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lunedì, Agosto 10, 2026
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Stop ai lavori nell’ex Garage Ruspi a Latina, trovato amianto

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Comune di Latina

I cittadini di Latina si chiedono da tempo come mai i lavori all’ex Garage Ruspi non vengano completati. Lo stop è dovuto all’amianto presente nell’edificio. La notizia arriva dall’assessore ai Lavori pubblici, Pietro Caschera, che ha spigato il problema in commissione.

Uno stop necessario per tutelare la sicurezza degli operai che si stanno occupando della manutenzione e dei residenti. L’asbesto è, infatti, un materiale altamente cancerogeno che causa mesotelioma e diverse patologie asbesto correlate. Malattie che hanno purtroppo, nella maggioranza dei casi esito infausto.

Stop ai lavori, i negozianti chiedono spiegazioni

I negozianti del quartiere hanno sollecitato la fine dei lavori, preoccupati che il cantiere bloccato potesse creare problemi anche alle vendite. L’amministrazione ha così chiarito che prima è stata trovata una condotta non presente nella mappatura del locale tecnico interrato. Questo ha reso necessario cambiare il progetto iniziale. Gli operai hanno poi scoperto l’amianto, durante la demolizione.

La ditta ha così fermato tutto e ha provveduto ad effettuare analisi a campione sul materiale d’asporto, prassi di routine. Le analisi hanno dimostrato la presenza di fibre di asbesto negli strati di guaina. Questo per forza di cose allungherà i tempi della ristrutturazione. La rimozione e lo smaltimento dell’amianto saranno ora affidati ad una ditta specializzata con tutte le certificazioni del caso. Il Comune ha avviato la procedura per l’affidamento della messa in sicurezza che si concluderà il 14 aprile.

Se da una parte, quindi, i tempi dei lavori si dilateranno, dall’altra tutto è stato predisposto per evitare la contaminazione dell’area con fibre di amianto altamente dannose per la salute. Gli operai potranno stare tranquilli e operare poi in completa sicurezza e l’amianto sarà smaltito in siti autorizzati.

Amianto, un minerale altamente pericoloso

L’Ona – Osservatorio nazionale amianto, attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, che ha uno studio anche nel capoluogo pontino, da sempre si batte contro la fibra killer. Le aziende purtroppo utilizzato l’asbesto per decenni in Italia nell’edilizia, ma anche in altri 3000 utilizzi, contaminando il territorio. Le società hanno continuato ad utilizzarlo anche quando ormai studi scientifici avevano dimostrato che tutte quelle malattie erano causate proprio da questo minerale, tanto utile quanto pericoloso.

Stop alla strage silenziosa

Soltanto nel 1992 è stato messo al bando con la Legge 257. Da allora ne è stato vietato l’utilizzo, ma le bonifiche sono in forte ritardo. Questo purtroppo e la lunga latenza delle malattie asbesto correlate, ha comportato che il picco dei decessi non sia ancora avvenuto. E’ previsto infatti tra il 2025 e il 2030. Di amianto si continua a morire, come spiegato nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Bonanni: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”, ma anche nel VII Rapporto ReNaM dell’Inail che registra soltanto i casi di mesotelioma.

L’Ona ha realizzato anche una App per la segnalazione dei siti contaminati. L’associazione affianca le vittime di amianto e delle vittime del dovere fornendo assistenza legale e medica.

Famiglia, ambiente, salute e lavoro: le priorità degli italiani

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famiglia passeggia nel parco

Famiglia, ambiente, salute e lavoro: sono questi gli aspetti importanti della vita nel post pandemia. Lo ha rilevato Comieco, il Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica, che ha reso noti i risultati dell’Osservatorio sul senso civico degli italiani. L’indagine è stata realizzata in due tranche, una a febbraio e la seconda a maggio 2020, in collaborazione con l’Istituto di Ricerca Ipsos.

Cos’è cambiato con la pandemia

La rilevazione quest’anno è ancora più importante perché indaga la società italiana in un momento di massima difficoltà. I primi 6 mesi della pandemia da coronavirus. I cittadini hanno riscoperto o apprezzato maggiormente gli antichi valori, lo stare in famiglia, ma anche l’amicizia e l’importanza della tutela dell’ambiente.

“Lo spartiacque costituito dalle drastiche misure di distanziamento sociale – spiegano dal Comieco – emerge chiaramente nella crescita dell’attenzione e della fiducia degli italiani nei confronti degli altri e della collettività. Rispetto a prima dell’epidemia, infatti, cala di 4 punti, dal 26% al 22%, la percentuale di coloro che considerano che la principale responsabilità di una persona sia verso la propria famiglia e non verso la collettività”.

Famiglia, ma responsabilità anche verso la collettività

Costretti ad affrontare una situazione completamente nuova e complessa, gli italiani hanno riscoperto una rinnovata responsabilità civile che conferma, tuttavia, la sua origine nella sfera privata. Il campione Ipsos, infatti, è omogeneo nell’indicare come fonte del senso civico i valori individuali (79%) che si formano principalmente all’interno della famiglia (65%).

Fondamentale in questo senso è insegnare fin da piccoli a prendersi le proprie responsabilità nei confronti della collettività (72%). Nella formazione del senso civico cresce anche il ruolo chiave riconosciuto all’educazione (51%, +1%) mentre è secondaria la rilevanza attribuita alle sanzioni (42%, -2%).

Ambiente, la raccolta differenziata non si ferma

Una cartina di tornasole per valutare il senso civico è espresso sicuramente dalla raccolta differenziata che durante il lockdown non è venuta meno. In 15 anni è maturata quindi la sensibilità ambientale. La qualità dell’ambiente sale, infatti, al terzo posto nella priorità degli italiani, accanto a sicurezza e amore. L’attenzione a differenziare carta e cartone sale dal 65 al 91%.

“Dalla ricerca – ha commentato il direttore generale di Comieco, Carlo Montalbetti all’Ansa – emerge come la raccolta differenziata sia sempre più un comportamento consolidato e in crescita. Tanto che il 67% della popolazione lo considera un compito utile alla collettività e il 72%, non solo la svolge tutti i giorni, ma pulisce anche i contenitori in carta e cartone prima del conferimento”.

Il Comieco è il consorzio nazionale italiano che si occupa del riciclo e del recupero degli imballaggi a base cellulosica. Raggruppa cartiere, produttori, trasformatori e importatori di carta e cartone per imballaggio.

Ambiente e salute vanno di pari passo

L’attenzione all’ambiente negli italiani non è quindi venuta meno. I cittadini hanno orami chiaro il profondo legame tra la tutela dell’ambiente e la salute, così come sostiene da tempo anche il presidente dell’Ona – Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni. L’Ona si occupa da oltre venti anni della questione amianto, ben rappresentata nel “Libro bianco per le morti di amianto in Italia – ed. 2022”. Da qui l’associazione è partita, però, per una riflessione profonda sull’importanza della salute dei lavoratori e dei cittadini in generale. Che non può prescindere dalla tutela dell’ambiente.

Per questo l’Ona ha creato anche una App apposita per le segnalazioni dei siti ancora contaminati dall’amianto, per fermare la strage. Questo minerale infatti causa il mesotelioma, altri tumori e tutta una serie di gravissime patologie asbesto correlate. L’Ona è al fianco delle vittime dell’amianto e del dovere con un’assistenza legale, medica e tecnica per le bonifiche.

Tamponi e mascherine, prezzi calmierati addio

tamponi
tamponi

I prezzi calmierati che ci hanno consentito di acquistare mascherine e tamponi spendendo meno non sono più in vigore. Il costo rischia di aumentare da oggi, 1 aprile, con la fine dello stato di emergenza.

Stop allo stato di emergenza, ma il Covid e le regole restano

Eppure, nonostante questa nuova fase, tutti dovremo continuare ad indossare per legge i dispositivi di protezione e fare tamponi in caso di sintomi del Covid 19. La pandemia non è, infatti, alle nostre spalle. Anzi i contagi, nonostante la stagione, diminuiscono molto lentamente e tanti sono ancora i decessi.

Tamponi e mascherine, la Circolare di Federfarma

A spiegare la situazione è stata Ferderfarma, l’associazione dei farmacisti titolari, in una recente circolare alle associazioni provinciali e regionali.

Ne documento, come riporta l’Adnkronos Salute, “deve ritenersi che l’ordinanza 11/2020 pubblicata sulla G.U. 108/2002 emanata dal commissario Arcuri circa l’imposizione del prezzo calmierato a 0,50 euro al netto dell’Iva delle mascherine chirurgiche, non è più applicabile a decorrere dal 1 aprile 2022”. I farmacisti ricordano anche che scadranno le deroghe per la vendita di alcuni prodotti. “Non sono più vendibili dal 1 aprile 2022 le mascherine chirurgiche la cui etichettatura non è in lingua italiana ma in altra lingua utilizzata nell’Unione europea”. “Le mascherine chirurgiche con etichettatura in italiano ma autorizzate in deroga alle vigenti disposizioni dall’Istituto superiore di sanità, sono vendibili sino al 31 maggio 2022″.

Nella circolare è spiegato, inoltre, che “il prezzo calmierato dei dispositivi di protezione Ffp2 è stato stabilito in 0,75 euro Iva compresa per ciascun dispositivo nel Protocollo d’intesa del 3 gennaio 2022 la cui validità è esplicitamente prevista fino al 31 marzo 2022″. Non saranno più applicabili le autorizzazioni per prodotti non etichettati in lingua italiana e autorizzate in deroga. Dal 1 aprile “il prezzo al pubblico di tali dispositivi è libero anche per quelle farmacie che hanno volontariamente aderito al protocollo”.

Viene meno il protocollo d’intesa con il ministero della Salute

A partire sempre dal 1 aprile “termina l’efficacia del protocollo d’intesa tra il ministero della Salute, il commissario straordinario per l’emergenza epidemiologica Covid-19, Federfarma, Assofarm e Farmacieunite, e la normativa di riferimento che rendeva obbligatori prezzi calmierati e stabiliva modalità di esecuzione dei tamponi”. Le farmacie potranno però continuare a “somministrare i test mirati a rilevare la presenza di anticorpi IgG e IgM e i tamponi antigenici rapidi per la rilevazione di antigene Sars-Cov-2”.

Resta valida “la normativa di riferimento che autorizza la farmacia a caricare i dati sulle specifiche piattaforme al fine di emettere il Green pass anche a seguito di tampone antigenico rapido”.

Tamponi e mascherine, due anni di Covid

Il coronavirus ha portato dolore e morte e ha cambiato radicalmente le nostre abitudini di vita. Anche soltanto abbracciare una persona che si incontra per strada è diventata un’abitudine ormai del passato. La pandemia ci ha segnato e molte saranno le conseguenze economiche che tutti pagheremo nei prossimi anni.

Il Governo ha ora deciso, dopo due anni e una imponente campagna vaccinale, di non prorogare lo stato di emergenza. Il Covid però non è finito e dovremo continuare a tutelarci. Ora sarà, molto probabilmente, anche più costoso.

Tante decisioni del governo in questo periodo sono state contestate. Tanti hanno ritenuto che fossero lesi i propri diritti. L’Ona – Osservatorio nazionale amianto, e il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, da anni vicina alle vittime dell’amianto e del dovere è ora pronta a sostenere anche queste persone, con una prima assistenza legale gratuita.

A Napoli il murales che elimina lo smog

murales
murales

A Napoli e in particolare nel quartiere Bagnoli dove sono sorte l’Eternit e l’Ilva, è stato realizzato un murales di 370 metri quadrati che è in grado di eliminare l’inquinamento atmosferico. Si chiama “Unlock the change” (sblocca il cambiamento), e grazie alle eco pitture può assorbire ogni giorno lo smog di 79 automobili.

Sembra fantascienza e, invece, il progetto fa bella mostra di sé grazie all’iniziativa dell’associazioni no-profit Yourban2030 e B Corp in Italia. L’opera è dello street artist Zed1 e di PalomArt, piattaforma internazionale di arte indipendente.

Gli studenti del Silio Italico di Napoli coinvolti attivamente

A partecipare attivamente alla creazione dell’eco murales più grande del sud anche i giovani studenti della secondaria di I grado Silio Italico di Napoli, nel quartiere di Fuorigrotta, che potranno ammirarlo sulle mura della loro scuola.

Murales, una bimba svela un futuro possibile

La raffigurazione racconta la favola di una bambina che scopre a chiunque guardi un nuovo futuro possibile: dal vecchio mondo inquinato dipartono idee di sostenibilità e di economia positiva e con queste colori, gioia, vita.

Il primo eco-murales #UnlockTheChange è un invito a tutti per un cambiamento che parte dell’omonima campagna di comunicazione lanciata dalle B Corp italiane, aziende certificate dall’ente non-profit B Lab in virtù delle loro performance ambientali, sociali ed economiche e che adottano e promuovono un paradigma economico più giusto e responsabile. Un impatto positivo che circa il 30% delle B Corp italiane si sono già impegnate a produrre, attraverso l’obiettivo di climate neutrality entro il 2030.

La scuola media Silio Italico, insieme al suo dirigente Diego Rije, hanno concesso il muro per la realizzazione dell’opera, ma coinvolto anche professori e studenti in laboratori creativi che hanno dato vita alle lampadine del cambiamento. Hanno stimolando così una riflessione collettiva intorno al tema di #UnlockTheChange.

L’ambiente al centro della missione dell’Ona

“Un’ottima iniziativa” ha dichiarato il presidente dell’Ona – Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni. Da anni l’associazione si batte per eliminare l’asbesto che tante vittime ha causato anche a Bagnoli, sede dell’Eternit, e per facilitare le bonifiche.

L’amianto è un killer silenzioso ed è stato messo al bando in Italia soltanto nel 1992. Fino a quel momento le aziende hanno continuato ad utilizzarlo anteponendo il profitto alla salute dei lavoratori. Dipendenti e cittadini negli anni si sono ammalti di asbestosi, mesotelioma. Così come di tutta una serie di patologie asbesto correlate tra le quali vari tipi di tumore. I dai sono nell’ultima pubblicazione dell’avvocato: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“.

Adesso il quartiere vive una nuova possibilità. Dove prima c’erano le fabbriche ora è stato realizzato un polmone verde. La bonifica tuttavia è ancora in corso anche se, fortunatamente, sta per essere completata.

L’importanza della tutela della salute e dell’ambiente, che sono correlati, diventa fondamentale per salvare il pianeta e tutta l’umanità. Alle parole, però, devono seguire i fatti.

Bagnoli, bonifica Eternit. Schmidheiny rischia 23 anni di carcere

Bagnoli
bagnoli

L’amianto dell’ex Eternit di Bagnoli, a Napoli, verrà rimosso. Mentre c’è grande attesa per la sentenza del processo Eternit bis, nel quale Stephan Schmidheiny rischia 23 anni e 11 mesi di carcere, continuano le operazioni di messa in sicurezza. Ben 37 anni dopo la chiusura dello stabilimento avvenuto nel 1985.

Per 5 giorni il terreno contaminato dell’ex sito industriale verrà portato al porto di Salerno. Da qui verrà caricato su una nave che ha come destinazione l’impianto autorizzato di Harnosand in Svezia. L’azienda che se ne occupa ha previsto un altro viaggio per aprile: il terzo, che completerà la bonifica dall’asbesto.

La notizia è stata comunicata da Invitalia, soggetto attuatore dei lavori di riqualificazione del quartiere di Napoli ovest. Coordinerà e controllerà anche il trasporto, in modalità intermodale gomma/nave.

Parteciperanno l’esecutore dei lavori del Raggruppamento temporaneo di imprese con a capo la società Teorema Spa e 4 compagnie di trasporto su gomma. Nel corso delle attività di trasporto è attivo il sistema di monitoraggio delle fibre presente sia in sito che nelle aree esterne.

Il cemento amianto

L’austriaco Ludwig Hatschek ha brevettato il cemento amianto nel 1901. Lo chiamò Eternit, con riferimento al latino aeternitas (eternità), per la sua elevata resistenza. L’amianto è, infatti, davvero molto resistente e in più di facile estrazione, economico, ignifugo e fonoassorbente. Il materiale perfetto. Purtroppo però altamente cancerogeno e causa di terribili malattie.

Nel 1903 Alois Steinmann acquista la licenza per la produzione e apre nel 1903 a Niederurnen le Schweizerische Eternitwerke AG.

Negli anni ’30 inizia la produzione anche in Italia. Nel 1938 vengono realizzati i primi manufatti amianto-cemento nella fabbrica di Napoli, nel quartiere di Bagnoli.

Si tratta di un quartiere della periferia occidentale di Napoli, che insieme a Fuorigrotta forma la decima municipalità del capoluogo campano. Contraddistinto da una forte e visibile natura vulcanica, fa parte dei Campi Flegrei.

Bagnoli, la strage dell’amianto

L’asbesto fu utilizzato e ha continuato a far ammalare gli operai, i loro familiari e anche i residenti dei quartieri in cui c’erano grandi siti industriali, nonostante si conoscesse ormai la sua pericolosità. Già nei primi del ’900 chi era a contatto con l’amianto aveva notato una maggiore incidenza delle malattie legate all’apparato respiratorio tra i dipendenti. Negli anni ’40 due studi scientifici lo dimostrarono. Eppure le aziende hanno continuato ad utilizzarlo, fino alla messa la bando con la Legge 257 del 1992.

Ora è assodato che la fibra killer causi infiammazioni, asbestosi, mesotelioma e tante altre patologie asbesto correlate che hanno spesso, purtroppo, esito infausto.

L’Ona – Osservatorio nazionale amianto, tramite il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, continuano la battaglia contro l’amianto. Purtroppo, infatti, nonostante il riconoscimento della malattia professionale per diverse patologie asbesto correlate, e la rendita Inail, senza un lungo procedimento penale non si riescono ad ottenere i giusti risarcimenti dopo una vita di lavoro.

Per questo l’Ona è al fianco delle famiglie con una prima assistenza legale gratuita, con l’assistenza medica e tecnica per le bonifiche. L’avvocato Bonanni ha sempre spiegato, anche nella sua ultima pubblicazione: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia, ed. 2022”, che senza lo smaltimento dell’amianto non è possibile fermare la strage. Secondo il VII Rapporto ReNaM dell’Inail soltanto il mesotelioma ha ucciso negli anni oltre 31mila persone. I dati si fermano al 2018 e non sono completi. L’Ona stima invece, per il 2021, ben 7mila decessi a causa dell’amianto.

Il processo Eternit

Nel 2009, in seguito alle indagini condotte da Raffaele Guariniello presso il Tribunale di Torino, ha inizio il processo contro Stephan Schmidheiny, ex presidente del consiglio di amministrazione, e contro Louis De Cartier de Marchienne, direttore dell’azienda negli anni sessanta (De Cartier è morto nel 2013 a 92 anni). L’accusa li ha ritenuti responsabili delle morti per mesotelioma avvenute tra i dipendenti delle fabbriche Eternit a contatto con l’asbesto.

Il 13 febbraio 2012 il Tribunale di Torino ha condannato in primo grado De Cartier e Schmidheiny a 16 anni di reclusione per disastro ambientale doloso permanente e per omissione volontaria di cautele antinfortunistiche, obbligandoli a risarcire circa tremila parti civili. Il 3 giugno 2013 la pena viene “parzialmente riformata” in appello e aumentata a diciotto anni.

La Corte d’Appello di Torino ha inoltre disposto il risarcimento alla Regione Piemonte di 20 milioni di euro e di 30,9 milioni di euro per il comune di Casale Monferrato. Il 19 novembre 2014 la Corte di Cassazione, però, ha dichiarato prescritto il reato di disastro ambientale, annullando le condanne e i risarcimenti in favore delle parti civili.

Bagnoli, processo Eternit bis Napoli

Nel 2012 ha inizio invece il processo Eternit bis, diviso in 4 tronconi. Quello incardinato a Napoli, di primo grado, è alle fasi conclusive. Durante la scorsa udienza il pubblico ministero ha chiesto per l’unico imputato 23 anni e 11 mesi di reclusione. La sentenza è prevista il 6 aprile 2022.

(foto estrapolata da sito di Invitalia)