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Egitto: trovata pergamena della mappatura stellare di Ipparco

Egitto
egitto

In Egitto è stata ritrovata una pergamena, contenente il “catalogo stellare” di Ipparco. La mappatura, che segna la nascita della nuova scienza, si riteneva perduta.

Egitto: alla ricerca del catalogo perduto di Ipparco

Egitto-Penisola del Sinai. Il famoso “catalogo stellare” dell’astronomo Ipparco di Rodi (Nicea, 190 a.C. – Rodi, 120 a.C.), era nascosto sotto un tomo religioso, nella biblioteca del monastero ortodosso di Santa Caterina. 

Adesso, la maggior parte dei suoi 146 fogli, sono stati trasferiti al Museo della Bibbia di Washington DC. 

Per i ricercatori, il ritrovamento rappresenta un tesoro inestimabile

Da secoli si cercava infatti di individuare le famose coordinate stellari, ma si riteneva che fossero andate ormai perdute. 

Le pagine ritrovate, contenevano apparentemente solo il Codex Climaci Rescriptus, una raccolta di testi siriaci scritti nel X o XI secolo. 

In realtà, il codice era scritto su una pergamena, che era stata raschiata dal testo più vecchio dallo scriba, in modo che potesse essere riutilizzata.

James Evans, storico dell’astronomia dell’Università di Puget Sound a Tacoma, Washington, descrive la scoperta come “rara” e “eccitante”.

L’estratto è pubblicato sul Journal for the History of Astronomy.

La prima mappa conosciuta del cielo notturno

Il catalogo di Ipparco, rappresenta il primo tentativo conosciuto di mappare l’intero cielo. Dimostra che il grande astronomo aveva davvero mappato i cieli, secoli prima di altri tentativi noti. «L’estratto illumina un momento cruciale nella nascita della scienza, quando gli astronomi sono passati dalla semplice descrizione dei modelli che vedevano nel cielo, alla misurazione e alla previsione», spiega Evans.

I misteri nascosti nella pergamena d’Egitto 

Veniamo alla storia. Nel 2012, lo studioso biblico Peter Williams dell’Università di Cambridge, Regno Unito, chiese a uno dei suoi studenti, Jamie Klair, di studiare le pagine del testo come progetto estivo.

Pensava infatti che la vecchia scrittura contenesse ulteriori testi cristiani.

Il giovane, individuò casualmente un passaggio in greco, spesso attribuito all’astronomo Eratòstene di Cirene (Cirene, 267 a.C. circa – Alessandria d’Egitto, 194 a.C). Nel 2017, utilizzando una tecnologia a immagini multispettrali, i ricercatori della Early Manuscripts Electronic Library di Rolling Hills Estates, in California, e dell‘Università di Rochester a New York riesaminarono le pagine e scoprirono qualcosa si sensazionale!

Dopo aver scattato quarantadue fotografie di ogni pagina, in diverse lunghezze d’onda della luce, utilizzarono degli algoritmi informatici, per cercare combinazioni di frequenze che migliorassero la lettura del testo nascosto.

Risultato? 

Nove fogli della pergamena contenevano un interessante materiale astronomico.

Le indagini portano alla luce il tesoro nascosto

Attraverso la datazione al radiocarbonio e lo stile della scrittura, i ricercatori stabilirono che il catalogo era stato trascritto intorno al V o al VI secolo a.C

Esso riportava i miti di origine stellare di Eratòstene e parti di un famoso poema del terzo secolo a.C. chiamato Phaenomena, che descriveva le costellazioni. 

Scorrendo le immagini, Williams si rese conto che contenevano del materiale alquanto insolito.

Di conseguenza, interpellò lo storico della scienza Victor Gysembergh, del centro nazionale di ricerca scientifica francese CNRS di Parigi

E’ stato proprio il francese, a decifrare il passaggio sopravvissuto (lungo una pagina), insieme al suo collega Emmanuel Zingg dell’Università della Sorbona di Parigi. 

Il codice ritrovato, parla della lunghezza e della larghezza, in gradi, della costellazione Corona Borealis, la corona settentrionale, e fornisce le coordinate per le stelle al suo estremo nord, sud, est e ovest.

«Ho capito subito che avevamo le coordinate delle stelle», afferma Gysembergh.

Come si è stabilita con certezza la paternità del catalogo 

Molte sono le prove che riportano a Ipparco.

Oltre allo stile di scrittura, la precisione delle misurazioni ha permesso al team di datare le osservazioni. 

«Il fenomeno della precessione – in cui la Terra oscilla lentamente sul suo asse di circa un grado ogni 72 anni – significa che la posizione delle stelle fisse si sposta lentamente nel cielo»- spiegano. 

Basandosi su tali osservazioni, i ricercatori hanno stabilito che tali coordinate si potevano riferire a osservazioni effettuate nel 129 a.C. -proprio il periodo in cui Ipparco svolgeva i suoi studi.

Piccola curiosità: Oltre alla precessione, Ipparco aveva anche modellato i movimenti apparenti del Sole e della Luna.

Il catalogo di Ipparco è più antico di quello di Tolomeo d’Egitto 

Prima dell’attuale scoperta, l’unico catalogo stellare sopravvissuto dall’antichità, era quello compilato dall’astronomo Claudio Tolomeo (forse Tolemaide Ermèa, Egitto, 100 d.C. circa – forse Alessandria d’Egitto 178 circa) ad Alessandria, in Egitto, nel II secolo d.C. 

Nel suo trattato Almagest, accettato per più di 1.200 anni, Tolomeo aveva descritto un modello matematico del Cosmo, con la Terra al centro.

Aveva inoltre elencato le coordinate e le grandezze di più di mille stelle. 

Tuttavia, alcuni testi antichi facevano riferimento a un’altra persona, che per prima aveva misurato le stelle. Parliamo ovviamente di Ipparco, che lavorò sull’isola greca di Rodi tre secoli prima di Tolomeo, all’incirca tra il 190 e il 120 a.C.

In realtà, prima ancora del greco, gli astronomi babilonesi avevano misurato le posizioni di alcune stelle intorno allo zodiaco, le costellazioni che si trovano lungo l’eclittica e il percorso annuale del Sole comparato con le stelle fisse, visto dalla Terra.

Ma Ipparco fu il primo a definire le posizioni delle stelle usando due coordinate e a mappare le stelle in tutto il cielo.

Altre pergamene rivelano le coordinate stellari di Ipparco

Secondo Gysembergh e i suoi colleghi, anche il manoscritto latino medievale, noto come Aratus Latinus, sarebbe opera di Ipparco. Esso riporta le coordinate di altre tre costellazioni stellari (Orsa Maggiore, Orsa Minore e la Costellazione del Drago).

Osservazioni ad occhio nudo? 

Ipparco, così come Tolomeo, osservava le stelle ad occhio nudo. «Tuttavia senza un telescopio, dice Gysembergh, il greco deve aver usato un tubo di avvistamento, noto come dioptra, o un meccanismo chiamato sfera armillaria», un astrolabio sferico, fatto di cerchi che raffigurano il movimento dei corpi celesti.

Tolomeo ha copiato Ipparco? 

Ancora oggi c’è chi ritiene che Tolomeo abbia rubato i dati di Ipparco.

Alla luce dei nuovi ritrovamenti, Gysembergh sostiene che Tolomeo in realtà si è basato sulle osservazioni del “collega”, ma avrebbe potuto fare di meglio. 

«Le osservazioni di Ipparco sembrano essere infatti notevolmente più accurate, con le coordinate lette finora corrette entro un grado. E mentre Tolomeo basava il suo sistema di coordinate sull’eclittica, Ipparco usò l’equatore celeste, un sistema più comune nelle moderne mappe stellari», afferma lo studioso.

Le nuove frontiere della ricerca 

Man mano che le tecniche di imaging miglioreranno, gli scienziati scopriranno ulteriori coordinate stellari all’interno degli antichi manoscritti. Questo potrebbe consentire loro studiare tutte le diverse parti del Codex Climaci Rescriptus che non sono ancora state decifrate.

Fonti

Doi: https://doi.org/10.1038/d41586-022-03296-1

Gysembergh, V., Williams, P. J. Zingg, E. J. Hist. Astron. 53, 383–393 (2022).

Victor Gysembergh https://orcid.org/0000-0003-1633-9212

G.J. Toomer, “Hipparchus”, in C.C. Gillispie (ed.), Dizionario di biografia scientifica, Supplemento I (New York, NY: C. I figli di Scribner, 1978), pp. 207-24.

K. Manitius, Hipparchi in Arati et Eudoxi Phaenomena Commentariorum libri tres (Leipzig, 1894).

O. Neugebauer, Una storia dell’antica astronomia matematica, Vol. 1 (Berlino-Heidelberg; New York, NY: Springer-Verlag, 1975), pp. 288–91.

Temi del convegno: Colangiocarcinoma e amianto nelle tubature d’acqua

colangiocarcinoma
colangiocarcinoma, tubature arruginite

Un convegno per approfondire il tema della pericolosità delle fibre di amianto non solo inalate, ma anche ingerite. Causa anche, secondo gli ultimi studi, del colangiocarcinoma, o tumore delle vie biliari. L’evento, dal titolo “#Amianto: dalla prevenzione primaria al risarcimento delle vittime”, si terrà sabato 22 ottobre, a San Cesario sul Panaro, in provincia di Modena.

Organizzato dall’Osservatorio nazionale amianto, con l’attiva collaborazione della sezione dell’Ona Carpi, l’evento servirà a fare il punto sulla situazione asbesto sul territorio comunale e provinciale.

Colangiocarcinoma, al convegno Bonanni e Brandi

All’incontro, che inizierà alle 14.30, nella sala grande di Villa Boschetti, interverranno il presidente Ona, l’avvocato Ezio Bonanni e il professore dell’Università di Bologna, Giovanni Brandi, responsabile del Programma “Tumori epato-biliari e pancreatici” al Policlinico S. Orsola-Malpighi. Introdurrà il coordinatore Ona Carpi, Andrea Rossi. Modererà l’evento, invece, il giornalista Gianni Galeotti.

Tra i temi che verranno affrontati l’amianto nelle tubature dell’acqua e il colangiocarcinoma, tumore delle via biliari.

Presentata la nuova mappatura delle coperture in amianto

Sarà presentata, poi, la nuova mappatura delle coperture in eternit effettuata dalla AeroDron e saranno diffusi tutti i dati aggiornati relativi al comune e alla provincia.

Ancora molti sono gli edifici pubblici e privati del territorio contaminati dalla fibra killer. Tra questi ancora ospedali e scuole. L’Ona continua a lavorare incessantemente per aggiornare la mappatura amianto, anche attraverso la App, e a fornire nuovi spunti e idee alle amministrazioni per affrontare il problema nel modo adeguato.

Si può richiedere assistenza all’Ona tramite lo sportello amianto online o il numero verde gratuito 800 034 294.

Amianto nelle tubature dell’acqua, tutti i rischi

L’amianto, chiamato anche asbesto, è un minerale che è stato utilizzato in particolare dopo gli anni ’50 in Italia, fino alla sua messa al bando, nel 1992, con molteplici funzioni. Avendo capacità ignifughe e fonoassorbenti le aziende lo hanno usato sulle navi. Per coibentare i locali motore o le cucine e le stesse cabine dove dormivano i marinai. In forma di eternit (cemento amianto), le aziende di costruzione lo hanno usato praticamente in tutti gli edifici costruiti prima del 1992. Come copertura di aziende agricole e capannoni e per i più svariati oggetti.

In tanti sanno che l’inalazione delle fibre di amianto è pericolosissima, perché può causare asbestosi, ma soprattutto il mesotelioma e altri tipi di tumore. Le minuscole fibre però possono essere anche ingerite e tanti studi hanno dimostrato che questo causa tumori gastrointestinali. Per questo l’Ona si batte da anni per la bonifica anche degli acquedotti e delle condutture dell’acqua potabile.

Colangiocarcinoma, tubature deteriorate più pericolose

Semplicemente bevendo tutta la popolazione è esposta alla possibilità di ingerire le fibre killer. In generale se le condutture sono in buono stato il pericolo è basso. Aumenta, però, in caso di smottamenti del terreno, di rotture delle tubature, di terremoti.

Inoltre, essendo trascorso un lungo periodo di tempo dalla loro realizzazione si tratta di condotte vecchie e deteriorate, in cui è più semplice il rilascio dell’asbesto.

Si stima che in Italia ci siano 500mila chilometri di tubature realizzate in cemento amianto. Anche l’ultima monografia IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro), ha confermato che l’ingestione delle fibre di asbesto è “esposizione primaria” come l’inalazione (capitolo 1.5, pagina 225).

L’avvocato Bonanni ha delineato tutti i danni causati dall’asbesto ne “Il libro bianco delle morti da amianto in Italia – ed. 2022”. Qui ha anche spiegato come le vittime da amianto siano circa 7mila l’anno. Quelle registrate dal VII Rapporto ReNaM sono, infatti, relative soltanto ai casi di mesotelioma.

Pietra Barrasso: intervista al “Maestro di luce” della pittura  

Pietra Barrasso
parla Pietra Barrasso

Intervista a Pietra Barrasso, una delle “eccellenze italiane” che il mondo ci invidia. La sua arte è un viaggio ctonio nel mondo della luce, che ci porta alla catarsi e al ricongiungimento con l’Assoluto.

Pietra Barrasso: conosciamo la nostra eccellenza italiana 

Pietra Barrasso è un’artista internazionale e poliedrica. Nata a Venticano (Avellino), è stata definita dalla critica “Maestro della Luce”, per la straordinaria capacità di squarciare il buio e dare forma alla materia con le sue suggestive pennellate.

Per il suo impegno, lo scorso 14 ottobre le è stato conferito il “Premio Eccellenza Italiana”, ideato dal giornalista Massimo Lucidi. 

Il riconoscimento, interamente dedicato alla sostenibilità, intende raccontare “l’eccellenza e la sostenibilità del Paese, il Merito e il Talento”, quello che funziona ed è apprezzato nel mondo. Chi è Pietra Barrasso?

L’artista Pietra, la donna e il suo rapporto con il Divino

D. Chi è Pietra Barrasso? 

R. Pietra è un’artista, una donna, che è stata concepita come un arcobaleno di colori. Fin da giovanissima età, giocavo con il colori e con il passare degli anni ho trasformato la mia passione in professione, portando l’Irpinia, la mia amatissima terra, nel mondo.

Sono sempre stata attratta dalla forza dei colori, soprattutto dalla forza cromatica di Van Gogh e, crescendo, ho affinato la mia ricerca sui colori e sulla luce, estendendola a ogni attività artistica: dalla pittura alla scultura. 

Per questa caratteristica, sono stata definita dalla critica “Maestro di luce”.

D. Com’è arrivato il Premio Eccellenza Italiana? Se lo aspettava?

R. È uno dei tanti meriti che vanno ad arricchire il mio firmamento artistico. Ho collezionato moltissime riconoscenze nel corso della mia carriera. Sono stata premiata dal Presidente della Repubblica, ho ricevuto il Premio Internazionale d’Arte con medaglia di bronzo, dalla Camera dei Deputati nel 2012; il Palm Art Award nel 2012; la Medaglia del Presidente del Senato della Repubblica nel 2017 e altre onorificenze da personalità europee. 

Il Premio Eccellenza Italiana? In realtà, me lo aspettavo! In effetti porto l’eccellenza dell’arte nel mondo e ne sono orgogliosa.

L’avvocato Ezio Bonanni insieme all’artista Pietra Barrasso

La “luce” di Pietra Barrasso arriva fino al Papa

D. E’ stata ricevuta da Papa Giovanni Paolo II. Ci racconta l’incontro con il Pontefice, il cui motto era “Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro”?

R. In qualità di “artista in dialogo con l’America”, ho avuto il grande privilegio di incontrare Papa Wojtyła durante uno scambio culturale Italia – Usa

Il Papa – ricordo una scena molto bella – si emozionò vedendo l’immagine di una mia opera che ritraeva Colomba Gabriel, una religiosa polacca, fondatrice delle Suore Benedettine di Carità, beatificata da lui nel 1993. Mi strinse la mano calorosamente, con una presa decisa, profondissima, che ancora oggi rimane indelebile nella mia anima.

D. Lei ha realizzato diverse opere su Papa Francesco. E’ previsto qualche incontro anche con lui?

R. Con Papa Francesco c’è un percorso diverso. Ho realizzato una collezione incentrata sulla sua persona. Diverse opere sono già in Vaticano. Per il Giubileo straordinario della misericordia, conclusosi nel 2016, ho realizzato opere che hanno fatto il giro delle basiliche di Roma. Adesso aspetto di essere ricevuta personalmente. Alla basilica di Santa Maria in Portico in Campitelli, ho esposto un dipinto chiamato “Cammino nella luce”.

Rappresenta il Papa assorto nella preghiera, mentre si dirige, in un percorso di luce, verso l’Altissimo. Nel quadro, Bergoglio, consacrato allo Spirito Santo, porta il peso della sofferenza dei fedeli, in questi anni legati alla pandemia e alla guerra. Mi sono ispirata all’immagine del Papa, quando si aggirava solitario nel portico di San Pietro, durante la pandemia.

L’ispirazione, il fuoco che alimenta Pietra

D. Cosa significa ispirazione? Cosa la ispira maggiormente e cosa la spinge a dipingere?

R. Io trasmetto sulle tele il reale, visto attraverso l’interpretazione di una donna-artista, con le proprie fragilità e la sensibilità che solo una donna può avere. Esprimo le emozioni del momento e comunque in modo che lo spettatore si immedesimi in quella scena, per essere a sua volta arricchito da qualcosa di magico. Perché oltre alla realtà, l’arte e sublimazione, è bellezza che viene dall’alto. In questo contesto, l’artista è direttamente in contatto con il Creato. Io sono solo lo strumento nelle mani di Dio. Dipingo pregando! Questi sentimenti nutrono tutta me stessa e, spero, nutrano anche gli occhi di chi guarda i miei dipinti.

D. I suoi quadri dalle pennellate violente, provocano nello spettatore un torrente di sensazioni. Sembrano dettate da una “mano superiore”. Quanto incide la presenza di Dio nel suo processo creativo?

R. La sua presenza è fondamentale! Lui è l’artefice di tutto. Non si muove foglia senza la sua volontà. Non si muove colore o pennello senza che Lui lo voglia. Ripeto: sono solo uno strumento nelle sue mani. Come dire “sia fatta la tua volontà”.

La Natura quale centro tematico dell’opera di Pietra Barrasso

D. Nella sua visione artistica, la Natura è animata da dettagli di luce che ci rapiscono in un mondo superiore. Perché predilige la Natura alla figura umana? 

R. La Natura è creazione. Avendo contatto diretto con l’Assoluto, non posso fare a meno di guardare oltre, verso la ricchezza e la bellezza di ciò che ci ha donato. Ecco perché prediligo la Natura, rispetto ai soggetti umani. Ad ogni modo, ho anche ritratto figure umane, ma sono presenti soltanto in alcune collezioni. 

Per tornare sul tema Natura, c’è un altro aspetto che mi spinge a raffigurarla. Parlo della mia sensibilità verso le questioni ambientali quali: biodiversità, sostenibilità, difesa e salvaguardia dell’ambiente. Come artista, sento la necessità di apportare il mio contributo affinché si risveglino le coscienze, quelle della generazione attuale e futura. Molte persone sono bendate, non guardano, non vedono, non mostrano sensibilità verso un Pianeta che ci nutre, ci disseta, ci ospita. La pittura, è uno strumento molto profondo di denuncia. Un grido non urlato, che serve a gettare delle radici solide. Se non fai germogliare l’albero, alla fine non si arriverà mai a un risveglio. Aprire gli occhi con una rinnovata coscienza è fondamentale per la salvaguardia dell’ambiente e del Creato. 

Il ruolo dell’arte nella società odierna 

D. Che ruolo ha l’arte? L’arte serve per ingannare la realtà? L’arte è una bugia che realizza la verità o è vero il contrario ?

R. L’arte è interpretazione! E’ una questione di sensibilità. È spontanea, perché è un grido di colore. 

D. Lei ha lanciato dei messaggi forti a livello sociale. Un esempio su tutte, le panchine realizzate per ricordare la violenza delle donne. Penso sia evidente, nel suo percorso artistico, la turbinosa mescolanza di impegno sociale, individualità e tradizione.

Si può fare una rivoluzione in silenzio, magari passando attraverso l’arte o per cambiare le cose si deve sempre alzare la voce? 

R. Sono da sempre vicina alle persone più deboli, ai disadattati. Se le parole non bastano, se niente serve, attraverso l’arte e i suoi simboli si possono mandare dei segnali comprensibili alla società. 

Per questo, secondo me, arte e sociale possono e devono lavorare in sinergia. Come dicevo prima “l’arte è un grido di colore”, aggiungerei pacifico, anche se genera turbolenze interiori. 

Una delle mie opere rappresenta ad esempio una farfalla con un’ala frammentata. L’ala è un simbolo che anche un bambino capisce (anime andate in cielo). La farfalla rappresenta invece l’archetipo della donna sensibile, fragile, bella, tormentata dagli abusi e dalle violenze.

Ho anche realizzato dei dipinti sulla violenza contro le diversità di genere e sugli abusi infantili. 

Mi faccio artefice di tutte le denunce sociali per dare una strigliata. Tanto che, quando mi hanno conferito il Premio Eccellenza Italiana, ho pensato “non è altro che un passaporto per cambiare il mondo”.

In sintesi, cerco di aiutare con la mia arte e allo stesso tempo, essa è il mio più intimo e personale ringraziamento a Dio per il dono che mi ha dato. 

L’arte è ancora oggi sessista e maschilista?

D. L’arte è un po’ maschilista. In passato, le donne hanno dovuto lottare per affermarsi o addirittura nascondersi. Eppure il loro talento è innegabile. Oggi, la donna è ancora discriminata nel mondo dell’arte? 

R. La donna è una creatura unica e speciale e qualsiasi discriminazione perpetrata a suo danno, non può che essere prova di quanto l’uomo a volte sia stupido ed ignorante. Oggi le donne sono finalmente riconosciute come elemento fondamentale nello sviluppo della società, non vengono trasversalmente considerate inferiori, anche se talvolta persiste ancora il rischio che vengano ridotte ad oggetto.

Per quanto mi riguarda, è ora di cambiare questa mentalità. Le donne sono anche più brave degli uomini. L’uomo non può realizzare nulla che abbia la stessa sensibilità di una donna. La donna è madre, crea, l’uomo distrugge. La donna è artefice della vita. 

D. Quale pensiero vorrebbe dedicare all’universo femminile? 

R. Ogni donna è un universo a parte. Oggi direi di volare lontano, libere come le farfalle dalle ali frammentante, avvolte in un fascio di luce che possa farle librare in aria come e più di prima.

Correnti artistiche. Le categorie imprigionano?

D. In quale corrente su può incardinare la sua arte?

R. Per un periodo del mio percorso artistico, ho fatto parte della corrente metaFormismo, un nuovo conio che intende rivoluzionare gli orizzonti critici del futuro, attraverso la centralità concettuale della forma. Si tratta di una chiave di lettura, che legge l’opera attraverso la forma non solo il colore. È un bagaglio di esperienza trasformato in arte.

La luce quale concetto base nelle opere di Pietra Barrasso

D. E’ stata accostata a Caravaggio per la sua concezione della luce. La sua però è brillante, violenta. Ci può dare una definizione di luce? 

R. La luce è verità, è Dio, puro spirito, antimateria! Per me anche a mezzanotte c’è luce. È un’interpretazione, un’entità superiore e dal momento che l’artista è uno strumento del divino, la luce deve essere per forza protagonista. Io cerco la luce per trovare Dio in ogni angolo, in ogni colore, in ogni pennellata. Cerco il dialogo con lui. I colori non sono messi così per caso, sono ispirati dall’Alto e rappresentano un disegno divino.

Arte, archetipi e simbologia nelle opere di Pietra Barrasso

D. Una caratteristica costante delle sue opere è il simbolismo. Sarebbe così gentile da spiegarmi, quali sono rispettivamente, l’archetipo e il simbolo che più ama rappresentare? 

R. L’infinito è l’archetipo, la luce è il simbolo attraverso cui si manifesta. Insieme sono un collegamento, un ponte di congiunzione tra divino e terreno.

Domande a raffica e conclusioni 

D. La sua artista donna preferita?

R. Pietra Barrasso! (Sorride con grande senso dell’humor n.d.r).

D. Ironia e intelligenza: cosa sono per lei?

R. Sono il sale della vita. Mi prendo sempre sul serio…ridendo. L’artista non è un burattino privo di sentimenti e emozioni.

D. La sua più grande soddisfazione?

R. La sto ancora rincorrendo.

D. I suoi quadri o artisti preferiti?

R. Van Gogh sicuramente è uno dei miei preferiti. C’è una carica, una forza nella sua pennellata, in grado di bucare la tela. La sua follia, il suo “uscire fuori dalla mente” e dagli schemi, ci hanno regalato dei capolavori indiscussi. L’arte è diventata catartica, terapeutica, qualcosa che sublima ogni dolore e lo fa trascendere. 

In particolare, la sua opera, traferisce emozioni agli spettatori e ne riceve altrettante dagli stessi. Questo è anche il mio modo di dipingere. Voglio cercare di instaurare un dialogo a due fra artista e spettatore, in cui il quadro è il mezzo per trascendere a livelli di coscienza più elevati.

D. Progetti futuri , dove possiamo trovarla? 

R. In giro per il mondo. Il mio mondo è in una tavolozza 

Cura dell’ambiente, il fil rouge del Premio Eccellenza Italiana

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Un momento della premiazione del presidente Ona, l'avvocato Ezio Bonanni

La cura dell’ambiente è stato il fil rouge che ha legato tutti i presenti e i premiati alla nona edizione del Premio Eccellenza Italiana. Il giornalista Massimo Lucidi, direttore editoriale di The Map Report, è stato un perfetto padrone di casa: elegantissimo e divertente.

L’eccellenza italiana riunita a Roma e Washington

Ha fatto sentire tutti a proprio agio e riunito in una sola sala davvero uno spaccato di una società che conosciamo poco. Quella che lavora, concretamente, ma anche con il pensiero, per un futuro migliore, che tiene salda la tutela dell’ambiente come primo obiettivo.

L’evento si è svolto nel Palazzo della Santa Sede San Carlo ai Catinari, in collegamento con un luogo iconico della cultura italiana a Washington DC, “Pizza University & Culinary Arts”.

La diretta televisiva e social era disponibile sui canali dell’Osservatorio nazionale amianto e su America Oggi TV. Lucidi ha posto l’accento sul ruolo costruttivo che associazioni e singoli Italiani nel Mondo riescono a fare quando a metterli assieme ci sono progetti solidi e continuativi come quello della Fondazione E-Novation che nasce proprio per dar forza al Premio e alle numerose iniziative congeniali.

“La cifra umana e morale degli italiani fa la differenza”

“Nei momenti di crisi epocali che attraversiamo – ha spiegato il direttore – non è solo importante cosa si fa, ma come, perché questi sono momenti di grande verità. Personalmente son convinto che la cifra umana e morale degli Italiani marchi la differenza ed è giusto rivendicare uno stile, un modo di fare le cose, una via italiana della sostenibilità ed eccellenza che sia davvero unica”.

Il convegno: Sostenibilità ed Eccellenza: modello italiano

Prima della proclamazione dei vincitori si è tenuto un convegno sulla Sostenibilità ed Eccellenza: esiste un modello italiano. All’incontro moderato da Lucidi, aperto da Giovanni Carnovale – Consigliere Ordine dei Medici di Roma, erano presenti l’avvocato Bonanni – Presidente Ona, Federico Cono – Vice direttore Generale di BCC Montepruno, il giornalista e scrittore Marco Frittella – Direttore Rai Libri. E ancora Valerio Lombardi – Ad Next Green Planet, Alessandro Miani – Presidente Sima e il principe Guglielmo Giovannelli Marconi, docente universitario e componente del Comitato del Premio Eccellenza Italiana.

 

Bonanni: “Amianto e ambiente, storia drammatica italiana”

“La storia dell’amianto è una storia drammatica italiana e il disastro è stato determinato subordinando la salute e l’ambiente al profitto”. Ha poi ricordato la Goodyear di Cisterna (Latina), e la scoperta che l’unico comun denominatore dei lavoratori che morivano era l’esposizione all’amianto. Purtroppo ancora oggi l’asbesto è presente anche nelle scuole e negli ospedali.

Il presidente dell’Ona ha poi ribadito l’importanza della prevenzione. “Se distruggiamo l’ambiente attentiamo – ha spiegato – non solo alla salute ma anche all’ambiente e alla nostra stessa economia. Per questo dobbiamo rivivere un nuovo umanesimo e superare ogni steccato istologico e anche religioso, come ha detto lo stesso Papa Francesco”.

Ambiente, Premio Eccellenza, personalità illustri

Alla premiazione erano presenti anche Claudio Mele neo vicepresidente della Fondazione E-Novation assieme a Aldo Morgillo e Alberto Patruno. Personalità impegnate nel mondo dell’impresa e delle professioni accomunate da questo impegno per la Sostenibilità ed Eccellenza. Sandro Zara neo presidente del Comitato internazionale del Premio Eccellenza Italiana e riconosciuto decano della moda internazionale. E ancora Salvo Passariello titolare dell’Agristor Le Due Torri, Fabio Sprio Presidente del Centro di Ricerca Tronchetto Research. Come pure Federico Marini imprenditore bresciano impegnato in più settori economici anche negli Stati Uniti.

VINCITORI IX EDIZIONE PREMIO ECCELLENZA ITALIANA

Edo Ronchi – Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile

Un punto di riferimento dell’ambientalismo italiano e internazionale, è premiato non per i tanti anni dedicati a queste tematiche, ma per la profondità e la coerenza della visione e della missione, condivisa dalla Fondazione che guida.

Ezio Bonanni – Presidente Osservatorio Nazionale Amianto

Punto di riferimento per tutti coloro che sognano un ambiente rispettoso dell’uomo ma pure di un Uomo consapevole e responsabile dell’ambiente. Tratta l’amianto come metafora e le vittime come persone uniche e irripetibili.

Salvatore Ruggiero – Presidente Osservatorio Comunicazione Medico Scientifica

Un fondamentale supporto alla Governance pubblico privata non solo nella Sanità ma per la Crescita del Paese.

Marco Magnifico – Presidente del FAI

Per impegno e attività che da anni porta avanti con coerenza e che si concretizza in tre mission: la protezione di Beni artistici e naturalistici; la sensibilizzazione delle persone al valore del patrimonio paesaggistico e monumentale; la mobilitazione attiva per proteggere il paesaggio a rischio.

Mondo Camerette

Un brand di successo, figlio di un lavoro di squadra, condotto con impegno e creatività da Giuseppe Caruso

Francesco De Maio

Azienda di Famiglia che sfida il tempo e le crisi congiunturali con passione e visione, con presenza e impegno nel segno della Bellezza.

Mariavittoria srl di Brigida Barberio

Quando l’artigianato di lusso incontra il successo internazionale, la traduzione è la crescita del brand beneficiario. Questa realtà produttiva fa marchio di Valore

Bromance srl di Danilo Salvini e Carlo Russo

Una Start Up che restituisce all’ambiente grazie all’innovazione

Carlo Maria Martino – Presidente Confapi Puglia

Fondatore Tecnomec Engineering Srl e New Euart Srl

Esempio di Imprenditore impegnato nel sociale e votato all’innovazione

Fondazione Romualdo Del Bianco

Il Movimento “Life Beyond Tourism Travel to Dialogue”, figlio della Fondazione, rappresenta un formidabile crocevia di relazioni internazionali che afferma che la Pace e la Fratellanza tra Popoli e culture diverse si costruisce studiando assieme e condividendo tempo e curiosità tra persone. Il programma Luoghi Parlanti Restituisce la meraviglia del viaggio, l’incanto di chi si muove qui ed ora per vivere, conoscere e comprendere la cultura locale.

Prof. Francesco Schittulli – Presidente Nazionale LILT

La Cultura della Prevenzione premia la Cultura della Vita per un futuro senza cancro.

Ringraziamo il Prof. Francesco Schittulli per l’instancabile attività di promozione della salute nel suo ruolo di Presidente Nazionale LILT e di oncologo di fama internazionale

ISBEM – Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo

Un punto di riferimento per il Mezzogiorno e per l’Italia, avendo promosso la Ricerca scientifica, la Formazione e la Multidisciplinarietà come vie maestre per portare l’Assistenza di qualità nel Pianeta Salute del territorio

 

PREMI SPECIALI IX EDIZIONE PREMIO ECCELLENZA ITALIANA:

Giorgio Mercandelli

Con Arte Liquida si afferma il Valore creativo unico del Made in Italy. Un bel esempio di emozioni a tavola.

Levoni Cinture

Un’azienda strutturata per salvaguardare e promuovere l’unicità dell’artigianato italiano.

Monteleone, Dolci per passione

Esemplare realtà capace di coniugare artigianato e grandi numeri, tradizione e innovazione.

Caffè Kamo Maurizia Rubino

Una donna, un’azienda capace di assicurare quel passaggio generazionale tra riti, culture e abitudini di consumo.

Lella Baldi

Donne che parlano alle Donne nel nome dell’eleganza e del buon gusto. Una storia capace di emozionare generazioni e territori diversi.

Lady Rose Erika Piatti

Un incoraggiamento e allo stesso tempo una forte attestazione alla capacità di fare turismo alla quale Napoli è chiamata.

Antonio Ragucci

Un imprenditore edile in Germania con il cuore in Italia ma la penna al servizio della consapevolezza europea.

Concita Borrelli

Giornalista Rai, esempio di servizio pubblico ma pure instancabile testimone del mondo che cambia.

Anna Capasso

Poliedrica showgirl capace di trasmettere quella energia e passione della propria terra in chiave moderna e internazionale.

Adriana Silvia Sartor

Instancabile imprenditrice che cumula alla tradizionale laboriosità lombarda, la creatività italiana e la visione internazionale acquisita negli USA.

Prof. Luigi D’Angelo

Appassionato ed esemplare Medico a servizio del prossimo.

FMPI Federazione Medie e Piccole Imprese

Per il continuo impegno a favore del Made in Italy, un punto di riferimento per le Imprese, ossatura del Paese.

Art2gether

Associazione dove Energie Competenze e Progetti danno forma al Futuro sostenibile.

Antonella Discepolo Chiancone

Un percorso che potrebbe sintetizzarsi con l’Amore per la Ricerca e per la Famiglia che lega gli USA e l’Italia.

Raffaello Bellavista

Il Talento incontra il Bel Canto e si trasforma in Eccellenza Italiana nel mondo.

Emanuela Fancelli

Testimone di cultura giuridica, associativa e d’impresa al servizio del Paese.

Guido Putignano

Un’eccellenza degli studi e della ricerca, uno straordinario punto luce per il Paese chiamato a fare costellazione. A presto ritrovarci.

Lorenzo Crea

Appassionato, generoso, infaticabile testimone del Suo tempo, rende prezioso il suo essere Giornalista per la qualità di un’azione sempre pronta a fare Bene il Bene. In questo ci rendiamo conto che è pure figlio d’arte.

Katherine Wilson

Innamorata dell’Italia e di un Italiano, diventa mamma, professionista e straordinario ponte culturale Italia USA.

Giorgia Pentangelo

La tradizione del gioiello e del corallo si afferma nel mondo grazie alla maestria artigiana.

Vincenzo Russolillo Patron di Casa Sanremo

Di Casa Sanremo ce n’è una sola. Eppure, Vincenzo Russolillo riesce a realizzare uno spazio emozionale a disposizione di tutti ma tagliato sulle esigenze di ciascuno. Il risultato è un formidabile luogo di racconto dell’Eccellenza Italiana da portare in Tour.

Pietra Barrasso

Apprezzata Scultrice e riconosciuta Artista della Luce, Pietra rappresenta davvero quel punto di riferimento al quale una società in movimento deve guardare per tornare a emozionarsi e a sperare.

Antonio Gallo

Punto di riferimento nel mondo del Made in Italy vanta un curriculum internazionale che lo ha portato a essere tra i protagonisti mondiali della classe e del buon gusto.

PRESIDI DI ECCELLENZA IX EDIZIONE PREMIO ECCELLENZA ITALIANA:

Associazione MMXX Le botteghe di San Gregorio Armeno

La tradizione si fa resilienza e costruisce il Futuro. Complimenti a Vincenzo Capuano e agli associati.

Al Pantheon di Salvatore Russo

Con la Sua Famiglia afferma la Cucina Italiana in uno dei salotti più belli al mondo, il Pantheon. Ambasciatore del Buon Gusto e della Buona Tavola.

 

PREMIATI WASHINGTON DC IX EDIZIONE PREMIO ECCELLENZA ITALIANA:

Paul Scialla – Founder of International WELL Building Institute (IWBI) – A Mentor of our common Future.

Giuseppe Madonia – VP HYLA International GmbH & Co. Global Mind, Italian Heart.

Associazione Internazionale “Joe Petrosino” – Un Gigante, uomo delle Istituzioni, pietra miliare della Lotta alla Mafia.

Maria Fusco – Director of Education Office – Embassy of Italy – Excellence in Education Award

Joe Farruggio – Founder’/Owner Il Canale, A Modo Mio, 90 Second Pizza – Lifetime Achievement Award: Restaurant Industry.

Oro Catering – Francesco & Enzo Marra – Excellence in Italian Catering and Food Service.

Cibo Divino – Stefano Ferrari – Founder/Cibo Divino, LIFeSTYLE -Excellence in Italian Imports

Abusi infantili: predispongono vittime a infarti da adulti

abusi infantili
bambola abbandonata a terra di notte

Uno studio di coorte (un disegno di studio non sperimentale ma osservazionale), ha scoperto che esiste un nesso fra gli abusi infantili e il rischio di avere un infarto da adulti. Per arrivare alla conclusione, sono stati studiati i casi clinici di soggetti iscritti al Biobank del Regno Unito, tra il 2006 e il 2010.

Abusi infantili e ripercussioni sulla salute

Abusi e infarto. L’insufficienza cardiaca è una crescente minaccia per la salute. Essa colpisce oltre sessanta milioni di adulti in tutto il mondo.

Nonostante i significativi progressi nella gestione dei fattori di rischio (relativi alle malattie cardiovascolari), il tasso di mortalità è ancora estremamente elevato.

Oltre alla predisposizione genetica, anche i fattori psicologici stressanti possono provocare un arresto cardiaco. 

Ad attirare l’attenzione della comunità cardiologica è il nesso fra il maltrattamento infantile e il rischio infarto.

Crescenti prove hanno infatti suggerito che tali abusi aumentano il rischio di insorgenza di molteplici malattie cardiovascolari, principalmente infarto miocardico. Da qui, la necessità di approfondire l’argomento.

Un questionario alla base dello studio sugli abusi 

Per valutare il nesso fra il maltrattamento infantile e l’incidenza di infarto, gli studiosi del Department of Nephrology del Guangdong Provincial People’s Hospital (Nord della Cina), hanno utilizzato un questionario: l’infanzia Trauma Screener (CTS) online. 

Esso ha analizzato cinque tipi di maltrattamento infantile tra cui: abuso fisico, abbandono fisico, abuso emotivo, abbandono emotivo e abuso sessuale.

Hanno poi combinato i risultati in un punteggio totale, basato sul rischio poligenico ponderato per l’insufficienza cardiaca. 

L’incidenza di morte per infarto, è stata accertata consultando i registri ospedalieri dei decessi del National Health Service Information Center, per i partecipanti provenienti dall‘Inghilterra e dal Galles. Per quelli che provenivano dalla Scozia, si è consultato il National Health Service Central Register Scotland.

Caratteristiche dei partecipanti allo studio 

Lo studio ha incluso tutti i soggetti che avevano avuto un infarto, per un totale di 153.633 persone. 

Ha invece escluso i partecipanti con diagnosi di insufficienza cardiaca al basale.

Di questi, 153.287 adulti (età media, 55,9 anni; 43,6% maschi), sono rientrati nelle analisi primarie che indagavano l’associazione tra maltrattamento infantile e insufficienza cardiaca incidente. 

Dopo il controllo della qualità genetica, il campione di studio finale per l’analisi genetica comprendeva 145.374 partecipanti.

In una media di 12,2 anni di follow-up, 2.352 partecipanti avevano avuto un’insufficienza cardiaca incidente, associata esclusivamente agli abusi infantili. 

Tra i partecipanti ad alto rischio genetico, quelli che avevano subito da tre a cinque tipi di maltrattamento infantile, avevano un doppio rischio di sviluppare insufficienza cardiaca, rispetto a chi non aveva sperimentato tali traumi. 

La ricerca si è avvalsa dei dati del Biobank del Regno Unito, e ha ricevuto l’approvazione etica dal National Health Service National Research Ethics Service. 

Tutti i partecipanti hanno dato il loro consenso informato a partecipare allo studio.

Identikit dei partecipanti: i soggetti più esposti agli abusi

Dallo studio, è emerso che i soggetti più esposti agli abusi infantili sono:

  • Donne, non bianche (asiatiche, inglesi neri o nere, cinesi e altri gruppi etnici);
  • Appartengono a classi socialmente svantaggiate e soffrono di ipertensione, diabete, insonnia e ansia;
  • Adottano stili di vita malsani, soffrono di obesità o disturbi mentali. Tutti fattori che portano a un collegamento tra il maltrattamento infantile e l’insufficienza cardiaca incidente.

Una serie di prove ulteriori, ha suggerito che il maltrattamento infantile è correlato a molteplici meccanismi patologici, tra cui l’infiammazione e la  disfunzione dell’asse ipotalamo-ipofisi-adrenocorticale.

Lo studio è stato pubblicato il 5 ottobre sul Journal of the American Heart Association.

Implicazioni cliniche dello studio: a cosa serve? 

Identificare precocemente le storie di maltrattamenti infantili, in particolare degli abusi fisici, aiuterebbe a prevedere meglio il rischio di insufficienza cardiaca in età avanzata, anche quando la suscettibilità genetica è bassa.

Limiti dello studio sugli abusi infantili

Il questionario CTS utilizzato dalla Biobank del Regno Unito, non ha misurato la gravità, la frequenza, e la durata dei maltrattamenti. Cosa che può causare una stima imprecisa relativa al nesso abuso=infarto. 

Inoltre, questo studio non disponeva di informazioni sufficienti per differenziare i tipi e le cause degli arresti cardiaci.

Per tali motivi, i ricercatori prevedono di intraprendere futuri studi longitudinali, specificamente progettati per indagare l’associazione tra insufficienza cardiaca e maltrattamento infantile. 

Il lavoro è stato sostenuto dalla National Natural Science Foundation of China e dalla China Postdoctoral Science Foundation.

Fonti 

https://www.ahajournals.org/doi/suppl/10.1161/JAHA.122.026536