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sabato, Agosto 8, 2026
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San Cesario, intervista a Zanoli “manovale” Ona contro l’amianto

San Cesario
ex cartiera di San Cesario dall'alto

Mirco Zanoli ha fatto della lotta all’amianto nel suo paese, San Cesario sul Panaro, una missione. È il vice coordinatore della sezione di Carpi dell’Osservatorio nazionale amianto, ma si definisce il “manovale” dell’organizzazione.

Mirco Zanoli

“Quello che va a rompere le scatole all’amministrazione – ci ha detto il consigliere comunale di Rinascita locale quando lo abbiamo raggiunto al telefono per capire come si lavora per liberare il territorio dall’asbesto – se ci sono ritardi o mancanze”.

Quello di San Casario sul Panaro è, infatti, un esempio positivo di impegno civico che si è concretizzato in molteplici bonifiche dalla fibra killer lasciata sul territorio dopo decenni di utilizzo del minerale che è, purtroppo, altamente cancerogeno.

L’amianto è ancora presente sul territorio

Dopo la messa al bando del 1992 le aziende non hanno più potuto utilizzare l’amianto, ma la legge non ha imposto le bonifiche e le fibre killer hanno continuato a mietere vittime. A distanza di 30 anni dalla legge la situazione è ancora più pericolosa, perché il materiale che non è stato rimosso è ora deteriorato. Le fibre si disperdono, quindi, molto più facilmente nell’aria continuando a causare le patologie asbesto correlate. La peggiore è il mesotelioma, tanto che l’INAIL dal 1993 tiene un registro dei casi, consultabile nel VII Rapporto ReNaM.

Come spiega da anni l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona, ne “Il libro bianco delle morti da amianto in Italia – ed. 2022”, però, le malattie provocate dall’asbesto sono tante. Tra queste il tumore del polmone, ma anche della laringe, della faringe, delle ovaie e del colon.

La bonifica della cartiera di San Cesario

“Alcuni anni fa – ci ha raccontato Zanoli – siamo partiti con un gruppo di cittadini formando il comitato ‘Soccorso al territorio’. Dialogando con un amico consigliere siamo riusciti a bonificare un’enorme tettoia di amianto in pieno centro storico a 100 metri da un asilo di San Cesario.

Sempre grazie a Francesco Sola ho conosciuto Andrea Rossi, coordinatore di Ona Carpi, persona davvero molto preparata. Lui è l’anima tecnica di Ona, io sono più il manovale, quello che rompe la scatole al Comune e cerca di accelerare i tempi. Sono diventato il suo vice e la collaborazione con Ona Carpi è partita anche per l’ecomostro della cartiera di San Cesario. Un’area industriale dismessa, con diverse centinaia di mq di amianto. Anche grazie all’intervento del presidente Ona, l’avvocato Bonanni, siamo riusciti a smaltirlo. Sempre vicino alla scuola.

Bonificate una segheria e un caseificio

La stessa cosa abbiamo fatto – ha continuato il vice coordinatore Ona – con un altro capannone industriale dismesso: l’ex Ventieri, una segheria bonificata dai proprietari anche per poter poi costruire sull’area.

Tutta la zona che cingeva l’asilo e il nostro centro storico è stata, così, completamente liberata dall’amianto”.

In pochi anni, nonostante il Covid, è stato possibile raggiungere un enorme risultato.

“Tra gli altri successi rientra la bonifica dell’ex caseificio ‘Nuova sega’: 3500 mq di amianto. Il Comune non sapeva nemmeno che ci fossero. Un’altra aerea industriale dismessa che siamo riusciti a ripulire è stata l’Emiliana Rottami con 7mila mq di amianto crivellato, nel giugno 2019, da una grandinata impressionante.

Nonostante abbia trovato un documento con un parere vincolante che imponeva al Comune lo smaltimento nel febbraio del 2020 ancora nulla era stato fatto. Così anche in quel caso sono intervenuto chiedendo conto e l’amianto è stato rimosso”.

Zanoli: “Ora puntiamo a un altro ecomostro”

L’impegno di Zanoli non finisce qui: “Ora stiamo lavorando ad un altro ecomostro che abbiamo messo in sicurezza nel 2020. Dalle foto della valutazione del 2019 fu evidente che l’amianto andava bonificato almeno per le lastre sopra al tetto. Invece il tecnico considerò lo stato del materiale ‘non pessimo’ e non ha dato l’ordine di tirar via almeno le lastre sparse. Ci stiamo lavorando e dopo due ordinanze contingibili urgenti almeno quelle sono state asportate. Sono oltre 4mila mq di amianto”.

San Cesario, la nuova mappatura

Durante il convegno “#Amianto: dalla prevenzione primaria al risarcimento delle vittime”, è stata presentata la mappatura aggiornata del Comune realizzata con i droni dalla Aerodron.

“La situazione amianto sul territorio è varia: ci sono le stalle degli animali, ancora la cartiera, alcune segherie, dei frigo da frutta. Le aree industriali sono ancora piene di amianto. Si stimano ancora 100mila mq da bonificare. Il nostro lavoro non è finito, ma devo ringraziare l’Ona perché ci ha permesso di salvare tante vite umane. Ora dobbiamo lavorare – ha concluso Zanoli – anche per eliminare l’amianto dalle tubature dell’acqua e far valere quel principio di precauzione che ci differenzia da tanti altri Paesi del mondo”.

Tavola di smeraldo di Thoth: misteri del testo esoterico

tavola di smeraldo
tavola di smeraldo

La tavola di smeraldo di Thoth è un registro dei testi esoterici lasciati da Ermete Trismegisto. Essa contiene presumibilmente i segreti dell’alchimia e la ricetta della pietra filosofale, artefatti in grado di garantire la vita eterna.

Tavola di smeraldo: un testo leggendario

Tavola di smeraldo o Tabula Smaragdina. Secondo l’egittologo Armando Mei, nel leggendario testo, il dio Thoth «ha diviso le sue conoscenze in 42 lastre di smeraldo, codificando i grandi principi scientifici che governano l’Universo». 

Dopo la caduta degli dei – narra la leggenda – le tavolette ermetiche furono abilmente nascoste in modo che nessun essere umano potesse trovarle. Solo Thoth, al suo ritorno a quella dimensione, fu in grado di recuperare il misterioso libro.

L’opera, a lungo legata all’ermeticismo, ebbe un grande riscontro durante il periodo medievale e rinascimentale e rimane oggetto di molte opere di finzione: romanzi, leggende e film.

Nel XIX e XX secolo, divenne uno dei testi chiave per esoteristi e occultisti.

Tavola di smeraldo di Thot. Primo mistero: l’autore 

La rivendicazione riguardante la paternità fu fatta per la prima volta intorno al 150-215 d.C. dal padre della chiesa, Clemente di Alessandria. L’autore sarebbe Ermete Trismegisto, o il Tre volte più grande, un personaggio leggendario di età pre-classica, venerato come maestro di sapienza e tradizionalmente ritenuto l’autore del Corpus Hermeticum. A lui si attribuisce la a fondazione della corrente filosofica nota come ermetismo.

Quanto al nome tris-megistos, (trizmeˈʤisto), derivava dalla convinzione che fosse venuto al mondo tre volte: come dio egiziano Thoth, come dio greco Hermes, e poi come Ermete, l’uomo scriba vissuto migliaia di anni nel passato. Piccola curiosità: il filosofo Eraclito (Efeso535 a.C. – Efeso475 a.C.) rivendicava di essere una reincarnazione di Ermete-Thoth.

Altre presunte paternità del testo e misteri

Un’altra leggenda suggerisce che, a scrivere le istruzioni criptiche, fosse stato il terzo figlio di Adamo ed Eva, Seth

Altri ancora credevano che la tavoletta fosse una volta tenuta all’interno dell‘Arca dell’Alleanza. C’è chi ritiene infine che la tavoletta di smeraldo sia riferisca alla leggendaria città di Atlantide.

In effetti Thoth era soprannnominato “l’atlantideo”.

La tavola di Thoth: il Dio egiziano della scrittura

Ma chi era Thoth e perché è così importante il suo testo?

Thoth era il dio della scrittura e della conoscenza.

A lui si attribuiscono l’invenzione dei geroglifici e la paternità di trattati magici sull’aldilà, i cieli e la terra. Per tali ragioni, era considerato lo scriba degli dei e il patrono di tutte le arti.

Adorato nel periodo pre-dinastico intorno al 5.000 a.C., e durante il periodo ellenistico (332-30 a.C.) i greci lo equipararono al loro dio messaggero Ermes. 

L’iconografia lo rappresenta in forma umana, con la testa dell’uccello acquatico ibis. Per tali caratteristiche era anche conosciuto con il nome Djehuty, che significa appunto «colui che è come l’ibis».

La tavola di smeraldo, secondo mistero: il materiale 

La leggenda narra che Ermete abbia scolpito la tavoletta in pietra verde o addirittura smeraldo, con la punta di un diamante, e che sia indistruttibile. C’è chi ritiene sia stata nascosta intorno al 500-700 d.C, in una tomba scavata sotto la statua di Hermes a Tyana, in Turchia e che sia serrata nelle mani del cadavere dello stesso Hermes Trismegisto. Un altro mito dice che a scoprirla e nasconderla fu Alessandro Magno

La tavola di smeraldo, terzo mistero: è davvero esistita?

In realtà, la versione l’originale non è mai venuta alla luce. Alcuni dicono che il testo sia bruciato durante l’incendio della Biblioteca di Alessandria.

Sia gli studiosi sia i traduttori hanno lavorato con presunte trascrizioni della tavoletta, invece dell’originale. Per questo motivo, molti credono che l’opera sia solo una leggenda e potrebbe non essere mai esistita.

Secondo gli esperti, la sua prima versione proveniva da un trattato sulla filosofia naturale noto come Kitab sirr al-haliqi Il Libro del Segreto della Creazione e l’Arte della Natura, attribuito a Jabir ibn Hayyan. Si trattava di un’opera araba scritta nell’VIII secolo d.C. e attribuita falsamente al filosofo greco Balinas o Pseudo-Apollonio di Tyana, ma molti credono che il vero autore fosse un misterioso personaggio che la scrisse durante il regno del califfo al-Maʾmūn intorno all’813-833 d.C. 

Torniamo alla tavola. Anche se non ci sono prove sulla sua reale esistenza, ciò che è certo è che ha sicuramente influenzato studiosi e appassionati di esoterismo ed ermetismo di ogni epoca e luogo. 

Cosa c’è scritto sulla misteriosa tavoletta esoterica?

La tavola riporta dieci proposizioni.

1° E’ vero, è vero senza errore, è certo e verissimo.

2° Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per fare il miracolo di una cosa sola.

3° Come tutte le cose sono sempre state e venute dall’Uno, così tutte le cose sono nate per adattamento di questa cosa unica.

4° Il Sole ne è il Padre, la Luna è la Madre, il Vento l’ha portato nel suo ventre, la Terra è la sua nutrice. Il Padre di tutto, il Telesma di tutto il Mondo è qui; la sua potenza è illimitata se viene convertita in Terra.

5° Tu separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso, dolcemente, con grande industria. E rimonta dalla Terra al Cielo, subito ridiscende in Terra, e raccoglie la forza delle cose superiori ed inferiori.

6° Tu avrai con questo mezzo tutta la Gloria del Mondo, epperciò ogni oscurità andrà lungi da te. E’ la forza forte di ogni forza, perché vincerà ogni cosa sottile e penetrerà ogni cosa solida.

7° E’ in questo modo che il Mondo fu creato.

8° Da questa sorgente usciranno innumerevoli adattamenti, il cui mezzo si trova qui indicato. 

9° E’ per questo motivo che io venni chiamato Ermete Trismegisto, perché possiedo le tre parti della filosofia del Mondo.

10° Ciò che ho detto dell’operazione del Sole è perfetto e completo.

Significato del testo?

La leggenda narra che il testo della tavoletta conterrebbe la chiave della Pietra Filosofale, in grado di curare le malattie, portare cambiamenti spirituali, prolungare la vita e persino concedere l’immortalità. Riporterebbe inoltre le sette fasi della trasformazione alchemica: calcinazione, dissoluzione, separazione, congiunzione, fermentazione, distillazione e coagulazione. Tutti procedimenti che, oltre all’immortalità, promettono di trasmutare alcune sostanze in oro e argento.

Nella tavola potrebbe esserci anche la risposta su chi abbia davvero costruito le piramidi di Giza.

Ad ogni modo, l’interpretazione del testo non è una questione semplice, anche perché è sostanzialmente un testo esoterico.

Isaac Newton e la tavoletta smeraldo

La tavoletta catturò anche l’attenzione dello scienziato e alchimista inglese Isaac Newton, che si cimentò persino nella sua traduzione. Pare che il fisico, abbia trascorso trent’anni per scoprire la formula della Pietra Filosofale, come evidenziato dai suoi articoli.

Alcuni studiosi ritengono che la tavoletta abbia influenzato i suoi principi della fisica moderna, comprese le leggi del movimento e la teoria della gravità universale.

Questi ultimi sarebbero infatti descritti nel capolavoro esoterico, soprattutto quando si dice che la forza è soprattutto forza, e che penetra ogni cosa solida. 

Ad ogni modo, anche la chimica moderna e la scienza deriverebbero dall’applicazione dei principi alchemici. Dall’arabo al-kimiya pietra filosofale, collegabile al greco chymeia mescolanza di liquidi – stessa radice di “chimica”.

Tutto il resto continua ad essere un mistero!

Guglielmo Giovanelli Marconi: “Mio nonno insegna a non arrendersi”

Guglielmo Giovanelli Marconi
L'avvocato Ezio Bonanni (a sinistra), con il principe Guglielmo Giovanelli Marconi

Il professor Guglielmo Giovanelli Marconi è stato uno degli ospiti più illustri del “Premio eccellenza italiana” organizzato dal giornalista Massimo Lucidi. In quella sede, ha preparato per i presenti un piccolo resoconto storico di quella che fu la vita del nonno, il premio Nobel per la fisica Guglielmo Marconi. Un intervento interessante e a tratti divertente, intimo e allo stesso tempo completo di una figura conosciuta in tutto il mondo, con aspetti meno noti che possono far riflettere.

Il principe Marconi è discendente della famiglia Alighieri e nipote come abbiamo detto di Guglielmo Marconi, figlio di Elettra Marconi e di Carlo Giovanelli. È professore e direttore di Scienze Umanistiche dell’Università popolare Meier. Autore del programma tv “Il cenacolo delle vie della tradizione”, dal 2019 è presidente della sezione Lazio dell’Istituto Italiano dei Castelli. Il Giornale dell’Amianto ha raggiunto dopo l’evento il professor Giovannelli Marconi per un’intervista ricca di nuovi spunti di riflessione.

Marconi, il primo caso di inventore – imprenditore

Suo nonno ha inventato la radio, ma sembra lei non abbia account social? Come mai? Cosa pensa delle nuove tecnologie e soprattutto dell’uso che se ne fa?

Guglielmo Giovanelli Marconi: “Per quanto riguarda mio nonno ci troviamo di fronte a primo caso di inventore imprenditore. Di solito gli inventori sono solitari e appassionati di uno o più argomenti scientifici e non attenti alla commercializzazione. Lui, invece, aveva già in mente come diffondere la sua idea.

A 23 anni lasciò l’Italia perché non fu creduto. In realtà, aveva già sperimentato il primo segnale radio che riuscì a far viaggiare per 2 chilometri dal granaio della villa di Sasso, che oggi si chiama Sasso Marconi.

Marconi offrì la sua invenzione al Ministero delle Poste e Telegrafi di Roma ma fu rifiutata. Il funzionario delle Poste, La Marca, scrisse che Marconi ‘andrebbe rinchiuso alla Lungara’, un manicomio criminale che si trovava a Roma.

Il 12 Febbraio 1896 partì con sua madre, che aveva subito compreso l’importanza della scoperta, per Londra, dove sarebbe stato più facile trovare i capitali necessari per lo sviluppo dell’invenzione e per proteggerla con regolari brevetti. Nella capitale inglese, William Prece, ingegnere Capo del Post Office, offrì al giovane italiano pieno sostegno. Qui mio nonno brevettò la sua invenzione.

Nel 1897 fondò la prima compagnia di comunicazione mondiale, la Marconi Wireless Telegraph Company. Aprì diverse filiali in altri Paesi e così finanziò anche le altre invenzioni: la navigazione cieca, antecedente del radar, per esempio. Marconi padre spirituale e nobile anche dei satelliti”.

“Per quanto riguarda gli account – ha continuato il professore – sono legato al vintage. L’apparecchio con cui le parlo è un Nokia vecchio modello di circa 15 anni fa. Può fare anche piccole foto e mi avvalgo della e-mail. Mia moglie, invece, che ha 20 anni meno di me, è più moderna”.

Le nuove tecnologie “limitano” la comunicazione

“Per quanto riguarda l’uso delle nuove tecnologie – ha risposto quindi alla domanda – devo dire che rispetto tutte le idee, ma che penso ci voglia un limite. L’eccesso di questa comunicazione digitale, ritengo, ha limitato la comunicazione umana. Quando vado al ristorante mi accorgo che in tanti tavoli le persone neanche si parlano.

È chiaro che se si è a distanza le nuove tecnologie sono importantissime, ma sacrificare la parte umana e dedicare quasi 24 ore al giorno ai social intacca anche la libertà e la democrazia. Se non ti senti, non ti tocchi, non ti vedi, non puoi capire l’altro e si creano distanze. Sono quindi per una regolamentazione dei grossi gruppi, soprattutto, che hanno stravolto le libertà individuarli”.

Anche durante il Premio Eccellenza Italiana ha ricordato la figura di suo nonno. Cosa pensa che possa insegnare alle nuove generazioni?

“Come persona il messaggio che ha lasciato ai giovani è quello di non arrendersi mai davanti alle prime sconfitte della vita. La sua prima trasmissione radio fu una sconfitta, non fu creduto”.

Guglielmo Giovanelli Marconi: “Nonno bocciato sei volte all’esame di fisica”

Il professore ha poi proseguito il suo intervento: “Nemmeno all’Università di Bologna, all’esame di fisica, dove riuscirono a bocciarlo sei volte. Non riuscì mai a completare gli studi universitari. Soltanto dopo tanti anni ottenne diverse lauree ad honorem, ma dopo che riuscì a dimostrare la veridicità della scoperta.

È stato un 21enne bocciato sei volte in fisica che divenne il primo italiano, nel 1809, a ricevere il premio Nobel per la Fisica. A soli 35 anni”.

Il titolo nobiliare è qualcosa che attualmente potrebbe sembrare ridondante. Lei ci tiene molto? Cos’è per lei la nobiltà?

“In realtà in Italia il titolo nobiliare non è più riconosciuto dal 1948. Il titolo a cui tengo è quello di professore, come docente di Storia contemporanea, è quello per cui ho lavorato. La mia famiglia paterna ha portato il titolo nobiliare fino al 1948 e la considero una questione di rispetto storico”.

Oggi il mondo sembra trovarsi a un passo da due catastrofi. Da un lato la guerra nucleare, dall’altro l’impossibilità di fermare il cambiamento climatico. Entrambi potrebbero portare a drammatiche conseguenze.

“Spero che la pace prevalga. Ritengo che la comunicazione usata per questi scopi, vale a dire per far trasparire la verità, sia necessaria. Sulla libera e democratica informazione i social li trovo fondamentali.

Relativamente all’ambiente dobbiamo impegnarci tutti, per quanto ci concerne, per la tutela del nostro Pianeta. Anche la battaglia all’amianto la ritengo fondamentale, troppe persone si sono ammalate e sono decedute a causa dell’utilizzo di questo minerale”, ha così concluso.

“Fair play for peace” intona l’inno della pace

Fair play for peace
donna che pratica yoga sul bagnoasciuga al tramonto

Il 3 e 4 novembre, l’European Fair Play Movement (EFPM), con il Comitato Nazionale Italiano Fair Play (CNIFP) e il sostegno di FUJIFILM, dà appuntamento a Roma per il “Fair play for peace”. Si terrà, infatti, uno storico evento in occasione del 65esimo anniversario della Firma del Trattato di Roma. Quando di fatto nacque l’Europa Comunitaria, per volontà dei padri nobili guidati da Robert Schuman.

L’EFPM, presieduto dal belga Philippe Housiaux, olimpionico e leader nel campo della comunicazione, promuove dal 1994 i valori shakespeariani. Sono quelli propri del fair play, essenziali per l’etica dello sport. Così come per la qualità della vita nella società civile e mai come adesso propedeutici per il sentimento di pace.

Per questo, i 42 Paesi che fanno capo a EFPM convergeranno con i loro rappresentanti nella Città Eterna. Qui daranno vita ad una due giorni straordinaria piena di contenuti, non soltanto dal forte valore simbolico.

“Fair play for peace”, la EFPM Awards Ceremony

Infatti, il pomeriggio di giovedì 3, alle 15, nel Salone d’Onore del CONI, al Foro Italico, avrà luogo la “EFPM Awards Ceremony”, che conferirà alcuni importanti riconoscimenti a prestigiosi esponenti espressione degli oltre 40 Paesi del movimento internazionale.

La sera di giovedì 3, l’attenzione si sposterà poi allo Stadio di Domiziano, l’underground nobile di Piazza Navona, ovvero la sua matrice. In quello che fu e rimane l’impianto sportivo moderno più antico del mondo, in travertino e laterizi. Ornato da decine di statue, dedicato all’atletica e capace di trentamila posti a sedere.

Il progetto per la transizione etica

Lì, in quella straordinaria sede, dove si celebrarono i Giochi Agonali in onore di Giove Capitolino, si incontreranno le esperienze e le culture fondative del Progetto per la Transizione Etica. E’ questa la necessaria premessa ad ogni altra forma di transizione, comprese quella Ecologica e quella Digitale che sono protagoniste del PNRR.

Nel Galà, che avrà inizio alle 19.30, verranno presentate nuove iniziative come il FAIR PLAY GARDEN e il FAIR PLAY MANAGER. Destinate a rendere concreti gli intenti destinati al tema della sostenibilità. Ci sarà la performance di danza ed arti marziali, la Kungfusion proposta dai danzatori della Move, con la coreografia di Andrè Delaroche. Il tutto con il sostegno di Associazione di Cultura e Sport Libero (ACSI) e le “eccellenze” di IN VINO LAURETUM (Loreto Aprutino – Comune Fair Play),

Venerdì 4 novembre alle 9.30, invece, nella storica cornice di Piazza del Campidoglio, nella Protomoteca e in Villa Caffarelli, con la suggestiva rappresentazione rinascimentale del Gruppo Storico della Città di Giove – si terrà la Cerimonia di “FAIR PLAY FOR PEACE”. Interverranno il Presidente di Unipax, Orazio Parisotto, il Sociologo CNIFP Rino Testa e il Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA, l’avvocato Ezio Bonanni. Concluderà l’evento il Presidente di EFPM, Philippe Housiaux, che annuncerà le motivazioni e il nome del destinatario dell’AWARD. Questo avrà un valore simbolico assoluto e che andrà a conferire un significato del tutto particolare alla “ROME CHARTER FOR THE ETHICAL TRANSITION”. Documento sottoscritto dai rappresentanti dei Paesi aderenti a EFPM.

“Fair play for peace”, grande attesa per il vincitore

Alla figura del FAIR PLAY FOR PEACE AWARD, che verrà annunciata direttamente in Campidoglio dal Presidente Housiaux, verrà dedicata la massima attenzione mediatica tra le 11.30 e le 12. Grande riserbo sul prestigiosissimo nome riportato nella scaletta.

“Gender equality in sport”, il congresso scientifico

Infine, e non ultimo, il Congresso Scientifico di altissimo profilo, “Gender equality in sport”, che inizierà sempre nella Sala della Protomoteca alle 13 e che vedrà impegnate figure strategiche dello sport e del mondo accademico su di un tema anch’esso di assoluta attualità.

Oltre tutte le figure istituzionali di riferimento, come il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, e il Presidente di Sport e Salute, avv. Vito Cozzoli, è particolarmente atteso il nuovo Ministro dello Sport, Andrea Abodi.

Lagunare morto per amianto, ministero Difesa risarcirà la figlia

lagunare
lagunare Mauro Ranieri con la figlia

La Corte di Appello di Milano ha confermato la sentenza di condanna di primo grado nei confronti del ministero della Difesa. Dovrà risarcire la figlia di Mauro Raineri. Il lagunare è morto di mesotelioma 50 anni dopo essere stato esposto ad amianto durante il servizio militare.

La sentenza 916/2022 è arrivata dopo che i ministeri hanno tentato ancora una volta di contestare il nesso causale per il breve servizio di leva e il lunghissimo periodo di lungolatenza.

Lagunare esposto ad amianto, morto 50 anni dopo

Già in primo grado il Tribunale di Milano aveva, però, ribadito che il mesotelioma pleurico ha un periodo di latenza minimo “di circa 15 anni, di 32 anni quella media e la latenza massima può superare, come nel caso di specie, il cinquantennio” (richiamando una Sentenza della Cassazione penale del 2016).

Così come spiegato dal legale della ricorrente, l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, nella sua ultima pubblicazione. Ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022” Bonanni ripercorre la storia di un fenomeno per troppo tempo sottaciuto.

Spiega i reali e devastanti rischi dell’amianto e le patologie asbesto correlate e come si possano presentare anche decenni dopo l’sposizione alle fibre killer. Fornisce, infine, i numeri aggiornati delle vittime amianto, rispetto a quelli del VII Rapporto ReNaM che conteggia soltanto i casi di mesotelioma.

Il servizio di leva al Battaglione Lagunare Marghera

Mauro Raineri, di Genova, aveva prestato servizio di leva tra il marzo del 1963 e il luglio del 1964 a Palermo, Messina e Venezia. Qui era stato esposto all’amianto, in particolare a Venezia, assegnato al Battaglione Lagunare Marghera, dove è stato dimostrato ci fosse, sempre secondo il Tribunale di Milano, “un’ampia e diffusa presenza di componentistica in amianto”, in particolare “nelle strutture, impianti ed installazioni, nelle dotazioni individuali e collettive degli uomini d’arma, nei mezzi meccanizzati, in ragione della estrema versatilità del materiale e della sua particolare capacità di resistenza alla trazione e al calore”.

I problemi di natura respiratoria e il decesso

Dopo aver manifestato problematiche di natura respiratoria all’inizio del luglio del 2017 è ricoverato in ospedale e muore a 75 anni, il 31 dello stesso mese. Il mesotelioma scoperto soltanto grazie all’autopsia. In ospedale, infatti, la diagnosi era stata quella di una polmonite bilaterale.

L’unica figlia, che già in precedenza aveva perso la madre, si è rivolta così all’Osservatorio Nazionale Amianto e al suo presidente. Proprio perché fosse riconosciuta la natura professionale della malattia che in meno di un mese le aveva portato via il padre. A 38 anni era rimasta orfana e, per questo, nonostante non fosse a carico del genitore, ha comunque diritto al risarcimento anche come erede di vittima del dovere.

Il mesotelioma causato dall’asbesto

L’avvocato Bonanni è riuscito in primo grado, e ora la condanna è confermata anche in Appello, a dimostrare che risulta “del tutto probabile ed altamente verosimile che il Raineri era sottoposto … a continuativa e non occasionale esposizione a polveri di amianto. A bassa concentrazione per quanto riguarda le fibre aerodisperse nelle infrastrutture militari. … E a concentrazione intermedia nelle attività di utilizzo di mezzi meccanici e di armi individuali e di reparto”.

Per questo il Tribunale di Milano aveva condannato, nel luglio 2021, il ministero dell’Interno a riconoscere a Raineri lo status di vittima del dovere. E il ministero della Difesa alla liquidazione dell’equo indennizzo in favore della figlia. Circa 350mila euro oltre al risarcimento del danno conteggiato in separato giudizio.

Continua la battaglia contro l’amianto dell’Ona che, per agevolare una mappatura aggiornata, ha anche creato una App per le segnalazioni.