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lunedì, Agosto 17, 2026
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ILVA e Ona: l’avvocato Bonanni è fiducioso

Avvocato Bonanni
Avvocato Bonanni

Il dibattito sull’Ilva di Taranto e la posizione dell’avvocato Bonanni

Continua ad assumere toni esasperati ed esasperanti, oggi tuttavia  l’ONA Taranto ha espresso fiducia Ilva nell’ On.le Luigi Di Maio e si dichiara pronta ad una mobilitazione, nel corso della quale si organizzeranno un sit-in ed uno sciopero della fame, nel caso in cui le richieste dell’associazione non fossero accolte.

A poco servono infatti le rassicurazioni di Lakshmi N. Mittal, Presidente e Ceo di ArcelorMittal, il nuovo re della siderurgia mondiale attuale proprietario dell’Ilva, che ha dichiarato “con i nostri investimenti miglioreremo il mix di prodotti, recupereremo quote di mercato e gestiremo meglio le problematiche ambientali”. 

Il gruppo Franco-indiano, dopo aver vinto la gara europea lo scorso anno, ha avuto il 7 maggio il via libera dalla UE. Ed  ha  messo sul piatto 2,4 miliardi di euro per accollarsi l’Ilva, i suoi debiti e il suo risanamento ambientale. 

I cittadini di Taranto guardano con preoccupazione  l’approssimarsi del 15 settembre. Giorno in cui dovrebbe diventare il nuovo proprietario alla gestione commissariale, per niente sereni sulla situazione sia dal punto di vista ambientarle sia della salute.

La dichiarazione dell’Avvocato Bonanni

 Il presidente dell’ONA Ezio Bonanni si manifesta ottimista e cerca di contenere l’allarmismo dilagante. 

«L’On.le DI Maio, Ministro del Lavoro e Vicepremier, Leader del Movimento 5 Stelle, ha ereditato la patata bollente lasciata dal precedente governo, con profili di illegittimità messi in evidenzia dall’avvocatura dello Stato. Intendiamo tranquillizzare le maestranze di Taranto, in quanto abbiamo piena fiducia nell’On.le Luigi Di Maio, il quale già dal suo insediamento, quale Vicepresidente della Camera dei Deputati, unitamente al Movimento 5 Stelle, ha compiuto un lungo percorso di sostegno delle vittime amianto incalzando i Governi del PD.

Ricordiamo tutti le dichiarazioni dell’On.Le Di Maio al convegno ONA del 20 e 21 marzo 2014 presso la Camera Dei Deputati e ancora in tutte le altre occasioni in cui è intervenuto direttamente ad altri convegni ONA, ovvero ha esercitato i poteri ispettivi della Camera dei Deputati sulla base delle denunce ONA. Per questi motivi ritengo che i cittadini di Taranto e le maestranze non debbano allarmarsi, perché sicuramente il Vicepresidente del Consiglio troverà la soluzione al problema”.

L’ONA Taranto sostiene l’Avvocato Bonanni

Intanto il Sig. Pasquale Maggi, collaboratore dell’avvocato Bonanni, proclama lo stato di agitazione di ONA Taranto:

«Corriamo il rischio di rimanere senza posto di lavoro dopo esser stati esposti ad amianto e pagato un pesante tributo in termini di salute e vite umane. Come ONA insistiamo affinché il Presidente Di Maio, riceva tutte le sigle sindacali e l’ONA quale associazione di categoria delle vittime dell’amianto. Debbono essere salvaguardati tutti i livelli occupazionali, compresi quelli delle ditte dell’indotto. Assicurata la sorveglianza sanitaria che ad oggi non viene praticata. Debbono essere riconosciuti i benefici amianto fino ad oggi, in modo tale che una parte delle maestranze a maggior ragione se considerate di esubero, possono essere collocate in prepensionamento. In caso contrario inizieremo uno sciopero della fame di fronte al Palazzo Chigi. Ci saranno le vedove, gli orfani e gli ammalati, compresi i bambini malati di cancro a causa dell’esposizione dell’Ilva».

Allarmata anche Usb 

“L’avvocatura dello Stato ha confermato l’irregolarità della gara che ha consegnato il gruppo Ilva a Arcelormittal. Il ministro Di Maio ha pertanto dichiarato l’illegittimità della gara stessa. Ciò significa, in sostanza, che saremmo di fronte ad una gravissima  violazione  dell’interesse pubblico. Per queste ragioni occorre annullare la gara, risolvere il contratto con Arcelormittal e rendere pubblica  la proprietà dell’acciaieria. Solo un intervento diretto dello Stato può davvero coniugare ambiente, salute, patrimonio industriale e occupazione».

Sergio Bellavita USB nazionale

Francesco Rizzo USB Taranto

Per ulteriori informazioni e richiedere assistenza è possibile contattare l’avvocato Bonanni attraverso lo Sportello Amianto Nazionale ONA.

Fiducia dell’ONA nell’ On.le Luigi Di Maio

Di Maio Bonanni
Di Maio Bonanni

L’ONA Taranto si appella a Luigi Di Maio. Bonifica, salute e lavoro.

L’Ilva continua ad essere oggetto di attenzione da parte di tutti gli italiani, sono migliaia i lavoratori a rischio e i Sindacati iniziano a fare pressione all’On.le Luigi Di Maio per ottenere la risoluzione concreta del problema.

L’Osservatorio Nazionale Amianto spezza una lancia in favore del Vicepremier che ha dimostrato in svariate occasioni una certa sensibilità nei confronti della problematica amianto, sostenendo da tempo le iniziative dell’associazione Onlus.

Luigi Di Maio Bonanni

I cittadini tarantini sono particolarmente preoccupati per il prossimo 15 settembre, data in cui dovrebbe subentrare il nuovo proprietario alla gestione commissariale e ancor peggio si sta alimentando un falso dilemma che vede gli uomini posti dinnanzi ad un bivio, costretti quasi a scegliere tra salute e lavoro.

L’On.le DI Maio, Ministro del Lavoro e Vicepremier, Leader del Movimento 5 Stelle, ha ereditato la patata bollente lasciata dal precedente governo, con profili di illegittimità messi in evidenzia dall’avvocatura dello Stato. 

«Intendiamo tranquillizzare le maestranze di Taranto, in quanto abbiamo piena fiducia nell’On.le Luigi Di Maio, il quale già dal suo insediamento, quale Vicepresidente della Camera dei Deputati, unitamente al Movimento 5 Stelle, ha compiuto un lungo percorso di sostegno delle vittime amianto incalzando i Governi del PD. Ricordiamo tutti le dichiarazioni dell’On.Le Luigi Di Maio al convegno ONA del 20 e 21 marzo 2014 presso la Camera Dei Deputati e ancora in tutte le altre occasioni in cui è intervenuto direttamente ad altri convegni ONA, ovvero ha esercitato i poteri ispettivi della Camera dei Deputati sulla base delle denunce ONA. Per questi motivi ritengo che i cittadini di Taranto e le maestranze non debbano allarmarsi, perché sicuramente il Vicepresidente del Consiglio troverà la soluzione al problema» – così dichiara l’avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto che si è posto tra i principali obiettivi quello di tutelare la popolazione locale e i lavoratori spaventati all’idea di perdere il proprio impiego.

L’azione  ONA e del sig. Pasquale Maggi.

Ad assorbire tutte le tensioni locali e fare da portavoce dei lavoratori Ilva è Paquale Maggi, collaboratore ONA e schierato in prima linea in questa estenuante lotta:

«Corriamo il rischio di rimanere senza posto di lavoro dopo esser stati esposti ad amianto e pagato un pesante tributo in termini di salute e vite umane. Come ONA insistiamo affinché il Presidente Di Maio, riceva tutte le sigle sindacali e l’ONA quale associazione di categoria delle vittime dell’amianto. Debbono essere salvaguardati tutti i livelli occupazionali, compresi quelli delle ditte dell’indotto, e assicurata la sorveglianza sanitaria che ad oggi non viene praticata, debbono essere riconosciuti i benefici amianto fino ad oggi, in modo tale che una parte delle maestranze a maggior ragione se considerate di esubero, possono essere collocate in prepensionamento. In caso contrario inizieremo uno sciopero della fame di fronte al Palazzo Chigi, ci saranno le vedove, gli orfani e gli ammalati, compresi i bambini malati di cancro a causa dell’esposizione dell’Ilva»

L’ONA è ormai a cavallo di questa lunga corsa contro il tempo e si dimostra sempre più vicina alle vittime e ai familiari di questa strage, promuovendo che non è possibile porre un uomo dinnanzi ad una scelta tanto ardua, lavoro e salute debbono essere un binomio simbolo di perfetta ordinarietà, non debbono invece rappresentare un’eccezione come fin troppo spesso accade in Italia.

Amianto a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), ecco la verità

Barcellona Pozzo di Gotto
Barcellona Pozzo di Gotto

C’è amianto a Barcellona Pozzo di Gotto

La procura dì Barcellona Pozzo di Gotto è in allarme per le emissioni di Gas, vapori e fumo che sconfinano i limiti di legge e parla pertanto di “un disastro da cui derivava un concreto ed effettivo pericoloso per l’incolumità pubblica” vale a dire: “un’eccezionale diffusione, nella popolazione dei Comuni limitrofi allo stabilimento, di patologie dell’apparato respiratorio e tumorali, anche mortali”.

A breve il processo per disastro colposo

Per tali motivi è stato chiesto il processo, con l’accusa di “gettito pericoloso di cose e disastro colposo”, per tre ex direttori della raffineria di Milazzo, controllata da Eni e Q8, che hanno gestito lo stabilimento tra il 2009 e il 2014.

Il primo a comparire in udienza preliminare, (il prossimo 12 ottobre), sarà Marco Antonino Setti, direttore da dicembre 2009 a settembre 2012.

Dopo toccherà ai suoi successori Gaetano De Santis e Pietro Maugeri, ancora alla guida della raffineria.

Richiesta di archiviazione: una storia recidiva

Qualche tempo fa, la procura di Barcellona Pozzo di Gotto aveva chiesto l’archiviazione del procedimento a carico di Saetti.

Il provvedimento ha tuttavia incontrato la ferma resistenza delle 27 persone offese, che si sono opposte.

Il Gip del Tribunale, respingendo la richiesta dei Pm, ha pertanto ordinato agli stessi di formulare l’imputazione coatta che ha portato all’iscrizione anche di De Santis e Maugeri

Violati i valori limite: Cosa è successo?

La Pm Federica Paiola, sostiene che sono stati “violati” i valori limite delle emissioni. Inoltre, dal momento che non sono state impiegate le migliori tecnologie disponibili, per almeno 5 nelle zone circostanti si è verificato “un disastro, da cui derivava un concreto ed effettivo pericolo per la pubblica incolumità”.

Secondo la procura di Barcellona Pozzo di Gotto, gli operai lavoravano senza adeguate protezioni, quali ad esempio le basilari mascherine.

Non esistevano impianti di aspirazione ed i locali nei quali venivano lavorate sostanze nocive non erano separati dagli altri.

Assenti pure i sistemi di apertura dei serbatoi delle colonne e degli altri locali chiusi.

Oltretutto le polveri, incluse quelle di amianto, non sarebbero state smaltite. La polvere d’amianto si sgretolava dai tubo-alternatori, dalla stazione laminatrice, dalle linee di vapore soggette a vibrazioni durante i frequenti “colpi di ariete” dovuti agli sbalzi termici e durante le operazioni di saldatura e pulitura.

La pulizia poi, non era mai garantita: né alla fine dei turni di lavoro, né all’interno dei locali o quella delle tute da lavoro.

Anche il controllo sanitario periodico dei lavoratori, adeguato al rischio della lavorazione d’amianto, veniva ampiamente bypassato. E, infine, gli operai non venivano informati dei gravi rischi ai quali erano sottoposti.

Il rischio oggi: diffusione di patologie

Oggi, il rischio più concreto, secondo i magistrati, consiste in “un’eccezionale diffusione, nella popolazione dimorante nelle località e nei Comuni limitrofi allo stabilimento, di patologie” come l’asma e “tumori” all’ipofisi, alla laringe e all’apparato respiratorio, “anche mortali”.

E di amianto e gas killer sono già morte diverse persone.

Tra il 2006 e il 2013 sono deceduti sette operai (uno ha subito gravi lesioni) che hanno lavorato alla Raffineria mediterranea di Milazzo: Salvatore Currò, Francesco Di Maio, Giuseppe Pollicino, Salvatore Saporita, Salvatore Scolaro, Nunziato Sottile e Aldo Colosi, tra il 2006 e il 2013, per patologie oncologiche o legate a problemi polmonari, come broncopatie, fibrotorace.

Cosa si nasconde dietro queste morti?

È quello che vogliono scoprire adesso la Pm Paiola, assieme alla collega Emanuela Crescenti.

Potevano essere evitate attraverso una campagna di prevenzione?

Cosa hanno inalato gli operai che lavoravano ai tubo-alternatori, alle linee di vapore, alla saldatura e pulitura, anche in periodi che risalgono agli anni ’80?

Adesso alcuni degli imputati dovranno rispondere di omicidio colposo e di omissione colposa di cautele, per aver violato le norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, reato che prevede la pena da due a sette anni, per non avere evitato il contatto con l’asbesto fino all’autunno del 2012.

Ona interviene come parte civile

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente ONA dichiara “Osservatorio Nazionale Amianto si costituirà parte civile in questo procedimento penale, poiché è impegnato in prima linea fin dal 2008 nella difesa della Salute nei luoghi di lavoro e nei luoghi di vita. A più riprese abbiamo segnalato la pericolosità degli impianti per presenza di Amianto. Tuttavia c’è stata una scarsa collaborazione, il risultato era sfociato, proprio per la presenza di materiali di amianto, nell’iniziativa della procura della Repubblica di Milano. Per tale motivo l’Ona si schiera a fianco della procura di Milano nell’azione penale, per rendere giustizia alle vittime di amianto tra i dipendenti dei petrolchimici deceduti per mesotelioma, tumore polmonare ed altre patologie asbesto correlate”.

I servizi di assistenza e tutela ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

Ciao Iolanda, vivrai in eterno attraverso le tue idee

Iolanda Nanni
Lolanda Nanni

È venuta a mancare Iolanda Nanni, Deputata M5s, ha lottato insieme alle vittime dell’amianto.

Se ne va un pezzo di storia dell’ONA in Lombardia. La ricordiamo tutti Iolanda, quando ha organizzato comitati a difesa della salute pubblica e perfino del trasporto sicuro, anche dei pendolari, e nelle manifestazioni dell’ONA. Alcune delle quali organizzate grazie al suo sostegno.

La ricorderemo sempre per quei suoi interventi, a Sannazzaro de’ Burgundi, oppure a Milano, presso la sede della Regione. Sede anche di due importanti convegni ONA, organizzati con il suo sostegno e la sua partecipazione. Cercare e lottare per la trasparenza, la legalità e la giustizia, per le vittime dell’amianto come per tutti gli altri cittadini. Consapevole che l’amianto, come qualsiasi altro cancerogeno, colpisce, senza limiti di soglia, e senza far distinzioni.

Iolanda ha lottato come una vera guerriera anche contro il cancro, che purtroppo le ha tolto la vita, irrimediabilmente. A palese drammatica testimonianza di quanto fosse giusta la sua lotta, la nostra lotta. Contro i cancerogeni, contro l’inquinamento e quindi contro l’amianto, che è il più potente cancerogeno.

Lascia un vuoto incolmabile per tutti coloro che, da Davide Fabretti, a Danilo Dilda, da Roberto Marchitto a Ivano Bonoldi, e tutti gli altri, lì in Lombardia come qui a Roma.

Il sostegno all’ONA per la bonifica

La ricordiamo ancora nel sostenere l’ONA per la bonifica delle case popolari di Milano, imbottite di amianto, e protagonista di una mozione della Regione Lombardia per la loro bonifica e con un finanziamento considerevole. Purtroppo l’amianto è ancora lì a seminare morte tra le case popolari di Milano. Come negli stabilimenti in cui la fibra killer è ancora presente con il suo carico di morte. Eppure tutto tace, ed ereditiamo il testimone, noi dell’Osservatorio Nazionale Amianto, e tanti altri, liberi cittadini, liberi dall’amianto, liberi dalla corruzione, contro coloro che ingrassano, come maiali, sulla salute della collettività e sulla vita di migliaia di esseri umani, con l’amianto e con altri cancerogeni.

Iolanda noi ti ricorderemo sempre e porteremo avanti le tue battaglie, che sono le nostre battaglie, con tutti gli altri, e con tutti coloro che ci vorranno stare.

Scopri i nostri servizi di assistenza

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

Intervento per l’Ilva di Taranto

Ilva di Taranto
Ilva di Taranto

Continua l’impegno dell’ONA per tutelare i lavoratori dell’ Ilva

L’ILVA di Taranto e la realtà pugliese inducono l’ONA, attraverso il suo presidente, Avv. Ezio Bonanni, a sollecitare nuovamente il Ministro del Lavoro e Vicepremier, On.le Luigi Di Maio, per una incisiva tutela della salute e dell’ambiente da coniugarsi con la tutela del lavoro, prima di tutto il lavoro salubre.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, con l’Avv. Ezio Bonanni, ha elaborato, anche attraverso l’autorevole supporto del Prof. Gaetano Veneto e di altri autorevoli giuristi, tecnici e medici, un piano che permette di evitare e superare il falso dilemma tutela del lavoro o tutela della salute, per affermare invece la possibilità di poter immediatamente bonificare e mettere in sicurezza l’ILVA e tutto il territorio tarantino e al tempo stesso tutelare i livelli occupazionali.

È stato elaborato un programma / progetto con soluzioni tecniche e operative e tecnico normative per perseguire le specifiche, seguenti, finalità:

  • La bonifica e messa in sicurezza del sito ILVA rispetto al rischio amianto e altri cancerogeni;
  • Risanamento ambientale della città di Taranto
  • Sorveglianza sanitaria per i lavoratori ILVA, compreso l’indotto, e loro familiari, e per gli abitanti del quartiere Tamburi, e di altri quartieri limitrofi alla città di Taranto;
  • Sorveglianza epidemiologica per i cittadini di Taranto e dei Comuni limitrofi;
  • Istituzione di un polo oncologico nazionale per affrontare la problematica cancro nella città di Taranto, atteso l’esponenziale aumento del numero delle nuove neoplasie anche in fase pediatrica e ben oltre le sole patologie asbesto correlate;
  • Salvaguardia dei livelli occupazionali.

Si riserva di presentare il dettagliato dossier presso il Ministero del Lavoro, all’attenzione del Vicepremier On.le Luigi di Maio. Mentre l’ONA intende continuare a tutelare la salute e l’ambiente.

Approfondimento

L’impegno dell’associazione Onlus nei confronti della città di Taranto è seguito ormai da tanti sostenitori provenienti però da tutta la penisola italiana, in diverse occasioni l’ONA si è esposta in prima linea pur di tutelare i lavoratori e i cittadini di Taranto, schierandosi l’ultima volta accanto all’USB (Unione Sindacale di Base) e premettendo anche una mobilitazione nel caso la situazione non riuscisse a trovare una risoluzione.

l’esposizione a fibre di amianto purtroppo provoca l’insorgenza di numerose patologie, quasi tutte gravemente invalidanti come: mesotelioma, asbestosi, cancro ai polmoni, placche pleuriche e ispessimenti pleurici. Per conoscere maggiori dettagli su quali sono i rischi in cui incorrono tutti gli esposti, potete consultare l’interessante servizio allegato in basso nella pagina oppure contattare il nostro Sportello Amianto Nazionale.

Ilva Taranto
Ilva Taranto

I servizi di assistenza ONA

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