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sabato, Maggio 9, 2026
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Il Leonardesco che c’è in noi

Leonardo Da Vinci
Leonardo Da Vinci

Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini

Onestamente, ogni qual volta sento parlare del genio di Leonardo, quello partito dalla frazione di Vinci, Anchiano e dalla scuola di alta formazione artigiana del Verrocchio, a Firenze, per finire i suoi giorni da genio migrante, campione della polivalenza, ad Amboise in Francia, ospite di Francesco I, non posso che pensare ad un personaggio la cui straordinaria complessità ne ha fatto la differenza con chiunque altro, che fosse artista, scienziato, architetto, anatomista, musicista…

Poi, provo a metabolizzare a cercare di capire, oltre le certezze documentate del suo vissuto, oltre il convenzionale e così arrivo a darmi delle spiegazioni, a rendere il personaggio e la sua metafora più accessibili, comprensibili ed utili come chiave d’accesso al quotidiano divenire, finanche ai reiterati appelli per la salvaguardia della natura o se preferite del creato.

Leonardo

Non c’è dubbio che Leonardo, nato con lo svantaggio della illegittimità, circondato da 21 tra fratellastri e sorellastre per parte del padre Piero e della madre Caterina, marginalizzato dal pregiudizio, figlio e nipote di notai escluso da ogni eredità, avesse un motivo di riscatto, quella determinazione non tanto recondita per far valere sul campo i propri titoli.

Questa notte ho sognato di essere un transumante, senza dimensione fisica, né fattezze, in un paesaggio fluviale, caratterizzato da balze biancheggianti, da lame d’acqua dalla purezza assoluta, da infinite prospettive di luce…

Giusto un paesaggio leonardesco, che “non è un paesaggio veduto, né un paesaggio fantastico: è l’immagine della natura naturans, del farsi e del disfarsi, del ciclico trapasso della materia dallo stato solido, al liquido, all’atmosferico: la figura non è più l’opposto della natura, ma il termine ultimo del suo continuo evolvere” come annotava Giulio Carlo Argan.

Progetto di bonifica della piana pontina

Poi mi sono ricordato che Leonardo, durante il suo soggiorno romano, dal Vaticano raggiungeva la piana pontina per il suo progetto di bonifica, come le pendici di Monte Mario alla ricerca di conchiglie fossili, le stesse che portava a casa settant’anni fa…

Leonardo

E ieri, nel richiamare la situazione drammatica del clima, l’annunciata protesta universale dei giovani contro l’insensibilità dei Governi, lo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, univa e sottolineava l’esigenza che si ascoltino gli appelli della scienza, ricordando il significato simbolico del mezzo millennio dalla dipartita appunto di Leonardo, uomo e genio che non dissociava mai la sua opera creativa dal contesto naturale, come segno del massimo rispetto.

Insomma, Leonardo, morto ad appena sessantasette anni, offeso da una trombosi, che ne aveva paralizzato il braccio destro ma non il sinistro con cui notoriamente scriveva e disegnava, un uomo solo dalla partenza al traguardo, con i suoi vizi, le sue fissazioni, i suoi travagli, dai lavori incompiuti ai compensi non corrisposti, uno di noi che indipendentemente dal resto, aveva percepito il valore assoluto del ciclo naturale.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

 assistenza ona

Rimembrando il disastro di EcoX

EcoX
EcoX

Editoriale sul disastro dell’EcoX

Spero si tratti di pure casualità, ma il ripetersi di fumate nere sull’orizzonte italico sta diventando davvero inquietante.

Temo che si tratti di una sorta di assuefazione ai messaggi tossici, di una tragica sottovalutazione del rischio. 

Per questo, colgo l’occasione dei recenti sviluppi sul caso EcoX e della significativa  ammissione dell’Osservatorio Nazionale Amianto e Ambiente a costituirsi parte civile nel procedimento penale annunciato. Fare una riflessione in tal senso, legata al Territorio Pontino ed al suo destino di terra vocata al mito, alla storia, alle suggestioni delle sue delizie ed agli incubi di chi vi finisce in croce.

Intendo che lì i roghi divampano addirittura dalla notte dei tempi … Lo stesso Ovidio spiega l’origine del nome di Ardea con l’alzarsi in volo dell’airone  “Ardèa Cinerea”, proprio dopo l’incendio e la distruzione della Città ad opera di Enea, approdato laddove sorse Castrum Inui, alla foce del Numicum, oggi ridotto ad un fosso impraticabile.EcoX

Dunque, protagonista del primo rogo  sacrificale, Ardea, poi gloriosa salvatrice di Roma con Furio Camillo, oggi martoriata dalla piaga dell’abusivismo, contigua a Pomezia, nel cui territorio, dopo millenni,  si continuano a verificare eventi incandescenti… Diciamo, che si tratta davvero di una eredità bollente, un residuo scomodo dei fasti industriali del Novecento, la coda velenosa di quella che fu la “benedizione” della Cassa per il Mezzogiorno. 

Inevitabilmente,  il mio pensiero ricorre all’esperienza già vissuta dalla Sardegna,   oggi impegnata in una faticosa impresa di rigenerazione orientata sul turismo e l’agroalimentare di qualità, dopo aver subito la violenza stravolgente del “petrolchimico” dagli anni cinquanta  e conosciuto la perversa ricorrenza dei fuochi, tutti naturalmente di origine dolosa, ancorché determinati da tradizioni ancestrali legate alla pastorizia.

L’incendio del deposito di rifiuti EcoX

Dunque, torno al concetto purificatore ma anche distruttivo e venefico, che si identifica con il fuoco. In particolare mi riferisco all’evento più grave della serie, quello dell’incendio del deposito di rifiuti EcoX, il 5 maggio del 2017. Imponente e tossico al punto di richiamare l’attenzione dei media nazionali, delle istituzioni territoriali dell’intera Area Metropolitana di Roma Capitale. Di determinare il ricorso a provvedimenti di allontanamento della popolazione e chiusura di attività in loco, di allarme sino a Roma Sud e all’intera zona dei Castelli. 

EcoX

Voglio ricordare che gli incendi agli ex Studios della De Laurentis e all’immane Campo Nomadi di Castel Romano. Come i sistematici  roghi della Via Pontina e i fumi mefitici, che s’innalzano permanentemente dall’area di Santa Palomba. Non ci devono sembrare la normalità, un giusto prezzo da pagare per mantenere stabile  la complessità economico-sociale del territorio, ma ci devono preoccupare, come il permanere di una perniciosa straordinarietà, di cui la comunità deve trovare il modo di liberarsi, senza se e senza ma.  

Basterebbe valutare il danno alla salute derivante da questo  stato di cose, avere bene in mente il “fungo maligno”, che si alza ben oltre le nubi per poi stendere il suo mantello tossico ogni dove, per capire quanto non sia assolutamente tollerabile questo degrado, che nasce dallo spirito di rassegnazione, dalla insulsa tolleranza, dalla filosofia dell’ognun per se e Dio per tutti, che ci porta alla catastrofe. 

Dunque, perché non perseguire la via virtuosa del buon senso prima che sia troppo tardi. Come ho già ricordato più volte, per il Litorale la vocazione virgiliana è per sua fortuna innata, per destino naturale, dotato di risorse che non richiederebbero altro che amore, attenzione e giusta intraprendenza, indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni. 

Il rischio che corre la natura selvaggia

Ecco perché mi sento di rievocare le anime perse di una natura selvaggia che, bonificata, industrializzata e abbandonata ad ogni sorta di vessazione. Oggi rischia di invelenirsi, di divenire di nuovo sinonimo di “mal aria”, ma per ragioni diverse da quelle che ancora nel secolo scorso decimavano braccianti, bifolchi, guitti, barrocciai, butteri, coloni costretti a convivere con la “Dea Febbre”.

Voglio dire che non è giusto, che è una vera follia riportare al degrado per via artificiale ciò che tanti, con sacrifici sovrumani, avevano recuperato, sino a far vibrare le corde del sentimento e le penne di autori immortali come Carducci, D’Annunzio, Goethe, Byron, Turgenev, Gogol, Cervantes, Chateaubriand, Nietzsche, Stendhal, Pascoli…, dopo che lo avevano già fatto gli stessi Virgilio e Shakespeare

EcoX

Rischiamo di perdere per sempre “un’armonia eterea dalle ombre chiare e azzurre, fuse nel vapore che tutto avvolge in una sinfonia di trasparenze lucenti” (Goethe) se non diamo un taglio netto a comportamenti del tutto irresponsabili.

Le uniche emissioni accettabili dovrebbero tornare ad essere quelle sulfuree di Tor Caldara. Anch’esse minacciate da una incipiente e miope, piuttosto che inutile antropizzazione. Mentre la “Civiltà Marinara” di Anzio, Torvajanica e Tor San Lorenzo stenta a ritrovarsi nel marasma di pubblico-privato, di desertificazione stagionale, di caos edilizio, di strade dissestate e pattume,  che poco hanno a che fare con il fascino delle paranze, dei tellinari e delle sciabicate familiari, che ornavano come coccarde preziose il nastro azzurro oro, che da Nettuno si snodava verso nord sino alle selvagge spiagge di Castel Porziano. 

Adesso non c’è più tempo, non ci sono scusanti e ogni assenza, ogni elusione, rinvio o autorizzazione ad ulteriori massacri del territorio avrebbero il peso di autentici macigni, tali da schiacciare non soltanto le coscienze degli irresponsabili, ma anche le speranze degli irriducibili. 

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

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Vivere o morire di rifiuti

Articolo giornale
Articolo giornale

L’altro pomeriggio altro inquietante episodio, altro rogo ed altra diossina, in questo caso a Perugia, in un deposito di selezione e stoccaggio di Ponte San Giovanni e con la conseguente chiusura delle scuole in tutta la Città.

Con questo ultimo insulto all’ambiente, crescono anche i dubbi circa il ripetersi di certi episodi, che ci possa essere una correlazione, che si possa trattare degli effetti non tanto secondari di un clima d’insofferenza, come apparso probabile per l’incendio dell’impianto di Roma, sulla Via Salaria.  

Ecco, dunque, che l’alternativa tra vivere o morire di rifiuti non è paradossale, per la situazione pesante, complicata, che si è generata nel tempo, per una sottovalutazione colposa di problematiche ineludibili, legate alla esplosione  delle  attività antropiche, di certo squilibrate  e perverse rispetto a cicli e sostanze naturali.  

Rifiuti

Lo scarso impegno dei Comuni per i rifiuti

Parto da un vecchio ritaglio del Sole 24 Ore, una notizia del maggio 1979, appena quarant’anni fa, quando i comuni italiani convenivano sul da farsi,  per giungere sconsolato alla conclusione, che quanto di orribile accade non può  escludere la responsabilità di chi era consapevole delle antiche endemiche  criticità, da cui si sono generati poi i disastri attuali.

Attendere inattivi il compiersi dell’irreparabile o peggio esserne complici, come avviene in molti luoghi degradati del Paese, non porta da nessuna parte. E’ per questo, che si rende necessaria la sensibilizzazione della società civile e la conseguente  trasformazione del suo ruolo, da passivo ad attivo.

E’ per questo, che la sinergia tra  componenti virtuose, positive e competenti si rende indispensabile.

E’ per questo, che la enfatizzazione o la drammatizzazione di fatti e argomenti, il conferimento d’importanza in termini storici, culturali, ambientali, paesaggistici, economici e non ultimo salutistici non possono che essere funzionali ad un diverso atteggiamento della grande comunicazione, come dell’educazione di base, elementi essenziali per la prevenzione, ma non di meno per la percezione delle situazioni di pericolo, quindi per l’emergenza.  

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza dell’associazione

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria) e, in caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

assistenza ona

Ponte Morandi: fermiamo le fibre assassine

Ponte Sabaudia
Ponte Sabaudia

L’amianto nel ponte di Genova e forse in quello di Sabaudia

Possibile rischio amianto e stabilità anche nel ponte di Sabaudia nella provincia di Latina e nel Lazio

L’Osservatorio Nazionale Amianto interviene con il Comitato dei cittadini di Certosa e presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Genova. Niente esplosivi lo scorso 9 marzo. Niente esplosione di fuochi d’artificio di amianto. Sbarrato il passo alle lobby dell’amianto grazie all’intervento di coraggiosi cittadini al fianco dell’ONA. Finalmente si è giunti ad affermare, anche da parte degli organi pubblici, la presenza di amianto nel pilone 8, circostanza già accertata dall’Avv. Ezio Bonanni.

Ora si deve valutare quanto amianto è presente. Ma si sorvola sul fatto che anche poche fibre possono essere mortali. Specialmente in chi è predisposto, ed ecco perché l’ONA si oppone in modo fermo e deciso all’utilizzo di esplosivi.

Genova come Sabaudia. Anche nella città pontina c’è un ponte Morandi che attraverso il lago, a testimonianza di un passato che diventa presente e si proietta nel futuro nella drammatica realtà della provincia di Latina, martire dell’amianto. Decine e decine di ammalati, un vero e proprio carnaio quello dell’amianto in provincia di Latina: mesoteliomi, tumori del polmone e asbestosi, completa e totale noncuranza dei politici del territorio, che hanno permesso la desertificazione industriale di quella che un tempo era la fertile pianura pontina, ove il lavoro degli uomini aveva combattuto e sconfitto la palude e restituito interi territori alla fruibilità della collettività.

L’ONA vigila sul ponte di Sabaudia

Gli operosi contadini veneti e del Nord Italia che si sono aggiunti ai contadini dei Monti Lepini (autoctoni) hanno trasformato la provincia di Latina in uno dei granai d’Italia.

Sabaudia e Genova, il Lazio e la Liguria, il sud e il nord dell’Italia insieme per la vita e il progresso civile e culturale di questa nostra nazione. L’Italia, l’Europa e il Mondo. In un contesto nel quale sembra dominare l’indifferenza, la discriminazione, l’abuso e la potenza del più forte sul più debole, l’operosa collettività di Sabaudia è lì, testimone della storia, del passato, del presente e del futuro.

Vigila l’ONA sul ponte di Sabaudia. È inerte l’amministrazione comunale, così come le autorità pubbliche, in questo come in altri territori.

Nuovi indagati a Genova

Le indagini dell’ONA hanno accertato la presenza di amianto nel ponte ed è sconcertante che, solo in seguito alle denunce dell’Osservatorio Nazionale Amianto e del comitato di cittadini assistito dall’avv. Ezio Bonanni, gli organi pubblici e la ASL abbiano deciso di fare una valutazione scientifica per rilevare la quantità di amianto nella struttura di cemento e la compatibilità di utilizzo della dinamite.

Come dimostrano numerose ricerche, le fibre di amianto, se pur in piccole quantità, vengono rilasciate nell’aria e l’inalazione può provocare diverse patologie tumorali. Tra cui il mesotelioma, rara forma di tumore a carico della pleura e del peritoneo correlato principalmente all’asbesto.

Secondo Bonanni : “Non esiste una soglia al di sotto della quale l’amianto sia privo di danni per la salute”.
>L’inchiesta sul crollo del ponte Morandi di Genova, sta assumendo proporzioni allarmanti, emergono nuovi indagati, tra cui dirigenti e tecnici di autostrade per l’Italia, considerando che sul registro erano già presenti ventuno nomi.

Alle accuse di omicidio colposo e stradale, disastro e attentato alla sicurezza dei trasporti, ora si aggiunge anche il pericolo per la salute dei cittadini e per l’ambiente.
Le indagini sanitarie, ancora in corso, stabiliranno la quantità di amianto e valuteranno l’utilizzo di altre tecniche per l’abbattimento.
“Andrebbero valutate le omissioni di chi ha occultato queste condizioni di rischio”, conclude Bonanni.

Testimoni della storia i cittadini di Genova

In quel tragico 14 agosto 2018, quando alle ore 11.30 il ponte ha portato con sé negli abissi la vita di 43 persone e ha distrutto i sogni di decine di famiglie e turbato quelle di tutta la nazione, ci fu almeno l’auspicio di dare e avere giustizia, di acquisire la verità e di evitare per il futuro ulteriori inutili tragedie.

La storia del Ponte Morandi

Ponte Morandi

Il ponte, progettato dall’architetto Riccardo Morandi, fu costruito nel 1964. Quando ancora l’utilizzo dell’amianto era legale e largamente usato per le ottime proprietà tecnologiche e la sua economicità, che ne hanno favorito un ampio utilizzo industriale fino al 1994, anno in cui è stato abolito.

La costruzione ha presentato difficoltà di esecuzione molto forti, dipendenti soprattutto dalla necessità di essere inserita entro un contesto così fitto di insediamenti preesistenti.
Inoltre, quel tipo di struttura era adeguata al traffico di quei tempi.

Il crollo, il 14 agosto 2018, provocò la morte di ben 43 persone. Tra le quali bambini e intere famiglie, ragazzi che si affacciavano speranzosi al futuro. Privandoli della vita stessa e dei propri sogni, negando ai genitori la possibilità di veder crescere i loro figli, a causa di una colpevole “disattenzione” di coloro il cui compito era tutelare i cittadini e provvedere a una costante manutenzione di una struttura complessa e ormai datata. Un giorno, iniziato come tanti, all’insegna della normalità, si è improvvisamente trasformato in un dramma umano di proporzioni enormi.

Il ponte “Morandi” di Sabaudia

Ponte SabaudiaIl ponte di Sabaudia, progettato dallo stesso architetto di Genova nel 1962 è stato pensato per l’attraversamento del lago di Paola, abitualmente sede di gare di motonautica e canottaggio.
L’impalcato consta di una serie di travate di calcestruzzo precompresso vincolato su cavalletti a loro volta gravanti su una serie di galleggianti di calcestruzzo armato.

Dopo il disastro di Genova , al ponte di Sabaudia andrebbero apportate le giuste misure di prevenzione, sia per la stabilità della struttura, che avrebbe avuto bisogno di ristrutturazione, sia per la necessità di analizzare i materiali utilizzati a suo tempo nella costruzione dello stesso.

L’appello rivolto al sindaco di Sabaudia e alle autorità dall’ONA è rimasto inascoltato. Bisogna intervenire, per prevenire e scongiurare eventuali disastri.

Due anni prima del crollo del ponte di Genova, un professore dell’Università, dubitava della qualità della progettazione della struttura. Troppe sono le voci che oggi rimangono inascoltate. La sicurezza dei cittadini e la tutela dell’ambiente vengono prima di tutto.

Quello di Genova, oltre che essere ricordato come una terribile tragedia deve essere un campanello d’allarme per tutelare la salute dei cittadini e prevenire disastri ambientali.

Noi, operatori per un mondo migliore

La nostra sofferenza per le morti di Genova annega nell’azzurro delle acque del lago di Paola. L’increspare di queste acque, nel sole che tramonta tra il rosso e il dorato, ci ricorda il tramonto di 43 vite umane, uomini, donne e bambini.

Gli assassini dovranno pagare. Dobbiamo ricordare la loro memoria e lottare con tutte le nostre forze perché il sogno di evitare queste tragedie si trasformi in un mondo migliore.

A cura di Ilaria Cicconi

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto. L’associazione assiste i cittadini alla bonifica e alla messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto è possibile richiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. La prevenzione primaria, la diagnosi precoce e le terapie più tempestive, assicurano maggiori possibilità di guarigione, ovvero maggiore sopravvivenza e migliori condizioni di salute.

L’Osservatorio Nazionale Amianto è in grado di assistere legalmente tutti coloro che ritengono di aver subito danni da esposizione ad amianto. Per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Tutti i lavoratori, anche coloro che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi. Se un lavoratore è affetto da patologia asbesto-correlata, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate in esposizione ad amianto e ad altri cancerogeni, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative per il riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme vengono liquidate ai familiari, loro eredi legittimi.assistenza ona

Mimose, mimose, non soltanto mimose

Rose e mimose
Rose e mimose

Questo otto marzo del duemiladiciannove, lo vogliamo dedicare a tutte le donne che, forti della loro fragilità, nel tempo e nello spazio, hanno generato e tutelano l’umano divenire.

Lo dobbiamo sempre ricordare a noi stessi , maschi e femmine, che non rappresentiamo un elemento di genere, magari anagrafico, né tanto meno un mero argomento per analisi e statistiche sociali, che vedono ancora algoritmi impressionanti tra le diverse etnie del pianeta terra, senza trascurare questioni di religione e censo, oltre che di sesso.

Comunque la si metta, le donne nascono con un ruolo straordinario, con una missione che tra gli umani è ben di più di quello che la natura assegna al genere femminile. L’essere madri potenziali o di fatto, pone le donne sul gradino più alto, indipendentemente da quanto loro viene riconosciuto convenzionalmente, nella forma.

Nessuno, maschio o femmina, prescinde dal miracolo cosmico che rappresenta il primato assoluto dell’accoglienza e dell’amore, quello materno, senza il quale nessuno di noi umani starebbe qui a parlare, ma reciterebbe un ruolo ben diverso nel regno animale.

Il rispetto e il sentimento per le donne

Ecco, il rispetto ed il sentimento filiale, hanno e dovrebbero avere un valore reale, assoluto, che dovrebbe rappresentare la chiave di lettura del rapporto con tutte le donne , che dovrebbe andare ben al di là di quello dell’appartenenza, di quello con la propria singola madre.

Purtroppo la genialità umana ha prodotto intorno alla figura reale e simbolica della donna enfatizzazioni positive, elegiache, ma anche aberrazioni culturali, da cui è difficile liberarsi, se non attraverso una educazione diversa o in modo rituale, episodico, in una giornata come questa, in cui le mimose si sostituiscono alle parole, ai convenevoli, che finiscono spesso nel vento o che addirittura nel tempo si trasformano, sino a divenire minacce e non solo.

Quanto alle donne viene ingiustamente negato dalla collettività, si trasforma puntualmente in un prezzo altissimo da pagare e questo non possiamo, non dobbiamo ignorarlo, anzi deve divenire motivo d’impegno prioritario per chi deve prevenire e tutelare, lo Stato, attraverso una profonda revisione dei progetti educativi e culturali, sociali, partendo dalla scuola e finendo con la giustizia, passando per lo sport, la salute, il  lavoro,  il welfare …

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

Stop alla violenza sulle donne

Quella contro le donne è una vera e propria strage, che ogni anno presenta numeri sempre più preoccupanti. Ciò che rende il tutto inverosimile è il fatto che nella maggior parte dei casi ad esercitare violenza sulle donne sono proprio gli uomini che professano di amarle.

Mariti, fidanzati o comuni sconosciuti incontrati nelle strade di città. Sono questi i volti dei carnefici che ogni anno contribuiscono a questa feroce strage, a confermarlo i dati rilasciati dall’ISTAT.

Mimose

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente ONA ha reso omaggio a tutte le donne attraverso un articolo del suo blog, per saperne di più basta un click!

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori vittime dell’amianto e altre sostanze cancerogene. L’associazione con un pool di tecnici assiste i cittadini per la bonifica e la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni è possibile richiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). La prevenzione primaria, la diagnosi precoce e le terapie più tempestive, assicurano maggiori possibilità di guarigione e migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche un team di legali per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Tutti i lavoratori, anche coloro privi di malattia, dirrito ai benefici contributivi amianto.assistenza ona