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Nicola Panei: Io, vittima di asbestosi

Aeronautica Militare
Aeronautica Militare

Reportage dal buco nero dell’amianto in Aeronautica militare

L’asbestosi come ci racconterà il protagonista della nostra storia, l’ex luogotenente Nicola Panei, è una patologia asbesto correlata che rende la vita un terribile incubo in cui non è per niente facile sopravvivere.

I sintomi rendono quasi impossibile anche le più semplici attività quotidiane proprio a causa delle difficoltà respiratorie e del veloce affaticamento del corpo. Se non bastassero la tristezza e la paura di doversi confrontare ogni giorno con una malattia così meschina, si aggiungono anche la rabbia e il rancore di chi ha contratto l’asbestosi per difendere il proprio paese.

Nicola Panei: la sua storia e la fondazione dell’ONA

Nicola Panei è stato a contatto con le fibre di amianto durante tutta la sua attività professionale, c’era amianto nelle tute che indossava e nell’ambiente circostante, a distanza di tempo ha scoperto grazie ad alcuni controlli sanitari a cui si è sottoposto di sua volontà, che le fibre di asbesto avevano raggiunto i suoi alveoli polmonari, innestando così la patologia.

Dopo aver visto molti compagni morire a causa delle malattie da amianto Nicola Panei ha fondato l’Osservatorio Nazionale Amianto, l’associazione Onlus, presidiata dall’avv. Ezio Bonanni, che da oltre 20 anni è accanto alle vittime di amianto.

Solo successivamente però ha scoperto in seguito ad alcuni controlli sanitari, di essere affetto da asbestosi.

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus promuove da sempre la necessità per gli esposti ed ex esposti ad amianto di doversi sottoporre a controlli sanitari periodici, che possano permettere di individuare qualsiasi anomalia e di porre rimedio in maniera tempestiva nel caso in cui insorgessero patologie asbesto correlate.

Come pochi sanno le malattie: mesoteliomaasbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici e forme di cancro particolarmente aggressive come: tumore ai polmoni, tumore al colon o alle ovaie, sono provocate da una lunga esposizione ad asbesto e possono svilupparsi anche a distanza di venti o trenta anni, è proprio per questo che l’ONA raccomanda maggiori controlli perché in molti casi la chiave della salvezza è racchiusa nella diagnosi precoce.

Il Luogotenente racconta la sua storia nel dettaglio

Sono stato per anni in servizio nell’aeronautica militare Italiana e ho dato la vita nello svolgimento del servizio: è proprio così nel senso letterale. Infatti ho respirato amianto e ho l’asbestosi. Ho fondato l’Osservatorio Nazionale Amianto, insieme con l’avv. Ezio Bonanni e Antonio Dal Cin, e sono componente del Comitato Direttivo Nazionale.

Ho visto i miei colleghi morire uno dopo l’altro per mesotelioma, cancro ai polmoni e altre neoplasie. A questo punto mi sono recato verso l’Università di Siena e il Prof. Sartorelli mi ha sottoposto a controlli sanitari e lì ho scoperto di avere l’asbestosi, come Antonio Dal Cin, eroico finanziere esposto ad amianto e vittima anche egli di asbestosi.

Anche nel mio caso, grazie ai buoni consigli del Prof. Luciano Mutti, oncologo di fama internazionale, specialista in Mesotelioma  ho avviato una terapia preventiva, per cercare di evitare la trasformazione di asbestosi in cancro. Il rischio è quello del mesotelioma, con l’aiuto del buon Dio per il momento non ho il cancro.

Se l’asbestosi dovesse degenerare in mesotelioma, con molta probabilità avrei i giorni contati. Sono come un condannato sotto al plotone di esecuzione, è sufficiente che l’amianto mi colpisca con più dannosità per morire nell’arco di poche settimane.

Sto conducendo una vita più possibile salutare, cerco di andare spesso in montagna per respirare bene, evitando così la bombola di ossigeno. Intanto dedico il resto che mi rimane da vivere, nella mia battaglia contro l’amianto, come componente dell’ONA.

Il cambiamento della vita del militare dopo la diagnosi

La mia vita è totalmente cambiata. Ora so di essere un miracolato almeno per il momento. Però la mia sorte è segnata. Anche se riuscissi ad evitare il cancro, il mesotelioma, l’asbestosi mi ucciderà ugualmente. Certo più lentamente… rispetto al mesotelioma. Ma è pur sempre patologia mortale

Importanza della sorveglianza sanitaria secondo Nicola Panei

Il controllo sanitario è importante. Bisogna rivolgersi allo Sportello Nazionale Amianto dell’ONA ONLUS, per controlli sanitari.

Abbiamo uno staff di medici tra cui: Prof. Luciano Mutti, Prof. Marcello Migliore, Dott. Carmine Luigi Roma, i quali gratuitamente assistono le vittime di amianto. Importanti servirsi sempre dei medici volontari ONA, e in ogni caso del Servizio Sanitario Nazionale, evitare salti del buio come per esempio operazioni chirurgiche a pagamento che possono rivelarsi dannose.

Se c’è necessità di interventi chirurgici bisogna rivolgersi a strutture pubbliche specializzate. Mi riferisco ad esempio al Prof. Marcello Migliore, del Policlinico di Catania, una vera eccellenza. Un professore tornato in Sicilia dopo un’esperienza internazionale ed è uno dei pilastri dell’ONA.

Le proposte di Nicola Panei in materia di tutela dei diritti

Noi militari siamo stati tenuti all’oscuro di tutti i rischi correlati ai materiali con i quali entravamo in contatto. In questo modo ci siamo sentiti spogliati della nostra dignità e presi in giro da chi invece avrebbe dovuto tutelarci.  Sto combattendo da circa dieci anni per ottenere la tutela dei miei diritti. Recentemente è stata depositata una relazione.

Ne ha parlato il Fatto Quotidiano che ha trascritto una parte delle conclusioni dei periti. È necessario che i lavoratori, militari esposti ad amianto e in particolare quelli dell’aeronautica oltre che della marina militare si rivolgano al servizio di assistenza legale dell’ONA e dell’avv. Ezio Bonanni.

Pericolo amianto: tutela preventiva

Pericolo amianto
Pericolo amianto

La prevenzione gioca un ruolo chiave nella lotto contro l’amianto

Per far fronte ad un’emergenza allarmante come quella del rischio amianto, c’è bisogno di conoscere a fondo storie di chi è già stato segnato dall’asbesto e di chi spesso ha rinunciato a tutti i piaceri e le gioie della vita a causa del killer silenzioso.

È proprio uno di questi casi quello di Antonio Dal Cin, ex finanziere malato di asbestosi che a causa della sua patologia ha perso la gioia di assaporare la vita in ogni sua sfumatura, gli è stato vietato correre, giocare e persino sorridere coi propri bambini, perché non può affaticarsi e il suo corpo è divenuto una sorta di prigione nella quale egli stesso non riesce a trovare pace.

Abbiamo rivolto ad Antonio delle domande importanti e abbiamo ottenuto risposte altrettanto salienti.

Quanto è importante la sorveglianza sanitaria per gli esposti ad amianto e perché?

L’AMIANTO provoca: mesotelioma, asbestosi, cancro ai polmoni, placche pleuriche, ispessimenti pleurici, cancro alla laringe, cancro alla faringe, al colon e tumore alle ovaie. Importante è quindi la diagnosi precoce. Innanzitutto il cancro si manifesta dopo molti anni ed è anticipato in chi è stato più esposto, dall’asbestosi, e in chi è stato meno esposto dall’ispessimento e placche pleuriche.

Io che sono stato esposto ad amianto / asbesto sono vittima di asbestosi.

Ed è qui molto importante. Anche se non c’è ancora il cancro ci sono i segni dei danni amianto, e anche in caso di asbestosi, anche se la malattia non guarisce, le attività dei medici volontari dell’ONA sono decisive. Medici come: Prof. Luciano Mutti, Prof. Antonio Giordano, Prof. Marcello Migliore e tanti altri.

Grazie a loro io sono ancora in vita, hanno contribuito al miracolo.

Infatti la mia asbestosi e i miei ispessimenti pleurici non sono ancora degenerati in cancro del polmone e mesotelioma.

Cosa deve fare un lavoratore esposto al pericolo amianto?

DEVE subito recarsi dal medico curante, informarlo del rischio amianto e di essere stato esposto, e del protocollo ONA di Sorveglianza Sanitaria (Prof. Luciano Mutti, Prof. Antonio Giordano e tanti altri…). Se ci sono problemi ci si può rivolgere allo Sportello Nazionale Amianto ONA. Medici specialisti dell’ONA provvederanno all’assistenza medica gratuita, per la prevenzione e la cura di tutte le patologie.

E se viene diagnosticato il mesotelioma?

Su questo è necessario “Libro bianco delle morti di amianto in Italia” oppure consultare il seguente video:

Come insegna il prof. Ugazio è importante la prevenzione primaria cioè evitare esposizione amianto. Solo così è possibile battere le patologie asbesto correlate come chiarito anche dall’avv. Ezio Bonanni.

Antonio qual è il tuo protocollo sanitario?

Per me l’ONA ha elaborato un protocollo specifico. È intervenuta l’intera equipe medica (oncologo – Prof. Luciano Mutti; lo scienziato – Prof- Antonio Giordano, in particolare per quanto riguarda il consumo di pomodori in chiave anti tumorale e altre specificità; il cardiologo – Dott. Marabotti e altri insigni scienziati).

Per fortuna e con l’aiuto del buon Dio (mi ritengo un miracolato) sono ancora in vita. Per mia fortuna il pericolo amianto ancora non ha scatenato il cancro, l’asbestosi non mi ha ancora ucciso. Combatto per la vita, per i miei due figli di 4 e 11 anni, per mia moglie gravemente malata. Non posso morire, non voglio morire, l’ONA dovrà proseguire e vincere la lotta contro l’amianto e a favore della vita. A tal fine è fondamentale la tutela preventiva dal rischio amianto.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

Vittime del dovere: Dal Cin in trincea

Vittime del Dovere - dal cin
Vittime del Dovere

Dal Cin: rischi dei militari vittime del dovere

Dal Cin è una delle tante vittime del dovere che hanno sviluppato una patologia a causa dell’amianto.

Mesotelioma, asbestosi, tumore del polmone, sono alcune delle tante malattie che l’amianto provoca ai militari italiani (Marina, Esercito e Aeronautica) sono queste le patologie che affliggono nell’ultimo secolo le vittime del dovere.

Questa la tesi dell’avvocato Ezio Bonanni che fin dal 2010 ha perseguito e ottenuto il riconoscimento dei diritti dei militari vittime di amianto, dimostrando il sinergismo anche con il programma vaccinale errato, perché somministrato nell’immediatezza della partenza per le missioni, e per di più con additivi dannosi per la salute.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha reso pubblici i dati relativi al danno subito dai militari, in Italia e nelle missioni, e ha costituito il Dipartimento di assistenza per ottenere il riconoscimento delle prestazioni di Vittime del Dovere, a cui tutti si possono rivolgere.

Per ulteriori, maggiori informazioni sulle ultime sentenze è possibile consultare la voce vittime del dovere. 

Vittime del dovere, la parola a Dal Cin

La nostra Redazione ha intervistato sia Antonio Dal Cin che l’avv. Ezio Bonanni. Antonio Dal Cin, eroe civile, leone in trincea, finanziere vittima di amianto, malato di asbestosi, purtroppo allo stato terminale, mentre l’avv. Ezio Bonanni, pioniere in Italia della rappresentanza e difesa delle vittime di amianto, presidente dell’associazione ONA.

Antonio sembra che l’amianto non ti abbia ucciso nell’animo

Con l’aiuto di Dio sono ancora in vita. Sono stato esposto per motivi di servizio all’amianto killer e per questo congedato dalla Guardia di Finanza (infatti ho l’asbestosi pleurica che mi è stata valutata al 70% al momento del congedo).

Nonostante il riconoscimento della causa di servizio e il congedo causato sempre per la patologia asbesto correlata (l’asbestosi appunto), ancora a tutt’oggi l’Amministrazione ritarda la liquidazione di quanto mi è dovuto, a titolo di vittima del dovere (per il momento ho ottenuto solo il 5%, tenendo conto della gravità di questa patologia), nonostante l’impegno dell’avv. Ezio Bonanni, che ha ottenuto un vero e proprio miracolo la prova dell’amianto e dell’esposizione alla fibra killer nella Guardia di Finanza che ha dovuto riconoscere che la mia malattia, l’asbestosi polmonare, ha avuto origine dall’attività di servizio.

Sto lottando non per me, ormai sono inchiodato sul letto di morte, respiro con la bombola di ossigeno. Quanto per gli altri miei colleghi finanzieri, ancora esposti a rischio amianto, e per i miei figli di 5 (Matteo) e 11 anni (Anna).

Perché la sottovalutazione nel riconoscimento dei diritti?

Purtroppo c’è stata esposizione ad amianto tra i Finanzieri, nell’Esercito, nella Marina e nell’Aeronautica, e il numero dei caduti e dei malati è altissimo. Una strage. Le superiori gerarchie per molto tempo hanno teso a negare il rischio amianto, solo ora grazie al lavoro dell’avv. Ezio Bonanni, comincia ad emergere la verità nuda e cruda e dico che bisogna continuare a lottare, per noi, per i nostri figli e per un mondo migliore liberi dall’amianto. Il mio motto è “liberi dall’amianto, si può e si deve”.

Come spieghi la tua forza morale, con un corpo sofferente?

Innanzitutto sto seguendo scrupolosamente il protocollo sanitario ONA che è stato elaborato per me dal Prof. Luciano Mutti e che per il momento ha bloccato la degenerazione cancerogena dell’asbestosi polmonare ed è per questo che sono ancora in vita.

Non appena la fibra killer riuscirà ad innescare il cancro, in particolare il mesotelioma per me sarà la fine. Di questo sono consapevole, infatti il mio cuore cosiddetto polmonare è affaticato perché le fibre di amianto ormai hanno indurito il polmone e il cuore fa fatica.

Quindi avendo una patologia cardiaca asbesto correlata, sarebbe quasi impossibile per i chirurghi estirpare la pleura e con essa il cancro per questo sto prendendo dei farmaci antiossidanti e antitumorali in chiave preventiva.

Alte dosi di vitamina C, altri farmaci riparatori cellulari, alimentazione anticancro come ad esempio l’assunzione di pomodori e altri alimenti salutari, ho abolito la carne. Naturalmente mi resta poco da vivere lo so, tuttavia intendo continuare la mia lotta di verità e di giustizia.

Antonio Dal Cin, qual è il tuo impegno nell’ONA?

La mia non è soltanto una malattia, perché sostanzialmente sono stato e sono ad oggi ostaggio della burocrazia italiana (attendo da 70 mesi la notifica del decreto di riconoscimento di vittime del dovere). Che poi dovrà essere impugnato dal mio legale, l’avv. Ezio Bonanni a causa di quell’assurdo punteggio del 5% che mi è stato attribuito e che contraddice la valutazione medico legale del Dipartimento militare di medicina legale di Roma che a suo tempo mi ha proposto il congedo a causa della mia patologia.

Sono in trincea, mi impegno nell’ONA per ottenere la tutela dei diritti dei militari vittime di amianto.

Intervista all’Avvocato Ezio Bonanni

Avvocato, perché non è riconosciuto di vittima del dovere?

Innanzitutto Antonio è un miracolato. Già nel 2012 i sanitari gli avevano dato poche aspettative di vita, più che altro a causa della compromissione cardiaca, provocata dall’asbestosi, a sua volta generata dalle fibre di amianto, eppure il buon Dio ha voluto che egli sopravvivesse, che nonostante fosse fortemente provato, trova la forza per combattere, un vero e proprio leone in trincea, è uno dei pochi, gli altri sono quasi tutti già deceduti.

Recentemente sono stato udito dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta sui rischi per i militari. I nostri ragazzi sono morti a migliaia per l’amianto, uranio impoverito e la pratica vaccinale. Quando ho dichiarato nel corso della mia audizione è stato confermato nella Relazione finale che è stata inoltrata anche all’autorità giudiziaria. Nella sola Marina militare, per le sole segnalazioni presso la Procura di Padova risultano 1101 casi solo per la Marina e solo per l’amianto.

Ho ottenuto importanti sentenze di riconoscimento con equiparazione di vittime del terrorismo, siamo di fronte ad uno Stato terrorista. Ormai le vittime dell’amianto sono equiparate alle vittime del terrorismo. L’amianto colpisce come le bombe delle stragi terroristiche, in modo sempre vigliacco come vigliacchi sono coloro che negano i diritti delle vittime.

Ammiro Antonio Dal Cin perché nonostante la sua sorte sia segnata le condizioni economiche molto disagiate dopo il congedo (percepisce una pensione da fame e aspetta da 70 mesi la liquidazione delle prestazioni dovute che lo Stato dice dovute, perché ha riconosciuto la causa di servizio) riesce a resistere e ad alimentare la fiamma della libertà e della giustizia, e guida il coordinamento dei militari e famigliari vittime dell’ONA, la più organizzata e indipendente associazione di vittime dell’amianto.

Riusciremo a liberare le Forze Armate dall’amianto?

Purtroppo l’amianto è stato utilizzato in tutte le installazioni e le strutture mezzi d’arma delle nostre forze armate (Marina, Aeronautica ed Esercito) e purtroppo ancora oggi ci sono condizioni di rischio.

Certo le condizioni vanno migliorate, però ci sono stati e ci sono molti esposti amianto e purtroppo ci saranno ancora tanti altri casi che lo ricordo è stato un finanziere solo che gli è stato ordinato di eseguire attività di servizio e di vigilanza con materiali di amianto presente, come se la divisa da finanziere potesse proteggerlo dalla fibra killer che invece si è conficcata nei suoi alveoli polmonari con miliardi di fibre e quindi ha provocato l’asbestosi.

Quali sono i diritti delle vittime di amianto?

Per approfondire quali sono i diritti delle vittime di amianto è possibile consultare i nostri siti istituzionali. Il sito dell’Osservatorio Nazionale Amianto e quello del mio studio legale.

Dal Cin e i servizi di assistenza dell’ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

L’ONA ha ideato una nuova associazione per tutelare le vittime del dovere: l’Osservatorio Vittime del Dovere. La nuova unità operativa configura tra i suoi principali obiettivi la tutela della salute, in particolare del personale Civile e Militare delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza.

Protocollo d’intesa tra ONA e OIC

Protocollo di Intesa, OIC
Protocollo di Intesa

È stato firmato il protocollo d’intesa tra OIC e ONA

Firmato il protocollo d’intesa tra l’Osservatorio Imprese e Consumatori (OIC) e l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). Per una strategia e iniziative comuni che coinvolgono anche la tutela dal rischio amianto.

In Italia infatti, il pericoloso “killer silente” è ancora molto diffuso e continua a minacciare salute dei cittadini e l’ambiente. Nonostante sia stato messo al bando con la legge 257/92.

A pesare come un macigno, sono anche  ritardi legati agli obblighi di legge, in particolare ai piani regionali amianto (PRA) – che dovevano essere pubblicati entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge e che mancano ancora in alcune Regioni – ma anche alle attività connesse, quali: censimento, mappatura e bonifiche dei siti contaminati, nonché campagne di sensibilizzazione e prevenzione. Ricordiamo infatti che la prevenzione è la prima e più importante forma di tutela dai pericoli connessi all’amianto.

L’ONA, grazie al lavoro sinergico dei suoi esperti, ci offre uno spaccato attendibile della situazione nella nostra Penisola.

L’esponenziale aumento del numero dei casi di patologie asbesto correlate, denunciate dall’Osservatorio Nazionale Amianto, nel corso della conferenza dello scorso 19.06.2018 “Come la ricerca può sconfiggere i tumori da amianto: le ultime scoperte scientifiche”, ha evidenziato la necessità di creare un maggiore coinvolgimento dei consumatori e di altre associazioni, anche a sostegno delle istanze dell’ONA e delle vittime dell’amianto (lavoratori e cittadini malati di patologie asbesto correlate e loro familiari), anche in via preventiva.

Iniziativa di sostegno voluta fortemente dal Presidente di OIC, Antonio Persici

In virtù del Protocollo – sottoscritto dal Presidente di ONA, l’avvocato Ezio Bonanni, e dal Presidente di OIC, Antonio Persici – ONA e OIC si impegnano inoltre a realizzare eventi e altre iniziative finalizzate alla divulgazione dei principi della Giustizia, della Solidarietà, della Salute con particolare riguardo a quanto concerne i diritti e le problematiche afferenti il settore ambientale e del benessere.

“Insieme contro l’amianto, per la prevenzione primaria (bonifica e messa in sicurezza dei luoghi di vita e di lavoro), per evitare tutte le esposizioni ad amianto, e così da evitare, perciò stesso, nuove malattie e nuovi decessi; favorire la ricerca scientifica, medica, biomedica e oncologica, al fine di ottenere la diagnosi precoce e terapie più efficaci per i malati di mesotelioma, tumore polmonare, asbestosi e altre patologie causate dall’amianto (prevenzione secondaria), e l’epidemiologia che ci permette di comprendere la reale portata dei danni dell’amianto, e la tutela delle vittime per far ottenere loro le prestazioni previdenziali e assistenziali, e il risarcimento dei danni (che certo non restituisce la salute e la vita, però evita almeno che le vittime e i familiari muoiano di fame). Per questo è importante la sinergia con l’Osservatorio Imprese e Consumatori” – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

“Una problematica grave come l’amianto non poteva lasciare indifferente il nostro Osservatorio, da sempre sensibile a tutte le tematiche riguardanti la tutela della salute e dell’ambiente. – Ha dichiarato Antonio Persici, Presidente dell’Osservatorio Imprese e Consumatori – Siamo quindi molto felici di iniziare la collaborazione con l’Osservatorio Nazionale Amianto che siamo certi porterà a importanti risultati”.

L’azione di tutela dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto, ONA ONLUS è un’associazione di utilità sociale che promuove e tutela la salute, la solidarietà sociale, l’assistenza morale e materiale delle vittime dell’amianto e degli altri patogeni. Dei loro famigliari e i lavoratori esposti ad amianto e ad altri rischi professionali.

ONA sostiene la necessità di perseguire la migliore tutela della salute e dell’ambiente, ribadendo in ogni occasione l’urgenza e la necessità per l’Italia di agire attraverso una concreta azione che passi attraverso il c.d. Rischio Zero e cioè la prevenzione primaria (evitare ogni forma di esposizione). E comunque con la prevenzione secondaria (sorveglianza sanitaria, diagnosi precoce e terapie tempestive). Poi ancora con la prevenzione terziaria (raccolta dei dati epidemiologici, in grado di evidenziare la condizione di rischio e quindi di modellare gli interventi di bonifica e messa in sicurezza e risarcimento danni, come protezione per le vittime e, al tempo stesso, come dissuasione dei comportamenti pericolosi e dannosi per la salute e per l’ambiente), in una circolarità dei tre tipi di prevenzione.

La finalità dell’associazione è anche quella di permettere la diagnosi precoce delle patologie asbesto correlate e delle altre patologie per poterle curare nel modo più efficace e per permettere alle vittime di ottenere la tutela dei loro diritti. Tutti i cittadini possono rivolgersi all’Osservatorio Nazionale Amianto per l’assistenza tecnica, medica e legale, per prevenire i danni e per ottenere la tutela dei loro diritti.

L’Osservatorio Imprese e Consumatori (OIC), rappresenta il punto di incontro tra il mondo delle imprese e la tutela del consumatore. Il suo scopo primario è di definire e aggiornare le buone pratiche per migliorare, in ogni comparto, la collaborazione tra imprese e consumatori. Ha inoltre il compito di strutturare percorsi formativi, nonché di proporre ogni strumento utile per riconciliare imprese e consumatori. Creando regole giuste perché favorevoli a entrambe le parti. Fanno parte dell’Osservatorio Euro Service spa, ACMI e 11 Associazioni di Consumatori:

  • Adiconsum,
  • A.E.C.I.,
  • Associazione Utenti Servizi Radio Televisivi,
  • Assoutenti,
  • Casa del Consumatore,
  • Codacons,
  • Codici,
  • Confconsumatori,
  • Konsumer Italia,
  • Lega Consumatori e
  • U.Di.Con.

Simona Mazza

Muscatello di Augusta: un passo dal nuovo centro oncologico

Muscatello di Augusta
Muscatello di Augusta

La Giunta regionale della Sicilia ha apprezzato la proposta dell’assessore per la salute Ruggiero Razza, assicurando così che in un futuro non molto lontano il Muscatello di Augusta diventerà un centro oncologico di alta specializzazione per le malattie da esposizione amianto.

Abbiamo spesso discusso del fatto che la Sicilia necessita di centri oncologici specializzati nella ricerca e cura delle patologie asbesto correlate e con la proposta di riorganizzazione della rete sanitaria dell’assessore Razza, anche il Muscatello diventerà un punto di riferimento per tutta la regione.

Il documento della proposta verrà posto all’attenzione della VI Commissione dell’Assemblea regionale, una formalità visto che per legge il parere della Commissione è obbligatorio, per poi essere valutato in fase finale dal tavolo nazionale in cui parteciperanno il Ministero della Salute e dell’Economia.

Le strutture interessate che verranno riorganizzate saranno in tutto 30 e vengono classificate in Dea livello I Dea livello II, tra di esse verranno ripristinate anche l’Ospedale di Giarre e Barcellona pozzo di Gotto, strutture base che in passato hanno già dato il loro contributo sanitario al territorio ma che successivamente erano state chiuse.

Tra i centri sanitari da rimettere in piedi troviamo anche il Muscatello di Augusta, situato proprio in una zona territoriale molto difficile a causa dell’epidemia di malattie asbesto correlate sviluppatasi in seguito alla presenza di amianto.

La proposta implica anche un miglioramento dei servizi offerti nelle strutture ancora operative, saranno inseriti maggiori posti letto all’interno dell’Ospedale San Marco, permettendo così di accogliere e curare un maggior numero di persone e di far fronte in questo modo anche alle emergenze più ostili.

Una struttura ospedaliera per le patologie asbesto correlate

L’Osservatorio Nazionale Amianto promuove attivamente da anni molteplici attività per tutelare il Muscatello e per sollecitarne il ripristino completo dei servizi, come deciso nella L. Gianni del 2014, provvedimenti deciso ma mai messo in atto a distanza di quasi 5 anni.

Speriamo che stavolta i vertici della Regione riescano ad attuare un piano sanitario efficiente che riesca ad essere di reale supporto ai cittadini siculi.

I servizi di assistenza dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.