22.3 C
Rome
domenica, Giugno 21, 2026
Home Blog Page 80

Vittime del dovere e Aeronautica, Abbate intervista l’Avv. Bonanni

Il giornalista Luigi Abbate e l'Avv. Ezio Bonanni
Il giornalista Luigi Abbate e l'Avv. Ezio Bonanni

Oggi una nuova puntata di ONA News con il giornalista Luigi Abbate e l’Avv. Ezio Bonanni Si parla dell’evoluzione giurisprudenziale relativa ad alcuni casi di patologie asbesto correlate in riferimento al personale dell’Aeronautica Militare.
L’esposizione ad amianto nel contesto militare è una delle tematiche di maggior rilievo riguardanti la salute pubblica e la tutela previdenziale.

Dalla Marina all’Esercito fino all’Aeronautica

Nei video precedenti si era discusso anche dei dipendenti della Marina e dell’Esercito.
Il rischio amianto in Aeronautica militare era quasi disconosciuto fino ad alcuni anni fa. Grazie ad una recente sentenza della Corte di Appello di Milano e altre pronunce, è emerso questo rischio anche per gli uomini in divisa blu.
L’arma azzurra si caratterizza per l’alta specializzazione e funzionalità nell’atterraggio sulle piste. L’amianto in passato era presente nei ferodi dei freni degli aeromobili, nelle guarnizioni dei motori, nelle piste di atterraggio, nelle coibentazioni degli aeromobili compresi quelli antincendio”. Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni presidente dell’ONA.

Il ruolo dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Ona è da sempre in prima linea per la tutela degli uomini e delle donne in divisa che sono stati esposti all’amianto ed ad altri cancerogeni ed hanno sviluppato malattie asbesto correlate. Si batte per far sì che venga riconosciuto loro il riconoscimento dello status di vittima del dovere e per far ottenere loro i risarcimenti dovuti.
Andiamo avanti per garantire queste tutele e per proseguire nella nostra attività quotidiana di informazione e formazione. Oltre a ribadire l’importanza della bonifica in ogni ambito per evitare qualsiasi esposizione”. Ha concluso Bonanni.

Qui di seguito il video su Ona News

Piemonte, finanziamenti regionali per rimozione amianto

vista su Torino
Vista su Torino ( foto free di Luca da Pixabay)

La Regione Piemonte ha stanziato 3.141.000 euro da destinare a Comuni, Province e alla Città Metropolitana di Torino per sostenere la rimozione dell’amianto dagli immobili pubblici. Il fondo, suddiviso su un triennio, è finalizzato a coprire i costi di bonifica e messa in sicurezza dei siti ancora contaminati.
La proposta è stata approvata all’unanimità dalla Quinta Commissione consiliare, presieduta per l’occasione dal vicepresidente Alberto Unia.

I criteri di assegnazione dei fondi sono definiti nel bando regionale dedicato, come  affermato l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati.
La notizia è resa nota dal sito del Consiglio Regionale del Piemonte.

Chi può accedere al finanziamento bonifica amianto

Possono fare domanda Comuni, Province del Piemonte e la Città Metropolitana di Torino. A condizione che siano proprietari di edifici o strutture in cui siano ancora presenti manufatti contenenti amianto e non siano già stati avviati interventi di bonifica.

Interventi ammissibili e copertura economica

Sono finanziabili:
Rimozione dell’amianto;
Trasporto e smaltimento in discariche autorizzate;
Messa in sicurezza delle aree contaminate;
Rifacimento delle coperture.

Il contributo regionale può coprire fino al 100% delle spese nette, con un massimale di 300.000 euro per ciascun progetto. Restano a carico dei beneficiari le spese di progettazione e l’IVA.

Durante la seduta sono intervenuti per approfondimenti i consiglieri: Silvio Magliano (Lista Cirio); Gianna Gancia (Lega); Fabio Isnardi (Pd); Annalisa Beccaria (Fi);Domenico Ravetti (Pd).

Amianto, notifica: ASL o INL? Risposta dal ministero

amianto, piemonte e veneto
amianto (ph Foto free di Karolina Grabowska da Pixabay)

Il dibattito su quale ente debba ricevere notifiche e piani operativi relativi ad attività che comportano esposizione all’amianto è ancora aperto. A sollevare ufficialmente la questione è stato l’on. Walter Rizzetto (FdI), con l’interrogazione parlamentare n. 5-04093 del 13 giugno 2025, alla quale ha risposto il ministero del Lavoro.

Riportiamo la questione posto in luce anche da edotto.com.
La domanda centrale: la competenza resta alle ASL – Azienda Sanitaria Locale o rientra anche sotto la sfera d’azione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL)?

Nel frattempo, è stato avviato un dialogo operativo tra INL e il Coordinamento tecnico delle Regioni, finalizzato a stilare una procedura condivisa per vigilanza, accesso ai piani di lavoro e gestione delle notifiche da parte delle imprese.

Normativa e dimomogeneità

Il riferimento principale resta il D.Lgs. 81/2008, che agli articoli 250 e 256 stabilisce che la notifica preliminare e il piano di lavoro debbano essere trasmessi all’organo di vigilanza territorialmente competente (storicamente, le ASL o ATS).

L’INL ha visto un’estensione dei propri poteri ispettivi con la Legge 215/2021, che ha ampliato la sua competenza anche nel campo della salute e sicurezza sul lavoro. Tuttavia, questa evoluzione normativa ha generato ambiguità interpretative, con alcune sedi INL che hanno cominciato a rivendicare un proprio ruolo anche nella fase preliminare, richiedendo l’invio dei piani direttamente all’Ispettorato.

Tale doppio canale ha creato disomogeneità a livello territoriale, incertezze tra gli operatori del settore e rischio di sanzioni per le imprese che, agendo secondo prassi consolidata, trasmettono la documentazione unicamente alle ASL.

Le richieste al Governo

L’interrogazione parlamentare ha chiesto al Ministero:
Chiarezza sull’organo legittimato a ricevere i documenti;
Sospensione delle sanzioni da parte dell’INL in un quadro normativo ancora fluido;
Formazione specialistica obbligatoria per il personale ispettivo INL in materia di amianto.

La risposta del ministero del Lavoro

Nel suo intervento, il ministero ha chiarito che, ai sensi dell’articolo 13 del D.lgs. 81/2008, rientrano tra gli organi di vigilanza sia le ASL che l’INL, dopo la riforma introdotta dalla Legge 215/2021.
Tuttavia, ha sottolineato che la competenza per il rilascio dei pareri e delle autorizzazioni previste dagli articoli 250 e 256 dello stesso decreto, resta attualmente in capo alle ASL, fino a quando non verranno definiti criteri più precisi da parte del tavolo tecnico INL-Regioni.
Nella Conferenza Stato-Regioni del 27 luglio 2022 (atto n. 142) è stato approvato un documento di indirizzo che punta a migliorare il coordinamento tra enti ispettivi.

Tra i punti salienti:
Programmazione congiunta delle attività di controllo;
Condivisione delle circolari operative;
Formazione tecnica erogata dal ministero della salute sia per gli ispettori ASL sia per quelli INL.

L’obiettivo è quello di ottimizzare le risorse e le competenze disponibili, evitando duplicazioni e garantendo efficacia nell’attività ispettiva.

Verso un aggiornamento normativo

Nel frattempo, è in fase di recepimento la Direttiva UE 2023/2668, che porterà a una revisione del Titolo IX, Capo III del D.lgs. 81/2008, aggiornando il quadro normativo italiano sulla protezione dei lavoratori dall’esposizione all’amianto.
La direttiva, tra le altre cose, punta a definire in modo più netto chi debba ricevere la documentazione necessaria alla gestione dei rischi derivanti dall’amianto, in modo da eliminare le ambiguità attuali.

ompetenza per ricevere notifiche e piani di lavoro resta in capo alle ASL, come da interpretazione consolidata. Tuttavia, l’armonizzazione con la normativa europea e il conIl sistema di gestione della sicurezza per i lavori che comportano esposizione ad amianto resta in fase di transizione. Fino all’approvazione dei criteri condivisi, la cfronto tra istituzioni dovrebbero presto portare maggiore chiarezza e uniformità su scala nazionale.

ONA – Osservatorio Nazionale Amianto: e non sei solo

La regione Lazio ha iscritto l’ONA nell’elenco delle associazioni accreditate, per la sua concreta attività a livello nazionale per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.

È possibile avere maggiori informazioni chiamando il numero verde 800.034.294

Amianto: riconosciuta malattia professionale a ex tecnico di Bari

Amianto, Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA nel suo studio legale, vedova
Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA nel suo studio legale

Con una recente sentenza, il Giudice del Lavoro del Tribunale di Bari ha stabilito che l’INAIL dovrà riconoscere la malattia professionale a un ex dipendente della sede barese di Telecom Italia. F.V. è stato colpito da multiple placche e ispessimenti pleurici, riconducibili all’esposizione prolungata all’amianto.
A dichiararlo è l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA).

Un’attività trentennale

L’uomo ha prestato servizio per oltre trent’anni – dal 1969 al 2000 – come assistente tecnico. Si è occupato del coordinamento delle operazioni di collegamento e manutenzione delle linee telefoniche. Il suo incarico includeva anche interventi su cavi collocati su pali in legno e in tubature sotterranee. Oltre a operazioni di collaudo delle ditte esterne.

Secondo quanto emerso in sede giudiziaria, durante lo svolgimento di queste mansioni l’ex tecnico sarebbe stato esposto in modo diretto e indiretto alla fibra d’amianto.

Il contesto ambientale

La sede di lavoro in Via Caldarola a Bari si trova a breve distanza, circa 50 metri, da un sito industriale dismesso. Quest’ultimo era noto per la produzione di manufatti in cemento-amianto. La vicinanza con l’ex stabilimento, dove il materiale veniva lavorato allo stato friabile, avrebbe contribuito all’inalazione di fibre disperse nell’aria anche al di fuori del perimetro della fabbrica.

All’uomo inoltre sarebbe stato fornito un telo ignifugo contenente crisotilo. Impiegato durante le operazioni con cannelli a gas propano, per evitare danni da fiamme a materiali e attrezzature.

Il procedimento giudiziario

Dopo che l’INAIL aveva rigettato la richiesta di riconoscimento della malattia professionale, F.V. si è rivolto all’avvocato Ezio Bonanni Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), per intraprendere un’azione legale. Il Tribunale ha accolto la tesi difensiva, riconoscendo la connessione tra la malattia e l’esposizione alla cosiddetta “fibra killer” durante il periodo lavorativo.

Come risultato, è stato disposto il riconoscimento di una rendita mensile, in considerazione del danno subito e del rischio per la salute. Secondo il legale, “Dopo questa condanna adesso agiremo per il risarcimento del danno per ottenere la maggiorazione della pensione”.

L’impegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’ONA prosegue il suo lavoro a tutela di chi è stato esposto all’amianto, incluso il personale delle Forze Armate. L’associazione si avvale di un team multidisciplinare – composto da medici legali, tecnici e criminologi – con l’obiettivo di fornire assistenza medica e legale alle vittime e ai loro familiari.

Alla luce dei dati aggiornati dall’INAIL nell’ottavo Rapporto ReNaM, il lavoro dell’ONA assume un’importanza strategica anche grazie alla collaborazione con l’Osservatorio Vittime del Dovere.

Per chi necessiti di supporto, è attivo il numero verde dell’associazione: 800 034 294.

****

Le informazioni riportate si basano esclusivamente su fonti pubbliche, documenti ufficiali e dichiarazioni dei soggetti intervistati. Tutte le opinioni  non costituiscono accuse o attribuzioni di responsabilità verso persone o enti non citati in fonti ufficiali. La redazione e l’autore non si assumono responsabilità legali per interpretazioni personali dei lettori.

Amianto nell’Esercito, intervista di Luigi Abbate all’Avv. Bonanni

Ezio Bonanni intervistato da Luigi Abbate
Ezio Bonanni intervistato da Luigi Abbate

“Ci sono alcune categorie di militari, come motoristi, mortaisti e tecnici della manutenzione, che sono stati esposti in modo diretto e sistematico all’amianto. E oggi ne pagano il prezzo in malattia e silenzio.”
– Affermazione dell’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA)

Nel quadro delle attività dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’avvocato Ezio Bonanni torna a fare il punto sull’esposizione all’amianto tra alcuni militari dell’Esercito italiano.
Lo fa con una nuova intervista di Luigi Abbate, giornalista e figlio di vittima del dovere.

Esposizioni e rischi da amianto 

Secondo l’ONA alcune categorie, come diversi motoristi, macchinisti e mortaisti sono risultati esposti a materiali contenenti amianto.  Tra i mortaisti, ad esempio, è capitato l’impiego di guanti e teli contenenti la fibra killer e lo sviluppo del mesotelioma pleurico – tumore maligno asbesto correlato.

La giurisprudenza riconosce i diritti

Come ribadito da Bonanni, alcune sentenze, tra cui quelle del Tribunale e della Corte d’Appello di Milano, Torino e Roma, hanno riconosciuto la correlazione tra servizio e malattia, consolidando la giurisprudenza in favore dei militari esposti.

È essenziale, afferma il presidente dell’ONA, che tutti coloro che sono stati esposti vengano formalmente riconosciuti come vittime del dovere, con diritto all’equiparazione giuridica e al risarcimento.”

Il rischio delle missioni all’estero

“Nelle missioni internazionali – dichiara Bonanni – l’uso di proiettili all’uranio impoverito avrebbe contribuito a frantumare strutture contenenti amianto. In tali condizioni operative, alcuni militari avrebbero inalato fibre d’amianto e radiazioni in modo simultaneo, aggravando il rischio per la salute.” 

Il fenomeno sarebbe noto come effetto sinergico: l’interazione tra esposizione ad amianto e radiazioni aumenterebbe la probabilità di sviluppare patologie, rendendo ancora più urgente un intervento normativo e sanitario strutturato.

La battaglia dell’ONA: tutela e riconoscimento

L’Osservatorio Nazionale Amianto, da anni impegnato su questo fronte, chiede con forza che venga ampliata la platea dei militari tutelati, non solo per motivi legati al passato, ma anche per prevenire future esposizioni e per tutelare le famiglie dei deceduti e dei malati.

Bonanni ribadisce che “non si può accettare il sacrificio silenzioso. Non si può più ignorare chi ha servito con onore e oggi combatte contro una malattia causata dal proprio lavoro. Il tempo della verità e della giustizia è adesso.”

Il video su Ona News: