23 C
Rome
lunedì, Agosto 17, 2026
Home Blog Page 482

Eco X: attesa nuova udienza

Eco x
Eco x

Eco X: a distanza di un anno ritorna l’incubo

News da Eco X: formalizzata la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura della Repubblica di Velletri. L’ONA tra le parti offese. Il GUP fissa l’udienza per il 04.12.2018

I fatti

Lo scorso 05/05/2017 un incendio di grosse proporzioni distruggeva lo stabilimento Ecox, sulla via Pontina, a Pomezia, nel corso del quale si sprigionava una minacciosa nuvola tossica.

L’intervento dei vigili del fuoco fu provvidenziale nel lavoro di smassamento e raffreddamento dei materiali all’interno dello stabilimento di smaltimento di materiali in plastica e carta, ma a destare sospetto furono fin da subito le nefaste conseguenze sulla salute, considerato che nelle coperture delle tetto di Eco X era presente amianto incapsulato.

ONA in prima linea

Tra i primi a lanciare l’allarme fu l’ONA, che da anni si occupa della questione amianto in Italia.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso l’Avv. Ezio Bonanni, faceva da subito presente la condizione di rischio, chiedendo che fossero assunte misure idonee a tutela della salute pubblica, che vennero puntualmente adottate dagli organismi preposti.

I dati Arpa

Dai primi dati dell’Arpa, i valori di Pm10 nell’aria intorno all’azienda erano pari “a 130 nanogrammi per metro cubo”, contro il limite di legge che è di 50.

Il giorno seguente tuttavia la situazione cominciò a normalizzarsi.

La minimizzazione 

La sindaca Raggi, nel corso di un tavolo istituzionale a Pomezia, visionati i dati di diossina e amianto, sosteneva “La situazione nel Comune di Roma non è stata ancora rilevata. Abbiamo chiesto un approfondimento sulla diossina e sull’amianto mentre per il giorno dell’incendio i valori delle polveri erano di assoluta normalità. Abbiamo chiesto i dati per capire esattamente cosa c’era in quell’impianto. Tutta la zona è ricca di colture e pascoli e vogliamo capire con precisione cosa si è depositato a terra”.

La Regione Lazio, dopo l’incontro con Asl, Assessori all’Ambiente e all’Agricoltura scriveva “Nello specifico, rappresentanti dell’Arpa Lazio hanno riferito che sono in atto, sin dal momento dell’evento, i monitoraggi inerenti la parte ambientale. Le prime analisi sui campioni prelevati, in prossimità dell’incendio, evidenziano valori di Pm10 superiori ai limiti ma con una rapida tendenza alla diminuzione. Le ulteriori determinazioni relative a IPA, diossine e amianto sono in corso e saranno rese disponibili appena completate le fasi analitiche. L’Agenzia ha provveduto inoltre ad elaborare un ‘modello di ricaduta’ degli inquinamenti per individuare le aree più critiche su cui concentrare le ulteriori azioni di monitoraggio che saranno messe in atto sia sulle matrici ambientali che sulle matrici alimentari. Come misura precauzionale la Asl Roma 6, ha inviato nella giornata di sabato, ai Sindaci di Ardea e Pomezia, una nota come misura precauzionale per ridurre la diffusione di prodotti alimentari e agricoli provenienti dall’area interessata”.

Insomma tutto sembrava sotto controllo ma….

Fabio Fucci, sindaco di Pomezia, non convinto delle rassicurazioni ed incline a ritenere alla natura dolosa dell’incendio, spiegava che nel caso in cui si fosse aperto un processo la città si sarebbe costituita parte civile. 

“Ora la magistratura faccia luce su questo episodio”- dichiarava a danno avvenuto.

Allarmismo e caos

Intanto a Pomezia avveniva la corsa alle farmacie per acquistare mascherine protettive, agli Ospedali per eseguire accertamenti, mentre una parte di popolazione accusava fastidi di varia natura, dai bruciori agli occhi, alla gola ecc, riconducibili alla dispersione aerea di: diossina, polveri sottili, benzene, policiclici aromatici e probabilmente amianto più sostanze cancerogene, in ogni caso con grave rischio per la pubblica incolumità.

Le inchieste della Procura

La Procura di Velletri otteneva intanto tutta la documentazione (bolle di accompagnamento, fogli di scarico, ecc.) relativa alla merce trattata presso lo stabilimento Eco X, per acclarare l’eventuale presenza di materiale pericoloso per la saluterà  umana”.

Molti cittadini, assistiti dall’Osservatorio Nazionale Amianto,  avevano di fatti allertato la Procura della Repubblica di Velletri, e in particolare il Pubblico Ministero, Dott. Luigi Paoletti, incaricato delle indagini, con il quale aveva interloquito il legale nominato dall’associazione, Avv. Riccardo Brigazzi, del Foro di Roma, il quale, come legale ONA, ha condotto a termine brillanti indagini difensive che hanno permesso di acquisire quegli elementi tali da contribuire alla ritenuta sostenibilità da parte del PM incaricato, Dott. Paoletti.

In data 04.09.2018, il Dott. Luigi Paoletti ha notificato la richiesta di rinvio a giudizio a carico del Sig. B. A. per l’ipotesi di reato di cui agli artt. 110, 113, 423, 437 II° comma, 449 e 452 bis c.p., art. 256 I, II, III e IV comma, Dlgs 152/2006 e art. 17, comma 1° lett. D); 18, comma 1° lett. A, 29 comma 1°, 37, comma 1°, 43, comma 1° lett. b), 55, comma 1° e 5° del Dlgs 81/2008, nonché a titolo di responsabilità amministrativa nei confronti di EcoX S.r.l. e Eco Servizi per l’Ambiente S.r.l., e ha identificato tra le persone offese anche l’Osservatorio Nazionale Amianto, assistito e difeso dall’Avv. Riccardo Brigazzi.

Fissata l’udienza preliminare per il 4 dicembre 2018.

Le ultimissime notizie

L’avvocato Ezio Bonanni, Presidente Ona ha tuonato ““L’ONA si costituirà parte civile nel procedimento penale promosso dalla Procura della Repubblica di Velletri a carico della persona e delle società che ha identificato e chiederà il risarcimento dei danni anche in relazione al pregiudizio concretamente sofferto anche dai cittadini, fermo restando che sarà il GUP a dover decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio e ferma in ogni caso la presunzione di innocenza quale pietra miliare dello stato di diritto”.

Il grido di battaglia di Calogero Vicario, coordinatore ONA

Incontro Priolo Gargallo
Incontro Priolo Gargallo

Per far fronte all’emergenza amianto presente in Sicilia, in particolare nel cosiddetto triangolo della morte composto da: Melilli, Augusta e Priolo. L’Osservatorio Nazionale Amianto è continuamente impegnato in interessanti iniziative. Mirate alla sensibilizzazione della popolazione locale all’argomento e alla diffusione della giusta informazione per combattere il problema.

Una di queste importanti iniziative organizzata e fortemente voluta dal Sindaco di Priolo Gargallo, l’On.le Pippo Gianni, infatti oggi ci sarà una riunione straordinaria del Consiglio Comunale presso l’aula Consiliare.

L’incontro è intitolato “Ambiente, inquinamento e rischi per la salute”, ed è stato organizzato per lanciare un vero e proprio grido di battaglia su tre tematiche molto delicate che vanno ad intersecarsi tra loro in quel territorio così difficile in cui a morire sono ancora in moltissimi. 

La Corte di Appello di Roma aveva già in passato sentenziato che le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni, circa un’alta incidenza di casi di cancro e di altre patologie asbesto correlate ne territorio di Priolo Gargallo e degli altri Comuni del famigerato triangolo della morte: “dalla documentazione prodotta (indagine epidemiologica del 1997 a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e Registro Tumori della Provincia di Siracusa) emerge come l’esposizione ad amianto riguardasse tutti i lavoratori del Polo Petrolchimico di Priolo e, addirittura, gli abitanti della zona”.

INAIL nega la rendita per malattia professionale

L’INAIL a suo tempo aveva negato ad un operaio di Priolo Gargallo,  il riconoscimento della rendita per malattia professionale e difeso dall’Avv. Ezio Bonanni, aveva fatto causa all’INAIL. Lottando come un leone fino al giorno 15.07.2015, momento in cui è deceduto. Il Tribunale aveva accolto le tesi dell’INAIL e rigettato anche la domanda giudiziale.

«La Corte di Appello di Roma ribalta l’esito del giudizio di primo grado, condanna l’INAIL, ma soprattutto afferma che il mesotelioma va sempre indennizzato, tanto più per “tutti i lavoratori del polo petrolchimico di Priolo” e afferma il rischio amianto anche per gli abitanti della zona» – aveva dichiarato a suo tempo l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, dando sostegno all’iniziativa dell’ONA Sicilia, con il coordinatore Calogero Vicario e l’On.le Dott. Pippo Gianni, autorevole esponente del comitato tecnico scientifico nazionale, affinché fosse applicata la Legge Regionale Siciliana in materia di amianto, ragione per la quale, anche in qualità di Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto. 

Purtroppo gli appelli che l’ONA sta lanciando, già dal 2008, in Sicilia, sono rimasti lettera morta, in molti sembrano sordi o ciechi dinnanzi all’evidenzia, ad eccezione dell’impegno dell’On.le Dott. Pippo Gianni che, sia da parlamentare e assessore regionale (prima), e poi di parlamentare nazionale (dopo), e ancora di Sindaco di Priolo Gargallo (ora ed ancora), si è sempre impegnato al fianco delle vittime, dei più deboli e degli ultimi, come dimostra l’ultimo responso delle urne, che, in modo plebiscitario, lo hanno riportato a rivestire la carica di Sindaco che aveva ricoperto già decenni orsono, lanciando, tra l’altro, già 35 anni fa, l’allarme sull’inquinamento.

L’impegno dell’Osservatorio Nazionale Regione Sicilia

Meritevole risulta anche l’impegno del Sig. Calogero Vicario, Coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Amianto, Regione Sicilia, il quale con un grido di battaglia ribadisce che l’associazione è operativa in tutto il territorio della Regione Sicilia, fin dal 2008, e presta assistenza tecnica, medica e legale, in modo assolutamente gratuito.

«Quando nel 2008 abbiamo dato vita all’ONA in Sicilia abbiamo lanciato il nostro grido di dolore che è stato raccolto solo dall’On.le Pippo Gianni. In qualità di operaio saldatore sentivo di aver subito dei danni dalla fibra killer di amianto. Per fortuna il Buon Dio per il momento mi ha risparmiato dalla fibra, e per questo abbiamo chiesto salute e lavoro, senza che ci sia un falso dilemma di una contrapposizione e cioè scegliere di morire di fame o di morire di cancro, come sta succedendo a molti miei colleghi e in qualche caso anche alle loro mogli.

Per questo motivo l’ONA ringrazia l’On.le Pippo Gianni e invita tutta la cittadinanza a partecipare in massa al Consiglio Comunale indetto per il giorno 06.09.2018 alle ore 17:00. Come ONA prevediamo di organizzare una forte mobilitazione, fino ad arrivare a Roma, se è necessario. Non si può continuare questo massacro. E’ necessario bonificare, e al più presto» – dichiara il sig. Calogero Vicario.

Consiglio Comunale di Priolo Gargallo

Vicario

L’ONA, attraverso il suo Presidente nazionale, e attraverso il Coordinatore Regionale Sig. Calogero Vicario, invitano i cittadini, tutti, ivi compresi quelli residenti negli altri Comuni del famigerato triangolo della morte, a partecipare al Consiglio Comunale straordinario. Indetto dal Comune di Priolo Gargallo per il giorno 06.09.2018, alle ore 17:00.

«L’appuntamento di oggi non è un appuntamento passerella. Abbiamo iniziato a mettere i puntini sulle ‘i’. Rispetto ad una presenza, ingombrante, di una industria che fino ad oggi ha costruito immensi profitti senza tener conto dei costi ambientali ed umani. Delle drammatiche conseguenze che l’inquinamento, primo tra tutti quello da amianto, ha provocato sulla salute dei cittadini. Riteniamo indispensabile che, pur rispettando il profitto legittimo, le industrie e lo Stato debbano rivedere i loro progetti e programmi che riguardano ambiente e sanità. Per dare a questo popolo salute e speranza, per oggi e per il futuro, anche per i loro figli. Superando il falso dilemma salute o lavoro. Che è una contrapposizione falsa e fallace.

In qualità di Sindaco di Priolo Gargallo e quindi massima Autorità Sanitaria e al tempo stesso componente del comitato tecnico scientifico dell’ONA, ho chiamato a raccolta non solo la cittadinanza, ma anche i 6 Sindaci delle aree ad alto rischio. Per chiedere al Governo nazionale di lasciare l’1% del prelievo fiscale annuale che viene prelevato da quest’area industriale per utilizzarlo per l’ambiente e la sanità. Prevenzione primaria, cioè bonifica, e sistema di sicurezza. Prevenzione secondaria: screening sanitari e salute, e cioè cure per i pazienti sventurati. Il nostro motto da oggi è: ‘Abbiamo lavorato 50 anni inquinando e ora lavoreremo altri 50 anni per disinquinare’» – dichiara l’On.le Pippo Gianni, Sindaco di Priolo Gargallo, e componente del comitato tecnico scientifico dell’ONA, in merito all’incontro di oggi.

L’ONA assicura i seguenti servizi gratuiti:

  • Assistenza medica;
  • Consulenza legale;

Tutti i cittadini che ne hanno necessità possono prima di tutto consultare il sito www.osservatorioamianto.com dal quale acquisire ogni utile informazione. Nel caso fossero necessari chiarimenti e assistenza medica e legale, i si potrà rivolgere al numero verde gratuito 800 034 294. Le richieste possono essere inviate all’ONA attraverso lo sportello amianto on line.

La Spezia: amianto in strada

Amianto Eternit
Amianto Eternit

Amianto abbandonato: è accaduto a La Spezia così come in altre città

L’amianto è sempre stato un nemico pericolosissimo per la salute umana, negli ultimi 26 anni è stato però ufficialmente messo al bando nel nostro Paese. Da allora è stato innestato un meccanismo alquanto strano e preoccupante.

Sono moltissimi gli italiani che preoccupati dalle conseguenze della presenza di amianto, provvedono in maniera del tutto illecita e scorretta a disfarsi dell’asbesto gettandolo in strada, abbandonando oggetti come: tettorie, lastre o vari manufatti sotto agli occhi di tutti.

Questo comportamento è frutto della poca informazione presente in Italia in merito all’argomento, in molti conoscono sommariamente i reali pericoli che l’amianto pone in agguato per ognuno di noi, parliamo di: mesotelioma, asbestosi, ispessimenti pleurici, cancro ai polmoni e altre forme di cancro particolarmente aggressive e fulminanti.

Ma cosa è successo a La Spezia? Gli uomini della Stazione Carabinieri Forestale della Spezia hanno ritrovato un enorme quantitativo di amianto, depositato in un’area che per giunta risulterebbe di proprietà del Comune. Sarebbe stata proprio una ditta chiamata per effettuare la bonifica di una palazzina situata nei pressi del luogo del ritrovamento, ad abbandonare l’asbesto.

L’amianto è stato ritrovato sigillato e impacchettato ma questo purtroppo non può bastare per fermare le fibrille, che grazie alla loro struttura piccola e sottile vengono inalate con una facilità impressionante.

Per poter effettuare operazioni di bonifica occorre l’autorizzazione dell’Amministrazione Provinciale, in seguito bisogna certificare l’operazione di bonifica documentando nero su bianco tutti i dettagli, come ad esempio il quantitativo di materiale da smaltire e il luogo di provenienza, in modo da poter monitorare al meglio la situazione limitando i rischi alla salute.

Un fenomeno in espansione su tutto il territorio italiano.

Questo non è successo a La Spezia e il fenomeno sembra abbracciare tutto il territorio italiano, dal nord verso il sud e nelle isole, infatti qualche tempo fa ci siamo imbattuti in una situazione forse anche peggiore, lastre di amianto abbandonate su una strada di Acireale (CT) lasciate alla luce del sole e sotto lo sguardo dei passanti.

La Spezia e Acireale non rappresentano due casi isolati, l’Italia brulica di episodi di omertà riguardo la denuncia dei siti contaminati ed è per questo che l’avv Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, dedica la sua vita alla tutela delle vittime amianto e al raggiungimento di due importanti obiettivi: informare l’opinione pubblica della pericolosità dell’amianto e ottenere la bonifica completa del territorio italiano.

EcoX: richiesta di rinvio a giudizio

Eco X
Eco X

EcoX, è trascorso già un anno dall’avvenuto incendio

In data 05.05.2017, prendeva fuoco in Pomezia (Via Pontina Vecchia, km 33.381) lo stabilimento EcoX. Si sono sprigionate diossina, polveri sottili, benzene, policiclici aromatici e probabilmente amianto più sostanze cancerogene, in ogni caso con grave rischio per la pubblica incolumità.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso l’Avv. Ezio Bonanni, faceva presente la condizione di rischio, chiedendo che fossero assunte misure idonee a tutela della salute pubblica, che vennero puntualmente adottate dagli organismi preposti.

Molti cittadini, assistiti dall’Osservatorio Nazionale Amianto, hanno segnalato la condizione di rischio alla Procura della Repubblica di Velletri, e in particolare al Pubblico Ministero, Dott. Luigi Paoletti, incaricato delle indagini, con il quale ha interloquito il legale nominato dall’associazione, Avv. Riccardo Brigazzi, del Foro di Roma, il quale come legale ONA, ha condotto a termine brillanti indagini difensive che hanno permesso di acquisire quegli elementi tali da contribuire alla ritenuta sostenibilità da parte del PM incaricato, Dott. Paoletti.

In data 04.09.2018, il Dott. Luigi Paoletti ha notificato la richiesta di rinvio a giudizio a carico del Sig. B. A. per l’ipotesi di reato di cui agli artt. 110, 113, 423, 437 II° comma, 449 e 452 bis c.p., art. 256 I, II, III e IV comma, Dlgs 152/2006 e art. 17, comma 1° lett. D); 18, comma 1° lett. A, 29 comma 1°, 37, comma 1°, 43, comma 1° lett. b), 55, comma 1° e 5° del Dlgs 81/2008, nonché a titolo di responsabilità amministrativa nei confronti di EcoX S.r.l. e Eco Servizi per l’Ambiente S.r.l., e ha identificato tra le persone offese anche l’Osservatorio Nazionale Amianto, assistito e difeso dall’Avv. Riccardo Brigazzi.

Fissata l’udienza preliminare per il 4 dicembre 2018. 

«L’ONA si costituirà parte civile nel procedimento penale promosso dalla Procura della Repubblica di Velletri a carico della persona e delle società che ha identificato e chiederà il risarcimento dei danni anche in relazione al pregiudizio concretamente sofferto anche dai cittadini, fermo restando che sarà il GUP a dover decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio e ferma in ogni caso la presunzione di innocenza quale pietra miliare dello stato di diritto» –  dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Si può sconfiggere amianto

sconfiggere amianto Assistenza Medico Legale
Assistenza Medico Legale

Il Dott. Arturo Cianciosi, medico legale e medico del lavoro, tra i fondatori dell’Osservatorio Nazionale Amianto, a 10 anni dall’inizio delle attività dell’ONA traccia un primo bilancio dell’attività del Dipartimento di Medicina Legale dell’ONA per sconfiggere amianto.

Questo opera in comunione d’intenti con il Dipartimento di Terapie e Cura del Mesotelioma. È grazie a persone e professionisti come loro, se si può provare a sconfiggere l’amianto.

Nel 2000, è scoppiata a Cisterna di Latina, un’epidemia di patologie asbesto correlate. Malati e morti, compresi i famigliari dei lavoratori, le mogli che lavavano le tute e perfino i figli e un numero di cancri (come per esempio le leucemie) che hanno iniziato a colpire i figli dei lavoratori dell’amianto, così come si stava già verificando a Taranto.

Per questo motivi il Dott. Arturo Cianciosi è stato colui che ha ritenuto opportuno istituzionalizzare la protesta delle vittime pontine, in comunione con le vittime di tutta Italia, nell’ONA, di cui è divenuto componente del direttivo nazionale. È grazie a persone e professionisti come lui se si può provare a sconfiggere l’amianto, un killer silenzioso che rovina la vita di tante persone.

Sconfiggere amianto: intervista il Dott. Arturo Cianciosi

Dott. Cianciosi, in che cosa consiste la patogenesi delle malattie da amianto, in particolare quelle pleuropolmonari?

La patogenesi delle malattie pleuropolmonari correlate all’asbesto è complessa e non completamente chiara.

La dose, le dimensioni e la composizione chimica delle fibre possono influenzare la fibrogenicità e la cancerogenicità, avendo più importanza le fibre più lunghe, più sottili e più durature. Anche fattori legati all’ospite, tra i quali la clearancepolmonare, lo stato immunologico e l’esposizione ad altre sostante nocive, come il fumo di sigaretta, sono importanti nel determinare la natura e la severità della reazione alle fibre inalate.

Benché la maggior parte delle fibre di asbesto inalate vengono rimosse dalla clearancemucociliare, alcune entrano all’interno dei macrofagi, o per mezzo della penetrazione diretta attraverso l’epitelio, o grazie all’organizzazione di un essudato intraluminale in seguito ad una lesione epiteliale.

I macrofagi attivati si accumulano alla biforcazione delle vie aeree di transizione e nell’interstizio, dove producono citochine, chemiochine e fattori di crescita che promuovono l’infiammazione e la fibrosi. Questi prodotti includono TNF-alfa, TGF-beta, IL-1, IL-8 e il fattore di crescita derivato dalle piastrine.

Quali sono le patologie asbesto-correlate?

La patologia senza alcun dubbio più diffusa, tra i lavoratori professionalmente esposti, è rappresentata da una fibrosi polmonare detta “asbestosi“.

Le altre patologie provocate dall’asbesto in estrema sintesi sono:

Al di là di queste malattie oramai ben stratificate, in tempi relativamente recenti sono state definite in maniera sistematica le lesioni della pleura da amianto. Esse comprendono due quadri clinici distinti.

Sono ispessimenti circoscritti che interessano esclusivamente la pleura parietale, compreso quella diaframmatica. In più sono di norma multiple, bilaterali, talvolta simmetriche, hanno estensione e spessore variabili, risparmiano apici e seni costofrenici e possono calcificare. Sono un reperto frequente nella popolazione professionalmente esposta. Generalmente vi è un periodo di latenza piuttosto lungo (variabile da 10 a 30 anni) tra inizio dell’esposizione e comparsa delle placche. Non è stata dimostrata alcuna correlazione con i livelli di esposizione. Al contrario, la comparsa delle placche sembra più correlata alla durata dell’esposizione che alla dose. Placche pleuriche sono descritte anche in relazione a livelli di esposizione relativamente bassi (esposizioni ambientali). Le placche pleuriche bilaterali localizzate alla pleura parietale costituiscono una lesione specifica da amianto.

Interessano la pleura viscerale e possono determinare anche aderenze tra i due foglietti pleurici. A differenza delle placche pleuriche localizzate alla pleura parietale, gli ispessimenti pleurici diffusi rappresentano una lesione meno specifica, che si manifesta anche in conseguenza di altri processi infiammatori.

Questi quadri sono generalmente asintomatici e non comportano alterazioni della funzionalità respiratoria a meno che non siano molto estesi o che si accompagnino a fenomeni fibrotici del parenchima polmonare.

Sconfiggere amianto e lesioni pleuriche

Le lesioni pleuriche non possono di per sé essere interpretate come asbestosi. In realtà esse non costituiscono una vera e propria patologia da amianto, quanto piuttosto un indicatore di avvenuta esposizione. Secondo alcuni autori hanno anche un significato di ipersuscettibilità individuale all’azione sclerogena dell’amianto. D’altro canto, tali lesioni possono evolvere trasformandosi in lesioni maligne.

Qual è il metodo di inquadramento delle patologie asbesto correlate?

L’inquadramento della patologia da asbesto e delle sue complicanze è stato affrontato sulla base del “Consensus statements” elaborato nel 2009 mediante il “metodo Delphi” cioè del giudizio consensuale tra i maggiori esperti del settore che, ovviamente, hanno tenuto in debita considerazione le risultanze di tutta la letteratura scientifica del settore maggiormente accreditata.

In sintesi, il metodo è un approccio sistematico teso a massimizzare le aree di accordo e a minimizzare quelle di disaccordo mediante la valutazione della certezza o dell’incertezze relative al ruolo della esposizione all’asbesto ed ai suoi effetti sulla salute dell’apparato respiratorio.

Come si fa ad accertare l’origine professionale della patologia?

Sulla base di quanto sopra analiticamente estratto dalla letteratura scientifica di riferimento, si ricava in maniera perentoria che l’esposizione a fibre di amianto si associa all’insorgenza di malattie dell’apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare) e della pleura (mesoteliomi).

E’ nota da sempre, con particolare riferimento alla dottrina medico-legale, la notevole complessità di accertare il nesso causale in ambito di cancerogenesi.

Quali sono le principali motivazioni alla base di queste difficoltà?

Non tutti gli esposti a cancerogeni sviluppano tumori. E’ dato conoscere lo sviluppo di tumori in tutti gli esposti solo in un reparto di distillazione di 2-naftilamina di una piccola industria in Gran Bretagna (in cui si verificarono 15 casi di tumore alla vescica su 15 dipendenti).

Per una quota dei tumori che si sviluppano nella popolazione non è possibile identificare fattori cui assegnare anche solo in via ipotetica un ruolo causale.

Nell’anamnesi di persone colpite da tumori non è raro identificare esposizioni a più di un noto agente causale.

L’effetto di un cancerogeno, come testimonia l’ultima monografia IARC, è di accrescere la frequenza con cui un tumore tende a svilupparsi tra le persone esposte, rispetto a quelle che non lo sono e che vengono prese come termine di riferimento.

Quali sono i criteri medico-legali per determinare il nesso causale?

In generale, l’accertamento del nesso di causalità materiale in medicina legale richiede il vaglio di alcuni “criteri” di giudizio:

  • cronologico, che consiste nel giudicare se l’intervallo di tempo trascorso dall’azione lesiva alla comparsa delle prime manifestazioni di una determinata malattia sia compatibile o meno con l’esistenza di una relazione causale.

Solitamente il lasso di tempo tra l’inizio dell’esposizione alle fibre d’amianto e l’insorgenza di patologie è di almeno un decennio.

  • topografico, che riguarda la corrispondenza tra la regione anatomica interessata dall’azione lesiva e la sede dell’insorgenza della malattia.

L’inalazione di fibre di amianto dà luogo a patologie pleuro-polmonari, sede elettiva di deposito delle fibre di asbesto, per cui anche questo criterio è sempre soddisfatto.

  • idoneità, che si basa sull’attitudine dell’azione lesiva a cagionare l’effetto dannoso tenuto debitamente conto dei principi generali della fisiopatologia, dell’anatomia patologica e della clinica.

Una causa è idonea quando ha effettiva capacità di produzione dell’evento (efficienza), quando vi è proporzionalità tra l’entità della causa e la gravità del danno prodotto, quando causa e danno sono compatibili sotto il piano clinico e anatomo-patologico.

  • esclusione di altre cause, che consiste nell’eliminare ogni altra causa possibile, in modo da isolare un solo fattore etiologico al quale attribuire la malattia in esame. Occorre dunque valutare gli antecedenti causali e segnalare quelli eventualmente concausali.

Le evidenze scientifiche hanno dimostrato che il fumo di tabacco potenzia l’effetto cancerogeno dell’asbesto, rivelando l’esistenza di un’importante sinergismo fra l’abitudine al fumo e l’esposizione ad amianto nello sviluppo di tumori polmonari. Detto questo, si ritiene di poter attribuire al fumo un ruolo sostanzialmente concausale che, dunque, non interrompe l’effetto nocivo dell’esposizione all’asbesto.

Sconfiggere amianto: criterio epidemiologico-biostatistico

In particolare, data la peculiarità dell’argomento in questione, sembra inoltre necessario affiancare alla criteriologia classica anche un criterio di tipo epidemiologico-biostatistico che in definitiva richiama il cosiddetto criterio della sussunzione sotto leggi scientifiche di copertura. Secondo tale principio, solo mediante una legge scientifica di copertura, atta a spiegare il rapporto fra condotta del presunto autore del reato ed evento dannoso, sarebbe possibile formulare un giudizio di responsabilità penale.

In questo contesto si riconoscono le leggi universali, sulla base delle quali è consentito affermare, allo stato dell’attuale conoscenza umana, che ad un certo atto corrisponde con certezza un certo evento; e le leggi statistiche, munite di una minore certezza scientifica, in ragione delle quali si può affermare che, in una certa percentuale di casi, la realizzazione di un atto è seguita dal verificarsi di un evento.

E’ d’altro canto noto come, in ambito biomedico, la ricerca della dimostrazione con certezza assoluta della dipendenza causale di un effetto, costituisca per lo più compito non risolubile.

Gran parte della dottrina e della giurisprudenza sono ormai comunemente consapevoli che, in questo peculiare ambito, la necessità di una legge causale non è mai assoluta.

La spiegazione causale viene dunque a rivestire uno spessore essenzialmente probabilistico anche quando la legge sulla quale è imperniato il meccanismo della spiegazione è di natura universale. Si parla dunque di causalità generale, che non vuol dire necessariamente causalità individuale per ogni persona fisica. Il complesso causale è dato dalla rete idonea di per sé a produrre l’evento, ma quest’ultimo non lo implica nella sua totalità come sua premessa necessaria.

Per ulteriori informazioni contattare lo Sportello Amianto ONA o direttamente l’avv. Ezio Bonanni.