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giovedì, Maggio 13, 2021

Rischio OGM e il principio di precauzione

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Rischio OGM: necessarie le verifiche

Rischio OGM. Si tratta di organismi geneticamente modificati. In questo modo si vuole aumentare la produttività in agricoltura. Ma occorre stare attenti. L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni chiedono di applicare il principio di precauzione.

La prevenzione primaria non passa solo attraverso la bonifica. È necessario evitare cibi geneticamente modificati. Solo così si può salvaguardare quella genuinità dei nostri prodotti agricoli.

Covid-19 e violazione del principio di precauzione

La storia del Covid-19 dimostra la trascuratezza dei cinesi nel prevenire il rischio. Venti di Guerra Fredda, si alzano in conseguenza della buriana COVID 19, preannunciando opportunità per quella “calda”.

Così, vi è ulteriore lucrosa occasione per gli industriali delle armi alla ricerca di nuove fonti di arricchimento.

Le diverse crisi nel mondo e i migranti

Le crisi in Libia, Yemen, Venezuela, Sudan e Somalia, dei trasmigranti e dei naufraghi nel Mare Nostrum. Quindi, avete sentito parlare in questo virale frattempo?

Assolutamente no, anche se i fuochi non sono spenti!

Dunque, in questo momento, la priorità è un’altra. Si vanno cercando colpevoli e capri espiatori pur che sia, piuttosto che ammettere il nostro peccato più grave.

Quindi, ammettere che la nostra civiltà è distorta dalla presunzione d’intangibilità. Inoltre, c’è il sentimento satrapico del massimo vantaggio economico, al punto di modificare i semi della vita con OGM.

Anche il rischio c.d. potenziale deve essere tenuto in considerazione, perché occorre applicare il principio di precauzione.

Gli OGM provocano un rischio. Stiamo parlando di alimenti che sono modificati nei loro geni. Molte volte possono sviluppare allergie. Infatti, le nuove proteine degli OGM sono spesso di geni completamente estranei all’alimentazione dell’uomo.

Molte volte, per esempio, inseriscono geni di scorpione, petunie,
meduse, scarafaggi, etc. Quindi, queste nuove proteine, così introdotte nella catena alimentare, possono causare danni alla salute, tra cui le allergie (rischio OGM allergie).

Questo non è ammissibile. Non conta solo il PIL, non si può anteporre il profitto alla salute umana che, tra l’altro, è tutelata dall’art. 32 della Costituzione.

Rischio OGM con riferimento alla delocalizzazione

C’è il rischio OGM anche con riferimento alla delocalizzazione, in particolare nell’agricoltura.

Quindi, delocalizzare anche la ricerca e la produzione di beni essenziali per trarne il massimo profitto, è un errore. Allo stesso modo, smantellare le strutture sanitarie, rendere le cure un privilegio e indurre per necessità sette miliardi di potenziali pazienti a conferire deleghe in bianco alle multinazionali del farmaco.

Così, il rischio OGM si lega anche a questa mentalità.

Quindi, la pandemia è il risultato anche della anteposizione del profitto alla salute. Così come la sottovalutazione del rischio OGM. In più le farmaceutiche sono le uniche che possono uscire vincenti da una disavventura pandemica globale.

Così, dal crollo delle economie – dal sociale all’industriale – aggrappate agli algoritmi da rating e nel panico per il precipitare dei PIL. Ecco perché l’ONA dice no.

Prevenzione secondaria e terziaria rischio OGM

Per quanto riguarda la prevenzione, il rischio OGM rileva anche per quella secondaria terziaria.

Quindi, non dobbiamo metterci dalla parte dei selvatici, aviari, terrestri ed aquatici, che ci hanno impestato più o meno direttamente. Quindi, non dobbiamo far godere coloro che predicano la desertificazione antropica, ma riappropriarci degli antichi spazi.

La bellezza della natura senza il rischio OGM

Il mondo animale e anche il vegetale stanno manifestando la loro gioia, lo stupore per questo improvviso fermarsi degli umani, ciò è dovuto al Covid-19.

Paradossalmente, questa pandemia ha fatto rifiorire la natura. Si potrebbe applicare, infatti, il detto che i sorci ballano, mentre il gatto è assente.

Quindi, il sorcio balla inteso come ambiente, e danzerà ancora, fino a quando ci sarà questa epidemia. Poi ritorneremo al disastro ambientale.

La tristezza del distanziamento in tempo di epidemia

Infine e non ultimo, qualcuno comincia a preoccuparsi degli effetti disaffettivi derivanti dal distanziamento sociale e qualcun altro comincia a sospettare che ci sia una sorta di disegno biblico da Grande Vecchio.

Quindi, è quello che pensa di punirci e ridurci di numero per impossibilità affettiva, oltre che per eliminazione da virus, step by step. Ricordiamo l’americana sifilide, l’africana HIV,  l’asiatico COVID 19. Ovvero tutti letali ammonimenti, sino ad impedire finanche un abbraccio, al sussurrare in un orecchio la parola t’amo, a scambiare un bacio in punta di labbra…

Il cantico della gioia contro il rischio

Quando tutto tace vo lontan
Dalla città
Solo nella notte
Il mio cuor scrutando va
E nel mister non ci va il pensier
Quando nel mondo c’è ancor
Chi si illude d’amor
E d’inganno non sa
Che c’è il fango quaggiù
In finzion di virtù.
Cosa m’importa se il mondo
Mi rese glacial
Se di ogni cosa nel fondo
Non trovo che il mal …

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