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Fincantieri: l’Ona parte civile

Fincantieri
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Alla sbarra tre ex dirigenti dello stabilimento Fincantieri di Palermo

Sono tre gli ex dirigenti dello stabilimento Fincantieri di Palermo rinviati a giudizio dal GIP di Palermo per omicidio colposo e lesioni gravissime. La Fincantieri è un’importante azienda operante nel settore della cantieristica navale d’Europa e del mondo fondata nel 1959. Il processo comincerà il 2 novembre davanti alla quarta sezione monocratica del Tribunale di Palermo.

Fincantieri news, sentenza storica contro l’azienda

Mentre è in corso ancora il settimo processo a carico dei vertici di Fincantieri, in cui l’ONA – Osservatorio nazionale amianto è parte civile, l’avvocato Ezio Bonanni ha ottenuto un’importante vittoria.

Il Tribunale di Torre Annunziata ha accolto il ricorso della famiglia di un operaio morto di Castellammare di Stabia, alla quale ha concesso un risarcimento milionario. L’ex dipendente è morto di mesotelioma nel 2016. E’ possibile leggere la sentenza al seguente link.

Fincantieri: amianto senza protezione

Secondo le accuse, infatti, Luciano Lemetti, Antonio Cipponeri e Giuseppe Cortesi non avrebbero adottato le giuste precauzioni previste dalla legge per la lavorazione dell’amianto. Così, hanno causato la morte di 10 operai e gravi lesioni ad altri 5. Gli operai della Fincantieri avevano raccontato che nello stabilimento si lavorava senza mascherine e aspiranti non funzionanti, e che le polveri di amianto raccolte sul pavimento venivano semplicemente spazzate e non smaltite con le apposite cautele. Mancava, inoltre, anche il servizio di lavaggio delle tute. Così, le mogli degli operai, le lavavano in casa venendo in contatto con le polveri velenose e in alcuni casi si sono ammalate.

Fincantieri, il settimo processo penale inizierà invece il 15 gennaio

Davanti al GUP i familiari delle vittime si sono costituiti parte civile. Comincerà il 15 gennaio davanti al giudice monocratico il settimo processo agli ex vertici Fincantieri accusati del decesso, nel corso degli anni, di centinaia di operai ammalati di mesotelioma pleurico e asbestosi per contatto con fibre di amianto. Solo uno dei procedimenti è definitivo, mentre gli altri sono ancora in corso.

Le cause civili

L’Ona, attraverso l’avvocato Ezio Bonanni, ha già attivato numerosi procedimenti civili a tutela delle numerose vittime dei diversi cantieri navali di Fincantieri, da quello di La Spezia a quello di Monfalcone, senza dimenticarci di Castellammare di Stabia.

Fincantieri: i diritti dei lavoratori vittime amianto

Coloro che hanno lavorato nei diversi cantieri navali della Spa Fincantieri e che, a causa dell’esposizione ad amianto, si sono ammalati, hanno diritto alla rendita e all’integrale risarcimento di tutti i danni e, in caso di decesso, la rendita di reversibilità deve essere costituita a favore del coniuge e debbono essere risarciti tutti i danni. Le rendite, le prestazioni aggiuntive del Fondo Vittime Amianto, i benefici amianto per i prepensionamenti sono invece considerati indennizzi piuttosto che risarcimenti. La complessità di questi aspetti rende necessaria un’assistenza legale specializzata.

Chiunque abbia subito danni riconducibili all’amianto (Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n. 24217/2017) hanno diritto al risarcimento dei danni (sia patrimoniali che non patrimoniali). I ritardi nella bonifica e gli effetti lungolatenti delle patologie amianto correlate potrebbero causare ingenti danni nel futuro, che dovranno essere integralmente risarciti alle vittime. Anche i famigliari delle vittime hanno diritto al risarcimento dei danni, sia quelli diretti (subiti in prima persona) che indiretti (in qualità di famigliari della vittima).

L’utilizzo di amianto nella cantieristica navale

L’utilizzo di amianto in cantieristica navale, fino al 28.04.1993, ovvero, entrata in vigore dell’art. 1, L. 257/1992, fu molto elevato. Manutenzione e demolizione, traporto marittimo e molte altre, l’amianto si utilizzava in tutte queste attività.

Inoltre, nelle unità navali, si applicava in più strati:

  • Finiture esterne con diverse modalità di realizzazione;
  • Reti metalliche all’interno delle quali si trovava amianto friabile, a volte anche con gesso o calce;
  • Cartoni di amianto forato;
  • Tela in amianto verniciata;
  • Intonaci di cemento impastato con amianto friabile;
  • Vernice protettiva per evitare la formazione di ruggine ricoperta o non ricoperta da vernice, c.d. antirombo;
  • Marinite, ovvero fibra e gomma di asbesto;
  • Minerali di amianto floccati e applicati a spruzzo o con il c.d. materassino di lana minerale artificiale;

Arpae Emilia Romagna – Navalmeccanica e grandi navi in ferro

Sportello amianto Ona

L’Ona ha costituito lo Sportello amianto online per le vittime Fincantieri per assicurare loro la più ampia tutela dei diritti, estesa anche ai famigliari. Per ottenere l’assistenza medica e legale, del tutto gratuita, è sufficiente rivolgersi allo sportello amianto Ona onlus attraverso il link.

Fincantieri pagherà 1 mln di euro alla famiglia di un operaio morto

La cantieristica navale è un settore che l’ONA segue da tempo, sempre attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni. L’amianto è stato infatti impiegato sulle navi per le sue caratteristiche, anche dopo che diversi studi ne hanno riconoscito la pericolosità.

Molti operai, anche dei cantieri navali Palermo, e di altri sparsi in tutta Italia, hanno perso la vita a causa delle fibre killer respirate sul posto di lavoro. Una strage silenziosa riportata, tra gli altri dati presenti, nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Ezio Bonanni “Il libro bianco per le morti di amianto in Italia – ed. 2021”.

Il Tribunale di Torre Annunziata, nella sentenza la n. 2030 del 30/12/2021, ha accolto le tesi dell’avvocato Ezio Bonanni. E’ una ‘news Fincantieri’ strategica che aiuta gli operai Fincantieri e non solo a prendere coscienza. Potrà poi essere utilizzata nei procedimenti ancora in corso e in quelli che saranno aperti nei prossimi anni.

Dott.ssa Sara Rapisarda

Amianto, 1600 morti tra i marittimi: ONA prosegue la tutela

Amianto
Amianto

Morti tra i marittimi. L’amianto provoca tutta una serie di patologie, c.d. asbesto correlate. Mesoteliomi e neoplasie come, ad esempio, quella ai polmoni, laringe, faringe, stomaco, colon e ovaie e anche patologie infiammatorie come asbestosi, placche ed ispessimenti pleurici.

L’Osservatorio Nazionale Amianto è in prima linea da ormai più di 10 anni nella tutela dei lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto, tra cui anche i marittimi. A Gaeta come a Castellammare, a Trieste come a Pozzallo. Lo Sportello Amianto Marittimi ONA è attivo. Quest’ultimo, si avvale anche dei medici volontari, in grado di consigliare e/o curare tutti coloro che, purtroppo, sono colpiti dalla fibra killer.

Lo sportello amianto online dell’ONA

L’ONA è presente in tutte le regioni d’Italia con sportelli che ha aperto in collaborazione con i diversi comuni. L’associazione offre, gratuitamente, la più ampia tutela dei diritti dei cittadini, ivi compresi i marittimi.

I marittimi esposti e vittime amianto possono rivolgersi allo sportello Ona e avere, così, una prima tutela.

La strage dell’amianto tra i marittimi

L’esposizione all’amianto ha causato 1.600 morti tra i marittimi. Per tutelare presso la Magistratura e in tutte le sedi competenti i diritti dei lavoratori, è stato aperto lo sportello amianto nel Comune di Piano di Sorrento.

Ad annunciarlo è stato il presidente ONA nell’ambito del convegno “Amianto in navigazione: tutela dei marittimi esposti ad amianto”. L’incontro si è svolto a Villa Fondi proprio a Piano di Sorrento.

L’obiettivo è anche quello di rendere nota l’ingiustificata negazione dei diritti dei marittimi. In particolare, quelli legati all’esposizione professionale a polveri e fibre di amianto, anche in momentanea assenza di patologia asbesto correlata.

I dati resi pubblici dal presidente Bonanni sono sconfortanti. In Italia, infatti,  ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto. 33 milioni di amianto compatto, ed 8 milioni di tonnellate di amianto friabile.

Durante l’incontro, sono stati spiegate le condizioni di rischio, lo stato dei diversi procedimenti penali e civili in corso, e la situazione dei risarcimenti.

Le stime dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Non solo mesoteliomi. Anche carcinomi polmonari, cancro alla laringe, alla faringe, al colon e, ancora, asbestosi. Queste le patologie che possono contrarre i lavoratori esposti ad amianto. In particolare, sono stati registrati 395 casi di mesotelioma (con decessi al 95%) di cui 40 morti soltanto in Campania, pari all’ 8,3% dei casi. 800 decessi per cancro polmonare. 600 casi di altri tumori delle vie aeree e gastrointestinali, di cui circa 300 decessi. Infine, 200 casi di asbestosi, di cui almeno 100 mortali.

Secondo le stime dell’Osservatorio, avvalorate anche dalle risultanze del VI Rapporto Mesoteliomi, l’amianto ha provocato, tra i soli marittimi, più di 1.600 vittime. I numeri della strage aumentano se si tiene conto dei portuali: 298 casi di mesotelioma. Il picco si verificherà tra il 2025 e il 2030.

L’impegno dell’Avvocato Ezio Bonanni

L’avvocato Bonanni da sempre si è schierato a difesa dei lavoratori marittimi esposti ad amianto. Lavoratori che, in un primo momento, si erano visti negare il riconoscimento dei diritti alla rivalutazione contributiva. L’INPS aveva sostenuto che, avendo ricevuto i marittimi il prolungamento, fossero esclusi dai benefici amianto.

La Corte di Appello di Trieste, Sezione Lavoro, con sentenza 408, 409, e 496 del 2013, ha accolto gli appelli proposti dall’Avvocato già nel 2009, avverso alcune sentenze negative emesse dal Tribunale di Trieste, ottenendo quindi quel riconoscimento che è stato definitivamente conclamato per effetto della recente sentenza della Corte di Cassazione 9594/2017.

Dopo il saluto delle autorità politiche e istituzionali (tra i quali gli assessori del Comune Piano di Sorrento, Costantino Russo e Marilena Alberino), hanno partecipato ai lavori Silvana Maresca, avvocato giuslavorista, l’avvocato Elia Cascone, dell’ufficio legale ONA, il professor Renato Sinno, dell’università Federico II Napoli, i capitani Graziano Borrelli e Pasquale Napolitano, responsabili ONA del Settore Marittimo Regione Campania.

Un momento di riflessione da cui partire, anche grazie al nuovo sportello aperto in città, per ottenere diritti per troppo tempo negati.

I diritti dei marittimi: approfondimenti

I marittimi esposti e vittime amianto hanno diritto al prepensionamento e, nel caso di insorgenza di patologia asbesto correlata, alla rendita INAIL e all’integrale risarcimento di tutti i danni. L’ONA è in grado di assicurare un servizio di assistenza legale anche grazie all’esperienza professionale dell’avvocato Ezio Bonanni e dei risultati già ottenuti.

Chiunque abbia subito danni riconducibili all’amianto (Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n. 24217/2017) hanno diritto al risarcimento dei danni (sia patrimoniali che non patrimoniali). I ritardi nella bonifica e gli effetti lungolatenti delle patologie amianto correlate potrebbero causare ingenti danni nel futuro, che dovranno essere integralmente risarciti alle vittime. Anche i famigliari delle vittime hanno diritto al risarcimento dei danni, sia quelli diretti (subiti in prima persona) che indiretti (in qualità di famigliari della vittima).

Le rendite, le prestazioni aggiuntive del Fondo Vittime Amianto, i benefici amianto per i prepensionamenti sono invece considerati indennizzi piuttosto che risarcimenti. La complessità di questi aspetti rende necessaria un’assistenza legale specializzata.  Nel caso del personale civile e militare del Ministero della Difesa e del comparto sicurezza, ai risarcimenti si sommano il riconoscimento delle prestazioni di Vittima del Dovere e il prepensionamento amianto.

Tutela per i marittimi: “Amianto in navigazione”

Piano Di Sorrento
Piano Di Sorrento

Amianto in navigazione: l’intervento del presidente ONA

Per il giorno 20.10.2018 è previsto il convegno ONA “Amianto in navigazione” , nel quale l’Avv. Ezio Bonanni discuterà del rischio amianto per i marittimi.

Lo scorso anno saltò fuori un carteggio riservato, datato 30 dicembre 1969,  relativo alla corrispondenza tra gli alti vertici della Marina militare e alcuni scienziati dellepoca, attestante che la Marina conosceva già 48 anni fa la pericolosità dellamianto per i lavoratori.

La Procura di Padova interviene sul tema

Tra gli eccellenti, accusati  durante i Processo Marina bis del 25 maggio 2015, di aver omesso al personale appartenente alla Marina dei rischi per la salute insiti negli ambienti di vita e di lavoro, a causa della presenza di amianto, tanto allinterno degli Arsenali, quanto allinterno delle navi militarivi sono gli ex capi di stato maggiore Filippo Ruggiero, Umberto Guarnieri e Guido Venturoni, ex comandanti in capo della squadra navale come Mario Porta ed un ufficiale medico, Rodolfo Stornelli, medaglia doro al merito della Repubblica Italiana per la Salute Pubblica.

Secondo il magistrato dellaccusa Sergio Dini, gli alti ufficiali non avrebbero informato gli operai dei rischi che correvano, a causa delle polveri che respiravano, e dei materiali contenenti amianto che indossavano, guanti, tute, etc..

Inoltre avrebbero omesso di sottoporre con regolarità i dipendenti della Marina militare a controlli sanitari specifici; e di adottare misure almeno per ridurre, secondo le possibilità della tecnica, il diffondersi delle polveri contenenti amianto.

Più morti che in guerra, ma il Parlamento tace

La fibra killer nel nostro Paese ha fatto più vittime delle guerre, ciononostante in Parlamento si è parlato assai superficialmente dellamianto presente nelle navi militari italiane e del suo lento smaltimento, nonostante la tossicità della fibra fosse nota alla Marina dal 1967 e il minerale al bando dal 1992.

Le prime dichiarazioni sulla tutela

La prima dichiarazione ufficiale è del 2001.

Per loccasione lallora ministro La Russa, messo alla stretta grazie a due interrogazioni parlamentari, si vide costretto a dare delle spiegazioni in merito ala questione, anche se furono assai vaghe

Non fu in grado infatti di quantificare la presenza di amianto, quanto ne fosse stato eventualmente rimosso né quali siano i costi o i tempi per la bonifica totale della flotta.

Un anno dopo: aggiornamenti sul caso

I primi numeri di Di Paola fu Di Paola a rispondere al Parlamento.

Si scoprì che solo il 20% delle unità navali era stato completamente bonificato e lamianto era stato rimosso parzialmente dal 44% delle 155 corvette, fregate e cacciatorpedinieri con la fibra killer a bordo.

Il ministro non fu in grado di sviare quali navi erano state decontaminate e quali in attesa di interventi.

Stessa aria di vaghezza nelle parole di Roberta Pinotti,  La Marina non ha più impiegato materiali contenenti amianto e, dal 1992, tutte le unità navali sono state costruite e messe in servizio con la certificazione amianto free.

Taranto città maledetta: casi di malattie asbesto correlate

A Taranto, si sono registrati ben 300 casi di malattie asbesto correlate e i dati sono in continuo aggiornamento.

Lamianto in Arsenale era utilizzato ampiamente ed il materiale fatto di fibre damianto veniva stoccato in un magazzino.

Sulla questione era intervenuto l’Avvocato Ezio Bonanni, presidente ONA , parte civile nel processo di 14 ex ali ufficiali della marina Una storia di silenzi che ancora oggi attende giustizia.

Il dato sconcertante che emerge, è che la Marina era a conoscenza della pericolosità dellamianto ben 22 anni prima della sua messa al bando, avvenuta nel 1992. Dal carteggio riservato, inoltre, si scopre che furono trasferiti i 27 operai già colpiti dalla malattia, mentre altri 42 casi classificati nel 1969 come probabilmente affetticontinuarono a respirare le polveri letaliaveva dichiarato  Bonanni che poi concludeva affermando Quella dellamianto è stata una strage evitabile. Una parte dello Stato sapeva dei suoi effetti letali. Invece, sono stati proprio gli enti pubblici e le aziende statali i maggiori utilizzatori.

Il Convegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Ebbene domani si tornerà a parlare diAmianto in navigazionetema del prossimo Convegno che si terrà il 20 ottobre 2018, a partire dalle ore 17.00, presso Villa Fondi in Piano di Sorrento.

Dopo il saluto istituzionale, interverranno, tra i relatori:

  • Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA;
  • Avv. Silvana Maresca, avvocato giuslavorista
  • Avv. Elia Cascone, Ufficio legale ONA
  • Prof. Renato Sinno, Un. Federico II e com. scientifico ONA
  • Capitano Graziano Borrelli
  • Capitano Pasquale Napolitano, ONA Marittimi Campania

Tutela per i marittimi: benefici amianto

Purtroppo alle morti bianche da amianto è stata negata giustizia perfino dallInps, che si rifiuta di riconoscere i risarcimenti a chi si è ammalato dal 1995 in poi o non lavorava sotto coperta.

Tra gli obiettivi dellOsservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus, che ha cura dellindividuo a 360°, c’è l’istituzione di una procedura più lineare e snella per il riconoscimento dei benefici contributivi per i marittimi, sia ai fini del prepensionamento che delle prestazioni previdenziali.

Tutti sono invitati a partecipare al convegno del 20 ottobre 2018.

LAvv. Ezio Bonanni, ha istituito uno specifico dipartimento di tutela dei marittimi esposti ad amianto, di cui è coordinatore per la Campania il Comandante Pasquale Napolitano.

Marittimi

Organizzati sit in ONA presso la sede INPS di Siracusa

Petrolchimico, sit
Petrolchimico

L’ Avv. Ezio Bonanni in audizione della Commissione

Intervento dell’ Avv. Ezio Bonanni nel corso dell’Audizione avvenuta ieri e grazie ai sit in organizzati dai lavoratori.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, con il suo presidente, Avv. Ezio Bonanni, in audizione dalla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, pone in modo forte il problema della tutela delle vittime dell’amianto e in modo particolare solleva il caso Polo Petrolchimico di Priolo Gargallo e chiede un atto di indirizzo al Ministro del Lavoro. Convergenza di tutte le forze politiche sulle richieste dell’ONA.

Nel frattempo la mobilitazione prosegue anche sui territori.

Da Lunedì 22 ottobre fino a giorno 26 dalle ore 8:00 alle ore 14:00, si terranno infatti presso la Sede INPS di Siracusa, dei sit in giornalieri organizzati dall’ONA Siracusa, che invita a partecipare tutte le vittime amianto tra cui lavoratori esposti, ex lavoratori e famigliari delle vittime. Hanno contribuito all’iniziativa anche i lavoratori Si.Te.Co. – IMS – IS protagonisti della recente vittoria dell’ONA in aula di Tribunale, che ha permesso il riconoscimento dei diritti di ben 10 lavoratori.

Riconoscimento dei benefici previdenziali

La recente sentenza che ha riconosciuto i benefici previdenziali per esposizione al rischio amianto ai dieci lavoratori, grazie alla capacità professionale dell’Avv. Ezio Bonanni, coadiuvato dall’Avv. Alessandro Scuderi, ha costituito il precedente fondamentale per permettere a tutte le migliaia di lavoratori di poter agire per ottenere l’accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto.
Ma questo è solo l’inizio di un percorso che speriamo porti verso una grande vittoria. Sono Infatti registrati solo nei distretti di Siracusa, Priolo, Melilli e Augusta più di 25.000 lavoratori esposti ad amianto e altri cancerogeni, per questo l’ONA vuole raccogliere sulle sue spalle il peso e la responsabilità di essere propulsiva per far sì che questi diritti vengano rispettati e non rimangano violati.

«È fondamentale che i lavoratori esposti ad amianto del distretto di Siracusa, Priolo, Melilli e Augusta si mobilitano per ottenere l’accredito delle maggiorazioni amianto ai fini del prepensionamento e dell’aumento della pensione. L’ONA è in prima linea per tutelare i lavoratori da sempre e così continuerà a essere fino al giorno in cui riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo», dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA.

Lo Sportello Amianto ONA di Priolo Gargallo

L’ONA ha costituito lo Sportello Amianto ONA, con la convenzione del Comune di Priolo Gargallo, e i cittadini possono ricevere assistenza anche allo sportello online attraverso il seguente link: .

Nel giornale dell’amianto lavoratori possono tenersi informati circa i loro diritti e interagire con l’associazione.
Lo scorso 15 ottobre il Coord. Ona sicilia e Siracusa, Calogero Vicario, in collaborazione con i rappresentanti dei Lavoratori EX Siteco, Giuseppe Italia, Mazzarella Santo, ha organizzato un’assemblea che ha dimostrato essere anche un’ulteriore occasione per riaccendere i riflettori su una vertenza, oramai dimenticata da tutti.

«Il nostro obiettivo è quello di richiamare all’attenzione tutti i lavoratori che hanno subito per anni discriminazioni e che si sono impegnati per un paese che non ha avuto la cura di tutelarli. Occorre accendere i riflettori su ciò che accade al Petrolchimico sperando di arrivare al Ministro del Lavoro per risolvere la questione degli atti di indirizzo», dichiara Calogero Vicario, coordinatore regionale Ona Sicilia e promotore dell’iniziativa.

L’iniziativa pacifica presso l’INPS di Siracusa

È richiesta l’adesione di tutti i lavoratori dell’intero petrolchimico, le forze sindacali e politiche delle iniziative pacifiche per intraprendere che si terranno presso la sede INPS di Siracusa. (Competenza del Ministero del Lavoro) Per lanciare quell’offensiva pacifica per ottenere quel tavolo Ministeriale per risolvere e superare una volta per tutte quella pesante discriminazione che i lavoratori hanno subito.


>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>L’iniziativa è sostenuta naturalmente anche dal Sindaco di Priolo Gargallo, l’On.Le Pippo Gianni, ex parlamentare Regionale e Nazionale e membro del comitato tecnico scientifico ONA, che dichiara in merito:
«Pieno sostegno in tutte le sedi opportune, per tutte quelle iniziative necessarie per riacquistare quella dignità che i lavoratori dell’intero petrolchimico hanno ormai perso da tempo. I lavoratori e gli ex lavoratori esposti ad amianto debbono avere il riconoscimento dei loro diritti, primi tra tutti il prepensionamento accedendo così ai benefici amianto ex art. 13 comma 8 L. 257/92. Altrettanto importante è l’istituzione del centro di riferimento regionale per la cura delle patologie asbesto correlate presso l’ospedale Muscatello di Augusta».

I servizi di assistenza medica e legale dell’ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

L’ONA alla XI Commissione Lavoro della Camera

Commissione lavoro
Commissione lavoro

Le istanze presentate presso la XI Commissione Lavoro

Prepensionamento dei lavoratori esposti ad amianto, tutela del personale delle Forze Armate ed estensione dei benefici contributivi.

Prepensionamento dei lavoratori esposti ad amianto e maggior tutela del personale delle Forze Armate del comparto sicurezza (Carabinieri, Polizia di stato, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco) ed estensione anche a loro dei benefici contributivi amianto per il prepensionamento.

Queste, in sintesi le istanze che l’ONA, in persona dal suo Presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, ha formulato oggi nella XI commissione Lavoro della Camera. Successivamente la stessa Commissione ha preso atto delle richieste con convergenza di tutte le forze politiche.

Commissione lavoro

L’audizione sul tema è stata convocata a fronte degli atti di Sindacato Ispettivo.

L’iniziativa è stata poi promossa dall’ On. Carla Cantone e Debora Serracchiani (Partito Democratico), dall’On. Maria Pallini (Movimento 5 Stelle), dall’on. Walter Rizzetto  (Fratelli d’Italia), dell’On. Guglielmo Epifani (Liberi e Uguali), dell’On. Paolo Zangrillo (Forza Italia), che hanno assunto come punto centrale i dati pubblicati nel libro bianco delle morti di amianto in Italia dall’Osservatorio Nazionale Amianto a metà 2018”.

Una nuova pubblicazione firmata dal Presidente ONA

La pubblicazione ONA, scritta a cura del presidente stesso (protagonista anche in un’altra occasione presso la Commissione Parlamentare d’Inchiesta ‘Uranio Impoverito’), ha svelato un’amara realtà, che vede in aumento i morti per patologie legate all’amianto, raggiungendo 6.000 casi in totale nel 2017.

Sono 3.600 le vittime di tumore polmonare, 1.800 per mesotelioma e 600 per asbestosi. Secondo le rilevazioni il trend sarebbe in aumento dalla fine degli anni ’80 e l’ONA stima che continuerà nei prossimi anni raggiungendo il picco negli anni 2025-2030.

La stessa associazione denuncia l’esistenza di 40 milioni di tonnellate di amianto ancora da bonificare e circa un milione di siti contaminati.

I siti da bonificare sono relativi sia a edifici privati che pubblici. Con circa 2.400 scuole, 250 ospedali e oltre mille tra biblioteche e altri edifici culturali. I dati rilevati da ONA sono ancora più preoccupanti se si considerano quelli resi noti dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che per lo stesso anno 2017 ha contato in tutto il mondo, solo per origine professionale, ben 104 mila decessi legati all’amianto.

Ecco le proposte avanzate dall’ONA durante la XI commissione

  • Abrogazione dell’art. 47 commi 1 e 5, Legge 326/2003, con conseguente possibilità per tutti i lavoratori esposti di inoltrare la richiesta di riconoscimento degli indennizzi contributivi per esposizione ad amianto;
  • riconoscimento del diritto al prepensionamento per esposizione ad amianto anche al personale civile e militare delle Forze Armate e del comparto sicurezza, con particolare riferimento a coloro che sono affetti da patologie asbesto correlate, riconosciute come causa di servizio;
  • Riconoscimento della qualità di superstite di vittima del dovere anche ai figli non conviventi e/o non a carico dei genitori defunti per causa di servizio e/o quali vittime del dovere, in modo da mettere fine al contenzioso in essere, a maggior ragione dopo l’ultima sentenza delle Sezioni Unite n. 22753/18, che sembra in contrasto con la precedente delle SS.UU. 7761/2017.

I servizi di assistenza medica e legale ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.