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Amianto: l’ultima zona grigia dell’Occidente e Oriente industriale

amianto
amianto, foto di Koen Sweers su Unsplash

Mentre l’intero pianeta discute di transizione ecologica, materiali sostenibili e rigenerazione urbana, l’amianto continua ad intessere incubi annidata nei solai delle scuole, nelle tubazioni idriche delle periferie e perfino nei prodotti cosmetici industriali esportati su scala globale.

Questa fibra assassina, nonostante le proibizioni normative, si cela nei muri e nel corpo di chi ci ha lavorato.

Il mondo contaminato

Nel 2023 il governo australiano avviò la definitiva cancellazione di Wittenoom. Si tratta dell’ex città mineraria oggi fantasma, da decenni contaminata da oltre tre milioni di tonnellate di rifiuti d’amianto. Lo citiamo come monumento tragico all’avidità industriale.

In Spagna, nella Catalogna, la Generalitat ha annunciato un nuovo censimento integrale con l’obiettivo di bonificare l’intero territorio entro il 2032.

L’Italia e il rimosso collettivo

Nel nostro Paese, sebbene la legge 257 del 1992 abbia vietato l’amianto, la realtà si mostra ben più resistente del dettato normativo. Numerose, infatti, sono le malattie asbesto correlate.
In Italia è l’Avvocato Ezio Bonanni presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto a portare avanti un lavoro instancabile per il riconoscimento delle vittime di questo pericoloso materiale.

In una recente intervista, Bonanni ha spiegato: “Parliamo di malattie che si manifestano anche 40 anni dopo l’esposizione. L’Italia ha una delle più alte incidenze di mesoteliomi al mondo, ma la sorveglianza medica è ancora disomogenea. Noi all’ONA lavoriamo per creare una banca dati unica, uno strumento epidemiologico e legale che serva a prevenire, curare e ottenere giustizia.”

L’informazione capillare di ONA 

L’ONA ha avviato una campagna digitale per informare i più giovani, anche tramite piattaforme come TikTok e Instagram, sfruttando linguaggi nuovi per raccontare una verità dimenticata.

Il nodo geopolitico e la bonifica globale che non arriva

Secondo un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno oltre 200.000 persone muoiono per patologie legate all’amianto. Eppure, molti Paesi, tra cui Russia, Cina, India e Brasile, continuano a estrarlo e a esportarlo.
L’Italia, dal canto suo, è ancora lontana da una bonifica integrale. Le stime parlano di oltre 370.000 siti contaminati e 40 milioni di tonnellate di amianto ancora da bonificare.

I fondi del PNRR, in parte destinati alla riqualificazione energetica, potrebbero rappresentare un’occasione storica per rimuovere definitivamente l’amianto dagli edifici pubblici.

“Ma l’amianto” – afferma Bonanni“è un nervo scoperto del nostro sviluppo industriale, della responsabilità collettiva e delle disuguaglianze territoriali.”

Le fibre che un tempo rivestivano le centrali elettriche, oggi rivestono i faldoni dei tribunali e i polmoni degli operai. Finché queste storie non saranno parte integrante del dibattito pubblico e politico, ogni sentenza, per quanto giusta, rischierà di suonare come un tardivo epitaffio.

Le informazioni e le opinioni riportate in questo articolo hanno esclusivamente finalità informative e divulgative. I riferimenti a persone, istituzioni o Paesi sono basati su dati pubblici e dichiarazioni ufficiali, e non intendono attribuire responsabilità legali o giudiziarie.

2 Giugno: Repubblica e Costituzione contro l’amianto

Frecce tricolore, 2 giugno
Frecce tricolore

2 Giugno.“Oggi è la festa della Repubblica e della Costituzione. Ricordiamo i valori di libertà e giustizia. Così anche la giustizia sociale e la tutela del lavoro e della salute sul lavoro contro gli infortuni e malattie professionali. In questo giorno non possiamo ignorare che migliaia di persone continuano a morire per l’amianto. La Repubblica non può dirsi davvero compiuta finché tollera questa strage silenziosa. Bonificare è un dovere costituzionale. Ogni fibra di amianto lasciata nell’ambiente è un’offesa al diritto alla salute sancito dall’articolo 32.”

Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA – Osservatorio Nazionale Amianto.

Un punto cardinale della nostra coscienza civile

Oggi è il giorno in cui, nel 1946, il popolo italiano, per la prima volta anche le donne, scelse la democrazia sulla monarchia, la libertà sull’oblio, la partecipazione sulla sudditanza. Una scelta che ha reso possibile ogni successiva conquista di giustizia, inclusa quella sociale e ambientale.

La Repubblica e il diritto alla salute

La Costituzione, entrata in vigore due anni dopo quel referendum, ha inscritto tra i suoi valori fondativi il diritto alla salute e la dignità del lavoro (articoli 32 e 41). Due principi fondamentali per la contro l’ingiustizia ambientale, come quella legata all’esposizione all’amianto. Amianto significa mesotelioma, asbestosi, tumori professionali. Significa anche dimenticanza, negazione. Le vittime del dovere hanno lavorato nelle navi, officine, fabbriche, scuole, caserme, ignari del nemico invisibile che respiravano.

“La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità.”
Affermò Piero Calamandrei.

Per questo dinanzi alla strage dell’amianto, nasce spontaneo chiedersi: può dirsi davvero compiuta la Repubblica se tollera l’inerzia nella bonifica dei siti contaminati? Se accetta ritardi nei processi, silenzi nelle aule parlamentari, e lacune nella prevenzione? Quando una democrazia rimanda, decade.

Ricordare non basta

Quindi in questa giornata della Repubblica, commemorare non basta. Occorre agire. Il 2 giugno deve diventare anche la festa della responsabilità ambientale e sociale. In nome dei morti per amianto e dei vivi. Le bonifiche devono essere una priorità nazionale. I processi, veloci. I risarcimenti, giusti. La vigilanza, costante. La prevenzione, scientifica e indipendente. Non lo dobbiamo solo a chi è stato esposto. Lo dobbiamo a quell’idea di Repubblica come casa comune, come patto tra generazioni, come orizzonte di giustizia.

“La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”, disse Sandro Pertini.

Così è anche la salute, così è la giustizia. Oggi, mentre sventolano le bandiere tricolori, ricordiamo che la Repubblica è un impegno quotidiano. In aula, nei cantieri, nei tribunali, nelle scuole, nei luoghi di lavoro. Il futuro della Repubblica si misura anche da quanto saprà liberarsi del suo passato contaminato.
Per una Repubblica libera anche dall’amianto.

Emilia-Romagna, bonifica e dedica alle vittime dell’amianto

Cemento amianto, Emilia Romagna

Segnaliamo dall’Emilia Romagna due interventi differenti, ma legati da un fil rouge comune. Ossia la volontà di trasformare e curare il territorio, guardando al futuro senza dimenticare il passato. Atti concreti di risanamento e rinascita.

Già nel 1996 l’Emilia-Romagna fu tra le prime regioni ad adottare un piano di prevenzione e protezione dall’asbesto.

Bologna, via alle demolizioni ex Officine Casaralta

Una nuova fase si apre per le ex Officine Casaralta di Bologna, storico sito industriale di Bologns. Sono cominciate ieri, 29 maggio, le demolizioni di nove edifici in via Ferrarese.
Al posto di queste strutture verrà costruito un parco, palazzi residenziali, attività commerciali e uno studentato. Un’operazione che secondo le previsione dovrebbe essere completata entro il 2029. Il sindaco Matteo Lepore ha dichiarato di voler dedicare alle vittime dell’amianto ed ai cittadini del quartiere.

L’amianto infatti, ha lasciato una lunga scia di dolore in tante realtà industriali italiane e la bonifica dei siti contaminati rappresenta oggi una priorità

Goro, in provincia di Ferrara via le condotte idrauliche in amianto

Terminate le lavorazioni in via dell’Industria a Goro per il rinnovamento della rete fognaria. L’operazione è volta al miglioramento delle infrastrutture e garantire la sicurezza idraulica. Saranno rimosse le condotte in cemento amianto e verrànno rifatte le banchine stradali.

Amianto nelle baracche di ex officine a Roma?

Amianto bonifiche
emilia romagna, eternit, amianto nelle fabbriche

Chi vive ai margini della società si trova spesso costretto a ripararsi sotto baracche di eternit.
Roma Today ha evidenziato la situazione di alcune ex officine nella Capitale. Occupanti a contatto con potenziale amianto tra rifiuti e contenitori di gasolio altamenti infiammabili.

Scoperta effettuata durante le operazioni di demolizione 

Uno stabile è ora in fase di smantellamento. Al suo postò verrà eretto un magazzino di 10mila metri quadri che promette di dare lavoro a circa 100 persone.  In questo luogo, per anni piazza di spaccio e covo di senzatetto, le persone hanno vissuto nelle strutture fatiscienti con probabile amianto.

Sarà necessario diverso tempo per la bonifica

La demolizione della struttura è cominciata un mese fa ma saranno necessari almeno altri 45 giorni per mettere la zona in sicurezza. L’amianto, secondo quanto indicato nell’articolo, sarebbe stato ritrovato negli imbocchi delle finestre, negli infissi ed è stato impiegato come isolante in alcune tubazioni del riscaldamento.

Un caso che non può essere considerato isolato

Con 40 milioni di tonnellate di amianto ancora da bonificare nel nostro Paese, è fondamentale non considerare la situazione come un’eccezione. L’asbesto non è un’affare che riguarda solo le periferie, le strutture abbandonate. E’ possibile trovarlo in diverse scuole, in alcuni ospedali, in alcune abitazioni costruite antecedentemente il 1992.  Ha a che fare con la nostra esistenza, con il nostro quotidiano.
L’essere umano è l’unico abitante della Terra che avvelena lo spazio in cui vive.
in natura ogni creatura si muove seguendo antiche leggi armoniche.

“Il caso evidenziato della presenza di amianto nelle vecchie officine e quindi con elevata contaminazione di fibre impone una diversa organizzazione della gestione del territorio contro il degrado. E’ fondamentale informare e proteggere tutti i cittadini.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto.

Ona è operativa con il numero verde 800 034 294 e con una mobilitazione sempre operativa.

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Ricerca sull’amianto: scoperte scientifiche e prospettive di bonifica

microscopio
microscopio

L’amianto, noto per la sua pericolosità, continua a rappresentare una minaccia per la salute pubblica e l’ambiente. Recenti studi scientifici hanno aperto nuove prospettive.

Amianto e malattie autoimmuni

Tradizionalmente associato a patologie oncologiche come il mesotelioma, l’amianto è anche al centro di ricerche che ne evidenziano il ruolo nell’insorgenza di malattie autoimmuni sistemiche. Tra queste annoveriamo l’artrite reumatoide e il lupus eritematoso sistemico.
Una revisione pubblicata su Autoimmunity Reviews ha analizzato 31 studi epidemiologici. Il riscontro un aumento significativo del rischio di sviluppo di autoanticorpi antinucleo (Ana) in soggetti esposti. In particolare, l’esposizione alle fibre di crocidolite, sembrerebbe avere un impatto maggiore rispetto al crisotilo.

Bioremediation: batteri marini contro l’amianto

L’Università della Pennsylvania (Usa) ha portato avanti una ricerca utilizzando batteri marini estremofili per la detossificazione. Secondo questo studio, questi organismi sarebbero in grado di ridurre la tossicità delle fibre. Lo farebbero rimuovendo in queste componenti di ferro e silicio. Questi risultati aprono la strada a nuove metodologie di bonifica ambientale basate sulla biotecnologia.

Microscopia elettronica a scansione 

Il National Institute of Standards and Technology negli Usa, ha sviluppato un metodo  efficiente per la rilevazione dell’asbesto tramite microscopia elettronica “a scansione”. Questa tecnica offre un’alternativa più accessibile e rapida rispetto alla tradizionale microscopia elettronica “a trasmissione”. Ciò potrebbe ridurre i costi associati alla bonifica.

Esposizione all’amianto nei giovani

In Australia, alcuni casi di mesotelioma negli adolescenti, hanno acceso i riflettori sui pericoli derivanti l’esposizione domestica all’asbesto. Nonostante la messa al bando dell’amianto da oltre vent’anni, molte abitazioni potrebbero contenere ancora materiali contaminati. E’ necessaria quindi una maggiore consapevolezza e precauzione, anche durante i lavori di ristrutturazione nelle case.

Come Osservatorio Nazionale Amianto insistiamo che la prevenzione primaria sia essenziale. Ricordiamo che i tempi di latenza del mesotelioma possono variare a seconda dei casi. In alcuni potrebbe essere anche di quarantotto anni. In altri, il mesotelioma può insorgere anche dopo dieci anni dalla prima esposizione.” Ha affermato l’Avv. Ezio Bonanni presidente di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto.