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Bonanni presenta il Libro Bianco sulle vittime amianto

ONA, ricerca
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L’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto presenta “il libro bianco delle morti di amianto in Italia”.

Il testo raccoglie i dati dell’epidemia di malattie asbesto correlate (mesoteliomi, tumori del polmone, asbestosi etc.). Solo nel 2017, hanno provocato in Italia 6mila decessi e decine di migliaia di nuovi malati. 104mila, invece, i decessi nel resto del mondo.

Fonte dei dati, emersi dalla ricerca, è l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), calcolati solo su tre patologie. Mesotelioma, tumore polmonare e asbestosi e solo tra quelli di origine professionale.

Una conferenza per sconfiggere insieme i tumori da amianto

L’evento si tiene nel corso della conferenza stampa-seminario “Come la ricerca può sconfiggere i tumori da amianto: le ultime scoperte scientifiche”, promossa dall’ONA, nella Sala Igea dell’istituto dell’Enciclopedia Italiana, martedì 19 giugno alle ore 9.30 ed è possibile guardare la diretta streaming dell’evento sull’homepage dell’sito istituzionale dell’ONA.

La conferenza sarà moderata da Leonardo Iacovelli, Segretario Generale Confassociazioni Ambiente. Nel corso dell’incontro, interverranno: Antonio Giordano (Università di Siena e Temple University di Philadelphia), Mauro Roberto Benvenuti (Direttore U.O.C. Chirurgia Toracica Spedali Civili Brescia) e, inoltre, i componenti del comitato scientifico ONA Luciano Mutti (Presidente Gruppo Italiano Mesotelioma), Marcello Migliore (Università di Catania) e Nicola Forte (fiscalista, docente e giornalista).

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

Ispessimento pleurico e assistenza

Ispessimento pleurico
Ispessimento pleurico

L’ispessimento pleurico è una malattia asbesto correlata. Ispessimento pleurico cosa significa? Costituisce l’infiammazione provocata dalle fibre di asbesto, che ispessiscono la pleura. Si tratta della prima fase del processo neoplastico, che può dar vita a tumori pleurici, tra i quali il mesotelioma della pleura, detto anche mesotelioma pleurico.

L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto fornisce il servizio di assistenza medica e legale per la tutela dei lavoratori esposti ad amianto. I lavoratori, che sono esposti alle fibre dei minerali di asbesto, presentano, il più delle volte, anche solamente un lieve ispessimento pleurico. In ogni caso siamo in presenza di infiammazioni, spesso accompagnata da placche pleuriche, che anticipano l’insorgenza del mesotelioma della pleura.

Per questo l’ONA e il suo presidente, l’Avvocato Bonanni, sono in prima linea nella tutela delle vittime e offrono loro un servizio di consulenza medica e legale gratuita.

Consulenza Ispessimento pleurico

Indice

Tempo di lettura: 5 minuti

Le fibre di asbesto e l’infiammazione della pleura

Le fibre di amianto, negli alveoli polmonari e, per contiguità, nella pleura, causano infiammazione. Si configura, quindi, con l’ispessimento pleurico bilaterale. In alternativa ci può essere un ispessimento pleurico apicale e ispessimento pleurico apicale bilaterale, descritto anche come ispessimenti pleurici biapicali.

Cosa significa ispessimento? La pleura ispessita è in una fase precancerosa, che si può manifestare con la pleurite e con altri sintomi, che poi possono dar vita alle classiche neoplasie dell’amianto.

L’ispessimento polmonare è quasi sempre provocato dalla inalazione di fibre asbesto. Infatti è tra pleura ispessita cause principali. I minerali di asbesto sono ispessimento polmonare cause e possono essere classificati in serpentini, tra i quali il crisotilo, e in anfiboli (dal greco αμφίβολος e dal latino amphibolus = ambiguo). Sono classificati tra gli anfiboli: l’actinolite, l’amosite di amianto, la crocidolite di amianto, la tremolite di amianto e l’antofillite.

Le fibre di questi minerali penetrano negli alveoli polmonari, raggiungendo la pleura. In questo modo si genera l’infiammazione pleurica. L’amianto è quindi la principale tra ispessimento della pleura cause

Ispessimento pleurico cause e sintomi

In caso di esposizione elevata a polveri e fibre di amianto, i lavoratori debbono essere sottoposti a dei controlli sanitari periodici e alla sorveglianza sanitaria (prevenzione secondaria). In molti casi, tra questi lavoratori, vi è la diagnosi di ispessimento pleurico e di placche pleuriche, che costituiscono un segno biologico di esposizione e, allo stesso tempo, una vera e propria malattia asbesto correlata.

I sintomi lievi di ispessimento pleurico sono più blandi rispetto a quelli ordinari, che consistono nella difficoltà a respirare, astenia e facile affaticabilità.

Questi sintomi sono più evidenti negli ispessimenti pleurici apicali, cioè quelli caratterizzati da una più estesa infiammazione e, quindi, da una più elevata esposizioni ad amianti.

Negli ispessimenti della pleura con fibrosi massiva, si associa una sindrome respiratoria restrittiva con tosse secca e dolore toracico come ispessimento polmonare sintomi. In alcuni casi di focale ispessimento pleurico si aggiungono le atelettasie rotonde, lesioni pleuroparenchimali conseguenti a versamenti pleurici che portano al collasso polmonare.

Versamento pleurico da ispessimenti causati da asbesto

Il versamento pleurico è costituito dall’accumulo di liquido all’interno della cavità pleurica, in seguito all’infiammazione causata dalle fibre di asbesto.

La pleura è quella membrana che è formata dalla pleura viscerale. È quella parte di membrana che aderisce alla parete del polmone nella sua parte esterna, che si interpone tra gli organi del mediastino e i polmoni. Inoltre la membrana è composta anche dalla pleura parietale, che è la membrana sierosa che avvolge la cavità toracica dall’interno verso la parete toracica ostemuscolare e i polmoni esternamente. In questo caso si forma ispessimento pleurico parietale.

Quando la pleura è aggredita dalle fibre di asbesto si infiamma, causa quell’accumulo di liquido eccessivo all’interno della cavità pleurica, che provoca tra i sintomi, il senso di ingabbiamento e la difficoltà di respirazione.

Ispessimento pleurico: diagnosi malattia asbesto correlata

Il lavoratore che manifesta i primi sintomi dell’ispessimento pleurico presenta subito difficoltà respiratoria, facile stancabilità e senso di costrizione ai polmoni. Così deve rivolgersi al medico curante oppure al medico del lavoro e riferire della sua esposizione professionale ad amianto.

Se il medico curante oppure il medico del lavoro della ASL ravvisa la condizione di rischio per esposizione da asbesto, deve disporre di accertamenti tecnico strumentali, in modo coerente con quanto stabilito dall’art. 259 D.L. 81/2008.

Per poter verificare se siamo di fronte ad ispessimenti della pleura è necessario eseguire una serie di di controlli tecnico-strumentali:

  • TAC torace e addome, strumento con indagine digitale che realizza delle immagini del corpo umano a sezioni;
  • PET (Positron Emission Tomography), strumento che identifica un maggior consumo glucidico e diagnosi precoce dei tumori;
  • RMN (Nuclear Magnetic Resonance), tecnica  che permette di ottenere immagini dettagliate del torace e dell’addome con campi magnetici, senza radiazioni ionizzanti;
  • endoscopia;
  • biopsia,  così che il materiale acquisito può essere sottoposto agli esami istologici e immunoistochimici.

Esatta diagnosi distintiva rispetto al mesotelioma pleurico

In sede clinica, è fondamentale accertare la natura degli ispessimenti, se siano quindi maligni oppure benigni, cioè una semplice infiammazione.

Anche in presenza di semplici ispessimenti pleurici di cui si dovesse escludere il carattere di lesione maligna e, quindi, la natura neoplastica del processo, le condizioni del paziente non devono essere trascurate. Infatti deve essere sottoposto a continui controlli sanitari.

Tutte le malattie asbesto correlate, compreso l’ispessimento polmone, sono ingravescenti e, in molti casi, evolvono in neoplasia, come il tumore pleurico e il cancro del polmone. Infatti le fibre di asbesto aumentano il rischio di carcinoma bronchiale e di tumore al polmone, che hanno tempi di latenza anche di 30 anni dalla prima esposizione.

Le infiammazioni pleura, come la pleurite bilaterale, almeno nel 7/10% dei casi si evolvono in tumori pleurici, come il mesotelioma pleurico, malattia amianto tra le più aggressive.

Il mesotelioma pleurico può insorgere anche dopo 40-50 anni dalla prima esposizione. I tempi di latenza delle placche pleuriche e degli ispessimenti pleurici sono invece inferiori (10-15 anni dall’inizio dell’esposizione).

È necessario attivare il percorso di denuncia di malattia professionale asbesto correlata presso l’INAIL e attivare la sorveglianza sanitaria, per ottenere la diagnosi precoce di un’eventuale neoplasia.

La pleurite: che cos’è e quali sono i rischi

La pleurite è l’infiammazione della sierosa pleurica (infiammazione pleura). Diversi ne sono i fattori, ma quello più importante è l’esposizione a fibre di asbesto, che causa questa fase infiammatoria, con i versamenti pleurici.

Il versamento pleurico, in molti casi, si riassorbe in seguito ad aspirazione e ad uso di antibiotici se la pleurite ha natura infettiva. Tuttavia può occorrere il drenaggio con la toracentesi.

Successivamente, è necessario l’esame del liquido pleurico acquisito dalla parete toracica, anche per verificare la malignità delle lesioni. Infatti la pleurite deve essere distinta dal mesotelioma pleurico. Quindi, l’esame del campione del liquido pleurico è molto importante. Se i versamenti sono chiusi (saccati), spesso si ricorre alla chirurgia e al drenaggio a cielo aperto per evitare sepsi.

La diagnosi di pleurite: come ottenerla

Sempre con gli stessi esami resici necessari per l’ispessimento del polmone (TC, biopsia, etc.), è possibile verificare se l’infiammazione della pleura, ovvero la pleurite. Può essere di natura maligna, cioè precedere i cancri da amianto come il mesotelioma della pleura, oppure può essere una semplice infiammazione di natura infettiva. Se la pleurite è infettiva, è importante somministrare degli antibiotici.

La diagnosi pleurite parte dalla anamnesi e quindi viene valutata l’eventuale esposizione del paziente ad agenti patologici, come l’asbesto o a traumi. Si procede poi all’ispezione, palpazione, percussione ed ascoltazione, eseguite in quest’ordine, ed infine l’accertamento radiologico per completare e confermare la diagnosi pleurite. 

Le diverse cause della pleurite 

Le pleuriti tubercolari per anni sono state le più frequenti e ancora oggi sono tutt’altro che rare. Le cause pleurite sono molteplici e possono essere:

  • fibre di asbesto;
  • fenomeni immunitari o allergici;
  • agenti infettivi;
  • fattori metabolici (pleuriti colesteroliche);
  • traumi;
  • fattori cardio-circolatori e malattie cardio-circolatorie o cardio-polmonari;
  • tumori primitivi pleurici (mesotelioma);
  • neoplasie maligne polmonari e metastasi pleuriche di tumori maligni a insorgenza extrapolmonare (cancro della mammella, linfoma).

Pleurite: i sintomi più frequenti

I sintomi pleurite dipendono dal tipo. In caso di pleurite secca, spesso non ci sono sintomi o comunque sono molto lievi. Infatti, spesso vengono diagnosticate a distanza di anni e durante controlli effettuati per altri motivi.

Per la pleurite sintomi più evidenti sono dolore toracico, peggiorato dai colpi di tosse, dalle inspirazioni profonde e dal decubito sul lato affetto, febbre non elevata, compromissione delle condizioni generali e tosse secca insistente.

Le pleuriti essudative, forme infettive, hanno come altri sintomi brividi e brusco aumento della temperatura (39°-40°) costante per 4-5 giorni. La pleurite reumatica provoca abbondante sudorazione soprattutto notturna, oltre a dolore toracico, tachipnea e dispnea.

Cura pleurite e trattamenti terapeutici

La terapia pleurite deve colpire le cause scatenanti. Quindi, alla terapia pleurite possono essere associati interventi di cura antidolorifica e antinfiammatoria per alleviare i sintomi pleurite.

Per la pleurite secca il trattamento farmacologico va orientato contro il micobatterio, quindi si ricorre agli antibiotici. In concomitanza va impostata una terapia anti-infiammatoria e di sostegno per le condizioni generali del paziente per affrontare pleurite essudativa cause. La cura pleurite essudativa prevede la somministrazione di antibiotici e antinfiammatori oltre all’intervento di toracentesi pleurite. L’accesso diretto nel cavo pleurico consente l’immissione di farmaci direttamente nella sede del processo pleuritico. Ciò accelera per pleurite tempi di guarigione. 

Tutela legale per ispessimento pleurico

Nel caso di diagnosi di ispessimento pleurico sussiste il diritto all’indennizzo INAIL, ai benefici contributivi amianto, alla pensione inabilità amianto e al totale risarcimento danni da parte del datore di lavoro.

I lavoratori malati di ispessimento pleura hanno diritto all’indennizzo INAIL malattia professionale. Il percorso deve essere attivato con la certificazione di malattia professionale che deve essere redatto su modello 5ss bis dell’INAIL ed inoltrato, per via telematica, all’ente che avvia il percorso all’esito del quale emette un primo provvedimento.

Nel caso in cui il provvedimento dell’INAIL non fosse ritenuto soddisfacente, può essere formulato ricorso amministrativo ai sensi dell’art. 104, D.P.R. 1124/65, e, quindi, ottenere la fissazione della visita collegiale, all’esito del quale, in caso negativo, può essere proposto il ricorso giudiziario.

L’INAIL riconosce l’origine occupazionale della patologia assegnando la percentuale di grado invalidante, a cui corrisponde una determinata prestazione:

  • meno del 6%, l’INAIL non liquida alcuna prestazione, il lavoratore deve ottenere il risarcimento danni dal datore di lavoro;
  • tra il 6% e il 15%, l’INAIL indennizza il solo danno biologico;
  • a partire dal 16% si ha diritto alla rendita INAIL e il calcolo rendita INAIL varia in base al grado invalidante e alla retribuzione.

Benefici contributivi amianto ispessimento pleurico

I lavoratori che sono stati esposti a polveri e fibre di asbesto per motivi professionali, anche in assenza di malattia asbesto correlata, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

In tal modo, questi lavoratori hanno diritto ad una maggiorazione contributiva, ai sensi dell’art. 13, co. 8, L. 257/92. Tuttavia, nel caso in cui ci sia una malattia asbesto correlata, tra cui gli ispessimenti pleurici, è possibile ottenere l’accredito in modo più semplice. Occorre infatti solamente il riconoscimento da parte dell’INAIL dell’origine professionale di questo danno biologico.

I benefici amianto consistono in maggiorazioni contributive con il coefficiente 1,5 per l’intero periodo di esposizione professionale ad amianto. Queste sono utili sia per il prepensionamento sia per la rivalutazione del trattamento pensionistico in godimento.

In quest’ultimo caso, la pensione è riliquidata, con adeguamento dei ratei maturandi e liquidazione delle differenze dovute sui ratei arretrati. Quindi avviene il pagamento di somme per rivalutazione contributiva amianto.

Ispessimento pleure: pensione di invalidità per amianto

Per quei lavoratori che non hanno ancora maturato il diritto a pensione con l’accredito di queste maggiorazioni contributive amianto, si può presentare la domanda di pensione d’inabilità amianto.

Perciò il problema della collocazione in quiescenza del lavoratore è risolto con la pensione di invalidità amianto, che è un pensionamento anticipato per effetto del riconoscimento dell’origine professionale della malattia asbesto correlata.

La pensione amianto è stata riconosciuta, inizialmente, solo per coloro che erano malati di mesotelioma, tumore del polmone e asbestosi (art. 1, co. 250, L. 232/2016). Successivamente, per effetto dell’art. 41 bis della L. 58/2019, convertito con il D.L. 34/2019,  la platea degli aventi diritto alla pensione di invalidità amianto e alla pensione anticipata amianto è stata ampliata.

Infatti, l’originario impianto normativo è stato integrato con il co. 250 bis e 250 ter. Quindi, tutti coloro che hanno ottenuto il riconoscimento di una malattia professionale asbesto correlata, compreso l’ispessimento polmoni, hanno diritto ad  essere collocati in quiescenza con pensione di invalidità amianto.

È uno dei risultati più importanti ottenuti dall’Avv. Ezio Bonanni e dall’ONA. Grazie alla loro azione, si permette l’immediato pensionamento di quei lavoratori che hanno già la malattia, anche se non è ancora di natura neoplastica, in modo da evitare altre esposizioni e non accelerare l’insorgenza del mesotelioma della pleura.

La domanda va presentata entro il prossimo 31.03.2022. L’invio dopo il termine fa sì che la domanda sia valutata direttamente l’anno successivo, cioè a partire da aprile 2023.

Per ottenere il collocamento in quiescenza senza limiti di anzianità anagrafica, è necessario aver maturato almeno 5 anni contributivi, di cui 3 negli ultimi 5.

Come ottenere l’accredito delle maggiorazioni amianto

È necessaria la domanda amministrativa da depositare all’INPS, nella quale indicare i periodi di esposizione e accludendovi la documentazione medica di malattia asbesto correlata e di riconoscimento dell’INAIL o dell’ente detentore della posizione assicurativa.

Successivamente l’INPS può accogliere o rigettare, anche con silenzio rigetto. A questo punto, l’avente diritto deve proporre il ricorso amministrativo INPS e, in caso di successivo rigetto, presentare il ricorso ex art. 442 c.p.c. al Giudice del Lavoro.

Il ricorso deve essere formulato esclusivamente nei confronti dell’INPS, al fine di ottenere la condanna all’accredito delle maggiorazioni contributive per coloro che sono vittime di ispessimenti pleurici riconosciuti per motivi professionali.

Non c’è un limite minimo di soglia, di anni di esposizione e un minimo di danno biologico, essendo sufficiente anche l’1% per ottenere il diritto all’accredito delle maggiorazioni amianto, sempre con il coefficiente 1,5. Ciò è stato ribadito dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione, sez. lav., n. 30438/2018. In questi casi, sussiste il diritto, sempre e comunque, alla rivalutazione ex art. 13, co. 7, L. 257/92.

Ispessimento pleurico: risarcimento danni

Nel caso di ispessimenti pleurici malattia di origine professionale, il lavoratore malato può chiedere il risarcimento dei danni, al di là di quella che sarà la quantificazione INAIL. Infatti solitamente è sempre al di sotto del 6% perché l’ente tende a minimizzare la gravità di queste lesioni di natura infiammatoria, anche al fine di evitare l’erogazione di indennizzi e rendite.

Cass., sez. lav., n. 2491/2008 ha confermato la sentenza di condanna a carico del datore di lavoro a risarcire i danni del lavoratore malato di ispessimento pleurico.

Gli ispessimenti della pleura sono sempre causati dalle fibre di amianto e preludono al mesotelioma della pleura, di cui costituiscono una conditio sine qua non. Ne consegue che nel determinare l’entità dei danni da amianto per ispessimento pleurico, va considerato anche il pregiudizio morale, che discende dalla consapevolezza che tale patologia infiammatoria è il primo stadio del processo neoplastico.

Nella quantificazione dell’entità del danno non patrimoniale, oltre alla lesione biologica, si dovrà tener conto dei pregiudizi morali, esistenziali e del danno psichico. La Corte di Cassazione, sez. lav., n. 24217/2017 ha ribadito come, nella quantificazione dell’entità del pregiudizio, il criterio equitativo deve essere ispirato e orientato sul presupposto di valorizzare il turbamento e la sofferenza fisica e morale che la vittima subisce nella prospettiva di correre il rischio di ammalarsi anche di mesotelioma e di tumore del polmone.

Assistenza medica gratuita ispessimento pleurico

L’ONA consiglia di sottoporsi a sorveglianza sanitaria in caso di ispessimento della pleura, per la diagnosi precoce. La diagnosi precoce permette prima di tutto di sottoporsi alle migliori terapie in caso di tumori pleurici e tumori amianto e quindi avere maggiori aspettative di vita e chance di guarigione.

Per questo l’associazione e il suo presidente, l’Avvocato Bonanni, mettono a disposizione un servizio di consulenza e ottenere l’assistenza medica. Inoltre per salvaguardare i propri diritti si può richiedere anche l’assistenza legale.

Per avere maggiori informazioni occorre chiamare il numero verde o compilare il form.

Numero ONA Ispessimento pleurico
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Pedone investito muore sul colpo

Incidente stradale
Incidente stradale

Pedone investito a Latina e muore sul colpo; oggi, i famigliari che non si sono mai arresi hanno ottenuto il risarcimento dei danni grazie all’aiuto dello Studio Legale Ezio Bonanni.

Nel 2013 il sig. Riccardo Parpinel è stato investito mentre passeggiava per una strada di Latina,  l’impatto è stato tanto forte da determinarne il decesso sul colpo.

I familiari della vittima hanno denunciato l’uomo che era alla guida del veicolo investitore, il sig. F.M. ma in un primo momento l’imputato è stato prosciolto in sede penale dal Tribunale laziale.

Questo non ha saziato la sete di giustizia della vedova e dei figli del pedone deceduto, così questi hanno deciso di rivolgersi allo studio legale Ezio Bonanni per ottenere giustizia.

Interviene l’ONA attraverso la difesa

L’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e l’avv. Loredana La Penna hanno impugnato la sentenza del Tribunale civile e hanno ottenuto dalla Corte di Appello di Roma la riforma della sentenza di primo grado. Il Sig. F. M. e lasocietà assicuratrice Groupama S.p.A. sono stati condannati al risarcimento dei danni subiti dalla vittima e dai suoi famigliari, per una cifra di 300mila euro circa.

Un risultato meritevole raggiunto dallo Studio Legale Bonanni, di certo il risarcimento economico non servirà a colmare la perdita di un padre e un marito esemplare come lo era Riccardo Parpinel ma la soddisfazione di aver ottenuto questo tanto atteso risultato aiuterà i familiari della vittima a credere ancora nella giustizia italiana.

«Riccardo Parpinel era stato ucciso due volte, quando il Tribunale di Latina si era pronunciato in sede penale dichiarando il proscioglimento dell’imputato e poi in sede civile con il rigetto della domanda risarcitoria – ha dichiarato l’avv. Bonanni -. Finalmente la Corte di Appello di Roma ha reso giustizia a Parpinel,  anche se il risarcimento dei danni non gli restituirà la vita che gli è stata strappata in modo così drammatico».

Purtroppo basta guardarci intorno per renderci conto che episodi come questi non sono casi sporadici, sono sempre più frequenti incidenti stradali e soprattutto il tasso di mortalità stradale è in continuo aumento.

Basterebbe poca attenzione in più e rispettare poche e semplici regole per salvaguardare la vita altrui ma soprattutto la nostra.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

Amianto sulle rive di Castellammare di Stabia

Castellammare di Stabia
Castellammare di Stabia

Castellammare di Stabia. La città è ancora contaminata dall’amianto e i candidati alla nuova Amministrazione comunale annunciano a tal proposito importanti iniziative.

Castellammare è una città che sorge in provincia di Napoli. Grazie alla sabbia dorata delle sue rive e il mare blu, riesce a regalare alla vista un paesaggio quasi da cartolina. In pochi, però, sanno che dietro uno scenario così pittoresco si celano le spiagge più inquinate della Campania.

Le spiagge della cittadina hanno, infatti, guadagnato la medaglia d’argento come le più inquinate della regione. Un primato che allarma i cittadini che temono per la salute dei propri figli. Oltre ai normali rifiuti urbani, l’arenile risulta altamente inquinato anche da rifiuti di asbesto.

Movimento 5 Stelle: attività in merito al problema amianto

L’amianto è un minerale altamente cancerogeno messo al bando in Italia nel 1992. A causa di un piano di bonifica mediocre, ad oggi sono ancora numerosi i siti contaminati e che mettono a repentaglio la vita dei cittadini.

I candidati alla nuova Amministrazione comunale, legati al Movimento 5 Stelle hanno annunciato di voler ritornare sulla problematica.

«Il nostro impegno è quello di coinvolgere tutte le istituzioni competenti in materia per fare le verifiche necessarie e procedere alla conseguente bonifica di tutti i siti contaminati afferma Francesco Nappi candidato sindaco del Movimento 5 Stelle -, I nostri figli hanno il diritto di giocare e crescere in ambienti salubri».

Oltre al candidato sindaco anche la candidata al Consiglio comunale l’avvocatessa Elia Cascone ha esposto la sua preoccupazione in merito alla situazione di degrado della città: «Un’ultima indagine dell’ARPAC ha riscontrato sull’arenile la presenza di 1870 rifiuti in 100 metri di spiaggia dice  l’avvocatessa Cascone -. Tutto ciò ha delle chiare ricadute sulla salute delle persone e sui tassi di incidenza e mortalità tumorale, costantemente in crescita».

Proprio alla base di tali importanti e allarmanti rivelazioni Cascone sottolinea come il Movimento 5 Stelle di Castellammare di Stabia si impegnerà per riuscire ad ottenere la bonifica di tutti i siti contaminati della zona, prosegue annunciando che è imminente l’incontro programmato con l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto – Ona APS.

L’ONA e l’impegno in difesa delle vittime amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto è un’ associazione che si occupa di tutelare le vittime amianto e di lottare per la mappatura e bonifica completa del territorio italiano, a riguardo infatti è stata lanciata anche una petizione che è possibile visionare e firmare proprio a questo link e per ulteriori informazioni basta consultare l’apposita sezione del sito istituzionale dedicata allo Sportello Nazionale Amianto oppure è possibile contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

I positivi risultati dell’ONA Reggio Calabria

Ona Reggio Calabria
Ona Reggio Calabria

Il Comitato ONA Reggio Calabria con audacia e spirito di iniziativa sta riuscendo a ottenere risultati positivi, prima con la richiesta dell’istituzione di uno Sportello Amianto nella città di Reggio (leggi qui l’articolo) e, in seguito, aiutando le vittime dell’amianto. Infatti grazie al suo contributo la sig.ra. M.L. orfana di padre a causa dell’amianto, è riuscita ad ottenere il riconoscimento dei benefici contributivi amianto.

M.L. si era avvicinata all’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus, circa un anno fa quando, stupita dall’impegno con il quale il comitato ONA Reggio Calabria affrontava la tematica amianto, decise di raccogliere il suo coraggio e chiedere giustizia per suo padre, deceduto a causa della concomitanza di più malattie, correlate però tutte a una lunga esposizione a fibre di amianto.

R.L. ha lavorato per dodici anni alle dipendenze di O.ME.CA. S.p.a. (Officine Meccaniche Calabresi)ricoprendo diverse mansioni ma trascorrendo gran parte della sua attività professionale all’interno del reparto nel quale si manipolavano materiali di amianto.

Questa lunga esposizione ha permesso alle fibre di asbesto di penetrare all’interno del suo organismo e creare l’ambiente perfetto per l’insorgenza di patologie che hanno attaccato il cuore e l’apparato respiratorio togliendo la vita all’ex operaio O.ME.CA. nel 2006.

L’impegno dell’ONA e del comitato di Reggio Calabria

M.L. si era rivolta al comitato ONA di Reggio Calabria per essere guidata sul sentiero per ottenere giustizia per il padre che nel 1996, anno in cui era ancora in vita e nel pieno delle sue forze, aveva fatto richiesta per il riconoscimento dei benefici contribuitivi amianto.

Un diritto che a distanza di 20 anni è riuscito ad essere riconosciuto grazie all’impegno del Comitato ONA Reggio Calabria e del suo coordinatore, il sig. Massimo Alampi, che lotta contro la problematica amianto dopo aver perso suo padre a causa di un mesotelioma.

Da questo mese la famiglia del sig. R.L. percepisce l’aumento dei ratei mensili della pensione amianto ottenuta grazie al riconoscimento dell’esposizione amianto, ma non hanno alcuna intenzione di fermarsi qui.

«Voglio giustizia, responsabilità e trasparenza su ciò che accadeva all’interno delle Officine Meccaniche Calabresi. Azienda dove mio padre ha sempre lavorato onestamente per dodici lunghi anni dichiara la signora –. Sono sicura che grazie all’Osservatorio Nazionale Amianto riusciremo a fare luce sulle dinamiche ancora poco chiare e soprattutto sono sicura che grazie all’avvocato Bonanni riusciremo a ottenere la giustizia che merita mio padre».

Alla vicenda seguirà un’azione legale sostenuta dall’avv. Ezio Bonanni, presidente nazionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che da oltre venti anni si occupa di tutelare le vittime amianto e di offrire ad esse la massima assistenza medica e legale.

Per ottenere assistenza e conoscere tutte le attività svolte dall’ONA, consulta la pagina dello Sportello Amianto Nazionale oppure contatta il numero verde gratuito: 800 034 294.

Nel caso in cui volessi partecipare invece attivamente alla lotta contro l’amianto, ti invitiamo a firmare questa importante petizione.