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Lecce, possibile amianto e allerta tra i residenti di una via

Salento
Salento immagine del Salento in una cartina (ph: Wikipedia)

In un’area densamente abitata di Lecce, la presenza di due strutture industriali in stato di abbandono ha sollevato preoccupazioni. In particolare, è l’area di via Dalmazio Birago che sarebbe finita sotto osservazione da parte della sezione Sud Salento di Italia Nostra, la quale avrebbe formalmente sollecitato l’attenzione dell’amministrazione locale. La paura è che le coperture dei capannoni contengano cemento-amianto, sostanza nota per la sua pericolosità sanitaria. Secondo quanto riportato dalla fonte, l’associazione avrebbe segnalato che gli edifici verserebbero in uno stato di incuria avanzata. Ciò accrescerebbe il rischio legato alla possibile dispersione di fibre di amianto nell’ambiente.

L’eredità tossica dell’amianto

L’utilizzo estensivo dell’amianto in Italia e nel mondo, ha lasciato un’impronta profonda anche sul Salento. Con il passare del tempo è molto probabile che l’integrità del materiale si comprometta. Di conseguenza le sue microfibre diventano una minaccia concreta. Inalate, infatti, possono causare gravi patologie.
“Il mesotelioma pleurico, malattia asbesto correlata, è un tumore dalla prognosi spesso infausta” ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente di Ona – Osservatorio Nazionale Amianto. 

L’amianto come traccia del passato e sfida per il presente

Questo caso, qualora fosse confermato, rappresenterebbe solo uno dei tantissimi esempi di un’eredità materiale e morale che la modernità ha lasciato dietro di sé nella corsa al progresso. L‘amianto porta con sé il paradosso di un materiale costruito per durare, che invece oggi deve essere rimosso per poter continuare a vivere in sicurezza. Questa sfida è anche una forma di responsabilità collettiva: riconoscere gli errori, intervenire per riparare e, soprattutto, pensare a una progettualità urbana che non sacrifichi la salute in nome dell’efficienza.

L’importanza delle segnalazioni

E’ fondamentale la partecipazione collettiva, per questo è utilissimo che i cittadini segnalino i casi di sospetto amianto sul territorio. Questo anche in caso di dubbio. Ad occhio nudo è quasi impossibile confermare la presenza di amianto e la certezza definitiva può essere data solo dopo le opportune analisi. Tuttavia, qualora i sospetti fossero confermati, cruciale è intervenire con la bonifica, lo smaltimento e la messa in sicurezza.

Amianto a Brescia: 1200 ettari da bonificare, termine UE imminente

Brescia, amianto
Provincia di Brescia (ph Wikipedia)

La bonifica dell’amianto a Brescia continua, ma le informazioni non lasciano margine: con 700 mila metri quadrati rimossi ogni anno, serviranno almeno 20 anni per togliere di mezzo tutte le coperture contaminate. Tempi lontanissimi con la deadline imposta dall’Unione Europea, che ha fissato al 2028 il termine ultimo per completare la rimozione in tutti gli Stati membri.

I dati ufficiali: milioni di metri quadri di amianto

Secondo quanto riportato dalla fonte,  per i dati ATS Brescia (Agenzia di Tutela della Salute), nel territorio provinciale resterebbero da smaltire circa 12 milioni di metri quadrati di amianto. Un’estensione pari a 1.200 ettari, simile a quella del lago d’Idro.
In tutta la Lombardia si stima la presenza residua di 2 milioni di tonnellate di rifiuti contenenti asbesto, di cui circa 200 mila solo nel Bresciano.

La mancanza di discariche in tutta Italia

Come segnalato più volte anche dall’Avv. Ezio Bonanni dell’Osservatorio Nazionale Amianto, in tutta Italia c’è carenza di discariche dedicate:
E nel Bresciano ne resta una, quasi esaurita. Per questo motivo, molti materiali devono essere trasportati all’estero, soprattutto in Germania e nei Paesi dell’Est, con conseguente incremento dei costi.

Bonifica amianto a Brescia: i numeri del problema

Sarebbero 127mila i manufatti contenenti la sostanza nociva registrati tra il 2006 e il 2023 a Brescia. Alcuni sono già stati bonificati, ma molti altri necessitano ancora di interventi. Il sito di ATS pubblica l’elenco completo, aggiornato parzialmente, che comprende anche siti ad alto rischio, dove l’amianto è friabile e quindi facilmente inalabile.

Come funziona la normativa sulla rimozione dell’amianto

La legge impone ai proprietari di strutture con amianto l’obbligo di autovalutare lo stato di conservazione. Se il materiale è friabile o danneggiato, la rimozione deve avvenire entro 12 mesi, attraverso ditte specializzate. In caso di degrado lieve, i tempi si estendono a tre anni. Se invece le lastre sono ben conservate, si può procedere con monitoraggi biennali.

Le prospettive per il futuro

Secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto in Italia potrebbero esserci più di 40 milioni di tonnellate di amianto.
Il completamento della bonifica richiede investimenti, discariche adeguate e incentivi ai privati. Solo così sarà possibile affrontare un’emergenza ambientale che, nonostante i passi avanti, resta una minaccia concreta per la salute dei cittadini.

Amianto a Porto d’Ascoli (MAR): bonifica obbligatoria entro due mesi

Eternit
Immagine esclusivamente decorativa

Un’ordinanza con effetto immediato è stata firmata il 5 maggio 2025 dal sindaco di San Benedetto del Tronto in risposta alla conferma della presenza di amianto in un edificio e in una struttura vicina, situati nell’area di Porto d’Ascoli. Il provvedimento impone azioni urgenti per contenere la dispersione delle fibre e un intervento di bonifica completo entro sessanta giorni.

La segnalazione all’AST

L’intera vicenda ha avuto origine da una segnalazione pervenuta all’Azienda Sanitaria Territoriale (AST) il 25 marzo, in cui si ipotizzava la presenza di materiali contenenti amianto.  L’analisi effettuata nei laboratori dell’ARPAM ha la presenza di amianto, nelle forme di crisotilo e crocidolite, entrambe note per la loro pericolosità.

Condizioni critiche

Secondo la fonte, i materiali sarebbero in condizioni deteriorate, con un elevato rischio di rilascio di fibre nell’ambiente, rendendo l’area un potenziale pericolo per la salute pubblica.  Una situazione che quindi richiederebbe misure tempestive. L’ordinanza stabilisce che già entro le 24 ore successive alla notifica debbano essere adottate misure di contenimento atte a impedire la dispersione delle fibre. Il processo di bonifica dovrà essere completato entro 60 giorni attraverso tecniche autorizzate di messa in sicurezza per opera esclusivamente da imprese qualificate e iscritte negli appositi registri.

Obblighi con l’ordinanza

Il documento imporrebbe l’obbligo per l’amministratore condominiale di presentare entro 20 giorni il piano di intervento all’AST e al Comune, oltre a trasmettere la documentazione di avvenuto smaltimento entro cinque giorni dalla conclusione dei lavori. In caso di mancato rispetto delle tempistiche o delle modalità operative previste sono possibili sanzioni amministrative anche oltre i 50.000 euro e, il rischio di denuncia ai sensi dell’articolo 650 del Codice Penale. È comunque possibile presentare ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale o il Presidente della Repubblica.

Lombardia: legge su DPI per bonifica amianto e sicurezza

amianto, cartina Regione Lombardia (wikimedia Commons)
cartina Regione Lombardia (wikimedia Commons)

Un progetto concreto per fronteggiare l’emergenza amianto prende vita in Regione Lombardia. Giorgio Bontempi, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, ha promosso  il primo disegno di legge regionale interamente dedicato alla regolamentazione dei dispositivi di protezione individuale. in particolare quelli per la tutela delle vie respiratorie durante gli interventi di bonifica dall’amianto.

La situazione in Lombardia

Secondo la fonte, più di 213mila siti ancora contaminati segnalati alle Agenzie di Tutela della Salute (ATS) lombarde. Il piano regionale prevede di concludere la rimozione del cemento-amianto entro il 2032. Un percorso ambizioso, che partirebbe dai 2,8 milioni di metri cubi del 2007 e punterebbe a ridurli a 520mila.

In vent’anni, in Lombardia sono stati registrati migliaia di casi sospetti di malattie professionali legate all’esposizione all’asbesto.

Una guida per il corretto uso dei DPI (dispositivi di sicurezza)

Il testo normativo si propone dunque come una guida dettagliata alla scelta e all’utilizzo corretto dei dispositivi di sicurezza per chi lavora a contatto con materiali contenenti amianto. Questo anche per allinearsi con la futura normativa europea che entrerà in vigore nel 2029.

Le nuove disposizioni abbasserebbero il valore limite di esposizione professionale all’amianto di 10 volte. Inoltre sono previste misure preventive e protettive rafforzate, come l’ottenimento di permessi speciali da parte del personale e la verifica della presenza di amianto negli edifici più vecchi prima di iniziare lavori di demolizione o manutenzione.
Secondo tali premesse, il datore di lavoro dovrà garantire un esame sulla presenza di amianto prima di avviare interventi.

Altro elemento cruciale è l’adattamento dei DPI alle caratteristiche individuali di ogni lavoratore oltre alla necessità di integrare la formazione specifica.

“E’ sempre positivo ogni ulteriore passo verso una gestione più rigorosa del rischio, in una regione che ne porta ancora il peso sanitario e ambientale più grave.” ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Scuole amianto news ONA TV

Scuole amianto news ONA TV

Secondo i dati ONA del 2022 e scuole amianto news, le scuole italiane nelle quali è ancora presente amianto sono 2292. La stima del numero degli studenti esposti è di 356.900, ai quali si devono aggiungere circa 50mila persone tra personale docente e non docente.

Molti sono gli insegnanti e gli operatori scolastici colpiti dal mesotelioma, il tumore causato dall’amianto. Il VII Rapporto ReNaM dell’INAIL, uscito nel 2021, ne registra, dal 1993 al 2018, ben 121. Si tratta di maestre e maestri elementari, di operatori scolastici, di insegnanti nelle scuole e nei corsi di qualificazione professionale e di tecnici di laboratorio chimico.

A tutti coloro che sono stati esposti nelle scuole l’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avvocato Bonanni offrono una consulenza gratuita medica e legale, per lottare insieme contro la fibra killer.

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Indice

Tempo di lettura: 7 minuti

L’esposizione ad amianto nelle scuole

Molti sono stati costretti ad un’esposizione all’amianto (anche per i ritardi delle bonifiche), presente su o nelle strutture edilizie (amianto spruzzato nelle palestre, pannellature in amianto, coibentazioni di tubazioni). Inoltre, cartoni e tessuti di amianto potevano essere utilizzati nei laboratori tecnici e artigianali. Il Das in polvere, per esempio, conteneva un’alta percentuale in peso di amianto della varietà di crisotilo. Questo prodotto non ha più contenuto asbesto da quando è stato commercializzato sotto forma di panetto premiscelato e pronto all’uso.

Tutte queste esposizioni si sarebbero potute evitare se il Legislatore fosse intervenuto prima. La pericolosità del minerale è, infatti nota, già dai primi del Novecento. I nostri bambini e chi lavora nella scuola continua ad essere a rischio amianto in tante strutture, che vanno immediatamente bonificate.

Scuole amianto, nel 2021 sentenza storica

Nel dicembre 2021 arriva la prima sentenza di condanna per il Ministero dell’Istruzione per non aver rimosso l’amianto da una scuola. Il Tribunale di Bologna ha condannato il Ministero al risarcimento del danno subito dalla professoressa Olga Mariasofia D’Emilio, per la somma di 930.258 euro. L’ingente somma, che mai restituirà una moglie e una madre alla sua famiglia, va agli eredi. La professoressa, infatti, dopo aver contratto un mesotelioma pleurico, purtroppo è morta nel febbraio 2017.

Con coraggio ha affrontato la malattia e anche il procedimento penale, per avere giustizia per sé, ma anche per far passare un principio importante. Al suo fianco ha avuto l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, e l’avvocato Massimiliano Fabiani.

“Una sentenza storica – ha dichiarato l’avvocato Ezio Bonanni presidente dell’ONA – che sancisce i diritti dei lavoratori esposti all’amianto anche nel mondo della scuola. Tantissimi studenti, ma soprattutto insegnanti ed operatori scolastici, che restano nelle strutture anche per decenni, sono da anni a rischio esposizione amianto e anche tra questi si registrano moltissimi casi di patologie asbesto correlate“.

Amianto nelle scuole, un pericolo ancora presente

Infatti, nonostante l’impegno della Commissione Amianto, istituita dal Ministro Sergio Costa, le scuole non sono state ancora bonificate. Per questi motivi, l’ONA TV ha deciso di approfondire l’argomento dell’amianto nelle scuole:

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Amianto nelle scuole: la prima trasmissione di ONA TV

Nel corso del primo episodio di ONA News si affronta il problema dell’amianto nelle scuole. La trasmissione promossa dall’Osservatorio Nazionale Amianto è stata condotta dal Dott. Massimo Maria Amorosini.

Con “Amianto nelle scuole, un pericolo ancora presente” è stata portata all’attenzione del pubblico la problematica riguardante la presenza di amianto nelle scuole italiane.

Ospiti in studio:

  • Dott. Guglielmo Carcerano, co-portavoce della Federazione dei Verdi di Roma
  • Avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto, avvocato cassazionista
  • Dott. Andrea Silvestrini, Segretario Partito Socialista – Roma, direttore de “L’Avanti”
  • Dott. Armando Valiani, Segretario Gen. UGL Lazio

Scuole amianto news ona tv: ultime notizie

Il Giornale sull’Amianto è lo strumento di informazione, che si coniuga con ONA TV. Si potranno trovare tutte le notizie utili su scuole amianto news.

In questo modo, con tutte le notizie su scuole amianto news ona tv, sarà possibile salvaguardare la salute. Gli alunni potranno rifiutare di recarsi in classe se c’è presenza di amianto.

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni potranno agire per chiedere la bonifica di queste scuole. Quindi, scuole amianto news ona tv sono lo strumento fondamentale per la tutela della salute.

I danni amianto per alunni e docenti

I minerali di amianto sono cancerogeni. Ciò è stato confermato anche dallo IARC, che lo ha ribadito nella sua ultima monografia.

Pertanto, l’agenzia dell’OMS conclude che tutte le fibre asbestiformi sono dannose per la salute. Prima di tutto, provocano infiammazione, tra cui l’asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici. Poi si sviluppa il cancro, prima di tutto, i mesoteliomi, rispettivamente della tunica vaginale del testicolo, del peritoneo, pericardico, oltre che della pleura.

La mappa del rischio amianto nelle scuole

In Italia, ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di materiali di amianto e contenenti amianto (33 in matrice compatta e 7 friabile). Sono un milione di siti, di cui 50.000 quelli industriali, e 40 di interesse nazionale. Ce ne sono, poi, 10 solo per il rischio asbesto, tra i quali figurano quello di Broni per la Fibronit, quello di Casale Monferrato per l’Eternit, e tanti altri.

Ma, incredibile a dirsi,  ci sono anche le scuole. Già nel febbraio del 2012, l’Avv. Ezio Bonanni portò a termine la mappatura delle scuole con amianto. Ce ne erano 2.400  di scuole con amianto, come riporta il Censis nel 2014. Adesso, invece, i dati aggiornati stabiliscono che sono ancora 2.292 le scuole non bonificate dall’amianto.

Ci sono almeno 356.900 alunni e circa 50.000 tra docenti e non docenti esposti. Poi non possiamo dimenticare le 1000 biblioteche ed edifici culturali. In più ci sono gli ospedali, l’ONA ne ha censiti 250.

Infine, come non dimenticare i 300.000 km di tubature dell’acqua, che diventano 500.000 con gli allacciamenti.

Ulteriori rischi presenti nelle scuole

Intervento Nesta convegno 23.11.2023

Oltre all’amianto, docenti e studenti sono esposti ad altri rischio negli istituti scolastici. Il 58% delle scuole è privo delle certificazioni, tra cui quella di agibilità. Inoltre, l’87% è sotto la classe energetica C. In più, il 41,4% sono in area sismica 1 e 2 e soltanto il 30% è costruito con la tecnica antisismica. A questi pericoli si aggiunge quello dell’amianto. Sono infatti ancora il 4,3% gli edifici con amianto non bonificati.

A sottolineare l’urgenza della bonifica di questi istituti è stato il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma, Avv. Paolo Nesta. Durante il convegno del 23 novembre 2023, “Amianto e Uranio, in guerra e in pace: ricchezza e povertà dall’energia alla salute”, ha ribadito l’importanza di tutelare la salute dei più giovani.

La mappa delle scuole con amianto

L’ONA sta raccogliendo tutti i dati attraverso la segnalazione delle scuole con amianto.

Ci sono, però, alcuni dati significativi circa la presenza di amianto per alcune regioni. Nelle scuole del Lazio, risultano censite 64 tonnellate di amianto compatto e 150 kg friabile.

In Emilia Romagna, rispetto ad una parziale mappatura, l’amianto era presente nel 2005 in 431 scuole, e il 31.12.2016 ancora in 52 scuole. Poi ci sono 251 impianti sportivi, che, nel tempo, si sono ridotti a 60, almeno tra quelli censiti.

Nella regione Marche, così come per l’Emilia Romagna, è stata censita la presenza di amianto friabile in 89 istituti scolastici e di ricerca. Si registra una percentuale del 41,8% nelle scuole. Negli impianti sportivi, invece, sono 24 quelli censiti, la percentuale è pari all’11,3%.

Nella regione Sardegna, nell’ambito degli edifici sottoposti a mappatura, è stato rilevato amianto in 395 di essi, dei quali 72 bonificati e 323 sono ancora da bonificare. Per gli impianti sportivi, su un totale di 49 censiti, 14 bonificati e 35 rimangono ancora da bonificare.

In Liguria, l’ONA ha ottenuto la bonifica della scuola Andora sita a Savona. Infatti, nel Luglio del 2017, l’Avv. Ezio Bonanni ha chiesto al sindaco della città di Savona, di bonificare la scuola. A questi dati si aggiungono quelli delle altre regioni, come la Toscana.

L’inizio delle bonifiche nella Città metropolitana

111 edifici della Città metropolitana di Roma saranno bonificati dall’amianto. Con un investimento di 10 milioni di euro, infatti, l’amministrazione provvederà a rimuovere e smaltire il minerale dagli istituti superiori del territorio. Il Piano di rimozione dell’amianto riguarderà 48 scuole del quadrante nord del territorio metropolitano, 41 del quadrante sud e 22 del quadrante est. Sono 77, invece, le strutture collocate nel territorio comunale di Roma. Rimane però il problema negli altri tipi di istituti.

Scuole e l’importanza della prevenzione

L’ONA insiste nel chiedere la bonifica dell’amianto nelle scuole, poiché, questa è la sola prevenzione. Infatti la prevenzione primaria è l’unico modo per evitare qualsiasi esposizione e ogni danno alla salute. Perciò l’ONA ha deciso di istituire l’App amianto per facilitare la segnalazione dei siti contaminati da parte dei cittadini.

Per chi purtroppo lavora a contatto con l’amianto è importante anche la prevenzione secondaria. Attraverso la continua sorveglianza sanitaria è possibile giungere a una diagnosi precoce e far ricorso a terapie tempestive. Infine la tutela dei diritti delle vittime è la prevenzione terziaria.

Consulenza gratuita e tutela legale per le vittime

L’ONA e l’Avvocato Bonanni tutelano le vittime, soprattutto chi è stato esposto nelle scuole. Per questo offrono assistenza medica e assistenza legale.

È possibile richiedere la consulenza chiamando il numero verde o compilando il form.

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