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Latina: Confesercenti provinciale e FairPlay School firmano protocollo

pair play bonanni
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Sabato 22 marzo, presso la sede provinciale di Confesercenti a Latina, è stato firmato un significativo protocollo di collaborazione tra Confesercenti provinciale e la FairPlay School di Latina. Presenti gli Assessori del Comune di Latina, Antonio Cosentino, Assessore alle Attività Produttive, e Andrea Chiarato, Assessore allo Sport, che hanno portato i saluti del Sindaco Matilde Celentano e dell’intera Amministrazione. Per Confesercenti erano presenti Matteo Tulli, delegato “Giovani Imprenditori”, promotore dell’iniziativa, la Presidente provinciale Susanna Gloria Mancinelli e il Coordinatore provinciale Ivan Simeone.
Importante la presenza dei giovani atleti della FairPlay School, che promuove l’integrazione e il supporto alle famiglie e ai giovani.
La FairPlay School è stata rappresentata dal Presidente provinciale Marco Ghirotto e dal Consigliere nazionale Ezio Bonanni.
L’accordo è il primo passo di una sinergia che volge lo sguardo verso il sociale.

Il Presidente nazionale della FairPlay, Ruggero Alcanterini interviene

Giunto a fine incontro per un saluto e per supportare la valida iniziativa sociale: “Oggi siamo molto contenti perché il modello da Fair Play School abbiamo pensato che sia assolutamente esportabile in tutto il paese e magari anche all’estero. La giornata mondiale del World Fair Play Day avrà esito il 19 maggio prossimo. E’ stato programmato per i prossimi 10 anni ed è non soltanto un momento simbolico ma è un invito. L’ONU come sapete non è un’organizzazione nazionale ma si rivolge a tutti i paesi del mondo, quindi ai 7 miliardi di abitanti. Questi devono cominciare a pensare le cose in modo diverso, seguendo un principio fondamentale di rispetto ma con la complementarità importantissima della gentilezza. Mettendo insieme tutto questo potremmo anche arrivare allo stesso obiettivo di William Shakespeare, ossia realizzare la gioia che va oltre la felicità”. Ha affermato Alcanterini.

L’intervento dell’Avv. Ezio Bonanni

“Una delle medaglie più importanti è proprio la medaglia del Fair Play, simbolo di correttezza, Un canone fondamentale non soltanto nello sport, ma anche nella politica, nelle istituzioni e in tutte le attività comprese quelle degli imprenditori. Sia come ONA che come Fair Play noi abbattiamo il concetto dello scontro, della lotta di classe e della contrapposizione. Anche le guerre del Novecento sono un po’ il retaggio di questa contrapposizione.
Se noi affermiamo il pensiero del super uomo di Nietzsche neghiamo l’umanità, la bellezza, il progresso, il sorriso, lo sviluppo. Le discriminazioni sono inaccettabili e riteniamo quindi che questa iniziativa debba essere esportata in tutto il territorio nazionale. Dobbiamo riaffermare i valori della pace, del dialogo, della fratellanza, dell’unità, della libertà e dei diritti della persona umana. Lo sport non può essere coniugato solo con l’agonismo, con la competizione esasperata, ma deve essere impregnato di quei valori morali, sociali, etici che appartengono alla nostra civiltà millenaria e che ci proiettano verso il futuro.”

Il promotore dell’iniziativa Tulli, delegato “Giovani Imprenditori”

“La Fair Play School ha un principio inclusivo fondamentale, quello di rivolgersi ai più fragili. Alle situazioni meno facili da risolvere, alle più complesse. Per poi affrontarle con l’aiuto della società civile e in particolare il mondo delle imprese. Abbiamo cominciato questa collaborazione con la Fair Play School di Latina e cerchiamo di creare una sinergia con il mondo delle imprese ed il sociale per portare un aiuto sul nostro territorio. E’ importante creare questa rete anche con le istituzioni locali.
Come delegato del Movimento dei Giovani Imprenditori posso dire che questo è solamente un primo tassello che potremmo andare a mettere insieme in questo grande puzzle in vista del centenario di Latina. E’ l’inizio per avviare tutta una serie di progetti, immagino.”

Marco Ghirotto, Presidente provinciale FairPlay School

“Io sono un allenatore di calcio professionista, ho allenato tutte le categorie di calcio. Mi manca la terza categoria, la serie A, quindi ho fatto cose importanti. 5 anni fa un problema familiare molto serio. A mio figlio, che oggi ha 14 anni, viene riscontrato un tumore al cervello. (2:09) Questo mi catapulta in un film del terrore. Dopo un intervento difficilissimo i medici mi fanno sapere che non avrebbe dovuto fare chemioterapia e che sarebbe tornato a fare il basket in20 giorni.
In quel momento mi sono sentito miracolato.
Dopo 5 anni posso dire che faccio tutto questo per effetto della gratitudine.
Ciò mi ha portato a creare una scuola di calcio gratuita rivolta a ragazzi normodotati e con diverse abilità come Massimo Colaiuta, che è un maratoneta.”

Sono numerosi i casi di ragazzi che hanno trovato nella FairPlay un luogo per potersi esprimere liberamente. E’ il caso ad esempio di Simone Iudicone, calciatore, che ha affermato”con la FairPlay School ho trovato una famiglia. In passato venivo bullizzato, qui sono rinato”.

L’Ona non è quindi attiva solo nelle battaglie contro l’amianto e le vittime del dovere ma oggi si sta allargando, prendendo anche consulenti e professionisti che sono in grado di fare e aiutare le persone anche sotto vari aspetti. Considerazione condivisa anche dalla criminologa Melissa Trombetta.

 

 





 

Reggio Calabria, nasce lo sportello ONA amianto

inaugurazione, reggio calabria ona
inaugurazione, reggio calabria ona

E’ attivo in via Micene 1 di Reggio Calabria il primo sportello amianto di Reggio Calabria.
Una iniziativa che offrirà supporto ai cittadini e sostegno alle vittime ad ai famigliari.
L’inaugurazione è avvenuta venerdì 11 marzo 2025, alla presenza delle istituzioni civili e religiose.
Tra le autorità presenti Anna Maria Stanganelli, Garante della Salute della Regione Calabria e l’ing. Giuseppe Infusini, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto di Cosenza.
Padre Salvatore Cimino, Superiore Generale della Congregazione degli Ardorini ha benedetto l’evento.

Una soluzione pratica e significativa ad una criticità internazionale

La lotta contro l’amianto, materiale che ha causato innumerevoli danni alla salute e all’ambiente, è una priorità sanitaria. La sua pericolosità è stata riconosciuta a livello mondiale.
L’apertura dello sportello a Reggio Calabria è un’importante risposta per tutelare la salute dei cittadini e promuovere la sicurezza ambientale.
Nasce con l’intento di fornire informazioni, supporto e consulenza alle persone che potrebbero trovarsi a dover affrontare la problematica legata all’amianto. Questo materiale, ampiamente utilizzato in passato è stato poi identificato come altamente cancerogeno, in grado di causare malattie come l’asbestosi, il mesotelioma pleurico e altri tumori polmonari. Danni alla salute che si possono manifestare anche molti anni dopo l’esposizione. La presenza di amianto in edifici residenziali, scuole, ospedali, impianti industriali e infrastrutture pubbliche è ancora un problema diffuso in molte zone d’Italia, e Reggio Calabria non fa eccezione.
La gestione del rischio deve essere affrontata con estrema serietà, a partire dalla rilevazione dalla sua presenza della sostanza pericolosa, fino alla rimozione o incapsulamento del materiale per evitare la dispersione delle fibre. La bonifica è un intervento necessario che deve essere realizzato seguendo rigide linee guida, e in questo lo sportello amianto di Reggio Calabria si pone come un valido supporto per orientare la cittadinanza.

Massimo Alampi in prima linea

“La nascita dello Sportello è stata fortemente voluta e coadiuvata dal Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’avv. Ezio Bonanni, punto di riferimento nella lotta contro l’amianto in Italia. Nell’incontro con Ezio, a colpirmi profondamente è stato finalmente l’utilizzo del ‘noi,’ del plurale quindi, in una lotta riguarda la salute delle persone. In questo modo non mi sono più sentito solo” ha affermato Massimo Alampi, presidente Osservatorio Nazionale Amianto di RC e delegato Ona Onlus per la Regione Calabria.
Alampi dimostra un nobile atteggiamento e comportamento etico affermando: “Vogliamo che nessuno si senta abbandonato di fronte ai rischi dell’amianto. Qui, chiunque abbia bisogno di aiuto troverà ascolto e supporto”.

Le dichiarazioni di Ezio Bonanni

Intendo ringraziare Massimo Alampi per il  suo infaticabile impegno a sostegno della salute, dell’ambiente e della dignità della persona umana. Massimiliano è stato colpito da un grave lutto per esposizione all’amianto del padre, venuto a mancare per mesotelioma.

In questo momento di criticità anche internazionale l’azione dell’Ona è molto importante. L’iniziariva di Massimiliano Alampi ha permesso di ottenere un punto di riferimento importante per la Calabria sul tema dell’amianto e ai problemi alla salute che può causare.
Saranno possibili azioni di segnalazione per la bonifica. Oltre al sostegno e supporto per chi ha avuto esposizioni ambientali, lavorative e per chi ha ricevuto una diagnosi di malattia amianto correlata.
Come ONA continueremo a creare degli sportelli in tutta Italia che si uniscono al nostro numero verde e allo sportello online. Questi ultimi per le consulenze tecniche, mediche e giuridiche. Per la tutela primaria, seconda e terziaria. Tutte molto importanti in un ambito di circolarità delle tutele. Dal dato epidemiologico e dalle sentenze giudiziarie si cristallizzano elementi e dati sul rischio. E se il rischio deve esserci la bonifica.
Importante anche la diagnosi precoce per le patologie mediche asbesto correlate ancora asintomatiche. Se prese in tempo possono essere curate o quantomeno arginate. Non tanto per il mesotelioma, quanto per il tumore del polmone ed altri tipologie di neoplasia. Se prese in tempo possono essere sconfitte e permettere alla persona di sopravvivere.
Gli sportelli di Reggio Calabria sono quindi fondamentali. Ringrazio anche i responsabili ONA di Cosenza, tra cui il coordinatore Infusini. Ringrazio l’oncologo Dott. Pasquale Montilla del comitato tecnico scientifico nazionale e di ONA Catanzaro.
Ringrazio anche Antonino Politanò di Reggio Calabria nel coordinamento degli esposti amianto delle Ferrovie dello Stato. Tutti insieme per vincere contro l’amianto e per la dignità della persona umana.”

Un supporto prezioso

Gli edifici, le scuole e le abitazioni private della città sono, infatti, frequentemente interessati dalla presenza di questo materiale. Ma è un problema che riguarda non solo L’esposizione all’amianto può verificarsi in modo invisibile, attraverso le fibre che si liberano nell’aria durante i lavori di ristrutturazione o in seguito al deterioramento naturale del materiale stesso.
Attraverso il supporto tecnico e burocratico, la sensibilizzazione e il monitoraggio continuo, lo sportello contribuirà a garantire che Reggio Calabria diventi un esempio di gestione responsabile e sicura del rischio amianto, migliorando la qualità della vita per tutti.

Contatta il numero verde gratuito 800 034 294 per ricevere assistenza medica, legale e per avere tutte le informazioni.

 

Eternit, Cassazione annulla condanna per omicidio colposo

eternit cassazione annulla condanna
eternit cassazione annulla condanna

La Corte di Cassazione ha annullato per la seconda volta la condanna per omicidio colposo a Stephan Schmidheiny in uno dei procedimenti legati a Eternit Italia. Una decisione che giunge dopo la sentenza del 2014. In quest’utilma si era già dichiarata la prescrizione dei reati e bloccato i risarcimenti.

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente di Osservatorio Nazionale Amianto, che rappresenta i familiari delle vittime, ha sottolineato che questa sentenza potrebbe avere gravi conseguenze su altri processi.

La vicenda Eternit

Nel 2018, in primo grado, Stephan Ernst Schmidheiny era stato condannato a 4 anni di prigione per omicidio colposo.
Tra le vittime, Giulio Testore dipendente dello stabilimento Saca Eternit di Cavagnolo (Torino). L’uomo morì nel 2008 per asbestosi.
Oltre al caso di Testore, in esame anche il decesso di Rita Rondano. La donna morì nel 2012 a causa di un mesotelioma pleurico, pochi mesi dopo la diagnosi. Rondano ebbe una doppia esposizione all’amianto. Una residenziale, vivendo a meno di 1 km dallo stabilimento di Cavagnolo. Oltre a una professionale, poiché lavorava in agricoltura su terreni contaminati dall’amianto, nelle vicinanze dell’impianto. La difesa dell’imprenditore svizzero aveva impugnato la sentenza. In appello quindi la condanna era stata parzialmente modificata. Schmidheiny è stato ritenuto responsabile solo per la morte di Testore, con una pena ridotta a 1 anno e 8 mesi di reclusione e la concessione della sospensione condizionale.
Tanti operai sono morti per mesotelioma, malattia riconosciuta ufficialmente come provocata dall’amianto.
Le vittime non solo i lavoratori esposti professionalmente, ma anche i loro familiari, le persone che risiedono vicino a zone contaminate e persino i bambini che giocano intorno alle fabbriche dismesse.

Le dichiarazioni di Ezio Bonanni

“Questo verdetto potrà avere ricadute importanti sui processi Eternit scaturiti dall’inchiesta avviata dalla procura di Torino. Il rischio è che il tutto venga falciato dalla scure della prescrizione. Non possiamo comprendere, né condividere, la decisione della Corte. Il nostro impegno proseguirà in tutte le competenti sedi, per la bonifica, la messa in sicurezza, la tutela medica e risarcitoria di tutte le vittime e dei loro congiunti”.

Ed ha aggiunto: “C’è un rischio prescrizione del reato che si verificherà il 7 giugno 2026 ove non si giunga entro quella data ad una sentenza definitiva. E’ evidente che ciò ci lascia l’amaro in bocca. Come Osservatorio Nazionale Amianto andiamo avanti e non ci arrendiamo.”

L’Osservatorio Nazionale Amianto è impegnato nella tutela delle vittime e dei loro familiari tramite il sito www.osservatorioamianto.it e il numero verde 800 034 294

 

 

 

 

Littizzetto, presentata querela dal Tenente Pasquale Trabucco

pasquale trabucco Littizzetto
pasquale trabucco Littizzetto

Il Tenente dell’esercito Pasquale Trabucco, Presidente del Comitato per il 4 Novembre, ha presentato denuncia al Tribunale di Milano nei confronti della comica Luciana Littizzetto. Una decisione avvenuta in seguito alla puntata del 9 marzo 2025 di “Che Tempo fa” di Fabio Fazio.

La lettera di Luciana Littizzetto a Ursula Von der Lyen

“Ursula, sei sicura di fare l’esercito Europeo? (…). Noi italiani non siamo capaci di fare la guerra, facciamo cagarissimo. Non siamo come Macron che ha già detto ‘tranquilli la bomba atomica la porto io’. Se sfogli i libri di storia sono più le volte che abbiamo perso di quelle che abbiamo vinto, Ursula. E Caporetto e, la Campagna di Grecia e la campagna di Russia senza contare la Seconda Guerra Mondiale dove sono morti più di 600.000 italiani. Ursula, ti faccio vedere uno dei nostri generali, eccolo qua”. Ha dichiarato la Littizzetto nel monologo dove leggeva una lettera a Ursula per poi mostrare un’immagine di Roberto Vannacci con una camicia aperta.

“Uno così a destra e contro i diritti civili che a confronto Putin è Pannella. Capisci che la sicurezza è un’altra cosa. Quindi Ursula se c’è da organizzare il torneo di calcetto in caserma, volentieri. Anche per il rancio abbiamo Cannavacciuolo, Cracco, Barbieri (…). Ma sull’Esercito, lasciaci perdere, eh. Qui in Italia non abbiamo più la leva obbligatoria.
I ragazzi figurati se sanno maneggiare un bazooka, al massimo sanno muovere il joysick della play e per loro i cannoni sono solo quelli da fumare. Ancora una cosa, Ursula: l’Europa è nata dopo la Seconda Guerra Mondiale per dire mai più a quell’ecatombe, è nata per la pace, non per la guerra. Nella nostra Costituzione c’è scritto che l’Italia ripudia la Guerra.


Non all’Italia la Guerra non sconfinfera o l’Italia preferirebbe di no. No, no: noi la ripudiamo, nel senso che ci fa schifo, ci fa orrore, che non la vogliamo.
E’ scritto nell’articolo 11 quindi anche all’inizio, non nel post scriptum. C’è che l’Italia sostiene le organizzazioni internazionali che promuovono la pace. Io credevo che l’Europa fosse una di queste. Ci aspettano tempi difficili, Von, so che non c’è alternativa. C’è poco da fare. So che non è il momento di essere ingenui, ma non è nemmeno il tempo di buttare tutto quello che la Seconda Guerra Mondiale ci ha insegnato”.

Le motivazioni di Pasquale Trabucco

“Ho preso questa decisione perché penso che certe cose non vadano toccate. Intendo la dignità dei nostri uomini in divisa. Come Comitato per il ripristino della Festività del 4 Novembre l’ho ritenuto un atto simbolico necessario per i nostri caduti in battaglia. Ad esempio Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo ufficiale italiano, comandante del Fronte Militare Clandestino, martire alle Fosse Ardeatine e Medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

Mi riferisco non solo ai nostri soldati, ma anche ad esempio ai Partigiani della Resistenza. Ovviamente sono disposto a ritirare la querela in caso di pubbliche scuse.”

La posizione di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto

“L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto sostiene in modo forte l’azione delle nostre forze armate che costituiscono il presidio di libertà e di giustizia.
Va reso merito a chi ha saputo onorare la bandiera e la patria senza indietreggiare, di chi ha resistito ad esempio in Russia anche in inferiorità numerica in attrezzature e armamento. E si sono ritirati per le scellerate scelte dei tedeschi che preferirono concentrare tutte le loro truppe all’interno di Stalingrado offrendo il fianco ai fronti scoperti tra cui quello rumeno.
I nostri uomini, tra cui gli alpini. furono quindi travolti. La prima Guerra Mondiale ha permesso di ripristinare l’integrità nazionale con l’italianità di Trento e Trieste. Faccio riferimento anche alla Seconda Guerra Mondiale, alla Decima Mas prima dell’armistizio, o quando in Sicilia l’esercito ha resistito 20 a uno rispetto alle forze angloamericane che erano sostenute anche da elementi della mafia. Oppure all’eccidio di Nikolajevska in Russia del Corpo d’Armata Alpino che nessuno quasi mai ricorda, dove perdemmo un intero corpo d’armata di alpini. La storia delle nostre forze armate è una storia gloriosa.” Ha affermato l’Avvocato Ezio Bonanni durante il primo Convegno a Pomezia sulle Vittime del Dovere.

Ed ha aggiunto: “Non concordo sulle parole della Littizzetto. Mi rattrista che le istituzioni non abbiano ristabilito questi principi e confidiamo che per ora e per il futuro ci sia maggiore rispetto per i nostri uomini in divisa.”

 

Primo Convegno Nazionale Vittime del Dovere (videointerviste)

trabucco bonanni vittime del dovere
trabucco bonanni vittime del dovere

A Pomezia, presso l’Aula Magna Selva dei Pini, è stato organizzato il primo Convegno a livello nazionale dedicato alle Vittime del Dovere.
Un’iniziativa che ha raccolto autorità, esperti e familiari delle vittime. Per ricordare e onorare il sacrificio di coloro che hanno perso la vita o sono stati gravemente danneggiati mentre svolgevano il loro dovere. A cura di Francesco Grimaldi e Nicola Zara e moderato da Paola Vegliantei dell’Accademia della legalità, il Convegno ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Sindaco di Pomezia Veronica Felici e dell’Avvocato Ezio Bonanni.

“L’Accademia della Legalità e l’Osservatorio delle Vittime del Dovere hanno organizzato questo evento insieme col comune di Pomezia che ringraziamo. Queste due associazioni si occupano di vittime del dovere in tutti i campi, non solo quelle della Pubblica Sicurezza” ha affermato Francesco Grimaldi.“Qualsiasi persona che muore portando avanti il proprio rientra nelle categorie che questa sera cerchiamo di ricordare. Di questi temi se ne parla troppo poco o male. L’iniziativa è molto sentita, infatti io sono un militare sottoufficiale dell’esercito.” ha detto Nicola Zara.

Il ruolo della criminologia

L’approccio multidisciplinare tra criminologia, medicina legale e giurisprudenza è fondamentale per garantire una comprensione completa e accurata dei crimini e delle dinamiche che li accompagnano.

Ogni disciplina offre una prospettiva unica che arricchisce l’analisi e il trattamento delle problematiche legate alla giustizia. La criminologia, con il suo studio dei comportamenti devianti e delle cause del crimine, aiuta a comprendere la natura e la motivazione degli atti criminali. La medicina legale fornisce competenze scientifiche essenziali per l’analisi delle prove fisiche, cruciali in sede di accertamento della verità. La giurisprudenza, infine, consente di tradurre le evidenze e le analisi in un quadro normativo, tutelando i diritti delle persone coinvolte.

Solo un’integrazione di queste conoscenze può portare a un sistema giudiziario più equo ed efficace, in grado di affrontare con competenza e sensibilità le sfide poste dalla criminalità.

L’importanza dell’approccio multidisciplinare è sostenuto anche dalla dottoressa Melissa Trombetta, criminologa esperta in crimini ambientali che lavora all’interno dello studio Ezio Bonanni collaborando con l’Osservatorio Nazionale Amianto da quasi 4 anni.

“Mi occupo di crimini ambientali che ledono l’ambiente e la salute umana. Il connubio tra la criminologia e la giurisprudenza è un legame indissolubile perché riesce a trattare tutte le vittime del dovere in modo molto specifico. Quindi riesce ad indagare in maniera dettagliata attraverso l’indagine criminologica, analizzando le cause, il perché e come prevenire altre esposizioni. In questo modo si cerca di prevenire la possibilità di avere altre vittime del dovere. Lo studio è a livello documentale, la prima parte è d’indagine. Si va a capire quali sono le cause che hanno scatenato un evento. Effettuiamo uno studio a 360°  tramite una metodologia combinata con giurisprudenza, medicina legale e criminologia. Questo per avere una panoramica globale si riesce e predittiva di quello che verrà poi svolto all’interno di un tribunale per cercare di garantire la vittoria e il riconoscimento delle vittime del dovere.” ha dichiarato Trombetta prima del Convegno.

Tra il pubblico il Presidente dell’Università di Santa Rita di Roma

Notevole supporto anche dal pubblico che è accorso numeroso ad assistere all’evento.
Tra gli uditori di eccezione il Principe Marco Andrea Doria, Presidente dell’Università di Santa Rita di Roma ed ex Presidente di Parchi e Villa Storiche del Comune di Roma, nonché ex Assessore all’ambiente rifiuti del sesto Municipio delle Torri della Capitale.

Mi sono occupato del settore rifiuti e discariche. Questo convegno mi tocca molto in quanto (l’amianto, ndr) è un problema abbastanza importante e gravoso su tutto quanto il territorio nazionale. Determinati punti di Roma sono delle discariche a cielo aperto a tutti gli effetti, dove ci si trova di tutto. Ho combattuto questo problema, questo fenomeno per parecchi anni, tant’è che da 5 anni vivo sotto scorta e sono accompagnato dalla Polizia di Stato, che è qui accanto a me. Questo perché ne ho scoperte e denunciate tante. Oggi sono qui a dare il mio piccolo contributo e vicinanza.” ha confidato Doria alle camere di Ona News.

Ezio Bonanni, il rispetto della salute per i nostri uomini in divisa

“In questo importante evento faremo presenti quali sono gli elementi fondamentali di tutela delle vittime del dovere e in particolare rispetto della salute per i nostri uomini in divisa che meritano maggiore rispetto viste le condizioni di rischio a cui sono esposti per il loro lavoro. Inoltre dovrebbero avere maggiore tutela in caso di malattia. Questo è l’impegno di ONA e dell’Osservatorio Vittime del Dovere.” ha comunicato l’Avvocato Ezio Bonanni, Presidente di ONA, prima del convegno per poi effettuare un importante intervento ricco di excursus storici.

Vegliantei ringrazia il sindaco di Pomezia ed al Colonnello Calcagni

“Grazie al sindaco di Pomezia Veronica Felici, si è avviato un percorso meraviglioso che non riguarda solo le forze armate ma tutte le associazioni presenti nel territorio che hanno contribuito oggi partecipando all’iniziativa. Non sarà il primo convegno, infatti il Sindaco ha già ripetuto forte e a gran voce che ne farà altri. Naturalmente sarà sempre a sostegno delle forze armate ma soprattutto di tutte le persone che offrono cultura della verità e dell’informazione.” ha affermato Paola Vegliantei, Presidente dell’Accademia della legalità.

Presente all’evento il Colonnello Carlo Calcagni, ex ufficiale dell’Esercito Italiano ed atleta paralimpico. Nel 1996, durante una missione in Bosnia, è stato esposto all’uranio impoverito, subendo gravi conseguenze per la salute. Nonostante le patologie debilitanti, ha continuato la sua carriera sportiva, conquistando numerosi titoli nel ciclismo paralimpico. La sua storia è testimone di coraggio e resilienza.


La stessa Vegliantei ha espresso le seguenti parole lodevoli per il Colonnello: “La presenza del Colonnello Calcagni è stata non solo preziosa ma vitale perché lui è pieno di vita e risorse, è un esempio per tutti noi. Dalle sue sofferenze lui raccoglie la forza e la dona a noi con le sue parole, con le sue esternazioni. Carlo è veramente strepitoso, lo conosco da una vita, io penso sia un supereroe. E’ veramente un esempio di uomo che crede nella patria, che ha giurato per la nostra bandiera e che ancora continua nelle scuole a trasmettere questa voglia di vita. E’ la cosa più bella del mondo, la cultura per la vita, la cultura per i figli.”