Il TAR dell’Emilia Romagna rimanda gli atti alle Sezioni Unite
Il caso della docente bolognese morta per mesotelioma continua a sollevare critiche sul Ministero dell’Istruzione e sul Tar dell’Emilia Romagna. Si è svolta il 21.03.2018 l’udienza presso il Trib. Amministrativo Regionale dell’Emilia Romagna che vedeva sotto accusa il Ministero della Pubblica istruzione a causa del decesso della docente O.M.D, dopo aver contratto un mesotelioma. La docente è deceduta purtroppo lo scorso 21/02/2017, ha prestato servizio in una scuola di Bologna nella quale era nota la presenza di amianto e l’INAIL ha riconosciuto come di origine professionale.
Con l’udienza del 22.03.2018 il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Emilia Romagna solleva il conflitto di giurisdizione e rimette gli atti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. In precedenza il Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, aveva decretato di rinviare gli atti al TAR ritenendone la giurisdizionale esclusiva. Ora che il processo pendeva presso il TAR, quest’ultimo sostiene di non avere giurisdizione.
«Stando così le cose, il nodo gordiano sarà sciolto dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite» dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale della famiglia, unitamente all’Avv. Massimiliano Fabiani.
Ora la palla passa alla Corte di Cassazione a Sezioni Unite.
L’Osservatorio Nazionale Amianto prosegue il suo impegno a tutela dei professori e del personale non docente esposto ad amianto nelle scuole di ogni ordine e grado che, in più di 2.400 casi in Italia, hanno presenza di materiali di amianto, un killer silenzioso per una strage silenziosa
L’ONA in attesa dell’udienza del 21.06.2018 per il rinvio in giudizio dei dirigenti Enel per il risarcimento danni ai familiari di una vittima deceduta per mesotelioma.
Enel Termini Imerese: gli sviluppi della vicenda giudiziaria
Ancora sviluppi nella vicenda giudiziaria che vede coinvolta l’Enel S.p.a., con sede a Termini Imerese, dopo la sentenza del 22 marzo scorso, per cui i familiari dell’ex operaio della fabbrica siciliana, il S.F., sono stati ammessi come parte civile e autorizzati alla citazione dell’Enel come responsabile civile per il risarcimento dei danni subiti sia dal lavoratore che dai familiari.
Un percorso ancora da terminare, dacché si attende il prossimo 21.06.2018 per una seconda udienza per il rinvio a giudizio dei dirigenti del sito termoelettrico di Termini Imerese, gli imputati Speziale Gaetano e Accurso Giuseppe.
Stando agli atti giudiziari e ai referti sanitari, e come dimostrato dall’Avv. Ezio Bonanni, sul punto coadiuvato Avv. Pietro Gambino, la vittima, il Sign. S.F., ha contratto mesotelioma in seguito all’esposizione professionale a poveri di fibre di amianto nel periodo lavorativo dal ottobre del 1970 a dicembre del 1983 presso la centrale termoelettrica di Termini Imerese, a causa della violazione delle regole cautelari e della mancata fornitura di strumenti di prevenzione tecnica e protezione individuale.
Le dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni
In sede giudiziaria è emerso che l’operaio, durante lo svolgimento delle ordinarie mansioni lavorative, era stato esposto a polveri e fibre di amianto in assenza di strumenti di prevenzione tecnica e protezione individuale. Per tali ragioni, dunque, sussistono i presupposti per chiedere il risarcimento del danno e per avere giustizia.
“L’INAIL aveva riconosciuto l’origine professionale della malattia, però rifiuta di risarcire tutti i danni. La vedova e gli orfani della vittima di amianto, costituiti parte civile agiscono per ottenere il risarcimento dei danni, secondo gli artt. 4, 19, 21, D.P.R. 19 marzo 1956, n. 303 e l’art. 2087 c.c.. E comunque agiremo anche in sede civile. Non lasceremo nulla di intentato”. dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, legale della famiglia della vittima e Presidente dell’ONA.
Insiste ancora Calogero Vicario, coordinatore Ona Sicilia: “Spero che al più presto si dia corso a dare applicazione della “Legge Gianni” n.10/2014”.
Docente muore per mesotelioma, il Ministero finisce sotto accusa
Si è svolta oggi l’udienza presso il Trib. Amministrativo Regionale dell’Emilia Romagna che vedeva sotto accusa il Ministero della Pubblica istruzione a causa del decesso della docente O.M.D, dopo aver contratto un mesotelioma.
Il mesotelioma è una patologia asbesto correlata, che si contrae solo dopo esser stato esposto a lungo tempo alle fibre di amianto, la Prof. deceduta purtroppo lo scorso 21/02/2017, ha prestato servizio in una scuola di Bologna nella quale era nota la presenza di amianto.
I due figli della docente, divenuti ormai orfani di madre a causa dell’amianto, sono assistiti dall’Avv. Ezio Bonanni e dall’Avv. Massimiliano Fabiani, i quali hanno proseguito il giudizio e depositato un voluminoso dossier che comprova il rischio amianto nelle scuole italiane, con richiesta di condanna del Ministero al risarcimento di tutti i danni.
Il TAR dell’Emilia Romagna ha deciso di mandare a sentenza la causa. Nei prossimi giorni si dovrebbe conoscere la decisione.
La necessità di bonifica nelle scuole
L’aspetto più triste e preoccupante di questa vicenda, è che questo non potrebbe essere l’unico caso, per questo l’ONA insiste nel chiedere che si disponga la bonifica delle 2.292 scuole in cui è stata riscontrata la presenza di materiale di amianto.
Sono 356.900 gli alunni e circa 50.000 i docenti e non docenti esposti ad amianto, con conseguenti rischi per la salute.
“Stimiamo in circa 400 i decessi per amianto tra personale docente e non docente. Il V Rapporto Mesoteliomi dell’INAIL, non fotografa l’esatta gravità della problematica amianto nelle scuole, sia perché riporta dati fermi al 2011, sia soprattutto perché sono circoscritti ai soli casi di mesotelioma e non tiene conto di tutte le altre patologie che l’amianto è in grado di causare (cancro al polmone, alla laringe, alla faringe, allo stomaco, al colon retto, alle ovaie e l’asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, avanguardia del cancro). Nel caso della Prof.ssa O.M.D. la cui udienza si è tenuta in data 21/03/2018 il nesso causale è stato accertato dall’INAIL che ha liquidato la rendita e quindi non capisco il motivo di perché il Ministero si rifiuta di risarcire gli altri danni. Insisteremo ancora affinchè ci siano le bonifiche”
dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, legale della famiglia della Prof.ssa O.M.D. e di altri docenti che corrono il rischio di imbattersi nella stessa sorte della collega.
Nonostante le paure, l’opinione pubblica sembra aver colto la gravità della situazione e come leggiamo in un altro nostro articolo, l’ “amianto nelle scuole” è una problematica diffusa e soprattutto discussa anche nel resto dell’Italia, sperando così di riuscire ad ottenere le bonifiche degli edifici ancora contaminati.
Continuano ad aumentare i casi di mesotelioma e ad aggravare la situazione è la triste constatazione che molti di questi casi si rinvengono all’interno di enti pubblici come le scuole.
Il personale docente e il personale ATA è sempre più esposto all’amianto e la situazione, nonostante le promesse della vecchia amministrazione politica non accenna a cambiare.
I dati sui casi di patologie asbesto correlate in alcuni rapporti, non risultano aggiornati e fotografano una situazione ferma all’anno 2011.
Ben 2.400 le scuole italiane presso le quali persiste un grave ritardo di bonifica da parte delle istituzioni.
Oltre 50 mila le persone esposte quotidianamente all’amianto. Una stima calcolata ben 7 anni fa e mai aggiornata.
Nessun tipo di risoluzione è stata messa in atto dal precedente governo che all’inizio del mandato aveva promesso un risanamento di tutti gli edifici scolastici.
Una situazione davvero impressionante e solo adesso, a seguito del decesso di una docente, la Prof.ssa O.M.D. qualcosa inizia a muoversi.
Lo scorso anno, quando tutto ha avuto inizio
La docente è deceduta lo scorso anno, il giorno 21 febbraio 2017 dopo una lunga e straziante agonia. L’INAIL ha erogato il risarcimento danni ma ovviamente la famiglia della donna si è rivolta alle uniche istituzioni vicine alla cittadinanza, in primis l’ONA.
È grazie alle continue segnalazioni e denunce da parte dell’ONA, attraverso il suo Presidente, l’Avv. Ezio Bonanni e i suoi membri, che da anni investe tutto l’impegno a fianco dei cittadini, che alcune scuole nel territorio del Lazio sono state sottoposte a bonifica. Ma l’allarme amianto è ben più esteso e radicato.
Intanto oggi, 21 marzo, di fronte al Tribunale Amministrativo Regionale dell’Emilia Romagna la famiglia della Prof.ssa verrà assistita dall’Avv. Ezio Bonanni e dall’Avv. Massimiliano Fabiani del Foro di Bologna che costituiranno la parte civile. Gli stessi chiederanno la condanna del Ministero della salute al risarcimento danni.
Durante la giornata di ieri, 20 marzo 2018 l’XI° Commissione Romana si è riunita in dibattito sulla problematica in atto.
Il segretario Generale dell’Osservatorio Nazionale Amianto, Michele Rucco, ha sottolineato la fondamentale importanza della realizzazione del DVR, un documento che valuti i rischi legati all’amianto.
La proposta è stata ribadita durante l’incontro affinché possa essere messa agli atti la mappatura degli edifici scolastici da sottoporre a bonifica. Alla riunione hanno preso parte i tecnici di tutti i Municipi del Comune di Roma nonché l’On. Le Francesco Figliomeni.
Pratiche risolutive e tempestive per le scuole
Il dibattito ha contribuito a sollecitare la Giunta Comunale capitolina e il sindaco Raggi nella messa in atto di pratiche risolutive tempestive, soprattutto a fronte dei dati allarmanti in continua escalation.
In definitiva la relazione sulla “Situazione amianto nelle scuole” ha sollevato la possibilità di istituire un protocollo interistituzionale tra il Centro Regionale Amianto e il Comune di Roma, valido al fine di bonificare quelle aree scolastiche ancora intrise di materiali asbestiforme.
Grazie alle numerose segnalazioni che ogni giorno pervengono allo sportello online “osservatorioamianto@gmail.com” è stato possibile mettere a punto una mappatura, seppur provvisoria, di diversi edifici scolastici del Comune di Roma ancora coperti di amianto.
La localizzazione è stata formulata con i relativi preventivi sui costi di riqualificazione e messa in sicurezza dei plessi scolastici.
Questa mattina è stata convocata a Palermo, presso la sede della Regione Sicilia, la riunione della VI^ Commissione, Servizi Sociali e Sanitari. Avente come oggetto di discussione ‘Audizione in ordine alla problematica del riconoscimento dei diritti previdenziali da esposizione ad amianto’.
La convocazione di questo singolare incontro è dovuta in seguito alla gravità connessa alla problematica amianto. Continua ad agire indisturbata in Sicilia, mettendo avanti agli occhi della gente una vera e propria strage.
L’Osservatorio Nazionale Amianto ha preso parte all’audizione inviando una delegazione composta: dall’On.le Pippo Gianni, promotore della legge regionale siciliana n. 10 del 2014, e componente del Comitato Tecnico Scientifico Nazionale ONA, il Sig. Calogero Vicario, coordinatore ONA della città di Siracusa.
Audizione ottenuta anche grazie all’interessamento dell’ On.le Alessandro Aricò, esponente del movimento civico Diventerà Bellissima.
L’ONA interviene durante l’Assemblea Regionale Siciliana
Posto all’attenzione dei componenti dell’Assemblea Regionale Siciliana e della Commissione Salute, rappresentata anche dalla Presidente della Commissione, l’On.le Margherita La Rocca Ruvolo, un voluminoso dossier. Grazie al quale è possibile comprendere che il problema amianto è più concreto di quanto l’opinione pubblica crede.
L’Avv. Ezio Bonanni, in qualità di legale del Sig. C. G., deceduto per mesotelioma in seguito a un ritardo diagnostico per la tardiva istituzione del Centro Regionale Amianto, ha già notificato il primo atto di citazione per richiesta di risarcimento danni a carico della Regione, e così sono stati depositati i primi ricorsi per denunciare il mancato accredito dei benefici amianto ai lavoratori della MA.TE.SI. S.p.A. di Campofelice di Roccella, e si profilano ulteriori azioni giudiziarie, come quella per esempio per il riconoscimento dei benefici amianto agli ex dipendenti del Centro Elettronico dell’ex Banco di Sicilia.
In seguito all’incontro l’On. Pippo Gianni ha sottolineato la necessità di ottenere un finanziamento da destinare alla Regione Sicilia. Per permettere di acquisire i mezzi giusti per poter attuare la Legge 10/2014 da egli stesso fortemente promossa.
“Fondamentale l’emissione di atti di indirizzo da parte del Ministro del Lavoro ad integrazione di quelli già emessi, ma che hanno tagliato fuori la Sicilia, e fondamentale il rafforzamento dell’unità operativa di chirurgia toracica del Policlinico di Catania diretta dal Prof. Marcello Migliore”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
Mentre il Sign. Calogero Vicario è riuscito a portare l’attenzione della Commissione il bisogno di una significatica azione del Presidente della Regione affinché presenti l’atto di indirizzo regionale al Consiglio dei Ministri, per poi inoltrare il tutto all’INAIL per garantire a tutti i lavoratori del settore del petrolchimico e delle centrali elettriche esposti all’amianto i benefici contributivi per esposizione ad amianto.
Le tesi dell’ONA hanno convinto la Commissione
Le precise e concrete tesi dei due delegati ONA, ha convinto la Commissione, presieduta dall’On.le Larocca Ruvolo, a rinnovare l’audizione la prossima settimana convocando l’Ass.re all’Economia della Regione Sicilia, Gaetano Armao, il Presidente della Protezione Civile Sicilia, e l’Ass.re alla Sanità della Regione, Ruggero Razza, per risolvere il problema amianto e i benefici contributivi amianto, in ossequio alla Legge Regionale n.10 del 2014.
“Sono stato molto colpito dall’attenzione dell’On.le La Rocca Ruvolo che ha accolto tutte le nostre richieste e alla quale va la mia gratitudine”, dichiara il Sig. Calogero Vicario in seguito ai fatti accaduto.
Parte della Delegazione ONA. Sullo sfondo del Parlamento più antico di Italia, l’On.le Pippo Gianni e il Sig. Calogero Vicario, guerriero instancabile in questa lunga lotta.
“Ritengo che quello di oggi sia un incontro positivo perché chiamerà finalmente al tavolo i dirigenti delle Inps Regionali che, solitamente, fanno orecchie da mercanti”, afferma il Sig. Fedele Incandela, ex operaio del settore tessile e coordinatore ONA Campofelice di Roccella.
Positivo è stato anche il riscontro del Dott. Giovanni Giattino, coordinatore ONA Città di Palermo e rappresentate dei 150 dipendenti dell’ex centro elettronico del Banco di Sicilia, che hanno unanimemente aderito all’Osservatorio Nazionale Amianto.
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