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lunedì, Agosto 17, 2026
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Una necropoli di AMIANTO

Amianto
Amianto

Sito archeologico contaminato di amianto

È accaduto in provincia di Agrigento, a Favara. L’ultimo episodio di inciviltà che vede contaminare una necropoli, sito archeologico con lastre di amianto e altri rifiuti.

La necropoli paleocristiana di contrada Stefano è un sito archeologico che sorge nella zona est di Favara, un comune in provincia di Agrigento.

Gli uomini dovrebbero tutelare e valorizzare le bellezze storiche del proprio paese invece la notizia di oggi fa raggelare il sangue. È stata rinvenuta proprio nella necropoli di Favara una discarica abusiva.

Un luogo che era destinato alla sacralità è invece divenuto simbolo del profano, rifiuti di ogni genere abbandonati a loro stessi all’interno dell’antico cimitero e la popolazione locale si dichiara indignata e preoccupata visto che tra quelle macerie di inciviltà, è presente anche un grosso quantitativo di amianto.

Oltre a testimoniare il poco rispetto nei confronti di se stessi, della propria storia e delle proprie radici, un’azione tanto riprovevole dimostra quanto gli italiani siano ancora poco informati sui rischi in riferimento alla manipolazione amianto.

L’amianto è un minerale cancerogeno che attacca facilmente l’organismo umano, provocando gravi patologie: asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici, mesotelioma e cancro ai polmoni.

L’Osservatorio Nazionale Amianto combatte da lungo tempo contro la problematica amianto, l’avv. Ezio Bonanni presidente ONA, promuove infatti come primo mezzo di contrasto la prevenzione e la conoscenza dell’argomento in questione.

Purtroppo ad oggi quella dell’amianto è una tematica trattata ancora con troppa superficialità, gli italiani sono troppo poco serrati sull’argomento e non conoscono il rischio in cui incombono.

Non è il primo caso di inciviltà di questo genere registrato in Sicilia o in Italia, proprio un paio di giorni fa in un altro nostro articolo abbiamo fatto riferimento ad un’altra notizia molto simile, mancante forse dell’elemento sacrale ma si trattava sempre di amianto abbandonato sotto agli occhi di tutti per strada.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

Amianto: Di Maio puoi fermare la strage

Di Maio
Di Maio

Appello a Luigi Di Mario, per tutelare meglio i lavoratori

Di Maio e il Movimento 5 Stelle hanno ottenuto un forte consenso elettorale dichiarando di voler governare con il cambiamento e soprattutto hanno sempre sostenuto di voler tutelare le vittime, prime fra tutte quelle dell’amianto e per questo hanno raccolto un enorme consenso elettorale.

Sono ormai trascorsi mesi dall’insediamento del nuovo Governo eppure tutto tace dalle autorità governative in ordine alla tutela delle vittime dell’amianto. Le vittime amianto infatti hanno trovato autorevole sostegno da parte dell’On.Le Luigi Di Maio nel corso della precedente legislatura tanto che il nuovo corso elettorale ha spazzato via le vecchie cariatiti che erano rimaste inerti rispetto al tema amianto e alla tutela del lavoro.

Di Maio

Ora che il Movimento 5 Stelle e il Presidente del Consiglio e lo stesso Vicepresidente On.Le Di Maio hanno il governo del Paese insieme con la Lega, le vittime dell’amianto rimangono in fiduciosi. 

«Non mi rimane molto da vivere perché la fibra killer sta per colpire ancora: i valori dei marcatori cancerogeni e l’affaticamento del mio cuore mi rendono ormai un morto che cammina, sta per suonare la mia campana. Per questo motivo, proprio perché non ho molto tempo mi rivolgo al Ministro Di Maio perché realizzi il Programma di Governo, in particolare la bonifica dei luoghi di vita e di lavoro dove è presente amianto, per la tutela dei cittadini, tutti. Vorrei un mondo migliore senza cancro e con l’amianto sconfitto, in modo che la fibra assassina non possa uccidere ancora» – dichiara Antonio Dal Cin, finanziere eroe della lotta contro l’amianto e malato di asbestosi.

Le vittime dell’amianto nutrono forte fiducia nel Ministro Di Maio e sono convinte che manterrà le promesse elettorali, in particolare per quanto riguarda la tutela dei lavoratori e delle vittime amianto. 

Focus di approfondimento: I NUMERI DELLA STRAGE

L’amianto è un killer silenzioso cancerogeno che provoca con assoluta certezza scientifica mesotelioma, tumore del polmone, tumore della laringe, dello stomaco e del colon. Per non parlare dei danni respiratori che causa, anche quando non insorge il cancro (placche pleuriche, ispessimenti pleurici, asbestosi e complicanze cardiocircolatorie):

  • 900 di Mesotelioma;
  • 600 per Asbestosi;
  • 600 per Tumori polmonari.

L’amianto provoca anche altre patologie neoplastiche (il tumore della faringe, della laringe, dello stomaco, delle ovaie e del colon retto.

Spesso possono bastare anche esposizioni non elevate per provocare l’insorgenza del mesotelioma e delle altre patologie tumorali asbesto correlate.

Il picco di mesoteliomi e di altre patologie asbesto correlate si verificherà tra il 2025 e il 2030 e poi inizierà una lenta decrescita.

In Italia, ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, di cui 33 milioni di amianto compatto ed 8 milioni di tonnellate di amianto friabile.

Ci sono un milione di siti contaminati con amianto, di cui almeno 50mila siti industriali, e

40 siti di interesse nazionale.

Antonio Dal Cin, vince la causa e non finisce in strada

Antonio Dal Cin
Antonio Dal Cin

Antonio Dal Cin rischiava di perdere casa e finire in strada

Uno dei paradossi della giustizia italiana rischiava di portare Antonio Dal Cin in mezzo alla strada, e con lui la moglie e i due bambini.
Antonio Dal Cin, eroe della lotta contro l’amianto, ex militare della Guardia di Finanza che oltre a fronteggiare la fibra killer (amianto che gli ha procurato l’asbestosi), ha dovuto fare i conti anche con una temeraria azione esecutiva promossa da un istituto di credito, che però non ha nulla a che vedere con Antonio, del tutto estraneo al debito.
Notti insonni trascorse con la paura di restare in mezzo ad una strada con la moglie malata e due bambini in tenera età. Stessa condizione per sua sorella Nadia, due figli, di cui una minorenne. Antonio e Nadia proprietari dell’immobile, per un cavillo risultano proprietari per il 75%, per l’altro 25% debbono ottenere una Sentenza di usucapione.
L’istituto di credito con un blitz tentava la vendita prevista per l’11 settembre. Quì la furiosa risposta dell’Avv. Ezio Bonanni che assiste Nadia e Antonio Dal Cin, che si è rivolto al Giudice segnalando il grave rischio che correva l’ex militare in pericolo di vita, di essere addirittura scacciato di casa.

Antonio, vittima di asbestosi combatte ogni giorno contro la morte

Nonostante gli ostacoli il presidente ONA, segnalava al Tribunale che l’ex militare Antonio Dal Cin, lotta tra la vita e la morte. Antonio  ha contratto l’asbestosi, che gli ha compromesso la funzione respiratoria (deve respirare con la bombola di ossigeno), e anche quella cardiaca con rischio di arresto cardiaco e quindi decesso.
Antonio lotta continuamente tra la vita e la morte, è vittima del dovere a seguito di esposizione all’amianto e non merita questi trattamenti:
«Mi sono limitato a presentare un’istanza al Giudice dell’esecuzione per segnalargli il fatto che la procedura fosse quanto meno anomala poiché il Dal Cin non è debitore del creditore procedente che tenta di mettere in mezzo alla strada un uomo che ancorché giovane è già segnato nella sorte infausta dall’asbestosi mortale.
Bene il provvedimento di oggi che ha sospeso l’esecuzioni, dovuta anche alla tenacia e alla costanza del mio valido collaboratore David Caldarozzi» – dichiara Ezio Bonanni avvocato Cassazionista, difensore del sig. Antonio Dal Cin, che oltre ad essere il paladino delle vittime amianto, ha una lunga esperienza nella difesa dei cittadini contro lo strapotere delle banche e le loro pratiche aggressive.

Le dichiarazioni del Presidente ONA sul caso di Antonio Dal Cin

Antonio che commosso, apprende la notizia direttamente dall’avv. Ezio Bonanni dichiara:
«Prima di tutto ringrazio pubblicamente Ezio Bonnani, avvocato cassazionista, patrocinante in Cassazione e presso le Magistrature Superiori per essere riuscito ad evitare che due bambini piccoli restassero senza una casa in un momento di grande difficoltà per la mia famiglia. Desidero ringraziare l’uomo di straordinarie doti umane che mi è sempre stato vicino come il fratello che non ho mai avuto, tutelando così i mie figli e la mia famiglia e spingendosi ben oltre il suo ruolo professionale.
Lo ringrazio soprattutto per avermi sempre consigliato e per avermi messo a disposizione i medici dell’ONA. Mi ha dato così la possibilità di poter sperare in un futuro migliore. Non in ultimo, per avermi dato l’opportunità di donare al prossimo il mio tempo, così da sentirmi ancora vivo e non lasciarmi divorare dalla preoccupazione della morte annunciata. Grazie Ezio a nome della mia famiglia e di mia sorella Nadia. Oggi abbiamo portato a casa un importantissimo risultato, garantendo ancora una casa a nostri figli».

Nasce l’Osservatorio Vittime del Dovere

L’ONA ha promosso una nuova associazione per tutelare le vittime del dovere: l’Osservatorio Vittime del Dovere.

La  neonata associazione di promozione sociale, apartitica e senza fini di lucro evidenzia tra le sue finalità la tutela della salute. In particolar modo nei confronti del personale Civile e Militare delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza.

Amianto: occupato il comune di Priolo

Priolo Gargallo
Priolo Gargallo

Occupato il Consiglio Comunale di Priolo Gargallo

Consiglio comunale straordinario della città di Priolo Gargallo, epicentro dell’epidemia di amianto in Sicilia e in Italia. Tutto tace nelle segrete stanze dell’amministrazione regionale e nazionale.

Anche il nuovo corso del governo gialloverde non turba gli interessi delle grosse multinazionali, che fanno profitto a Priolo Gargallo privilegiandolo alla salute umana.

Una condizione che l’ONA ha da tempo denunciato avendo ottenuto il suo presidente, Avv. Ezio Bonanni, l’accertamento giudiziale della Corte di Appello di Roma di tale condizione di rischio.

Il Sindaco di Priolo Gargallo, On.le Pippo Gianni, a partire dal gennaio 2011, ha sposato la causa dell’ONA e, in particolare, le poderose iniziative ivi assunte anche grazie alla collaborazione dell’iter territoriale, Sig. Calogero Vicario, saldatore e vittima di patologia asbesto correlata.

Passata la Legge Regionale Amianto nell’isola, tuttavia, le autorità regionali hanno in qualche modo anestetizzato la norma e così ancora oggi arranca il Muscatello di Augusta, altra città martire nel triangolo della morte (Augusta/Priolo/Siracusa, Ragusa e Gela).

Dove sono le autorità e il Governo Nazionale?

Le autorità regionali e gli esponenti del parlamento nazionale hanno disertato l’assise comunale convocata d’urgenza dal sindaco, Dott. On.le Pippo Gianni, nel consiglio straordinario del 6 settembre, provocando un moto di indignazione delle vittime, lavoratori malati, vedove e orfani.

«Dov’è il governo nazionale? Dov’è il governo regionale? Dove sono i nostri onorevoli del cosiddetto governo del cambiamento?» – dichiara una vedova presente presso il consiglio comunale: si riconosce, perché è vestita di nero e piange il marito da poco tempo deceduto per mesotelioma, dopo aver lavorato una vita nella manipolazione dell’amianto lì a Priolo Gargallo.

Insorge Salvatore Luca Campione, capogruppo di maggioranza presente in aula. L’aula è occupata dagli stessi consiglieri di maggioranza, i quali hanno la schiena dritta, come il loro sindaco, Dott. On.le Pippo Gianni, e non intendono piegarsi alle multinazionali e pugnalare alle spalle coloro che li hanno appena eletti.

«Come rappresentanti del popolo di Priolo meritiamo attenzione da parte delle istituzioni.

L’iniziativa di ieri era stata promossa nel tentativo di ricevere proposte utili alla risoluzione dei numerosi problemi ambientali presenti sul territorio. Ma questo non è avvenuto.

Il nostro è un grido d’allarme visto che a Priolo si muore di tumore e si muore giovane, per questo cerchiamo il massimo impegno da parte delle istituzioni» – dichiara il Sig. Campione.

Sosteniamo l’On.Le Pippo Gianni, Sindaco di Priolo Gargallo

L’Osservatorio Nazionale Amianto manifesta il pieno supporto nell’iniziativa e sostiene l’impegno dell’On.Le Pippo Gianni, Sindaco di Priolo Gargallo, ex Parlamentale e membro del comitato tecnico scientifico ONA.

«L’ONA Siracusa sostiene l’iniziativa in quanto i problemi del petrolchimico non sono ancora stati risolti. È incredibile il fatto che il Petrolchimico di Siracusa pur essendo l’impianto più grande d’Europa, sia stato escluso dagli atti di indirizzo ministeriali per i benefici contributivi amianto.

Occorre maggiore impegno delle istituzioni, soprattutto da parte del Ministro del Lavoro. Ci auspichiamo che presto la loro attenzione venga rivolta ai lavoratori di Siracusa che continuano a morire abbandonati a loro stessi» – dichiara il sig. Calogero Vicario coordinatore regionale ONA Sicilia, presente anche lui durante l’occupazione dell’aula Consiliare.

Le conclusioni del Sindaco Dott. Pippo Gianni

Conclude poi il Sindaco, Dott. Pippo Gianni: «Sono fiero di questi giovani che ho al mio fianco, giovani forti e capaci, instancabili, che hanno deciso di prendere in mano un lavoro che ho iniziato trent’anni fa e che nessuno ha mai più portato avanti.

La lotta al diritto alla salute e alla tutela dell’ambiente ha caratterizzato il mio percorso politico, portando avanti battaglie, progetti e programmi perché questi temi potessero avere il giusto riconoscimento attraverso delle leggi regionali, che portano il mio nome, e grossi contributi a leggi.

Questo luogo è soggetto ad abbandono, è un luogo massacrato di cui più nessuno ha il coraggio di occuparsi, ma abbiamo dimostrato di voler continuare a farlo noi iniziando, appena insediati ad incontrare i sindaci della “zona ad alto rischio ambientale”, i vertici del polo petrolchimico e l’ias, alla quale abbiamo chiesto un impianto di depurazione nuovo, tecnologico con
finanziamenti regionali.

Ciò che è accaduto ieri in questa aula ha evidenziato la volgare incapacità politica di chi viene qua, se viene, a parlare senza sapere.

Come ho ribadito più volte, non ho mai abbassato e mai abbasserà la testa quando devo difendere la salute dei miei cittadini e il territorio in cui vivono. La ricreazione è finita per tutti».

Sostegno da parte del Presidente Nazionale, Avv. Ezio Bonanni: «Sosteniamo l’iniziativa intrapresa dai consiglieri in contrapposizione alla mancata partecipazione delle istituzioni politiche e amministrative. Ancora una volta la cittadinanza, il territorio e anche i lavoratori, non ricevuto le dovute attenzioni e continuano a pagare in termini di diritti e salute».

Informiamo che è possibile seguire la diretta video di ciò che accade e ciò che è accaduto nell’aula occupata attraverso l’home page del nostro sito istituzionale.

Priolo Gargallo

Focus sulla strage di amianto in Sicilia:

Sono 1361 i casi di mesotelioma registrati in Sicilia dal 1998 al 2015. Di questi, 1049 sono casi certi, 61 sono mesotelioma probabili e 232 mesotelioma possibili.

Il picco, si è registrato nel 2010-2011, con 98 e 97 casi, Nel periodo 1998-2014 la provincia che ha avuto maggiori insorgenze di mesotelioma – come rileva il Registro siciliano dei mesoteliomi dell’assessorato alla salute, che sta terminando di definire il dato relativo al 2015 – è stata quella di Palermo, con 364 casi, seguita da Catania e Siracusa, con 247 e 201 casi.

Sono alcuni dei dati diffusi durante un’iniziativa organizzata dalla Cgil. “Il 60 per cento delle morti per asbestosi a Palermo sono legate all’esposizione all’amianto da parte di operai del Cantiere Navale di Palermo – dichiara Domenico Mirabile, responsabile Cgil medici Palermo – Per quanto riguarda la prevenzione, ancora si fa poco. La legge 10 obbligava i comuni a dotarsi di piani comunali sull’amianto.

Su 82 comuni del palermitano, solo 20 hanno approvato i piani”. Cantieri Navali: a Palermo sono già nove i processi, sette celebrati e due in dirittura di arrivo, istruiti in meno di 10 anni per un totale di 145 morti presso lo stabilimento di Fincantieri.

Quasi 400 le parti offese e solo 3 imputati: gli ex direttori dello stabilimento di Fincantieri. Sono i numeri della strage silenziosa avvenuta tra i bacini di carenaggio del cantiere, dove i lavoratori lavoravano senza le più elementari misure di sicurezza, come le mascherine, per evitare l’inalazione delle fibre di amianto.

Nel 1992 l’azienda ammise che c’erano stati 1.750 lavoratori esposti per oltre dieci anni al rischio amianto.

Uranio Impoverito: Gen. Fernando Termentini

Uranio Impoverito - Fernando Termentini
Uranio Impoverito

Brig. Fernando Termentini, esponente per l’Uranio Impoverito

Abbiamo interpellato il Brig. Gen. Dott. Fernando Termentini, della riserva dell’Arma del Genio dell’Esercito Italiano, riguardo la problematica dell’uranio impoverito

È uno dei massimi esperti a livello mondiale nel settore della bonifica degli Ordigni Esplosivi (UXOs) e delle mine in varie aree del mondo, tra cui Afghanistan, Kuwait, Somalia, Mozambico e Bosnia. 

Nel 1998 il governo britannico ha ratificato il protocollo aggiuntivo 1 delle convenzioni di Ginevra. L’articolo 36 prevede che tutte le armi siano soggette a una revisione legale per valutare se siano “in grado di essere utilizzate discriminatamente” o causare “danni diffusi e gravi all’ambiente naturale“.

Intervista a Fernando Termentini sull’uranio impoverito

Cosa sapevate circa i pericoli a breve e lungo termine del DU? Quali sono gli effetti per le truppe che lo usavano? Quali sono invece per le popolazioni civili che ne sono state sottoposte?

«Assolutamente nulla».

Eravate a conoscenza che le armi lo contenevano?

«Assolutamente no».

Ora cosa può dirci in termini di utilizzo nelle recenti guerre, nella prima guerra del Golfo, nell’ex Jugoslavia? Come possiamo determinare quale impatto ha avuto e come ha fatto o non ha fatto ammalare la gente nella regione o chi la sta usando?

«Il DU si utilizzò durante la Prima Guerra del Golfo. Noi ci siamo trovati a contatto durante le operazioni di bonifica senza conoscere il pericolo. La stessa cosa successivamente in Somalia ed in Bosnia e solo a novembre del 1999 lo SMD ha emanato un warning  specifico durante le operazioni in Kosovo».

Perché veniva utilizzato? Viene ancora usato?

«Per l’elevato potere perforante del DU a parità di peso con altro metallo . Con ogni probabilità é ancora usato e comunque fa parte degli arsenali USA ed Israeliani».

Danni alla salute e prevenzione: parla Fernando Termentini

Quando si è accorto di essersi ammalato?

«Nel 2003».

Cosa ha provato per i suoi uomini?

«Immensa pena».

Qualcuno si è scusato per tutto ciò? 

«NO».

È stato un errore in buona fede? 

«Sicuramente per ignoranza di chi doveva affrontare il problema».

Parliamo un po’ di più del lato della protezione. Assumiamo dai rapporti degli Stati Uniti. La ragione per cui i soldati indossano maschere antigas è quella di difendersi da un attacco con armi chimiche o biologiche. Possiamo supporre in parte che siano adatti a proteggersi dall’uso dell’uranio impoverito? 

«Non nello specifico».

Attualmente, cosa sappiamo nello specifico? Pare che non ci siano stati molti test. Il Pentagono non è stato veloce nel rispondere alle domande dei veterani in termini di tossicità. Cosa potremmo dire sull’impatto sulla regione, su ciò che sta accadendo alle persone in Kuwait, in Iraq, in Arabia Saudita? 

«Solo una notazione. Se il DU non è pericoloso come dicono alcuni organi istituzionali italiani, come mai gli stessi dicono che eravamo stati avvertiti e forniti di materiale protettivo!»

La reazione alle accuse di Fernando Termentini

Cosa ha fatto o non ha fatto la stampa a livello di informazione?

«Quasi nulla a parte qualche rara eccezione».

Se ci sono stati dei silenzi a chi possiamo dare la colpa, all’esercito o alla stampa? 

«Sicuramente alle Istituzioni ed a quella parte di stampa che non ha informato».

Si può rinunciare a tale materiale e se si, con quale altro si può sostituire?

«Si, utilizzando il tungsteno ad esempio si otterrebbero risultati simili anche se con costi elevatissimi».

Cosa le è successo quando si è messo contro i vertici militari? È mai stato personalmente minacciato, intimidito?

«Sono stato ignorato !»

Un’ultima domanda, si considera un patriota, lavora ancora nell’esercito. Quale sarebbe il suo consiglio per i giovani uomini, le giovani donne arruolate ora? Cosa direbbe a suo figlio se le dicesse che vorrebbe fare partire per una missione USA, direbbe che è meglio non andare per evitare di esporsi?

«Raccomanderei di prendere particolari accorgimenti».

Assistenza vittime dell’uranio impoverito

L’Uranio Impoverito sembra esser uno degli argomenti più discussi, soprattutto negli ultimi anni. Abbiamo infatti avuto modo in passato di affrontare l’argomento con un altro grande esponente del settore, l’On.Le Ivan Catalano.

L’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto offre assistenza e tutela legale anche alle vittime dell’Uranio Impoverito. Essi possono richiedere il riconoscimento della causa di servizio e dello status di vittima del dovere. Questo permette di accedere a prestazioni aggiuntive, come l’equo indennizzo e la pensione privilegiata. Inoltre si può richiedere il risarcimento dei danni.

Secondo la Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati in materia di uranio impoverito sono circa 8.000 le vittime tra coloro che hanno compiuto missioni all’estero. La relazione finale ha ribadito, infatti, che l’uranio impoverito è una delle condizioni di rischio per i militari. Anche l’Avv. Ezio Bonanni è intervenuto alla Commissione Parlamentare d’Inchiesta il 06.12.2017 e ha evidenziato, in particolare, gli effetti negativi della correlazione tra uranio impoverito e vaccini contaminati.

Screening gratuito a Taranto per i militari

L’Avvocato Bonanni ha recentemente sostenuto l’iniziativa del commissario dell’Osservatorio vittime del dovere di Taranto, Paola Santospirito, e del dottor Pierpaolo Capece di uno screening gratuito a Taranto riservato ai militari delle Forze armate, gli ex militari e ai loro familiari. Attraverso l’esame è possibile rilevare contaminanti e metalli pesanti all’interno dell’organismo, compreso l’uranio 238.