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Foggia, seminario sulla tutela dell’ambiente e della salute

Foggia
Foggia

ONA: un testo unico in materia di amianto

L’Avv. Ezio Bonanni è intervenuto come relatore al seminario nazionale “Ambiente, Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro” tenutosi a Foggia. «Ricatto occupazionale, il dramma di dover scegliere tra salute e lavoro».

D’ impatto l’esordio dell’ Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, intervenuto ieri a Foggia durante il seminario nazionale “Ambiente, Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro”.

L’iniziativa promossa dal Centro studi Diritto dei Lavori in collaborazione con Confimpresa Italia,  Federazione dei Professionisti e con gli Ordini Professionali della Provincia di Foggia, ha avuto come oggetto di discussione l’inaccettabile dualismo tra due principi fondamentali:  il diritto al lavoro e quello alla salute e alla sicurezza.

Sono intervenuti al seminario a Foggia:

  • Barbara Agelillis, docente dell’Università degli studi di Foggia;
  • Pasquale Mario Bacco, docente presso la facoltà di Economia e Commercio;
  • Antonio Belsito, direttore del Centro Studi Diritto dei lavori;
  • Ezio Bonanni, presidente ONA;
  • Roberto Casagni, consulente del lavoro ed esperto in materia di Sicurezza sul lavoro;
  •  Salvatore Cesareo medico competente del lavoro;
  • Carmela Clemente, medico ricercatore;
  • Giulio Colecchia, componente Consiglio Nazionale di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS;
  • Leonardo D’Aloiso, Avvocato giuslavorista;
  • Angelo De Luca, Direttore responsabile di “Milano occasioni” e della “Guida inside”,  “Sotto le stelle di Capitanata” di Foggia e di “The soul of water people” di San Benedetto del Tronto;
    Rosanna De Luca, avvocato giuslavorista;
  • Nicola De Marinis, magistrato, Consigliere del S.C. di Cassazione Sezione Lavoro;
  • Roberto De Meo, dottore Commercialista;
  • Dalma De Michele, psicologa;
  • Francesco Di Bono, avvocato, Funzionario dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Bari;
  • Giovanni Di Monde, dirigente di prima fascia di livello Dirigenziale Generale con incarico di Direttore Centrale Risorse Umane INPS;
  • Giulio D’Impero, ricercatore in Diritto Del Lavoro;
  • Massimiliano Fabozzi, consulente del lavoro;
  • Antonio Fierro, presidente di INSIEME-CONFCOOPERATIVE EMILIA ROMAGNA di Modena;
  • Tommaso Germano, Vice Presidente del Centro Studi Diritto dei Lavori di Bari;
  • Pino Gesmundo, Segretario Generale della CGIL Puglia;
  • Carlo Grassi, dottore di ricerca in Sicurezza Nucleare ed Industriale;
  • Giuseppe Porcaro, ingegnere elettronico;
  • Eliana Mercuri, avvocato;
  • Giuseppe Pellacani, docente e Presidente del Centro Studi Lavori e riforme;
  • Antonio Sforza, ingegnere meccanico;
  • Romeo Nicola Tigre, avvocato giuslavorista del foro di Foggia e docente;
  • Gaetano Veneto, Presidente del Centro Studi Diritto dei Lavori – Bari.

Questione amianto e ricatto occupazionale

«Non esiste nessuna antitesi tra diritto al lavoro e diritto alla salute – continua il presidente ONA –  la questione dell’amianto è paradigmatica del ricatto occupazionale…». Viene confermato così lo stretto nesso che lega indissolubilmente la problematica amianto al ricatto occupazionale. 

Sono migliaia i lavoratori che in passato, ma anche in tempi più recenti, sono stati posti avanti al bivio: salute o lavoro? Questo in un paese civile come il nostro non dovrebbe mai accadere. Un uomo non può essere costretto a scegliere tra il lavoro, grazie al quale può sfamare la propria famiglia e la propria salute.

Questo è accaduto a migliaia di uomini, vittime di amianto che hanno scelto di lavorare in in luoghi contaminati da amianto o svolgendo mansioni che li obbligassero a stare in continuo contatto con amianto e altri cancerogeni.

Scegliere di lavorare con amianto vuol dire accettare l’idea che un giorno, seppur lontano, si potrebbe contrarre una patologia asbesto correlata. Le patologie asbesto correlate hanno dei lunghissimi tempi di latenza, parliamo di 20, 30 o addirittura 40 anni. 

L’impegno dell’ONA nel tutelare le vittime amianto

L’Avv. Ezio Bonanni combatte da anni proprio accanto alle vittime amianto per tutelare i loro diritti e per sensibilizzare l’opinione pubblica su una problematica che sembra presa ancora sotto gamba dalla classe politica italiana.

L’ONA offre gratuitamente i seguenti servizi:

assistenza ona

Amianto Aeronautica Militare Roma

Amianto Aeronautica
Amianto Aeronautica

Amianto aeronautica militare Roma. L’amianto era presente anche presso la Caserma dell’Aeronautica militare, al civico 4 del viale dell’Università. Oltre al caso di alcuni dipendenti tutt’ora in servizio, si è verificata l’esposizione ad amianto del Sig. Perich Maurizio.

Questi è deceduto per mesotelioma pleurico in seguito a tale esposizione ad amianto. Per tali ragioni, l’ONA ha agito per il riconoscimento della causa di servizio e della qualità di vittima del dovere per la morte di questo ufficiale dell’Aeronautica Militare. Infatti, Maurizio Perich, è morto di mesotelioma dopo aver svolto servizio nell’Aeronautica Militare.

In particolare, nel c.d. Ministero dell’Aeronautica sito a Roma, in Viale dell’Università n. 4. L’ONA, quindi, non dimentica le vittime del mesotelioma e delle altre malattie asbesto correlate nell’Aeronautica Militare.

Tutela vittime amianto Aeronautica Militare Roma

L’ONA con la sua TV, ONA TV, e con questo notiziario amianto, rende pubbliche tutte le news amianto Aeronautica Militare. Il quarto, quinto e sesto episodio di ONA TV, sono dedicati proprio alle vittime del dovere, comprese quelle dell’Aeronautica Militare.

Consulta in questa pagina il quarto episodio (Uranio impoverito, la dura battaglia dei militari italiani), il quinto (Vittime del dovere: serve maggiore attenzione) e sesto (Orfani delle vittime del dovere, dimenticati o discriminati?).

Amianto Aeronautica Militare Roma: Caserma piena di veleno

Colla all’amianto sotto la pavimentazione della caserma tutt’ora attiva, dell’Aeronautica militare, al civico 4 del viale dell’Università.

amianto aeronautica militare Roma

A portare alla luce la presenza della fibra killer è stato l’Osservatorio Nazionale Amianto, presieduto dall’Avvocato Ezio Bonanni. La segnalazione era giunta all’ONA da alcuni militari in servizio presso la caserma dell’Aeronautica, i quali hanno lamentato problemi respiratori. L’Avv. Ezio Bonanni, prima di dare seguito alla segnalazione, ha provveduto a inoltrare un circostanziato ricorso per accertamento tecnico preventivo al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio.

Ad eseguire gli accertamenti sono stati gli uomini del comando dei Carabinieri per la Tutela del Lavoro, Gruppo di Roma, Nucleo Operativo. I militari hanno repertato frammenti di pavimento e colla. Nei giorni scorsi la conferma dei risultati di laboratorio: “presenza di amianto crisotilo – serpentino” nel centro comunicazione della caserma, classificato reparto TLC sala XOMAIL, nonché tutti gli altri ambienti contigui: segreteria, centralino Cedepa, Alta frequenza, Rita e Ponti Radio.

I giudici amministrativi – spiega l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA – hanno ritenuto ammissibile il ricorso e per l’effetto hanno proceduto alla ‘verificazione’. Accertamenti eseguiti dal Comando dei Carabinieri per la Tutela del Lavoro, Gruppo di Roma, Nucleo Operativo, in personale del Comandante Giuseppe Bitti. L’ufficiale di Polizia Giudiziaria ha provveduto con i suoi uomini al prelevamento dei campioni di massa nei giorni scorsi presso la caserma dell’aeronautica e tali campioni sono stati sottoposti ad esami tecnici (microspia elettronica a scansione).

Dopo le verifiche effettuate è risultato che il materiale prelevato conteneva ‘presenza fibre amianto’ sia nel primo che nel secondo campione. Per questi motivi – conclude l’avvocato – confidiamo nell’immediato intervento del Ministro della Difesa, Dott.ssa Trenta, affinché disponga l’immediata bonificazione dei materiali di amianto, previa allocazione dell’attività di servizio in altro stabile“.

L’ONA sugli scudi

L’Avv. Ezio Bonanni è impegnato da circa 20 anni nella rappresentanza e difesa dei militari esposti e vittime dell’amianto e di altri cancerogeni. Tra le parti rappresentante, anche i militari che sono stati lungamente esposti alla fibra killer, sia perché utilizzata nelle unità navali della Marina sia negli aeromobili sia ancora nelle installazioni a terra.

Nella relazione finale della Commissione di Inchiesta risultano 830 casi di mesotelioma nel solo settore della difesa e questa neoplasia è solo la punta dell’iceberg, perché l’amianto provoca anche il cancro del polmone e degli altri apparati delle vie respiratori, del tratto gastrointestinale, e asbestosi. L’uranio impoverito ha provocato più di 500 decessi tra i militari impiegati nelle diverse missioni, in particolare quelle nel Kosovo.

La ricerca della terapia e cura del mesotelioma

L’Osservatorio Nazionale Amianto, da oltre 10 anni, è impegnato nella rappresentanza e tutela dei cittadini dal rischio amianto. Rispetto alla terribile neoplasia del mesotelioma, purtroppo quasi sempre mortale, è stato costituito il Dipartimento Ricerca e Cura del Mesotelioma guidato dal Prof. Luciano Mutti, scienziato di fama internazionale. L’ONA ha conseguito significativi risultati nella ricerca, terapia e cura del mesotelioma.

La ricerca sul mesotelioma nel mondo ha sofferto di una scarsezza di fondi disponibili. In Italia, purtroppo, anche di una gestione politica delle risorse che sono state distribuite con criteri partitici e non certo di merito. Questo non ha impedito che, in laboratori fuori dal nostro paese, ricercatori italiani (ma con il cuore sempre vicino al nostro paese) stiano ottenendo risultati straordinari.

Il Prof. Michele Carbone all’Università di Hawaii, i  Professori  Antonio Giordano e Luciano Mutti alla Temple University (Sbarro Institute for Cancer Research) di Filadelfia  in collaborazione con University College di Londra e ONA stanno generando dati che, oltre ad essere già stati in parte pubblicati sulle più importanti riviste al mondo (come Nature, Cancer Research and Oncogene), cambieranno il futuro dei pazienti con questa malattia.

In particolare, da una parte la scoperta di geni e proteine coinvolte selettivamente nel metabolismo e nei meccanismi di proliferazione di queste cellule tumorali e, dall’altra l’identificazione di molecole che ne possono modulare l’attività, hanno già posto le basi per una rivoluzione nella terapia del mesotelioma.

di Tiziana Cardarelli

Il Maresciallo Luigi Sanna vittima dell’uranio impoverito

Vittima dell'uranio
Vittima dell'uranio

Uranio impoverito: il killer dei nostri soldati

Uranio impoverito: l’Avvocato Ezio Bonanni, presidente ONA, ha ottenuto il riconoscimento di vittima del dovere. L’impegno prosegue per il risarcimento del danno

Leucemia e uranio impoverito

Ucciso da una leucemia mieloide cronica per avere inalato veleni micidiali, proprio come l’ uranio impoverito. Così è morto, dopo atroci sofferenze il maresciallo dell’Esercito Alberto Sanna, 65 anni romano. Oltre 35 anni a contatto con uranio impoverito, polveri d’amianto fumi di scarico di motori, piombo, campi elettromagnetici, radiazioni ionizzanti, benzene e fibre artificiali isolante come vetro, roccia e ceramica.

Vittima dell'uranioSanna ha lasciato nello sconforto la famiglia che ora vuole giustizia per il loro congiunto. La moglie e i tre figli si sono rivolti all’Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha ottenuto il riconoscimento di vittima del dovere. L’Osservatorio Nazionale Amianto è l’associazione della categoria delle vittime dell’amianto e di altri cancerogeni lavorativi, tra i quali l’uranio impoverito, altro Big killer per i militari italiani.

Il figlio Daniele Sanna si è rivolto all’autorità giudiziaria dopo aver appreso il contenuto della relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati (7 febbraio 2018) e ha chiesto giustizia. Avendo altresì ottenuto il riconoscimento di orfano di vittima del dovere senza che però gli fossero riconosciute le doverose spettanze, ha citato in giudizio lo Stato Maggiore dell’Esercito italiano e il Ministero della difesa per ottenere verità e giustizia.

Uranio Impoverito: vittime del dovere

Daniele lamenta il fatto che le alte gerarchie hanno privato il congiunto delle necessarie informazioni sulle condizioni di rischio e soprattutto della presenza di nanoparticelle all’uranio impoverito nei teatri di missione dove il padre militare è stato impiegato.

Il maresciallo Sanna, una vita dedicata al servizio e al dovere nei confronti dello Stato, della società e della famiglia, è stato fulminato dalla leucemia che lo ha strappato all’amore e all’affetto della moglie e dei figli, rimasti così orfani in età adolescenziale.

Una malattia fulminea riconosciuta dal Ministero della Difesa come causa di servizio. I familiari hanno ottenuto il riconoscimento di vittima del dovere, ma
non è sufficiente e soprattutto è singolare che non siano state riconosciute tutte le spettanze economiche maturate dalla vedova e dagli orfani, i quali hanno quindi dovuto ricorrente all’autorità giudiziaria.

La testimonianza strappalacrime del figlio del maresciallo deceduto

“Le continue missioni nei Balcani hanno costretto mio padre a intervenire nei teatri di guerra dove erano stati esplosi proiettili all’uranio impoverito, in un settore che inizialmente non era destinato ai militari italiani. I proiettili all’uranio impoverito sviluppano elevatissime temperature che polverizzano perfino i carri armati oltre alle abitazioni in cemento amianto. Mio padre – racconta Daniele Sanna – interveniva ignaro e inconsapevole, come un agnello sacrificale, nelle zone dopo poco prima erano stati sganciati questi proiettili, vi erano perfino cannoni completamente polverizzati. Le nano particelle di metalli pesanti, le fibre di amianto, le radiazioni, tutto ha contribuito ad uccidere mio padre. Mio padre è stato ucciso dalla negligenza, dalla noncuranza, dallo sfregio per la dignità della persona umana come ha fatto emergere la Commissione Parlamentare d’Inchiesta dove vi è stata l’audizione del nostro legale, l’avvocato Ezio Bonanni, il quale ha lanciato un duro atto di accusa sulla negligenza, imperizia e imprudenza di chi avrebbe dovuto quantomeno avvertire i tutti gli altri nostri sventurati militari”.

Scoppia in lacrime Daniele e con voce rotta dal pianto continua il racconto.

“Il calvario di papà è durato cinque mesi. Cinque mesi di atroci sofferenze. Corse in ospedale, emorragie e trasfusioni continue.  La mia vita e quella della mia famiglia – conclude Daniele –  è cambiata totalmente da quando lui non è più tra noi.”

Dolore misto a rabbia sono sentimenti comuni a chi si trova ad assistere una persona cara malata di cancro. La rabbia diventa sempre più forte, fino a squarciarti l’anima, quando senti la ‘puzza della morte’ provocata dall’incuria e dalla negligenza di chi avrebbe potuto prendere provvedimenti per garantire la tutela della salute dei dipendenti e invece non l’ha fatto, sottovalutandone l’importanza.

Parla l’esperto legale Ezio Bonanni

“La leucemia mieloide cronica è una neoplasia mortale causata dalla nano particelle e comunque dall’utilizzo di uranio impoverito nei teatri Balcanici. Nel nostro caso – spiega l’avvocato Ezio Bonanni –  lo sventurato militare è deceduto dopo appena 5 mesi, altri lottano per anni tra la vita e la morte, sospesi in un filo nel vuoto. La malattia sconvolge anche la vita dei familiari, ruba la serenità e il futuro ai figli, anche quelli che non rimangono orfani ma che sono comunque coinvolti nel calvario e nella sofferenza di un genitore gravemente malato. Ci siamo appellati al Ministro della Difesa – aggiunge il presidente ONA perché venga meno questo comportamento del mancato riconoscimento integrale dei diritti delle vittime, come per gli eredi Sanna, che hanno ottenuto meno del dovuto. Tutto si fonda su cavilli e quindi su cavilli si deve proseguire nell’azione giudiziaria. Noi come ONA ci siamo e ci saremo. Speriamo che il nuovo Governo a guida 5 Stelle e Lega – continua il legale – mantenga fede alle promesse elettorali e risolva la condizione di rischio dei nostri militari assumendo i giusti provvedimenti per le bonifiche e messe in sicurezza e per evitare che nel corso delle missioni i nostri militari rimangano esposti a questi killer mortali. Il risarcimento serve a poco. Il trauma della morte che sconvolge i familiari non ha somme che possano sanare le ferite che grondano di sofferenza.

In ogni caso, il lavoratore ha diritto al rilascio della certificazione sulla base dell’art. 13 co. 7 L. 257/92, quindi con accredito maggiorazioni contributive amianto e prepensionamento. Per i lavoratori già in pensione – conclude l’esperto legale – vi è il diritto all’aumento della prestazione pensionistica Inps».

SERVIZI GRATUITI ASSISTENZA ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni garantiscono assistenza gratuita, in materia legale, medica e di bonifica, per la tutela di tutti i lavoratori che hanno espletato servizio nelle Forze Armate in esposizione ad asbesto, avviando le domande amministrative per il riconoscimento di causa di servizio e dello status di vittima del dovere.

assistenza ona

Amianto sui treni, ferrovie nei guai

Amianto Ferrovie Italiane
Amianto Ferrovie Italiane

Amianto killer: un’altra vittima nelle Ferrovie

Lesioni colpose aggravate dalla violazione delle norme antinfortunistiche. Questa l’ipotesi d’accusa messa nera su bianco dall’Avvocato Ezio Bonanni e depositata presso la Procura della Repubblica di Velletri, nei confronti della società Ferrovie dello Stato.

Vittima Umberto Franco, 72 anni di Pomezia, ora malato di mesotelioma per avere inalato le polveri di amianto a contatto con i treni. Diciassette anni a contatto con i veleni. Dal 1974 al 1991 alle dipendenze di Ferrovie dello Stato Spa, come manutentore di treni.

L’incontro del ferroviere con l’Avv. Ezio Bonanni

Sono questi gli anni trascorsi ogni giorno, inalando le spore rilasciate dalla fibra killer, prima di scoprire di essere affetto da mesotelioma pleurico. Un cancro al polmone provocato dall’esposizione professionale a polveri e fibre di amianto.

La vittima, Umberto Franco 72 anni di Pomezia si è rivolto all’Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Associazione Osservatorio Nazionale Amianto, affinché tuteli i propri interessi.

Il noto legale, specializzato in materia, ha presentato denuncia penale nei confronti della società di Ferrovie dello Stato per avere violato le norme sulla tutela della salute dei lavoratori. Un esposto minuzioso, dettagliato, come detto, a tutela di Umberto Franco, manutentore elettrico, oggi costretto a lottare con una patologia letale. Per questo Trenitalia è nei guai.

Una storia agghiacciante quella del 72enne, romano di nascita. L’operaio ha lavorato all’interno del deposito locomotive di Roma e in quello Mav (manutenzione alta velocità) in zona San Lorenzo, sempre nella capitale.

La storia di Umberto Franco, ferrovie dello Stato

Il calvario per l’uomo è cominciato a giugno di due anni fa, quando a seguito di gravi difficoltà respiratorie, malessere generale, astenia e ‘fame d’aria’ con ricorrente tosse stizzosa, ha deciso di recarsi dal medico. E’ stata sufficiente qualche settimana di accertamenti diagnostici per permettere agli specialisti di pronunciarsi: mesotelioma plurimo.

Il giorno della diagnosi – racconta Umberto Franco – non ho realizzato subito di essere affetto da una gravissima patologia. Quando i medici mi hanno detto di avere il mesotelioma non avevo capito che si trattasse di cancro polmonare provocato dalle polveri di amianto.

Nel momento in cui ho capito di avere la ‘bestia’ dentro di me, la mia vita è cambiata totalmente, sono iniziati i guai. Senza futuro non si vive. E quando hai il cancro non hai un futuro. Domani potrebbe non arrivare mai. Purtroppo. Da aprile – aggiunge l’ex dipendente delle Ferrovie dello Stato – mi sottopongo a periodici cicli di chemio.

Mesotelioma: patologia asbesto correlata

Fino ad oggi ne ho fatti due: uno da 4 ed uno da tre. La settimana successiva ai farmaci chemioterapici sto male. Nausea, vomito, malessere generale, non mi danno tregua. Poi gli effetti collaterali vanno scemando e quando comincio a sentirmi meglio, arriva il giorno di una nuova chemio. Un calvario.

Un calvario che avrei potuto evitare se non fossi stato per 17 anni, tutti i giorni a contatto con le polveri dell’amianto. Le spore sprigionate le ho inalate tutti giorni. Ho inalato veleno per 17 anni e questo è stato il risultato”.

Il mesotelioma della pleura è una neoplasia mortale. Se il danno biologico è inferiore al 16%, ma quantomeno pari al 6%, – spiega l’avvocato Ezio Bonanni – il lavoratore esposto all’asbesto ha diritto ad ottenere il riconoscimento dell’indennizzo del danno biologico (indennizzo Inail in un’unica soluzione).

In ogni caso, il lavoratore ha diritto al rilascio della certificazione sulla base dell’art. 13 co. 7 L. 257/92, quindi con accredito maggiorazioni contributive amianto e prepensionamento. Per i lavoratori già in pensione – conclude l’esperto legale –  vi è il diritto all’aumento della prestazione pensionistica Inps».

Una disamina dei servizi istituiti dall’ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito un servizio di

Rogo EcoX: inizia il processo

Rogo EcoX
Rogo EcoX

Rogo Ecox, inizia il processo davanti al giudice

Domani presso il Tribunale di Velletri avrà inizio il processo avente per oggetto il rogo EcoX. Disastro ambientale avvenuto lo scorso anno nel Lazio.

«A seguito dell’esposto denuncia su EcoX di Pomezia, inoltrato per volontà del presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’Avvocato Ezio Bonanni, relativo al devastante incendio avvenuto sulla via Pontina vecchia il 5 maggio 2017, a seguito del quale sono state avviate le indagini del procuratore della Repubblica di Velletri, domani, al Tribunale di Velletri (Gup Gilberto Muscolo), si terrà l’udienza sul rinvio a giudizio, della società Eco X srl, Eco servizi per l’ambiente Srl, e di Antonio Buongiovanni».

Lo afferma la stessa associazione Osservatorio Nazionale Amianto, che si costituisce parte civile per assicurare alla giustizia tutti coloro che, immemori della condizione di rischio, hanno contaminato l’ambiente e procurato lesione al bene più prezioso, costituito dalla salute.

Le dichiarazioni dell’Avvocato Bonanni

«L’Ona – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA – rivestirà un ruolo attivo nel procedimento penale in pieno sostegno dell’operato del pm Luigi Paoletti, e quindi insisterà perché ci sia il rinvio a giudizio sia di Buongiovanni che delle società per i reati di incendio colposo, inquinamento ambientale colposo, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, aggravata dall’aver provocato un disastro, attività di gestione di rifiuti non autorizzata, nonché per omissione di norme sul Testo Unico sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare per avere omesso di designare il responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione aziendale, di nominare il medico competente per la sorveglianza sanitaria, di provvedere alla valutazione dei rischi aziendali».

«All’epoca dei fatti relativi al devastante rogo nel deposito di carta e plastica e altri materiali riciclati – come esplicato in una nota dell’associazione – che, a causa di una nube nera sprigionatasi dallo stabilimento, ha tenuto con il fiato sospeso tutta la provincia e la stessa capitale, il presidente Ona, a fronte delle rassicurazioni dell’allora ministro della Salute Lorenzin, dalla trasmissione TgCom24 aveva lanciato un appello per un immediato intervento delle autorità a causa della condizione di rischio amianto facendo naufragare il tentativo di sottacere la presenza della fibra killer e costringendo il ministro della Salute, interrogato dalle forze di opposizione, a smentirsi».

«Solo grazie al tempestivo intervento dell’unità di crisi dell’ONA, guidata da Antonio Dal Cin, con la consulenza dei professori Giancarlo Ugazio e Luciano Mutti – continua ONA in una nota – già lo stesso giorno sono state diramate le raccomandazioni alla popolazione consistenti nell’uso di maschere, nel divieto assoluto di mangiare frutta e verdura prodotta entro i 5 km e di bere l’acqua dei pozzi, e l’attenta pulizia di terrazzi e balconi».

Ricordiamo che l’Osservatorio Nazionale Amianto tutela tutte le vittime amianto e anche quelle del rogo ecox, garantendo il risarcimento di tutti i danni attraverso la costituzione di parte civile nel procedimento penale è attivo il numero verde dell’ONA e lo Sportello Sos tutela vittime EcoX, coordinato da Antonio Dal Cin, raggiungibile al n. 800 034 294 oppure alla pagina dello Sportello Online ONA.

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