20.5 C
Rome
giovedì, Aprile 30, 2026
Home Blog Page 524

Sportello Massa per la tutela -ONA Aps

Sportello ONA, Sicilia
ONA

Lo sportello fornisce assistenza e tutela ai cittadini

L’Osservatorio Nazionale Amianto informa che domani, mercoledì 19 luglio, dalle ore 10.00 alle ore 12.00, sarà in funzione lo sportello ONA con la presenza dell’avv. Natalia Giuliani presso Villa Cuturi a Marina di Massa.

I servizi di assistenza dello Sportello di Massa

L’Osservatorio Nazionale Amianto APS attraverso il suo nuovo sportello, offre a lavoratori e cittadini esposti ad amianto assistenza tecnicaassistenza legale assistenza medico legale.

Assistenza tecnica gratuita ONA

Grazie all’assistenza tecnica dell’ONA, i cittadini di Massa potranno verificare la presenza di amianto e materiali contenenti amianto. Inoltre, riceveranno aiuto anche per effettuare la bonifica e la segnalazione presso gli uffici di competenza per completare la mappatura.

Assistenza legale a cittadini esposti

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito questo nuovo punto di incontro tra l’associazione e i cittadini esposti, al fine di offrire tutela legale gratuita a chiunque ne faccia richiesta.

Per tutela legale si intende assistenza legale, destinata a tutti i lavoratori esposti e ai loro familiari. Attraverso questo servizio, sarà possibile ottenere il riconoscimento di malattia professionale dall’INAIL benefici contributivi amianto dall’INPS.

Mentre, per quanto riguarda i dipendenti pubblici e gli appartenenti alle Forze Armate, quindi CarabinieriGuardia di FinanzaMarina MilitareAeronautica MilitarePolizia di StatoVigili Del Fuoco, l’ONA offre assistenza legale per ottenere il riconoscimento della causa di servizio e di vittime del dovere con tutte le dovute prestazioni. 

Assistenza medica legale ONA

Oltre all’assistenza tecnica e legale ONA, l’associazione offre anche assistenza medica a tutte le vittime amianto.

Ad ogni modo l’assistenza medica dell’ONA è fornita grazie al supporto di un team di medici volontari. Difatti, i nostri medici volontari saranno disponibili per fornire consulenze per quanto riguarda la diagnosi e il trattamento delle patologie asbesto correlate.

Al fine di avviare il percorso per ottenere la rendita inail, i medici dell’ONA possono redigere anche la certificazione di malattia professionale.

Per ottenere la tua consulenza, scrivi una richiesta attraverso il formulario che trovi in calce all’articolo.

    Il sottosegretario Davide Faraone incontra delegazione ONA

    Davide Faraone
    Davide Faraone

    Davide Faraone incontra l’ONA per il rischio amianto in Sicilia

    6.000 morti l’anno solo in Italia per patologie asbesto correlate, 40.000.000 di tonnellate di materiale contenente amianto, ancora almeno 85 anni per la bonifica, 2400 scuole con amianto. La legge sulla messa al bando del minerale compie 25 anni eppure ne è ancora disseminata tutta l’Italia.

    Particolarmente grave la situazione in Sicilia dove è già approvata ma risulta ancora inattuata la Legge 10/2014, ideata dall’On.le Pippo Gianni, ex Deputato Nazionale Regionale, con la quale si prevede, all’art. 8, l’istituzione del centro di riferimento regionale per la Diagnosi, Cura e Terapia delle patologie asbesto correlate, presso l’Ospedale “Muscatello” di Augusta.

    Una delegazione ONA, composta dall’Avv. Ezio Bonanni, Presidente Naizonale, dall’On.le Pippo Gianni, Componente del Comitato Tecnico Scientifico ONA, dal Sig. Calogero Vicario, coordinatore ONA Sicilia e Calogero Frisenda, ONA Sicilia, è stata ricevuta ieri al Ministero della Salute dal sottosegretario di Stato, On.le Davide Faraone.

    Le proposte dell’Osservatorio Nazionale Amianto:

    • favorire le bonifiche attraverso le detrazioni fiscali;
    • eliminare il contenzioso attraverso la costituzione di un fondo che risarcisca automaticamente le vittime senza procedure legali;
    • prepensionamento per lavoratori esposti amianto,
    • sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti ad amianto,
    • attuazione della Legge Regionale Siciliana.

    L’On.le Davide Faraone ha incontrato la delegazione, la quale ha rappresentato le problematiche relative alla questione amianto ed ha avanzato proposte di intervento sia nazionale che regionale. Si è impegnato ad una disamina appurata delle proposte ricevute dall’ONA, ritenendo rilevanti quelle finalizzate alla prevenzione primaria, secondaria con la diagnosi precoce attraverso la sorveglianza sanitaria e la ricerca scientifica, e la deflazione del contenzioso attraverso la creazione di un fondo per le vittime amianto molto più corposo di quello già vigente.

    Esprimono soddisfazione i presenti, tra cui il presidente, Avv. Ezio Bonanni, il quale ha impegnato l’associazione in una proposta organica, così come richiesto dal sottosegretario Faraone.

    Ringrazio l’On.le  Davide Faraone per la sensibilità dimostrata, che incontra il favore dell’ONA”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente Osservatorio Nazionale Amianto.

    Altrettanto soddisfatto l’On.le Pippo Gianni “Sono certo che il sottosegretario saprà far valere le ragioni politiche, legislative al governo della regione per far si che vengano ripristinati i fondi della Legge 10/2014 così come i tempi previsti dal cronoprogramma dalla stessa Legge. Ancora di più per evitare ulteriori vittime ed ulteriori migrazioni sanitarie sono convinto che si attiverà affinché l’Ospedale di Augusta venga messo nelle condizioni di diventare il centro di riferimento per tutti i siciliani, per offrire e garantire loro la possibilità di poter essere visitati e controllati, senza doversi allontanare dalla propria regione. I soldi per il centro di raccolta e la inertizzazione dell’amianto sono di primaria importanza per eliminare l’elemento che porta alla morte attraverso atroci sofferenze (amianto)” .

    “Ci aspettiamo che l’incontro di oggi non sia stato invano e che l’On.le Faraone si attivi anche in sinergia con il ministro del lavoro dell’INPS e dell’INAIL affinché vengano emessi gli atti di indirizzo per i benefici previdenziali per i lavoratori siciliani senza limiti di tempo a tutti i lavoratori che sono stati esposti ad amianto e fortemente discriminati dalla legislazione vigente, rispetto agli altri lavoratori del resto d’Italia”, conclude Calogero Vicario, Coordinatore ONA Sicilia.

    Consegnato al sottosegretario di Stato un dossier sul rischio amianto per i militari, e per coloro che operano nel comparto della sicurezza, tra i quali i finanzieri. Vicinanza dell’On.le Faraone al sig. Antonio Dal Cin, finanziere malato di asbestosi, posto in congedo, il quale continua il suo impegno per la messa in sicurezza di tutti i luoghi di vita e di lavoro. Assicurata la sorveglianza sanitaria per tutti i militari e gli uomini del comparto sicurezza, sulla base del Dossier ONA posta adesso sul tavolo delle più alte cariche dello Stato.

    I numeri della strage di amianto in Italia

    Seimila decessi per patologie asbesto correlate. Infatti ai più 1500 decessi a causa del mesotelioma, si aggiungono almeno 3000 decessi in seguito a tumori polmonari causati dall’amianto. A questa drammatica contabilità debbono essere poi aggiunte tutte le altre patologie, che portano l’Associazione a tale stima.

    I numeri della strage di amianto in Sicilia

    La Sicilia ha pagato un altissimo tributo in termini di vite umane. In quanto l’ONA ha censito 947 mesoteliomi, per il periodo che va dal 2000 al 2011. Una media che nell’ultimo periodo sfiora i 100 casi per ogni anno.

    Poiché il mesotelioma è il “tumore sentinella” e poiché i decessi per tumore polmonare sono almeno il doppio – quindi 200 decessi solo per tale patologia –  si stima che questa macabra contabilità porti già a 300 vite umane spezzate a cui vanno ad aggiungersi tutti gli ulteriori decessi causati dalle altre patologie asbesto correlate come tumore alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e ovaio, per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari (art. 145 DPR 1124 del 1965, modificato con l’art.4 della Legge n.780 del 1975).

    Per cui l’Osservatorio Nazionale Amianto calcola in più di 600 i decessi per patologie asbesto correlate alla sola Sicilia nel 2016.

    Il ReNaM, per quanto riguarda i mesoteliomi, stabilisce che la Sicilia ha un’incidenza del 5,3% su base nazionale (aggiornamenti nel VII Rapporto Mesoteliomi).

    Si tratta di dati sottostimati, in quanto in molti casi i cittadini siciliani debbono emigrare in Nord Italia. Per poter ottenere la diagnosi e per veri e proprio viaggi della speranza, per cui molti casi non sono censiti.

    Ulteriori fonti di approfondimento:

    – Registro Mesoteliomi 1998 – 2014 – decessi certi n. 1286 (pag. 5);

    – Registro mesoteliomi 1998 – 2009 – decessi certi n. 850 (pag 4) + 436. Dai dati spicca tra tutte Siracusa

    Presidenza Nazionale: Avv. Ezio Bonanni

    Comitato Tecnico Scientifico: On.le Pippo Gianni

    ONA Sicilia: Calogero Vicario

    Bonifica Amianto: sempre meno discariche

    Bonifica amianto
    Divieto abbandono rifiuti

    La necessità della bonifica amianto

    Bonifica amianto e prevenzione primaria, secondaria e terziaria… Sempre meno discariche, sono solo 21 in tutto il Paese. Questi gli obiettivi dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

    Secondo gli ultimi dati diffusi, l’amianto continuerà a mietere vittime per altri 130 ann. Inoltre, le necessarie bonifiche non termineranno prima del 2102. Sono questi numeri che indicano la necessità della bonifica amianto globale.

    Come siamo arrivati a questi numeri se l’amianto è stato messo al bando ormai 25 anni fa?

    A spiegarlo è la testata greenreport.it dove vengono riportati i dati Ispra, che al tema dedica un focus specificogiunto alla sua XVI Edizione sui rifiuti speciali.

    «Di amianto si continua e purtroppo si continuerà a morire per i prossimi 130 anni – dichiara amaramente l’Avv. Ezio Bonanni, presidente Ona – considerando che, anche con le più rosee aspettative, le bonifiche non finiranno prima di 85 anni.

    Ecco perché occorre bonificare al più presto le 3.748.550 tonnellate di amianto grezzo che sono disseminate nell’intero nostro territorio nazionale».

    Le raccomandazione dell’Osservatorio Amianto

    Come ricorda infatti l’Ona durante la conferenza Italia: la Repubblica dell’amianto, le quantità di amianto e di materiali contenenti amianto sono pari a circa 40 milioni di tonnellate (32 secondo le stime CNR-Inail).

    Di queste, attendono la bonifica amianto ben 34 milioni a matrice compatta e circa 6 milioni in matrice friabile. Poi ci sono circa 50mila siti e 1 milione di micrositi.

    Più di 3milioni sono stati i lavoratori esposti all’amianto nel corso dei decenni ed ancora oggi ci sono centinaia di migliaia di cittadini esposti e quindi il rischio di contrarre patologie asbesto-correlate non può dirsi circoscritto.

    Il risultato è che, oggi, solo in Italia sono più di 6.000 coloro che perdono la vita ogni anno per malattie amianto correlate a causa della mancata bonifica amianto.

    Malattie asbesto correlate come: mesotelioma pleurico, alla tunica vaginale del testicolo, al pericardio e al peritoneo.

    Inoltre, vi sono altre neoplasie correlate all’amianto ovvero cancro ai polmoni, alla faringe, alla laringe, allo stomaco, al fegato, all’esofago, al colon e al retto, alle ovaie, etc., 

    Mentre per patologie fibrotiche, si intendono asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici e loro complicanze cardiocircolatorie.

    L’Italia e le tonnellate di amianto

    I ritmi di questa «non eliminazione» sono più che blandi. Ad oggi, le stime sulla presenza di amianto nel Paese oscillano tra le 32 e le 40 milioni di tonnellate, ma le bonifiche scarseggiano.

    «I rifiuti contenenti amianto prodotti in Italia nell’anno 2015, sono pari a 369 mila tonnellate», dettaglia l’Ispra, mentre quelli effettivamente smaltiti nell’anno sono ancora meno,  pari «a 227 mila tonnellate», il 54,2% delle quali «viene smaltito al Nord, il 29,5% al Centro e 16,3% al Sud».

    Dal 2014 al 2015 un segnale di miglioramento è avvenuto

    La quota smaltita di rifiuti contenenti amianto è aumentata del 16,9%, con Lombardia e Toscana a rappresentare le regioni più virtuose.

    Entrambe con circa 60mila tonnellate smaltite nel 2015 (sebbene, a confronto con il 2014, in Lombardia la quantità smaltita è aumentata del 47,3%, mentre in Toscana è diminuita del 19,6%).

    Per sommo paradosso, però, a fronte di un piccolo passo avanti ne è stato segnato uno all’indietro su un fronte già critico, ovvero la cronica mancanza degli impianti sul territorio necessari a smaltire in sicurezza l’amianto.

    Sempre secondo quanto riportato dal sito greenreport.it adesso le discariche adatte a gestire la messa in sicurezza dell’amianto sono solo 21 per tutto il Paese (17 classificate come discariche per rifiuti non pericolosi e 4 per rifiuti pericolosi), 9 delle quali al Sud, 7 al Nord e 5 al Centro.

    Pochissimi impianti dunque, e ancor meno volumetrie libere: «In particolare, per 12 impianti su 21 il volume totale autorizzato per le sole celle dedicate/monodedicate all’amianto, risulta pari a circa 2,5 milioni di mc, mentre la capacità residua al 31/12/2015, disponibile per 9 impianti su 21, è pari a circa 740 mila mc».

    Non è un caso dunque se nel 2015 sono state esportate ben 145mila tonnellate di rifiuti contenti amianto italiano, dirette quasi tutte nella civilissima Germania, pronta ad accoglierle – profumatamente pagate – nelle proprie miniere dismesse.

    Cosa è accaduto dopo il bando dell’amianto?

    A 25 anni dal bando, è imprescindibile capire che siamo di fronte a una scelta: bonificare e gestire in sicurezza l’amianto tramite risorse e impianti adeguati, oppure continuare pericolosamente a conviverci.

    Un pericolo in cui siamo tutti coinvolti, come ricorda l’Ispra dettagliando alcuni settori e impieghi dove in passato «si è fatto largo utilizzo di questo minerale».

    Nell’industria, come isolante termico in cicli industriali (es. centrali termiche, industria chimica), come isolante termico in impianti (es. frigoriferi e di condizionamento); materiale di coibentazione di carrozze ferroviarie, autobus e navi.

    In edilizia, nelle coperture sottoforma di lastre piane o ondulate; in molti manufatti quali tubazioni, serbatoi, canne fumarie; nei pannelli per controsoffittature. Perfino dentro le nostre case, in alcuni elettrodomestici (es. forni, stufe, ferri da stiro); nei tessuti ignifughi per arredamento (es. tendaggi, tappezzerie); nei tessuti per abbigliamento (es. giacche, pantaloni, stivali).

    Nota tecnica, informativa ed esplicativa dell’Associazione:

    L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste, rappresenta e difende i lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto, e i loro familiari.

    Potrai così acquisire tutte le informazioni e i riferimenti delle sedi territoriali, e ti potrai rivolgere direttamente alla presidenza nazionale, anche per richiedere assistenza medica e legale, anche per permettere ai lavoratori esposti ad amianto di accedere al prepensionamento con l’accredito dei benefici contributivi ex art. 13, comma 7 e comma 8, della Legge 257/92.

    Il ruggito del leone con asbestosi

    Antonio Dal Cin, ruggito, finanziere
    Antonio Dal Cin

    L’asbestosi pleurica non ferma il coraggio di Antonio Dal Cin

    Egli, congedato dalla Guardia di Finanza per motivi di servizio. Asbestosi pleurica riconosciuta come malattia professionale, mentre rimane in attesa dell’esaurimento delle pratiche burocratiche. Per il riconoscimento di quanto gli è dovuto come vittima del dovere. Lancia l’appello perché le autorità della superiore gerarchia terminino la bonifica delle caserme e degli altri luoghi di vita e di lavoro del personale civile e militare delle forze armate e del comparto sicurezza.

    Infatti, l’ultimo suo appello,  non è caduto nel vuoto, recepito dalla rete, con circa 100mila visualizzazioni e migliaia di commenti in pochi giorni ed ora, sempre assistito dall’Avv. Ezio Bonanni, indomito suo difensore, spicca una messa in mora con la quale chiede il risarcimento di tutti i danni e preannuncia un’ulteriore azione civile presso il Tribunale di Roma.

    “Certamente il Sig. Antonio Dal Cin ha diritto al risarcimento dei danni. E così anche la moglie e i due piccoli figli minorenni, privati della possibilità di una vita normale. Per via dell’asbestosi pleurica di cui è rimasto vittima il loro genitore per via delle attività di servizio. Infatti, non si comprende perché i militari siano stati comandati di eseguire missioni con presenza di amianto senza essere stati informati del rischio. Senza essere stati dotati di maschere protettive quando si sa che l’amianto è un killer spietato che uccide e non dà scampo”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, legale dell’ex militare vittima di asbestosi.

    Finché avrò forza griderò che la vita umana è sacra e che non si può continuare ad uccidere con l’amianto. Infatti, fin dall’inizio del secolo scorso si sapeva che l’amianto era dannoso per la salute. Però se n’è fatto uso pensando che si potessero realizzare dei profitti, e così si è preferito sacrificare la vita umana. Migliaia di vittime ed altre migliaia ancora, purtroppo, e tutto tace. Dobbiamo lottare contro questo silenzio omertoso, contro la volontà di normalizzare, di segregare moralmente le vittime dell’amianto”, dichiara il Sig. Antonio Dal Cin.

    Le attività ONA in favore delle vittime di asbestosi

    Nel frattempo l’Osservatorio Nazionale Amianto prosegue nelle sue attività e sono previsti nuovi incontri con le istituzioni, come quello del 18.07.2017 con il Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute, On.le Davide Faraone. L’ONA è al fianco di tutte le vittime amianto per la diagnosi, terapia, cura dell’asbestosi e per la tutela dei loro diritti, con professionisti e volontari che sono al tuo servizio 24 ore su 24, in modo del tutto gratuito

    Castel Fusano e il caso degli incendi tossici

    incendio
    EcoX

    Secondo quanto riportato dalla testata “Eco del Litorale”, sarebbe scoppiato un altro incendio all’altezza della strada statale pontina. La zona interessata sarebbe quella di Castelporziano.

    Ancora non si conoscono le cause che hanno portato al divampare di questo ennesimo rogo.

    La posizione dell’ONA per fronte all’emergenza

    L’Avv. Ezio Bonanni dichiara guerra agli incendi “Prevista una speciale sezione dell’ONA e una costituzione dell’Osservatorio Nazionale Rifiuti.