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Il Maresciallo Luigi Sanna vittima dell’uranio impoverito

Vittima dell'uranio
Vittima dell'uranio

Uranio impoverito: il killer dei nostri soldati

Uranio impoverito: l’Avvocato Ezio Bonanni, presidente ONA, ha ottenuto il riconoscimento di vittima del dovere. L’impegno prosegue per il risarcimento del danno

Leucemia e uranio impoverito

Ucciso da una leucemia mieloide cronica per avere inalato veleni micidiali, proprio come l’ uranio impoverito. Così è morto, dopo atroci sofferenze il maresciallo dell’Esercito Alberto Sanna, 65 anni romano. Oltre 35 anni a contatto con uranio impoverito, polveri d’amianto fumi di scarico di motori, piombo, campi elettromagnetici, radiazioni ionizzanti, benzene e fibre artificiali isolante come vetro, roccia e ceramica.

Vittima dell'uranioSanna ha lasciato nello sconforto la famiglia che ora vuole giustizia per il loro congiunto. La moglie e i tre figli si sono rivolti all’Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha ottenuto il riconoscimento di vittima del dovere. L’Osservatorio Nazionale Amianto è l’associazione della categoria delle vittime dell’amianto e di altri cancerogeni lavorativi, tra i quali l’uranio impoverito, altro Big killer per i militari italiani.

Il figlio Daniele Sanna si è rivolto all’autorità giudiziaria dopo aver appreso il contenuto della relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati (7 febbraio 2018) e ha chiesto giustizia. Avendo altresì ottenuto il riconoscimento di orfano di vittima del dovere senza che però gli fossero riconosciute le doverose spettanze, ha citato in giudizio lo Stato Maggiore dell’Esercito italiano e il Ministero della difesa per ottenere verità e giustizia.

Uranio Impoverito: vittime del dovere

Daniele lamenta il fatto che le alte gerarchie hanno privato il congiunto delle necessarie informazioni sulle condizioni di rischio e soprattutto della presenza di nanoparticelle all’uranio impoverito nei teatri di missione dove il padre militare è stato impiegato.

Il maresciallo Sanna, una vita dedicata al servizio e al dovere nei confronti dello Stato, della società e della famiglia, è stato fulminato dalla leucemia che lo ha strappato all’amore e all’affetto della moglie e dei figli, rimasti così orfani in età adolescenziale.

Una malattia fulminea riconosciuta dal Ministero della Difesa come causa di servizio. I familiari hanno ottenuto il riconoscimento di vittima del dovere, ma
non è sufficiente e soprattutto è singolare che non siano state riconosciute tutte le spettanze economiche maturate dalla vedova e dagli orfani, i quali hanno quindi dovuto ricorrente all’autorità giudiziaria.

La testimonianza strappalacrime del figlio del maresciallo deceduto

“Le continue missioni nei Balcani hanno costretto mio padre a intervenire nei teatri di guerra dove erano stati esplosi proiettili all’uranio impoverito, in un settore che inizialmente non era destinato ai militari italiani. I proiettili all’uranio impoverito sviluppano elevatissime temperature che polverizzano perfino i carri armati oltre alle abitazioni in cemento amianto. Mio padre – racconta Daniele Sanna – interveniva ignaro e inconsapevole, come un agnello sacrificale, nelle zone dopo poco prima erano stati sganciati questi proiettili, vi erano perfino cannoni completamente polverizzati. Le nano particelle di metalli pesanti, le fibre di amianto, le radiazioni, tutto ha contribuito ad uccidere mio padre. Mio padre è stato ucciso dalla negligenza, dalla noncuranza, dallo sfregio per la dignità della persona umana come ha fatto emergere la Commissione Parlamentare d’Inchiesta dove vi è stata l’audizione del nostro legale, l’avvocato Ezio Bonanni, il quale ha lanciato un duro atto di accusa sulla negligenza, imperizia e imprudenza di chi avrebbe dovuto quantomeno avvertire i tutti gli altri nostri sventurati militari”.

Scoppia in lacrime Daniele e con voce rotta dal pianto continua il racconto.

“Il calvario di papà è durato cinque mesi. Cinque mesi di atroci sofferenze. Corse in ospedale, emorragie e trasfusioni continue.  La mia vita e quella della mia famiglia – conclude Daniele –  è cambiata totalmente da quando lui non è più tra noi.”

Dolore misto a rabbia sono sentimenti comuni a chi si trova ad assistere una persona cara malata di cancro. La rabbia diventa sempre più forte, fino a squarciarti l’anima, quando senti la ‘puzza della morte’ provocata dall’incuria e dalla negligenza di chi avrebbe potuto prendere provvedimenti per garantire la tutela della salute dei dipendenti e invece non l’ha fatto, sottovalutandone l’importanza.

Parla l’esperto legale Ezio Bonanni

“La leucemia mieloide cronica è una neoplasia mortale causata dalla nano particelle e comunque dall’utilizzo di uranio impoverito nei teatri Balcanici. Nel nostro caso – spiega l’avvocato Ezio Bonanni –  lo sventurato militare è deceduto dopo appena 5 mesi, altri lottano per anni tra la vita e la morte, sospesi in un filo nel vuoto. La malattia sconvolge anche la vita dei familiari, ruba la serenità e il futuro ai figli, anche quelli che non rimangono orfani ma che sono comunque coinvolti nel calvario e nella sofferenza di un genitore gravemente malato. Ci siamo appellati al Ministro della Difesa – aggiunge il presidente ONA perché venga meno questo comportamento del mancato riconoscimento integrale dei diritti delle vittime, come per gli eredi Sanna, che hanno ottenuto meno del dovuto. Tutto si fonda su cavilli e quindi su cavilli si deve proseguire nell’azione giudiziaria. Noi come ONA ci siamo e ci saremo. Speriamo che il nuovo Governo a guida 5 Stelle e Lega – continua il legale – mantenga fede alle promesse elettorali e risolva la condizione di rischio dei nostri militari assumendo i giusti provvedimenti per le bonifiche e messe in sicurezza e per evitare che nel corso delle missioni i nostri militari rimangano esposti a questi killer mortali. Il risarcimento serve a poco. Il trauma della morte che sconvolge i familiari non ha somme che possano sanare le ferite che grondano di sofferenza.

In ogni caso, il lavoratore ha diritto al rilascio della certificazione sulla base dell’art. 13 co. 7 L. 257/92, quindi con accredito maggiorazioni contributive amianto e prepensionamento. Per i lavoratori già in pensione – conclude l’esperto legale – vi è il diritto all’aumento della prestazione pensionistica Inps».

SERVIZI GRATUITI ASSISTENZA ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni garantiscono assistenza gratuita, in materia legale, medica e di bonifica, per la tutela di tutti i lavoratori che hanno espletato servizio nelle Forze Armate in esposizione ad asbesto, avviando le domande amministrative per il riconoscimento di causa di servizio e dello status di vittima del dovere.

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Amianto sui treni, ferrovie nei guai

Amianto Ferrovie Italiane
Amianto Ferrovie Italiane

Amianto killer: un’altra vittima nelle Ferrovie

Lesioni colpose aggravate dalla violazione delle norme antinfortunistiche. Questa l’ipotesi d’accusa messa nera su bianco dall’Avvocato Ezio Bonanni e depositata presso la Procura della Repubblica di Velletri, nei confronti della società Ferrovie dello Stato.

Vittima Umberto Franco, 72 anni di Pomezia, ora malato di mesotelioma per avere inalato le polveri di amianto a contatto con i treni. Diciassette anni a contatto con i veleni. Dal 1974 al 1991 alle dipendenze di Ferrovie dello Stato Spa, come manutentore di treni.

L’incontro del ferroviere con l’Avv. Ezio Bonanni

Sono questi gli anni trascorsi ogni giorno, inalando le spore rilasciate dalla fibra killer, prima di scoprire di essere affetto da mesotelioma pleurico. Un cancro al polmone provocato dall’esposizione professionale a polveri e fibre di amianto.

La vittima, Umberto Franco 72 anni di Pomezia si è rivolto all’Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Associazione Osservatorio Nazionale Amianto, affinché tuteli i propri interessi.

Il noto legale, specializzato in materia, ha presentato denuncia penale nei confronti della società di Ferrovie dello Stato per avere violato le norme sulla tutela della salute dei lavoratori. Un esposto minuzioso, dettagliato, come detto, a tutela di Umberto Franco, manutentore elettrico, oggi costretto a lottare con una patologia letale. Per questo Trenitalia è nei guai.

Una storia agghiacciante quella del 72enne, romano di nascita. L’operaio ha lavorato all’interno del deposito locomotive di Roma e in quello Mav (manutenzione alta velocità) in zona San Lorenzo, sempre nella capitale.

La storia di Umberto Franco, ferrovie dello Stato

Il calvario per l’uomo è cominciato a giugno di due anni fa, quando a seguito di gravi difficoltà respiratorie, malessere generale, astenia e ‘fame d’aria’ con ricorrente tosse stizzosa, ha deciso di recarsi dal medico. E’ stata sufficiente qualche settimana di accertamenti diagnostici per permettere agli specialisti di pronunciarsi: mesotelioma plurimo.

Il giorno della diagnosi – racconta Umberto Franco – non ho realizzato subito di essere affetto da una gravissima patologia. Quando i medici mi hanno detto di avere il mesotelioma non avevo capito che si trattasse di cancro polmonare provocato dalle polveri di amianto.

Nel momento in cui ho capito di avere la ‘bestia’ dentro di me, la mia vita è cambiata totalmente, sono iniziati i guai. Senza futuro non si vive. E quando hai il cancro non hai un futuro. Domani potrebbe non arrivare mai. Purtroppo. Da aprile – aggiunge l’ex dipendente delle Ferrovie dello Stato – mi sottopongo a periodici cicli di chemio.

Mesotelioma: patologia asbesto correlata

Fino ad oggi ne ho fatti due: uno da 4 ed uno da tre. La settimana successiva ai farmaci chemioterapici sto male. Nausea, vomito, malessere generale, non mi danno tregua. Poi gli effetti collaterali vanno scemando e quando comincio a sentirmi meglio, arriva il giorno di una nuova chemio. Un calvario.

Un calvario che avrei potuto evitare se non fossi stato per 17 anni, tutti i giorni a contatto con le polveri dell’amianto. Le spore sprigionate le ho inalate tutti giorni. Ho inalato veleno per 17 anni e questo è stato il risultato”.

Il mesotelioma della pleura è una neoplasia mortale. Se il danno biologico è inferiore al 16%, ma quantomeno pari al 6%, – spiega l’avvocato Ezio Bonanni – il lavoratore esposto all’asbesto ha diritto ad ottenere il riconoscimento dell’indennizzo del danno biologico (indennizzo Inail in un’unica soluzione).

In ogni caso, il lavoratore ha diritto al rilascio della certificazione sulla base dell’art. 13 co. 7 L. 257/92, quindi con accredito maggiorazioni contributive amianto e prepensionamento. Per i lavoratori già in pensione – conclude l’esperto legale –  vi è il diritto all’aumento della prestazione pensionistica Inps».

Una disamina dei servizi istituiti dall’ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito un servizio di

Rogo EcoX: inizia il processo

Rogo EcoX
Rogo EcoX

Rogo Ecox, inizia il processo davanti al giudice

Domani presso il Tribunale di Velletri avrà inizio il processo avente per oggetto il rogo EcoX. Disastro ambientale avvenuto lo scorso anno nel Lazio.

«A seguito dell’esposto denuncia su EcoX di Pomezia, inoltrato per volontà del presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’Avvocato Ezio Bonanni, relativo al devastante incendio avvenuto sulla via Pontina vecchia il 5 maggio 2017, a seguito del quale sono state avviate le indagini del procuratore della Repubblica di Velletri, domani, al Tribunale di Velletri (Gup Gilberto Muscolo), si terrà l’udienza sul rinvio a giudizio, della società Eco X srl, Eco servizi per l’ambiente Srl, e di Antonio Buongiovanni».

Lo afferma la stessa associazione Osservatorio Nazionale Amianto, che si costituisce parte civile per assicurare alla giustizia tutti coloro che, immemori della condizione di rischio, hanno contaminato l’ambiente e procurato lesione al bene più prezioso, costituito dalla salute.

Le dichiarazioni dell’Avvocato Bonanni

«L’Ona – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA – rivestirà un ruolo attivo nel procedimento penale in pieno sostegno dell’operato del pm Luigi Paoletti, e quindi insisterà perché ci sia il rinvio a giudizio sia di Buongiovanni che delle società per i reati di incendio colposo, inquinamento ambientale colposo, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, aggravata dall’aver provocato un disastro, attività di gestione di rifiuti non autorizzata, nonché per omissione di norme sul Testo Unico sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare per avere omesso di designare il responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione aziendale, di nominare il medico competente per la sorveglianza sanitaria, di provvedere alla valutazione dei rischi aziendali».

«All’epoca dei fatti relativi al devastante rogo nel deposito di carta e plastica e altri materiali riciclati – come esplicato in una nota dell’associazione – che, a causa di una nube nera sprigionatasi dallo stabilimento, ha tenuto con il fiato sospeso tutta la provincia e la stessa capitale, il presidente Ona, a fronte delle rassicurazioni dell’allora ministro della Salute Lorenzin, dalla trasmissione TgCom24 aveva lanciato un appello per un immediato intervento delle autorità a causa della condizione di rischio amianto facendo naufragare il tentativo di sottacere la presenza della fibra killer e costringendo il ministro della Salute, interrogato dalle forze di opposizione, a smentirsi».

«Solo grazie al tempestivo intervento dell’unità di crisi dell’ONA, guidata da Antonio Dal Cin, con la consulenza dei professori Giancarlo Ugazio e Luciano Mutti – continua ONA in una nota – già lo stesso giorno sono state diramate le raccomandazioni alla popolazione consistenti nell’uso di maschere, nel divieto assoluto di mangiare frutta e verdura prodotta entro i 5 km e di bere l’acqua dei pozzi, e l’attenta pulizia di terrazzi e balconi».

Ricordiamo che l’Osservatorio Nazionale Amianto tutela tutte le vittime amianto e anche quelle del rogo ecox, garantendo il risarcimento di tutti i danni attraverso la costituzione di parte civile nel procedimento penale è attivo il numero verde dell’ONA e lo Sportello Sos tutela vittime EcoX, coordinato da Antonio Dal Cin, raggiungibile al n. 800 034 294 oppure alla pagina dello Sportello Online ONA.

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ONA Lombardia rischio amianto

Congresso Milano
Congresso Milano

Rischio amianto in Lombardia: l’ONA non ci sta

L’ONA ha denunciato le condizioni di rischio a Milano e in Lombardia (ONA Lombardia rischio amianto).

Milano e mesotelioma: ONA Lombardia rischio amianto

«Milano è la città record di casi di mesotelioma e delle altre patologie asbesto correlate che sono in continuo aumento, in particolare, in Lombardia più che in altre regioni e città italiane.

Nella cintura industriale di Milano, inoltre, alla quantità si aggiunge una particolare trascuratezza nelle misure di sicurezza che, seppur in sé poco efficaci, avrebbero quanto meno diminuito le esposizioni e dunque l’impatto della fibra killer sulla salute dei lavoratori e dei cittadini», come dichiarato dall’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, in occasione della presentazione dei dati epidemiologici su amianto in Lombardia.

Tribunale di Milano ONA Lombardia rischio amianto

Il 27.11.2018, è stata organizzata dall’ONA l’iniziativa Come difendersi dall’amianto: responsabilità civili, penali e profili previdenziali”  con la collaborazione di Labour Network e il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Milano.

«L’occasione del convegno di oggi costituisce prova ulteriore della forte sensibilizzazione che si riscontra sui fatti connessi alle neoplasie dipendenti dalle fibre di amianto» – ha spiegato il PM di Milano, Maurizio Ascione, che ha sottolineato: «il mondo del lavoro purtroppo deve registrare negli ultimi anni una lunga serie di casi di questo genere. 

La magistratura sta seguendo un complesso e profondo percorso sulla tematica, atteso il principio della obbligatoria azione penale che poi, però, deve confrontarsi con la verifica della responsabilità penale che è personale.  Forse può diventare importante una riflessione, anche in altre sedi, prima di tutto del Legislatore, avendo l’esperienza di processi in questo settore che mostrano la drammaticità’ delle vicende esistenziali, nonché l’esigenza di risposte coerenti dal mondo scientifico ed industriale»

Gli impegni dell’ONA e i casi di mesotelioma riportati

Sin dal 2008, l’Osservatorio Nazionale Amianto ha segnalato la condizione di rischio in Lombardia, puntando l’attenzione in particolare sugli istituti scolastici e sulle case popolari presenti nella città di Milano e in tutta la regione.

I dati ONA segnano un netto costante aumento dei casi di mesotelioma a partire dal 2000, in linea con le rilevazioni del Registro Mesoteliomi Regione Lombardia. Infatti, lo stesso Registro Regionale riporta, per il periodo dal 2000 al 2014, un totale di 5.897 casi. Si va dai 355 casi del 2000 ai 480 del 2011. In alcuni casi, la diagnosi non è certa.

Il VI Rapporto Mesoteliomi Inail dell’ottobre 2018, conferma i dati ONA fino al 2015: 5.680 casi di mesotelioma.

I dati sono in costante aumento, rispetto ai casi del 2000 (277), già nel 2010 i casi segnalati sono stati 409, per il 2013 i casi segnalati sono stati 472, per i successivi anni le segnalazioni ricevute da ONA sono in continuo esponenziale aumento e per il 2017 sono più di 500 i casi di mesotelioma segnalati tramite la piattaforma interattiva ONA REPAC.

I dati resi pubblici durante la conferenza:

L’ONA, sulla base delle segnalazioni e dei rilievi, con incrocio dei suoi dati con quelli delle agenzie, ha ripartito i dati epidemiologici (relativi al periodo dal 2000 al 2015) per ogni singola Provincia della Regione Lombardia:

  • Milano hinterland: 882 (Sesto San Giovanni: 138; 1: 502; 2: 242)
  • Milano Città: 653
  • Bergamo: 564
  • Varese: 453
  • Pavia: 491
  • Monza Brianza: 394
  • Brescia: 387
  • Como: 237
  • Cremona: 171
  • Lecco: 166
  • Mantova: 140
  • Lodi: 112
  • Sondrio: 83
  • Valcamonica: 34

I dati delle agenzie pubbliche sul mesotelioma sono coerenti con quelli ONA, però si fermano al mesotelioma. Non vengono censiti i dati relativi alle altre patologie asbesto correlate (tumore polmonare, asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici, tumore alla laringe, alla faringe, al colon, alle ovaie, etc.) e, se se ne tiene conto, occorre osservare che il solo tumore del polmone causato dall’amianto provoca il doppio dei decessi del mesotelioma (quindi circa 1.000 decessi ogni anno solo in Lombardia per tale patologia).

Amianto in Lombardia

In Lombardia c’è ancora il 33% della presenza totale di amianto in Italia: oltre 210.000 siti censiti in Lombardia, di cui il 12% nel settore pubblico e l’88% in quello privato, con 6 milioni di mq di cui 1,5 di amianto in matrice friabile, che hanno necessità di bonifica e smaltimento, altrimenti si continueranno ad avere ulteriori esposti, malati e decessi correlati (ONA Lombardia rischio amianto).

La presenza di coperture in cemento amianto in Lombardia è stimata, a tutt’oggi, in almeno 2.053.524 m3, di cui la maggior parte (566.916 m3) si trova nella zona di Milano – Monza Brianza. Per quanto riguarda le altre province:

  • Brescia: 320.587 m3
  • Bergamo: 232.552 m3
  • Varese: 203.682 m3
  • Mantova: 165.011 m3
  • Pavia: 150.100 m3
  • Cremona: 126.019 m3
  • Como: 117.744 m3
  • Lecco: 71.449 m3
  • Lodi: 65.722 m3
  • Sondrio: 33.741 m3

Iniziative ONA in sede giudiziaria e/o i processi in corso

L’ONA ha supportato le vittime dell’amianto in Lombardia al fine di ottenere giustizia e ha contribuito a promuovere i procedimenti giudiziari in sede civile e penali relativi ai seguenti siti industriali e di vita:

Case popolari di Milano (tra gli associati ONA, ad esempio il Sig. Roberto Marchitto ha perso la madre per mesotelioma per esposizione nelle case popolari e l’associazione ha ottenuto il rigetto di ben due richieste di archiviazione);

  • Fibronit (Tribunale di Pavia e Corte di Appello di Milano e Corte Suprema di Cassazione);
  • Morti per mesotelioma tra i macchinisti delle FF.SS., in particolare a Cremona (caso Dilda);
  • Enel (centrale di Turbigo);
  • Franco Tosi (risarcimento dei danni in sede civilistica e impegno in sede penale);
  • Alfa Romeo (Arese);
  • Teatro La Scala;
  • Pirelli;
  • Vittime della Breda (a sostegno delle iniziative del Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio, presieduto dal Sig. Michele Michelino).

Per il caso delle case popolari di Milano e della Lombardia, l’ONA ha ottenuto l’approvazione di una mozione della regione finalizzata al sostegno degli enti locali per la bonifica.

ona lombardia rischio amianto

Sono intervenuti all’incontro:

  • l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA;
  • il Prof. Nicola De Marinis, consigliere di Cassazione;
  • Il Dott. Maurizio Ascione, sostituto procuratore della Repubblica di Milano;
  • il Dott. Giorgio Reposo, procuratore capo della Repubblica di Pavia;
  • Il Prof. Morandi Soffritti, presidente onorario dell’Istituto Ramazzini;
  • l’Avv. Giuseppe Colucci, ONA Milano e Labour Network;
  • l’Avv. Alice Falconi, avvocato del Foro di Milano.

Amianto in strada, occorre bonificare

Amianto
Amianto

Acireale, ennesimo caso di amianto in strada

L’amianto ormai non è più una minaccia legata solo ai lavoratori delle industrie siderurgiche o dei siti contaminati in prospettiva di bonifica. È scoppiata una vera e propria epidemia di asbesto che divaga per le strade delle città, come? Sono in continuo aumento gli episodi di vandalismo che vedono protagonisti italiani incivili che preferiscono gettare resti e manufatti di amianto in strada piuttosto che bonificare seguendo le norme di sicurezza.

BonificareÈ successo ad Acireale, in Sicilia, dove un sentiero di periferia è apparso come un campo di battaglia, pieno di lastre e altri oggetti di amianto, usurati e gettati a terra come se la cosa non potesse nuocere ai passanti o all’ambiente circostante.

La presenza di polvere bianca sul suolo è indice di aero-dispersione di fibre di amianto. Queste sono così piccole e sottili che impiegano pochissimo per entrare nell’organismo umano e iniziare a far danni. Molti però ignorano i molteplici appelli di associazioni. Come l’Osservatorio Nazionale Amianto O di esperti che mettono continuamente in guardia sugli effetti devastanti delle fibre di asbesto.

«Bonificare non deve essere una scelta ma bensì un obbligo. I cittadini italiani devono però tener conto che liberarsi dell’amianto in maniera illecita non fa che aggravare la situazione già allarmante del nostro Paese. Occorre maggiore rispetto civico, con detrazioni fiscali per i cittadini in misura non inferiore al 75%. Occorre poi per gli interventi minori, maggiore supporto da parte dei Comuni». Lo dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente ONA e continuamente in trincea nell’estenuante lotta contro l’amianto.

Un pericolo per la salute dell’uomo

Purtroppo l’episodio di Acireale non è un caso isolato. Già in passato ci siamo imbattuti in una situazione analoga a Reggio Calabria

Ciò che l’ONA cerca di sottolineare è che in questi casi non si tratta di semplice inquinamento ambientale. Si tratta di un pericolo imminente per la salute di moltissime persone che potrebbero incorrere in malattie gravemente invalidanti. Come il mesotelioma (cancro riconducibile solo all’esposizione amianto), l’asbestosi, e le placche pleuriche. O altre forme di tumore particolarmente aggressive tra cui il cancro ai polmoni.

Basterebbe maggiore attenzione da parte delle autorità e forse punizioni più esemplari per chi sceglie di violare la legge in questi frangenti. L’opinione pubblica sembra infatti prendere ancora sotto gamba l’entità del problema amianto. Nonostante  iniziative di forte impatto sociale promosse dall’ONA in tutto il territorio italiano.

Tra i vari servizi di assistenza ONA…

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’avv. Ezio Bonanni tutelano e assistono gratuitamente gli aventi bisogno. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.