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Marina Bis, la parola alle parti civili

Marina Bis
Marina Bis

Sul banco degli imputati ufficiali della Marina

Udienza di discussione delle difese delle parti civili del processo “Marina Bis”. È quanto accadrà la mattina del 17 dicembre, alle ore 10 al Tribunale Penale di Padova.

Alla Procura della Repubblica di Padova sono stati segnalati 1101 casi di vittime di amianto tra coloro che hanno svolto servizio imbarcati nelle unità navali, ovvero a terra.

Questo secondo filone del processo penale Marina Bis, volge ormai al termine, il prossimo 14 gennaio il Tribunale deciderà se accogliere le richieste del Pubblico Ministero, oppure condannare gli imputati come richiesto dalle difese delle parti civili.

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che difende numerose parti civili costituite e ha più volte richiamato il contenuto della Commissione Parlamentare d’Inchiesta.

Il contenuto della Commissione da cui si evince che ci sono 830 casi di mesotelioma tra coloro che hanno svolto servizio nelle Forze Armate.

L’amianto, oltre al mesotelioma, provoca anche altre patologie. Neoplasie come: cancro ai polmoni, tumore alla faringe, tumore alla laringe, tumore alle ovaie, tumore al colon, asbestosi, placche pleuricheispessimenti pleurici.

1.101 Vittime amianto nella Marina Militare

Presso la Procura della Repubblica sono stati segnalati 1.101 casi di vittime, il dato epidemiologico, o meglio la vera e propria epidemia di patologie asbesto correlate.

Conferma quindi, la condizione di rischio dovuta anche alla violazione delle regole cautelari. In Marina Militare le vittime sono state parificate alle vittime del dovere.

Bonanni è impegnato da circa 20 anni nella rappresentanza e difesa di vittime dell’amianto e da più di 10 anni ha iniziato a segnalare casi tra coloro che sono stati imbarcati nelle unità navali della Marina Militare.

Per questi motivi, l’ONA è in prima fila nel chiedere giustizia, nel processo Marina Bis, nel quale a sorpresa il Pubblico Ministero, Sergio Dini, ha invertito la sua precedente posizione con una richiesta di assoluzione per tutti gli imputati.

Conclusioni fortemente censurate dal Presidente ONA perché si pongono in netto contrasto, fra l’altro, con gli ultimi arresti giurisprudenziali della Suprema Corte di Cassazione intervenuti nell’anno 2018.

Segnatamente con la sentenza emessa dalla III Sezione Penale della Suprema Corte che, non più tardi del 6 novembre 2018. Ovvero, nel primo filone del processo penale contro i vertici della Marina Militare.

La sentenza ha annullato con rinvio per nuovo giudizio la sentenza assolutoria emessa dalla Corte d’Appello di Venezia.

I servizi di assistenza ONA, presidente Bonanni

L’ONA  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i lavoratori vittime da esposizione ad amianto.

In caso di esposizioni ad amianto è possibile richiedere il servizio di assistenza medica gratuita, ovvero la prevenzione secondaria, fornita online grazie ad un team di medici volontari.

Essi si occupano di ricerca, terapia e cura delle patologie legate all’esposizione a sostanze cancerogene. Con particolare attenzione alle patologie asbesto correlate.

La prevenzione primaria con la diagnosi precoce e le terapie più tempestive, assicurano maggiori possibilità di guarigione. Naturalmente anche maggiore sopravvivenza e migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche un team di legali per la tutela di tutti i diritti delle vittime amianto per la rivalutazione dei ratei pensionistici e il prepensionamento.

Preppensionamento ottenuto per effetto dell’accredito delle maggiorazioni contributive, ovvero i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.

Tutti i lavoratori esposti, hanno diritto ai benefici contributivi. A prescindere dal fatto che abbiano contratto o meno una patologia da amianto.

In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per ottenere l’indennizzo o la rendita.

Coloro che hanno svolto servizio nelle Forze Armate in esposizione ad asbesto, hanno diritto all’integrale risarcimento danni biologico.

Inoltre, la struttura medico legale dell’ONA, avvia le domande amministrative per il riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere.

In caso di decesso, il diritto al risarcimento dei danni viene trasmesso ai famigliari, loro eredi legittimi.

 assistenza ona

Aumenta la pensione in Alitalia

Alitalia
Alitalia

Tribunale di Tivoli: sì ai contributi amianto per dipendenti Alitalia

Tomasso Nicola, dipendente Alitalia S.p.A dal marzo dell’ ’80, ottiene il riconoscimento dei benefici contributivi per esposizione ad amianto, con rivalutazione della sua pensione e quindi dei suoi ratei con il coefficiente 1,25. Aumenta la pensione in Alitalia.

Sentenza storica del Tribunale di Tivoli che apre ora la strada agli aumenti pensionistici dei lavoratori Alitalia, e/o del comparto aereo. 

Una media di otto ore al giorno esposto costantemente alla fibra killer che si insinua negli alveoli polmonari e scatena l’asbestosi e poi raggiunge la pleura e lì crea il terribile tumore dell’amianto: il mesotelioma.

Tomasso Nicola, tecnico aeronautico, addetto alla manutenzione degli aeromobili, dipendente S.p.A. Alitalia (poi divenuta poi “Alitalia Servizi”), presso l’aeroporto di Fiumicino “Leonardo da Vinci’’. Gli aeromobili su cui effettuava la manutenzione meccanica erano di diversi tipi, tutti equipaggiati con motori costruiti da società General Electric e Pratt e Whitney.
 I motori realizzati da queste due case costruttrici erano in amianto.

L’amianto veniva inoltre impiegato per l’elevata resistenza alle alte temperature e soprattutto sugli investitori di spinta, oltre che sotto forma di materassino fonoassorbenti impiegati in fusoliera, nel vano bagagliaio, nel sistema di condizionamento.

Inoltre veniva usato, per le ottime proprietà termiche, specialmente nella zona calda del motore, ove le temperature oscillano da 430° a 760° centigradi. Proprio a causa di queste alte temperature, si aveva usura delle parti componenti amianto, con sfaldamento dovuto a stress e conseguente rilascio di fibre di amianto.

L’impiego dell’amianto e il rischio alla salute

Oltre a costituire i componenti dell’aeromobili nelle zone calde del motore, l’amianto era presente anche nelle altre zone: collari, fascette, boccoli e scudi termici. Il tecnico aeronautico, nelle ispezioni di routine, per completare le sue mansioni lavorative, aveva anche il compito di sostituire le parti in amianto a seguito dello sfaldamento, con l’utilizzo di guanti, anch’essi, in amianto, a causa dell’elevata temperatura. Per questi controlli il motore veniva visionato davanti e dietro con evidente rischio di inalazione delle pericolosissime fibre killer.

Usato negli aeromobili anche nel sistema frenante, come isolante acustico e termico, nelle cappottature di rivestimento del vano motore, addirittura gli stessi guanti, tutt’ora in dotazione nelle emergenze, erano in amianto.

L’esposizione ad amianto da parte dell’uomo, come accertato dalla consulenza tecnica d’ufficio del Tribunale di Tivoli, è stata in maniera superiore ai limiti legislativi necessari ad ottenere i benefici contributivi di legge, dunque di durata ultra decennale (esposizione stimata con valutazione sulla base del metodo tedesco “Berufsgenossenchaften”), che consente di stimare il valore medio annuo di esposizione alle fibre di amianto sulla base del tempo trascorso giornalmente in presenza di specifiche concentrazioni ambientali di amianto aero disperso in fibre.

Per queste ragioni, Tomasso Nicola ha formulato all’Inps le sue domande amministrative, per anticipare la maturazione del diritto alla pensione e per rivalutare le prestazioni pensionistiche già in godimento.

Con l’aiuto e la difesa dell‘Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, con la sentenza dello scorso undici dicembre contro l’Inps finalmente sono accertati e dichiarati un’esposizione del ricorrente ad amianto da marzo del 1980 alla fine di luglio di 17 anni dopo. E il conseguente diritto a rivalutazione della posizione contributiva di Tomasso Nicola con condanna all’Inps al relativo adeguamento.

Una vittoria ONA per tutte le vittime amianto

Un’altra vittoria dell’ONA e soprattutto su coloro che chiedono giustizia, vittime dello stato, ingiustamente ferite da quell’agente killer che tutt’ora mette a rischio tutti noi.

L’ONA offre a tutte le vittime amianto i seguenti servizi gratuiti:

Ilaria Cicconi

 assistenza ona

Mesotelioma aviazione civile: condannata INAIL

Processo
Processo

Mesotelioma aviazione civile. L’avv. Ezio Bonanni ha dimostrato il rischio amianto in aviazione civile. Infatti la flotta Alitalia era caratterizzata dalla presenza di materiali in amianto.

Per questi motivi, si è verificata un’epidemia di patologie asbesto correlate tra i dipendenti di Alitalia e delle società del loro gruppo.

Assistenza legale vittime amianto aviazione civile

Mesotelioma aviazione civile

Prevenzione primaria mesotelioma aviazione civile

L’ONA e l’avv. Ezio Bonanni si battono per la prevenzione primaria nel settore dell’aviazione civile, per evitare il rischi mesotelioma aviazione civile.

Infatti, nel registro mesoteliomi sono confermati i dati dell’ONA:

Il fatto stesso che occorre evitare le esposizioni ad amianto è confermato dal Consensus Report di Helsinki.

Importante anche la prevenzione secondaria e quella terziaria. Per questi motivi l’ONA assiste i lavoratori Alitalia per ottenere i benefici amianto.

In caso di malattia, sussiste il diritto ai benefici contributibi ex. art. 13 co. 7 della Legge 257/92.

In ogni caso, anche alla c.d. pensione amianto:

Sentenza storica per mesotelioma aviazione civile

Una sentenza senza precedenti quella pronunciata dal Tribunale di Nola. Un verdetto a seguito di un riconoscimento professione che condanna l’Istituto Nazionale Assicurazioni, Infortuni sul Lavoro al riconoscimento della rendita di malattia professionale, nella misura del 60%.

Si tratta di Pasquale Quattromani, la vittima era manutentore degli aerei ed è venuto a mancare nel 2009.

E non solo. L’Inail dovrà anche pagare, in favore della vedova assistita dall’Avvocato Ezio Bonanni, tutti i ratei maturati dalla domanda in via amministrativa e fino al decesso della vittima.

Si espresso così il Tribunale di Nola:

Successivamente, dovrà costituire la rendita di reversibilità e pagare quindi anche tutti i ratei successivamente maturati dalla vedova, e le prestazioni aggiuntive del fondo vittime amianto, e rilasciare la certificazione di esposizione amianto.

L’Inail è stata condannata a pagare anche gli interessi legali dalla maturazione di ogni singola voce di credito al saldo e il rimborso delle spese di giudizio, comprese quelle del Ctu.

Questo il verdetto pronunciato dalla Sezione Lavoro e previdenza del Tribunale di Nola. Protagonista della vicenda Pasquale Quattromani.

Dopo il decesso gli eredi si sono rivolti al noto legale Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, pioniere dalla fine degli anni ’90, nella tutela degli interessi delle vittime amianto e non solo.

La storia

Pasquale Quattromani ha lavorato per quasi 40 anni come manutentore degli aerei. Un esperto.

Un operaio specializzato che non poteva permettersi neppure un minimo errore. Un lavoro delicato quello di Pasquale Quattromani che lo ha costretto ogni giorno ad inalare polveri d’amianto.

Un veleno continuo tramutatosi in una condanna mortale. L’operaio specializzato si è ammalato di mesotelioma. Un anno di calvario e poi l’inevitabile morte.

Il dolore della moglie

“Mio marito ha sofferto tantissimo. L’ultimo anno della sua via è stato drammatico – racconta la vedova, con la voce rotta dal pianto – Aveva sempre la mascherina d’ossigeno. Non riusciva più ad alzarsi dal letto. Era stanco, inappetente. Era ridotto come una larva.  La mattina quando apriva gli occhi, toglieva un momento l’ossigeno e guardando in alto sussurrava ‘perché Signore, perché mi hai fatto svegliare? Soffro troppo, vieni a prendermi’. E così – conclude – fino al giorno del suo ultimo respiro, fino a quando muore.

Una vita di sacrifici e di sofferenza quella di Pasquale e la sua famiglia. Assistere un paziente oncologico non è semplice. Come non è stato semplice per la moglie del poveretto che non l’ha abbandonato neppure un giorno.

“Ringrazio l’avvocato Ezio Bonanni, è un vero professionista. Lo ringrazio di cuore – commenta la moglie del manutentore deceduto per mesotelioma – per avere tutelato i miei interessi, riscattando il lavoro e tutti i sacrifici sopportati dal mio povero congiunto. Sono molto soddisfatta di questa sentenza che riconosce in pieno tutte le spettanze”.

Un ricordo della vittima

Pasquale Quattromani non voleva morire. La moglie e i figli volevano che non morisse. Ricevette la triste diagnosi di mesotelioma in quel di Napoli e con amore la moglie Sofia Ferraro ha accompagnato il marito fino a Bruxelles.

Qui ha ricevuto ulteriore terribile sentenza di morte. La fibra killer non lascia scampo, uccide.

Pasquale Quattromani è stato ucciso perché sono state violate le leggi sulla sicurezza sul lavoro, con aeroplani imbottiti di amianto che è stato rimosso solo dopo che l’avv Ezio Bonanni agli inizi degli anni 2000 fece fare un sopralluogo presso l’aeroporto di Fiumicino.

Fu in quell’occasione che emerse la triste verità di una tragedia imminente che è stata poi confermata dall’epidemia di mesoteliomi già in corso.

Pasquale Quattromani è deceduto subito dopo il suo collega Aldo Converso, anche lui tecnico aeronautico presso l’officina di Napoli Capodichino.

Fu provvidenziale l’intervento del Prof. Menegozzo, responsabile dell’ufficio mesoteliomi della regione Campania a scoprire che effettivamente l’Avv. Ezio Bonanni aveva ragione e da lì è stato effettuato un censimento dei casi di mesotelioma in aviazione civile.

Successivamente si è scoperto che ci sono stati n 742 per la voce “trasporti terrestri ed aerei”, tra cui 4 piloti di aerei civili e 14 ingegneri e altri tecnici aeronautici- (VI rapporto mesotelioma edito da Inail 10/2018).

È solo la punta dell’iceberg perché l’amianto provoca anche tumore al polmone, alla laringe, alla faringe, allo stomaco e agli altri organi delle vie respiratorie e gastro intestinali e ancora l’asbestosi, la terribile fibrosi che toglie il respiro ed uccide per arresto cardio circolatorio.

La strategia dell’osservatorio

L’ONA prosegue nel suo impegno per la prevenzione primaria. Evitare ogni forma di esposizione alla fibra killer dell’asbesto amianto detto anche Eternit e per coloro che sono stati già esposti sostiene la necessità di controlli sanitari per la diagnosi precoce e ancora ha costituito un pool di legali per il riconoscimento dei diritti dalla rendita Inail fino al prepensionamento e al risarcimento dei danni.

La prossima mossa per gli eredi Quattromani sarà quella di fare causa al datore di lavoro e chiedere il risarcimento di tutti i danni per la vedova e per gli eredi.

I servizi dei volontari dell’osservatorio nazionale amianto

“Il mesotelioma della pleura è una neoplasia mortale. Il danno è sempre del 100%. In caso di decesso la rendita spetta alla vedova. Il lavoratore malato di mesotelioma ha diritto all’immediato pensionamento.

Se il danno biologico è inferiore al 16%, ma quantomeno pari al 6%, – spiega l’avvocato Ezio Bonanni – il lavoratore esposto all’asbesto ha diritto ad ottenere il riconoscimento dell’indennizzo del danno biologico (indennizzo Inail in un’unica soluzione).

In ogni caso, il lavoratore ha diritto al rilascio della certificazione sulla base dell’art. 13 co. 7 L. 257/92, quindi con accredito maggiorazioni contributive amianto e prepensionamento.

Per i lavoratori già in pensione – conclude l’esperto legale – vi è il diritto all’aumento della prestazione pensionistica Inps».

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito un servizio di

SERVIZI GRATUITI ASSISTENZA ONA

L’osservatorio nazionale amianto offre servizi legali e medici gratuiti per le vittime amianto.

Per maggiori informazioni contattare il numero verde 800034294 oppure consultare i principali canali di comunicazione ONA e dell’Avv. Bonanni: il sito istituzionale ONAsito istituzionale dell’Avv. Ezio Bonanni e resta aggiornato sulle principali notizie ONA attraverso il Giornale sull’Amianto.

Foggia, seminario sulla tutela dell’ambiente e della salute

Foggia
Foggia

ONA: un testo unico in materia di amianto

L’Avv. Ezio Bonanni è intervenuto come relatore al seminario nazionale “Ambiente, Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro” tenutosi a Foggia. «Ricatto occupazionale, il dramma di dover scegliere tra salute e lavoro».

D’ impatto l’esordio dell’ Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, intervenuto ieri a Foggia durante il seminario nazionale “Ambiente, Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro”.

L’iniziativa promossa dal Centro studi Diritto dei Lavori in collaborazione con Confimpresa Italia,  Federazione dei Professionisti e con gli Ordini Professionali della Provincia di Foggia, ha avuto come oggetto di discussione l’inaccettabile dualismo tra due principi fondamentali:  il diritto al lavoro e quello alla salute e alla sicurezza.

Sono intervenuti al seminario a Foggia:

  • Barbara Agelillis, docente dell’Università degli studi di Foggia;
  • Pasquale Mario Bacco, docente presso la facoltà di Economia e Commercio;
  • Antonio Belsito, direttore del Centro Studi Diritto dei lavori;
  • Ezio Bonanni, presidente ONA;
  • Roberto Casagni, consulente del lavoro ed esperto in materia di Sicurezza sul lavoro;
  •  Salvatore Cesareo medico competente del lavoro;
  • Carmela Clemente, medico ricercatore;
  • Giulio Colecchia, componente Consiglio Nazionale di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS;
  • Leonardo D’Aloiso, Avvocato giuslavorista;
  • Angelo De Luca, Direttore responsabile di “Milano occasioni” e della “Guida inside”,  “Sotto le stelle di Capitanata” di Foggia e di “The soul of water people” di San Benedetto del Tronto;
    Rosanna De Luca, avvocato giuslavorista;
  • Nicola De Marinis, magistrato, Consigliere del S.C. di Cassazione Sezione Lavoro;
  • Roberto De Meo, dottore Commercialista;
  • Dalma De Michele, psicologa;
  • Francesco Di Bono, avvocato, Funzionario dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Bari;
  • Giovanni Di Monde, dirigente di prima fascia di livello Dirigenziale Generale con incarico di Direttore Centrale Risorse Umane INPS;
  • Giulio D’Impero, ricercatore in Diritto Del Lavoro;
  • Massimiliano Fabozzi, consulente del lavoro;
  • Antonio Fierro, presidente di INSIEME-CONFCOOPERATIVE EMILIA ROMAGNA di Modena;
  • Tommaso Germano, Vice Presidente del Centro Studi Diritto dei Lavori di Bari;
  • Pino Gesmundo, Segretario Generale della CGIL Puglia;
  • Carlo Grassi, dottore di ricerca in Sicurezza Nucleare ed Industriale;
  • Giuseppe Porcaro, ingegnere elettronico;
  • Eliana Mercuri, avvocato;
  • Giuseppe Pellacani, docente e Presidente del Centro Studi Lavori e riforme;
  • Antonio Sforza, ingegnere meccanico;
  • Romeo Nicola Tigre, avvocato giuslavorista del foro di Foggia e docente;
  • Gaetano Veneto, Presidente del Centro Studi Diritto dei Lavori – Bari.

Questione amianto e ricatto occupazionale

«Non esiste nessuna antitesi tra diritto al lavoro e diritto alla salute – continua il presidente ONA –  la questione dell’amianto è paradigmatica del ricatto occupazionale…». Viene confermato così lo stretto nesso che lega indissolubilmente la problematica amianto al ricatto occupazionale. 

Sono migliaia i lavoratori che in passato, ma anche in tempi più recenti, sono stati posti avanti al bivio: salute o lavoro? Questo in un paese civile come il nostro non dovrebbe mai accadere. Un uomo non può essere costretto a scegliere tra il lavoro, grazie al quale può sfamare la propria famiglia e la propria salute.

Questo è accaduto a migliaia di uomini, vittime di amianto che hanno scelto di lavorare in in luoghi contaminati da amianto o svolgendo mansioni che li obbligassero a stare in continuo contatto con amianto e altri cancerogeni.

Scegliere di lavorare con amianto vuol dire accettare l’idea che un giorno, seppur lontano, si potrebbe contrarre una patologia asbesto correlata. Le patologie asbesto correlate hanno dei lunghissimi tempi di latenza, parliamo di 20, 30 o addirittura 40 anni. 

L’impegno dell’ONA nel tutelare le vittime amianto

L’Avv. Ezio Bonanni combatte da anni proprio accanto alle vittime amianto per tutelare i loro diritti e per sensibilizzare l’opinione pubblica su una problematica che sembra presa ancora sotto gamba dalla classe politica italiana.

L’ONA offre gratuitamente i seguenti servizi:

assistenza ona

Amianto Aeronautica Militare Roma

Amianto Aeronautica
Amianto Aeronautica

Amianto aeronautica militare Roma. L’amianto era presente anche presso la Caserma dell’Aeronautica militare, al civico 4 del viale dell’Università. Oltre al caso di alcuni dipendenti tutt’ora in servizio, si è verificata l’esposizione ad amianto del Sig. Perich Maurizio.

Questi è deceduto per mesotelioma pleurico in seguito a tale esposizione ad amianto. Per tali ragioni, l’ONA ha agito per il riconoscimento della causa di servizio e della qualità di vittima del dovere per la morte di questo ufficiale dell’Aeronautica Militare. Infatti, Maurizio Perich, è morto di mesotelioma dopo aver svolto servizio nell’Aeronautica Militare.

In particolare, nel c.d. Ministero dell’Aeronautica sito a Roma, in Viale dell’Università n. 4. L’ONA, quindi, non dimentica le vittime del mesotelioma e delle altre malattie asbesto correlate nell’Aeronautica Militare.

Tutela vittime amianto Aeronautica Militare Roma

L’ONA con la sua TV, ONA TV, e con questo notiziario amianto, rende pubbliche tutte le news amianto Aeronautica Militare. Il quarto, quinto e sesto episodio di ONA TV, sono dedicati proprio alle vittime del dovere, comprese quelle dell’Aeronautica Militare.

Consulta in questa pagina il quarto episodio (Uranio impoverito, la dura battaglia dei militari italiani), il quinto (Vittime del dovere: serve maggiore attenzione) e sesto (Orfani delle vittime del dovere, dimenticati o discriminati?).

Amianto Aeronautica Militare Roma: Caserma piena di veleno

Colla all’amianto sotto la pavimentazione della caserma tutt’ora attiva, dell’Aeronautica militare, al civico 4 del viale dell’Università.

amianto aeronautica militare Roma

A portare alla luce la presenza della fibra killer è stato l’Osservatorio Nazionale Amianto, presieduto dall’Avvocato Ezio Bonanni. La segnalazione era giunta all’ONA da alcuni militari in servizio presso la caserma dell’Aeronautica, i quali hanno lamentato problemi respiratori. L’Avv. Ezio Bonanni, prima di dare seguito alla segnalazione, ha provveduto a inoltrare un circostanziato ricorso per accertamento tecnico preventivo al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio.

Ad eseguire gli accertamenti sono stati gli uomini del comando dei Carabinieri per la Tutela del Lavoro, Gruppo di Roma, Nucleo Operativo. I militari hanno repertato frammenti di pavimento e colla. Nei giorni scorsi la conferma dei risultati di laboratorio: “presenza di amianto crisotilo – serpentino” nel centro comunicazione della caserma, classificato reparto TLC sala XOMAIL, nonché tutti gli altri ambienti contigui: segreteria, centralino Cedepa, Alta frequenza, Rita e Ponti Radio.

I giudici amministrativi – spiega l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA – hanno ritenuto ammissibile il ricorso e per l’effetto hanno proceduto alla ‘verificazione’. Accertamenti eseguiti dal Comando dei Carabinieri per la Tutela del Lavoro, Gruppo di Roma, Nucleo Operativo, in personale del Comandante Giuseppe Bitti. L’ufficiale di Polizia Giudiziaria ha provveduto con i suoi uomini al prelevamento dei campioni di massa nei giorni scorsi presso la caserma dell’aeronautica e tali campioni sono stati sottoposti ad esami tecnici (microspia elettronica a scansione).

Dopo le verifiche effettuate è risultato che il materiale prelevato conteneva ‘presenza fibre amianto’ sia nel primo che nel secondo campione. Per questi motivi – conclude l’avvocato – confidiamo nell’immediato intervento del Ministro della Difesa, Dott.ssa Trenta, affinché disponga l’immediata bonificazione dei materiali di amianto, previa allocazione dell’attività di servizio in altro stabile“.

L’ONA sugli scudi

L’Avv. Ezio Bonanni è impegnato da circa 20 anni nella rappresentanza e difesa dei militari esposti e vittime dell’amianto e di altri cancerogeni. Tra le parti rappresentante, anche i militari che sono stati lungamente esposti alla fibra killer, sia perché utilizzata nelle unità navali della Marina sia negli aeromobili sia ancora nelle installazioni a terra.

Nella relazione finale della Commissione di Inchiesta risultano 830 casi di mesotelioma nel solo settore della difesa e questa neoplasia è solo la punta dell’iceberg, perché l’amianto provoca anche il cancro del polmone e degli altri apparati delle vie respiratori, del tratto gastrointestinale, e asbestosi. L’uranio impoverito ha provocato più di 500 decessi tra i militari impiegati nelle diverse missioni, in particolare quelle nel Kosovo.

La ricerca della terapia e cura del mesotelioma

L’Osservatorio Nazionale Amianto, da oltre 10 anni, è impegnato nella rappresentanza e tutela dei cittadini dal rischio amianto. Rispetto alla terribile neoplasia del mesotelioma, purtroppo quasi sempre mortale, è stato costituito il Dipartimento Ricerca e Cura del Mesotelioma guidato dal Prof. Luciano Mutti, scienziato di fama internazionale. L’ONA ha conseguito significativi risultati nella ricerca, terapia e cura del mesotelioma.

La ricerca sul mesotelioma nel mondo ha sofferto di una scarsezza di fondi disponibili. In Italia, purtroppo, anche di una gestione politica delle risorse che sono state distribuite con criteri partitici e non certo di merito. Questo non ha impedito che, in laboratori fuori dal nostro paese, ricercatori italiani (ma con il cuore sempre vicino al nostro paese) stiano ottenendo risultati straordinari.

Il Prof. Michele Carbone all’Università di Hawaii, i  Professori  Antonio Giordano e Luciano Mutti alla Temple University (Sbarro Institute for Cancer Research) di Filadelfia  in collaborazione con University College di Londra e ONA stanno generando dati che, oltre ad essere già stati in parte pubblicati sulle più importanti riviste al mondo (come Nature, Cancer Research and Oncogene), cambieranno il futuro dei pazienti con questa malattia.

In particolare, da una parte la scoperta di geni e proteine coinvolte selettivamente nel metabolismo e nei meccanismi di proliferazione di queste cellule tumorali e, dall’altra l’identificazione di molecole che ne possono modulare l’attività, hanno già posto le basi per una rivoluzione nella terapia del mesotelioma.

di Tiziana Cardarelli