Eternit di Siracusa, le donazioni all’ospedale non bastano

A distanza di anni le vittime dell’ Eternit di Siracusa attendono ancora giustizia e intanto la popolazione chiede supporto per l’ospedale Muscatello.

Il fondo sociale ex Eternit annuncia che potrà contribuire alla dotazione del presidio ospedaliero di Augusta con una donazione, come quella per la radioterapia di Siracusa. Questo però non basta, perché l’Osservatorio Nazionale Amianto, e la popolazione Siracusana, attendono innanzitutto giustizia per quanto riguarda l’Eternit e si chiede le ragioni per le quali non siano stati individuati i responsabili della strage di lavoratori dell’Eternit di Siracusa, che dovrebbero essere assicurati alle patrie galere.

Tasto assai dolente per l’associazione che lotta per ottenere giustizia dal lontano 2009, con una poderosa azione a tutela per le vittime di Eternit di Siracusa, uniche ad essere state estromesse anche dal procedimento penale Eternit 1 ed Eternit 2. 

«Tutti ricorderanno l’esposto denuncia presentato dal coordinatore regionale ONA, Calogero Vicario, a fronte del fatto che le vittime di Eternit Siracusa, già nel 2009, erano state estromesse dal procedimento penale Eternit 1, in corso presso il Tribunale di Torino, così lo sono state anche per Eternit 2. Sono passati ormai 6 anni dal deposito dall’esposto denuncia da parte del coordinatore regionale ONA, Calogero Vicario, il quale aveva segnalato sia al procuratore Guariniello che alla locale autorità giudiziaria – Procura della Repubblica di Siracusa, il fatto che ci fossero continuamente nuovi decessi tra gli ex dipendenti Eternit Siracusa, eppure non vi erano in corso indagini per tale situazione, nonostante il numero di morti spaventoso che giorno dopo giorno ha decimato anche i famigliari degli ex dipendenti e molti altri sono morti dopo il 2012. Per tali motivi torniamo a chiedere giustizia per le vittime di Eternit Siracusa» – dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA.

Ma protagonista assoluto di questa amara vicenda è l’On.le Pippo Gianni, Sindaco di Priolo Gargallo e promotore della legge regionale siciliana sull’amianto, nonché autorevole esponente nazionale di ONA e del comitato tecnico scientifico nazionale ONA. 

Il Sindaco di Priolo ha dichiarato infatti in merito:

«Apprezziamo l’intervento dell’Avv. Ezechia Reale – componente del Fondo Sociale Ex Eternit, ma certamente questo non è bastevole delle tragedie che nel tempo ha
seminato l’Eternit e tutto ciò che è amianto nel territorio siciliano, in particolare a Siracusa e a Priolo Gargallo, e ancora più grave il fatto che la Regione Siciliana continui nel suo silenzio tragicomico rispetto a una legge che è stata approvata dall’assemblea regionale e che ha avuto il taglio dei finanziamenti, anziché potenziare l’azione a tutela della salute nei termini stabiliti dalla legge regionale. Siamo convinti che l’Assessore Razza (assessore alla sanità) interverrà con l’autorevolezza per ripristinare legalità, giustizia e sanità»

Contro l’ingiustizia espressa nei confronti delle vittime Eternit di Siracusa e non solo… Ha espresso giudizio anche il sig. Calogero Vicario, Coordinatore Regionale ONA Sicilia e portavoce delle vittime amianto in questa lunga e ardua lotta contro il silenzio l’incuria che schiaccia la regione Sicilia:

«C’è chi denuncia e c’è chi accetta donazioni dal carnefice: è come se Totò Riina donasse soldi alle vittime della Mafia. Musumeci e Razza non debbono accettare soldi dai carnefici dell’amianto, da chi si è arricchito producendo cemento amianto. Riteniamo che la legge regionale amianto della Sicilia – legge Gianni, debba essere immediatamente finanziata al fine di porre in essere la sorveglianza sanitaria. Chiediamo poi un intervento regionale, in particolare del presidente Musumeci, in qualità di componente del consiglio dei ministri e quale presidente della Regione Siciliana (a statuto speciale) affinché solleciti il Ministro Di Maio a intervenire con gli atti di indirizzo per il prepensionamento dei lavoratori siciliani esposti ad amianto. È arrivato il momento che la Sicilia rialzi la testa e che i nostri lavoratori non siano intesi come carne da macello».

Parole dure e ricche di rancore nei confronti di chi non riesce a capire il dolore che si prova nel sapere che i propri figli crescono in un territorio malato, condannato da chi in passato ha creduto fosse più opportuno curare i propri interessi piuttosto che salvaguardare l’ambiente e la salute umana.

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