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lunedì, Agosto 17, 2026
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Un mostro chiamato “Uranio impoverito”

Uranio Impoverito
Uranio Impoverito

Uno dei cavalli di battaglia dell’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto è la lotta a un vero e proprio mostro chiamato uranio impoverito, metallo pesante tossico, sottoprodotto dell’industria del combustibile nucleare e delle armi

I danni a lungo termine per la salute delle persone e l’ambiente sono stati infatti oggetto di numerosi studi negli ultimi anni da parte degli esperti che gravitano attorno all’Osservatorio, pronti a rispondere alle domande di chiunque voglia interpellarli.

Di cosa parliamo? Scopriamo i dettagli

Esistono due tipi di uranio radioattivo: l’uranio 235 e l’uranio 238.

Tra uranio 235 e 238, il primo è fortemente radioattivo e per tali ragioni viene utilizzato dalle industrie del combustibile nucleare e delle armi che cercano di estrarlo dal metallo naturale. Appena estratto, esso prende il nome di “uranio arricchito” e viene impiegato nelle barre di combustibile e nelle armi nucleari.

L’uranio impoverito descrizione della materia

L’uranio impoverito è formato dagli scarti del processo estrattivo, composto principalmente da uranio 238. L’industria bellica americana ed inglese ha utilizzato l’uranio impoverito durante le missioni, inclusa la Guerra del Golfo e nei Balcani.

Per via della sia alta densità infatti si muove ad alta velocità conferendo notevole slancio alle armi. Un missile con uranio impoverito ad esempio, che pesa poco meno di 5 kg, ha uno slancio tale da poter rompere l’armatura massiccia di un carro armato. Una volta esploso attraverso l’armatura, la punta dell’uranio si disintegra per via  del calore creato e le particelle di uranio impoverito iniziano a bruciare.

Gli effetti dell’uranio impoverito sull’essere umano

Come immaginerete, gli effetti sull’essere umano sono devastanti. A cominciare dall’equipaggio che si trova all’interno dei carri armati. Oltre al rischio derivante dalle schegge di metallo, la possibilità di morire per soffocamento è molto alta. Anche a lungo termine le conseguenze sull’ambiente e sugli esseri umani sono terrificanti, sia per la sua radioattività sia per la tossicità del metallo.

Cosa succede all’organismo a contatto con l’uranio?

Innanzitutto tutto si rischia avvelenamento da metalli pesanti. In secondo luogo se l’uranio impoverito viene inalato, il metallo radioattivo viene depositato nei polmoni.

Questo è quanto accaduto ad un numero considerevole di soldati (almeno 1000) delle varie missioni, i quali, secondo uno studio della Royal Society, sono morti di cancro ai polmoni come conseguenza diretta della radioattività.

Altri rischi da uranio impoverito: studi in Germania

Secondo altri studi condotti in Germania, le molecole di uranio impoverito sono in grado di viaggiare in ogni parte del corpo, compresi lo sperma e le uova, cosa che aumenta la probabilità di cancro e danni ai geni. Ecco perché l’esposizione può anche causare malformazione ai figli dei militari.

Come si testa l’esposizione? Gli esami da fare

Per rilevare la presenza o meno di uranio impoverito, basta prelevare un campione di urina. Se il test è positivo si dovranno effettuare controlli sui reni, poiché il metallo tende a concentrarsi lì e potrebbe influenzarne la funzione.

Danni sui civili da uranio impoverito

Anche i civili possono risentire degli effetti dell’uranio impoverito, per lo più indirettamente. Soprattutto i danni deriverebbero dalla contaminazione di cibo e acqua, poiché i resti del missile nel terreno possono rimanere per lunghi periodi di tempo, risultando potenzialmente pericolosi per chiunque abbia ingerito i pezzi anche decenni più tardi. Insomma niente di confortante!

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto ha già dimostrato in svariate occasioni di essere in prima linea per difendere le vittime dell’uranio impoverito, compresi i familiari delle vittime. È questo il caso di Alberto Sanna.

Screening per i militari di Taranto

Il commissario dell’Osservatorio vittime del dovere di Taranto, Paola Santospirito, e il dottor Pierpaolo Capece, in collaborazione con il presidente dell’ONA, l’avvocato Ezio Bonanni, hanno organizzato uno screening gratuito a Taranto che permette la rilevazione di contaminanti e metalli pesanti all’interno dell’organismo, compreso l’uranio 238. Potranno partecipare i militari delle Forze armate, gli ex militari e ai loro familiari.

Infatti tanti sono più di 7500 i militari che si sono ammalati a causa della presenza dell’uranio impoverito, tra cui circa 400 decessi. Tuttavia, nonostante le vittorie in tribunale, le Forze Armate continuano a negare la correlazione tra il metallo pesante e le patologie.

Isochimica: muore un altro operaio

Isochimica Avellino
Isochimica Avellino

L’amianto continua a mietere vittime nell’Isochimica di Avellino

Stiamo iniziando ad affrontare sulla nostra pelle e con la vita dei nostri cari, le dure conseguenze per aver usato l’amianto nelle industrie italiane. Muore un altro ex operaio dell’Isochimica di Avellino, ex scoibentatore ammalato di asbestosi che era in attesa di giustizia.

L’uomo in questione G.C. ha lavorato per anni come addetto alla bonifica amianto delle carrozze. Non risulta essere il primo caso e non sarà di certo l’ultimo. Nonostante l’amianto è messo al bando nel nostro Paese da 26 anni, le pagine dei giornali riportano spesso notizie di ex operai che perdono la vita a causa della loro passata attività lavorativa.

L’INAIL aveva certificato al sig. G.C. l’origine professionale della malattia. Etichettandola però con il solo 6% di invalidità, per questo avanzata una richiesta di aggravamento della patologia che non ha mai trovato risoluzione.

L’asbestosi è una malattia altamente invalidante che attacca l’apparato respiratorio ponendo dei grossi limiti nella vita quotidiana di chi ne è affetto. Risulta infatti difficoltoso per i malati di asbestosi compiere anche le azioni più semplici da compiere ogni giorno.

La strage della fibra killer e l’impegno dell’ONA

Isochimica Avellino

Analogo destino è toccato ad un ex operaio Cemental e ad un ex operaio dello stabilimento Eternit di Cavagnolo. Queste sono solo tre, delle tantissime storie che hanno in comune lo stesso carnefice. L’amianto infatti è definito il killer silenzioso proprio perché impiega lungo tempo prima di attaccare l’organismo e ha diverse armi per uccidere, esse portano i seguenti nomi: asbestosi, mesotelioma, placche pleuriche, ispessimenti pleurici e cancro ai polmoni.

L’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, dedica la sua vita alla lotta contro l’amianto e al riconoscimento dei diritti dei lavoratori vittime dell’asbesto. In passato è stato in prima linea anche contro la vicenda dell’Isochimica, intervenendo anche in un servizio delle Iene e aiutando così a focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica su un problema che veniva ignorato da molti italiani.

 L’ONA assicura assistenza per le vittime di amianto e per i loro cari, ma soprattutto si impegna a restare accanto anche alle persone che combattono contro la paura di ammalarsi che può essere fatale quasi quanto le altre patologie asbesto correlate.

Per richiedere assistenza basta dare un’occhiata allo Sportello Amianto ONA oppure contattare il numero verde gratuito 800 034 294.

Mesotelioma: Prof. Luciano Mutti

Prof. Luciano Mutti
Prof. Luciano Mutti

Prof. Luciano Mutti: importante la ricerca

Prof. Luciano Mutti: importante la ricerca sul mesotelioma. Con questo termine sinistro, si indica il tumore dell’amianto, il terribile cancerogeno del terzo millennio che sta provocando centinaia di migliaia di morti nel pianeta e almeno 6.000 l’anno solo in Italia. L’Avv. Ezio Bonanni ha reso pubblici i dati sulla strage di amianto in Italia, nel corso della conferenza di presentazione de Il libro bianco delle morti di amianto in Italia

Prof. Luciano Mutti (19.06.2018)

Il Prof. Luciano Mutti compie oggi i suoi anni. Il migliore augurio è quello che possa finalmente trovare gli strumenti per rendere più efficaci le cure. Consulta il video.

E’ stato pubblicato un nuovo studio sul mesotelioma su Cancer Research (una delle tre più importanti riviste a mondo di ricerca sul cancro al mondo), dimostra che c’è il meccanismo di proliferazione delle cellule mesoteliali con delle proteine, rispetto alle quali quindi si può agire utilizzando farmaci per malattie non neoplastiche. La pubblicazione può essere consultata su PubMed

La strage di amianto in Italia (aprile 2020)

In Italia nel 2019 sono decedute più di 7mila persone a causa della presenza di amianto, per esposizioni pregresse. La maggiore incidenza riguarda i mesoteliomi (1900 decessi) e il tumore del polmone (3800 decessi per l’esposizione ad amianto). Tutti gli altri casi riguardano l’asbestosi e gli altri tumori del tratto gastrointestinale.

Asbesto in Italia: la mappa dell’amianto nel 2020

L’Italia conta 36,5 milioni di metri quadrati di coperture – (stima per difetto perché la mappatura è ancora in corso) e 8 milioni di tonnellate di amianto friabile. Allarmanti anche il numero dei siti50.000 siti industriali rilevanti1 milione di siti contaminati, tra i quali edifici pubblici e privati40 siti di interesse nazionale di cui 10  sono solo di amianto (come la Fibronit di Broni e di Baril’Eternit di Casale Monferrato, etc.); 2.400 scuole (stima 2012 per difetto perché tiene conto solo di quelle censite da ONA in quel contesto – la stima è stata confermata dal CENSIS – 31.05.2014).

Esposti più di 352.000 alunni e 50.000 del personale docente e non docente1.000 biblioteche ed edifici culturali (stima per difetto perché è ancora in corso di ultimazione da parte di ONA); 250 ospedali (stima per difetto perché la mappatura ONA è ancora in corso).

La nostra rete idrica rivela presenza di amianto per ben 300.000 km di tubature (stima ONA), inclusi gli allacciamenti, con presenza di materiale contenenti amianto rispetto ai 500.000 totali (tenendo conto che la maggior parte sono stati realizzati prima del 1992, quando l’amianto veniva utilizzato in tutte le attività edili e costruttive).

La Commissione amianto del Ministero dell’Ambiente

L’Avv. Ezio Bonanni è stato nominato componente della Commissione Amianto del Ministero dell’Ambiente. Il ministro Sergio Costa ha deciso di dichiarare guerra all’amianto. Tra le iniziative più significative, lo stanziamento di 358 milioni di euro per la bonifica delle scuole e degli ospedali con presenza di amianto. L’Avv. Ezio Bonanni è componente della Commissione Nazionale Amianto ed ha più volte richiesto questi interventi di bonifica.

Assistenza medica gratuita vittime mesotelioma

I medici involontari dell’Ona permettono la diagnosi precoce, la terapia e cura del mesotelioma e di qualsiasi altra malattia asbesto correlata. Inoltre i medici redigono la prima certificazione malattia professionale che permette l’avvio della procedura amministrativa  INAIL. Fa seguito la tutela risarcitoria.

L’assistenza medica gratuita online è fornita grazie ai medici volontari.

Tabella del mesotelioma in Italia (2017)

Prof. Luciano Mutti

Eternit di Siracusa, la donazione all’ospedale non basta

Eternit di Siracusa
Eternit di Siracusa

Le vittime Eternit di Siracusa attendono ancora giustizia

Il fondo sociale ex Eternit annuncia che potrà contribuire alla dotazione del presidio ospedaliero di Augusta con una donazione, come quella per la radioterapia dell’ospedale di Siracusa.

La donazione all’ospedale però non basta, perché l’Osservatorio Nazionale Amianto, e la popolazione Siracusana, attendono innanzitutto giustizia per quanto riguarda l’Eternit.

Molti si chiedono perchè le autorità non abbiano ancora individuato i responsabili della strage dei lavoratori dell’Eternit di Siracusa e perchè non li abbiano assicurati alla giustizia.

L’associazione che lotta per ottenere giustizia dal 2009 porta avanti una poderosa azione per la tutela delle vittime di Eternit di Siracusa. Queste vittime rappresentano le uniche escluse dai procedimenti penali Eternit 1 ed Eternit 2, e l’associazione continua a combattere per il loro riconoscimento e risarcimento.

«Tutti ricorderanno l’esposto denuncia presentato dal coordinatore regionale ONA, Calogero Vicario, a fronte del fatto che le vittime di Eternit Siracusa, già nel 2009, erano state estromesse dal procedimento penale Eternit 1, in corso presso il Tribunale di Torino, così lo sono state anche per Eternit 2.

Sono passati ormai 6 anni dal deposito dall’esposto denuncia da parte del coordinatore regionale ONA, Calogero Vicario, il quale aveva segnalato sia al procuratore Guariniello che alla locale autorità giudiziaria il fatto che ci fossero continuamente nuovi decessi tra gli ex dipendenti Eternit Siracusa. 

Nonostante ciò non vi erano in corso indagini per tale situazione, il numero di morti spaventoso che giorno dopo giorno ha decimato anche i famigliari degli ex dipendenti e molti altri sono morti dopo il 2012.

Per tali motivi torniamo a chiedere giustizia per le vittime di Eternit Siracusa» – dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA.

Eternit di Siracusa, protagonista il sindaco di Priolo

Ma protagonista assoluto di questa amara vicenda è l’On.le Pippo Gianni, Sindaco di Priolo Gargallo e promotore della legge regionale siciliana sull’amianto, nonché autorevole esponente nazionale di ONA e del comitato tecnico scientifico nazionale ONA. 

Il Sindaco di Priolo ha dichiarato infatti in merito:

«Apprezziamo l’intervento dell’Avv. Ezechia Reale, ma certamente questo non basta a rimarginare le ferite causate dalle tragedie che nel tempo ha seminato l’Eternit e tutto ciò che è amianto nel territorio siciliano, a Siracusa e a Priolo Gargallo.

Ancora più grave il fatto che la Regione Siciliana continui nel suo silenzio tragicomico rispetto a una legge che è stata approvata dall’assemblea regionale e che ha avuto il taglio dei finanziamenti, anziché potenziare l’azione a tutela della salute nei termini stabiliti dalla legge regionale.

Siamo convinti che l’Assessore Razza (assessore alla sanità) interverrà con l’autorevolezza per ripristinare legalità, giustizia e sanità»

«C’è chi denuncia e c’è chi accetta donazioni dal carnefice: è come se Totò Riina donasse soldi alle vittime della Mafia. Musumeci e Razza non debbono accettare soldi dai carnefici dell’amianto, da chi si è arricchito producendo cemento amianto.

Riteniamo che la legge regionale amianto della Sicilia – legge Gianni, debba essere immediatamente finanziata al fine di porre in essere la sorveglianza sanitaria.

Chiediamo poi un intervento regionale, in particolare del presidente Musumeci, in qualità di componente del consiglio dei ministri e quale presidente della Regione Siciliana (a statuto speciale) affinché solleciti il Ministro Di Maio a intervenire con gli atti di indirizzo per il prepensionamento dei lavoratori siciliani esposti ad amianto.

È arrivato il momento che la Sicilia rialzi la testa e che i nostri lavoratori non siano intesi come carne da macello».

L’importanza di salvaguardare l’ambiente e la salute

Parole dure e ricche di rancore nei confronti di chi non riesce a capire il dolore che si prova nel sapere che i propri figli crescono in un territorio malato.

Condannati da chi in passato ha creduto fosse più opportuno curare i propri interessi piuttosto che salvaguardare l’ambiente e la salute umana.

Operazione dei Carabinieri contro i crimini ambientali

Carabinieri

Successo dei Carabinieri contro il crimine ambientale

Anche l’arma dei carabinieri impegnata nel contrasto al crimine ambientale, che fa dell’amianto un serbatoio di proventi illeciti in danno della collettività e della salute pubblica.

È stato sgominato un traffico di rifiuti pericolosi che molto probabilmente conteneva anche materiali di amianto, il tutto attraverso l’intercettazione di un container sequestrato.

A 25 anni dalla legge 257/1992 che prevede la cessazione dell’utilizzazione dei prodotti contenenti amianto, in Italia ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di materiale contaminato, un rischio reale e concreto per tutta la popolazione.

L’amianto è presente ovunque, dagli edifici pubblici a quelli privati, dagli ospedali alle tubature degli acquedotti.

Infatti, sono ancora 2400 le scuole che pongono a rischio circa 350.000 studenti e 50.000 dipendenti, tra docenti e non docenti.

In tutta in Italia ogni anno purtroppo perdono la vita più di 6000 persone per via delle diverse patologie che l’amianto provoca. Tra cui mesoteliomi, tumori polmonari, alla laringe, faringe. Per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici e complicazioni cardio-vascolari.

L’amianto miete più vittime del terrorismo

Un bollettino di guerra che miete vittime più dei terroristi. Numeri che fanno tremare e che aiutano a comprendere quanto questo killer si sia insinuato nella nostra quotidianità a 360°, non risparmiando nessuno, nemmeno i più piccoli.

Proprio di questo l’ONA esulta per le brillanti azioni dei Carabinieri, come quelle compiute in Umbria, come nel resto di Italia.

L’Avv.Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, associazione rappresentativa dei lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto ha elogiato pubblicamente l’arma dei Carabinieri:

«L’attività dell’arma dei carabinieri per quanto possibile limita i casi di patologie asbesto-correlate. Purtroppo l’epidemia di queste malattie è ancora in corso, per i lunghi tempi di latenza perché possono arrivare fino a 40-50 anni.

Ecco perché è importante potenziare l’azione dell’Arma dei Carabinieri, con il potenziamento degli organici, l’aumento dei poteri e delle potestà di intervento, e soprattutto il riconoscimento della loro professionalità».

Dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, impegnato da lungo tempo in questa lunga lotta contro l’amianto, i rifiuti e i cancerogeni che mettono continuamente a rischio la vita umana.