Eternit storia bonifica: siti contaminati

Eternit Eternit

Eternit storia bonifica. L’eternit é stato utilizzato dagli inizi del secolo scorwo. Questo materiale è una miscela composta da cemento-carta-amianto. Il suo marchio è stato brevettato nel 1901 dall’austriaco Ludwig Hatschek. La sua etimologia dalla parola latina “aeternitas” ne indica la resistenza.

Eternit storia bonifica

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Eternit: la storia del killer amianto

Successivamente, i diritti di produzione sono stati acquisiti dallo svizzero Alois Steiman. In Italia è stato Adolfo Mazza a fondare nel 1907 lo stabilimento “Eternit” di Casale Monferrato (eternit storia bonifica).

Eternit è anche il nome dei manufatti di fibrocemento composti da amianto, un minerale resistente al calore ed indistruttibile. Una storia antica quanto moderna, quella dell’amianto. All’epoca dei Romani e dei Persiani, l’amianto è stato utilizzato per l’avvolgimento dei cadaveri, in modo da ottenere ceneri limpide. Infatti così, evitavano la contaminazione delle spoglie reali.

Proprio Plinio il Vecchio riportò questo particolare uso nella sua “Naturalis Historia“. Nel “Milione” Marco Polo descrive come questo materiale veniva adoperato per ottenere un tessuto per le tovaglie. Nel ‘600, l’amianto trovò impiego anche nella medicina naturale dell’epoca, testimoniato da Boezio.

L’uso dell’Eternit in Italia

A livello estrattivo l’Italia, nel XIX secolo, è stato il leader nell’uso del minerale. L’Eternit, ed in particolare il cemento amianto, è stato impiegato negli elementi di copertura, come onduline. Successivamente, uscirono dallo stabilimento di Casale Monferrato nel 1912 tubi in cemento amianto, con cui si costruì la rete idrica. Così iniziò il boom della produzione, favorita dal basso costo del materiale e dalle sue proprietà di resistenza al calore.

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Un materiale pericoloso quello dell’eternit. Se sottoposto a stress termico o meccanico, diveniva friabile. Cosi, rilasciando le fibre killer che venivano inalate o ingerite. Cosi provocando, a distanza di anni, patologie tumorali. Tra queste il mesotelioma, il tumore del polmone, della laringe, della faringe, del colon, delle ovaie.

Fibronit: eternit storia bonifica

Nel 1935 è stata fondata a Bari la Fibronit, la cosiddetta fabbrica della morte. Solo a Bari  ha ucciso oltre 400 persone tra dipendenti e abitanti, almeno fino al 2006. Poi ancora altri casi.  Ora, al suo posto, sorgerà il “Parco della rinascita”: eternit storia bonifica.

Sino al 2009 sono stati rilevati oltre 1200 casi di mesotelioma nella zona di Casale Monferrato. Uomini che sono stati avvelenati lentamente, perché i tempi di latenza sono molto lunghi e possono bastare poche fibre per ammalarsi. Chi sono tutte le altre patologie asbesto correlate, tra cui l’asbestosi, il tumore del polmone, della laringe e delle ovaie. Ancora ulteriori evidenze in ordine al tumore della faringe dello stomaco e del colon-retto.  questi tumori amianto tumori amianto hanno un Alto indice di letalità. Per questi motivi è necessario accelerare sulle bonifiche, per evitare altre esposizioni e nuovi esposti. Così si realizza la c.d. a prevenzione primaria.

La pericolosità dell’amianto è stata conclamata molto tempo fa. Non c’è una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla e anche poche esposizioni  possono essere letali. 

In particolare il mesotelioma è  una di quelle neoplasie per le quali il rischio può manifestarsi anche a bassa dose. Neanche la legge 257 del 1992 ha impedito, però, che questo killer potesse continuare a uccidere. Infatti, le bonifiche eternit vanno a rilento.

I siti da bonificare: edifici pubblici e privati, scuole

L’amianto è presente nelle tettoie, nei serbatoi e persino nei pavimenti. Una fibra che ha portato alla morte tantissime persone e ucciderà ancora. Ma, anche se non si può cancellare ciò che è stato, si può evitare ciò che sarà.

Solo la bonifica può fermare la strage e salvare migliaia di vite umane (6.000 ogni anno e 54.000 nei prossimi 9 anni e circa 100.000 per i prossimi decenni).

Dati riportati dall’ONA. L’Avv. Ezio Bonanni ribadisce che nei prossimi 10 anni, a causa delle pregresse esposizioni a fibre di amianto, si registrerà un picco dei casi. Purtroppo anche i decessi sono in aumento. Si prevede che ci saranno oltre 50.000 nei prossimi 7 anni

Inoltre i costi economici supereranno i 5 miliardi di euro. In particokare di spese sanitarie che graveranno sulla collettività. A cui si dovranno aggiungere il peso sociale e i costi per le prestazioni previdenziali e assistenziali, con un conseguente “rischio collasso del welfare”.

Eternit storia bonifica: quando bonificare ?

“La legge 257  stabilisce che non tutti i privati che possiedono edifici con eternit sono tenuti alla bonifica e allo smaltimento dell’amianto. Tali obblighi scattano solo se l’amianto risulta friabile.

Ma in caso di amianto compatto è sufficiente incaricare un tecnico abilitato alla valutazione del livello di rischio.
Lo smaltimento e la rimozione dell’eternit possono essere affidati esclusivamente alle imprese iscritte nell’apposita sezione speciale dell’albo nazionale delle imprese esercenti servizi di smaltimento dei rifiuti.

I costi per la rimozione vanno da 8 a 20 euro a metro quadro, a seconda dell’ampiezza della superficie. I costi per lo smaltimento dell’eternit, invece, variano generalmente tra i 0,2 ai 0,3 euro al chilogrammo.”

In ogni caso, il nostro sistema fiscale prevede un “bonus smaltimento amianto“, che, in presenza di requisiti tassativi fissati dalla legge, concede a coloro che decidono di rimuovere l’eternit un credito di imposta al 65%, suddiviso in tre quote annuali di pari importo.

I beneficiari dell’incentivo sono le persone fisiche e gli enti non commerciali nei limiti del 20 percento del reddito imponibile e i titolari di reddito d’impresa nei limiti del 10 per mille dei ricavi annui.

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