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Ferrara, amianto in un asilo nido: bimbi trasferiti

asilo nido di Ferrara, bimbi
asilo nido di Ferrara, bimbi

Accurate indagini hanno permesso di riscontrare tracce di amianto in una scuola dell’infanzia di Ferrara. Per questo la struttura, l’asilo nido “I Girasoli” è stata chiusa e i bambini sono stati trasferiti per evitare qualsiasi rischio.

Asilo nido, amianto in 2 campioni su 3

Esperti avevano già effettuato un accertamento, dal quale non sarebbe emersa la presenza del minerale, ma ad una seconda indagine due campioni su tre, come scrive FerraraToday, sono risultati positivi.

La situazione richiedeva un intervento immediato per evitare ogni rischio di esposizione. Per i piccoli che frequentano l’immobile e per gli stessi educatori.

I danni alla salute causati dall’amianto

L’amianto, infatti, è altamente cancerogeno. Le sue fibre causano, infatti, infiammazioni negli organi respiratori e non solo, causando diversi tumori. Tra questi i due più temuti: il mesotelioma e il cancro del polmone. Tutti i danni causati dall’asbesto, altro nome dell’amianto, si possono trovare ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”. In questa pubblicazione, l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, spiega anche quanto siano importanti le bonifiche degli edifici e non solo. L’Ona ha stimato che nella Penisola ci siano ancora 2400 scuole contaminate. Per segnalarne di nuove si può utilizzare la App dell’Ona.

Dopo la scoperta l’amministrazione ha deciso di spostare i centri estivi comunali in un altro edificio già destinato ai bambini di quella età. Non ci sarà interruzione del servizio con grande sollievo per le famiglie.

Il Comune, come si fa in questi casi, si è rivolto ad una ditta specializzata per la bonifica.

Cassazione, Marina bis: condanna definitiva per 1 ammiraglio

Cassazione, marina bis. condannato 1 ammiraglio
Cassazione, marina bis. condannato 1 ammiraglio

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 2 anni per l’ammiraglio della Marina, Agostino Di Donna, per la morte da adenocarcinoma polmonare di un militare. Il ricorso era stato presentato dagli avvocati dei vertici della Marina, in tutto 4 – perché altri imputati nel frattempo sono deceduti – e dal responsabile civile, il ministero della Difesa, contro la sentenza della Corte di Appello di Venezia del 22 giugno 2022.

I giudici “ermellini” sono entrati in camera di consiglio nel tardo pomeriggio di ieri (6 luglio 2023), dopo la discussione delle parti iniziata in mattinata. Soltanto poco prima della mezzanotte è uscito il dispositivo della Corte relativo al processo Marina bis.

Udienza in presenza davanti ai giudici di Cassazione

In seguito alla riforma Cartabia l’udienza era prevista in forma scritta, ma gli avvocati degli imputati e l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, hanno presentato istanza di discussione orale. L’udienza si è tenuta, quindi, in presenza.

Riconosciuto nesso tra amianto e carcinoma in fumatore

La difesa ha sottolineato, tra le varie questioni, come i giudici di Appello non abbiano adeguatamente motivato la scelta di aderire alla teoria dell’effetto acceleratore, piuttosto che ad altre teorie prospettate come scientificamente valide. I difensori negano, infatti, che esista una legge scientifica riconosciuta che sostenga che ogni esposizione sia rilevante e anticipi il decesso. Quest’ultima tesi, invece, è stata sostenuta dall’accusa. Punto cardine, però, della sentenza definitiva è il riconoscimento del nesso causale fra l’esposizione alle polveri di amianto e l’insorgenza del carcinoma polmonare in soggetto fumatore.

Giovanni De Martino è stato in servizio in Marina, come meccanico navale tra il 1957 e il 1993. Era addetto alle caldaie, guardia macchina e addetto alle motrici. Tutte attività in cui l’esposizione all’asbesto era altissima. Nel marzo del 2010 i medici gli hanno diagnosticato il tumore del polmone. Neoplasia che lo ha portato al decesso in pochi mesi. Si è spento il 10 giugno 2010.

Cassazione conferma sussistenza dell’omicidio colposo

“Al di là dell’annullamento di alcune statuizioni – ha commentato Bonanni, che assiste i familiari di 3 delle vittime – è quindi confermata la sussistenza del reato di omicidio colposo, in relazione all’esposizione, diretta, indiretta e per contaminazione degli ambienti, e della violazione dei doveri anche della stessa Marina Militare che avrebbe dovuto evitare ogni forma di esposizione all’amianto killer”.

“È la prima volta – ha aggiunto il presidente Ona – che un alto ufficiale della Marina Militare, e la stessa Forza Armata come responsabile civile, abbiano ricevuto la condanna definitiva per il reato di omicidio colposo, con violazione delle regole cautelari. Ricordiamo che è ancora pendente in indagini il procedimento Marina ter, nel quale già nel 2018, erano confluite 1100 posizioni di vittime di amianto in Marina Militare. Di Donna è stato ritenuto colpevole in via definitiva dalla Suprema Corte di Cassazione ed è quindi il punto fermo che permette di dare una speranza di giustizia a tutti coloro che nelle Forze Armate sono stati esposti ad amianto, si sono ammalati, o sono deceduti”.

Le patologie legate all’amianto sono diverse, prima tra tutte purtroppo il mesotelioma. I casi sono registrati in Italia, dal 1992, nel VII Rapporto ReNaM, ma non sono completi. Le vittime dell’amianto sono di più rispetto al numero ufficiale, per diversi motivi. In particolare perchè per decenni l’Inail non ha considerato nel conteggio le altre patologie, pure molto gravi, legate a questo minerale. Per approfondire il tema è possibile leggere il testo del presidente Ona: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“. Per contribuire alla mappatura e aiutare le bonifiche i cittadini possono invece segnalare i siti contaminati con la App dell’Ona.

Annullata la sentenza di Appello per altri 7 casi

Per il resto la Suprema Corte ha annullato la sentenza della Corte di Appello di Venezia per i decessi di Barbera, Battistini, Caserta e Sorgente, con rinvio alla Corte di Appello di Venezia. Ha annullato senza rinvio in relazione al decesso di Renzoni, per intervenuta prescrizione. Ha, infine, annullato agli effetti civili relativamente ai casi di Grasso, Pertosa e Renzoni, con rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Venezia.

Oristano, sorveglianza sanitaria per 48 esposti ad amianto

sorveglianza sanitaria
Oristano, sorveglianza sanitaria per esposti amianto

Oristano ha avviato la sorveglianza sanitaria per 48 residenti esposti ad amianto. La città è la prima in Sardegna che ha compreso come questo sia fondamentale per salvare vite e anche per risparmiare sui costi sanitari.

Progetto Arrdia, novità a livello mondiale

Il progetto si chiama Arrdia (Asbestos related respiratory diseases in industrial areas), ed è proposto da Roberto Cherchi. Il direttore della struttura complessa di chirurgia toracica dell’Arnas Brotzu di Cagliari ha lanciato l’iniziativa sul territorio in collaborazione con l’associazione regionale ex esposti amianto. I fondi europei hanno permesso il finanziamento.

Sorveglianza sanitaria da 3 anni, i risultati a settembre

I ricercatori hanno effettuato per 3 anni prelievi ed esami. L’obiettivo è quello di individuare gli indicatori di 3 gravi patologie, sviluppate dall’inalazione dell’asbesto, altro modo per chiamare l’amianto. I risultati saranno disponibili tra settembre e ottobre. Diversi operai e i loro familiari sono stati sottoposti allo screening.

“A distanza anche di oltre trent’anni questo pericoloso contatto può sviluppare nell’organismo il tumore al polmone, la forma di tumore che provoca più decessi nel mondo. O il tumore alla pleura, la forma di tumore meno curabile e l’interstiziopatia polmonare absestosica, che causa difficoltà nella respirazione e rischia di condizionare in peggio la vita di chi subisce questo tipo di danno – ha spiegato Cherchi – Abbiamo cercato questi marcatori precoci non solo nel sangue, ma anche nel respiro, composto da gas e vapore acqueo”.

Sorveglianza sanitaria per diagnosi precoci

Non solo, sono diverse le patologie asbesto correlate che fa crescere il numero delle vittime dell’amianto rispetto a quello registrato nel VII rapporto ReNaM dell’Inail che conteggia soltanto i casi di mesotelioma. Secondo l’Osservatorio nazionale amianto, infatti, soltanto nel 2022 sono state circa 7mila. Il presidente Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, insiste a più livelli per una sorveglianza sanitaria che sia capillare sul territorio per gli esposti ad amianto. Come scrive ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”. Fondamentali anche le bonifiche, per questo l’Ona ha realizzato una App. Con questa i cittadini possono segnalare i siti contaminati.

Gli esperti hanno raccolto le parti acquose del respiro con nuovi strumenti. Si cerca di capire se nel sangue e nel respiro si trovi lo stesso tipo di molecole.

La sperimentazione effettuata alla Asl di Oristano, scrive l’Ansa, è una una novità a livello mondiale che verrà replicata nel centro di ricerca sul cancro più importante dell’India, il Tata Memorial Hospital. Insieme l’Università di Cagliari e la ricercatrice Sara de Matteis.

Denunciava la presenza di amianto, oggi ha il mesotelioma

dottore, denunciava presenza di amianto. oggi malato di mesotelioma
dottore, denunciava presenza di amianto. oggi malato di mesotelioma

Venti anni fa il sindacalista Luigi De Sio denunciava la presenza dell’amianto nella sede delle Poste di via Reiss Romoli, a Torino. Oggi lotta contro il mesotelioma. Lo aveva detto e ridetto, urlato, scritto, che l’asbesto era pericoloso, che si doveva intervenire, o qualcuno si sarebbe ammalato.

Sindacalista denunciò amianto alle Poste di Torino

Una delle vittime dell’amianto è oggi, proprio lui, che ha contratto la patologia sentinella. Quella che quando arriva dimostra senza dubbio la presenza di amianto nella zona frequentata dal paziente.

La storia l’ha raccontata qualche giorno fa La Stampa. Una storia che fa venire i brividi, anche a chi ne ha già sentite tante, ma non si abitua a tanta ingiustizia. “Vicende simili ne ho ascoltate tante. Operai nelle fabbriche che tornavano a casa pieni di polveri di amianto – ha commentato l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto – nei capelli, nei cappelli, nelle tute che le mogli lavavano abitualmente. E che si sono ammalate a loro volta. E poi sempre più spesso quelle di persone che anche facendo tutt’altro lavoro sono state esposte loro malgrado alla fibra killer”.

“Soprattutto per loro – ha continuato – e per le loro famiglie ho fondato l’Ona. Perché troppo spesso queste persone vengono lasciate sole e possono, così, avere un supporto in un percorso doloroso e irto di ostacoli”.

Le patologie asbesto correlate

Sono tantissime le vittime amianto. Non solo quelle colpite dal mesotelioma, registrate nel VII rapporto ReNaM dell’Inail. Ma anche tutte quelle che contraggono le altre patologie asbesto correlate, che sono tante, come si può leggere ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”. Le fibre di amianto vengono, infatti, inalate facilmente e a seconda dell’organo in cui si fermano, possono creare infiammazione che spesso si trasformano in neoplasie.

Presenza di amianto alle poste, diagnosi di mesotelioma

De Sio era delegato del sindacato autonomo Failp. Denunciò la presenza di asbesto nella struttura chiusa proprio per la presenza del minerale killer. Pochi mesi fa ha ricevuto la diagnosi di mesotelioma. A 71 anni, invece di godere la pensione dopo anni di lavoro, deve lottare contro un male infimo.

Amianto, Turco: “Presentato Ddl per censimento e bonifica”

Mario Turco amianto, presentato DDL
Mario Turco amianto, presentato DDL

Presentato ieri in Senato un Disegno di legge (Ddl) per il censimento e la bonifica dell’amianto, nonché per la protezione dei lavoratori. Una nuova proposta che impone obblighi stringenti per mettere fine ai gravi danni alla salute provocati dall’asbesto per operai e residenti a causa di tantissimi siti ancora contaminati. Tra questi scuole, ospedali e luoghi pubblici.

Ddl amianto al Senato, Mario Turco (M5s) primo firmatario

Il primo firmatario è il senatore del Movimento 5 stelle Mario Turco che da tempo si occupa del caso dell’Ilva di Taranto ed è sensibile al tema amianto. L’impianto normativo è diviso in quattro capi e consta di un totale di 28 articoli.

“È urgente intervenire sul tema. La lotta alle patologie correlate all’esposizione delle fibre di amianto – ha detto il parlamentare – così come il riconoscimento di aiuti e di prestazioni in favore dei lavoratori che hanno contratto specifiche patologie ad esso correlate, attendono da anni delle risposte efficaci dalla politica. Secondo l’Oms – ha continuato il pentastellato – le morti causate da esposizione all’amianto ammontano a circa 100.000 morti l’anno. Con una spesa sanitaria annua tra i 2,4 e i 3,9 miliardi di euro. E l’Italia è stata uno dei maggiori produttori e utilizzatori di questo materiale fino alla fine degli anni ’80”.

Sulle spalle 700 kg di amianto procapite

L’amianto in Italia, come è evidenziato nello stesso Ddl è ancora oggi una “pesante eredità del passato che ammonta a circa 700 chilogrammi pro capite secondo quanto esposto alla Conferenza di Venezia del 2012”. Ci sono in Italia ancora 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto presenti nel nostro Paese.

Nella proposta di legge sono richiamati i dati dell’Inail che raccoglie dal 1992, anno della messa al bando dell’asbesto, i casi di mesotelioma in Italia. Nel VII rapporto ReNaM. Le vittime dell’amianto, però, sono molte di più, perché si devono aggiungere tutte le patologie asbesto correlate, tra cui anche il tumore del polmone. Per questo viene di supporto l’Osservatorio nazionale amianto, richiamato nel Ddl, che attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, ha stimato circa 5mila vittime l’anno. Nel 2022 sarebbero state circa 7mila. Purtroppo, infatti, le patologie legate al minerale sono in crescita e il picco è previsto per il 2030. La legge 257/1992 è ormai vetusta e va cambiata.

Questa nuova proposta ha l’obiettivo di attuare alla direttiva 2009/148/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con l’esposizione all’amianto. E quello di ridurre il rischio per l’incolumità e per la salute pubblica conseguente alla presenza di amianto nei luoghi di vita e di lavoro.

Ddl, previsto un Registro economico dell’amianto

Prevede l’ottimizzazione della filiera di smaltimento nazionale, con l’individuazione di idonei siti di discarica e la bonifica di scuole, edifici pubblici e immobili privati. L’istituzione del Registro economico dell’amianto (Rea), presso il ministero dell’Ambiente. Questo recherà il prezzario nazionale della filiera della bonifica dell’amianto, i dati in merito allo smaltimento nazionale ed estero e ai relativi costi. Nonché i dati in merito alla spesa previdenziale e sanitaria correlata alle patologie asbesto-correlate. Altro aspetto fondamentale della proposta è l’introduzione di tutele a favore di chi è venuto a contatto nel corso dell’attività lavorativa con la fibra killer. Soprattutto nel settore siderurgico e militare.

Turco: “La sofferenza dei lavoratori deve trovare risposta”

“La sofferenza di migliaia di lavoratori e famiglie che hanno subito concreti pregiudizi dall’esposizione all’amianto – ha concluso Mario Turco – deve trovare una risposta definitiva, nell’indirizzo indicato recentemente dalla Suprema Corte di Cassazione. Sono queste le principali ragioni alla base della proposta. È un impegno che discende politicamente anche dalla nostra costante attività in favore della transizione ecologica, dell’ambiente e delle nuove generazioni, come abbiamo dimostrato da promotori della riforma costituzionale a tutela dell’ecosistema.

Non è solo importante smettere di replicare gli scenari pericolosi di cui oggi osserviamo ancora gli strascichi, accelerando i tempi di una società più sostenibile. È altresì necessario ricostruire un rapporto di fiducia fra cittadini e Stato. Ed il caso dell’amianto è esemplificativo di quanto la politica abbia latitato in passato. Il M5S si batte da sempre per i diritti delle persone che hanno sofferto a causa dell’esposizione all’amianto. Vogliamo che questo diventi l’ultimo atto di una tragedia durata e dimenticata per troppi anni”.