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Giornata in memoria vittime amianto: Fibra uccide la famiglia

Bonanni videocall amianto
Bonanni videocall, amianto

Il giorno dopo le dichiarazioni del ministro Roberto Cingolani, che a Il Fatto quotidiano dice di non sapere nulla della riforma sull’amianto elaborata un anno e mezzo fa e poi dimenticata, il presidente dell’Ona – Osservatorio notiziario amianto, Ezio Bonanni, ha parlato alla Commissione Affari costituzionali del Senato sul disegno di legge che istituisce, per il 28 aprile, la Giornata in memoria per le vittime della fibra killer.

Ritardi ce ne sono e li pagano le vittime e i loro familiari, che combattono ogni giorno con le conseguenze dell’uso dissennato dell’amianto per decenni. Questo nonostante già dagli anni ’40 alcuni studi abbiano accertato la sua pericolosità per la salute.

Amianto killer, i danni alla salute del minerale perfetto

A spiegare i danni causati dall’asbesto è stato, questa mattina, nell’audizione informale sul disegno di legge, il pubblico ministero della Procura della Repubblica di Milano, Maurizio Ascione. “L’amianto – ha detto – ha rappresentato per l’Italia il materiale ottimale per le sue caratteristiche. Purtroppo però ha creato gravi danni a chi vi ha lavorato a contatto, a chi è stato esposto soltanto indirettamente all’interno dei siti industriali. Lo stesso è stato, nel caso di grandi siti produttivi, per chi risiedeva nelle vicinanze. Negli anni sono stati, infatti, registrate gravissime forme tumorali, come il mesotelioma e il tumore del polmone. Sono seguite inchieste, processi che sono arrivati fino in Corte di Cassazione, ma non c’è stata ancora giustizia per le famiglie delle vittime”.

Giornata in memoria, riforma della legge sull’amianto dimenticata

Il presidente dell’Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, ha ricordato il testo di legge elaborato dalla Commissione per la riforma della legge sull’amianto istituita con decreto dall’ex ministro Costa a marzo del 2019 e presieduta dal procuratore Raffaele Guariniello, di cui l’avvocato Bonanni faceva parte. Da allora non se n’è saputo più nulla. Bonanni ha comunque espresso apprezzamento per il disegno di legge sulla Giornata in memoria delle vittime dell’asbesto e ha poi delineato tutta una serie di passaggi necessari per porre fine alla strage silenziosa.

Bonanni: “L’importanza della prevenzione primaria”

“Ci sono ancora tantissimi siti contaminati e tra questi numerose scuole e ospedali. E’ necessario provvedere alla bonifica utilizzando i fondi europei, considerando anche che nel Pnrr c’è ben poco. Utilizzando anche strumenti fiscali come il credito d’imposta. Bisogna superare il principio per cui il tema amianto sembra appannaggio esclusivo della magistratura, perché quando si arriva a questo punto per le vittime è troppo tardi. E’ necessario agire prima, con la prevenzione primaria. Anche l’Inail deve agire in questo senso, modellando i premi sulla base del numero delle malattie asbesto correlate presenti all’interno delle aziende. E premiare chi invece bonifica e ammoderna i propri stabilimenti.

Ancora è necessario potenziare il Fondo vittime dell’amianto, per evitare che chi si ammala, per avere il giusto risarcimento, debba intraprendere un lungo percorso giudiziario”.

L’avvocato Bonanni ha insistito quindi sugli investimenti per la ricerca per combattere le patologie asbesto correlate e anche il tumore al polmone.

“Questa iniziativa – ha concluso il presidente Ona – è importante perché dà dignità alle vittime dell’amianto, perché le riconosce, ma ci aspettiamo che il governo si occupi finalmente della bonifica”.

Giornata in memoria, vittime lasciate sole

A testimoniare con forza e dignità la sofferenza delle vittime di amianto è stata Santina Pasutto, presidente dell’Aea – Associazione esposti amianto del Friuli Venezia Giulia. È stata lei stessa a spiegare: “Prima di essere presidente Aea sono una vittima dell’amianto: a causa dell’asbesto ho perso mio marito e ora la mia vita è a disposizione delle famiglie che soffrono e che troppo spesso si sentono sole in questa battaglia, abbandonate dalle istituzioni. La fibra distrugge non solo l’essere umano, ma ciò che ha costruito: la famiglia”.

Giornata memoria, riconoscimento ai Comuni virtuosi

In Commissione Affari Costituzionali è intervenuto anche Fabrizio Protti, Presidente dello Sportello Amianto Nazionale, che oltre a sottolineare il “funerale della Legge 257/1992” ha proposto un riconoscimento anche ai Comuni che adottino di loro sponte buone pratiche. “Ben venga il premio e il riconoscimento per le vittime, ma è ora di ristrutturare la macchina dello Stato che non ha fornito nessuna soluzione operativa”. Un intervento duro, che pone con forza la necessità della volontà politica di risolvere il problema amianto.

Il caso di Casale Monferrato

Dopo di lui ha parlato anche Federico Riboldi, sindaco di Casale Monferrato. Un Comune colpito senza pietà dall’amianto, con 2500 vittime su 35mila abitanti. “Qui la bonifica – ha detto – è a buon punto, ma non possiamo limitarci a lavorare soltanto sul nostro territorio. Vogliamo un laboratorio mondiale sull’utilizzo della fibra killer. Ci sono molte nazioni, non solo nel terzo mondo, infatti, che ancora utilizzano amianto”.

Ha poi ricordato la vergogna dello stabilimento Eternit, abbandonato a se stesso: “La più grande colpa della fabbrica Eternit. Vogliamo giustizia. Deve essere chiaro che chiunque utilizzi amianto deve essere punito penalmente”.

Giornata memoria, sull’amianto ritardo legislativo

Il presidente provinciale dell’Inail Nicola Pondrano ha invece evidenziato come le vittime di amianto sono salite di anno in anno arrivando a un numero impressionante: sono 20mila. A queste bisogna aggiungere le vittime nelle forze armate e i non lavoratori. L’Inail registra 2000 morti l’anno soltanto per mesotelioma, ma di questi soltanto 600 vengono indennizzati. “Gli altri restano in un limbo, con un piccolissimo ristoro (lo dico con vergogna), di 10mila euro una tantum. La Giornata deve diventare un momento solenne per ripartire a livello legislativo”.

Tutti hanno sottolineato l’importanza di sostenere la domanda di giustizia, davanti a processi come quello Eternit che contava 2270 morti per disastro doloso che si è concluso con la prescrizione del reato. Ad ascoltare erano presenti il presidente della Commissione Affari Costituzionali, Dario Parrini, gli altri membri e la senatrice Raffaella Marin (Lega), promotrice del disegno di legge.

Da anni il presidente dell’Ona si batte per portare all’attenzione il fenomeno troppo spesso negli anni sottaciuto. Ha elaborato testi e statistiche in merito, fino all’ultima pubblicazione: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2021“ in cui è riportato nero su bianco il dato relativo a 2021 che ha contato 7mila morti per l’amianto. I dati sul mesotelioma sono registrati anche dall’Inail (VII Rapporto ReNaM). La Giornata in memoria per le vittime è importante, ma serve agire in fretta, per non vedere questo numero crescete ancora.

L’Ona a creato anche una App per le segnalazioni dei siti contaminati.

L’Erasmus Fair play con Skills for youth vola in Grecia

erasmus
erasmus, giovani

L’Erasmus Fair Play vola in Grecia. Dal 17 al 20 febbraio avrà luogo a Kalamata il secondo Short-Term Joint Staff Training Event del progetto Skills For Youth. Quattro giorni interamente dedicati alla formazione degli operatori giovanili sulla tematica del Fair Play. Tematica che sarà applicata nell’educazione dei giovani.

Il Progetto Skills For Youth è finanziato dal programma Erasmus+ della Commissione Europea. Vede il Comitato Nazionale Italiano Fair Play capofila di una partnership composta da organizzazioni sportive e giovanili da Portogallo, Spagna, Slovenia, Grecia, Lettonia e Polonia nel framework della Azione Chiave 2 – Partenariati Strategici con una partnership.

Skills For Youth per una metodologia di educazione informale

L’obiettivo del progetto SFY è quello di favorire lo scambio di buone pratiche e conoscenze tra organizzazioni di diverso livello. Il fine è quello di costruire una metodologia di educazione informale che, attraverso i valori del Fair Play, promuova l’empowerment personale dei giovani in campo sociale e comunitario.

Il secondo training congiunto si focalizzerà sul tema “Il fair play come maestro di democrazia e cittadinanza, inclusione sociale attraverso i valori di equità e correttezza”. La finalità sarà di avviare la trasposizione dei valori del Fair Play dall’ambito sportivo a quello civile, come strumento di educazione civica.

Erasmus Fair play, l’incontro con Ioannis Psilopoulos

L’evento verrà ospitato dal Balkan Institute of Entrepreneurship a Kalamata e seguirà una metodologia informale, evitando attività frontali. Assicurando in questo modo che tutti i partecipanti siano equamente coinvolti. Tutti potranno esprimere la propria opinione e raggiungere i propri obiettivi di sviluppo personale.

I giovani partecipanti saranno guidati nelle attività da trainer del Comitato Nazionale Italiano Fair Play e avranno occasione di incontrare Mr. Ioannis Psilopoulos, Segretario Generale dell’European Fair Play Movement.

Il Secondo Joint Staff Training, così come l’intero progetto SFY – Skills For Youth, segue principi di approccio dal basso e democratico, non discriminazione e parità di genere, valorizzando le diversità culturali e offrendo a tutti equo spazio per l’espressione e la crescita personale.

L’Osservatorio nazionale amianto

L’Ona – Osservatorio nazionale amianto, attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, è al fianco delle vittime da asbesto e di quelle del dovere. Assiste i lavoratori esposti alla fibra killer e le loro famiglie con assistenza legale e medica.

L’Ona porta avanti la battaglia per le bonifiche dall’amianto dagli edifici privati, ma soprattutto da quelli pubblici (scuole e ospedali). In ritardo sono anche le mappature dei siti ancora contaminati.

Per questo l’Ona ha creato anche una App dedicata. I cittadini possono così segnalare la presenza di amianto e contribuire alla lotta contro la fibra killer.

L’amianto fa ancora, purtroppo, 7mila vittime l’anno, come sottolineato dall’avvocato Bonanni anche nella sua ultima pubblicazione: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“.

“Nuova cultura d’impresa”, al centro salute e sostenibilità

cultura d'impresa
professionisti riuniti per valutare dei grafici

La modifica degli articoli 9 e 41 della Costituzione italiana rappresenta una svolta epocale. La tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi è ora un principio fondamentale del nostro ordinamento. Il punto di arrivo di un percorso iniziato ormai da tempo e nello stesso momento un inizio per rivalutare tutti i nostri comportamenti.

In questo contesto Confimea imprese e Cnifp – Comitato italiano Fair play hanno organizzato un importante evento che ha l’obiettivo di definire e diffondere un nuovo modo di essere imprenditori. Il convegno, che si terrà il 22 febbraio 2022, al Foro Italico, nel salone d’onore del Coni, a Roma, si chiama “Una nuova cultura d’impresa. Salute e sostenibilità”. La volontà è quella di intraprendere un percorso per garantire all’imprenditore e alla società nel suo complesso un reale sviluppo economico, sociale e ambientale.

L’evento ha il patrocinio del Coni e di Sport e Salute ed è affiancato da Earth Day Italia, Mediatrade e dall’Ona – Osservatorio nazionale amianto.

Nuova cultura d’impresa, ospiti illustri

Durante l’incontro, che inizierà alle 9.30, il presidente di Confimea Imprese, Roberto Nardella, presenterà il progetto che prevede la creazione di una filiera: una rete di imprese che segue la normativa a prescindere dal settore o dal territorio. La filiera consentirà alle aziende di poter entrare in rete e riutilizzare, attraverso altre imprese, materiale di risulta. Materiali anche pericolosi come l’amianto, o meno pericolosi, che potranno essere trattati da chi si occupa di rigenerazione dei prodotti.

Dopo i saluti istituzionali del presidente del Coni, Giovanni Malagò, Confimea Imprese e Coisp (sindacato indipendente di polizia), firmeranno un protocollo d’intesa. Sarà quindi il momento della presentazione della sinergia tra Comitato italiano Fair Play e Confimea. A cura del presidente Cnifp, Ruggero Alcanterini, e del direttore generale Confimea Imprese, Silvia Santina Mei.

Cultura d’impresa, tavola rotonda Sport Salute e Ambiente

Alle 12 si entra nel vivo dell’evento con la tavola rotonda “Sport, salute, ambiente per una nuova cultura d’impresa”, alla quale interverranno il sottosegretario di Stato del ministero della Salute, Andrea Costa, i deputati Claudio Durigon e Cosimo Maria Ferri, oltre naturalmente al presidente di Confimea, Nardella.

Parteciperanno anche il deputato Nicola Carè e il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni e il presidente del Comitato italiano Fair play, Alcanterini.

Un momento importante per gettare le basi di un futuro sostenibile, in cui il primo interesse deve essere quello per la persona.

La presenza dell’Ona per la sicurezza sul lavoro

Il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, Ezio Bonanni, partecipa all’evento per un approfondimento sul fenomeno dell’asbesto. Fenomeno legato alla sicurezza sul lavoro, all’importanza della salute di lavoratori e datori di lavoro e alla tutela dell’ambiente, ancora contaminato dalla fibra killer.

Tutto si lega alla necessità di una transazione etica che racchiuda questi obiettivi. La lotta all’amianto ne fa parte. Di asbesto, infatti, si continua a morire, come ha ben evidenziato l’avvocato Bonanni nella sua ultima pubblicazione: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“. Le aziende, nonostante fosse nota la sua pericolosità già dagli anni ’40, hanno continuato ad utilizzarlo, senza prevedere neanche dispositivi di protezione per gli operai che ne respiravano le polveri. I dati sui morti per mesotelioma (tumore causato soltanto dalla fibra killer), sono disponibili sul VII Rapporto ReNaM dell’Inail.

Con la Legge 257/1992 lo Stato italiano ha vietato il suo utilizzo, ma ancora molto resta da fare per la bonifica. Troppi siti sono ancora contaminati e troppo spesso i materiali contenenti amianto vengono gettati in discariche abusive inquinando l’ambiente circostante e mettendo a rischio i residenti.

Covid, obbligo vaccinale: Tar Lazio sospende 26 militari

militari con mitra in mano, Obbligo vaccinale
militari con i mitra

Il Governo ha disposto l’obbligo vaccinale, per arginare la diffusione del Covid, in primo luogo per gli operatori sanitari e poi per i militari e per il personale scolastico.

Ieri, 14 febbraio, il Tar del Lazio però ha spezzato un’altra lancia a favore di chi decide di non intraprendere il percorso vaccinale. Il giudice amministrativo ha infatti accolto il ricorso di 26 militari no vax e bloccato la sospensione dal servizio e contestualmente dello stipendio.

Il Tar del Lazio entrerà nel merito il prossimo 16 marzo, con una trattazione collegiale, al termine della quale deciderà sulla questione.

Per 26 appartenenti alle forze dell’ordine quindi, il Tar, ha bloccato il provvedimento di sospensione arrivato per la violazione dell’obbligo vaccinale. Previa, ove necessario – si legge nel provvedimento – disapplicazione dell’art. 2 del Decreto Legge n. 172 del 26.11.2021, convertito in Legge n. 3 del 21.01.2022, recante ‘Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali’. Previa, ove necessario, remissione alla Corte Costituzionale della questione di legittimità costituzionale dell’art. 2 del decreto legge n. 172 del 26.11.2021, convertito in legge n. 3 del 21.01.2022”. Il Tar prospetta, quindi, come sicuramente delineato anche nel ricorso, l’illegittimità costituzionale.

Covid, il Tar del Lazio aveva già bocciato la vigile attesa

Non è la prima volta che il Tar del Lazio prenda posizione contrarie a quelle del Governo. Con la decisione del gennaio 2022 aveva annullato parte della circolare del Ministero della Salute del 26 aprile 2021 nella parte in cui parlava della “vigile attesa” nei pazienti Covid. Una novità che aveva portato a rivalutare la ‘responsabilità medica Covid’. Il provvedimento era stato poi sospeso, il 19 gennaio scorso, dal Consiglio di Stato che poi si era pronunciato nel merito, il 9 febbraio successivo.

Avevano spiegato i giudici amministrativi che le linee guida emanate dal ministero altro non sarebbero che “mere raccomandazioni”. Non “prescrizioni cogenti”, dunque, ma “indicazioni orientative” che i medici di medicina generale devono considerare solo come “parametri di riferimento”.

Il comitato che aveva presentato il ricorso al Tar però ha ottenuto il suo scopo, almeno in parte. Le parole “vigilante attesa” sono state eliminate dalle nuove linee guida del Ministero della Salute. Nuove linee guida aggiornate il giorno dopo la pronuncia del Consiglio di Stato.

Il ministro Speranza ha mantenuto invariato il “costante e accurato monitoraggio” del malato. Le linee guida sconsigliano ancora l’idrossiclorochina, gli antibiotici e le benzodiazipine.

Obbligo vaccinale, il Tar del Lazio voce fuori dal coro

Già il 7 febbraio scorso il Tar del Lazio aveva bloccato il provvedimento di un Ente pubblico che aveva sospeso un dipendente no vax. In quel caso il giudice amministrativo aveva spiegato che “in relazione alla privazione della retribuzione e quindi alla fonte di sostegno delle esigenze fondamentali di vita, sussistono profili di pregiudizio grave e irreparabile. Tali da non tollerare il differimento della misura cautelare sino all’esame collegiale”. Esame che ha rinviato a fine febbraio.

Altri giudici avevano invece, in diverse parti d’Italia, avevano bocciato i ricorsi di chi ha deciso di non vaccinarsi contro il Covid 19. Confermando in questo modo la possibilità di sospendere lo stipendio di chi violava l’obbligo di vaccinazione per poter accedere ai luoghi di lavoro.

Obbligo vaccinale e la tutela legale dell’Ona

L’Ona – Osservatorio nazionale amianto, attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, fornisce assistenza legale ai lavoratori che hanno contratto patologie asbesto correlate, ma non solo. Per questo, grazie ai suoi esperti e professionisti, è pronto ad assistere anche le persone che sono state colpite dal Covid 19 o i loro familiari, e credono in qualche modo di essere state lese nei propri diritti. Allo stesso modo è pronta, grazie ad una squadra di esperti e professionisti, ad assistere chiunque creda di essere stato leso nei suoi diritti a causa della pandemia.

Non a caso l’Ona ha costituito uno specifico sportello on-line di assistenza. Le attività dell’Ona mirano anche a salvaguardare gli stessi sanitari. L’associazione si è battuta e ha ottenuto che fossero riconosciuti vittime del dovere i sanitari vittime del Covid-19.

Senato boccia ristoro per le famiglie dei medici morti per Covid

medico cammina su una corsia di ospedale
medico cammina su una corsia di ospedale

Nessun ristoro alle famiglie dei medici morti per Covid, il Senato ha bocciato l’emendamento. Durante la prima fase della pandemia, quando non c’erano neanche i più elementari dispositivi di protezione. Quando non c’era un piano pandemico da seguire, li abbiamo chiamati angeli, eroi, li abbiamo applauditi dai balconi. Poi, come spesso accade in Italia, li abbiamo presto dimenticati.

Il subemendamento 2.1500/32 presentato dalla senatrice Maria Cristina Cantù (Lega), non è stato approvato. Aveva già avuto il parere contrario della commissione Bilancio ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, ma era stato, ritirato e riformulato come Ordine del giorno, accolto dal governo. Invece non è passato.

Presidente Federazione Ordini dei medici deluso da scelta Senato

Il presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, Filippo Anelli, è profondamente amareggiato: “La mancata approvazione del subemendamento presentato dalla senatrice Maria Cristina Cantù è un’occasione persa. L’occasione di dimostrare gratitudine ai medici che hanno dato la loro vita per continuare a curare durante la pandemia”.

“Dispiace che non si siano trovati i fondi – ha continuato Anelli – per poter dare un ristoro anche simbolico, oltre che economico, alle famiglie di questi colleghi, medici di famiglia, liberi professionisti, specialisti ambulatoriali, odontoiatri. Famiglie che, in molti casi, sono, insieme alla perdita umana, rimaste prive dell’unica fonte di sostentamento e alle quali sono negati gli indennizzi Inail”.

Operatori sanitari deceduti: Giusto riconoscere sacrificio

Più della metà dei medici che hanno perso la vita a causa del Covid non sono dipendenti del Sistema sanitario nazionale e le loro famiglie non sono dunque indennizzabili da parte dell’Inail. I familiari dei medici dipendenti dal Ssn potrebbero, invece, ricevere un ristoro Inail affrontando comunque procedure complesse.

In totale dall’inizio della pandemia i medici italiani hanno pagato il loro contributo con 369 vittime. Si tratta per lo più di medici di famiglia e di guardie mediche. “È giusto – ha spiegato il presidente della Fnomceo – che ora il Paese riconosca il loro sacrificio, il sacrificio delle loro famiglie e provveda a quanti sono rimasti a ricordarli, sopportando, oltre al dolore della perdita, situazioni economiche anche drammatiche”.

Dello stesso avviso l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA – Osservatorio nazionale amianto, che da anni è al fianco delle famiglie dei lavoratori morti a causa dell’asbesto e delle vittime del dovere. Anche grazie al contributo dell’Ona i medici che sono morti dopo aver contratto il Covid-19 sono state equiparati alle vittime del dovere.

Ona: infortunio da Covid-19 è un infortunio sul lavoro

Una decisione, quella del Senato, che ripropone la tutela legale dei diritti, anche quelli degli operatori sanitari. L’Osservatorio nazionale amianto e l’avvocato Ezio Bonanni, fin da subito, hanno classificato l’infortunio da Covid-19 come infortunio sul lavoro.

Il personale sanitario che ha contratto il Covid-19, ha diritto al riconoscimento dello status di vittima del dovere. Le infezioni da virus sono considerate malattie infortunio, ed in quanto tali, se contratte in occasione del lavoro, danno diritto all’indennizzo Inail.

Qualora l’infezione sia dovuta alla negligenza del datore di lavoro, è dovuto anche il risarcimento del danno differenziale. In caso di decesso, sono dovute le prestazioni Inail di reversibilità ed anche il risarcimento dei danni iure proprio. In tale, nefasta, ipotesi ai familiari, spetta anche la prestazione economica una tantum del Fondo delle vittime di gravi infortuni sul lavoro, prevista anche per i lavoratori non assicurati con l’Inail.

Durante la puntata “Lavoratori e Tutele nell’era del coronavirus” gli ospiti hanno ampiamente approfondito il tema.

Un momento della trasmissione “Lavoratori e Tutele nell’era del coronavirus”

Ona: “Decisione del Parlamento non condivisibile”

“La decisione del Parlamento – ha commentato l’avvocato Ezio Bonanni – di non approvare la disposizione di legge e l’indennizzo dei medici deceduti per Covid 19 nell’adempimento del loro dovere non è condivisibile dal punto di vista giuridico oltre che morale. Per tali ragioni, come Ona e come Osservatorio vittime dovere, dobbiamo rimarcare che in realtà queste tutele possono essere conseguite sulla base dei principi generali del nostro ordinamento.

In particolare per quanto riguarda l’indennizzo vi è la tutela Inail e altre forme di tutela. In ordine al risarcimento, invece, si può agire nel modo ordinario, a carico del datore di lavoro. Quindi in questo caso le Asl.

Queste tutele riguardano anche coloro che sono dipendenti di strutture private, che potranno agire contro coloro per cui hanno svolto servizio. Inoltre i medici di base possono agire a carico delle Asl, anche se non vi è per loro un vero e proprio lavoro subordinato. Infatti, in questo caso, valgono gli obblighi di tutela. Inoltre, c’è sempre il diritto al conseguimento dello status di vittima del dovere. I principi sono quelli che ho già evidenziato nell’articolo del 3 aprile 2020″.

L’Ona e l’assistenza legale

L’Ona assiste le famiglie delle vittime di amianto e delle vittime del dovere con una prima assistenza gratuita. Poi le segue passo passo in tutte le fasi di richiesta fino ad un eventuale procedimento giudiziario. Per richiedere una consulenza on-line è possibile utilizzare lo sportello on-line o contattare il numero verde 800 034 294.

L’Ona si batterà anche per la tutela dei medici e del personale paramedico e sanitario.