19.4 C
Rome
venerdì, Maggio 1, 2026
Home Blog Page 522

Boom di casi di mesotelioma a Rosignano

SST, Rosignano
SST

Rosignano, fissata la causa civile di Posarelli Massimiliano

Meglio tardi che mai”, dichiara Massimiliano Posarelli, figlio di Romano, lavoratore esposto ad amianto riconosciuto dall’INAIL. Cui la ASL aveva sempre negato la sorveglianza sanitaria, ed anzi, non gli aveva diagnosticato il cancro. E lo aveva curato con antibiotici, che hanno ancora più debilitato il paziente.

«Il mio povero babbo aveva dolori al petto e difficoltà respiratorie. I medici della ASL non lo hanno sottoposto ai dovuti accertamenti e lo hanno curato come se avesse avuto la polmonite. Solo pochi giorni prima della morte, in seguito alle mie insistenze, furono fatti gli accertamenti PET e TAC e si scoprì che aveva il cancro al polmone. E poi, dopo la morte, abbiamo scoperto che aveva anche l’asbestosi. Ora ho citato in giudizio la ASL e perché chi ha sbagliato deve pagare. Finché avrò vita lotterò per dare giustizia al mio babbo. La causa è fissata presso il Tribunale di Pisa, Giudice Rufo Roberto, per il prossimo 7 dicembre 2017 e l’Avv. Ezio Bonanni farà valere le mie ragioni» dichiara Massimiliano Posarelli, figlio di Romano Posarelli.

Il fatto che ora la ASL abbia fatto un’indagine epidemiologica e deciso di avviare la sorveglianza sanitaria è una palese confessione rispetto al fatto che prima è stata inadempiente, e l’Osservatorio Nazionale Amianto farà valere queste prove nella competente sede giudiziaria.

Intervento della Signora Antonella Franchi

Interviene anche la Sig.ra Antonella Franchi (coordinamento nazionale ONA), la quale dichiara: «I dati epidemiologici dell’ONA, più volte esposti nel corso degli anni, trovano conferma. Sette nuovi casi di mesotelioma in 2 anni a Rosignano Solvay. L’incidenza del mesotelioma su base nazionale è di circa 3 casi ogni 100.000 abitanti: quindi, avendo Rosignano 15.850 abitanti, ne discende che si dovrebbe avere un’incidenza di un caso ogni 7 anni. Invece abbiamo 7 casi in 2 anni: una media superiore a 30 volte quella nazionale. Peccato che il Comune di Rosignano sia giunto solo ora a questa amara conclusione, senza però chiedersi le ragioni per le quali c’è questa epidemia di mesoteliomi. L’epidemia è dovuta a casi di esposizione professionale a polveri e fibre di amianto che si sono verificate in uno stabilimento ubicato in quel territorio».

Soltanto dopo che l’Osservatorio Nazionale Amianto e/o il Sig. Posarelli Massimiliano hanno citato in giudizio la ASL Toscana Nord Ovest innanzi il Tribunale di Pisa è stato avviato un percorso di sorveglianza sanitaria.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha informato e informa la cittadinanza che, in base all’art. 259 del Dlgs 81/2008, nella pendenza del rapporto di lavoro, la sorveglianza sanitaria è a carico del datore di lavoro e che invece, dopo il pensionamento, è a carico delle ASL e in questo caso, per quanto riguarda Rosignano e i lavoratori esposti ad amianto nel vicino stabilimento chimico, è a carico della ASL Toscana Nord Ovest.

«Poiché la ASL Toscana Nord Ovest solo ora dà comunicazione di voler effettuare la sorveglianza sanitaria, è evidente che prima era inadempiente ed è per questo motivo che per la morte del Sig. Posarelli Romano abbiamo dovuto citare in giudizio i responsabili. In quel caso si è verificato qualcosa di più grave, la patologia diagnosticata con assoluto ritardo. Solo qualche giorno prima della morte dello sventurato lavoratore esposto ad amianto, che prima veniva curato come se fosse affetto da polmonite e mai venne informato del rischio amianto e sottoposto a sorveglianza sanitaria. Ecco perché a Rosignano, fin dal 2009, ormai 8 anni orsono, l’Osservatorio Nazionale Amianto ha costituito una sede territoriale cui tutti i cittadini possono rivolgersi anche per chiedere assistenza sanitaria gratuita» dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Castel Fusano: ancora incendi, avvistato un altro rogo

Castel Fusano
Castel Fusano

L’ONA denuncia l’emergenza incendi

È divampato un altro incendio presso Castel Fusano. Le Guardie Nazionali Ambientali ONA sono pronte ad intervenire.

L’Osservatorio Nazionale Amianto rende noto che si è sviluppato un incendio alla pineta di Castel Fusano. Sul posto già sono intervenuti nell’immediatezza i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile, che cercano di spegnere le fiamme.

Le Guardie Nazionali Ambientali ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha già costituito le Guardie Nazionali Ambientali di ONA, al fine di costituire un presidio di sostegno alle attività istituzionali dei vari corpi dello Stato.

«Non è ammissibile che manchi un’adeguata vigilanza sul territorio e prevenzione a tutti i livelli, anche rispetto al crimine organizzato. È necessario utilizzare le Forze Armate, Esercito, Marina e Aviazione, per presidiare i territori, sostenere le Forze dell’Ordine nella repressione di fenomeni criminosi legati all’uso del fuoco e per essere di supporto ai Vigili del Fuoco e alla Protezione Civile per lo spegnimento delle fiamme e per evitare danni ulteriori all’ambiente e al territorio» dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA Onlus.

Per quanto riguarda l’ennesimo incendio, in realtà tutta l’Italia è in fiamme, l’ONA fa presente che si è già sollevata una lunga colonna di fumo. Visibile anche da Ostia e dall’Infernetto, che dimostra che si tratta di un incendio anch’esso di grosse proporzioni.

Castel Fusano: intervenga la Protezione Civile

Secondo quanto segnalato all’associazione, il rogo si è sviluppato nei pressi di Via Villa di Plinio, vicino l’area già colpita lunedì scorso dal maxi incendio che ha distrutto 200 ettari di verde e macchia mediterranea.

L’Osservatorio Nazionale Amianto chiede che ci siano interventi energici e preventivi attraverso un maggior presidio del territorio.  Anche con l’uso delle Forze Armate e quindi di reparti dell’esercito della Marina e dell’Aviazione.

Per vigilare e per dare man forte alle Forze dell’Ordine nella repressione dei reati e ai Vigili del Fuoco e alla Protezione Civile per spegnere gli incendi.

Prepensionamento amianto e decreto Poletti

Decreto Poletti
Gazzetta Ufficiale

Prepensionamento amianto? È possibile ma c’è un termine

L’Osservatorio Nazionale Amianto rende noto e informa i lavoratori della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Poletti. Quest’ultimo rende finalmente operativo il sistema di prepensionamento per i lavoratori malati da amianto.

I lavoratori esposti riconosciuti dall’INAIL e/o quale causa di servizio senza limiti di anzianità contributiva ed anagrafica. Il tutto, alla sola condizione di un’anzianità contributiva di 5 anni, di cui 3 negli ultimi 5 anni antecedenti la domanda di pensione”.

Queste le parole dell’Avv. Ezio Bonanni. Il decreto stabilisce un termine di 60 giorni per il deposito delle domande di pensione di inabilità, che decorre dalla data di pubblicazione (18.07.2017).

Mentre, a partire dal 2018, la domanda dovrà essere presentata entro il 31 marzo di ogni anno.

L’ONA a sostegno delle iniziative del Ministro del Lavoro

L’Osservatorio Nazionale Amianto, quindi, plaude all’iniziativa del Ministro del Lavoro. Il Ministero ha accolto i solleciti dei lavoratori, emanando il decreto che inchioda l’INPS a concedere il prepensionamento. L’ONA è in prima linea per garantire l’assistenza necessaria”. Così ha aggiunto l’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA.

Pensione di inabilità L. 222/84: applicazione per le vittime

I lavoratori malati potranno quindi accedere alla pensione di inabilità, alle condizioni di cui alla L. 222/84, anche se non si trovino nell’assoluta e permanente possibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa, a condizione che abbiano almeno 5 anni di anzianità contributiva, e di 3 anni di contributi negli ultimi cinque anni antecedenti la data di deposito della domanda di pensione.

Si tratta di una disposizione legislativa di fondamentale importanza, approvata su richiesta dell’Osservatorio Nazionale Amianto, perché permette l’immediato pensionamento dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto, anche coloro che, pur con le maggiorazioni contributive di cui all’art. 13 co. 7 della L. 257/92, non hanno ancora raggiunto l’età anagrafica e l’anzianità contributiva, che sono state via via innalzate, e che si prevede lo vengano ulteriormente per effetto del meccanismo stabilito dalla L. Fornero.

I parametri della L. Fornero vengono meno per le vittime dell’amianto e/o per coloro che hanno contratto malattie asbesto – amianto correlate, riconosciute dall’INAIL, oppure come causa di servizio.

Le domande entro il 16.09.2017 e il 31 marzo 2018

Il beneficio è riconosciuto a domanda, nel limite di 20.000.000 di euro per l’anno 2017 e di 30.000.000 annui per il 2018, con una particolare procedura di monitoraggio, con una finestra annuale per la presentazione delle domande, così come già previsto per la c.d. APE sociale.

Per il 2017, i lavoratori esposti ad amianto, ammalati di patologie asbesto – amianto correlate, potranno presentare la domanda all’INPS entro 60 giorni dalla pubblicazione del G.U. del decreto, e cioè il 16.09.2017, e a partire dal 2018, la domanda dovrà essere presentata entro il termine del 31 marzo di ogni anno.

Qualora ci sia tale mole di domande da superare il limite di spesa, e/o ci sia uno scostamento anche in via prospettica rispetto alla spesa programmata, il riconoscimento del trattamento pensionistico viene differito.

Inoltre, vengono favoriti coloro che hanno una maggiore anzianità anagrafica, contributiva, e, infine, sulla base della data di presentazione della domanda. Ciò, al fine di garantire un numero di accessi al pensionamento anticipato che non sia superiore al numero di quelli programmati in relazione alle risorse finanziarie.

Nei prossimi giorni ci saranno altri aggiornamenti.

I servizi offerti dall’Osservatorio Nazionale Amianto

L’associazione e l’Avv. Ezio Bonanni continuano ad assistere tutti quei lavoratori che hanno diritto all’immediato pensionamento in base all’art. 1 co. 250 della L. 232/2016, perché malati di patologie asbesto-correlate, attraverso il servizio di assistenza legale come spiegato nella relativa sezione del sito dell’Osservatorio Nazionale Amianto e con le ulteriori indicazioni riportate nella sezione dedicata ai benefici contributivi per esposizione ad amianto ai fini del prepensionamento, e in quella specifica dedicata alla più recente legge finanziaria, per l’immediato pensionamento.

L’Associazione Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni sono stati i protagonisti dell’entrata in vigore di tale norma, avendo più volte sollecitato le forze politiche perché alle vittime dell’amianto fosse tolto il cappio della L. Fornero (come per il caso del povero Gianfranco Giannoni, lavoratore della Sanac S.p.A. di Massa, che è affetto da asbestosi riconosciuta in seguito ad una sentenza del Tribunale di Massa che ha accolto le richieste dell’Avv. Ezio Bonanni, legale della vittima).

Bando per la rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici

Rimozione amianto - incapsulamento amianto
Rimozione amianto

28 luglio, termine per concorrere a bando bonifica rimozione amianto

“Di amianto si continua e purtroppo si continuerà a morire per i prossimi 130 anni.

Considerando che le bonifiche non finiranno prima di 85 anni, occorre bonificare al più presto i 40.000.000 di tonnellate disseminate nell’intero nostro territorio nazionale.

Occorre bonificare affinché questa strage venga fermata.” dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Il Notiziario Ona riporta di seguito il bando per la rimozione dell’amianto negli edifici pubblici nella regione Lombardia, con scadenza venerdì 28 luglio.

Con delibera di Giunta regionale n. 3494 del 30 aprile 2015 sono stati approvati i “Criteri per l’attivazione di servizi di rimozione e smaltimento dell’amianto in matrice compatta proveniente da utenze domestiche nel territorio dei comuni della Lombardia”.

Con decreto n. 4523 del 3 giugno 2015 si è proceduto alla “Approvazione dei modelli dei documenti per la predisposizione della gara e di una convenzione tipo per l’attivazione di servizi di rimozione e smaltimento dell’amianto in matrice compatta proveniente da utenze domestiche nel territorio dei comuni della Lombardia.”

Al fine di monitorare l’attivazione di tali convenzioni e di incentivare l’attivazione delle stesse da parte dei Comuni, con la delibera di Giunta regionale n. 6337 del 13 marzo 2017 sono stati approvati i criteri di finanziamento una tantum a fondo perduto ai medesimi Comuni per gli interventi di rimozione amianto da strutture pubbliche, determinando altresì i relativi oneri finanziari per l’esercizio finanziario 2017.

Bando per la rimozione dell’amianto: requisiti

Dopo aver concluso il primo bando, abbiamo assegnato i contributi a tutti i soggetti richiedenti ed utilizzato circa il 50% dei fondi disponibili. Con il decreto del dirigente della Struttura Bonifiche e Siti contaminati n. 7112 del 15 giugno 2017, abbiamo quindi pubblicato il secondo bando di finanziamento.

Scadenza –  i comuni lombardi , le Unioni di Comuni, le loro aggregazioni e le Comunità montane possono partecipare fino a venerdì 28 luglio alle ore 16:00. Il bando assegna contributi destinati agli interventi di rimozione del cemento-amianto e di altri Mca presenti negli edifici e nelle strutture pubbliche. 

Beneficiari del provvedimento – Possono partecipare i soggetti che hanno già attivato una convenzione per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto proveniente da utenze domestiche, secondo i criteri definiti dalla deliberazione n . 2434, approvata dalla giunta il 30 aprile 2015.

Il bando – Offriamo un finanziamento a fondo perduto e garantiamo agli enti richiedenti un contributo massimo di 15.000 euro.

Ammissiamo le spese per promuovere e smaltire le tipologie di rifiuti che contengono amianto.

Finanziamo interventi che rimuovono i manufatti in cemento-amianto, e gestiamo il loro smaltimento anche tramite trattamento in impianti autorizzati, sempre nel pieno rispetto delle norme ambientali, edilizie e di sicurezza sul lavoro.

Il materiale provviene da edifici e da strutture pubbliche, situate nel territorio comunale e appartenenti all’ente pubblico.

Con questo provvedimento, dotato di 140.668,88 euro, promuoviamo in modo concreto la rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici degli Enti locali.

Interventi non ammissibili

Escludiamo dal finanziamento la progettazione degli interventi di ripristino, la realizzazione dei manufatti sostitutivi e la loro messa in opera. Non finanziamo nemmeno l’acquisto di beni, mezzi e materiali sostitutivi ne la loro installazione. Inoltre non ammettiamo gli interventi conclusi prima della pubblicazione del bando.

Con il presente bando abbiamo finanziato 15 Comuni in sette provincie della regione e abbiamo ammesso tutte le richieste presentate dai comuni lombardi che hanno partecipato, permettendo loro di mettere in sicurezza il territorio. Puntiamo a rispondere ai bisogni dei cittadini e a risolvere le situazioni a rischio.

Con questo provvedimento, ampliamo la platea dei beneficiari e permettiamo anche alle Unioni dei Comuni e alle Comunità montane di partecipare.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il link:

Consulta il link per tutte le informazioni a riguardo.

Petrolchimici: risarcimento danni da amianto

Amianto
Amianto

L’ONA continua la sua azione per tutelare i lavoratori petrolchimici

Gela, Ragusa e Priolo/Augusta costituiscono in Sicilia il c.d. triangolo della morte. Alcune imprese/petrolchimici hanno inteso massimizzare il profitto in danno della salute e finalmente anche la Procura di Siracusa recepisce e fa propri i principi recentemente affermati dalla Corte di Appello di Roma, che ha accolto le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni e ha condannato l’INAIL a indennizzare la vedova di un lavoratore del petrolchimico deceduto per mesotelioma.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, già dal 2009, ha sollevato la problematica della qualità dell’aria e del rischio amianto nel territorio di Priolo Gargallo e Augusta, e ha già depositato una moltitudine di cause civili e istanze di giustizia affinché i nodi venissero al pettine, tutto nell’interesse della salute umana e della salvaguardia dell’ambiente e per dare alla città di Priolo Gargallo una nuova dignità, di riappropriarsi di quelle bellezze paesaggistiche e di quella storia millenaria di civiltà e bellezza.

Petrolchimici: dichiarazione dell’Avv. Ezio Bonanni

“Dobbiamo restituire Siracusa, Priolo Gargallo e Augusta alla bellezza dei loro territori e alla maestà della loro cultura ed arte, coniugata allo sviluppo industriale e anche al profitto, purché lecito, e non a scapito della salute e dell’ambiente. Ci costituiremo parte civile nel procedimento penale nel caso ci fosse il rinvio a giudizio e saremo vigili perché i petrolchimici rispettino le prescrizione imposte dal GIP del Tribunale di Siracusa, cui va tutta la stima e il sostegno dei cittadini e lavoratori inermi” conclude l’Avv. Ezio Bonanni, presidente Osservatorio Nazionale Amianto.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, grazie all’aiuto dei suoi coordinatori regionali siciliani, si batte affinché venga attuata la L.R. 10/2014, ideata e predisposta dall’On.le Pippo Gianni, componente del Comitato Tecnico Scientifico Nazionale ONA, per la tutela della salute e del territorio dai rischi derivanti dall’amianto, in particolare l’art 8. stabilisce anche la creazione di un centro regionale per la terapia e cura presso l’Ospedale Muscatello di Augusta, con la costituzione di un cronoprogramma che, se rispettato, permetterebbe di salvare molte vite umane.

Non è un caso sporadico, lo dice una sentenza shock.

Inoltre, già lo scorso mese, l’ONA rese nota una sentenza shock da parte della Corte di Appello di Roma sulla vicenda di un operaio di Priolo Gargallo, in seguito trasferitosi a Roma, a cui l’INAIL aveva negato il riconoscimento della rendita per malattia professionale, e, difeso dall’Avv. Ezio Bonanni, aveva fatto causa. L’uomo è il 15.07.2015, mentre il giudizio di primo grado era ancora in corso. Il Tribunale aveva accolto le tesi dell’INAIL e rigettato anche la domanda giudiziale. Infine, la Corte di Appello di Roma, con la sentenza n. 3000 depositata il 01.06.2017, ha motivato la sua decisione, e afferma dei principi innovatori:

La Suprema Corte, ha ritenuto la natura monofattoriale e il nesso di causalità con l’esposizione all’amianto del mesotelioma pleurico … si tratta d’altra parte di malattia tabellata in rapporto all’esposizione amianto e quindi sussiste la presunzione propria del regime tabellare. Quanto alle mansioni svolte va rilevato che dalla documentazione prodotta … emerge come l’esposizione all’amianto riguardasse tutti i lavoratori del polo petrolchimico di Priolo e, addirittura, gli abitanti della zona. L’esposizione è quindi dimostrata indipendentemente dalle mansioni svolte, come d’altra parte ritenuto dal CTU di primo grado … immotivatamente disattesi dal primo Giudice. Pertanto … accertata l’origine professionale del mesotelioma … con condanna dell’INAIL di corrispondere agli eredi … pro quota i ratei arretrati dall’01.12.2014 al 15.07.2015 …”.

Petrolchimici: motivazione della condanna dell’INAIL

La Corte di Appello di Roma, a distanza di due giorni, motiva la condanna dell’INAIL che ribalta il giudizio di primo grado, con una motivazione shock: l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA e legale dei familiari della vittima, dimostra che “dalla documentazione prodotta (indagine epidemiologica del 1997 a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e Registro Tumori della Provincia di Siracusa) emerge come l’esposizione ad amianto riguardasse tutti i lavoratori del Polo Petrolchimico di Priolo e, addirittura, gli abitanti della zona”.

“L’associazione provvederà immediatamente a soddisfare, per quanto possibile, ogni esigenza che fosse manifestata. Continueremo a dare battaglia per il rispetto dei diritti dei lavoratori siciliani e siracusani. Il Presidente della Regione, nonostante abbia il potere per emettere atti equipollenti equivalenti agli atti di indirizzo ministeriale, non provvede ad emanare alcun provvedimento, di conseguenza i lavoratori sono obbligati ad intraprendere atti legali”, dichiara il sig. Calogero Vicario, Coordinatore ONA Sicilia.

Servizio di assistenza gratuita ONA

Tutti i cittadini che ne hanno necessità possono prima di tutto consultare il sito dal quale acquisire ogni utile informazione poi, nel caso fossero necessari chiarimenti e assistenza medica e legale, ci si potrà rivolgere direttamente all’associazione inoltrando una e-mail all’indirizzo: osservatorioamianto@gmail.com.

I numeri della strage in Sicilia

La Sicilia ha pagato un altissimo tributo in termini di vite umane in quanto l’ONA ha censito 947 mesoteliomi, per il periodo che va dal 2000 al 2011, per una media che nell’ultimo periodo sfiora i 100 casi per ogni anno.

Poiché il mesotelioma è il “tumore sentinella” e poiché i decessi per tumore polmonare sono almeno il doppio – quindi 200 decessi solo per tale patologia –  si stima che questa macabra contabilità porti già a 300 vite umane spezzate a cui vanno ad aggiungersi tutti gli ulteriori decessi causati dalle altre patologie asbesto correlate come tumore alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e ovaio, per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari (art. 145 DPR 1124 del 1965, modificato con l’art.4 della Legge n.780 del 1975).

Per cui l’Osservatorio Nazionale Amianto calcola in più di 600 i decessi per patologie asbesto correlate alla sola Sicilia nel 2016.

Il ReNaM, per quanto riguarda i mesoteliomi, stabilisce che la Sicilia ha un’incidenza del 5,3% su base nazionale (aggiornamenti nel VII Rapporto Mesoteliomi).

Si tratta di dati sottostimati, in quanto in molti casi i cittadini siciliani debbono emigrare in Nord Italia per poter ottenere la diagnosi e per veri e proprio viaggi della speranza, per cui molti casi non vengono censiti.

Per ulteriori fonti:

– Registro Mesoteliomi 1998 – 2014 – decessi certi n. 1286 (pag. 5);

– Registro mesoteliomi 1998 – 2009 – decessi certi n. 850 (pag 4) + 436. Dai dati spicca tra tutte Siracusa