedimento – aggiunge Bonanni –ridà almeno in parte dignità alla morte del luogotenente Leopoldo Di Vico. Questi ha dedicato la sua vita a tutti noi in qualità di militare impegnato in missioni all’estero».

In questo momento, l’Osservatorio Nazionale Amianto ripensa a tutte le vittime dell’amianto e di altri cancerogeni nelle Forze Armate e rinnova l’appello perché ci sia, ora e nel futuro, un maggiore impegno nella bonifica e nella tutela della salute.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito un servizio di

Osservatorio Nazionale Amianto: ONA news TV

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha lanciato ONA news TV, il mezzo di comunicazione, formazione e informazione in materia di amianto ed esposizione a cancerogeni.

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