Il Tribunale di Latina ha emesso condanne INPS a rivalutare la posizione contributiva dei lavoratori esposti ad amianto. Continuano ad essere accolte le domande giudiziali dell’Avv. Ezio Bonanni in favore dei lavoratori esposti in provincia di Latina (amiantoLatina).
L’Avv. Ezio Bonanni ha iniziato a tutelare le vittime dell’amianto già dalla fine degli anni ’90. Nel gennaio 2000, è stata depositata la prima richiesta di prepensionamento amianto.
Nel tempo, sono migliaia le domanda di pensione asbesto presentate dall’Avv. Ezio Bonanni. Solo successivamente, altri hanno seguito le sue tesi giuridiche.
Nel gennaio 2000, l’Avv. Ezio Bonanni ha sostenuto che i benefici contributivi per esposizione ad amianto, costituissero un diritto di tutti i lavoratori.
La provincia di Latina e la stessa Regione Lazio, presentano siti contaminati asbesto. Il Tribunale di Latina ha emesso ulteriori 2 sentenze, che hanno permesso il prepensionamento di altri lavoratori.
Ezio Bonanni: prepensionamento per i lavoratori esposti
L’Avv. Ezio Bonanni, originario della provincia di Latina, pioniere nella tutela dei diritti delle vittime dell’amianto, continua il suo impegno professionale in favore dei lavoratori esposti ad asbesto. Queste ulteriori due sentenze del Tribunale di Latina sono molto importanti.
L’Avv. Ezio Bonanni ha dichiarato: “ doppia sentenza storica che legittimerà risarcimento e sorveglianza sanitaria in provincia di Latina”
Tribunale di Latina: Condanne INPS al risarcimento
Il Giudice del Lavoro Umberto Maria Costume, con sentenza n. 1128/2019 condanna l’INPS a rivalutare la posizione contributiva del Sig. Ferdinando Nardin, per la sua attività di lavoratore della Good Year di Cisterna di Latina per 12 anni, con i benefici contributivi per esposizione ad amianto, prepensionamento e rivalutazione della pensione. Nardin potrà godere così di un notevole aumento della pensione, e della liquidazione dei ratei maturati dopo il deposito della domanda amministrativa.
Non è la prima volta che il Tribunale di Latina sottolinea con un condanna i rischi recati dalla fibra killer presente nella Good Year. Ricordiamo infatti non molto tempo indietro un altro caso analogo, proveniente dalla stessa azienda.
Nella stessa giornata, sempre il Tribunale di Latina, Giudice del Lavoro Valentina Avarello ha emesso la sentenza n. 1122/2019 a favore del Sig. Emidio Bruno che condanna ancora una volta l’INPS al risarcimento previdenziale per l’intero periodo di accertata esposizione ad amianto (20 anni). Anche in questo caso la vittoria del lavoratore comporterà un aumento dei suoi ratei di pensione e la liquidazione degli arretrati per i maggiori importi dovuti in seguito al risarcimento contributivo.
“Il Tribunale di Latina continua a condannare l’INPS, che vìola le norme che stabiliscono l’obbligo di accredito delle maggiorazioni contributive, con il coefficiente 1,5, per coloro che sono stati esposti ad amianto, anche se privi di malattia. E’ un risarcimento previdenziale che deve essere erogato per permettere il prepensionamento e l’aumento della pensione.
Però l’INPS di Latina non accredita la prestazione all’avente diritto, e impone il ricorso al Giudice. Ecco i motivi per i quali si susseguono sentenze giudiziarie di condanna dell’ente”, dichiara Bonanni, Presidente ONA e legale dei due lavoratori.
Assistenza legale gratuita lavoratori esposti ad amianto
L’ONA assiste tutti i lavoratori che sono stati esposti ad amianto. Qualora l’esposizione sia superiore ai 10 anni, sussiste il diritto ai benefici contributivi per l’esposizione ad amianto. Nel tempo la normativa ha subito diverse modifiche. Sono stati inseriti i termini di decadenza al 15.06.2005 per la domanda all’INAIL, che è sempre necessaria tranne le eccezioni di cui all’art. 47 co. 6bis L. 326/2003 e l’art. 3 co. 132 L. 350/2003.
L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni ti guidano nei meandri della legislazione amianto. L’art. 13 co. 8 L. 257/92 è invocato in assenza di malattia. In caso di lesioni, si ha diritto ai benefici amianto con l’art. 13 co. 7 L. 257/92. Nel caso non si raggiunga il diritto a pensione, si può fare la domanda INPS per ottenere la pensione di inabilità amianto.
Come reso pubblico nella conferenza amianto che si è tenuta a Latina il 13.04.2019 (consulta il video della conferenza ONA Latina), è ancora in corso il fenomeno epidemico di patologie asbesto correlate nell’intero territorio della provincia. L’ONA assiste tutti i lavoratori esposti ad amianto nella provincia di Latina.
“l’ONA ha censito, per la provincia di Latina, circa 150 casi di mesotelioma, con un trend in netto aumento, rispetto ai circa 100 casi censiti dal Dipartimento di Prevenzione per il periodo dal 2000 fino all’anno 2014”. Spiega Bonanni: “le città più colpite dai casi di mesoteliomafino a tutto il 2018, sono Latina con 30 casi; Gaeta con 25 casi; Aprilia con 20 casi; Sezze con 10 casi; Formia con 15 casi”.
“Il mesotelioma è solo la punta dell’iceberg, l’ONA quindi stima un’incidenza di mortalità per patologie asbesto correlate in provincia di Latina per il periodo dal 2000 al 2018 di circa 600 decessi, con una media di poco superiore a 30 decessi ogni anno”.
L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto – è operativo in provincia di Latina con il numero verde gratuito 800034294, e fornisce assistenza sportello amianto telematico, e presso la sede in Latina, Via Cairoli n. 10.
Approfondimenti benefici e prepensionamento amianto
Luigi Pennacchietti, giovane padre di 37 anni, muore a causa dell’amianto
L’avvocato Ezio Bonanni interviene a difesa delle vittime
Questa è la triste storia di un padre, Luigi Pennacchietti, che è stato ucciso dalle fibre di amianto presenti nel luogo in cui lavorava.
Un’altra vittima di quel killer silenzioso che ha stroncato non solo la vita di un uomo ma anche quella della sua famiglia, lasciando un incolmabile vuoto e dolore.
Luigi ha lavorato alle dipendenze della Cotral (Compagnia Trasporti Laziali) dell’ATAC (Azienda per la mobilità, del comune di Roma) presso l’officina di Centocelle. Ha esercitato la mansione di operaio elettromeccanico dal 1988 fino a poco prima della sua morte, il 24 Agosto del ’94.
È stato a contatto continuo con le fibre di amianto che ha inalato per tutto l’orario lavorativo (otto ore al giorno).
Si occupava della sostituzione dei pannelli in amianto per l’isolamento dei vani e delle apparecchiature interne alle vetture, dell’isolamento termoacustico di tetto, pareti e pavimento con utilizzo di amianto e spruzzo; della rimozione ed installazione delle guarnizioni in amianto degli impianti frenanti.
Inoltre, provvedeva quotidianamente alla sostituzione di parti usurate in fibra di amianto di componenti elettriche, con l’ausilio di utensili, come le lime, che determinavano il sollevamento di una grande quantità di polvere e, di conseguenza, la dispersione nell’aria di una notevole quantità di fibre di amianto che veniva inalata, non solo da lui ma anche dagli altri colleghi di lavoro.
Il danno alla salute a causa dell’esposizione d’amianto
“L’utilizzo massiccio di amianto nelle officine COTRAL, in cui ha lavorato Luigi Pennacchietti, è stato riconosciuto anche dall’INAIL con una relazione redatta il 12.10.2005. Tant’è che l’origine professionale della malattia è stata peraltro anche già riconosciuta dal Tribunale di Roma che, con la sentenza n. 6946/99, ha riconosciuto in favore della vedova di Pennacchietti, Giovanna Macciocca, la costituzione della rendita INAIL. In tale giudizio il CTU, dott. De Simone, aveva concluso la propria indagine “ritenendo sussistere il nesso causale tra la patologia sofferta e l’attività lavorativa svolta dal de cuius”.
L’esposizione alle fibre di amianto, dato che era un fumatore, è stata ancora più letale, causando un tumore al polmone che ne ha provocato la morte a soli 37 anni.
Infatti, come dimostrato da studi scientifici, “la coesposizione al fumo di tabacco e alle fibre di amianto moltiplica gli effetti cancerogeni e aumenta la possibilità di sviluppare il cancro al polmone”.
Dal trattato del Prof. Massimo Menegozzo, specialista in immunologia clinica e medico del lavoro si evince: “L’esposizione al fumo di tabacco e fibre minerali di amianto amplificano le mutazioni genetiche acquisite indotte dai cancerogeni del fumo e amplificano la proliferazione cellulare in risposta del danno tissutale che porta ad un aumentato rischio per lo sviluppo del cancro della laringe e del polmone”.
Anche Richard Doll, della London School of Hygiene, nel 1995 pubblicò uno studio condotto nello stabilimento di Rochdale della Turner & Newall a Manchester e sottolineò che il rischio di ammalarsi di tumore al polmone fra chi aveva lavorato in fabbrica per almeno 20 anni era 10 volte superiore di quello che si riscontrava nella popolazione generale.
Amianto come causa del tumore al polmone
Aggiunge anche che l’amianto fa aumentare di cinque volte il rischio di tumore al polmone nei non fumatori e di 53 nei fumatori.
I primi sintomi di Luigi – come racconta la moglie nell’intervista – furono la tosse, che passò inosservata fino a quando non iniziò a perdere sangue dalla bocca. Spaventata, Giovanna corse a Roma portando il marito in ospedale per una visita specialistica. Il medico diagnosticò subito il tumore al polmone e Luigi venne ricoverato a Roma nel ’92. Iniziò per Giovanna un vero e proprio calvario per assistere il marito, tra le corse in ospedale e le due bambine piccole di cui doveva occuparsi da sola.
Luigi venne sottoposto ad un intervento di lobectomia superiore destra e il medico, quando si riprese gli sconsigliò di riprendere il lavoro in officina perché il suo tumore era causato dalle fibre di amianto presenti all’interno del luogo di lavoro.
Ma Luigi decise di tornare a lavorare, per la sua famiglia. Sua moglie non aveva un lavoro e le bambine erano molto piccole. Amava loro più di ogni cosa, più della sua stessa vita, dopo l’orario lavorativo correva dalle sue figlie per abbracciarle, strappargli un sorriso, un momento insieme, filmava quei momenti perché sapeva che sarebbero stati gli ultimi. Anche prima di morire, portò la sua famiglia in vacanza al mare, il loro sorriso era la cosa più importante per lui, voleva stampare nella loro mente il ricordo indelebile di quei giorni in riva al mare, anche se le sue forze non gli permisero di godere del sole o del tramonto, ma lui voleva esserci.
Fino alla morte. Quei momenti di felicità erano una speranza di vita in quel calvario che l’attendeva.
Ma presto iniziò a peggiorare e fu ricoverato presso il presidio ospedaliero di Palestrina, nel quale è deceduto dopo cinque giorni.
Poco prima della morte chiese a Giovanna di poter salutare le bambine. “è un’immagine indelebile, quella di mio padre in ospedale sdraiato su un letto d’ospedale con dei tubi nel naso-racconta Valeria durante l’intervista – mi accarezzò per l’ultima volta prima di morire. Ho portato con me questo triste ricordo per anni e non c’è giorno in cui non pensi a lui, a come sarebbe stato avere un padre, vivere le piccole cose e i grandi eventi.
Ma me lo hanno strappato via. Per questo voglio giustizia”.
La tutela dei diritti dei familiari della vittima
Così i familiari decisero di rivolgersi all’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
Sig.ra Giovanna mi parli del lavoro di suo marito, quali erano le sue mansioni?
“Mio marito era un operaio, lavorava in officina, quando rientravano i trenini lui doveva aprire i cassonetti e controllare tutta la parte meccanica. I cassonetti erano rivestiti di amianto, lui usava dei soffiatori per pulire i cassonetti, li doveva limare. Era a contatto con l’amianto per tutto l’orario lavorativo di otto ore al giorno.
Quando tornava a casa, scherzando, lo chiamavo carbonaro perché rientrava dal lavoro con il viso tutto nero. Io gli chiedevo cosa fai sul lavoro? E lui rispondeva che, con l’uso del soffiatore, la polvere che mandiamo in aria la respiriamo.
Ricordo che lavavo i sui indumenti di lavoro a parte, l’acqua era completamente nera dopo averli immersi”.
Lui era consapevole della presenza di amianto nell’officina?
“Sicuramente sapeva che le sostanze con cui veniva a contatto erano pericolose ma aveva bisogno di lavorare”.
Dal punto di vista legale l’amianto è stato abolito nel 92, suo marito è morto nel 94. Forse lui sapeva che queste polveri erano nocive ma non ne aveva la certezza.
“Dopo l’operazione ha avuto la certezza che fossero cancerogene. La dottoressa gli comunicò la pericolosità dell’amianto e il fatto che il suo tumore era correlato all’esposizione a queste fibre. Fu proprio lei che ci consigliò di fare domanda all’INAIL per la causa di servizio”.
Dev’essere stato difficile ritrovarsi da sola, con due bambine piccole, suo marito era così giovane.
“Si aveva solo 37 anni. Ancora adesso non riesco a parlarne senza soffrire. Non è stato facile affrontare la vita da sola senza di lui, mi sono ritrovata senza l’uomo che amavo con due figlie piccole, una di tre e l’altra di cinque anni, senza un lavoro e senza nessuno che potesse aiutarmi.
Qualcuno mi dava una mano, i colleghi di mio marito, i nonni, ma ho dovuto lavorare molto.
Anche quando era malato ho dovuto dedicarmi a lui e con le bambine non era facile, avanti e indietro per l’ospedale.
Mi sono dovuta adattare a fare qualunque lavoro, in campagna, a raccogliere le olive, davo una mano a mia sorella a vendere i fiori. Non è stato facile.
La bambina più grande iniziò ad avere problemi e la portai in cura da uno psicologo. Non riusciva ad accettare tutto questo.
Mi chiese di vedere le bambine prima di morire. Era il suo ultimo desiderio, salutarle prima di andarsene. Prima di morire mi disse di stare attenta alle bambine.
Abbiamo fatto di tutto per salvarlo. Purtroppo, la morte era inevitabile”.
Valeria, la figlia più grande, mi racconta di quanto sia stato difficile per lei e per sua sorella vivere affrontare la vita senza una figura paterna.
Avrebbe voluto conoscerlo e viverlo, anche per pochi anni:
“Non ricordo molto di mio padre. Io e mia sorella lo conosciamo tramite quello che ci hanno raccontato i familiari, gli amici, i filmini che faceva con la telecamera.
Era un tipo scherzoso, aveva molti interessi, amava le piante, la pesca. Aveva tanti amici”.
La signora Giovanna continua raccontandomi di quanto sia stata dura cambiare scuola e trasferirsi dalla nonna materna che poteva occuparsi di loro quando la madre lavorava: “Io e mia sorella non abbiamo vissuto bene il periodo scolastico. Ci sentivamo sempre inferiori, perché non avevamo il papà. Ogni volta che cambiavamo classe, alla Festa del Papà, alla comunione. C’era sempre una mancanza.
Alle medie, per un periodo inventai che avevo un padre pur di non dire che non avevo il papà.
Ho scoperto che anche mia sorella faceva la stessa cosa, inventavamo un papà per non sentirci inferiori, non volevamo far pena a nessuno”.
Sua madre mi ha detto che è stata lei a contattare l’avvocato Bonanni.
“Ho avuto un’ottima impressione dell’avvocato Bonanni. È una persona che crede veramente in quello che fa e spero che la nostra causa venga riconosciuta, per avere giustizia per mio padre e per tutte le persone che hanno perso la vita a causa dell’amianto”.
Fondi europei bonifica amianto: L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni hanno avuto per più di 5 anni l’On.le Laura Agea agli affari UE come paladina sostenitrice delle vittime dell’amianto.
L’Onorevole Laura Agea vicina all’ONA
L’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, era stata protagonista di due importanti conferenze nella provincia di Latina. Queste ultime, sono state organizzate proprio dall’ Osservatorio Nazionale Amianto. La prima “Latina tra amianto, nucleare e rifiuti” (Latina, 13 aprile 2019) e la seconda “Tutela dell’ambiente: gli stati generali” (Latina, 21 maggio 2019).
Il ruolo dell’On.le Laura Agea fu centrale in Europa per l’aggiornamento della direttiva “Cancerogeni e mutageni”. Con la consulenza dell’Avv. Ezio Bonanni, ha portato ad un significativo aggiornamento della normativa per la tutela della salute e dell’ambiente nei luoghi di lavoro (leggi l’intervista all’On.le Laura Agea).
Agli stati generali dell’ambiente che l’ ONA ha organizzato lo scorso 21 maggio 2019, nella città di Latina, sono intervenuti, oltre ai cittadini e alle Istituzioni, anche i rappresentanti di tutte le Forze Politiche. Ad esempio, l’On.le Dario Tamburrano e il vicepresidente del Parlamento Europeo, Fabio Massimo Castaldo. In quell’occasione, l’impegno dell’On.le Laura Agea fu rimarcato con riferimento alla questione amianto e all’emergenza di Latina, nella Regione Lazio, come per il resto di Italia.
Laura Agea
Il ruolo dell’Onorevole Agea nel governo Conte bis
Il ruolo dell’On.le Laura Agea nel governo Conte bis sarà centrale. Ciò anche con riferimento ai lavori della Commissione Amianto del Ministero dell’Ambiente. Poiché, sono proprio i finanziamenti europei quelli decisivi per poter attuare le bonifiche richieste dall’ ONA.
“La nomina dell’On.le Laura Agea, quale sottosegretario di Stato per i rapporti UE, sarà centrale per ottenere i finanziamenti dai fondi strutturali europei per le bonifiche dai SIN (siti di interesse nazionale), alla Terra dei Fuochi e all’amianto ancora presente in 40 milioni di tonnellate ed in 1 milione di micro siti, ivi comprese scuole ed ospedali. La nomina di Laura Agea è un raggio di luce per la salute nei luoghi di vita e di lavoro e nella lotta contro l’amianto” dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
L’Avv. Ezio Bonanni con l’On.le Laura Agea, Salvatore La Penna, Consigliere Regionale del Lazio (Partito Democratico), e la Dott.ssa Cinzia Pellegrino, della direzione nazionale Fratelli d’Italia.
Fondi europei bonifica amianto: il programma dell’On.Le Agea
Come precisato nell’intervista precedentemente resa al nostro giornale notiziario: Occorre, innanzitutto, essere molto attenti in sede europea. È lì che si gioca quasi tutta la partita in tema di tutela ambientale e, per molti aspetti, della salute nei luoghi di lavoro.
Come precisato nell’intervista precedentemente resa al nostro giornale notiziario: Occorre, innanzitutto, essere molto attenti in sede europea. È lì che si gioca quasi tutta la partita in tema di tutela ambientale e, per molti aspetti, della salute nei luoghi di lavoro.
Sull’utilizzo dei fondi europei per bonificare edifici pubblici, in particolare le scuole:
Il sottosegretario di Stato, On.le Laura Agea, ha così puntualizzato: “Sicuramente. Abbiamo dimostrato che nelle pieghe della normativa europea è possibile utilizzare i fondi anche per la bonifica dell’amianto, mi riferisco alle scuole e agli altri edifici pubblici. Anche su questo continuerò nel governo il mio impegno a tutela della salute dei nostri bambini, e in generale di tutti i cittadini”.
Sollecitare il bando globale dell’amianto
L’Unione Europea dovrà dire la sua e sollecitare la messa al bando globale dell’amianto. Ciò con una più efficace interlocuzione con i palesi produttori e utilizzatori, dalla Russia alla Cina, dall’India al Brasile, e così via.
Modifiche ed aggiornamenti direttiva cancerogeni e mutageni
Innanzitutto, c’è da dire che il 20 febbraio 2019 è entrata in vigore la Direttiva (UE) 2019/130 del 16 gennaio 2019 (G.U.U.E. L 30 del 31 gennaio 2019). Questa ha modificato la cd. “CMD – Carcinogens and Mutagens Directive”, e cioè la Direttiva 2004/37/CE.
In materia di principi minimi di protezione dei lavoratori dai rischi dell’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni nel corso dell’attività lavorativa, con la fissazione di misure preventive e protettive e limiti di esposizione.
La suddetta CMD, già oggetto di modifiche nel 2014 e nel 2017, rispettivamente a mezzo delle Dir. 2014/27/EU e Dir. 2017/2398/EU, trova applicazione a tutte le sostanze o miscele classificate come cancerogene di categoria 1A o 1B o mutagene di cellula germinale di categoria 1A o 1B di cui all’allegato I del regolamento CLP, oltre che alle sostanze cancerogene o miscele o ai processi di cui all’allegato I della medesima, e per sostanze o miscele rilasciate da un processo.
Fondi europei bonifica amianto: nuova direttiva 2019/130
La nuova Direttiva 2019/130 ha introdotto il nuovo Art.13 bis – Accordi sulle parti sociali, in cui fa riferimento alla Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA), e modifica gli allegati I e III.
Le modifiche hanno aggiornato la Direttiva CMD con i contributi del comitato scientifico per i limiti dell’esposizione professionale agli agenti chimici (SCOEL), e del comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro (CCSS), specialmente in merito ai valori limite fissati e ai dati sui rischi residui.
L’allegato III è caratterizzato dall’aggiunta di 5 sostanze cancerogene: il tricoloretilene (TCE), la 4,4’ – metilendianilina, l’epicloridrina, l’etilene dibromuro e l’etilene dicloruro.
Sono state introdotte tre miscele cancerogene:
-gli oli minerali usati nei motori a combustione interna per lubrificare e raffreddare le parti mobili all’interno del motore
-le emissioni di gas di scarico dei motori diesel
-miscele di idrocarburi policiclici aromatici, in particolare quelle contenenti benzo[a]pirene, e quindi che rispondono ai criteri di classificazione come sostanze cancerogene (1A o 1B ai sensi del Reg. CLP e pertanto classificati come agenti cancerogeni ai sensi della CMD).
Esposizione professionale: come avviene
Per i primi non sono stati stabiliti valori limite ma, essendo assorbiti in misura significativa attraverso la pelle, lo SCOEL ha concluso che l’esposizione professionale avviene per via cutanea e ha vivamente raccomandato l’osservazione di una serie di migliori pratiche volte a ridurre la penetrazione cutanea.
Per i secondi è stato fissato il valore limite di 0,05 mg/m3,misurato sotto forma di carbonio elementare, come consigliato dallo IARC, mentre i terzi, alla cui esposizione possono includersi processi di combustione ad alta temperatura, recano l’osservazione di un rilevante assorbimento cutaneo senza l’indicazione di un valore limite, nonostante al 18° Considerando della Direttiva si espliciti la raccomandazione del CCSS di valutare gli aspetti scientifici allo scopo di proporre un valore limite di esposizione professionale in futuro.
C’è un termine di due anni per poter recepire questa direttiva nell’ordinamento interno (20.02.2011), ad eccezione delle disposizioni dell’allegato III relative alle emissioni di gas di scarico dei motori diesel, per le quali si aggiunge un ulteriore periodo transitorio di due anni (21 febbraio 2023) o addirittura, per i settori delle attività minerarie e della costruzione di gallerie, di cinque anni (21 febbraio 2026). C.Z.
Amianto cancerogeno: le conferme dello IARC
La cancerogenicità dell’amianto e delle fibre dei suoi minerali, è stata confermata anche dallo IARC nella sua ultima monografia, nella quale si legge testualmente:
“Asbestos is the generic commercial designation for a group of naturally occurring mineral silicate fibres of the serpentine and amphibole series. These include the serpentine mineral chrysotile (also known as ‘withe asbestos’), and the five amphibole minerals – actinolite, amosite (also known ad ‘brown asbestso’), anthophyllite, crocidolite (also known as ‘blue asbestos’), and tremolite (IARC, 1973; USGS, 2001). The conclusions reached in thism Monograph about asbestos and its carcinoegenic risks apply to these six types of fibres wherever they are found, and that includes talc containing asbestiform fibres. Erionite (fibrous aluminosilicate) is evaluated in a separate Monograph in this volume” (1.1, pag. 219).
Mesotelioma danno psichico. Una volta all’interno del corpo, il “killer silente” inizia a danneggiare lentamente il DNA in modi che causano il cancro delle cellule.
Un cancro conosciuto da tutti come mesotelioma. Una volta che una cellula diventa cancerosa, si replica in modo incontrollabile, provocando un accumulo di cellule che forma lentamente un tumore.
Mesotelioma danno psichico: la più nefasta delle patologie
I trattamenti utilizzati per sconfiggere il mesotelioma sono: la chemioterapia, la radioterapia e la chirurgia. Attraverso di questi si cerca di gestire la crescita del cancro, ridurre i sintomi e aiutare le persone a vivere più a lungo.
Oltre ad uccidere nel corpo, il male uccide anche nella mente
Gli studi hanno ampiamente dimostrato che i pazienti affetti da mesotelioma hanno un significativo disagio psicologico che implica quindi un mesotelioma danno psichico.
Ovvero reazioni di stress, shock, sgomento, ansia, depressione che viene chiamata in gergo “depressione amianto”.
Successivamente i sintomi continuano con senso di disperazione, apatia, difficoltà di concentrazione, paura di malattie e condizioni legate all’amianto, paura di un “contagio aereo” o “assassino invisibile”, paura di morte prematura, rabbia, disfunzione sociale, nosofobia (ossia il timore della malattia connessa alla paura di fare controlli), negazione della malattia, somatizzazione, reazione d’anniversario (legata alla difficoltà di elaborare il lutto), sindrome di demoralizzazione, alessitimia (ovvero la difficoltà di esprimere emozioni).
I servizi di tutela e assistenza ONA
L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni.
L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).
L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.
Assistenza ONA per malattia professionale
L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.
Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita.
In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere.
Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.
Un aiuto dalla psicologia clinica oncologica
Il ruolo della psicologia clinica in ambito oncologico è di fondamentale importanza. È infatti utile al paziente in quanto favorisce la “storicizzazione” della malattia, l’elaborazione della sofferenza e della rabbia connesse alla diagnosi.
È utile ai familiari, perché insegna loro a prendersi cura in modo continuativo del malato, facendo attenzione sia agli aspetti connessi al corpo sia a quelli più squisitamente psichici.
L’intervento psicologico permette inoltre di dare un nome chiaro alla paura connessa all’esposizione ad amianto: un killer silenzioso e invisibile, da affrontare a viso aperto.
Il supporto di ONA per i malati di mesotelioma
L’Osservatorio Nazionale Amianto, nella persona del Presidente avvocato Ezio Bonanni, ha istituito un servizio gratuito di consulenza psicologica e psichiatra online, avvalendosi del supporto di esperti nel settore.
Parlando del Dipartimento l’avvocato Bonanni ha dichiarato “Non si può dimenticare che ci sono state per decenni esposizioni professionali e ambientali ad amianto e ad altri cancerogeni, che hanno provocato, stanno provocando e provocheranno, purtroppo, decine di migliaia di altre vittime; è per questo che oltre alla ricerca nel campo biomedico, è necessario assistere coloro che si sono ammalati, che si ammaleranno e i loro familiari, anche con una parola di conforto e di sostegno e non solo con la chemioterapia e radioterapia: ecco perché stiamo incrementando l’azione e l’operatività del dipartimento di assistenza psicologica per le vittime dell’amianto e degli altri cancerogeni e dei loro familiari”.
La battaglia dell’ONA contro il mesotelioma danno psichico
Purtroppo le malattie connesse al disagio psicologico, tra cui il mesotelioma danno psichico, ancora non rientrano nelle tabelle Inail.
L’ ONA ovviamente farà di tutto perché questo importante traguardo venga raggiunto e venga dato il giusto riconoscimento alle vittime.
Il 19 ottobre si terrà un convegno importantissimo a Trieste, siglato ONA Osservatorio Nazionale Amianto (Presieduto dall’avvocato Ezio Bonanni) ed AEA FVG (Associazione Esposti Amianto), sul tema amianto.
Il Convegno ONA ed AEA FVG
Le due storiche associazioni stileranno un protocollo d’intesa al fine di potenziare l’azione informativa sull’esposizione all’amianto e sensibilizzare le Istituzioni territoriali.
Stando alle stime (al ribasso), a causa della lunga latenza tra l’inalazione delle fibre e la comparsa delle patologie croniche e tumorali asbesto correlate, il picco delle morti da strage di amianto è previsto nel 2025, quindi è necessario che nei prossimi anni l’attenzione al fenomeno sia massima, sia dal punto di vista sanitario sia ambientale, così da salvare il maggior numero di vite possibile.
Amianto in Friuli Venezia Giulia
L’amianto è da considerarsi un’emergenza per il Friuli Venezia Giulia e purtroppo l’incidenza del mesotelioma e di altre patologie asbesto correlate è particolarmente elevata ed estesa, sia tra i lavoratori impegnati nella costruzione navale e nel settore edile, sia tra i loro familiari e la popolazione in generale.
È purtroppo noto che il Friuli Venezia Giulia e in particolare i territori dell’Isontino, della Bassa Friulana e della provincia di Trieste hanno infatti pagato il prezzo più alto in termini di perdita di vite umane a causa delle malattie correlate all’amianto. In questi territori del Friuli Venezia Giulia si è purtroppo assistito ad una vera e propria strage.
La massiccia presenza sul territorio friulano di coperture, reti acquedottistiche e di innumerevoli altri manufatti costituiti da materiali contenenti amianto, risale agli anni del boom edilizio iniziato in Italia durante gli anni ’60-’70 e protrattosi fino agli anni ’80, epoca in cui questi materiali furono impiegati in tutti i settori produttivi per via delle ottime caratteristiche tecnologiche garantite dalle fibre di amianto unite a un basso costo di commercializzazione.
Già a partire dagli anni ’80 in Friuli Venezia Giulia le strutture del Servizio Sanitario Regionale (SSR) condussero numerosi lavori di censimento di materiali contenenti amianto e vennero effettuate le mappature delle coperture in cemento amianto.
Fu solo nel 1992, con la Legge n. 257, che Stato Italiano mise al bando l’importazione, l’esportazione e la commercializzazione dei materiali contenenti amianto, ma ormai il danno era stato fatto.
Amianto
I servizi di assistenza ONA
L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).
L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.
Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.
Un gemellaggio altamente necessario
E’ stato fondamentale realizzare il gemellaggio sinergico fra le le due Associazioni e le direzioni Energia e ambiente e Salute, che in Convegno chiederanno la quantificazione e qualificazione dell’amianto in opera attraverso una dettagliata mappatura delle strutture ed il monitoraggio anche attraverso la misura dei livelli di concentrazione, al fine di avviare quanto prima concrete azioni di sostegno all’eliminazione dell’amianto.
Il dramma degli esposti
Quella per il riconoscimento del dramma degli esposti all’amianto è una battaglia di civiltà alla quale la Regione deve partecipare in maniera decisa, in modo che quanto è accaduto ieri non si ripeta domani, anche in sede legale, al fianco delle vittime di questo dramma che, a causa di alcuni ritardi nelle scelte istituzionali del passato, è stato identificato e riconosciuto troppo tardi.
Il ruolo nevralgico di Santina Pasutto
In trincea per dare sostegno delle vittime è la signora Santina Pasutto, moglie della vittima di amianto, Roberto Persich, nonché membro del Consiglio Direttivo dell’AEA FVG
La donna “coraggio” ha collaborato a lungo con l’avvocato Corrado Calacione (ufficio legale Kostoris) e con l’avvocato Ezio Bonanni, Presidente ONA,
offrendo grande supporto durante i processi. Inoltre quando è iniziato il suo calvario, garantisce totale appoggio ai familiari delle vittime in Friuli.
Oggi raccogliamo la sua testimonianza.
Il caso ”Roberto Persich”
Roberto (morto a soli 46 anni) ha respirato amianto per anni durante lo svolgimento delle sue mansioni lavorative presso il Comune di Trieste.
L’uomo aveva fatto il meccanico manutentore dei mezzi della nettezza urbana nell’officina di via Orsera dal 1989 al 1996. Aveva sostituito freni, riparato frizioni e montato tubo di scarico, contenenti fibre di amianto, senza avere mai indossato una mascherina.
Dopo un lungo calvario, tre operazioni chirurgiche e cure chemio radio attive, l’uomo purtroppo è deceduto nell’agosto del 2008 a causa del maledetto mesotelioma, una forma particolare di tumore che può insorgere solo a contatto di asbesto e polveri sottili.
A darne prova fu l’autopsia effettuata sul corpo di Roberto, su richiesta del legale, la quale confermava che la morte era stata causata dalla lunga esposizione alle fibre di amianto.
Una “donna coraggio”
La Signora Santina Pasutto, che attualmente collabora per aiutare le vittime amianto, ha scritto due libri per raccontare la sua terribile vicenda“Lottare per la vita” e “Amianto, oggi va meglio”.
Santina, a causa delle tensioni e dei continui dispiaceri, causati dal dover continuamente provare la malattia e la sofferenza del marito, è stata pure ricoverata.
Anche i figli hanno risentito del grande dolore, eppure inizialmente le risposte dalla giustizia tardavano ad arrivare, fino a quando non è arrivata una storica sentenza.
Facciamo un passo indietro
Inizialmente la Procura di Trieste aveva chiesto l’archiviazione del caso, per la quale si era opposto fermamente l’avv. Bonanni.
Dopo una serie di iniziative organizzate da Santina, con Aurelio Pischianz presidente dell’ Aea Fvg e continue battaglie giudiziarie, finì alle sbarre il dirigente del Comune di Trieste (nel corso del processo anche il dirigente era deceduto).
In seguito la staffetta passò al Giudice Civile e il Tribunale di Trieste giudice del lavoro Dott.ssa Silvia Burelli, emise la sentenza n. 208/2015 del 16/11/2015, con la quale condannava il Comune al risarcimento di tutti i danni subiti dalla vittima.
Risarcimento milionario
Oltre un milione di euro la cifra di risarcimento chiesto al Comune per pagare alla moglie e ai figli di Roberto Persich
La sentenza aveva infatti imposto al Comune di corrispondere agli eredi il 60 per cento del risarcimento, pari, tenendo conto di interessi e rivalutazione, a un milione di euro.
Il Comune – difeso dall’avvocato Pierpaolo Safret – era stato anche condannato a versare all’Inail (Istituto nazionale previdenza infortuni sul lavoro) l’importo di 297 mila euro.
«Per una volta la giustizia ha trionfato. Ora Roberto ci guarda dall’alto» aveva commentato l’avv. Ezio Bonanni.
Oggi la vittoria ha un sapore ancora più dolce visto che il Comune di Trieste, condannato al risarcimento dei danni, si era accanito contro tutta la sua famiglia, anziché aiutarla come si conviene in un Paese Civile, dopo averne determinato la morte.
A tal riguardo l’avvocato Ezio Bonanni, presidente ONA, tra i protagonisti della vittoria giudiziaria aveva affermato: “Roberto è un Ulisse dei tempi moderni. La sua odissea è stata la battaglia contro l’amianto. È morto nella notte tra il 31 luglio e 1 agosto del 2008. Ucciso dall’amianto e dal mesotelioma, e anche dalle condotte criminali di chi lo ha esposto a polveri e fibre di amianto. Il giudizio penale è stato interrotto per la morte del reo dopo che sono state tentate delle archiviazioni, alle quali ci siamo opposti, con l’Avv. Alberto Kostoris. Infine il Tribunale di Trieste ha condannato il Comune di Trieste al risarcimento dei danni in favore dei famigliari. La cifra morale di Roberto è costituita dal suo impegno per ottenere giustizia e per evitare il rischio amianto per le future generazioni. Roberto vivrà per sempre per la sua forza per lottare contro il mesotelioma e per il messaggio di speranza, libertà e giustizia che egli ha lasciato ai posteri”.
Signora Santina, appare chiaro che nel corso di questi anni, lei non abbia avuto un adeguato supporto nemmeno dall’amministrazione comunale o dalle Istituzioni. Da cosa è dipeso secondo lei?
I processi vanno a rilento e cercano di bloccarli perché c’è molta omertà. La parola “amianto” fa paura a Trieste e non si parla serenamente dell’argomento, anche se a mio parere si dovrebbe fare più luce . Ho cercato di parlare durante i convegni e aprire uno spiraglio anche all’interno delle scuole superiori, senza fare “terrorismo”, in totale serenità, perché la fibra killer ci sarà ancora per molto tempo. Purtroppo la risposta più frequente è “finché il problema non mi tocca…”
Eppure, nessuno può mettere un ipotesa sul suo futuro, non si sa mai a chi può capitare una tragedia simile. È questo che vorrei far capire alle persone. Del resto Trieste è ancora piena di amianto e la fibra, soprattutto per via della bora, si disperde, facendo sì che tutti la respirino indistintamente.
Cosa è successo al suo ingresso in Commissione amianto?
Dopo la mia entrata in Commissione amianto e dopo tante estenuanti battaglie, siamo riusciti a far ottenere, agli iscritti del “registro malati amianto” (ed anche ai loro familiari), un tesserino attraverso il quale, chi si è esposto alla fibra ha diritto ad accedere a visite di controllo gratuite, recandosi presso gli uffici della medicina del lavoro di competenza. Ciò mi rende particolarmente orgogliosa.
Chi interverrà in Convegno?
Oltre a ONA e AEA FVG abbiamo invitato alcuni esponenti illustri della medicina del lavoro, approfittando del fatto che a Trieste si terrà una delle tre giornate delle malattie professionali. Soprattutto mi preme approfondire con una nota dottoressa ciò che accade in tema amianto a livello mondiale. Ci saranno inoltre dei consulenti di grande spicco. Insomma un po’ di musica bella la vorrò fare!”
Che messaggio vuole lanciare ai familiari di chi è morto a causa della fibra killer ?
Voglio incitarli a dare sempre rilievo ad eventi come questi, in memoria dei nostri cari che hanno lasciato la pelle per dare pane e cibo alla loro famiglia.
Speranze?
Io le ho! Spero soprattutto che in un prossimo futuro ci vengano speranze di vita anche dal campo della ricerca e dalla medicina. Lottando insieme qualcosa di fa
e la speranza non deve morire mai!
Auguro dunque a tutte le famiglie colpite dalla tragedia amianto di avere grinta e coraggio, di non mollare mai e portare giustizia a chi ha perso un familiare.
Conclusioni. La vedova ringrazia l’avvocato Bonanni
“I MIEI RINGRAZIAMENTI di cuore vanno al nostro AVV. EZIO BONANNI, persona meravigliosa di grande cuore e sensibilità, che con grande coraggio affronta le insidie della GIUSTIZIA per dare ai nostri cari il giusto valore e onore quali si meritano. Affronta con noi il sentiero della disperazione, nel suo limite ci consola, ci sperona a non disperare, LOTTA in un territorio con tante insidie e cavilli legali, per dare un senso alla nostra più grande sofferenza la perdita di un marito come il mio a 46 anni di un padre un nonno o qualsiasi altro caro.
Definire un cavaliere con la spada il nostro AVV. BONANNI, è la reale visione delle cose, lui non si limita ma agisce, sta dalla parte della verità, quella che si vorrebbe nascondere, perché per molti scomoda.
Ma la dobbiamo ai nostri morti, ai nostri cari al mio AMORE ROBERTO.
AVV. BONANNI GRAZIE DI CUORE PER ESSERE IL NOSTRO ALLEATO IN QUESTA BATTAGLIA PER LA GIUSTIZIA, GRAZIE ANCHE PER I NOSTRI CARI CHE NON POSSONO LOTTARE CON NOI MA DALL’ALTO DEI CIELI CI AIUTANO CON IL LORO AMORE, RICORDO E SOSTEGNO.
LOTTERÒ AL SUO FIANCO PER I NOSTRI MORTI DI AMIANTO”.
Per approfondimenti sulla storia di Roberto Persich sarà utile consultare un nostro precedente articolo.
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