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Se sei vittima di un errore medico contattaci

Malasanità - errore medico
ONA Malasanità

L’errore medico si presenta in caso si verifichi un evento negativo durante la diagnosi o il trattamento di cura. Ciò crea un danno alla salute del paziente, che deve essere risarcito.

Errore medico: tutelare i diritti con l’ONA

L’ONA -Osservatorio Nazionale Amianto offre la possibilità ai cittadini che hanno subito un danno alla salute per errore medico di ottenere il risarcimento di tutti i danni.

In caso di ritardo e/o errore nella diagnosi di mesotelioma e di malattie tumorali, assenza di informazione nei confronti del paziente, scarsa efficacia della chemioterapia, poca chiarezza nell’applicazione terapeutica di alcuni presunti protocolli, è possibile rivolgersi all’Avv. Ezio Bonanni che da 25 anni assiste e tutela le vittime di malasanità

Ci sono molti, troppi casi di errore medico a carico dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto che quindi subiscono danni su danni. Le malattie asbesto correlate (mesotelioma, tumori del polmone, laringe, faringe, colon e altri organi,  e anche l’asbestosi) sono a lungo latenti, e cioè si manifestano dopo 20, 30 e anche 40 anni. Per questi motivi è necessario sottoporre i lavoratori esposti ad amianto a controlli sanitari, che permettono la diagnosi precoce e terapie tempestive (prevenzione secondaria). L’assenza di sorveglianza sanitaria e i ritardi di diagnosi di patologie asbesto correlate, hanno reso necessaria la costituzione dell’unità di crisi per l’assistenza medico legale per cittadini e lavoratori vittime dell’amianto e della malasanità“, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA.

A confermare la pericolosità dell’amianto e le malattie a esso correlate è anche l’ultima monografia IARC “Asbestos – chrysotile, amosite, crocidolite, tremolite, actinolite and anthophyllite“. Per questo è importante tutelare chi è esposto e giungere all’eliminazione totale di ogni rischio attraverso la bonifica dei siti contaminati.

Come contattare l’Osservatorio Nazionale Amianto

Per maggiori informazioni e per un parere più approfondito, l’Avv. Ezio Bonanni può essere contattato, inoltrando una richiesta all’indirizzo email:  osservatorioamianto@gmail.com oppure avveziobonanni@gmail.com. In più si può chiamare il numero dello Studio Legale 0773/663593
L’Avvocato Ezio Bonanni vi risponderà e vi fornirà del tutto gratuitamente tutte le informazioni richieste.

Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto. È possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto o contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Rifiuti: più di 30 milioni di tonnellate

Osservatorio Nazionale Rifiuti
Osservatorio Nazionale Rifiuti

Istituito un nuovo comitato, l’Osservatorio Nazionale dei Rifiuti

Sono oltre 30 milioni (30,1 per la precisione) le tonnellate di rifuti prodotte nel 2016; il 2% in più (pari a 590 mila tonnellate) rispetto all’anno precedente.

Questo è quanto risulta dal nuovo rapporto sui rifiuti urbani dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) che avverte su come questo sia un dato “in controtendenza rispetto” all’andamento degli ultimi cinque anni ma è comunque un dato “in linea con gli indicatori socio-economici” sia sull’andamento dei consumi che del Pil.

La triste situazione nel Nord Italia

Il triste primato spetta al nord Italia con una produzione di 14,2 milioni di tonnellate, con un aumento maggiore del 3,2%. A seguire, il centro 6,6 milioni di tonnellate (più 0,9%) e al sud 9,4 milioni di tonnellate (più 1,1%). I maggiori aumenti della produzione sono in Veneto, con più 9% e Trentino Alto Adige con più 4,5%, mentre “solo in tre Regioni” c’è stato un calo di produzione: Liguria (meno 3,1%), Molise (meno 1,2%), Calabria (meno 1,2%). Per la produzione pro-capite la prima è l’Emilia Romagna con 653 kg a testa all’anno, seguita dalla Toscana con 616 kg a testa all’anno. Tra le province, Reggio Emilia ha il valore più alto con 749 kg. La media nazionale pro-capite è di 497 kg all’anno. La raccolta differenziata raddoppia in 10 anni: si passa dal 28,5% del 2006 al 52,5% del 2016, con un aumento del 5% rispetto all’anno scorso. Ma, avverte l’Ispra, l’Italia è ancora in ritardo rispetto all’obiettivo del 65% fissato al 2012; obiettivo che è stato raggiunto “solo da 4 Regioni del nord”; tra queste il Veneto al 72,9%, il Trentino Alto Adige al 70,5%, la Lombardia al 68,1%, e il Friuli Venezia Giulia al 67,1. La provincia con i livelli più elevati di raccolta differenziata si conferma Treviso con quasi l’88%, seguita da Mantova (86,4%), Pordenone (82,3%) e Belluno (80,4%). I livelli più bassi di differenziata, “inferiori o di poco superiori al 10%”, si registrano nelle province siciliane di Siracusa (9,3%), Palermo (10,4%), Enna (11%).

La tipologia più raccolta con la differenziata è la frazione organica, pari al 41,2%. Diminuiscono i rifiuti smaltiti in discarica: meno 5% rispetto all’anno precedente; sul dato incide l’alta riduzione registrata nel nord Italia (hanno ricevuto rifiuti 134 discariche; 15 in meno rispetto all’anno prima).

La mancanza di infrastrutture per lo smaltimento dei rifiuti

“Non tutte le Regioni sono dotate delle necessarie infrastrutture per il trattamento dei rifiuti, in particolare di quelle deputate al riciclo”, sostiene l’Ispra. Nel 2016 a livello nazionale il costo medio pro-capite all’anno per i rifiuti è di 218,31 euro (più 0,6% rispetto all’anno prima); mentre il costo totale medio per kg di rifiuto è 39,03 centesimi di euro (più 1,2% rispetto al 2015). Infine secondo uno studio dell’Ispra nei Comuni dove si applica “il regime di Tariffazione puntuale denominato ‘pay-as-you-throw'” c’è anche “un costo totale medio pro-capite inferiore”.

Istituito l’Osservatorio Nazionale dei Rifiuti

Proprio per fronteggiare questa emergenza, l’Osservatorio Nazionale Amianto, insieme all’Avv. Ezio Bonanni, ha istituito l’Osservatorio Nazionale dei Rifiuti con lo scopo di arginare la contaminazione dei luoghi di vita e di lavoro e i danni all’ambiente e alla salute che ne conseguono.

Gli operatori dell’Osservatorio Nazionale Rifiuti, dipartimento dell’Osservatorio Nazionale Amianto, hanno istituito un’unità di crisi operativa 24 ore su 24, grazie alla disponibilità del coordinatore nazionale ONA, Sig. Antonio Dal Cin, cui ci si potrà rivolgere, oltre che con contatto telefonico al n. 0773/511463, anche all’indirizzo email ona.gdf@gmail.com.

All’interno dell’organizzazione anche il Sig. Antonio Geracitano, esperto in materia di rifiuti e di tutela dell’ambiente e l’iniziativa si avvale già della collaborazione delle Guardie Nazionale Amianto di ONA Onlus, infatti i siti contaminati e le eventuali discariche abusive possono essere segnalate direttamente all’associazione attraverso il sito – applicativo internet.

L’Osservatorio Nazionale dei Rifiuti ha già iniziato il censimento anche delle discariche abusive e anche delle piccole discariche ovvero dei luoghi contaminati, una terra dei fuochi che purtroppo riguarda ampi territori del nostro Paese.

Sono migliaia le discariche abusive in Italia, e su denuncia dell’Osservatorio Nazionale Amianto, a suo tempo, fu avviata anche una procedura di infrazione. Il tema è stato pure cavalcato da alcune forze politiche e l’Italia è ancora sotto osservazione da parte della Commissione Europea dopo che nel 2007 ci fu la condanna da parte della Corte di Giustizia, cui ha fatto seguito l’ulteriore condanna nel dicembre 2014 al pagamento di una multa di 42milioni di euro l’anno per le 198 discariche abusive.

Dalle 198 discariche del dicembre 2014 eravamo passati a 185 a luglio 2015, con appena 13 situazioni sanate. Ora sul territorio nazionale ne restano 155, con 30 nuovi casi risolti.

Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Bonifica amianto, 6 milioni edifici pubblici

Bandi bonifica amianto, graduatoria
Bandi bonifica amianto

Le domande saranno aperte dal 30 gennaio al 30 aprile 2018.

È stato pubblicato il bando 2017 (che stanzia le risorse previste dal DM 21 settembre 2016) per la progettazione degli interventi di bonifica amianto per gli edifici pubblici: le domande saranno aperte dal 30 gennaio al 30 aprile 2018 e il fondo è di 6 milioni. Finanzieranno la progettazione preliminare e definitiva degli interventi.

Il DM 21 settembre 2016 ha stanziato 17,5 milioni di euro, divisi su tre anni:

– 5,536 per il 2016 (già assegnati ai sensi del bando analogo pubblicato lo scorso anno),
– 6,018 milioni di euro per il 2017,
– 6,018 milioni di euro per il 2018.

Sarà data priorità alla bonifica degli edifici situati nelle vicinanze di scuole, asili, parchi gioco, ospedali e impianti sportivi.

Bonifica Amianto da edifici pubblici

Per presentare la domanda è necessario:

  • Registrarsi Gli Enti devono registrarsi sul portale del Ministero dell’Ambiente a partire dal 20 dicembre 2017 (oggi)
  • Inviare la documentazione tecnica
    gli Enti dovranno inserire la documentazione tecnica, dal 30 gennaio 2018 fino al 30 aprile 2018.

Relazione tecnica

Le richieste di finanziamento dovranno essere accompagnate da una relazione tecnica asseverata da professionista abilitato.

Il fondo è destinato alla progettazione preliminare e definitiva di interventi di rimozione e smaltimento dell’amianto, anche previo trattamento in impianti autorizzati. Ogni Ente potrà presentare solo uno richiesta di finanziamento per la progettazione di un singolo intervento che potrà riguardare uno o più edifici. In ogni caso, il limite complessivo ammonta a 15 mila euro.

Spese escluse dal finanziamento:

– le spese per la progettazione di interventi di ripristino, realizzazione di manufatti sostitutivi e la loro messa in opera;
–  le spese di acquisto di beni, mezzi e materiali sostitutivi e loro messa in opera;
– gli incarichi di progettazione preliminare e definitiva già conferiti al momento dell’ammissione al finanziamento;
– la progettazione di interventi realizzati prima della pubblicazione del bando o prima del ricevimento della comunicazione scritta di concessione del contributo richiesto.

In Italia ci sono ancora 32milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, cui si aggiungono altri 8milioni di tonnellate di amianto friabile(con un totale di 40 milioni di tonnellate di materiale con amianto) determina nuove esposizioni, e purtroppo, nel futuro, il perdurare della epidemia di patologie asbesto correlate.

I dipartimenti dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha costituito una serie di dipartimenti proprio per poter fornire delle consulenze gratuite.

Una nuova veste è stata assunta dal Dipartimento “Bonifica e Decontaminazione”, con tutte le informazioni generali su incentivi e bonus fiscali. E’ attraverso la bonifica e la  decontaminazione amianto e dagli altri cancerogeni e agenti tossico-nocivi che si tutelano ambiente e salute (art. 32 della Costituzione), evitando l’insorgere di neoplasie e altre patologie invalidanti e, in molti casi, purtroppo, mortali.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, per poter agevolare le bonifiche, ha elaborato una serie di iniziative, tra cui la mappatura con la collaborazione dei cittadini, con la Guardia Nazionale Amianto in modo che siano segnalati i siti contaminati; i bonus fiscali alle imprese e alle famiglie, senza limiti e con detrazione fiscale completa delle somme spese per la bonifica e decontaminazione dei luoghi di lavoro (per le imprese) e delle abitazioni (per i privati cittadini), come verrà illustrato nel proseguo e la stipula di convenzioni per ridurre le spese di bonifica e decontaminazione.

Rivolgiti all’Osservatorio Nazionale Amianto all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com per ricevere assistenza gratuita per la bonifica e decontaminazione e per un parere legale che verrà fornito dal pool di avvocati che collaborano con il Dipartimento Bonifica e Decontaminazione dell’amianto.

Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Natale di morte in Sicilia. L’amianto continua ad uccidere

Fluoroedenite
Fluoroedenite

Sicilia: Biancavilla, la strage da fluoroedenite

Fluoroedenite
Fluoroedenite

La fluoroedenite, fibra asbestiforme, continua a mietere vittime.

Questa volta l’Osservatorio Nazionale Amianto porta alla luce il caso della sig.ra M.C., residente a Biancavilla, che assistita dall’Avv. Ezio Bonanni ha costituito in mora la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero della Salute e la Regione Sicilia.

L’Osservatorio Nazionale Amianto si augura che la Regione Sicilia mostri finalmente uno scatto di reni, dopo il torpore della precedente Giunta, cieca e sorda, ai problemi della città etnea, e alla strage per malattie asbesto correlate, causate dalla fluoroedenite della cava di Monte Calvario.

La Sig.ra M.C. ha contratto una grave patologia fibrotica che non ha altre origini se non l’esposizione alla fluoroedenite, ed è ora che ci sia una legge che prenda atto che le fibre di fluoroedenite, poiché asbestiformi, hanno gli stessi effetti dannosi per la salute degli altri minerali di amianto.

Questa lacuna va sanata.

Lo Stato, il Ministero della Salute, e la Regione Sicilia, non possono continuare a dormire, e la Sicilia, per lo Stato Italiano non deve essere una colonia. Quando ci fu la l’unità d’Italia le città etnee aderirono con slancio alla nuova idea di nazione, e dopo lo schiaffo di Bronte, questo di Biancavilla e la strage di fluoroedenite sono un’altra ferita che deve essere sanata”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Le dichiarazioni del Sig. Calogero Vicario

A questo punto, visto che Crocetta è stato cieco, sordo e muto rispetto al problema fluoroedenite e al problema amianto nell’Isola, è giusto agire con un’altra azione legale, richiesta a gran voce dalle popolazioni di Biancavilla, e in generale della Sicilia orientale, per cui confidiamo che ben presto lo Stato Italiano, il Ministero e la Regione Sicilia debbano essere trascinati in Tribunale. Confidiamo in un autorevole intervento del nuovo Presidente della Regione. L’ONA, in passato, ha già sollevato il problema della pericolosità e dei decessi causati da fluoroedenite, coinvolgendo anche il comitato tecnico scientifico. Adesso è arrivato il momento che qualcuno ci ascolti”, dichiara il Sig. Calogero Vicario, coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Amianto Sicilia.

Biancavilla, cosi come il triangolo della morte, rappresenta un’inqualificabile assenza dello Stato che da questa Sicilia ha un prelievo fiscale di almeno 35 miliardi di euro, senza alcun ritorno. E’ chiaro che bisogna verificare il perché di tutti questi decessi e si dovrebbe attivare seriamente il Centro di Augusta per monitorare, non solo i cittadini di Biancavilla, ma tutti i siciliani. Evitiamo che questa strage prosegua nel silenzio assordante delle forze politiche istituzionali”, dichiara l’On.le Pippo Gianni, estensore della legge sull’amianto e componente del comitato tecnico scientifico ONA.

L’Osservatorio Nazionale Amianto è a disposizione dei cittadini per fornire maggiori informazioni e/o offrire assistenza. E’ possibile contattare il Sig. Calogero Vicario, coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Amianto Sicilia, al numero 333/6678738 oppure inviare una mail all’indirizzo osservatorioamianto@gmail.com.

Dunque quali sono i numeri della strage?

Secondo l’ufficio di Igiene Pubblica del Comune di Adrano sono 53 i decessi tra il 2008 e il 2015 che si contano a Biancavilla per tumore alla pleura, membrana che riveste i polmoni.  Si tratta di un numero cinque volte maggiore rispetto alla media nazionale.

Il paese, in provincia di Catania, alle pendici dell’Etna è purtroppo associato al mesotelioma, tumore polmonare che ha colpito molti abitanti. L’incidenza di questo tumore nel centro etneo è superiore al resto della Sicilia.

Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Processo Fibronit: rigettato ricorso del Procuratore

Corte di Cassazione
Corte di Cassazione

Corte di Cassazione, IV sezione penale. Pronunciata la sentenza di rigetto del ricorso del procuratore generale presso la Corte di Appello di Milano.

Inoltre, è confermata l’assoluzione per gli imputati, uno dei quali però era stato già condannato in via definitiva dalla Cassazione.

Circa 20 anni tra indagini preliminari e procedimento giudiziario nelle 3 fasi, e ora anche sui morti di Broni cala il sipario.

Processo Fibronit: tutti quanti assolti

Più di 1.000 decessi e decine di nuovi casi ogni anno e nessuna responsabilità penale. Questo perché la Corte di Cassazione oggi ha messo la parola fine, con l’assoluzione dei due imputati.

Gli imputati, Dal Pozzo Claudio e Boccini Giovanni, erano stati condannati in primo grado sia per le ipotesi di disastro che per gli omicidi colposi. Poi, in secondo grado, c’era stata la dichiarazione di prescrizione per il reato di disastro e l’assoluzione per l’ipotesi di omicidio “perché il fatto non costituisce reato”.

«Esprimo la mia incredulità per il giudizio della Cassazione, che ha rigettato il ricorso del Procuratore Generale della Corte di Appello di Milano. Era ben articolato e motivato e peraltro sostenuto anche dal Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione.

Purtroppo a questo punto rimane soltanto la via del giudizio civile. Solo che la società Fibronit è fallita da tempo e quindi l’unico risarcimento che le vittime potranno avere sarà quello dell’INAIL. Anche attraverso il Fondo Vittime Amianto, che però non è stato adeguatamente finanziato.

Il nostro impegno prosegue comunque in tutte gli altri procedimenti che riguardano altri deceduti tra il personale dipendente Fibronit e dei famigliari e di coloro che hanno abitato nei dintorni dello stabilimento Fibronit di Broni».

Dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, legale di più di 21 parti civili e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Per ulteriori informazioni visita il sito istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto dove è possibile consultare anche l’apposita sezione dello Sportello Nazionale Amianto, in alternativa puoi contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.