Operaio Cemental muore di mesotelioma, assolto il patron

Si è concluso con l’assoluzione di Franco Ponti, ex amministratore della Cemental, il processo per omicidio colposo di un ex operaio deceduto a causa di un mesotelioma.

Alle “fabbriche degli orrori” presenti in Italia come Eternit, Ilva ecc.., nelle quali hanno perso la vita numerosi operai a causa della prolungata esposizione a fibre di amianto o altri cancerogeni, va ad aggiungersi anche la Cemental, azienda finalizzata alla realizzazione di particolari tipi di cemento armato per cui veniva adoperato anche l’amianto.

L’amianto è una sostanza altamente cancerogena, è scientificamente dimostrato che le sue fibre attaccano direttamente le cellule del nostro organismo favorendo l’insorgenza di malattie gravi e invalidanti ben note come patologie asbesto correlate proprio per la stretta correlazione all’asbesto.

Le indagini che hanno portato al processo, sono state avviate nel 2010 in seguito alla denuncia dei familiari di Luciano Nanetti ex operaio stroncato dal mesotelioma, tumore che insorge dopo un’elevata esposizione a fibre di asbesto.

Nanetti si era ammalato nel 2010, riuscendo a resistere alla patologia fino al 2012, anno in cui si è spento e da allora la famiglia chiede giustizia.

L’imputato Franco Ponti è stato assolto perché, secondo il giudice Luca Ramponi, il fatto non sussiste e non sono state presentate prove sufficienti per dimostrare la colpevolezza del patron dell’azienda.

La sentenza ha scatenato polemiche in quanto quello di Luciano Nanetti non sarebbe l’unico caso in cui un operaio della Cemental contrae una patologia asbesto correlata.

In questo processo Ponti ha dovuto rispondere anche alle accuse di danni gravi nei confronti di Paolo Montanari, ex operaio Cemental malato di asbestosi, che dinnanzi alla sentenza non ha perso occasione per manifestare tutto il suo disdegno.

La Cemental era già stata portata due volte in tribunale, la prima volta nel 2002 in sede civile conclusa con il risarcimento danni della famiglia di Claudio Righi, ex operaio Cemental deceduto per un cancro.

La seconda volta invece l’azienda si è trovata a rispondere a un procedimento penale, finito con la condanna in primo grado per la morte di Giuseppe Cagarelli, un altro ex operaio deceduto dopo aver contratto il mesotelioma.

Una storia così amara sembra il copione di un film già visto in Italia, una vicenda molto simile infatti abbraccia le famiglie delle vittime del caso Eternit, di cui processo è ancora in corso, che vede imputato il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, solo che in questa macabra vicenda le vittime sono 258 operai e anche stavolta la giustizia sembra esser ancora troppo lontana.

 

 

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