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mercoledì, Maggio 29, 2024

Oristano, sorveglianza sanitaria per 48 esposti ad amianto

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Oristano ha avviato la sorveglianza sanitaria per 48 residenti esposti ad amianto. La città è la prima in Sardegna che ha compreso come questo sia fondamentale per salvare vite e anche per risparmiare sui costi sanitari.

Progetto Arrdia, novità a livello mondiale

Il progetto si chiama Arrdia (Asbestos related respiratory diseases in industrial areas), ed è proposto da Roberto Cherchi. Il direttore della struttura complessa di chirurgia toracica dell’Arnas Brotzu di Cagliari ha lanciato l’iniziativa sul territorio in collaborazione con l’associazione regionale ex esposti amianto. I fondi europei hanno permesso il finanziamento.

Sorveglianza sanitaria da 3 anni, i risultati a settembre

I ricercatori hanno effettuato per 3 anni prelievi ed esami. L’obiettivo è quello di individuare gli indicatori di 3 gravi patologie, sviluppate dall’inalazione dell’asbesto, altro modo per chiamare l’amianto. I risultati saranno disponibili tra settembre e ottobre. Diversi operai e i loro familiari sono stati sottoposti allo screening.

“A distanza anche di oltre trent’anni questo pericoloso contatto può sviluppare nell’organismo il tumore al polmone, la forma di tumore che provoca più decessi nel mondo. O il tumore alla pleura, la forma di tumore meno curabile e l’interstiziopatia polmonare absestosica, che causa difficoltà nella respirazione e rischia di condizionare in peggio la vita di chi subisce questo tipo di danno – ha spiegato Cherchi – Abbiamo cercato questi marcatori precoci non solo nel sangue, ma anche nel respiro, composto da gas e vapore acqueo”.

Sorveglianza sanitaria per diagnosi precoci

Non solo, sono diverse le patologie asbesto correlate che fa crescere il numero delle vittime dell’amianto rispetto a quello registrato nel VII rapporto ReNaM dell’Inail che conteggia soltanto i casi di mesotelioma. Secondo l’Osservatorio nazionale amianto, infatti, soltanto nel 2022 sono state circa 7mila. Il presidente Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, insiste a più livelli per una sorveglianza sanitaria che sia capillare sul territorio per gli esposti ad amianto. Come scrive ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”. Fondamentali anche le bonifiche, per questo l’Ona ha realizzato una App. Con questa i cittadini possono segnalare i siti contaminati.

Gli esperti hanno raccolto le parti acquose del respiro con nuovi strumenti. Si cerca di capire se nel sangue e nel respiro si trovi lo stesso tipo di molecole.

La sperimentazione effettuata alla Asl di Oristano, scrive l’Ansa, è una una novità a livello mondiale che verrà replicata nel centro di ricerca sul cancro più importante dell’India, il Tata Memorial Hospital. Insieme l’Università di Cagliari e la ricercatrice Sara de Matteis.

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