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Bonus amianto pannelli fotovoltaici: sostituzione eternit

Bonus Amianto
Bonus Amianto

Bonus amianto: sostituisci l’eternit con il fotovoltaico

Da tempo in Italia ci interroghiamo su come il Governo potrebbe aiutarci nella lotta contro l’amianto. Bonificare tutti i siti che ad oggi risultano ancora contaminati non è cosa molto semplice. L’operazione risulta complessa e dispendiosa nonostante la necessità. Ma è in arrivo un bonus amianto che verrà assegnato agli italiani che scelgono di sostituire le tettoie amianto, con dei modernissimi pannelli fotovoltaici.

È una scelta saggia perché implica due buone azioni. La prima nei confronti di sé stessi, della propria salute, perché vivere all’interno di edifici con presenza di amianto non è salutare. L’amianto, chiamato anche asbesto. È un minerale pericoloso che favorisce l’insorgenza di patologie invalidanti che colpiscono perlopiù l’apparato respiratorio, ma a rischio sono anche altri organi vitali.

Il secondo motivo che dovrebbe spingere gli italiani a scegliere di sostituire le tettoie eternit con i pannelli solari è la possibilità di salvaguardare l’ambiente, il consumo di energia pulita aiuta senz’altro l’ambiente e sarebbero in questo modo limitati tanti sprechi.

Nei mesi scorsi abbiamo seguito l’andamento della petizione #BastaAmianto, il progetto ha raccolto oltre 55 mila firme influenzando fortemente gli animi della nuova classe politica, l’Osservatorio Nazionale Amianto ha supportato l’iniziativa proprio per dimostrare che in Italia la problematica amianto è reale e bisogna essere debellata.

Il grande successo riscosso dalla petizione ha sicuramente favorito le scelte del nuovo Governo che deciso così di lanciare gli incentivi. Anche secondo il Ministro dell’Ambiente, questo tipo di iniziativa ha una doppia valenza, in questo modo gli italiani non saranno solo liberati dai rischi amianto, ma riusciranno anche ad essere educati in ambito di tutela dell’ambiente in vista di un futuro migliore.

I servizi di assistenza dell’ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto con il suo presidente, l’avv. Ezio Bonanni, si attiverà nell’immediato per effettuare il massimo supporto per coloro che vorranno usufruire del bonus, basterà consultare la pagina specifica del sito istituzionale oppure contattare lo Sportello Amianto Online.

Roberto Persich: dieci anni dalla sua morte

Roberto Persich
Roberto Persich

Roberto Persich vivrà per sempre, parola alla vedova Santina

La Sig.ra Santina Pasutto è la moglie del Sig. Roberto Persich, ex autista della Nettezza Urbana del Comune di Trieste, deceduto a causa di un mesotelioma pleurico maligno. La patologia che ha portato via Roberto dalle braccia della moglie dieci anni fa è solo conseguenza di svariati anni di attività professionale a contatto con l’amianto.

L’amianto era contenuto nei freni dei mezzi di trasporto di cui Roberto era autista. La morte ha sconvolto la vita di Santina. Da vedova ha impugnato tutte le forze rimaste per poter combattere insieme alle vittime di amianto.

Sono state forse le immagini tristi e cruente di tre lunghi anni di dolore e malattia, a spronare la sig.ra Pasutto ad essere forte e combattere per rendere giustizia all’anima di suo marito. La malattia ha voluto strappare la vita di Roberto a tutti i costi, a nulla sono serviti infatti tre interventi chirurgici. Il mesotelioma è una forma particolare di tumore che può insorgere solo a contatto di asbesto e polveri sottili, ha impiegato tre anni per divorare una persona splendida come Roberto Persich e ogni anno continua ad uccidere migliaia di persone in Italia, proprio come scritto nell’ultimo libro dell’avv. Ezio Bonanni: Il libro Bianco delle morti di amianto in Italia.

L’impegno di Santina per aiutare le vittime di amianto

Roberto Persich«Vorrei dire a chi sta vivendo il mio stesso incubo di non arrendersi. Bisogna continuare a lottare, a tener duro e a credere nella giustizia – afferma Santina con parole dirette alle vittime amianto e ai loro famigliari – Non bisogna perdere la speranza perché è possibile incontrare nella vita persone come l’avv. Ezio Bonanni pronto a tutto per tutelare le vittime amianto. È stato il mio guerriero e ha sempre sostenuto la nostra causa aiutandomi così a non arrendermi, anche quando i Tribunali non volevano riconoscere i diritti di mio marito. Abbiamo lottato insieme e dopo anni abbiamo finalmente raggiunto il nostro obiettivo».

Santina attualmente è impegnata per aiutare le vittime amianto e ha scritto già due libri per raccontare la sua storia: “Lottare per la vita” “Amianto, oggi va meglio” (da poter consultare proprio quì), la sua storia è emozionante quanto avvincente, testimonia che l’amore va oltre la morte e oltre la vita stessa, ma l’aspetto che più contraddistingue questa vicenda è il fatto che Santina stessa da vittima si è trasformata in combattente nella Aea Fvg, presieduta da Aurelio Pischianz, storico leader dell’associazione di vittime amianto in Friuli Venezia Giulia, sostenuta dal punto di vista giudiziario dall’all’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

L’avv. Ezio Bonanni ricorda Roberto Persich

«Roberto è un Ulisse dei tempi moderni. La sua odissea è stata la battaglia contro l’amianto. È morto nella notte tra il 31 luglio e 1 agosto del 2008. Ucciso dall’amianto e dal mesotelioma, e anche dalle condotte criminali di chi lo ha esposto a polveri e fibre di amianto. Il giudizio penale è stato interrotto per la morte del reo dopo che sono state tentate delle archiviazioni, alle quali ci siamo opposti, con l’avv. Alberto Kostoris. Infine il Tribunale di Trieste ha condannato il Comune di Trieste al risarcimento dei danni in favore dei famigliari. L’a cifra morale di Roberto è costituita dal suo impegno per ottenere giustizia e per evitare il rischio amianto per le future generazioni. Roberto vivrà per sempre per la sua forza per lottare contro il mesotelioma e per il messaggio di speranza, libertà e giustizia che egli ha lasciato ai posteri».

Roberto Persich

La sentenza di condanna al risarcimento dei danni per la morte per mesotelioma

La sig. ra Santina Pasutto assistita e difesa dall’avv. Ezio Bonanni, cui poi si è associato l‘avv. Alberto Kostoris, ha ottenuto il rinvio a giudizio per il reato di omicidio, del funzionario del Comune di Trieste che ha determinato l’esposizione amianto di Roberto, che gli ha provocato il mesotelioma che lo ha ucciso in giovane età.

Già il giorno 1 agosto 2008, la vedova assistita dall’avv. Ezio Bonanni, e dal compianto prof. Claudio Bianchi, anatomopatologo di Trieste, ha chiesto alla Procura della Repubblica l’esecuzione dell’autopsia sul corpo di Roberto per accertarne le cause della morte. Ottenuta la conferma che ad ucciderlo fu proprio l’amianto a causa del mesotelioma che aveva provocato, la Procura di Trieste ha chiesto l’archiviazione, cui si è opposto l’avv. Bonanni, per chiedere giustizia per la morte di Roberto.

Si sono susseguite manifestazioni organizzate da Santina, con Aurelio Pischianz presidente dell’ Aea Fvg e continue battaglie giudiziarie che hanno portato alla sbarra il dirigente del Comune di Trieste. Nel corso del processo questo dirigente è deceduto. La battaglia è passata al Giudice Civile e il Tribunale di Trieste giudice del lavoro Dott.ssa Silvia Burelli, ha emesso la sentenza n. 208/2015 con la quale ha condannato il Comune al risarcimento di tutti i danni subiti dalla vittima.

«Per una volta la giustizia ha trionfato. Ora Roberto ci guarda dall’alto» conclude l’avv. Ezio Bonanni.

Roberto Persich

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

L’ONA e la bonifica del Cinema Apollo

Cinema Apollo
Cinema Apollo

Cinema Apollo: la vicenda della mancata bonifica

L’ONA ha scritto al Sindaco di Roma, Virginia Raggi per chiedere la bonifica immediata del Cinema Apollo che sorge nel quartiere Esquilino.

È del tutto inusuale la vicenda che vede protagonista il Cinema Apollo situato nella zona dell’Esquilino a Roma e a due passi proprio dalla stazione Roma Termini.

Il cinema ad oggi risulta ancora contaminato da amianto. Diventando una vera e propria minaccia per l’ambiente circostante.

L’amianto è stato messo al bando nel 1992 ma in Italia la situazione generale è comunque critica.

Sono molteplici gli edifici pubblici e privati che attendono di essere bonificati e tra questi troviamo anche il Cinema Apollo.

L’intervento del Presidente ONA per la bonifica

Per questa ragione l’avv. Ezio Bonanni, in qualità di Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha chiesto al Sindaco di Roma, Virginia Raggi, di disporne l’immediata bonifica.

«Le polveri e fibre di amianto sono cancerogene. L’amianto induce patologie fibrotiche come l’asbestosi, le placche pleuriche e gli ispessimenti pleurici.

Inoltre, spesso vi sono complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatorie. Senza parlare del fatto che l’amianto favorisce l’insorgenza di patologie neoplastiche come mesotelioma, il tumore polmonare, alla laringe e all’ovaio etc…».

Come dichiarato dall’avv. Ezio Bonanni la presenza dell’asbesto all’interno del vecchio cinema potrebbe nuocere la salute di moltissime persone ed esporle al rischio di contrarre patologie invalidanti che dopo difficilmente riuscirebbero a curare.

Cinema Apollo: quali sono i rischi?

Ciò che preoccupa molteplici persone è il fatto che a pochi passi c’è la stazione di Termini… Un luogo in cui ogni giorno, sono di passaggio migliaia di persone e questo potrebbe addirittura implicare un disastro ambientale.

Considerando la facilità con la quale si disperdono nell’aria le fibre di amianto, è semplice ingerirle. Questo accade grazie alle loro piccolissime dimensioni.

L’istanza è stata depositata in data 02.08.2018 ed è stata inoltrata anche al Comitato dei cittadini che si è costituito spontaneamente.

Era prevedibile una presa di posizione da parte dell’Osservatorio Nazionale Amianto, associazione Onlus che da anni si pone accanto alle vittime di asbesto supportandole in ogni occasione e necessità.

Invitiamo chiunque volesse accedere ai servizi di consulenza medica e legale dell’ONA, a consultare la pagina del sito istituzionale, dedicata allo Sportello Amianto Nazionale ONA oppure contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.

Amianto nelle Ferrovie di Stato

Amianto nelle Ferrovie

Il rischio nelle ferrovie di stato

Ferrovie di Stato. Censiti 619 casi di mesotelioma tra i lavoratori deo rotabili ferroviari. Tali cifre, fanno riferimento solo fino all’anno 2018, quindi, attualmente, le vittime del cancro al mesotelio saranno decisamente aumentate. 

Ma il mesotelioma non è l’unica patologia asbesto correlata che affligge i lavoratori delle Ferrovie di Stato. L’Osservatorio Nazionale Amianto attraverso il VI Rapporto Mesoteliomi ha censito circa 1.400 decessi per tumore polmonare e 500 per asbestosi, ad aggiungersi ad un numero non ancora ben definito di casi di altre patologie asbesto correlate.

È proprio al fronte di dati così preoccupanti che l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto ha deciso di fare appello al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture.

ONA: appello al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture

«Apprezziamo l’impegno moralizzatore del Ministro Toninelli, che recentemente ha assunto importanti determinazioni sulla governance di Ferrovie dello Stato, però ciò no basta. Occorre dare giustizia alle vittime del disastro di Viareggio, punire tutti i responsabili e soprattutto prevenire altri disastri.

E ancora bonificare l’amianto e risarcire le vittime, anche coloro che sono rimasti esposti nelle Grandi Officine Riparazioni di Torino e nelle grandi ditte esterne produttrici di vagoni ferroviari, tra i quali l’OMECA di Reggio Calabria, anch’essa con il triste primato di casi di patologie asbesto correlate».

Si chiede, dunque, con urgenza, un incontro che possa portare alla risoluzione della problematica quanto prima possibile. È necessario un confronto in relazione al mancato risarcimento dei danni subiti dalle vittime amianto. Queste ultime, costrette a estenuanti azioni giudiziarie che vanno ad aggiungersi al già presente e straziante dolore.

Un dolore che per molti pare ancora assai incompreso

Il dolore di chi trascorre una vita a lavorare, a svolgere il proprio lavoro e a svolgerlo bene, in attesa di ammalarsi per la propria professione. L’ONA tutela le vittime amianto da quasi venti anni e si batte affinché vengano accolte le seguenti richieste:

  • Bonifica integrale dei siti e/o di tutte le vetture ferroviarie che non risultassero ancora decontaminate dalla presenza di amianto;
  • Riconoscimento dei benefici amianto quantomeno fino al 02.10.2003 ai fini del prepensionamento e dell’aumento delle prestazioni pensionistiche;
  • Risarcimento dei danni per le vittime di patologie asbesto correlate e per i loro famigliari.

L’incontro con l’On.le Danilo Toninelli avrebbe il fine di consegnare un voluminoso dossier contenente tutti i dati raccolti dall’associazione in merito al rischio amianto in Italia, nel dossier sono illustrate anche le realtà più critiche della penisola che necessitano di un massiccio intervento da parte delle autorità competenti.

Ex Sacelit, deceduta un’altra vittima amianto

Ex Sacelit
Ex Sacelit

La Sacelit uccide anche a distanza di anni dalla chiusura

L’amianto è stato messo al bando in Italia nel 1992 ma questo ha arginato solo in parte la problematica, molto preoccupanti sono infatti le conseguenze legate alle esposizioni avvenute nel periodo in cui il minerale era ancora utilizzato in molti settori della produzione italiana. L’ex Sacelit, fabbrica situata a Pace del Mela piccolo comune italiano che sorge nei pressi di Messina in Sicilia, è ricordata da tutti come luogo di morte e malattia che continua a mietere vittime anche a distanza di anni dalla chiusura.

È arrivata proprio nei giorni scorsi la notizia di un altro ex dipendente della Sacelit che ha perso la vita a causa di una patologia asbesto correlata. Questa volta parliamo di una donna, la Sig.ra Maria Imbesi che nonostante avesse contratto l’asbestosi è riuscita a fare resistenza alla patologia e a lottare fino all’età di 82 anni.

La donna aveva lavorato alle dipendenze del’ex Sacelit per meno di tre anni, un lasso di tempo che potrebbe sembrare minimo ma che in realtà è bastato a far insorgere la patologia. Ma la Sig.ra Imbesi non è la prima vittima dello stabilimento produttore leader di fibrocemento.

Fra i 220 ex dipendenti ad oggi risultano deceduti almeno 150 e tra questi troviamo anche il marito della Sig.ra Maria Imbesi, rimasta vedova proprio a causa della stessa malattia di cui era affetta egli stessa. Una storia triste e sconcertante che lascia immaginare quanto critico sia il quadro generale italiano in merito alla problematica amianto.

I decessi causati dall’esposizione ad amianto

Tutt’oggi molti italiani si interrogano sul come sia possibile un numero così alto di decessi all’interno di un solo stabilimento ed è proprio ponendosi questa domanda che viene scoperchiato il vaso di Pandora, l’ex Sacelit è solo un tassello del gigantesco mosaico di congetture, maxi processi e fabbriche in cui i lavoratori operavano a contatto con amianto e altri cancerogeni, senza l’ausilio di protezioni e norme di sicurezza che potessero tutelare la loro salute.

Basta pensare all‘Eternit, oggetto di uno dei più grandi processi del secolo, altra catena di stabilimenti produttori di fibrocemento, nell’occhio del ciclone per aver provocato la morte di più di 300 lavoratori e per aver contribuito all’inquinamento della zona.

Viene attributo infatti agli stabilimenti Eternit un vero e proprio disastro ambientale che non riesce a trovare risoluzione nelle aule di tribunale, battaglia giudiziaria in cui prende parte anche l’Osservatorio Nazionale Amianto schierato naturalmente dalla parte delle vittime amianto.

È proprio alla luce di una situazione tanto preoccupante che l’avv. Ezio Bonanni, presidente ONA chiede a gran voce la bonifica di tutti i siti contaminati da amianto, perché la scia di morti lasciata dall’ex Sacelit o dall’Eternit è solo la prova del fatto che le malattie amianto correlate colpiscono anche a distanza di molti anni dalla prima esposizione avvenuta con il cancerogeno.

La bonifica è quindi l’unico mezzo efficace per poter contrastare l’epidemia di malattie come: mesotelioma, asbestosiplacche pleuricheispessimenti pleuriciUn’Italia libera dall’amianto potrebbe essere un’Italia più sana e un passo avanti verso una civiltà differente meno schiava dell’ambiente circostante.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica, oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.