Cosa c’importa se il mondo ci rende glacial

Arte e Covid

Editoriale a cura del Dott. Ruggero Alcanterini editorialista per “Il Giornale Sull’Amianto” e direttore di “L’Eco Del Litorale”

Venti di Guerra Fredda, si alzano in conseguenza della buriana COVID 19, preannunciando opportunità per quella “calda”, come ulteriore lucrosa occasione per gli industriali delle armi alla ricerca di nuove fonti di arricchimento. Delle crisi in Libia, Yemen, Venezuela, Sudan e Somalia, dei trasmigranti e dei naufraghi nel Mare Nostrum avete sentito parlare in questo virale frattempo? Assolutamente no, anche se i fuochi non sono spenti! Dunque, in questo momento, la priorità è un’altra. Si vanno cercando colpevoli e capri espiatori pur che sia, piuttosto che ammettere il nostro peccato più grave. Ammettere che la nostra civiltà è distorta dalla presunzione d’intangibilità e dal sentimento satrapico del massimo vantaggio economico, al punto di modificare i semi della vita con OGM, delocalizzare la ricerca e la produzione di beni essenziali per trarne il massimo profitto, smantellare le strutture sanitarie, rendere le cure un privilegio e indurre per necessità sette miliardi di potenziali pazienti a conferire deleghe in bianco alle multinazionali del farmaco, le uniche che possono uscire vincenti da una disavventura pandemica globale, dal crollo delle economie – dal sociale all’industriale – aggrappate agli algoritmi da rating e nel panico per il precipitare dei PIL.

banner assistenza ona

Allora, proviamo a metterci dalla parte dei selvatici, aviari, terrestri ed aquatici, che ci hanno impestato più o meno direttamente e che ora tornano a godere della desertificazione antropica, a riappropriarsi degli antichi spazi. Il mondo animale e anche il vegetale stanno manifestando la loro gioia, lo stupore per questo improvviso fermarsi degli umani. Il detto che richiama il ballo dei sorci, mentre il gatto è assente, ha sicuramente un fondamento e molti ne vedremo danzare ovunque, fintanto che non ci sarà vera certezza di un “risanamento” e quindi la possibilità di un nostro lieto ritorno al disastro ambientale. Infine e non ultimo, qualcuno comincia a preoccuparsi degli effetti disaffettivi derivanti dal distanziamento sociale e qualcun altro comincia a sospettare che ci sia una sorta di disegno biblico da Grande Vecchio, quello insomma di punirci e ridurci di numero per impossibilità affettiva, oltre che per eliminazione da virus, step by step, passando dall’americana sifilide, all’africana HIV, all’asiatico COVID 19, ovvero tutti letali ammonimenti, sino ad impedire finanche un abbraccio, al sussurrare in un orecchio la parola t’amo, a scambiare un bacio in punta di labbra e…

Quando tutto tace vo lontan
Dalla città
Solo nella notte
Il mio cuor scrutando va
E nel mister non ci va il pensier
Quando nel mondo c’è ancor
Chi si illude d’amor
E d’inganno non sa
Che c’è il fango quaggiù
In finzion di virtù.
Cosa m’importa se il mondo
Mi rese glacial
Se di ogni cosa nel fondo
Non trovo che il mal …

RICHIEDI ASSISTENZA GRATUITA