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sabato, Maggio 2, 2026
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Amianto tra ghiacci e arte: tutela di Antartide e Artico

Antartico, Antartide
Antartico, foto esclusivamente descrittiva

Oggi parliamo di amianto da alcuni degli ecosistemi più fragili della Terra: l’Antartide e l’Artico. E lo facciamo ricordando quanto sia importante parlarne anche attraverso altri linguaggi. In alcune zone di queste Terre la bonifica è resa possibile con l’invio di navi speciali.

Arctic to Asbestos”: arte e amianto nell’Artico di Palu

Il fotografo e documentarista canadese Louie Palu ha realizzato il progetto Arctic to Asbestos, esplorando la storia militare e ambientale dell’Artico. Attraverso fotografie e installazioni artistiche, Palu mette in luce l’impatto dell’attività umana, inclusa la contaminazione da amianto, nelle regioni artiche. Il progetto è stato presentato al SXSW Festival nel 2019 e continua ancor oggi a sensibilizzare sull’importanza della tutela ambientale in queste aree remote.

Una ricerca pluriennale

Louie Palu ha esposto le sue foto presso musei significativi come il Guggenheim e il Museum of Fine Arts di Boston. Pubblicate anche per importanti riviste come National Geographic e New York Times. I documentari che ha realizzato sono proiettati in ambito internazionale. La sua ricerca si concentra su questioni socio-politiche, tra cui guerra, diritti umani e povertà.

Il suo libro fotografico  “A Field Manual to Asbestos” ha documentato gli effetti dell’amianto su persone e paesaggio in Canada, Stati Uniti, India e Regno Unito. Un pluripremiato progetto investigativo, durato 15 anni, che lo ha visto impegnato dal 2004 al 2019. Palu ha esplorato non solo gli aspetti visivi dell’amianto, ma anche quelli correlati a malattie che possono manifestarsi anche dopo 40 anni dall’esposizione.

Una sua installazione dal titolo “Distant Early Warning” ha esplorato la storia e l’evoluzione del ruolo dell’esercito nell’Artico in continua evoluzione. Supportato dal Pulitzer Center, fu  presentato nel 2019 al SXSW Festival come installazione artistica di blocchi di ghiaccio in scioglimento.

Antartide, l’Australia continua la bonifica: rifiuti e amianto sotto la neve

Da diversi anni sulle coste della Terra di Wilk, durante una missione in Antartide, hanno rilevato la presenza di sostanze inquinanti e rifiuti tra cui amianto.

Il governo australiano ha imposto la bonifica del territorio dal 2022. Le squadre operative hanno raccolto i materiali dentro contenitori speciali, trasportati in elicottero fino alla Stazione Casey in Antartide per poi essere spediti via nave in Australia per lo smaltimento.

La sfida più ardua resta sotto il manto di ghiaccio

Rilevazioni radar hanno indicato la presenza di rifiuti interrati in quantità tale da riempire circa venti piscine olimpioniche.
Negli anni, le abbondanti nevicate hanno coperto gran parte delle strutture, rendendo invisibili alla vista depositi e materiali pericolosi. Inoltre le condizioni meteorologiche nella zona sono proibitive per gran parte dell’anno. L’Australia riesce a inviare una sola nave l’anno nella zona, ciò rende le operazioni di trasporto dei materiali piuttosto lento. Inoltre, gli spazi di stoccaggio presso le basi antartiche sono estremamente limitati, e le operazioni devono essere coordinate con altre missioni scientifiche in corso.

Tutelare l’ambiente antartico: una priorità globale

L’obiettivo di questo lungo lavoro è ridurre l’impatto ecologico lasciato dall’uomo in una delle aree più incontaminate e vulnerabili del pianeta. Eliminare i rifiuti accumulati significa prevenire la dispersione di sostanze tossiche nei ghiacci e nei mari, contribuendo alla salvaguardia della biodiversità locale.

Il completamento dell’intervento è previsto, in via ottimistica, entro il 2030, ma non si esclude che possa richiedere più tempo. Le autorità australiane stanno valutando soluzioni tecnologiche innovative per rimuovere i materiali sommersi senza creare ulteriori danni ambientali.

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Bonifica amianto all’ex manicomio di Granzette (RO)

amianto
amianto

Sono partiti nei giorni scorsi i lavori per la bonifica delle coperture in fibrocemento contenente probabile amianto all’interno dell’ex struttura psichiatrica in provincia di Rovigo.

La struttura danneggiata dalla tromba d’aria

L’intervento si sta svolgendo nella vasta area verde situata tra i fabbricati dell’ex ospedale. Le attività in corso sono coordinate dall’azienda sanitaria Ulss 5, che detiene la proprietà del sito, comunemente noto come “ex manicomio”.

Si tratta di un complesso di oltre 220mila metri quadrati, di cui circa 50mila destinati a parco. Le coperture degli edifici, da tempo compromesse, sono risultate ulteriormente danneggiate in occasione della violenta tromba d’aria che si è abbattuta sulla zona il 25 giugno 2024. Proprio a seguito di quell’evento atmosferico estremo, diverse lastre che secondo la fonte potrebbero contenere amianto, sarebbero state spostate o sollevate dal vento.
Ora, con l’avvio ufficiale delle operazioni di messa in sicurezza, l’area dovrebbe essere gradualmente riportata a condizioni più controllate, in attesa di eventuali decisioni future sul recupero o la destinazione d’uso dell’ex ospedale psichiatrico.

L’augurio di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto

“L’amianto è un materiale altamente cancerogeno e ci auguriamo che le bonifiche siano frequenti, quotidiane e senza sosta. Le bonifiche non sono soltanto un dovere tecnico, ma un atto d’amore verso la vita delle persone. Perché dietro ogni fibra d’amianto c’è una esistenza interrotta, una voce spezzata, un diritto negato. Bonificare è riconsegnare i luoghi alla dignità, è restituire respiro a chi verrà dopo di noi. È trasformare l’abbandono in responsabilità, il rischio in protezione, la paura in fiducia. Che si proceda con rigore, con trasparenza, e con la consapevolezza che ogni azione compiuta oggi costruisce un domani più giusto, più sano, più umano.” ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Fonte: Polisine24

Amianto nel mondo: le notizie internazionali di oggi

foto AI della sfera terrestre poggiata su una spiaggia
The Earth disaster. Global warming conceptual (ph Freepik)

Riportiamo notizie dal mondo riguardanti l’amianto, per ricordare che si tratta di un fenomeno globale. Una strage silenziosa dove le persone muoiono in continuazione. “L’amianto, in grado di provocare tumori e altre gravi patologie, è responsabile d oltredi 200.000 decessi annuali nel mondo come attesta l’OMS nella sua relazione ‘Asbestos’  del 27 settembre 2024.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Montana (USA), chiude una clinica per i malati a causa di abesto

Una clinica che si occupava di screening e cure per i malati affetti da patologie asbesto correlate a Libby, nel Montana, ha chiuso. Un’ordinanza del tribunale ha disposto il sequestro della struttura. La chiusura Center for Asbestos Related Disease (CARD) colpisce migliaia di pazienti deboli, devastati dall’amianto proveniente da una miniera vicina.“CARD rimane impegnata nei confronti dei suoi pazienti e della comunità di Libby e lotterà per riaprire il prima possibile.” ha affermato Tracy McNew, direttore esecutivo del Centro.
Per decenni, gli abitanti di Libby, nel Montana, hanno inalato fibre di amianto. L’esposizione ha causato numerosissimi casi di cancro ai polmoni, asbestosi e mesotelioma, e centinaia di morti. Il centro rappresentava un punto di riferimento fondamentale.

Ungheria, cemento-amianto inquina l’acqua, l’impatto sulle piante

Una ricerca effettuata da due Università in Ungheria ha indagato la risposta delle piante allo stress causato dalla presenza di prodotti in cemento-amianto nell’acqua di irrigazione.
E’ da sottolineare che il divieto di produzione ed esportazione in Ungheria è dal 1988, mentre l’Italia impose la messa al bando ben 4 anni dopo.
La ricerca è stata motivata dalle preoccupazioni relative alla contaminazione dell’ambiente e per indagare il ruolo della sostanza rispetto l’inquinamento del suolo.

Regno Unito, interrotti lavori di demolizione di un orfanotrofio 

I lavori di demolizione dell’orfanotrofio St Joseph, a pochi kilometri da Liverpool, nel Regno Unito, sono stati sospesi per presenza di amianto nell’edificio.
Del resto, se durante qualsiasi lavoro si rinviene accidentalmente del materiale che si sospetta contenere amianto, le disposizioni nei Paesi dove è vietato, prevedono l’immediata sospensione delle attività.

Londra, cerca testimoni la vedova di ex operaio esposto ad amianto

La moglie di un ex operaio edile londinese, morto dopo che gli era stato diagnosticato un cancro correlato all’amianto, sta cercando di raccogliere informazioni. La ricerca è rivolta a chiunque abbia lavorato al suo fianco e possa essere a conoscenza delle condizioni di lavoro a cui era esposto.

L’uomo, 65 anni, originario di Kings Cross e trasferitosi nel Galles morì a causa di un mesotelioma nel 2022.

Francesco Fumarola: “la legge è uguale per tutti anche nell’ex Ilva?”

ex ilva
EX ILVA

Uno studente della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Aldo Moro di Bari si interroga sulla gestio del colosso ex Ilva.  Vi invitiamo a leggere l’articolo di Francesco Fumarola  su uno dei nodi più complessi del rapporto tra industria, ambiente e società in Italia.

“L’acciaio si produce a Taranto da settant’anni. L’attività produttiva inquina dallo stesso tempo.” E’ così che Fumarola apre il suo testo.
Considerazioni che sono la fotografia di una città che ha pagato un conto salatissimo fatto di tumori e polveri sottili. E dove gli operai sono intrappolati tra il diritto al salario e quello alla salute.

La fabbrica Ex Ilva che plasma le sue comunità

In un passaggio Fumarola dichiara: “Non è possibile prevedere gli sviluppi di una vicenda che, in modo evidente, sembra essere soltanto destinata a constatare le sofferenze di lavoratori e cittadini.”  E non possiamo fare a meno di pensare che a parlare è un ragazzo che sta costruendo il proprio futuro, che descrive “un quadro confusionale” che non è solo normativo.
Nel testo segnala gli incidenti che continuano in acciaieria descrivendoli come “deterrente per qualsiasi investitore e drammatica testimonianza della mancanza di sicurezza”.

Del resto la fabbrica plasma i corpi, le geografie e la storia. Nel caso dell’ex Ilva gli abitanti di Taranto sembrano richiamare quella che lo scrittore e antropologo Vito Teti definisce “restanza”: ossia rimanere in un luogo insano, perché partire significherebbe perdere anche l’identità.

L’assurdo paradosso 

“Sembra assurdo continuare ad autorizzare operazioni che comportano una perdurante emissione di sostanze nocive ovvero un’offesa ai beni costituzionalmente tutelati. Ed è proprio su queste valutazioni che deve essere attuato il prossimo accordo con i nuovi investitori: un accordo che possa assicurare una garanzia occupazionale, all’esito di un – veramente utile – procedimento di decarbonizzazione e ambientalizzazione che, ivi sì, consoliderebbe le fondamentali tutele costituzionali del lavoro sicuro e scevro da malattie professionali, ma soprattutto restituirebbe la salubrità della città ad una popolazione che ha osservato soltanto da terzo spettatore le dinamiche esclusivamente economiche che hanno veicolato le scelte gestionali.” afferma Fumarola in un prezioso passaggio chiave.

Per districarsi dalla fabbrica inquinante come unica possibilità di reddito  diviene quindi quanto mai urgente per i futuri investitori dell’ex Ilva valutare diverse strategie, come la diversificazione della produzione oppure la concentrazione su prodotti con maggiore valore aggiunto. Valutare prospettive “green” assumerebbe i connotati di una rivoluzione sulle macerie dell’industria tradizionalmente intesa.

Il diritto al lavoro non è lo stesso per tutti?

Fumarola afferma che “la violazione del principio d’uguaglianza è in netto contrasto con il comune vivere costituzionale che dovrebbe essere garantito ad ogni cittadino.” (…) “E questo non è solo riconosciuto dalla Costituzione della nostra Repubblica, ma, abbastanza recentemente,  precettato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la quale ha riconosciuto alla tutela del vivere in un ambiente sano l’identità di diritto umano”.

Al seguente link l’ articolo di Francesco Fumarola

Storie d’amianto: le news di oggi 28.05.25 dall’Italia

Rilevazione dell’amianto: il NIST potenzia la tecnologia SEM
Amianto e bonifiche

Prosegue la rubrica delle notizie flash che riguardano l’amianto sul territorio nazionale.

Rimini: dubbi su un impianto gestione rifiuti tra cui amianto

Secondo Rimini Today il Comune di Misano Adriatico avrebbe sollevato dubbi sulla proposta della realizzazione di un impianto per la gestione rifiuti, tra cui amianto.

Secondo il progetto, la struttura dovrebbe occuparsi del trattamento sia di rifiuti non pericolosi derivanti da demolizioni, rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE) e dello stoccaggio temporaneo di materiali contenenti amianto in matrice solida.

Il Comune avrebbe espresso con decisione la propria contrarietà.

Ravenna: al via la bonifica dell’area sportiva

Al via i lavori per un costo superiore di circa 158mila euro per la messa in sicurezza dell’area sportiva di Voltana dai frammenti di amianto, derivanti dal tornado del 2023.

Si tratta del terzo intervento di bonifica con rimozione integrale di alcuni centimetri di suolo. Spesa sostenuta dal Comune di Lugo. L’intervento durerà 8 giorni lavorativi.

Genova: proiezione del documentario su lotta operaia e amianto

Giovedì 5 giugno alle ore 18 presso il Teatro Verdi in piazza Oriani 1 a Sestri Ponente si verrà proiettato il docufilm “Amianto. Genova: storia di una lotta operaia”.

Prodotto dalla Camera del Lavoro di Genova, dallo Spi Cgil Genova e Liguria e dalla Fiom Cgil Genova racconta la lotta operaia genovese di 1400 lavoratori colpiti dall’esposizione all’amianto.

Una lotta sofferta perché mentre nel resto d’Italia venivano giustamente riconosciuti i diritti degli esposti, a Genova i dipendenti venivano messi sotto inchiesta ed accusati di truffa. Il documentario (30’) è nato da un’idea di Marcello Zinola e della Camera del lavoro di Genova con la regia di Ugo Roffi e Ludovica Schiaroli. Una storia che si sviluppa mediante il racconto di alcuni protagonisti di quella lotta.

ONA in Radio – appuntamento con la trasmissione “Riflettori Accesi”

Dal 9 giugno, ogni lunedì, la trasmissione radiofonica “Riflettori Accesi” su Radio Lazio Sud dedicherà una sezione fissa dedicata alle notizie che meritano voce e quindi anche all’Osservatorio Nazionale Amianto presieduto dall’ Avv. Ezio Bonanni.

“Le informazioni riportate rappresentano le notizie pubbliche e le opinioni delle fonti citate, e non implicano responsabilità diretta di persone o enti”.