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sabato, Maggio 2, 2026
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Rifiuti ed amianto su terreno ad Alliste (LE): sequestro e denunce

Alliste
il bellissimo Comune di Alliste

Due persone sono state denunciate all’autorità giudiziaria per aver trasformato un’area rurale in una discarica abusiva. Depositati rifiuti di ogni tipo, compreso materiale pericoloso come probabile amianto.
L’intervento è avvenuto grazie a un’operazione del Gruppo Carabinieri Forestale di Lecce, condotta in sinergia con i Nuclei di Gallipoli, Maglie, Otranto, Tricase e il capoluogo, nell’ambito delle attività coordinate dalla Prefettura contro i reati ambientali nel Salento.

Camionista sorpreso mentre abbandonava scarti e amianto in un terreno

I rifiuti sono stati riversati nella contrada “Monacelle”, nel territorio di Alliste, in provincia di Lecce.
I militari hanno sorpreso un camionista stava scaricando diversi materiali di risulta senza alcuna autorizzazione. Tra questi vi erano scarti edilizi, vecchi mobili, ferro, plastica, vetro, rifiuti urbani e persino lastre di possibile eternit.

I Carabinieri Forestali hanno quindi posto sotto sequestro il camion. Denunciati il conducente del veicolo ed il conduttore del fondo agricolo alla Procura della Repubblica di Lecce.

Rifiuti: il traffico illegale è una delle piaghe ambientali più gravi 

Le accuse nei loro confronti riguardano la gestione non autorizzata e l’abbandono incontrollato di rifiuti speciali, come previsto dall’articolo 256, commi 1 e 2 del Decreto Legislativo 152/2006, noto come Testo Unico Ambientale.

Le pratiche abusive di smaltimento non riguardano solo il Salento, ma tutto il territorio nazionale. Sono quanto mai necessari programmi di intensificazione dei controlli e programmi di bonifica.
Come spesso ricorda l’Osserrvatorio Nazionale Amianto e l’avv. Ezio Bonanni, nel territorio italiano ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di amianto. Viene da sé che il pericolo è una realtà costante, tutt’altro che invisibile, da combattere.

Fonte: Lecce News 24.

“Le persone indicate sono oggetto di indagine e le informazioni riportate si basano su fonti ufficiali. L’esito del procedimento sarà determinato dall’autorità giudiziaria.”

Amianto e radon, una proposta di legge del M5S nel Lazio

amianto giornata mondiale
L'amianto rappresenta tuttora un rischio per la salute - Stop all'amianto: non solo nella Giornata Mondiale delle vittime - rimozione amianto

Un disegno di legge che riguarda l’amianto e il radon presentato dal Movimento 5 Stelle del Lazio in Consiglio regionale.

Dati dall’Osservatorio Nazionale Amianto

Da anni l’Osservatorio Nazionale Amianto si muove non solo in ambito giuridico per la tutela delle vittime dell’amianto ed altri cancerogeni, ma chiede gesti concreti sul piano della prevenzione e delle bonifiche.
Nel territorio laziale restano ancora oltre 5 milioni di metri quadrati di strutture con coperture in amianto.
Come spesso l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno dichiarato, il rischio amianto serpeggia ma in numerosi edifici pubblici e privati.
Sebbene una legge nazionale del 1992 ne abbia vietato l’uso, non esiste un elenco pubblico aggiornato dei luoghi contaminati, né una mappa completa delle persone esposte.
I dati parlano chiaro: ogni anno si registrano centinaia di nuovi casi di mesotelioma maligno, una patologia che spesso è fatale, direttamente collegata all’amianto.

Il radon nel Lazio

Alla questione amianto si aggiunge il problema radon, gas radioattivo naturale.
È classificato tra le sostanze cancerogene e, secondo studi dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) rappresenta la seconda causa al mondo di tumore polmonare dopo il fumo. Si stima che in Europa il radon sia all’origine del 2% dei decessi per tumore.
Secondo dati ARPA, il Lazio risulta una delle regioni più critiche.

Cosa propone la legge per l’amianto

Il testo del M5S propone l’approvazione entro sei mesi del Piano Regionale Amianto, da aggiornare ogni due anni.
Inoltre richiede la creazione di registri pubblici dei siti contaminati e delle persone esposte per motivi ambientali o lavorativi.
Già da anni ONA ha creato da anni l’App Amianto e la Guardia Nazionale Amianto per mappare i siti contaminati, ma è ovvio che è necessaria una regolamentazione legislativa che non lasci da sole le realtà attive sul territorio.

Il disegno prevede inoltre l’attivazione di sportelli informativi nelle ASL e potenziamento dei centri sanitari specializzati nella diagnosi precoce.
Parla inoltre di cure gratuite per i malati, anche in attesa del riconoscimento da parte dell’INAIL. Istituzione di un fondo regionale di solidarietà per coprire spese legali, mediche e assistenziali dei pazienti. Contributi economici fino al 65% per chi rimuove l’amianto e lo sostituisce con impianti fotovoltaici.

Cosa prevede per il radon

Anche per il radon è richiesta una mappatura completa a livello regionale, campagne di sensibilizzazione, aiuti finanziari per le famiglie che devono effettuare interventi di risanamento.

Inoltre, l’estensione dell’elenco dei professionisti abilitati alla validazione dei progetti di bonifica, includendo anche i geologi iscritti all’albo con esperienza specifica nel rischio da radon.

Tra il dire e il fare occorrono soluzioni

Di proposte, promesse, iniziative teoriche, dichiarate intenzioni, nel corso degli anni ne sono state fatte moltissime da parte della politica e delle istituzioni.
Anche per quanto riguarda i disegni di leggi, assumono concretezza solo nel momento in cui la normativa viene effettivamente approvata.

Trieste, amianto a scuola: 600mila euro agli eredi

sicurezza sul lavoro e benessere psicologico, Trieste
Il presidente dell'ONA, avv. Ezio Bonanni sicurezza sul lavoro e benessere psicologico

Un ex collaboratore tecnico di un istituto tecnico di Trieste è deceduto a causa di un tumore causato dall’esposizione all’amianto. Dopo anni di battaglie legali, la Corte d’Appello ha stabilito che il Ministero dell’Istruzione dovrà risarcire i familiari con 600mila euro.

Il legame della malattia alle attività svolte all’interno della scuola

A comunicarlo è l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto che ha patrocinato il ricorso insieme al legale Corrado Calacione.
I giudici hanno ribaltato il primo verdetto, che aveva respinto la richiesta di indennizzo. L’uomo — indicato con le iniziali B.R. — ha prestato servizio per circa quindici anni nei laboratori e nell’officina dell’istituto tecnico. Era incaricato di lavorare su macchine utensili, di attività di manutenzione e di maneggiare materiali contenenti amianto.
“L’attività includeva anche la rimozione e lo smaltimento di rifiuti pericolosi, spesso senza adeguate protezioni”, afferma Bonanni.

Trieste: una storia che parte da lontano

Nel 2014 all’uomo è diagnosticato un mesotelioma pleurico. Malattia strettamente legata all’inalazione di fibre di asbesto. Due anni dopo, nel 2016, è deceduto all’età di 77 anni. La vicenda non è isolata.
L’Osservatorio ha evidenziato altri casi simili tra ex dipendenti e studenti dello stesso istituto. “Altri lavoratori dell’Istituto si sono ammalati e persino uno studente è stato colpito da una patologia asbesto-correlata, confermando la pericolosità della contaminazione in ambienti scolastici”.
L’edificio scolastico in questione, costruito alla fine degli anni Sessanta, era stato progettato con criteri all’avanguardia per l’epoca, con ampi spazi, laboratori e una grande officina meccanica. Tuttavia, all’interno delle strutture erano stati impiegati materiali contenenti amianto per rendere gli ambienti ignifughi. Con il passare del tempo, soffitti e pareti si sono deteriorati, diffondendo nell’aria fibre altamente nocive.

L’amianto nelle scuole è un problema che non può essere più ignorato

“Finalmente giustizia. Dopo il primo rigetto, abbiamo insistito per dare voce e dignità a questa famiglia”, ha dichiarato Bonanni. “È una vittoria legale e morale per tutti coloro che hanno subito gravi conseguenze in silenzio. Una sentenza che dimostra che il rischio amianto nelle scuole è una realtà che riguarda tutti, e che non può più essere ignorata”.

Il problema, sottolinea l’ONA, è diffuso su scala nazionale. I dati contenuti nell’ultimo rapporto RENAM dell’INAIL indicano 158 diagnosi di mesotelioma tra il personale scolastico italiano. Un numero allarmante, che richiama l’urgenza di interventi strutturali e bonifiche in tutte le scuole ancora contaminate.

Anche l’avvocato Corrado Calacione, che ha rappresentato la famiglia della vittima, ha ribadito l’importanza della sentenza e ha sollecitato azioni concrete per la tutela della salute nei luoghi di istruzione.

Notizie d’amianto quotidiane: le più recenti dall’Italia

pericolo amianto
pericolo amianto

In tutta Italia, l’amianto continua a rappresentare una minaccia per la salute e l’ambiente. Oggi, 27 maggio 2025, pubblichiamo le news della giornata.

ONA Osservatorio Nazionale Amianto: “la prevenzione prima di tutto”

Il mesotelioma pleurico è un tumore maligno raro e aggressivo che colpisce la pleura, strettamente legato all’inalazione di fibre di amianto. Questa sostanza, un tempo diffusamente usata, è oggi vietata in Italia (dal 1992), ma continua a mietere vittime per via della lunga latenza della malattia, che può manifestarsi anche dopo 40 anni dall’esposizione. Scientificamente, si è dimostrato che l’amianto provoca mutazioni genetiche  responsabili della trasformazione cellulare tumorale. In Italia si registrano oltre 1.500 nuovi casi all’anno, in particolare nelle aree industriali. L’Osservatorio Nazionale Amianto, fondato e guidato dall’Avv. Ezio Bonanni, è in prima linea per la tutela dei lavoratori esposti e delle loro famiglie. Oltre ad aver ottenuto migliaia di risarcimenti e benefici previdenziali, ha pubblicato il “Libro bianco delle morti di amianto in Italia”.
L’ONA si batte per la bonifica dei siti contaminati, l’assistenza legale e sanitaria gratuita, e il finanziamento alla ricerca per cure efficaci. La sua azione si basa su tre pilastri: prevenzione, giustizia e ricerca. Nonostante i divieti, molti edifici pubblici e privati contengono ancora amianto. La battaglia è tutt’altro che conclusa. Serve l’impegno di cittadini, istituzioni e comunità scientifica per proteggere la salute pubblica. 📣 Per segnalazioni, supporto o consulenze: www.osservatorioamianto.it – info@osservatorioamianto.it.

La Sicilia e la città di Milazzo al centro del convegno nazionale

“Amianto e ambiente: una minaccia per la vita e la natura”

L’iniziativa, promossa dal Comitato Permanente Esposti Amianto e Ambiente e dal Coordinamento Nazionale Amianto, ha evidenziato le gravi lacune nella gestione dell’amianto a 33 anni dalla Legge 257/92 e 10 anni dalla Legge regionale siciliana 10/2014, ancora scarsamente applicata.
Nel corso di due giornate, oltre 40 esperti – medici, ricercatori, docenti e ambientalisti – hanno illustrato i danni delle patologie asbesto correlate, in particolare il mesotelioma. I dati dell’ISS stimano almeno 4.000 decessi l’anno tra il 2010 e il 2016, un bilancio che potrebbe essere sottostimato.

Petrosino (TP): avviso per autobonifica

Il Comune di Petrosino in provincia di Trapani, ha diffuso un avviso pubblico per invitare cittadini, enti e aziende a comunicare la presenza di materiali contenenti amianto in edifici, terreni, impianti o strutture. L’autodichiarazione, obbligatoria per legge, deve essere effettuata entro il 31 dicembre 2025 compilando un modulo disponibile sul sito ufficiale dell’amministrazione. Anche le imprese che operano nella rimozione dell’amianto sono tenute a registrarsi. Il mancato adempimento comporterà sanzioni amministrative. La Regione Sicilia, attraverso l’Assessorato all’Energia, ha inoltre istituito un incentivo economico per chi provvede alla bonifica e allo smaltimento dei materiali pericolosi. Le richieste per accedere al contributo devono essere inoltrate online tra il 27 maggio e il 5 settembre 2025, seguendo le indicazioni riportate nell’avviso comunale. L’iniziativa ha l’obiettivo di promuovere la tutela ambientale e la salute pubblica, incentivando la rimozione dell’amianto ancora presente sul territorio.

Santa Giusta (OR): bonifica per lastre di amianto in una casa crollata

Saranno rimosse oggi 27 maggio le lastre di amianto dalla casa crollata a Santa Giusta ad Oristano in provincia di Sardegna ad aprile. Le operazioni, affidate a una ditta iscritta all’Albo nazionale dei gestori ambientali, comporteranno una serie di divieti nella zona dell’abitazione. Dalle 7 del mattino e fino al termine dei lavori, sarà istituito il divieto di sosta e di fermata per tutti i veicoli nella via.  Non sarà inoltre possibile transitare  per nessun veicolo, fatta eccezione per quelli della ditta incaricata alla bonifica. Non solo: per motivi igienico-sanitari legati al rischio di dispersione delle fibre di amianto, è stata disposta anche la sospensione delle attività di vendita e somministrazione di alimenti e bevande nei locali. Il crollo dell’abitazione nei presi del municipio era avvenuto la notte del 17 aprile e aveva richiesto l’intervento urgente dei Vigili del fuoco.

Amianto e società: genealogia di un problema sistemico

ciminiere di una fabbrica, Ex Ilva
ciminiere con fumo di una fabbrica (foto free da Pixabay)

L’amianto rappresenta una delle più longeve e pervasive catastrofi sanitarie e ambientali della storia umana. Lungi dall’essere una semplice emergenza tossicologica, siamo di fronte ad un caso paradigmatico di modernità estrattiva, in cui conoscenze scientifiche, interessi economici e dinamiche sociali si intrecciano nella produzione e nella gestione del rischio. L’amianto è una infrastruttura del potere industriale, un oggetto della produzione intenzionale dell’ignoranza (agnotologia), e catalizzatore di nuovi mercati.

Un dispositivo sistemico del capitalismo industriale

Secondo l’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità sono migliaia le applicazioni documentate.
Nel testo “Asbestos – Economic Assessment of Bans and Declining Production and Consumption” ne vengono indicate oltre 3000.
E’ stato materiale fondamentale nella costruzione delle infrastrutture moderne come ferrovie, cantieri navali, centrali elettriche, scuole, ospedali.

Come indicato nel rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente del 2002 di Gee, D. & Greenberg, M. “Asbestos: from “magic” to malevolent mineral”  la tossicità dell’amianto è nota sin dagli anni ’30.

Le malattie asbesto correlate hanno colpito centinaia di migliaia di individui in tutto il mondo (IARC, 2012).

La ricerca dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto

Come dichiarato dall’Avv. Ezio Bonanni dell’Osservatorio Nazionale Amianto, “l’Italia ha avuto uno dei più alti tassi di utilizzo pro capite di amianto al mondo, fino alla messa al bando con la legge 257/1992. Tuttavia, il fenomeno non è esaurito: l’amianto continua ad esistere sotto forma di rischio ambientale residuo, occorre bonificare almeno 40 milioni di tonnellate di amianto solo in Italia. Inoltre è pericolosamente ancora prodotto in altre parti del mondo”

I libri dell’avv. Ezio Bonanni rappresentano un punto di riferimento per comprendere l’impatto dell’amianto sulla salute pubblica italiana. Bonanni documenta l’utilizzo massiccio dell’amianto fino agli anni ’90 e le conseguenze sanitarie che ne sono derivate.

“L’amianto è un killer silenzioso cancerogeno che provoca con assoluta certezza scientifica mesotelioma, tumore del polmone, tumore della laringe, dello stomaco e del colon.” Ha affermato Bonanni.

Amianto come pilastro del potere industriale

L’adozione dell’amianto è il frutto di una razionalità politica e produttivista che subordinava la salute dei lavoratori e delle comunità all’efficienza industriale.

Ne parla nel 2001 Fortun, K. nel testo Advocacy After Bhopal: Environmentalism, Disaster, New Global Orders.

Sebbene l’opera di Fortun tratti principalmente del disastro industriale di Bhopal in India, affronta i suoi concetti sono applicabili al caso dell’amianto. Per razionalità produttivista si intende una logica politico-industriale che privilegia la crescita, l’efficienza e la produttività rispetto alla sicurezza dei lavoratori e alla protezione della salute pubblica. Ciò attecchisce specialmente quando le prove dei rischi sono trattate con scetticismo o ignorate strategicamente.

Il fatto che l’amianto fosse “economico” rispetto ad altri materiali non significa che fosse insostituibile: alternative erano note fin dagli anni ’30, ma ritenute non competitive (Markowitz & Rosner, 2002).

Questa visione si è tradotta in un’accettazione sistemica del rischio, in cui i corpi operai sono stati sacrificabili in nome dello sviluppo. L’amianto, in questo senso, ha agito come materiale di governo, nel duplice senso della governance produttiva e della biopolitica.

Economia della negazione e agnotologia

La lunga persistenza dell’amianto è spiegabile solo considerando la produzione intenzionale dell’ignoranza, concetto definito come “agnotologia”  da Proctor & Schiebinger nel 2008.

Come dichiarato da Bonanni, durante uno dei suoi convegni “le principali industrie produttrici erano a conoscenza della pericolosità dell’asbesto almeno dagli anni ’40, ma optarono per la soppressione di evidenze cliniche, manipolazione dell’informazione scientifica e lobbying legislativo”.

Un esempio agghiacciante è la reazione allo studio di Wagner del 1960 che evidenziava casi di mesotelioma in Sudafrica tra familiari dei minatori. Piuttosto che generare allarme e precauzione, lo studio fu soggetto a delegittimazione attiva da parte dell’industria mineraria internazionale.

Il principio guida di questa strategia può essere riassunto nel modello descritto da Oreskes & Conway, 2010 dal titolo “Delay, Deny, Deflect”  replicato anche in altre crisi industriali come il piombo o il tabacco.

Bonifica e nuovo ciclo del profitto

La transizione dal “danno” al “rimedio” potrebbe diventare occasione e opportunità per la lotta all’amianto.

Rimane il fatto che occorre vigilare sugli smaltimenti affinchè siano regolari.

L’amianto non è anomalia della modernità, ma una sua espressione coerente. Mostra come le catastrofi ambientali e sanitarie siano prodotte socialmente, attraverso dispositivi di silenzio, retoriche del progresso e asimmetrie conoscitive.