6.1 C
Rome
lunedì, Maggio 4, 2026
Home Blog Page 473

Roma è vicina a Casale Monferrato

Comune di Roma
Comune di Roma

Ieri, 14 maggio 2018, presso il Campidoglio, l’Amministrazione 5 Stelle ha espresso vicinanza alle vittime amianto di Casale Monferrato, dimenticando però che anche nello stesso Comune di Roma l’amianto ha ucciso molteplici impiegati e molti familiari di questi sono ancora in attesa di giustizia.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ricorda che il decesso del Sig. Armando Cecconi, è avvenuto proprio a causa di una patologia asbesto correlata contratta in seguito all’esposizione prolungata a fibre di asbesto presenti all’interno della struttura comunale in cui era impiegato.

«Ottima iniziativa quella di piangere le vittime dell’amianto, ma non ci sono soltanto quelle di Casale Monferrato, ci sono anche le vittime causate dal Comune di Roma, è questo che dimentica l’Amministrazione comunale e, soprattutto, ha omesso di informare i cittadini sul fatto che il Comune di Roma risulta esser stato citato in giudizio per la morte di Armando Cecconi, dipendente del Comune di Roma esposto ad amianto. Inoltre, dalle parole occorre passare ai fatti» – Commenta l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA e legale dei familiari della vittima.

L’avvocato Bonanni si è infatti schierato ancora una volta dalla parte delle vittime amianto e rimane in attesa dell’udienza che avverrà il prossimo 4 luglio 2018, nella quale il Comune di Roma sarà chiamato a rispondere di tutte le sue responsabilità.

Armando Cecconi è morto a causa di un mesotelioma pleurico e la famiglia con accanto l’avvocato Bonanni, ha deciso di rivolgersi al Tribunale di Roma per ottenere il risarcimento dei danni.

Lo scorso 10.05.2018, il dipartimento di epidemiologica del Servizio Sanitario Regionale – Regione Lazio ha confermato che, in relazione alla morte del Sig. Cecconi Armando, “l’esposizione professionale ad amianto può essere considerata come certa secondo i criteri di classificazione adottati dal ReNaM”,  questo conferma la correlazione tra la malattia e l’esposizione amianto causata dalla professione della vittima.

Rischio amianto nella città e nel Comune di Roma

L’Osservatorio Nazionale Amianto segnala ormai da tempo che la situazione amianto a Roma è ancora tra le più gravi.

È ancora presente amianto all’interno di numerosi edifici pubblici (dai un’occhiata anche a questo nostro articolo), che si collocano sia nelle periferie della città che nelle vicinanze del centro storico.

L’ONA dichiara di aver sollecitato più volte l’intervento dell’Amministrazione comunale ma che ad oggi il Sindaco di Roma Virginia Raggi (M5S), non ha avviato alcuna concreta iniziativa.

“Ci auguriamo solo che si riesca ad arrivare alla risoluzione completa della problematica”, l’amianto non è un problema da prendere sotto gamba soprattutto perché ha già seminato morte sul territorio italiano ed è previsto un ulteriore picco di malattie asbesto correlate tra il 2020 ed il 2030.

Iniziare adesso a bonificare perlomeno tutti gli edifici pubblici potrebbe salvare la vita a moltissime persone, sperando che le promesse fatte dalle istituzioni a riguardo di un nuovo piano di bonifica italiano non rimangano solo progetti astratti ma che quanto prima possibile divengano azioni concrete.

25 Maggio Ona e ODG Lazio insieme contro l’amianto

Seminario
Seminario

Il giorno 25 maggio 2018 l’Osservatorio Nazionale Amianto in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti del Lazio,  presenta il seminario: “Amianto e rischi ambientali. La funzione sociale ed etica del giornalista“.

L’iniziativa dell’ONA è audace perché mira da una parte a sensibilizzare i presenti sulla problematica amianto, sui rischi e, soprattutto, sull’importanza della prevenzione. Dall’altra, l’associazione vuole mettere a disposizione degli intervenuti alcuni strumenti, importanti per chi ha intrapreso il complesso percorso di giornalista.

Evento ONA con l’Ordine dei Giornalisti del Lazio

Tra i relatori infatti notiamo figure di spicco del settore, come da programma:

  • l’Avv. Ezio Bonanni interverrà per tracciare un quadro della condizione attuale in Italia sui rischi ambientali e per illustrare le attività dell’Osservatorio Nazionale Amianto;
  • il Dott. Ruggiero Alcanterini giornalista, direttore di “L‘eco del Litorale” e presidente del Comitato Nazionale Italiano FAIR PLAY – CONI – illustrerà i cardini principali della professione di giornalista;
  • il Dott. Nicola Forte giornalista, dottore commercialista, fiscalista, docente e autore di pubblicazioni scientifiche, infine illustrerà le modalità attraverso le quali è possibile divulgare al grande pubblico le complesse normative in materia fiscale.

Naturalmente alla fine dell’evento si darà inizio a un dibattito tra le parti.

Al seminario sono stati invitati a partecipare anche importanti figure della professione giornalistica come la Dott.ssa Paola Spadari  e il Dott. Gino Falleri,  presidente e vicepresidente del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio.

Non è la prima iniziativa promossa dall’ONA per avvicinare l’opinione pubblica alla questione amianto, ricordiamo infatti che lo scorso 19 aprile l’avvocato Ezio Bonanni è intervenuto in una conferenza ONA tenutasi a Palermo all’interno del Palazzo dei Normanni.

Un’occasione quindi da non perdere, per ulteriori informazioni vi invitiamo a dare un’occhiata al sito ufficiale dell’Osservatorio Nazionale Amianto. L’evento si terrà presso la sede del CONI – Sala Auditorium di Viale Tiziano 74, dalle ore 13:00 alle ore 19:00. È valido per la formazione professionale obbligatoria dei giornalisti iscritti all’Ordine, saranno conferiti 6 crediti.

Produzione amianto nel mondo: il crollo

Amianto
Amianto

Messa al bando della produzione amianto nel mondo

Produzione amianto nel mondo a picco!  Secondo i dati stimati da cancerhazards.org c’è il crollo della produzione amianto nel mondo. Siamo, quindi, sulla giusta strada per la messa al bando dell’asbesto in tutti e cinque i continenti e mettere fine alla produzione eternit.

Che cos’è l’amianto?

L’ amianto o asbesto è quel minerale fibroso ed estremamente flessibile, facile da lavorare grazie ad un’elevata capacità di conduzione del calore ad alte temperature.

Il materiale è impiegato, fin da sempre, dai Paesi di tutto il mondo, nei settori più disparati come l’edilizia e l’industria siderurgica.

La sua struttura di piccole fibre rappresenta un rischio per la salute, poiché proprio a causa delle loro dimensioni, sono facilmente inalabili.

Le fibre di amianto: gli effetti sul nostro organismo

Una volta a contatto con il nostro organismo, le fibre di asbesto iniziano ad attaccare le cellule del nostro apparato respiratorio. Provocano  cosi malattie invalidanti ben note: le patologie asbesto-correlate.

Nel corso del tempo molti paesi hanno iniziato a mettere da parte i propri interessi economici per salvaguardare il benessere comune. Dopo lunghe battaglie e scontri, l’amianto è stato bandito in Europa e in molti stati degli altri continenti.

Il bando dell’amianto in Italia

L’Italia sono ventisei anni che ha scelto di mettere al bando l’amianto con la Legge 257/1992; seguita poi dopo da Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Olanda e Svezia.

Ma nel resto del mondo la situazione era ancora un po’ confusa. Infatti alcuni leader mostravano non poche perplessità. Vorrebbero sacrificare la salute al profitto. Quindi pongono dei dubbi sulla correlazione dimostrata tra l’esposizione amianto e le malattie asbesto correlate.

Quali sono i paesi della produzione amianto nel mondo?

A distanza quasi di trent’anni, si è quasi giunti alla risoluzione. Secondo le stime di cancerhazards.org, sono solo tre i paesi che continuano a credere in amianto produzione: Russia, Cina e Kazakistan.

Nonostante la Russia continui a produrre ed esportare amianto nei pochissimi Paesi ancora interessati all’acquisto. Quindi è stato comunque riscontrato un netto calo di consumo al suo interno.

Situazione analoga accade per la Cina, mentre il Kazakistan sembra resistere agli scrupoli di coscienza. Cosi continua a scegliere il vantaggio di essere tra i pochi candidati nel mercato mondiale di asbesto.

La produzione di asbesto ha comunque raggiunto un picco di rilevanza. Poi, parliamo di un cambiamento da circa 2,1 milioni di tonnellate nel 2012 a circa 1,4 milioni di tonnellate nel 2015.

Insorgenza malattie ad anni di distanza dall’esposizione

Dai dati appena citati risulta un quadro della situazione mondiale in netto miglioramento. La produzione di amianto, purtroppo, non rappresenta l’unico problema.

Le malattie asbesto-correlate rispondono a tempi di latenza lunghi e su tutti il problema  delle bonifiche e dei rischi. In alcuni casi particolari forme di tumore come il mesotelioma, si sono manifestate anche a distanza di 50 anni dall’esposizione alle fibre killer.

Per questo l’amianto viene descritto come un “killer silenzioso” che ti uccide lentamente senza preavviso.

A tal proposito, vengono istituite iniziative da associazioni come l’ONA, dedicate alla prevenzione e bonifica dei siti ancora contaminati nonostante la messa al bando.

È possibile consultare il sito ufficiale dell’ONA per ricevere assistenza medica e legale, rivolgersi allo Sportello Nazionale Amianto oppure contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Solvay condanna risarcimento amianto

Antonella Franchi
Antonella Franchi

Solvay condanna risarcimento amianto: respinto l’appello

Solvay condanna risarcimento amianto: La Corte di Appello di Firenze, Sezione Lavoro, con sentenza n. 465/2018, pubblicata lo scorso 10.05.2018 e/o 12.05.2018, “respinge l’appello proposto da Solvay Chimica Italia S.p.A., avverso la sentenza n. 324/2016 del Tribunale di Livorno che per l’effetto conferma. Dichiara tenute e condanna l’appellante a rifondere all’appellato le spese processuali …”, puntualizza la Sig.ra Antonella Franchi, coordinatrice ONA e portavoce ONA Toscana.

Viene così confermata la sentenza del Tribunale di Livorno che a suo tempo aveva accolto le difese dell’Avv. Ezio Bonanni, difensore del Sig. V. S., il quale era riuscito a ottenere l’affermazione della responsabilità civile (obbligo risarcitorio per patologia asbesto correlata dell’ex dipendente Solvay, vittima di placche e ispessimenti pleurici).

La dichiarazione del portavoce dell’ONA

Il nostro impegno di cittadini come singoli e nell’associazione ha permesso di ottenere significativi risultati nell’impegno per la tutela della salute e dell’ambiente rispetto al rischio amianto e altri cancerogeni, in relazione a condotte dannose e pericolose che la sentenza della Corte di Appello di Firenze riconduce, almeno per il caso di V. S., alle responsabilità precise e puntuali della Solvay Chimica Italia S.p.A..

Certo, siamo ancora alla sentenza di secondo grado, ma è conforme che con quella di primo grado e ormai ricostruisce in modo indefettibile i fatti di causa e cioè il rischio amianto in Solvay ed è per questo motivo che rivolgo un appello alle autorità perché gli standard di sicurezza siano più elevati, anche in ordine ai versamenti in mare (mi riferisco alle c.d. spiagge bianche).

Un ringraziamento va all’Avv. Ezio Bonanni che, con tenacia, si è battuto e si batte contro un vero e proprio molok costituito dalla potenza datoriale e contro le agguerrite difese della Solvay Chimica Italia S.p.A., che sono destinate a soccombere fino a quando tenteranno di negare le precise responsabilità e gli obblighi risarcitori in favore delle vittime.

Un pensiero va al Sig. Massimiliano Posarelli, che ha perso il papà Romano per un cancro polmonare da amianto rispetto al quale il decesso dell’imputato ha permesso la consacrazione della responsabilità penale”, dichiara Antonella Franchi, portavoce dell’ONA e coordinatrice delle vedove e degli orfani e vittime amianto.

Amianto: la conferma dello IARC sulla cancerogenicità delle fibre

In merito al rischio cancerogeno, occorre ricordare che le fibre dei minerali di amianto si trovano in prima linea. Ciò è stato confermato anche dallo IARC nella sua ultima monografia.

L’impegno dell’ONA per le vittime Solvay

L’associazione prosegue il suo impegno nella città di Rosignano con lo Sportello Amianto, cui tutti i cittadini possono rivolgersi chiedendo della Sig.ra Franchi al n. 328/4648451 o tramite il sito dell’ONA.

Cemental: operaio muore di mesotelioma

Cemental Reggio Emilia
Cemental Reggio Emilia

Processo concluso con l’assoluzione dell’ex amministratore Cemental

Alle “fabbriche degli orrori” presenti in Italia come Eternit, Ilva ecc.., nelle quali hanno perso la vita numerosi operai a causa della prolungata esposizione a fibre di amianto o altri cancerogeni, va ad aggiungersi anche la Cemental. L’azienda era finalizzata alla realizzazione di particolari tipi di cemento armato per cui veniva adoperato anche l’amianto.

L’amianto è una sostanza altamente cancerogena. È scientificamente dimostrato che le sue fibre attaccano direttamente le cellule del nostro organismo favorendo l’insorgenza di malattie gravi.

Patologie invalidanti ben note come patologie asbesto correlate proprio per la stretta correlazione all’asbesto.

Le indagini che hanno portato al processo, sono state avviate nel 2010. Operazioni avviate in seguito alla denuncia dei familiari di Luciano Nanetti ex operaio stroncato dal mesotelioma, tumore che insorge dopo un’elevata esposizione a fibre di asbesto.

Nanetti si era ammalato nel 2010, riuscendo a resistere alla patologia fino al 2012, anno in cui si è spento e da allora la famiglia chiede giustizia.

L’imputato Franco Ponti è stato assolto perché, secondo il giudice Luca Ramponi, il fatto non sussiste. Inoltre, non sono state presentate prove sufficienti per dimostrare la colpevolezza del patron dell’azienda.

Le polemiche dopo la sentenza e l’assoluzione

La sentenza ha scatenato polemiche in quanto quello di Luciano Nanetti non sarebbe l’unico caso in cui un operaio della Cemental contrae una patologia asbesto correlata.

Per questa ragione, nel processo, Ponti ha dovuto rispondere anche alle accuse di danni gravi nei confronti di Paolo Montanari. L’ex operaio Cemental malato di asbestosi, che dinnanzi alla sentenza non ha perso occasione per manifestare tutto il suo disdegno.

La Cemental era già stata portata due volte in tribunale. La prima volta nel 2002 in sede civile conclusa con il risarcimento danni della famiglia di Claudio Righi, ex operaio Cemental deceduto per un cancro.

La seconda volta invece, l’azienda si è trovata a rispondere a un procedimento penale. Il tutto finito con la condanna in primo grado per la morte di Giuseppe Cagarelli, un altro ex operaio deceduto dopo aver contratto il mesotelioma.

Una storia così amara sembra il copione di un film già visto in Italia. Una vicenda molto simile infatti abbraccia le famiglie delle vittime del caso Eternit

Il processo è ancora in corso, e vede imputato il magnate svizzero Stephan Schmidheiny. Solo che in questa macabra vicenda le vittime sono 258 operai e anche stavolta la giustizia sembra esser ancora troppo lontana.