Amianto: è strage a Priolo Gargallo. Occupato il consiglio comunale

Occupato il Consiglio Comunale di Priolo Gargallo per sensibilizzare le autorità regionali e nazionali sulla condizione di rischio amianto e altri cancerogeni.

Consiglio comunale straordinario della città di Priolo Gargallo, epicentro dell’epidemia di amianto in Sicilia e in Italia. Tutto tace nelle segrete stanze dell’amministrazione regionale e nazionale. Anche il nuovo corso del governo gialloverde non turba gli interessi delle grosse multinazionali, che fanno profitto a Priolo Gargallo privilegiandolo alla salute umana, condizione che l’ONA ha da tempo denunciato avendo ottenuto il suo presidente, Avv. Ezio Bonanni, l’accertamento giudiziale della Corte di Appello di Roma di tale condizione di rischio.

Il Sindaco di Priolo Gargallo, On.le Pippo Gianni, a partire dal gennaio 2011, ha sposato la causa dell’ONA e, in particolare, le poderose iniziative ivi assunte anche grazie alla collaborazione dell’iter territoriale, Sig. Calogero Vicario, saldatore e vittima di patologia asbesto correlata. Passata la Legge Regionale Amianto nell’isola, tuttavia, le autorità regionali hanno in qualche modo anestetizzato la norma e così ancora oggi arranca il Muscatello di Augusta, altra città martire nel triangolo della morte (Augusta/Priolo/Siracusa, Ragusa e Gela).

Le autorità regionali e gli esponenti del parlamento nazionale hanno disertato l’assise comunale convocata d’urgenza dal sindaco, Dott. On.le Pippo Gianni, nel consiglio straordinario del 6 settembre, provocando un moto di indignazione delle vittime, lavoratori malati, vedove e orfani.

«Dov’è il governo nazionale? Dov’è il governo regionale? Dove sono i nostri onorevoli del cosiddetto governo del cambiamento?» – dichiara una vedova presente presso il consiglio comunale: si riconosce, perché è vestita di nero e piange il marito da poco tempo deceduto per mesotelioma, dopo aver lavorato una vita nella manipolazione dell’amianto lì a Priolo Gargallo.

Insorge Salvatore Luca Campione, capogruppo di maggioranza presente in aula. L’aula è occupata dagli stessi consiglieri di maggioranza, i quali hanno la schiena dritta, come il loro sindaco, Dott. On.le Pippo Gianni, e non intendono piegarsi alle multinazionali e pugnalare alle spalle coloro che li hanno appena eletti.

«Come rappresentanti del popolo di Priolo meritiamo attenzione da parte delle istituzioni. L’iniziativa di ieri era stata promossa nel tentativo di ricevere proposte utili alla risoluzione dei numerosi problemi ambientali presenti sul territorio. Ma questo non è avvenuto. Il nostro è un grido d’allarme visto che a Priolo si muore di tumore e si muore giovane, per questo cerchiamo il massimo impegno da parte delle istituzioni» – dichiara il Sig. Campione.

L’Osservatorio Nazionale Amianto manifesta il pieno supporto nell’iniziativa e sostiene l’impegno dell’On.Le Pippo Gianni, Sindaco di Priolo Gargallo, ex Parlamentale e membro del comitato tecnico scientifico ONA.

«L’ONA Siracusa sostiene l’iniziativa in quanto i problemi del petrolchimico non sono ancora stati risolti. È incredibile il fatto che il Petrolchimico di Siracusa pur essendo l’impianto più grande d’Europa, sia stato escluso dagli atti di indirizzo ministeriali per i benefici contributivi amianto. Occorre maggiore impegno delle istituzioni, soprattutto da parte del Ministro del Lavoro. Ci auspichiamo che presto la loro attenzione venga rivolta ai lavoratori di Siracusa che continuano a morire abbandonati a loro stessi» – dichiara il sig. Calogero Vicario coordinatore regionale ONA Sicilia, presente anche lui durante l’occupazione dell’aula Consiliare.

Conclude poi il Sindaco, Dott. Pippo Gianni: «Sono fiero di questi giovani che ho al mio fianco, giovani forti e capaci, instancabili, che hanno deciso di prendere in mano un lavoro che ho iniziato trent’anni fa e che nessuno ha mai più portato avanti. La lotta al diritto alla salute e alla tutela dell’ambiente ha caratterizzato il mio percorso politico, portando avanti battaglie, progetti e programmi perché questi temi potessero avere il giusto riconoscimento attraverso delle leggi regionali, che portano il mio nome, e grossi contributi a leggi. Questo luogo è soggetto ad abbandono, è un luogo massacrato di cui più nessuno ha il coraggio di occuparsi, ma abbiamo dimostrato di voler continuare a farlo noi iniziando, appena insediati ad incontrare i sindaci della “zona ad alto rischio ambientale”, i vertici del polo petrolchimico e l’ias, alla quale abbiamo chiesto un impianto di depurazione nuovo, tecnologico con
finanziamenti regionali. Ciò che è accaduto ieri in questa aula ha evidenziato la volgare incapacità politica di chi viene qua, se viene, a parlare senza sapere. Come ho ribadito più volte, non ho mai abbassato e mai abbasserà la testa quando devo difendere la salute dei miei cittadini e il territorio in cui vivono. La ricreazione è finita per tutti».

Sostegno da parte del Presidente Nazionale, Avv. Ezio Bonanni: «Sosteniamo l’iniziativa intrapresa dai consiglieri in contrapposizione alla mancata partecipazione delle istituzioni politiche e amministrative. Ancora una volta la cittadinanza, il territorio e anche i lavoratori, non ricevuto le dovute attenzioni e continuano a pagare in termini di diritti e salute».

Informiamo che è possibile seguire la diretta video di ciò che accade e ciò che è accaduto nell’aula occupata attraverso l’home page del nostro sito istituzionale.

Priolo Gargallo

Focus sulla strage di amianto in Sicilia:

Sono 1361 i casi di mesotelioma registrati in Sicilia dal 1998 al 2015. Di questi, 1049 sono casi certi, 61 sono mesotelioma probabili e 232 mesotelioma possibili. Il picco, si è registrato nel 2010-2011, con 98 e 97 casi, Nel periodo 1998-2014 la provincia che ha avuto maggiori insorgenze di mesotelioma – come rileva il Registro siciliano dei mesoteliomi dell’assessorato alla salute, che sta terminando di definire il dato relativo al 2015 – è stata quella di Palermo, con 364 casi, seguita da Catania e Siracusa, con 247 e 201 casi.

Sono alcuni dei dati diffusi durante un’iniziativa organizzata dalla Cgil. “Il 60 per cento delle morti per asbestosi a Palermo sono legate all’esposizione all’amianto da parte di operai del Cantiere Navale di Palermo – dichiara Domenico Mirabile, responsabile Cgil medici Palermo – Per quanto riguarda la prevenzione, ancora si fa poco. La legge 10 obbligava i comuni a dotarsi di piani comunali sull’amianto.

Su 82 comuni del palermitano, solo 20 hanno approvato i piani”. Cantieri Navali: a Palermo sono già nove i processi, sette celebrati e due in dirittura di arrivo, istruiti in meno di 10 anni per un totale di 145 morti presso lo stabilimento di Fincantieri.

Quasi 400 le parti offese e solo 3 imputati: gli ex direttori dello stabilimento di Fincantieri. Sono i numeri della strage silenziosa avvenuta tra i bacini di carenaggio del cantiere, dove i lavoratori lavoravano senza le più elementari misure di sicurezza, come le mascherine, per evitare l’inalazione delle fibre di amianto.

Nel 1992 l’azienda ammise che c’erano stati 1.750 lavoratori esposti per oltre dieci anni al rischio amianto.

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