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Mesotelioma, muore agente penitenziario

Polizia Penitenziaria
Polizia Penitenziaria

È l’ennesima vittima amianto strappata via da una malattia asbesto correlata.

L’amianto colpisce ancora, questa volta la vittima è stata un giovane agente penitenziario di soli 41 anni. Un padre modello, un marito esemplare stroncato in pochissimo tempo da un mesotelioma peritoneale.

G.Q. era piemontese, assistente capo della polizia penitenziaria e prestava servizio in una delle carceri della provincia di Pavia. È questo il ritratto di una persona che ha lasciato un vuoto incolmabile tra amici e familiari che ancora si interrogano su come possa aver contratto una malattia tanto rara.

Agente penitenziario muore a causa di un mesotelioma

Da alcune indiscrezioni sembra però che proprio di fronte la casa circondariale dove l’assistente lavorava, ci sia un capannone la cui copertura sarebbe completamente di eternit. Quindi perché l’agente del carcere si è ammalato di mesotelioma? Dove ha inalato le polveri d’amianto? E se davvero quel capannone davanti alla struttura detentiva risultasse avere il tetto ricoperto dalla fibra killer, che ne sarà dei tanti dipendenti e dei detenuti che ogni giorno sono costretti a stare lì. Costretti a respirare quei maledetti veleni che manifesteranno i loro danni irreversibili solo tra dieci, venti anni? Che ne sarà di loro, delle loro famiglie, dei loro dolori? Se è stata accertata la reale presenza di amianto sulla copertura di quella struttura, cosa aspettano i responsabili a bonificare l’area?

E’ bastato un mese dalla diagnosi e la signora con la falce l’ha mietuto. L’ha portato via dopo atroci sofferenze, senza un minimo di sconto. L’ha portato via lasciando nello sconforto più totale la giovane vedova e la loro bambina di appena undici anni. Due grandi donne che ora potranno soltanto abbracciarsi, dandosi forza l’una con l’altra. Stringersi forte, alzare gli occhi al cielo e cercare la stella più luminosa che brillerà solo per loro. Quella stella che porterà per sempre lo stesso nome del loro caro congiunto e nessuno potrà portarla via. Mai.

In che cosa consiste il mesotelioma?

Ma che cosa è il mesotelioma? E il tumore causato dall’amianto (sinonimo di asbesto) che nasce dalle cellule del mesotelio, un tessuto presente sulla superficie delle membrane sierose e degli organi interni. Il mesotelio assume diversi nomi a seconda dell’area in cui è localizzato: pleura nel torace, peritoneo nell’addome e pericardio nello spazio attorno al cuore. A sua volta, il mesotelioma può avere origine in queste zone, oltre che nella membrana che riveste i testicoli.

Solo una diagnosi precoce ne permette la terapia e cura. I medici volontari ONA del Dipartimento di Ricerca e Cura del Mesotelioma offrono assistenza medica gratuita a tutti coloro che sono stati esposti alle fibre di amianto e alle vittime di mesotelioma. L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale, fornisce assistenza legale gratuita.

Cos’è l’asbesto-amianto e come si classifica?

Sono minerali che si classificano in due gruppi: il serpentino, che comprende il crisotilo, “amianto bianco” (gruppo dei fillosilicati), e gli anfiboli tra i quali l’actinolite, l’amosite, la crocidolite, la tremolite o amianto grigio – verde – giallo e l’antofillite (gruppo degli inosilicati).

Una classificazione non esaustiva, perché ci sono minerali di asbesto che non rientrano in questa categoria ma hanno le stesse capacità lesive per la salute.

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA continua a denunciare la pericolosità dell’amianto chiedendo le bonifiche per evitare le esposizioni e quindi i danni irreversibili che la fibra killer provoca.

L’associazione è impegnata quotidianamente nella prevenzione, la terapia e la cura delle patologie asbesto correlate, grazie alla collaborazione di un team di esperti.

I servizi di assistenza dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i lavoratori vittime da esposizione ad amianto. L’associazione dispone di un team di tecnici impegnati nell’assistenza dei cittadini per la bonifica e la decontaminazione dei siti dalle sostanze cancerogene (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad amianto è possibile richiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria), fornita online grazie ad un team di medici volontari. Essi si occupano di ricerca, terapia e cura delle patologie legate all’esposizione a sostanze cancerogene e di patologie asbesto correlate, nonché di tutte le malattie causate dall’attività professionale. La prevenzione primaria, la diagnosi precoce e le terapie più tempestive, assicurano maggiori possibilità di guarigione, maggiore sopravvivenza e migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche un team di legali per la tutela di tutti i diritti delle vittime amianto per la rivalutazione dei ratei pensionistici e il prepensionamento per effetto dell’accredito delle maggiorazioni contributive, ovvero i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Tutti i lavoratori esposti, anche coloro non affetti da patologia, hanno diritto ai benefici contributivi. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per ottenere l’indennizzo e/o la rendita. Coloro che hanno svolto servizio nelle Forze Armate in esposizione ad asbesto, hanno diritto all’integrale risarcimento danni biologici e, la struttura medico legale dell’ONA, avvia le domande amministrative per il riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. In caso di decesso, il diritto al risarcimento dei danni viene trasmesso ai famigliari, loro eredi legittimi.

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Dal Cin finanziere vittima amianto : la tutela dei diritti

Dal Cin finanziere vittima amianto

Antonio Dal Cin e amianto in Guardia di Finanza

Antonio Dal Cin finanziere vittima amianto. Tutti i minerali di amianto sono dannosi per la salute. Provocano infiammazione e cancro. L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano le vittime dell’amianto, tra le quali gli ex finanzieri.

Un finanziere eroe civile: Antonio Dal Cin

È un ex finanziere riconosciuto vittima del dovere che ottiene un indennizzo misero rispetto al danno subito. Quindi, difeso dall’Avv. Ezio Bonanni, ha agito presso il Giudice del Lavoro.

Ma la storia di Antonio è lunga, parte dalla richiesta di bonifica di tutte le caserme. Si tratta di quella prevenzione primaria che per Antonio è fondamentale.

Nel ricorso giudiziario Antonio Dal Cin chiede giustizia per lui, ma non dimentica tutti gli altri, ed infatti, è importante anche la prevenzione secondaria. Infatti, con i controlli sanitari, è stato possibile ottenere la diagnosi precoce.

Grazie ai protocolli dei medici ONA, l’asbestosi pleurica di Antonio Dal Cin, non si è evoluta in mesotelioma.

E poi, c’è la prevenzione terziaria. Per cui, c’è il riconoscimento dei diritti:

Antonio Dal Cin, ex finanziere vittima del dovere

Il nostro ex finanziere, è stato collocato in congedo proprio perché è gravemente malato. Eppure, nel riconoscere la causa di servizio e lo status di vittima del dovere, il grado invalidante è stato quantificato al 5%.

Ha ottenuto, quindi, pochi spiccioli. Soldi che non sono bastati neanche per pagare le medicine. Numerosi farmaci salvavita che il malato deve giornalmente assumere per poter continuare a vivere.

L’asbestosi pleurica è infatti una patologia già di per sé mortale. Quasi tutti quelli che si sono ammalati con la stessa patologia sono deceduti entro 5 anni dalla diagnosi. Antonio Dal Cin lotta e combatte contro l’amianto. Lo fa soprattutto per rimanere accanto alla sua famiglia, la giovane moglie e i due bambini.

Rischio della moglie e dei figli di Antonio di rimanere soli

È una storia incredibile quella dell’ex finanziere, eroe civile che ha dedicato tutta la sua vita alla tutela della legalità e al contrasto al crimine. Comandato di eseguire attività di vigilanza doganale e di contrasto all’illegalità ambientale, a causa della fibra killer (amianto) si è ammalato di asbestosi pleurica.

Su questo nulla di nuovo sotto il sole: sono centinaia, se non migliaia, i finanzieri e gli altri servitori dello Stato che cadono giorno dopo giorno per l’attività di servizio e soprattutto a causa delle fibre di amianto, microscopici aghetti che si insinuano negli alveoli polmonari e li forano. Li infiammano fino a trasformarli in cancro.

È ancora giovane Antonio Dal Cin. Si è ammalato che aveva da poco superato i 40 anni, con due figli piccoli, una moglie anche lei, purtroppo, colpita dal male.

L’odissea del giovane ex finanziere

Nel 2014, il giovane finanziere è stato giudicato inabile e congedato con 100% di inabilità causata dalla fibra killer, eppure quando si è trattato di riconoscere la causa di servizio e le prestazioni di vittima del dovere, incredibilmente, questo 100% si è trasformato nel 5%. 

Come è possibile tutto ciò? È questo l’interrogativo di Antonio Dal Cin, vivo solo per la miracolosa intercessione di un santo a cui il giovane si è votato e grazie soprattutto al programma terapeutico dei medici ONA.

In questo caso ha funzionato la prevenzione primaria e terziaria. Il programma terapeutico ha avuto il suo effetto e, per fortuna, Antonio è ancora in vita. Infatti, con il cocktail di vitamine e altri farmaci antiossidanti e antitumorali, uniti a un programma rigido di controllo alimentare, hanno permesso questo risultato.

Infatti, con un miracolo, l’asbestosi pleurica non è ancora tumore. Il cuore ancora regge nonostante sia divenuto polmonare. Anche la pleuropatia, infatti, è una conseguenza dell’asbestosi. Il muscolo cardiaco si affatica perché i polmoni del malato diventano quasi come cemento.

Amianto news: intervista Antonio Dal Cin

La nostra redazione intervista quindi Antonio Dal Cin, del coordinamento nazionale ONA, l’associazione di cui è presidente l’avvocato Ezio Bonanni. Il legale proprio oggi,  (20 dicembre,ndr) ha depositato al Tribunale di Latina, Sezione Lavoro, il voluminoso dossier relativo alla condizione di rischio nella Guardia di Finanza e in particolare per le missioni in cui è stato impiegato Antonio Dal Cin. 

Antonio Dal Cin finanziere vittima amianto e la diagnosi

Conduco un’altra vita.  Sono costretto ad essere sempre a riposo assoluto e posso solo lottare contro l’amianto attraverso le mie parole, i miei messaggi e il mio impegno, anche di ascolto, per le altre vittime, per i familiari dei miei colleghi e per i lavoratori deceduti per via della fibra killer.

L’esposizione all’amianto mi ha provocato anche gravi danni cardiologici, perché il mio cuore è costretto a una super fatica per il fatto che i polmoni ormai sono come marmo o cemento, fate voi. Niente è più come prima da quando ho ricevuto la notizia della mia malattia, anche perché sono stato subito congedato dalla Guardia di Finanza, ritenuto inabile al 100%.

Da allora mi sono votato a un santo e al Padre Eterno perché evitasse che i miei due figli sventurati, Anna e Matteo (4 e 11) rimangano senza padre. Triste e drammatica vicenda quella dei minori di coloro che sono deceduti per amianto.

Come vive Antonio Dal Cin finanziere vittima amianto?

Si vive malissimo. Il pensiero di ogni genitore sono i figli e ogni volta che guardo i miei penso che devo resistere a tutti i costi. Non posso abbandonarli. Lotterò per rimanere accanto a loro.

Conseguenze per Antonio Dal Cin finanziere vittima amianto

È inevitabile che a stravolgersi sia la vita di tutti i membri della famiglia, ma solo affrontando quotidianamente i problemi si può riuscire per quanto possibile ad andare avanti.  

Giornata tipo di Antonio Dal Cin finanziere vittima amianto

La malattia mi costringe ad una vita piuttosto ritirata. Ma non smetto di lottare per me stesso e per gli altri e grazie all’Osservatorio Nazionale Amianto ONA Onlus combatto per ripulire i luoghi contaminati dall’amianto, uno dei più micidiali cancerogeni del pianeta.

Antonio Dal Cin finanziere vittima amianto: i sintomi

Una diagnosi di asma bronchiale e di tracheo bronchite intercorrente che poi è divenuta cronica. Successivamente si è manifestata l’asbestosi pleurica con accentuazione della trama diffusa e sono comparsi tre millimetrici noduli polmonari, localizzati a livello del segmento posteriore del Lobo Superiore Dx (3,5 mm), sulla piccola scissura a destra (4,3 mm) e a livello del segmento basale- posteriore del Lobo Inferiore Dx (5,4 mm) e presenza di linfonodi calcifici in sede ilare destra (9 mm).

Cosa si sente di consigliare a chi è vittima del dovere?

Di continuare ad amare la vita perché è il più bel miracolo in assoluto che si ripete nel tempo. Comunque va vissuta e non dobbiamo mai perdere la speranza.

Se potesse tornare indietro, che cambierebbe della sua vita?

Purtroppo, non possiamo cambiare determinati eventi. Mai e poi mai avrei immaginato che un giorno mi sarei dovuto trovare a fare i conti con un nemico subdolo ed invisibile qual è l’amianto. Ho fatto solo il mio dovere e rifarei tutto ciò che ho fatto nell’esclusivo interesse dello Stato.

Amianto cancerogeno: le conferme dello IARC

In merito alla lesività dell’amianto, lo IARC, nella sua ultima monografia, conferma che tutti i minerali di amianto sono cancerogeni.

Eternit bis, “stop ai continui rinvii”

Processo Eternit Bis
Processo Eternit Bis

Ezio Bonanni esprime il disappunto per una vicenda

Processo Eternit bis: a Napoli è attesa per il prossimo 25 gennaio la decisione del Giudice per le udienze preliminari in merito ad uno dei processi più interessanti del ‘900.

Il Gup dovrà pronunciarsi se emettere o meno il decreto che dispone il giudizio per l’ipotesi di reato di omicidio volontario oppure derubricarlo in omicidio colposo.

Situazione ancora peggiore accade, invece, al Tribunale di Casale Monferrato dove, addirittura nello stesso processo è stato chiesto un supplemento di indagine. I tempi, dunque, di allungano notevolmente. Se tutto andrà per il verso giusto la fase preliminare potrebbe concludersi nell’autunno del prossimo anno fino a far slittare un possibile processo addirittura nel 2020. Una vera assurdità.

Unico imputato lo svizzero Stephan Schidhelny proprietario dell’Eternit a partire dal 1974.

Il disappunto dell’avv. Ezio Bonanni

“Esprimo il mio profondo disappunto – commenta l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, da anni pioniere dalla fine degli anni ’90, nella tutela degli interessi delle vittime amianto e non solo – per una vicenda che si trascina ormai da troppi anni e che rischia di avere come unico esito quello di negare a tante persone di avere il diritto il un pronunciamento da parte di una Autorità. Il problema vero credo sia stato – aggiunge il presidente Ona – un errore della fattispecie in contestazioni che per la loro natura errata, in confronto ai fatti contestati, hanno portato alle note pronunciate di prescrizione del processo Eternit bis. Prescrizioni che maturano con rischio, su una vicenda sulla quale, invece, bisognerebbe che si faccia chiarezza.  Alla luce dei fatti, purtroppo, attualmente il presunto responsabile di una delle pagine più importanti del ‘900, rischiano di farla franca. Rischia dunque di cavarsela non solo difronte alla Magistratura ma anche dinanzi al Paese. Il dramma – conclude l’avvocato Ezio Bonanni – è stato non capire fin da subito come inquadrare un possibile processo. Noi delle parti civili avevamo contestato l’omicidio volontario, se l’avessero inquadrato come omicidio colposo magari non si sarebbe perso così tanto tempo. Oggi non si rischierebbe la prescrizione e le vittime dell’eternit avrebbero ottenuto giustizia già da anni”.

Quali sono i servizi di assistenza dell’ ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito un servizio di

L’osservatorio nazionale amianto offre servizi legali e medici gratuiti per le vittime amianto. Per maggiori informazioni contattare il numero verde 800034294, oppure consultare i principali canali di comunicazione ONA e dell’avv. Bonanni: il sito istituzionale ONAsito istituzionale dell’avv. Ezio Bonanni e resta aggiornato sulle principali notizie ONA attraverso il Giornale sull’Amianto.

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Amianto nel talco, l’Ona chiede chiarezza

Amianto nel talco
FDA propone di adottare nuovi standard per il controllo della contaminazione da amianto nei prodotti a base di talco

Dopo la scoperta dell’agenzia britannica Reuters:

“I vertici di un colosso americano da anni sapevano delle tracce di polvere mortale”

“L’ONA, da tempo impegnata nella tutela dei cittadini anche rispetto al rischio amianto per contaminazione del talco, auspica si faccia chiarezza una volta per tutte. Un modo per evitare i rischi futuri e per indennizzare le vittime, in Italia come negli altri Paesi. L’ONA ha istituito un centro di assistenza per le vittime della contaminazione dell’amianto nel talco. Prima di tutto in chiave preventiva e poi successivamente in chiave risarcitoria. Se ne occupa  Antonio Dal Cin, coordinamento nazionale, al quale ci si può rivolgere attraverso il nostro numero verde 800034294 “

E’ il commento del presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, avvocato Ezio Bonanni, a pochi giorni dalla comunicazione dell’’agenzia britannica Reuters che ha aggiunto: “Con tutto rispetto per l’agenzia di stampa, come Ona abbiamo sollevato il problema della contaminazione del talco con tracce di amianto già dal 2010. Non entriamo nel merito della querelle giudiziaria cui fa riferimento l’agenzia Reuters, né sul fatto che siano i giornalisti a dover fare le inchieste, ruolo che ritengo debba essere affidato alla Magistratura. Parlano per noi le sentenze e quindi anche le decisione d’oltreoceano di condanna a risarcimento dei danni subiti dalle vittime. Prime fra tutti il tumore delle ovaie riscontrato in molte donne che hanno utilizzato talco contaminato”.

L’importanza della verifica giudiziaria

L’Ona in ogni caso stima e rispetta il lavoro dei giornalisti d’inchiesta che, in molti casi, costituiscono il motore dell’azione giudiziaria. La società in qualche modo sospettata di avere posto in commercio il borotalco con tracce di amianto, ha avuto un crollo in borsa e questo non può essere condiviso da ONA e dall’avvocato Ezio Bonanni che invece ritiene doverosa la verifica giudiziaria prima di rendere pubbliche tali notizie. Solo così si può evitare che ci sia una speculazione finanziaria. Per questi motivi l’ONA ha costituito un pool di medici che possano validare o smentire e comunque verificare la sussistenza o meno di eventuali casi di malattia asbesto correlata. Solo dove ci una sentenza di condanna, la notizia può essere resa pubblica.

In alcuni casi ONA rende pubblici casi di vittime anche prima della sentenza ma tuttavia dopo avere avuto riscontri medici.

L’inchiesta sul talco

Secondo le fonti giornalistiche, decine di documenti interni dal 1971 in poi, avrebbero certificato la presenza di contaminazione di amianto nel talco senza che di ciò fossero notiziati i consumatori e l’opinione pubblica. Queste informazioni dovranno essere verificate dall’autorità giudiziaria.

Quello che risulta all’ONA è la contaminazione di talco con amianto nella Valchisone, miniere nei pressi di Torino ormai chiuse da anni proprio per la contaminazione del talco con  amianto.

Questo rischio era noto alla letteratura medica, come sosteneva da anni ormai il dottor Ahmad. Il medico è stato il primo a segnalare la pericolosità del talco alla comunità scientifica oltre che alla collettività in generale.

Ne ha parlato anche il prof Giancarlo Ugaziogià docente di patologia ambientale, in un’intervista con la nostra redazione .

Prima sentenza storica

Risale al 2016 la prima storica sentenza contro un colosso americano, costretto a versare un risarcimento milionario perché colpevole di non aver informato in maniera adeguata i consumatori del fatto che il suo prodotto di punta, il talco, contenesse “asbesto”, ossia amianto. Ora, l’inchiesta condotta dalla Reuters avrebbe portato alla luce una verità inquietante: l’azienda avrebbe saputo da decenni che il suo talco per bambini poteva esser contaminato dalla sostanza killer. Nello specifico executive, medici e avvocati del gruppo avrebbero saputo, sempre secondo i giornalisti britannici, da almeno 20 anni che nel talco grezzo, come anche in quello finito, qualche volta sarebbe risultata la presenza di livelli contenuti di amianto.

Le persone coinvolte, secondo l’inchiesta dell’agenzia britannica, avrebbero discusso di come risolvere il problema senza però comunicarlo ai regolatori o al pubblico.

Per il colosso americano nega tutto: si tratta di notizie false e fuorvianti”.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito un servizio di

SERVIZI GRATUITI ASSISTENZA ONA

L’osservatorio nazionale amianto offre servizi legali e medici gratuiti per le vittime amianto. Per maggiori informazioni contattare il numero verde 800034294 oppure consultare i principali canali di comunicazione ONA e dell’Avv. Bonanni: il sito istituzionale ONAsito istituzionale dell’Avv. Ezio Bonanni e resta aggiornato sulle principali notizie ONA attraverso il Giornale sull’Amianto.

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Marina Militare: giustizia per morti amianto

Marina Militare Italiana
Marina Militare Italiana

La strage non si ferma, nuovi casi segnalati alla Procura di Padova

Marina Militare
Marina Militare

di Tiziana Cardarelli

Omicidio colposo per la morte dei militari della Marina Italiana imbarcati e a terra, di civili e dipendenti del Ministero della Difesa che hanno ricoperto anche il ruolo di Capo di Stato Maggiore. Questa l’accusa a carico degli alti ufficiali della Marina Miliare che non avrebbe informato sui rischi dell’amianto presente sulle navi. Un primo filone del processo ha visto gli imputati assolti in Appello, decisione poi impugnata in Cassazione che ha deciso di annullare la sentenza e rinviarla alla Corte per un nuovo giudizio.Bisognerà ora attendere il prossimo 14 gennaio, giorno in cui il Tribunale di Padova deciderà se prosciogliere gli imputati, come chiesto dal pubblico ministero o condannarli come, invece, sostengono le parti civili, rappresentate gran parte dall’Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto: “Chiediamo la condanna degli imputati per i reati loro ascritti per avere violato le misure di sicurezza. I militari della Marina imbarcati nell’unità navale imbottiti d’amianto non erano stati informati delle condizioni di rischio. Nessuno aveva detto loro a cosa andavano incontro”.

Casi di mesotelioma nelle Forze Armate

L’avvocato Ezio Bonanni ha più volte richiamato il contenuto della Commissione Parlamentare d’Inchiesta, da cui si evince che ci sono 830 casi di mesotelioma tra coloro che hanno svolto servizio nelle Forze Armate. L’amianto, oltre al mesotelioma, provoca anche altre neoplasie, tra le quali il tumore del polmone, degli altri organi respiratori e gastrointestinali e asbestosi. Poiché alla Procura della Repubblica di Padova sono stati segnalati 1.101 casi di vittime, il dato epidemiologico, o meglio la vera e propria epidemia di patologie asbesto correlate, certifica e conferma la condizione di rischio dovute anche alla violazione delle regole cautelari. In Marina Militare le vittime sono state parificate alle vittime del dovere.

Per questi motivi, l’Osservatorio Nazionale Amianto è in prima fila nel chiedere giustizia, in questo processo nel quale a sorpresa il pubblico ministero, Sergio Dini, ha invertito la sua precedente posizione con una richiesta di assoluzione per tutti gli imputati. Conclusioni fortemente censurate dal presidente Bonanni perché si pongono in netto contrasto, fra l’altro, con gli ultimi arresti giurisprudenziali della Suprema Corte di Cassazione intervenuti nell’anno 2018 e, segnatamente, con la sentenza emessa dalla III Sezione Penale della Suprema Corte che, non più tardi del 6 novembre 2018, nel primo filone del processo penale contro i vertici della Marina Militare – che vede al suo centro i medesimi imputati nel processo nello scorso 17 dicembre – assolutoria emessa dalla Corte d’Appello di Venezia.

Nuovi esposti alla Procura di Padova

Prosegue, intanto, la segnalazione di nuovi casi di malattie asbesto correlate e di vittime, anche decedute, tra i dipendenti civili e militari del Ministero della Difesa/Marina Militare. Tutte queste segnalazioni sono confluite nel Marina Ter, ad oggi pendente in indagini, sempre presso la Procura della Repubblica di Padova e si auspica che si proceda al più presto nella richiesta di rinvio a giudizio, ovvero nella definizione di giustizia.

Servizio di assistenza legale

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste legalmente tutti coloro che, in seguito ad esposizione a polveri e fibre di amianto, e altri agenti cancerogeni, si sono ammalati di patologie asbesto correlate.

Per ottenere l’assistenza legale dell’ONA e del suo presidente, avvocato Ezio Bonanni, è sufficiente rivolgersi all’Osservatorio Nazionale Amianto, Dipartimento Vittime del Dovere.

Le vittime e i loro familiari possono contattare il numero verde  800 034 294

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito un servizio di

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

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