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Dissesto idrogeologico: Roma a pezzi

Dissesto idrogeologico Roma
Dissesto idrogeologico Roma

È dai primi mesi del 2018 che Roma (messa al tappeto anche dalla problematica amianto, leggi qui), presenta una situazione al limite della catastrofe. Riconosciuta in tutto il mondo come “Città eterna” sta letteralmente sprofondando su se stessa a causa di un dissesto idrogeologico che provoca il crollo delle strade percorse tutti i giorni da cittadini e migliaia di turisti.

Queste, infatti, si spaccano e scompaiono in profondissime buche, che recano disagio non solo alla circolazione dei veicoli e alla camminata della gente ma fanno lievitare i costi stimati per la risoluzione dei danni.

Lo scorso 22 marzo abbiamo assistito, forse, al peggiore episodio che riguarda le vie della capitale: era una normale giornata e tutto sembrava svolgere il proprio corso nel quartiere Appio latino, quando la strada improvvisamente è stata inghiottita da una voragine di 6 metri.

L’episodio ha destato paura tra i passanti, soprattutto per le due auto che hanno schivato la voragine per pochissimi centimetri.

Ma dinnanzi a questa paradossale situazione, quali sono le ipotetiche soluzioni e soprattutto a chi viene attribuita la colpa dell’insorgenza di questa problematica?

Non appena si cerca di centrare l’origine del problema, l’Italia sembra quasi dividersi in due; alla luce anche delle recenti elezioni, in molti attribuiscono le colpe alla giovane Amministrazione cittadina, accusata di non essere all’altezza di governare una città imponente come Roma. Mentre la comunità composta dagli italiani più razionali, sostiene che anche il fatto che Roma sia stata costruita sulle rive del fiume Tevere influisca enormemente sullo stato del territorio.

Un altro elemento non trascurabile è il quasi assente sistema di monitoraggio del suolo, che ostacola notevolmente la possibilità di prevenire episodi come quello citato.

La proposta di SIGEA e Italia Nostra

Tra le proposte avanzate per porre rimedio alla problematica, puntiamo l’attenzione a quella forse più interessante.

Su proposta di SIGEA (Società Italiana di Geologia Ambientale) e Italia Nostra (sezione Roma), è stata avviata una iniziativa intenta a prendersi cura proprio delle attività associate al problema frane, voragini, alluvioni etc.. Ma, dapprima acclamato con propensione, il progetto è stato poi rilegato nel dimenticatoio.

Ai romani, quindi, non resta che sperare che presto si arrivi a trovare una soluzione, visto che negli ultimi otto anni la situazione sembra essere degenerata.

Secondo i dati stimati, dal 1998 al 2008 ogni anno, si è registrata la media di 16 crolli dell’asfalto, frane che seminavano per tutta la città enormi e pericolose voragini.

Nel corso del tempo la metropoli sembra essere stata messa a dura prova, la media annuale, registrata corrisponderebbe, infatti, a 90 voragini, che hanno raggiunto, però, nel solo 2013 il numero spaventoso di 104 spaccature.

DISSESTO IDROGEOLOGICO: 10 ANNI PER SICUREZZA E PREVENZIONE

La situazione che riguarda il sottosuolo romano presagisce un disastro ambientale da qui a dieci anni. Nonostante l’allarme sia esteso su tutta la città, alcune zone presentano maggiori rischi di alluvioni e frane.

Secondo l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, le zone maggiormente interessate dal pericolo di frane e alluvioni sono i quartieri Tuscolano, Prenestino e Tiburtino, insieme al centro storico e le aree dell’Aventino del Palatino e dell’Esquilino. L’ISPRA ha individuato la possibile origine del problema nella presenza di numerosi cunicoli sotterranei; sono stati censiti, infatti, 32 Km di gallerie sotterranee.

L’istituto per la protezione dell’ambiente ha, infine, calcolato il costo complessivo per effettuare tutte le operazioni di bonifica e mappatura, necessarie per contrastare il dissesto idrogeologico. Occorrono, infatti, 8milioni di euro per la progettazione e la bonifica delle zone più a rischio, cui vanno aggiunti 3milioni di euro per completare il censimento e la mappatura delle aree con presenza di cavità sotterrane.

Il problema del dissesto idrogeologico a Roma

Il disagio nel quale si trova la città di Roma, permette così di strumentalizzare la problematica a favore degli avversari politici che puntano il dito contro l’attuale sindaca, accusando la stessa di inerzia nei confronti della cittadinanza.

È pur vero che provando a chiedere informazioni più dettagliate sulla situazione, chi di competenza ha preferito tacere piuttosto che rispondere alle nostre domande.

Dallo sviluppo degli ultimi eventi e dal comportamento dell’Amministrazione comunale, che si chiude a fortino, nascondendosi tra banali affermazioni, qualche dubbio sulla responsabilità e sull’impegno degli enti competenti per la risoluzione della problematica romana, iniziamo a farcelo anche noi.

Ma è nostra premura naturalmente sperare che il problema del dissesto idrogeologico che affligge Roma, sia risolto quanto prima possibile, sia per l’incolumità della comunità sia perché fa male a ognuno di noi pensare che una delle città più importanti al mondo, che ha scritto pagine di storia, sia distrutta in questo modo.

Amianto: Latina chiama, Venezia risponde

Veneto
Venezia

I vertici della Regione Veneto incontrano l’ONA

L’ONA chiama, il Veneto risponde. Al centro della discussione il prepensionamento per i lavoratori ancora esposti allamianto, e l’eventualità di riformulare la Legge Fornero.

Hanno preso parte all’incontro l’assessore alla salute della Regione Veneto l’On.le Luca Coletto, la Dott.ssa Francesca Russo direttrice della prevenzione sicurezza alimentare veterinaria, mentre in rappresentanza dell’Osservatorio Nazionale Amianto sono giunti il Dott. Michele Rucco in veste di segretario generale dell’associazione, e il Sig. Alessandro Gabotti, segretario provinciale Venezia CUB Trasporti.

All’interno dell’incontro è stata sottolineata più volte l’apprensione e la determinazione, con i quali l’assessore sta affrontando l’impegno contro l’amianto, come afferma lo stesso avv. Bonanni, presidente ONA:

«Intendo ringraziare l’assessore On.le Luca Coletto per la sua sensibilità, la sua vicinanza e soprattutto per la sua umanità, dote rara nei politici. L’assessore sta mantenendo gli impegni, segno che le sue affermazioni nel corso dell’assemblea pubblica del 17 febbraio u.s. non erano soltanto a fini elettorali e spero che si possano conseguire ulteriori significativi risultati in Veneto e in tutto il resto d’Italia, a partire dall’abolizione della Legge Fornero quantomeno per le vittime dell’amianto e una maggiore tutela dei diritti dei lavoratori. Siamo quindi fiduciosi nella possibilità che il nuovo che avanza in politica possa contribuire ad affrontare e sconfiggere la problematica amianto».

Strage di amianto: Sportello amianto Veneto

La risposta della popolazione locale è stata chiara già dopo lo scorso incontro avvenuto a febbraio, dopo l’istituzione dello Sportello amianto Veneto, sono infatti numerose le persone che mostrano maggiore interesse alla problematica ed è anche notevolmente aumentato il numero di volontari che intendono impegnarsi alla causa.

L’amianto è un elemento pericoloso in quanto agisce come un “killer silenzioso”, è così definito dal Sig. Antonio Dal Cin, collaboratore ONA impegnato in prima linea accanto ai volontari, essendo lui stesso la prima vittima di amianto.

Le informazioni a riguardo però sembrano spargersi a macchia d’olio in tutto il paese, riuscendo così ad aprire gli occhi di molti che fino ad adesso risultavano dormienti dinnanzi tale strage.

«L’incontro dell’ONA nazionale avvenuto in data 26.03.2018 presso Palazzo Balbi, sede della Regione Veneto, con l’Assessore On.le Coletto, ci lascia speranzosi di affrontare e risolvere il problema amianto e anche per il prepensionamento dei lavoratori veneti, con le maggiorazioni amianto e con il riconoscimento fino al 02.10.2003 e l’abolizione della Legge Fornero»

dichiara Alessandro Gabotti, segretario provinciale del CUB trasporti e dirigente dell’ONA Regione Veneto.

Il Veneto infatti con i suoi 2000 casi di mesotelioma (censiti dal RENAM), dimostra che l’amianto non devasta solo il suditalia.

Lo Sportello Nazionale Amianto dell’ONA Onlus assiste tutti i lavoratori e cittadini che ne fanno richiesta.

Marco Amerighi: le nostre ore contate in uscita il 27 marzo

Marco Amerighi
Marco Amerighi

Le nostre ore contate: in uscita il 27 marzo

Il giovane scrittore è nato e cresciuto nei pressi della centrale geotermica di Larderello (Pisa), zona che risulta tra le aree italiane maggiormente colpite dalla problematica amianto.

Marco ha deciso infatti di riportare nero su bianco la storia della sua gente, che tutt’oggi muore a causa della grave incidenza di patologie asbesto correlate, contratte dalla popolazione locale.

le nostre ore contate

Il libro dalla copertina pervasa di colori accesi protagonisti del tipico paesaggio toscano, è il mezzo attraverso il quale lo scrittore cerca di dare voce alla sua terra per far conoscere a tutti la gravità della situazione.

L’opera riporta alla luce la storia di diversi lavoratori impiegati nella centrale geotermica, che pur svolgendo semplicemente il proprio lavoro, hanno contratto l’asbestosi.

L’asebestosi è una patologia che complica lentamente la vita di chi la contrae, tra gravissimi problemi respiratori ed eventuali danni psicologici che vanno a sommarsi al carico.

L’Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente nazionale, l‘avv. Ezio Bonanni, vi invitano a leggere “le nostre ore contate” e ad immergervi completamente nella storia dei protagonisti, che rispecchia ormai una ben determinata classe operaia italiana, che cerca giustizia attraverso solleciti agli enti locali e alle principali istituzioni, ma soprattutto che teme per il futuro dei propri famigliari, esposti anche loro ad un’alta percentuale di rischio amianto.

È soprattutto un invito a conoscere la vera sofferenza che si cela dietro queste storie che non si limitano a rimanere racconti romanzati su carta bianca ma purtroppo sono ispirati a fatti e vicende reali.

Come incontrare l’autore: Marco Amerighi

Marco Amerighi presenterà domani il suo lavoro, in una delle librerie più in vista della città di Milano, per qualsiasi informazione basta rivolgersi a lui attraverso i principali canali di comunicazione come facebook, o vi basterà semplicemente dare un’occhiata all’evento ufficiale della presentazione del libro.

Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Chirurgo condannato per protesi difettose

Protesi difettose
Protesi difettose

Il Tribunale di Bologna condanna il Prof. S.A. alla pena di un anno e sei mesi, per abuso di ufficio e per aver impiantato protesi difettose. Prescritto il reato di truffa, rispetto al quale vi era stata la costituzione di parte civile dei Sigg.ri Venditti e Pannozzo, assistiti dall’Avv. Ezio Bonanni.

E’ questo l’epilogo di una delle pagine più oscure, della sanità italiana, il Prof. S. A. (che abbiamo incontrato già in un’altra occasione), noto neurochirurgo è stato condannato ad un anno e sei mesi, dal Tribunale di Bologna, Sezione Penale, per aver impiantato “fissatori interspinosi” (protesi per la colonna vertebrale) rivelatisi protesi difettose.

Le protesi in questioni sarebbero state prodotte dalla società Nitillium Research, di cui i figli ed altri famigliari dello stesso S.A. erano soci, senza tralasciare un particolare molto importante, ovvero che la stessa moglie dell’imputato risultava l’amministratore unico della società.

Un conflitto di interessi sfociato in una tragedia quindi, che vede protagonista anche la ASL di Latina che costituitasi parte civile ha ottenuto il risarcimento dei danni.

I pazienti, divenuti vittime per un triste gioco del destino, hanno agito anche con cause civili per chiedere la condanna del Prof. S. A. al risarcimento di tutti i danni.

«Finalmente un primo provvedimento che rende giustizia alle vittime, ora siamo in attesa delle decisioni dei giudici civili nelle numerose cause di risarcimento dei danni promosse anche a carico della struttura sanitaria Villa Erbosa»

dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste le vittime di malasanità

L’Osservatorio Nazionale Amianto, assiste da sempre le vittime di casi di malasanità, l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA, ha istituito all’interno del suo sito istituzionale una sezione specifica denominata osservatorio colpa medica, consultabile in qualsiasi momento.

Per ulteriori informazioni potrete consultare anche la sezione: Risarcimento Errore Medico.

Oppure chiamare gratuitamente al servizio di assistenza telefonica ONA, raggiungibile al numero verde: 800 034 294.

L’ONA e i vertici della Regione Veneto

Regione Veneto
Regione Veneto

Il 26 marzo a Palazzo Balbi l’ONA e la Regione Veneto

Oggetto dell’incontro sono alcune richieste avanzate dall’ONA come l’abolizione della L.Fornero e il pensionamento immediato per i lavoratori esposti ad amianto.

Alla luce dello scorso incontro avvenuto il giorno 17 febbraio scorso, la Regione Veneto aveva preso l’impegno di mobilitarsi per il raggiungimento di significativi obiettivi, nei confronti dei lavoratori esposti ad amianto che con le loro stesse testimonianze, hanno dimostrato la gravità della questione amianto presente in Veneto.

L’Inps si muove con difficoltà per andare in contro ai lavoratori esposti tutt’oggi alle fibre di amianto, lavoratori che pur avendo il diritto di accedere al prepensionamento saranno costretti a lavorare fino all’età di 67 anni circa.

Nuovi dati sono stati registrati dall’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha aperto uno sportello on line per l’assistenza delle vittime, le quali possono chiedere assistenza medica e legale, gratuite, chiamando il numero verde 800 034 294.

Le dichiarazioni dell’avvocato Bonanni

Il Presidente nazionale ONA, l’Avv. Ezio Bonanni, si è rivolto a tutta la classe politica italiana per chiedere l’abolizione della Legge Fornero che “incastra in un limbo di rabbia e preoccupazione”, tutti i lavoratori esposti ad amianto.

Lunedì 26 marzo, è fissato quindi un ulteriore incontro, nel quale i rappresentanti nazionali e territoriali dell’ONA, giungeranno presso l’assessorato alla salute della Regione Veneto, alla presenza dell’Assessore On.le Luca Coletto, nel corso del quale verranno esaminate le richieste dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che coinvolgono la Regione, perché si faccia portatrice delle esigenze dei lavoratori veneti, anche di fronte al Governo nazionali, e rappresenti l’intera comunità veneta martoriata dalle morti di amianto.

«Prevenzione rischi amianto, prepensionamento e rivalutazione delle prestazioni pensionistiche, per i lavoratori del porto di Venezia, e di tutti gli stabilimenti del Veneto, in cui è stato utilizzato amianto e abolizione della L. Fornero per quanto riguarda le vittime dell’amianto. Abbiamo riposto enorme fiducia nel Presidente della Regione Veneto, On.le Zaia, e nell’Assessore alla sanità, On.le Luca Coletto, che è intervenuto nell’assemblea ONA di Venezia lo scorso 17.02.2018, e anche nell’On.le Alex Bazzaro e nell’On.le Sergio Vallotto, anche loro presenti all’assemblea ONA. Confidiamo che le problematiche dei lavoratori veneti, esposti ad amianto, possano trovare adeguata rappresentazione nei tavoli della politica romana, che fino ad ora hanno penalizzato i lavoratori della Regione Veneto»,

dichiara l’Avv. Ezio Bonanni.

Non si tratta di allarmismo ma semplice prevenzione, viste le allarmanti cifre che delineano il profilo di una vera e propria strage di amianto anche nella regione Veneto.

Casi di mesotelioma segnalati all’ONA

• Montedison, Marghera: 76 casi di mesotelioma associati alla produzione del passato;

• Officine Meccaniche Stanga, Padova: 62 casi;

• Fincantieri, Marghera: 60 casi;

• Ferrovie dello Stato: 44 casi tra Vicenza e Verona;

• Sartori Guido (realizzazione di impianti industriali), Marghera: 26 casi;

• Alumix Alluminio, Marghera: 25 casi;

• Compagnia Portuale di Venezia: 34 casi di mesotelioma.