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Federico D’Incà

Federico D’Incà
Federico D'Incà

Federico D’Incà è il nuovo Ministro dei Rapporti con il Parlamento

Federico D’Incà, nato a Belluno il 10 febbraio 1976, prima di intraprendere la carriera politica, è stato impiegato in una società di servizi con il ruolo di analista in relazione a gestionali informatici e successivamente come caposettore in una multinazionale della grande distribuzione.

Laureato in Economia e Commercio, nel 2013 viene eletto alla Camera dei deputati ed è uno dei pentastellati più noti. In Parlamento è componente della Commissione Bilancio, Tesoro e programmazione. Inoltre, della Commissione per l’attuazione del Federalismo Fiscale e vicepresidente della Commissione di inchiesta sulla digitalizzazione e innovazione delle pubbliche Amministrazioni.

È impegnato in attività legate alla salvaguardia del territorio e alla gestione dei rifiuti.
Attivista di progetti umanitari in Africa è anche collaboratore nella realizzazione di una palestra a Mel di aiuto al miglioramento delle funzioni psico-motorie delle persone con disabilità.

Queste le parole del ministro dopo l’elezione: «Ringrazio il presidente Giuseppe Conte per avermi indicato come ministro dei Rapporti con il Parlamento.
Sento una grande responsabilità e vi assicuro che dedicherò ogni mia energia per svolgere al meglio questo ruolo: continuerò a rappresentare le istituzioni e i cittadini con l’obiettivo di migliorare il nostro Paese e con l’entusiasmo che mi ha sempre accompagnato in questi anni».

Conferenza “Lotta all’amianto: il diritto incontra la scienza”

Ma non solo, Federico D’Incà è stato il primo firmatario della proposta di legge sull’amianto, ispirata all’attività dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
Il 20 marzo 2014 ha partecipato alla conferenza internazionale dal titolo “Lotta all’amianto: il diritto incontra la scienza”, presso la Camera dei deputati.
Hanno partecipato alla conferenza, presieduta dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, Alberto Zolezzi e Luigi di Maio.

D’Incà, durante il suo intervento, espone la proposta di legge e sottolinea l’importanza e la necessità di poter trovare adeguate soluzioni per la bonifica, lo smaltimento dell’amianto e la tutela e prevenzione delle persone esposte:

«Siamo veramente felici, come Movimento 5 stelle, di aver contribuito all’organizzazione di questo convegno per mettere in evidenza le problematiche relative all’amianto e trovare soluzioni adeguate».

D’Incà ha conosciuto Ezio Bonanni grazie a un consigliere comunale che si è interessato ai rischi delle fibre di amianto dopo che il padre è stato colpito da una patologia asbesto correlata.

«Prima, conoscevo la problematica da un punto di vista diverso, attraverso l’informazione. Ora, anche se non ho avuto un’esperienza diretta, ho iniziato a guardare questo problema da un punto di vista diverso.
Ho sentito e sento la necessità di aiutare le persone malate e che hanno bisogno anche dal punto di vista sanitario. Quando mi sono addentrato in questa tematica ho capito quanto possa essere nocivo e influire profondamente su alcune comunità locali che vanno dal nord al sud Italia.
Con l’aiuto dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, e con l’aiuto dello pneumologo Alberto Zollezi abbiamo elaborato questa importante proposta di legge».

La proposta di legge n.1366 per la mappatura dell’amianto

La proposta di legge n. 1366, stabilisce termini specifici per eseguire la mappatura delle zone del territorio nazionale interessate dalla presenza di amianto, nonché la bonifica; inoltre, termini perentori, ovvero con specifica data, per attuare la decontaminazione dei luoghi di lavoro dai materiali in amianto.

Prevede anche la sostituzione dell’amianto con materiali non cancerogeni; la collocazione in pensione dei lavoratori con patologie asbesto correlate e le maggiorazioni contributive per il personale militare.

La proposta di legge nel dettaglio:

Art. 1: è fatto OBBLIGO ALLE AMMINISTRAZIONI COMPETENTI E AI PROPRIETARI PRIVATI di PROVVEDERE ALLA BONIFICA dell’amianto o dei materiali contenenti amianto ENTRO IL 1° GENNAIO 2020

Art 2: Nei LUOGHI DI LAVORO dove i lavoratori sono, o possono essere, esposti alla polvere proveniente da amianto o da materiali contenenti amianto ivi presente, IL DATORE DI LAVORO, DEVE PROVVEDERE ALLA BONIFICA DI TALI MATERIALI ENTRO IL 1° GENNAIO 2020

Art. 3: OPERAZIONI DI BONIFICA dell’amianto o dei materiali contenenti amianto di cui agli articoli 1 e 2, gli interventi di rimozione di coperture, tettoie e altri rivestimenti di immobili su edifici esistenti sono eseguiti in modo che le successive azioni di verifica, manutenzione e riparazione delle opere stesse e delle loro pertinenze, comprese le componenti tecnologiche, avvengano in condizioni di sicurezza per i lavoratori

Art. 4 Fuori dei casi previsti dagli articoli 1 e 2, è fatto obbligo di diminuire progressivamente il rischio di esposizione all’amianto attraverso la PROGRESSIVA SOSTITUZIONE DEI MATERIALI IN AMIANTO con altri prodotti di uso equivalente non contenenti amianto e altre sostanze cancerogene

Art. 5 Entro il 1° gennaio 2015, la PRESENZA DI AMIANTO, in qualunque luogo, deve essere evidenziata con l’apposizione di un’etichetta chiara e visibile recante l’indicazione della presenza di amianto e il simbolo del teschio raffigurante la morte. Entro la stessa data terminare la mappatura.

Altri dettagli della proposta di legge

Art. 6. RIAPERTI I TERMINI DI RICHIESTA DEI BENEFÌCI PREVIDENZIALI (DL 269/2003 art 47 c.1) ai lavoratori esposti ed ex esposti all’amianto che devono presentare domanda agli enti previdenziali presso i quali sono iscritti entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Per gli addetti alle bonifiche o per coloro che lavorano in ambienti nei quali sono presenti fibre di amianto, al fine del riconoscimento dei benefici previdenziali non è fissato nessun termine per la presentazione della relativa domanda.

Art. 7. COLLOCAZIONE IN PENSIONE DEI LAVORATORI AFFETTI DA PATOLOGIE ASBESTO CORRELATE. I lavoratori affetti da patologie asbesto correlate di origine professionale, qualora non abbiano ancora raggiunto i requisiti per la maturazione del diritto alla pensione, anche dopo la rivalutazione del periodo contributivo possono comunque accedere al pensionamento anticipato, con il sistema contributivo.

Artt. 9 e 10: MAGGIORAZIONI CONTRIBUTIVE PER IL PERSONALE MILITARE. Gli appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia, compresi l’Arma dei carabinieri e il Corpo della guardia di finanza, che nel corso dell’attività̀ di servizio prestata nelle installazioni o a bordo di naviglio dello Stato sono stati esposti all’amianto per oltre dieci anni, hanno maggiorazioni contributive con un coefficiente pari all’1,5 del periodo di esposizione, lo stesso vale per la stessa tipologia di soggetti a cui sia stata diagnosticata una patologia professionale.

Art. 11: ISTITUZIONE DEL REGISTRO NAZIONALE DEI LAVORATORI ESPOSTI all’amianto e dei casi accertati di patologie asbesto-correlate. È istituito, d’intesa con le regioni, il Registro nazionale dei lavoratori esposti all’amianto e dei casi accertati di patologie asbesto-correlate, realizzato mediante la raccolta e l’analisi dei dati rilevati a livello territoriale, dei dati contenuti nei registri tumori e dei dati rilevati delle associazioni delle vittime dell’amianto.

Rimozione amianto e prestazioni sanitarie

Art. 12: RIMOZIONE DELL’AMIANTO DA EDIFICI PRIVATI. Inserimento dell’intervento fra le spese detraibili per interventi di recupero del patrimonio edilizio con il 72% di defiscalizzazione.

Art. 13: PRESTAZIONI SANITARIE PER I LAVORATORI ESPOSTI ED EX ESPOSTI ALL’AMIANTO. I lavoratori esposti ed ex esposti all’amianto hanno diritto a fruire gratuitamente dei necessari controlli sanitari ai fini della diagnosi precoce e, in caso di patologia ai trattamenti sanitari specifici.

Art. 14: FONDO per il RISANAMENTO DEI LOCALI PUBBLICI E APERTI AL PUBBLICO. Per l’attuazione della bonifica dei locali pubblici e aperti al pubblico di cui all’articolo 1, presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare è istituito un apposito fondo. La dotazione del fondo è stabilita in 100 milioni di euro.

Amianto nelle scuole: Presidente ONA fa appello al Ministro

Presidente ONA
Presidente ONA

Il nostro notiziario ha incontrato già in passato storie di vittime amianto ammalatesi all’interno degli edifici scolastici italiani.

Solo nel 2018 il T.A.R. dell’Emilia Romagna ha condannato il Ministero della Pubblica istruzione per il decesso di una professoressa bolognese.

Amianto nelle scuole news 2022

Tra le vittime dell’ amianto all’interno delle scuole, l’avvocato Ezio Bonanni, Presidente ONA, ha asistito legalmente i figli della professoressa Olga Maria D’Emilio, insegnante presso la scuola media Farini di Bologna.

La sentenza di condanna del Ministero dell’Istruzione è arrivata nel 2021. Gli eredi hanno ottenuto 930mila euro quale risarcimento. Questo non restituirà la madre alla famiglia, ma è un traguardo importante per tutte le vittim amianto.

“Una sentenza storica – ha commentato l’avvocato Ezio Bonanni – che sancisce i diritti dei lavoratori esposti all’amianto anche nel mondo della scuola“.

L’ONA riporta all’attenzione il problema dell’amianto nelle scuole

La donna è stata professionalmente esposta a polveri e fibre di amianto, nelle 40 ore settimanali, dal 10.09.1981 al 31.08.1990.

La stessa lavorava da insegnante, titolare della cattedra di scienze matematiche, fisiche, chimiche e naturali presso la scuola media Farini di Bologna, Via Populonia, n. 11.

La scuola era contaminata da polveri e fibre di amianto. La vittima naturalmente era ignara della presenza di tale agente cancerogeno e in assenza di qualsiasi strumento di prevenzione tecnica e protezione individuale.

Mesotelioma pleurico: per eccellenza la malattia amianto

La Professoressa è deceduta per “mesotelioma pleurico” in data 21.02.2017, dopo atroci sofferenze e dopo una lunga malattia diagnosticatale nel lontano 2001. Durante questi lunghi 16 anni di malattia, la Professoressa O.M.D. è stata sottoposta a pesanti cicli chemioterapici e ad un intervento chirurgico di pleuropneumonectomia sinistra, che comunque non hanno evitato il decesso della Professoressa. 

“Sono 2400 le scuole in Italia con presenza di amianto: stima per difetto di ONA, che però è stata confermata già nel 2014 dal Censis.

Da quel momento poco si è fatto, tanto che sono ancora più di 50.000 i dipendenti del Ministero dell’Istruzione e 350.000 gli studenti esposti alla fibra killer, tanto che sono più di 100 i casi di mesotelioma tra i soli docenti e non docenti (91 casi fino al 2015, così nel VI Rapporto Mesoteliomi).

Per questo motivo che salutiamo con favore la nomina di Lorenzo Fioramonti, nuovo Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca scientifica”, così dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Appello al nuovo Ministro dell’Istruzione

Il nuovo Ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ha già dichiarato che sono necessari più fondi per la scuola. L‘Osservatorio Nazionale Amianto, con il suo Presidente, Avv. Ezio Bonanni, ricorda al Ministro che c’è anche un problema legato all’edilizia scolastica, la cui emergenza è costituita dall’amianto negli istituti scolastici, ed è per questo che rivolge un appello pubblico al NeoMinistro perché stabilisca misure urgenti.

L’ONA, oltre a rivolgere un appello al nuovo Ministro dell’Istruzione, sta per avviare una serie di azioni giudiziarie per rendere giustizia alle vittime e ai loro familiari, come per i Sigg. V.A. e V.S., figli di O.M.D., Prof.ssa deceduta in seguito ad esposizione ad amianto che le ha provocato un mesotelioma.

I dati sull’emergenza amianto negli edifici scolastici italiani

In Italia sono state censite 2400 scuole (stima per difetto di ONA nel 2012 – dato confermato dal Censis nel 2014), con esposizione alla fibra killer di almeno 352.000 alunni e 50.000 tra docenti e non docenti. 

Alcuni dati significativi della presenza di amianto nelle scuole del Lazio, ivi compresi gli impianti sportivi al loro interno. Sono state censite 64 tonnellate di amianto compatto e 150 kg di amianto friabile nelle sole scuole del Lazio: stima per difetto.

Nella regione Emilia Romagna, rispetto ad una parziale mappatura, l’amianto era presente nel 2005 in 431 scuole, e il 31.12.2016 ancora in 52 scuole; in 251 impianti sportivi nel 2005, che si sono poi ridotti a 60 alla data del 31.12.2016.

Nella regione Marche, così come per l’Emilia Romagna, è stata censita la presenza di amianto friabile in 89 istituti scolastici e di ricerca, pari al 41,8%, e in 24 impianti sportivi, pari all’11,3% di quelli censiti.

Nella regione Sardegna, nell’ambito degli edifici sottoposti a mappatura, è stato rilevato amianto in 395 di essi, dei quali 72 sono stati bonificati e 323 sono ancora da bonificare; per gli impianti sportivi, su un totale di 49 censiti, 14 sono stati bonificati e 35 rimangono ancora da bonificare. Non tutti hanno avuto la fortuna di vedere riconosciuti i loro diritti.

L’ONA attraverso la sua capillare attività a 360 gradi di supporto e tutela delle vittime di amianto, è riuscita ad ottenere un importantissimo risultato che potrebbe segnare una svolta epocale nella lotta alla fibra killer e nel riconoscimento del risarcimento per esposizione ad amianto nelle scuole.

Per tutte le informazioni in merito al rischio amianto all’interno delle scuole è possibile consultare il dipartimento online ONA.

Aggiornamento 2021 sulla presenza amianto nelle scuole

Secondo i dati aggiornati al 2021, le scuole non ancora bonifiche sono 2.292. Perciò il 4,3% degli edifici con amianto non è ancora bonificato.

In più, data la presenza ancora diffusa di scuole contaminate, si stima che gli studenti ancora esposti siano 356.900, a cui si aggiungono circa 50mila ulteriori esposti tra personale docente e non docente.

L’amianto è stato censito in modo particolare nel Nord Italia (6,9%), e nelle isole, in particolare la Sardegna. Sono scarse, invece, le segnalazioni nel Centro e Sud Italia.

Tira lo spago, tira la sega… tra politica e sport

Matteo Berrettini
Matteo Berrettini

In attesa che il nuovo Governo Bis Conte ottenga formalmente la fiducia dalle Camere, che il neo Ministro dello Sport e delle Politiche Giovanili dica la sua, questa sera, Matteo Berrettini avrà comunque l’occasione di confermare come la data del 6 settembre sia importante, se non storica, per lo sport italiano e per il tennis in particolare, dopo che lo scorso anno Francesca Schiavone aveva trionfato sulla terra rossa nel Roland Garros, a Parigi.

lo sport italico, tra professionismo e dilettantismo di profilo

Ieri la Nazionale maschile del calcio ha regolato i conti con l’Armenia per l’Europeo ed oggi toccherà agli azzurri del basket contro la Serbia per il mondiale in Cina, mentre l’Italia del nuoto si rilassa a bordo piscina, dopo il trionfo coreano di luglio…

A pensarci bene, compresi i segnali di ripresa dal mondo atletico e gli squilli di tromba dal mondo del pedale, lo sport italico, tra professionismo e dilettantismo di altissimo profilo, continua ad alimentare una vena ottimistica nell’immaginario collettivo.

Diciamo che si determina sempre quel fenomeno di distrazione di massa, che lascia agli addetti ai lavori problemi che sono più o meno i medesimi dal 1944. Il “Tira lo spago, tira la sega…” di oggi, ha espressamente questo significato.

Da quando Onesti fu incaricato di liquidare il CONI dai Governi di Bonomi e Parri e invece lo rilanciò, avvalendosi della SISAL-Totocalcio(1948) per rimpiazzare i soppressi contributi statali, a quando fu costruito lo Stadio Olimpico (1953) realizzati i Campi Scuola e organizzati con Zauli i Giochi di Roma 1960 e poi i Giochi della Gioventù, annunciati nel 1968 e realizzati con Saini dal 1969, con il coinvolgimento di oltre cinquemila comuni, molta acqua è passata sotto il Ponte Duca d’Aosta e lo spago si è usurato, insieme ai denti della sega.

Francamente, trovo imbarazzante ma emblematica la polemica esplosa all’interno del Palazzo “H”, che fu sede dell’ONB, a un tiro di schioppo dalla Farnesina, ideata anch’essa ottant’anni fa come monumentale sede rappresentativa del fascismo, su questioni di menage condominiale tra CONI e Sport/Salute SPA.

Sport

Defatigante effimera odissea

Il vero problema è quello che per un verso o per l’altro la questione sportiva italiana, irrisolta per lo stesso dettato costituzionale, sostanzialmente elusa dai governi, sino alle “attenzioni” del primo Conte, male interpretata dalla comunicazione polarizzata sullo spettacolo, stenta a maturare come diritto alla pratica e come mezzo educativo al civismo ed alla salute, rischia di arenarsi sulle sponde di qualche isola perduta, piuttosto che continuare in una defatigante effimera odissea.

Dunque, la capacità di autoriforma, di una propria autorevole proposta culturale e sociale, ecco quel che è mancato e che rischiamo continui a mancare per il nostro miglior divenire sportivo, nel marasma e tra le schiume della risacca, dell’andirivieni italico della politica.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.


 assistenza ona

 

L’ AFRICA DI SILVIA E FROBENIUS, LA NOSTRA E LA LORO

Assistenza ONA
Assistenza ONA

GiraffeCresce il tam tam sul processo per il rapimento di Silvia Romano, in Kenia, a Malindi, quindi preme l’ennesima sosta forzata di una nave ONG con migranti a bordo, la Mare Jonio, in vista di Lampedusa, poi allarmano gli sbarchi “liberi” ovunque, dalla Puglia alla Sardegna.

Il mal d’Africa non ci molla. Allarmano gli sbarchi liberi

Questi, però, rappresentano gli effetti secondari di una attività primaria, da cui noi non siamo estranei, ancorché vittime, ovvero quella di una pelosa intromissione nel Continente Nero, ieri probabile incubatore delle origini umane e prima culla della civiltà mediterranea, poi oggetto della cupidigia coloniale ed oggi crogiuolo alchemico del caos, dal terrorismo all’iperdegrado ambientale, dallo sfruttamento rapinoso del territorio alla migrazione indotta, alle guerre finalizzate ad interessi inconfessabili, ma evidenti, cominciando da chi del bellico fa industria.

E allora? Allora non dobbiamo sottrarci all’esigenza di capire e di comprendere come il loro destino e il nostro futuro non siano disgiunti dai nostri e dai loro comportamenti , quasi come un combinato disposto, secondo la massima “Fai del bene e scordalo…”, ma diversamente ricordando il proverbio “Chi è causa del suo mal, pianga se stesso !”

2 settembre 2018

LA NOSTRA AFRICA 2…

La riproposizione di un mio scritto di due anni fa, legato alla straordinaria storia dello studioso tedesco Leo Frobenius ed anche in memoria della seconda vita di Leni Riefenstahl, la insuperabile regista di Olympia, nonché di Karen Blixen, rende omaggio all’immensità della storia e della cultura africana, ancora e sempre più vilipese dalle tragiche vicende che hanno stravolto e che continuano a fare strame del Continente Nero, che avrebbe di per se quante e più risorse occorrerebbero per renderlo ampiamente autosufficiente.Tribù africane

Purtroppo, da millenni quella terra promessa è oggetto di cupide attenzioni, fonte di illecita ed amorale ricchezza per ogni sorta di avventurieri e cinici sfruttatori, oggi ridotta anche a pattumiera per i rifiuti tossici di mezzo mondo, compresi i nostri.

Lo sfruttamento delle migrazioni forzate, un tempo verso le Americhe ed oggi verso l’Europa è stata ed è tradizionale, lucrosa e sanguinaria attività di organizzazioni ed associazioni criminali, dedite anche e principalmente al commercio di uomini e donne, bambini resi schiavi con la complicità implicita dell’inerzia delle organizzazioni internazionali, che pure si adontano del compito di contrastare e difendere.

Questo riduce il problema all’odioso e vergognoso gioco del cerino per un’accoglienza inadeguata, pelosa e dannosa, proprio perché contribuisce drammaticamente e irreversibilmente alla distruzione del patrimonio culturale africano e contemporaneamente allo stravolgimento degli equilibri socio-politico-culturali- economici dell’Europa, ancora condizionata dalle vocazioni colonialiste e dalle ferite profonde causate da due conflitti mondiali con milioni di morti e rigurgiti di ogni genere, dal comunismo, al fascismo al nazismo, all’imperialismo e al sovranismo, tutti col comune denominatore della speculazione finanziaria, il vero male oscuro, ributtante, che si aggira tra noi umani e ci minaccia costantemente in maniera evidente, ma resa subdola dal mimetismo di cui si ammanta, dai falsi profeti agli ipocriti della comunicazione, dai politici infami ai finti salvatori, dai giustizieri sommari ai dilettanti allo sbaraglio, dalla notte che inesorabilmente si alterna al giorno e che nel buio rende tutti eguali, buoni e cattivi.

2 settembre 2016

LA NOSTRA AFRICA

Francamente, di fronte all’esodo biblico delle popolazioni africane verso il nostro Paese, sto pensando che dovremmo farcene una ragione, almeno per cavare da questa situazione, imposta dalla congiuntura astrale, gli aspetti meno negativi, se non positivi.

Africa

Ebbene, credo sia giunto il momento di rivedere atteggiamenti e vecchi preconcetti di fronte al continente Africa, cercando nel profondo, cercando di capire e di conoscere chi arriva quotidianamente con mezzi di fortuna fino alle nostre coste, lasciando le proprie radici oltre il Mare Mediterraneo, che un po’ ci separa e molto ci unisce.

Provate, come ho fatto io a rivisitare l’opera di Leo Frobenius, un professore nativo di Berlino, sepolto da noi a Pinzolo, sul Lago Maggiore, dal 1938. Lui aveva intuito le matrici della civiltà dal Sahara all’Egitto, all’Algeria, alla Nubia, al Sudafrica e li, in quei luoghi, ne trovò straordinarie testimonianze fatte di migliaia di simboli, racconti orali, rituali, elementi di collettivi evoluti, che basavano e basano ancora la capacità di evolversi sulla commozione e sulla emozione.

Sulla scia di Freud e Jung, con una sua visione metafisica, si fece guidare dalla teoria dell’inconscio collettivo, considerando il simbolo elemento fondamentale della conoscenza. Per questo fondò a Berlino, nel 1898, l’Archivio africano e a Monaco nel 1922 l’Istituto di ricerca per la morfologia della civiltà, oggi a Francoforte proprio come Istituto Frobenius.

Per capire meglio chi si riversa in massa sul “pontile” Italia, portando con se straordinarie esperienze e potenzialità umane, intrise delle proprie tradizioni, chiamo in causa due personaggi straordinari come Karen Christentze Dinesen von Blinxen-Finecke (Karen Binxen) e Leni Riefenstal (notissima per il suo monumentale film Olympia sui Giochi di Berlino 1936) che hanno dedicato parte importante delle loro vite proprio alla cultura dei popoli dell’Africa, riconoscendovi i fondamenti della civiltà umana.

L’importanza della storie raccolte nelle spedizioni antropologiche

Del resto per vie diverse e traverse, i mercanti di uomini hanno iniziato il loro tragico mestiere molti secoli fa ed oggi le Americhe recano visibili segni della presenza africana, a cominciare dal Presidente degli USA, Obama, per finire al re “olimpico”, l’uomo più veloce della Terra, Bolt, come lo furono Lewis ed Owens.

Assistenza ONA
Assistenza ONA

Penso, per concludere, che sia maturato comunque il momento fisiologico della osmosi, fatta non soltanto di tatuaggi etnici e di anelli al naso. * Leo Frobenius dedicò parecchi anni, all’inizio del Novecento, a spedizioni antropologiche e archeologiche nei luoghi più vari dell’Africa, dal Fezzan al Capo, dal Sudan al deserto del Kalahari, e ne riportò preziosi reperti, oggetti di culto e della vita quotidiana, nonché le prime riproduzioni di ignote pitture rupestri.

Ma altrettanto prezioso fu il tesoro di storie che raccolse dalla viva voce di narratori locali e poi pubblicò nei dodici volumi di Atlantis, inesauribile miniera di miti, fiabe e leggende. L’opera in cui tutte queste esperienze e scoperte si presentarono in una sorta di summa fu tuttavia la Storia della civiltà africana, apparsa nel 1933.

Opera imponente, audace nel suo impianto teorico per la visione diffusionista dei Kulturkreise – che oggi torna a essere dibattuta –, questa Storia è anzitutto il tentativo affascinante di delineare la morfologia di un continente, tentativo che rimane unico nel suo genere.

La commozione alla base di ogni forma culturale

Come pure è altamente peculiare il fondamento conoscitivo che qui si rivendica: l’esigenza di individuare la Ergriffenheit, la «commozione» che sta alla base di ogni forma di cultura. Non meraviglia dunque che fra i lettori più attenti e appassionati di questo libro vi siano stati Pavese, Canetti e Giorgio de Santillana.

E va ricordato che i primi sostenitori della négritude, come Senghor, riconobbero nella Storia di Frobenius la più grandiosa rivendicazione, da parte di uno studioso occidentale, di ciò che è stata, nelle sue variegate manifestazioni, la civiltà africana.

Fra il 1921 e il 1928 Frobenius pubblicò, con il titolo Atlantis, un’opera sterminata in più volumi che rimarrà il vero tesoro narrativo delle civiltà africane. E uno dei capitoli più affascinanti di questo universo di storie è costituita dalle Fiabe del Kordofan, che Frobenius apprese nel 1912, sempre dalla memoria orale di alcuni cammellieri di El Obeid,…”

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

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Ministro Costa, conferma all’ambiente dopo la riunione

Ministro Costa
Ministro Costa

Stamattina il Governo Conte Bis ha confermato alla guida del Ministero dell’Ambiente il pentastellato Sergio Costa, generale di brigata dell’Arma dei carabinieri.

L’ONA plaude alla riconferma del Ministro Sergio Costa

La notizia è arrivata al termine della riunione della Commissione Amianto presso il Ministero dell’Ambiente, riunita dal Presidente, Dott. Guariniello, e con la partecipazione dell’Avv. Ezio Bonanni, che ne è uno dei componenti.

Lo stesso Avvocato Bonanni ha esordito: “Vediamo in Lei una persona veramente competente.

Ci auguriamo che il Presidente del Consiglio e il Capo dello Stato la riconfermino nel ruolo centrale che ha assunto già nel precedente governo.

Anche per portare a termine i lavori della Commissione, e quindi inaugurare una nuova stagione di tutela della salute dell’ambiente rispetto a questo killer micidiale”.

I servizi di assistenza ONA coinvolgono l’ambiente

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Aps  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni.

L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria).

In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto correlate.

Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

Il team di assistenza ONA

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.

Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita.

In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere.

Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

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Auspicio espresso anche dal Presidente, Dott. Guariniello

Agli inizi del 2000, il Ministro Costa (all’epoca comandante regionale della Forestale in Campania), aveva condotto la delicatissima indagine sui rifiuti tossici interrati dal clan dei Casalesi nella cosiddetta “Terra dei Fuochi”.

Infatti, nella piana agricola del Casertano al confine con Napoli, aveva scoperto la discarica dei rifiuti nel territorio del Parco nazionale del Vesuvio. Inoltre aveva condotto indagini sul traffico internazionale dei rifiuti, in collaborazione con la Direzione nazionale antimafia.

“Sono felice che il Presidente Conte mi abbia rinnovato la fiducia. Vuol dire che la direzione intrapresa è quella giusta. Ora con rinnovato entusiasmo è il momento di osare: l’Ambiente sarà al centro dell’azione di governo” ha dichiarato il ministro non appena ha ricevuto la conferma dell’incarico.

“Vorrei portare al primo Consiglio dei ministri – aggiunge – un provvedimento urgente sui cambiamenti climatici. Le nostre priorità saranno il contrasto al climate change, le bonifiche e la lotta ai roghi della Terra dei fuochi, e chiaramente continueremo con la campagna plastic free, anche perché andrà recepita in tempi brevi la direttiva europea”.

Adesso i lavori della Commissione Amianto del Ministero dell’ambiente procederanno spediti per affrontare e risolvere la problematica amianto in Italia.

Strategico il ruolo centrale assunto proprio dal Ministro dell’Ambiente, Generale Sergio Costa e dal Movimento 5 Stelle, nuovamente guidato da Beppe Grillo. Lo stesso che è intervenuto per chiudere la stagione della crisi in modo veloce, secondo l’auspicio espresso dal Presidente Mattarella.

Un pensiero per le vittime del dovere

Il nuovo governo nasce quindi all’insegna della necessità di un intervento di tutela della salute anche nel settore militare. Quindi, di tutela delle vittime e dei loro familiari, in particolare delle vittime del dovere.

Ovvero, coloro che, nell’adempimento delle loro funzioni, hanno contratto delle infermità con danni biologici e, in molti casi, anche con la morte.

L’ ONA chiederà al nuovo Ministro della Difesa, On.le Lorenzo Guerini, di intervenire immediatamente sulla questione delle vittime del dovere.

Anche per la equiparazione con le vittime del terrorismo e per la risoluzione dell’annosa questione legata al mancato riconoscimento delle prestazioni di vittima del dovere a favore dei figli non a carico fiscale del congiunto nel momento della sua morte.

Nonostante le molte sentenze dei giudici di merito e delle Corti territoriali. Infatti, dopo il cambio della giurisprudenza delle Sezioni Unite, è divenuto molto difficoltoso, per gli orfani non a carico, ottenere la costituzione delle prestazioni di vittima del dovere.

Ciò in forza di cavilli che non hanno il senso del rispetto della dignità della persona umana.

Dalle vittima del dovere a tutti gli altri luoghi di lavoro, l’ ONA è presente con sedi territoriali e dipartimenti, al fine di perseguire la prevenzione primaria, l’assistenza sanitaria, ed in ultima analisi, la tutela dei diritti e i dati epidemiologici, che fanno emergere la condizione di rischio e dunque la necessità di tutela della salute su base preventiva (bonifica).