Augusta: occorre ripristinare l’eccellenza del Muscatello

La Sicilia è una delle regioni italiane maggiormente costrette ad affrontare le conseguenze della problematica amianto, sono tantissime le persone che ad oggi continuano ad ammalarsi di malattie correlate all’esposizione alle fibre di asbesto, per questo l’Osservatorio Nazionale Amianto continua a sollecitare il ripristino del Muscatello di Augusta, struttura finalizzata alla cura e diagnosi delle patologie asbesto correlate.

La storia della struttura sanitaria destinata a rappresentare l’eccellenza della medicina siciliana è complicata e tortuosa, inizia nel 2014 quando grazie all’intervento dell’on.le Pippo Gianni, deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana, componente del comitato tecnico scientifico dell’ONA e attualmente sindaco di Priolo Gargallo, la Sicilia era riuscita ad ottenere il mezzo legislativo che avrebbe poi concesso la fondazione di un centro specializzato proprio per le patologie da amianto per merito di un finanziamento di circa 21milioni di euro.

La notizia rassicurò i siciliani ma ciò che è stato impresso nero su bianco non ha poi trovato modo di concretizzarsi nella realtà dei fatti, per questo i rappresentati dell’ONA, ovvero il presidente dell’associazione l’avvocato Ezio Bonanni e Calogero Vicario coordinatore regionale ONA, sono tornati a sollecitare la Regione con una lettera diretta al presidente regionale Nello Musumeci.

Le richieste esposte nella lettera sono precise e giuste, occorre un rifinanziamento in grado di poter permettere l’acquisto di nuovi strumenti e macchinari che aiutino a diagnosticare anche in tempistiche precoci le patologie derivanti dall’amianto, l’ospedale ha bisogno di nuove attrezzature per effettuare la sorveglianza sanitaria a tutti coloro che ne hanno bisogno perché purtroppo le malattie asbesto correlate hanno tempi di latenza lunghissimi, possono presentarsi anche a distanza di 30 e più anni dall’avvenuta esposizione alla fibra killer.

Naturalmente l’associazione onlus ha cercato di riportare l’attenzione anche sull’esigenza di mappare tutti i siti che risultano ad oggi ancora contaminati da amianto perché solo con una mappatura precisa e dettagliata si potranno dare inizio a lavori di bonifica.

Il ripristino corretto del Muscatello è ormai una necessità per la popolazione locale, come raccontato infatti dall’avv. Ezio Bonanni all’interno del suo libroSicilia, il libro delle morti bianche. Cause, eventi e testimonianze”, presentato proprio lo scorso 19 aprile presso il Palazzo dei Normanni (sede dell’antico parlamento siciliano),  le morti riconducibili alle malattie correlate all’asbesto sono in continuo aumento, lo scorso anno sono stati censiti oltre 600 decessi e la situazione è destinata a peggiorare.

Le zone più esposte ad un elevato rischio sono naturalmente quelle in cui c’è una massiccia presenza di industrie, parliamo quindi di Gela, Priolo, Melilli, Augusta, Gela e Biancavilla ma altrettanto preoccupante risulta anche la posizione di altre città come Siracusa, Palermo, Messina e Catania.

Alla luce proprio di questo quadro inquietante speriamo che la Regione Sicilia ascolti l’appello dell’ONA e che istituisca quanto prima possibile il finanziamento necessario per ripristinare tutti i servizi del Muscatello e per garantire a tutti i lavoratori siciliani la possibilità di poter guarire da questo incubo chiamato amianto.

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