Mimose, mimose, non soltanto mimose

MimoseQuesto otto marzo del duemiladiciannove, lo vogliamo dedicare a tutte le donne che, forti della loro fragilità, nel tempo e nello spazio, hanno generato e tutelano l’umano divenire.

Lo dobbiamo sempre ricordare a noi stessi , maschi e femmine, che non rappresentiamo un elemento di genere, magari anagrafico, né tanto meno un mero argomento per analisi e statistiche sociali, che vedono ancora algoritmi impressionanti tra le diverse etnie del pianeta terra, senza trascurare questioni di religione e censo, oltre che di sesso.

Comunque la si metta, le donne nascono con un ruolo straordinario, con una missione che tra gli umani è ben di più di quello che la natura assegna al genere femminile. L’essere madri potenziali o di fatto, pone le donne sul gradino più alto, indipendentemente da quanto loro viene riconosciuto convenzionalmente, nella forma.

Nessuno, maschio o femmina, prescinde dal miracolo cosmico che rappresenta il primato assoluto dell’accoglienza e dell’amore, quello materno, senza il quale nessuno di noi umani starebbe qui a parlare, ma reciterebbe un ruolo ben diverso nel regno animale.

Ecco, il rispetto ed il sentimento filiale, hanno e dovrebbero avere un valore reale, assoluto, che dovrebbe rappresentare la chiave di lettura del rapporto con tutte le donne , che dovrebbe andare ben al di là di quello dell’appartenenza, di quello con la propria singola madre.

Purtroppo la genialità umana ha prodotto intorno alla figura reale e simbolica della donna enfatizzazioni positive, elegiache, ma anche aberrazioni culturali, da cui è difficile liberarsi, se non attraverso una educazione diversa o in modo rituale, episodico, in una giornata come questa, in cui le mimose si sostituiscono alle parole, ai convenevoli, che finiscono spesso nel vento o che addirittura nel tempo si trasformano, sino a divenire minacce e non solo.

Quanto alle donne viene ingiustamente negato dalla collettività, si trasforma puntualmente in un prezzo altissimo da pagare e questo non possiamo, non dobbiamo ignorarlo, anzi deve divenire motivo d’impegno prioritario per chi deve prevenire e tutelare, lo Stato, attraverso una profonda revisione dei progetti educativi e culturali, sociali, partendo dalla scuola e finendo con la giustizia, passando per lo sport, la salute, il  lavoro,  il welfare …

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

Stop alla violenza sulle donne

Quella contro le donne è una vera e propria strage, che ogni anno presenta numeri sempre più preoccupanti. Ciò che rende il tutto inverosimile è il fatto che nella maggior parte dei casi ad esercitare violenza sulle donne sono proprio gli uomini che professano di amarle.

Mariti, fidanzati o comuni sconosciuti incontrati nelle strade di città. Sono questi i volti dei carnefici che ogni anno contribuiscono a questa feroce strage, a confermarlo i dati rilasciati dall’ISTAT.

 

Mimose
(c) ISTAT

 

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente ONA ha reso omaggio a tutte le donne attraverso un articolo del suo blog, per saperne di più basta un click!

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