28.5 C
Rome
domenica, Maggio 24, 2026
Home Blog Page 359

Cantiere navale La Spezia amianto

Cantiere navale La Spezia amianto
La Spezia

Se si parla di cantiere navale La Spezia amianto si fa riferimento al cantiere del Muggiano, di cui è titolare la SpA Fincantieri. In questo cantiere navale sono state realizzate anche le navi della Marina Militare Italiana. Fincantieri ha utilizzato amianto e materiali contenenti amianto.

L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avvocato Ezio Bonanni sono da anni al fianco dei lavoratori esposti all’amianto. Lottano per far sì che si effettuino le bonifiche in tutti gli ambienti in cui la fibra killer è stata utilizzata. È stata istituita un’apposita App Amianto per la segnalazione. Inoltre i cittadini possono richiedere la consulenza gratuita legale e medica.

Consulenza Cantiere navale La Spezia amianto

Indice dei contenuti

 

Tempo di lettura: 11 minuti

Cantiere navale La Spezia amianto: tutti i rischi

Coloro che hanno lavorato nel cantiere navale del Muggiano, come in quello di Riva Trigoso, hanno subito esposizione elevata alle fibre di amianto. Queste ultime sono cancerogene e provocano danni alla salute, tanto è vero che è in atto l’epidemia di patologie asbesto correlate

In particolare, vi è alta incidenza di mesoteliomi, tra cui il mesotelioma pleurico. Queste neoplasie, unitamente all’asbestosi, sono riconducibili solo alle fibre di asbesto.

Di amianto si continua a morire, come si legge nel VII Rapporto ReNaM dell’INAIL. L’Avvocato Ezio Bonanni ha raccolto i dati aggiornati nella sua ultima pubblicazione: “Il libro bianco per le morti di amianto in Italia – ed. 2022”.

Cantieristica navale e utilizzo di amianto

Nella cantieristica navale l’amianto fu utilizzato in enormi quantità, fino all’entrata in vigore dell’art. 1, L. 257/1992, quindi, fino al 28.04.1993. Un’altra normativa importante per quanto riguarda i cantieri navali è la direttiva n. 477/83/CEE. Nella manutenzione e demolizione, nel trasporto marittimo e in molte altre attività, l’utilizzo di amianto ha rappresentato un enorme rischio. Il rischio è esteso anche ai marittimi.

Nelle unità navali, comprese quelle in ferro, si applicava a più strati, come dimostra l’Arpa Emilia Romagna in Navalmeccanica e grandi navi in ferro:

  • marinite (gomma e fibra di asbesto);
  • minerali di amianto floccati, applicati a spruzzo o con il materassino di lata minerale artificiale;
  • vernice protettiva per prevenire la formazione di ruggine ricoperta o non ricoperta da vernice;
  • vernici ad elevato spessore antirombo;
  • reti metalliche intrecciate, all’interno delle quali si applicava l’amianto in materia friabile, anche con gesso o calce;
  • finiture esterne con molteplici modalità di realizzazione;
  • intonaci di cemento impastato con amianto friabile;
  • cartone in amianto forato;
  • tela in amianto verniciata.

Cantiere navale del Muggiano di Fincantieri

Il cantiere navale del Muggiano è ubicato a La Spezia ed è operativo con il cantiere navale di Riva Trigoso. In questo cantiere, si svolge l’allestimento, ovvero il completamento e prova in mare delle navi varate a cantiere Riva La Spezia. Inoltre, nel cantiere navale La Spezia amianto del Muggiano si costruirono sommergibili per la Marina Militare Italiana e per altre marine e yacht.

A partire dal 1984 i cantieri di Riva Trigoso e del Muggiano sono stati acquisiti dalla SpA Fincantieri, per fusione e incorporazione della Italcantieri SpA.

Presso questo cantiere navale sono stati completati, per la Marina Militare Italiana, molti sommergibili, tra i quali lo “Scirè“, tipo U212A, e, in parte, la portaerei “Cavour”, ammiraglia della flotta navale italiana (varo 2004). I due tronconi della nave, realizzati nel cantiere navale di Riva Trigoso, sono stati poi uniti nel cantiere navale di Muggiano.

Nel frattempo sono stati realizzati i cacciatorpedinieri della classe “Orizzonte“, “Caio Duilio” e “Andrea Doria“. Inoltre, per conto della Marina Militare Italiana sono state manutenute le fregate “Sagittario” e “Perseo”. Altre attività sono quelle sulle unità navali “Lupo” e “Orsa”.

Cantiere navale Muggiano esposizione ad amianto

Nei cantieri navali di La Spezia l’amianto è stato utilizzato come materia prima fino al 28.04.1993. I livelli di esposizione a polveri e fibre di amianto, nel cantiere Fincantieri Muggiano La Spezia, risultano certificati dall’INAIL, che ha proceduto alla quantificazione delle fibre.

“Il rischio a bordo nave è costituito da eventi limitati nella durata ma talora di consistente entità: prendendo ad esempio la relazione di Zannini, Boggetti, Ottenga del 1971 si può evincere che tali valori medi grossomodo pari a 10 ff/cc per operazione di coibentazione tubi e caldaie e di allestimento cabine”.

In più aggiunge: “valori di 100 ff/cc per applicazione di amianto a spruzzo, dove nei locali dopo l’operazione di spruzzatura, permaneva probabilmente a lungo una polverosità mediamente di 2 ff/cc. I valori massimi rilevati non di rado erano superiore a 100 ff/cc, raggiungendo anche 1000 ff/cc”.

Cantiere navale La Spezia amianto Riva Trigoso

Tra i cantieri del gruppo Fincantieri troviamo anche il cantiere navale di Riva Trigoso. Questo è uno dei più importanti e antichi cantieri navali italiani, che si trova a Riva Trigoso.

Riva Trigoso si trova nei pressi i Sestri Levante, in provincia di Genova e, il suo cantiere, ha operato e opera in sinergia con il cantiere navale del Muggiano di La Spezia.

Processo cantiere navale La Spezia amianto Fincantieri

Al Tribunale di La Spezia, Giudice del Lavoro ha celebrato il procedimento civile promosso dalla Sig.ra D.M., vedova del Sig. A.L., deceduto per mesotelioma da amianto, che ha chiesto i danni alla S.p.A. Fincantieri La Spezia.

Il Sig. L.A. ha lavorato una vita nel Cantiere di Muggiano e Riva Trigoso alle dipendenze di Fincantieri e si è ammalato di mesotelioma da amianto, che l’INAIL ha riconosciuto di origine professionale, liquidando la rendita alla vedova e, in quota parte, agli orfani, figli minorenni della vittima.

Giustizia per vittime amianto dei cantieri navali La Spezia

Ora, la Sig.ra D.M. chiede giustizia e il risarcimento integrale dei danni. Si è affidata all’ Osservatorio Nazionale Amianto ed è difesa dall’ Avv. Ezio Bonanni, che a loro volta si sono rivolti al Giudice del lavoro del Tribunale di La Spezia, il quale dovrà decidere se accogliere o meno la richiesta di risarcimento dei danni.

Ho un figlio minorenne di 16 anni, che quando è morto il padre in seguito al mesotelioma aveva 13 anni e gli è stata distrutta la vita, strappata la serenità dell’infanzia e degli anni più felici, dall’amianto, questo killer che non lascia scampo, che veniva utilizzato nel cantiere di Muggiano e Riva Trigoso.

Mio marito faceva il tubista e manipolava amianto, senza essere informato del rischio e senza misure di protezione. La sua vita poteva essere salvata e lui ha firmato un contratto di lavoro, non un contratto di morte. Ecco perché voglio giustizia, non vendetta ma giustizia, quantomeno il risarcimento per mio figlio minorenne”, dichiara la vedova del lavoratore deceduto.

“C’è un’alta incidenza di casi di patologie asbesto-correlate tra coloro che hanno lavorato nei cantieri navali di Fincantieri, a La Spezia come a Palermo, da Castellammare di Stabia a Monfalcone. Ciò è dovuto all’utilizzo di amianto, a secco e senza cautele.

È per questo che l’Osservatorio Nazionale Amianto ha costituito un comitato specifico di vittime dell’amianto in Fincantieri e continuerà nelle azioni civili di risarcimento dei danni, e si costituirà parte civile nei procedimenti penali che dovessero essere iniziati dalle competenti procure”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA.

I dati della strage da amianto di La Spezia e zone limitrofe

L’Osservatorio Nazionale Amianto rende noti i dati dell’impatto dell’amianto sulla salute umana nella città di La Spezia, che è una delle città che detiene il triste primato italiano e forse anche europeo delle vittime dell’amianto.

La Liguria ha fatto registrare 2.314 mesoteliomi fino al 2011, pari al 10,8% su base nazionale per una popolazione di 1.575.000 pari a circa il 2,5% della popolazione, con un trend a salire dai 42 casi del 1994 fino ai 178 casi del 2006.

Per amianto La Spezia, dal 1994 al 2008, ha fatto registrare 213 mesoteliomi per un popolazione di 91.000 abitanti circa, con un tasso grezzo del 15,54 che la colloca al 15° posto come incidenza in riferimento alla popolazione;

Al 12° posto per incidenza, figurano Lerici (provincia di La Spezia) con 31 casi per 10.900 abitanti e un tasso grezzo di 18,96 su 100.000, 10 volte di più l’ordinaria incidenza. Poi c’è Arcola, con 22 casi per 9.914 abitanti (16° posto) e ancora Vezzano Ligure, 15 mesoteliomi per 7.424 abitanti (17° posto) e Sarzana, 25 mesoteliomi per 20.059 abitanti.

Ben 4 città della provincia di La Spezia figurano entro i primi 17 posti e 5 città tra le prime 23 in quella che è la più macabra delle statistiche. Il tutto confermato dal Ministero della Salute, nel quaderno n. 15 del maggio-giugno 2012.

Il mesotelioma è solo la punta dell’iceberg, perché l’amianto provoca anche asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, con complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatorie e altri tumori.

I dati epidemiologici diffusi dall’ONA

L’ONA ha avviato una rilevazione epidemiologica estesa ai casi successivi al 2008, e che riguardano tutte le patologie asbesto correlate, non solo il mesotelioma. L’associazione riceve segnalazioni anche in forma anonima, attraverso la piattaforma digitale REPAC ONA, in questo modo i cittadini possono collaborare ed essere parte attiva.

Uno dei comparti dove si è verificata l’esposizione è quello della difesa, in particolare nelle installazioni e nelle unità navali della Marina Militare e nei cantieri navali, anche se l’amianto è stato largamente utilizzato in circa 3000 applicazioni in diversi settori merceologici.

Dal 1 gennaio 1996 ad aprile 2015 (ossia in 19-20 anni) le malattie asbesto correlate nelle Forze Armate Italiane conosciute dall’Osservatorio Epidemiologico della Difesa sono: 115 nell’Arma dei Carabinieri, 112 nell’Esercito, 102 nella Marina Militare e 76 nell’Aeronautica Militare. Il totale è 405 casi, di cui 211 deceduti e 194 viventi. I 211 decessi sono così suddivisi: 77 nella Marina Militare, 50 nell’Arma dei Carabinieri, 45 nell’Aeronautica Militare e 39 nell’Esercito.

L’amianto è una delle cause principali di tumore professionale in Italia. Tra il 1998 e il 2006 l’INAIL ha dovuto risarcire un importo di 152 milioni di euro per i lavoratori danneggiati da Eternit, uno dei produttori più famosi di amianto italiano, mentre miliardi di euro devono essere pagati per risarcire tutte le vittime.

Assistenza legale vittime amianto Fincantieri SpA

Tutti gli operai del cantiere navale sono stati esposti a polveri e fibre di amianto. Perciò stesso hanno subito il danno amianto, perché questi minerali sono cancerogeni, come chiarito nella monografia IARC sull’asbesto.

Una delle azioni dell’ONA per contrastare il rischio amianto è, innanzitutto, quella della prevenzione primaria e poi secondaria. Quest’ultima consiste nella diagnosi precoce che è molto importante, non solo per la terapia, ma anche per la tutela dei diritti.

Poiché le malattie asbesto correlate sono lungo latenti, si manifestano prima di tutto quelle infiammatorie (placche, ispessimenti pleurici e asbestosi). Purtroppo, in molti casi, queste evolvono in mesotelioma pleurico e tumore polmonare. Inoltre possono manifestarsi anche le altre neoplasie, tutte con tempi di latenza molto più lunghi rispetto ai tumori classici.

Malattie asbesto correlate: le liste INAIL

Con riferimento ai danni amianto, occorre osservare che sono considerate asbesto correlate e contemplate nella lista I INAIL le seguenti patologie:

Per quanto riguarda la lista II, invece, troviamo i tumori:

Mentre, nella lista III, troviamo il solo tumore dell’esofago.

In caso di malattia asbesto correlata si avvia il percorso di riconoscimento della malattia professionale. Una volta ottenuto il riconoscimento si ha diritto, in base al grado invalidante, all’indennizzo INAIL o alla rendita.

Benefici contributivi e pensione amianto

Nel caso di riconoscimento della malattia asbesto correlata da parte dell’INAIL sussiste il diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In quest’ultimo caso, la normativa applicabile è quella dell’art. 13 co. 7 L. 257/92.

In più, nel caso in cui con l’accredito delle maggiorazioni amianto con il coefficiente 1,5 non si acquisisce il diritto a pensione, si può chiedere la pensione amianto. Questa prestazione è una pensione invalidità amianto ed è riconosciuta in favore dei malati di amianto per malattie asbesto correlate professionali.

Cantiere navale La Spezia amianto risarcimento danni

Nel caso di riconoscimento di malattia asbesto correlata da parte dell’INAIL, sussiste il diritto anche al risarcimento dei danni amianto.

Infatti, pur con il riconoscimento INAIL, sussiste il diritto al risarcimento di tutti i danni. Si tratta dei danni differenziali, cioè la differenza sul danno biologico e quello patrimoniale, se indennizzati, del risarcimento di tutti gli altri danni.

Tutte le malattie asbesto correlate provocano, nelle vittime, anche pregiudizi morali ed esistenziali e altre voci di danno patrimoniale, che non sono ricomprese nell’indennizzo INAIL. Il risarcimento è un minus rispetto all’indennizzo ed è per questo motivo che è dovuto l’integrale risarcimento.

Cantiere navale: risarcimento alla famiglia

Alla famiglia dell’operaio morto dopo che, per anni, aveva lavorato a contatto con l’amianto, nel cantiere navale di Castellammare di Stabia di Fincantieri, l’INAIL aveva concesso soltanto un’indennità di 30mila euro.

Il Tribunale di Torre Annunziata è andato molto oltre, sposando la tesi dell’avvocato Ezio Bonanni, e concedendo un risarcimento molto più alto.

News Fincantieri 2022: risarcimento milionario alla famiglia

Una delle ultime sentenze che ha riconosciuto il mesotelioma come malattia professionale legata al lavoro nei cantieri navali è stata la sentenza n. 2030 del 30/12/2021 del Tribunale di Torre Annunziata .

L’avvocato Ezio Bonanni ha assistito la famiglia di un 73enne morto per mesotelioma dopo aver lavorato una vita per Fincantieri, nel cantiere di Castellammare di Stabia. Il Tribunale ha riconosciuto alla moglie e ai figli un risarcimento di un milione di euro. Questa sentenza è molto importante perché ribadisce i diritti dei lavoratori esposti ad amianto.

Consulenza gratuita per le vittime dei cantieri navali

L’ONA e il suo presidente mettono a disposizione della vittima un servizio di assistenza medica e di assistenza legale. Per avere maggiori informazioni e richiedere la consulenza è possibile chiamare il numero verde o compilare il form.

Numero ONA Cantiere navale La Spezia amianto
Whatsapp ONA Cantiere navale La Spezia amianto

    Amianto negli ospedali: ONA News

    Amianto negli ospedali

    È online il terzo appuntamento di ONA News. La trasmissione che ogni settimana porta all’attenzione del pubblico i vari aspetti della problematica amianto. Tra cui le testimonianze delle vittime e le proposte risolutive dell’ONA.

    Amianto negli Ospedali: è strage di mesoteliomi

    Uno dei settori italiano più a rischio, è proprio quello dell’amianto negli ospedali. Ciò è stato segnalato più volte nel corso degli anni dall’Avv. Ezio Bonanni al Ministro dell’Ambiente, Gen. Sergio Costa.

    Infatti, il Ministro dell’Ambiente nel gennaio del 2020, ha stanziato delle somme al fine di bonificare gli edifici pubblici sul territorio italiano. Purroppo però, l’intervento del Ministero dell’Ambiente è circoscritto alla sola progettazione.

    I dati del VI Rapporto ReNaM e le proposte dell’ONA

    Ma l’amianto non risparmia nessuno. Nemmeno i nostri operatori sanitari, proprio come confermato nel VI Rapporto Mesoteliomi, in cui sono riportati 374 casi di mesotelioma negli ospedali, corrispondenti a 1,9% dei casi dell’intero totale di mesoteliomi.

    Il Ministero della Salute, già con circolare n. 45 del 1986, aveva prescritto la bonifica attraverso la Circolare Ministero della Salute n. 45/86.

    Infatti, a pag. 221 del VI Rapporto ReNaM, si fa riferimento ai profili di rischio amianto dei lavoratori sanitari.

    In particolare, negli ospedali, la presenza di amianto è stata accertata: 

    • nelle pavimentazioni con mattonelle in vinilamianto, nei rivestimenti interni con pannelli di ‘Glasal’;
    • negli apparecchi di sterilizzazione;
    • nelle coibentazioni di condotte per aria trattata termicamente;
    • nelle caldaie e condotte di vapore per il riscaldamento degli edifici;
    • lavanderie stirerie per la presenza di mangani e assi da stiro con coperte in amianto;
    • negli apparecchi per la distillazione dell’acqua, all’interno dei carrelli riscaldati portavivande;
    • all’interno delle incubatrici per neonati.

    Tra i lavoratori sanitari, il dato epidemiologico del registro mesoteliomi del 2018, sotto la voce “sanità e servizi sociali”, ha registrato n. 374 casi di mesotelioma.

    L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni hanno assistito molte vittime di malattie asbesto correlate nel settore sanitario. La trasmissione televisiva riporta tutte le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni, e casi specifici.

    I dati aggiornati sono disponibili nel VII Rapporto ReNaM.

    Amianto negli ospedali

    Amianto negli ospedali: le testimonianze ONA

    L’ONA ha assistito e assiste ancora oggi molte vittime di mesotelioma causato dall’amianto negli ospedali.

    Tra questi si ricordano: il caso del Sig. Roberto Lucandri, deceduto per mesotelioma per la sua attività di lavoro nell’ospedale di Rieti.

    Il secondo caso è invece quello del Sig. Sacchi Pietro, deceduto per mesotelioma per la sua attività lavorativa presso gli Ospedali Riuniti Marche Nord, USL 3 PESARO, Azienda Ospedaliera San Salvatore di Pesaro.

    ONA News: amianto negli ospedali, ammalarsi dove si cura

    La terza puntata di ONA News è andata in onda sul canale YouTube dell’associazione. Ha condotto il Dott. Massimo Maria Amorosini, giornalista e conduttore televisivo.

    Ospiti:

    • L’avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA;
    • Dott. Pasquale Montilla, componente del Comitato Tecnico Scientifico ONA;
    • Mariano Calisse, Presidente della Provincia di Rieti;
    • Elisabetta Sacchi, orfana di vittima mesotelioma.

    ONA TV è lo strumento di comunicazione dell’Osservatorio Nazionale Amianto, associazione di categoria delle vittime dell’amianto. In più, l’associazione rappresenta e tutela anche le vittime degli altri cancerogeni.

    È possibile consultare questo e anche i precedenti episodi sul canale YouTube ONA.

    Amianto Fincantieri Monfalcone e la tutela legale

    Fincantieri
    Fincantieri

    Il rischio amianto fu una costante di tutta la cantieristica navale, compreso amianto Fincantieri Monfalcone.

    La S.p.A. Fincantieri, che ha assunto la gestione del cantiere, ha proseguito nell’uso dell’amianto. Quindi, Fincantieri Monfalcone è stato sinonimo di rischio amianto fino ai tempi più recenti. Inoltre, nelle navi varate fino ai primi anni ’90, l’amianto fu di largo utilizzo.

    L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano le vittime nei cantieri navali, tra i quali i lavoratori Fincantieri Monfalcone. Sono stati celebrati centinaia di procedimenti, penali e civili. Tutte le vittime possono richiedere la consulenza gratuita medica e legale.

    Consulenza Amianto Fincantieri Monfalcone

    In questo giornale ci sono tutte le news cantiere navale di Monfalcone. Infatti rappresenta lo strumento di formazione fondamentale per rendere noto il rischio nella cantieristica navale e per venire a conoscenza di Fincantieri Monfalcone news.

    Indice dei contenuti

     

    Tempo di lettura: 12 minuti

    Le azioni legali dell’ONA a tutela delle vittime

    L’ONA è parte civile anche nei processi di Fincantieri Palermo. Ha ottenuto significativi risultati anche nella tutela legale delle vittime di malattia asbesto correlate Fincantieri Monfalcone.

    La nocività delle fibre di amianto è stata scientificamente accertata dalle istituzioni scientifica per la ricerca contro i tumori. Le malattie asbesto correlate sono in continuo aumento. Ciò è stato confermato dall’ultima monografia IARC in tema amianto.

    L’ONA condivide pienamente le conclusioni della comunità scientifica: non vi è una soglia minima di esposizione ad amianto al di sotto della quale il rischio si annulla. Ciò è ribadito anche nel Consensus Report di Helsinki.

    Epidemia mesotelioma amianto Fincantieri Monfalcone

    L’ONA tutela le vittime dell’asbesto nei cantieri navali Monfalcone. Nel VII Rapporto ReNaM vi è la conferma del rischio per l’alta incidenza dei mesoteliomi nella cantieristica navale.

    Tra i dipendenti del cantiere navale di Fincantieri Monfalcone vi è un’altissima incidenza di mesoteliomi. Il mesotelioma, in particolare  il mesotelioma pleurico, è la patologia più frequente tra i dipendenti del cantiere navale di Monfalcone. La responsabilità è degli amministratori Fincantieri, ma anche del resto della dirigenza. L’ONA tutela le vittime mesotelioma Fincantieri Monfalcone.

    Rischio amianto Fincantieri Monfalcone

    L’abnorme utilizzo di eternit nella cantieristica navale è, peraltro, confermato da tutta la letteratura. Il Dott. Enrico Bullian, scrittore e consulente della Procura della Repubblica di Gorizia, ha svolto un ruolo importante nel processo Fincantieri.

    Nella pubblicazione “Il male che non scompare. Storia e conseguenze dell’uso dell’amianto nell’Italia contemporanea” ha approfondito questi temi. Di amianto Gorizia parla anche nel suo articolo: “La storia comparata dell’uso e delle conseguenze dell’amianto nei più importanti cantieri navali italiani dell’alto Adriatico nei lunghi anni Settanta”. Qui sono stati riportati tutti i dati relativi ai livelli di esposizione ad amianto nei Monfalcone cantieri navali di Fincantieri S.p.A..

    Inoltre, il Dott. Enrico Bullian ha calcolato le “Concentrazione atmosferica di fibre di amianto nelle salderie della Marina Militare e a bordo di una nave petroliera all’ITC di Monfalcone”.

    Quindi, questa tabella dimostra l’elevato livello espositivo ad amianto. Queste conclusioni sono coerenti con la letteratura INAIL.

    L’amianto è stato utilizzato moltissimo nei cantieri navali perché materiale ignifugo, resistente e fonoassorbente, causando purtroppo numerose vittime. I dati sono presenti nell’ultima pubblicazione dell’Avvocato Ezio Bonanni “Il libro bianco per le morti di amianto in Italia – ed. 2022”.

    Utilizzo di amianto in Navalmeccanica e grandi navi in ferro

    L’ampio utilizzo dell’amianto nella cantieristica, così nel cantiere navale monfalconese, può essere, così, sintetizzato. Navalmeccanica e grandi navi in ferro dell’Arpae Emilia Romagna afferma che c’era l’applicazione a più strati:

    • vernice che proteggeva per evitare la formazione della ruggine ricoperta o anche non ricoperta da vernice (vernici ad elevato spessore antirombo);
    • minerali di asbesto floccati e che erano applicati a spruzzo, oppure, con il materassino con la lana minerale artificiale;
    • con le reti metalliche intrecciate, all’interno delle quali applicare l’amianto friabile con il gesso o la calce;
    • finiture esterne con varie modalità di realizzazione;
    • intonaci eseguiti con cemento amianto, ovvero, con cemento impastato con amianto friabile;
    • cartone di amianto forato;
    • tela in amianto verniciata;
    • marinite (gomma e fibra di amianto).

    Cantieri navali Fincantieri Monfalcone: conferma del rischio

    La CONTARP INAIL  “Mappa storica dell’esposizione all’amianto nell’industria Italiana Verdel – INAIL ha certificato il rischio amianto. In particolare, ha posto l’accento su esposizione amianto Fincantieri di Monfalcone.

    In “Aggiornamento della mappa storica dell’esposizione all’amianto nell’industria italiana: le ricerche nel 1997, si conferma questa condizione di rischio. Per cui, questa documentazione, coniugata alle numerose sentenze, permette le tutele in favore dei lavoratori.

    Rischio a Monfalcone Fincantieri: importanza della prevenzione

    L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni da anni chiedono giustizia per le vittime amianto cantiere Monfalcone.  La Spa Fincantieri  ha sempre negato il rischio dell’uso dei minerali di asbesto.  Sono in corso decine e decine di cause civili per i risarcimento dei danni.  Ma, allo stesso modo, l’associazione si batte per la prevenzione primaria. La prevenzione primaria é l’unico strumento di effettiva tutela della salute con l’evitare nuove esposizioni nei cantieri navali.

    In particolare nel cantiere navale Monfalcone, nel quale nel passato le esposizioni alle fibre sono state elevate. Ci sono ancora molti casi di mesotelioma e di altre patologie asbesto correlate di in generale danni alla salute cantiere navale Monfalcone.

    Non basta bandire l’estrazione e la commercializzazione di tutti i minerali di asbesto stabiliti con la L. 257/1992 per prevenire il rischio da malattie asbesto correlate. È necessario imporre la bonifica di tutti i materiali contenenti queste fibre. Finché ci saranno materiali contenenti amianto, così vecchie navi, sulle quali si lavora ancora nel cantiere Fincantieri Monfalcone, ci sarà il rischio.

    Per questo l’ONA ha istituito l’APP Amianto. Attraverso questo strumento i cittadini potranno segnalare i siti contaminati.

    Rischio amianto Fincantieri Monfalcone: prevenzione secondaria

    Per i lavoratori già esposti presso Fincantieri Monfalcone, l’Avv. Ezio Bonanni raccomanda di evitare qualsiasi altra forma di esposizione. Per questo è stato valorizzato il prepensionamento amianto, con l’art. 13, co. 8, L. 257/1992. Questo diritto si matura prima della malattia. La ratio di questa norma é quella della prevenzione (Corte Costituzionale, sentenza n. 5/2000 e Corte di Cassazione, Sez. Lav., n. 4913/2001).

    In più, è fondamentale per i lavoratori Fincantieri Monfalcone anche la sorveglianza sanitaria. Infatti, con la prevenzione secondaria e tali controlli, si ha la diagnosi precoce dei danni alla salute, compresi quelli della infiammazione. Infatti le fibre di questi minerali, inalate o ingerite nelle cantiere Fincantieri Monfalcone, provocano prima malattie fibrotiche. Asbestosi, placche e ispessimenti pleurici, che anticipano la diagnosi rispettivamente di tumore del polmone e mesotelioma pleurico. Le placche e gli ispessimenti sono sempre presenti tra i lavoratori del cantiere Fincantieri Monfalcone.

    Certo, non tutti quelli che hanno queste lesioni infiammatorie, per fortuna, ricevono la diagnosi di mesotelioma. Tuttavia, occorre non abbassare la guardia. Fare i controlli e accedere subito al prepensionamento.

    L’obbligo di sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti amianto é stabilito dall’art. 259 del Dlgs. 81/2008. Così, coloro che sono stati esposti ad amianto possono ottenere la diagnosi precoce di eventuali malattie asbesto correlate, il che rende più efficaci le terapie.

    Rischio amianto Fincantieri: la prevenzione terziaria

    La prevenzione terziaria è costituita dal rilevazione epidemiologica e dalla tutela dei diritti delle vittime. Prima di tutto c’è il prepensionamento, anche per la semplice e sola esposizione, ai sensi dell’art. 13, co. 7, legge 257 del 1992. 

    Tenendo conto che in tutti i cantieri navali Fincantieri l’esposizione è molto elevata, le placche pleuriche sono sempre presenti. Per tali motivi, per le vittime di placche e ispessimenti, sussiste il diritto alla pensione. L’art. 13, co. 7, L. 257/1992 dà diritto a chiedere la rivalutazione contributiva con il coefficiente 1,5, per il periodo di esposizione lavorativa ad amianto.

    Se anche con tale rivalutazione non si ha la maturazione del diritto a pensione, allora, si può depositare la domanda di pensione invalidità amianto (art. 1, commi 250, 250 bis e ter, L. 232/2016). Si tratta di una misura estesa a tutti i lavoratori che hanno subito un danno amianto. Una qualsiasi lesione, anche dell’1%, dà diritto, comunque, alla pensione amianto. Non c’è un limite di entità. 

    Contributi esposizione amianto Fincantieri Monfalcone

    I lavoratori dei cantieri navali, tra cui quelli Fincantieri Monfalcone, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. Si tratta di maggiorazioni contributive con l’art. 13, co. 8, L. 257/1992. L’onere probatorio è costituito dalla dimostrazione dell’esposizione qualificata amianto, cioè, superiore alle 100 ff/ll nella media delle 8h lavorative, per ogni anno e per oltre 10 anni.

    Per poter provare tale superamento, si fa riferimento alle modalità di accertamento dell’INAIL. Infatti, l’ente previdenziale ha elaborato una sua legge scientifica. Acquisito dall’ente tedesco Hauptverband der Berufsgenossenschaften, il sistema di calcolo dei livelli espositivi ad amianto l’ha adattato al caso Italia. È stata, infatti, elaborata la banca dati Amyant. Su questa banca dati è possibile acquisire tutti i livelli espositivi per singole lavorazioni.

    La formula è la seguente: E= Σ(cᵢ * hᵢ)/hanno, e, con il calcolo, si indicano i valori della banca dati Amyant e i tempi. Così con questo algoritmo è possibile calcolare il livello espositivo  di ogni singolo lavoratore. Questo è molto importante perché ha permesso di dimostrare l’elevata esposizione alle fibre asbestiformi presso il cantiere di Monfalcone.

    Questi benefici amianto si ottengono sulla base dell’art. 13, co. 8, L. 257/1992.

    Malattia amianto indennizzo INAIL Monfalcone Fincantieri

    In caso di malattie asbesto correlate, in base alla percentuale di danno riconosciuta, si ha diritto a un indennizzo INAIL diretto, se il danno biologico è da 6 a 15%, oppure a una rendita diretta, con il danno da 16% a 100%.

    Il mesotelioma (pleurico, pericardico, peritoneale e della tunica vaginale del testicolo), il tumore del polmone, il cancro della laringe e delle ovaie, l’asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici sono malattie della lista I.

    Inoltre, l’Avv. Ezio Bonanni è riuscito ad ottenere significativi risultati per il riconoscimento di malattie asbesto correlate non inserite nella lista I.

    Le malattie della lista II INAIL non hanno la presunzione legale di origine. Quindi, l’onere della prova è a carico del lavoratore amianto Fincantieri Monfalcone.

    Le malattie asbesto correlate sono: tumori della faringe, dello stomaco e del colon retto. Poi nella lista III c’è il cancro dell’esofago.

    In aggiunta alla rendita, ogni vittima amianto può fare richiesta per il Fondo Vittime Amianto.

    Risarcimento danni amianto Fincantieri Monfalcone

    Con riferimento alle condizioni di rischio amianto, l’ONA ha attivato anche la tutela del risarcimento del danno. È dovuto il risarcimento del danno differenziale. In caso di decesso, questi danni si liquidano in favore degli eredi. I familiari hanno diritto al risarcimento del danno iure proprio.

    Ai fini della quantificazione dei danni, si prendono in considerazione le tabelle del Tribunale di Milano.

    Amianto Fincantieri Monfalcone: la storia

    Il cantiere Fincantieri Monfalcone è uno degli esempi più rilevanti di massiccio utilizzo di amianto nel settore navale. L’INAIL ha riconosciuto, per i lavoratori dei cantieri navali di Monfalcone, i benefici previdenziali per esposizione ad amianto, fino al settembre 1985. Il termine fu, poi, prolungato fino al 1988.

    Tuttavia, molti lavoratori dei cantieri navali Fincantieri Monfalcone, hanno riferito di aver costruito sottomarini coibentati in asbesto, almeno fino al 1989. L’impiego di minerali di asbesto nei cantieri navali di Monfalcone è proseguito verosimilmente fino al 1996. Tanto che, il Ministero della Difesa ha segnalato a Fincantieri la presenza di guarnizioni in amianto consegnate a Monfalcone. Alla segnalazione, l’azienda ha fatto sapere che avrebbe provveduto, ma non ha mai apertamente dichiarato le azioni messe in atto per la bonifica e l’eliminazione di materiali dannosi alla salute.

    Fincantieri ha minimizzato la portata del problema dell’utilizzo di crisotilo ed altri minerali fibrosi nello stabilimento Fincantieri Monfalcone.

    Amianto Fincantieri Monfalcone: il grande processo

    L’ONA torna all’attacco e chiede che gli ex dirigenti di Fincantieri, responsabili della morte di centinaia di lavoratori, siano puniti. Infatti mesotelioma, cancro polmonare, cancro alla laringe, faringe, allo stomaco, al colon retto e asbestosi stanno falcidiando i lavoratori. È giusto che i dirigenti Fincantieri paghino per le loro responsabilità. Ciò anche alla luce della sentenza del Tribunale Penale di Gorizia di fine luglio del 2017.

    L’aula del Tribunale di Gorizia, alla lettura della sentenza, giunta dopo 40 udienze, e 385 giorni, è testimone ed unica sopravvissuta della tragedia delle vittime.  Sembra, per una volta, animata dagli spiriti delle vittime che per un giorno sembrano tornati a vivere. Usciti dai sarcofagi che hanno avvolto quei corpi, ridotti pelle-ossa, divorati dal cancro causato dall’amianto” – così Antonio Dal Cin. Questi eroe sopravvissuto per ora all’asbestosi e quindi al killer che lotta per salvare vite umane e per dare giustizia alle vittime.

    Amianto Fincantieri Monfalcone: la condanna penale

    Gorizia, 40 udienze in 385 giorni. Il primo agosto 2017, il Giudice Monocratico del Tribunale di Gorizia, Paolo Alessio Vernì, nel terzo maxi processo per la morte di ex lavoratori del cantiere di Monfalconea causa dell’esposizione all’amianto. Erano 60 le parti offese rappresentate al processo.

    Il giudice ha condannato gli ex dirigenti dell’Italcantieri Giorgio TupiniCorrado AntoniniAntonio ZappiRoberto Schivi e Mario Abbona a un totale di 20 anni e tre mesi di reclusione. Una differenza abissale rispetto alle richieste della Procura della Repubblica (pm Bossi, Collini, Maltomini), che aveva avanzato una richiesta per un totale di 80 anni di reclusione.

    Non ha fatto in tempo a sentire la sentenza di condanna l’imputato Enrico Bocchini, già direttore di stabilimento. Infatti è morto pochi giorni prima a Cesena.

    Gli imputati e Fincantieri spa, in qualità di responsabile civile, tra risarcimenti danno e provvisionali, dovranno sborsare oltre un milione di euro, che si aggiungono a quelli già pagati in precedenza.

    Aggiornamento 2022: Fincantieri pagherà 1 milione di euro

    A gennaio 2022 l’Avvocato Ezio Bonanni ha ottenuto una grande vittoria per la famiglia di un operaio della Sait, di Castellammare di Stabia, ma impiegato in Fincantieri, con un milione di euro di risarcimento.

    Il lavoratore ha contratto un mesotelioma nel 2015 ed è morto l’anno successivo, a causa dell’amianto utilizzato nei cantieri navali. L’avvocato Ezio Bonanni, ha sostenuto la tutela legale in ordine al rischio amianto Fincantieri Palermo, che si è concretizzata nella sentenza del Tribunale di Torre Annunziata n. 2030 del 30/12/2021.

    Si tratta di un pronunciamento importante perché riconosce un principio fondamentale nella tutela dei lavoratori con malattie professionali legate all’amianto, e potrà essere utilizzata anche in altri procedimenti. 

    Il Tribunale di Torre Annunziata, con la sentenza n. 2030 del 30/12/2021, ha accolto le tesi dell’avvocato Bonanni, condannando in solido le 2 società: Fincantieri e Sait.

    Si tratta di una news Fincantieri chiave che potrà essere utilizzata anche negli altri procedimenti.

    Consulenza gratuita ONA per le vittime e i familiari

    L’ONA continua ad assistere i lavoratori della cantieristica navale in tutta Italia. Tantissimi ormai i procedimenti seguiti dall’Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA.

    Per richiedere l’assistenza legale e l’assistenza medica è possibile chiamare il numero verde o compilare il form.

    Numero ONA Amianto Fincantieri Monfalcone
    Whatsapp ONA Amianto Fincantieri Monfalcone

      Il virus attacca sempre due volte

      Virus
      Virus

      Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

      Viviamo ormai di realtà virtuale, magari esageratamente aumentata. Non ci vogliamo arrendere, rassegnare ed accettare quella che è purtroppo la banale se non triste realtà reale: bassi piuttosto che alti, grassi piuttosto che magri, brutti, piuttosto che belli, vecchi piuttosto che giovani, poveri piuttosto che ricchi, ma soprattutto fragili piuttosto che infrangibili.

      Adesso che ci piomba addosso la seconda onda di ritorno del virus COVID 19. Recuperando a pieno titolo anche il numero 20, ancora qualcuno discute sulla esistenza se non della pericolosità di questa ennesima pandemia, che affligge l’umanità, come capitò addietro nel tempo con bilanci ben più pesanti.

      Numero Verde Assistenza ONA

      La seconda ondata: i precedenti storici

      Torno a ricordare che la “Spagnola” del 1918/20. Manifestò tutta la sua perfidia proprio nella seconda tornata, quella tra l’autunno del 1918 e la primavera del 19. Fu un autentico massacro, favorito dalla scelta di nasconderne la pericolosità da parte dei governi, stante la preoccupazione per la stabilità sociale e dell’economia, già minate dalla Guerra Mondiale. Se ne andarono davvero in tanti ovunque nel mondo, sembra per un totale stimato in cento milioni di persone.

      Lo scempio virale cessò d’incanto nel maggio per riprendere con un terzo giro, in forma tenue, qualche mese dopo, sino a cessare nel 1920. Tutto accadde in assenza totale di vaccini, come adesso, ma anche senza gli ausili ora disponibili. Dunque, siamo avvertiti dalla storia. L’unica forma di salvaguardia, in assenza della difesa vaccinale o della difesa immunitaria naturale che, come per il passato, verrà, l’unica cosa che si può raccomandare è l’assoluta prudenza.

      Inoltre, ci sarebbe da capire cosa ancora impedisce l’uso semplificato del cervello. Perché in piena emergenza ci si ostina a creare orpelli ed appellarsi alla forma, anziché alla sostanza.

      Di BONUS in MES, si rischia di perdere il trend della prevenzione e pure quello del soccorso. Ed infine, occhio ed orecchio al campanello d’allarme, perché il virus, si sa, attacca sempre due volte.

      Amianto Fincantieri Palermo: tutela delle vittime

      Fincantieri condannata
      Fincantieri

      Amianto Fincantieri Palermo: come tutelare le vittime

      La tutela legale, in ordine al rischio amianto Fincantieri Palermo, trova, nella sentenza n. 2030 del 30/12/2021 del Tribunale di Torre Annunziata, uno strumento formidabile.

      Questa sentenza è importante, perché riconosce un principio fondamentale nella tutela dei lavoratori con malattie professionali legate all’amianto, e potrà essere utilizzata anche in altri procedimenti. 

      L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano coloro che sono stati esposti ad amianto nei cantieri navali, tra i quali quello di Palermo. Infatti, nella cantieristica navale vi è un’alta incidenza di malattie asbesto correlate proprio a causa delle tecniche di utilizzo di amianto.

      Consulenza amianto Fincantieri Palermo

      Indice dei contenuti

       

      Tempo stimato di lettura: 8 minuti

      L’alto indice di esposizione amianto Fincantieri Palermo

      Nel cantiere navale Palermo, gestito da Fincantieri S.p.A., i minerali di amianto furono utilizzati in matrice compatta e friabile.

      Per questi motivi, vi fu un’elevata aerodispersione, ciò anche a causa della violazione delle regole cautelari. Tant’è vero che, proprio nella cantieristica navale, e, in particolare, nei siti della Fincantieri S.p.A., vi è un’alta incidenza di casi di mesotelioma.

      Il dato epidemiologico del VI Rapporto Mesoteliomi conferma le tesi dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni circa il rischio amianto nei cantieri navali. In particolare, nel cantiere di Palermo. Ciò è confermato anche dal VII Rapporto ReNaM dell’INAIL. Questo risulta anche nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Ezio Bonanni “Il libro bianco per le morti di amianto in Italia – ed. 2022”.

      Utilizzo di amianto nella cantieristica navale

      Nei cantieri navali l’amianto fu utilizzato, fino all’entrata in vigore dell’art. 1, L. 257/1992, salvo deroghe, fino al 28.04.1993. Infatti, ancora con la direttiva 477/83/CEE, si derogava alle norme proprio per quanto riguarda la cantieristica, in particolare la navigazione aerea e marittima.

      Quindi, nella cantieristica navale e, dunque, anche nelle attività di manutenzione e di demolizione, l’utilizzo imponente di amianto, ha costituito un rischio immanente per tutte le maestranze.

      Tale rischio è stato esteso anche ai marittimi. Questi ultimi sono dei lavoratori del trasporto marittimo. Tra l’altro, l’amianto, nelle unità navali, comprese quelle in ferro, si applicava a più strati. In particolare, secondo Arpae Emilia Romagna – Navalmeccanica e grandi navi in ferro:

      • minerali di asbesto floccati e che erano applicati a spruzzo oppure con il materassino con la lana minerale artificiale;
      • vernice protettiva per evitare la formazione della ruggine ricoperta o non ricoperta da vernice (vernici ad elevato spessore antirombo);
      • reti metalliche intrecciate, all’interno delle quali si applicava l’amianto friabile, con gesso o calce;
      • finiture esterne con varie modalità di realizzazione;
      • intonaci di cemento amianto, quindi, cemento impastato con amianto friabile;
      • cartone di amianto forato;
      • tela in amianto verniciata;
      • marinite (gomma e fibra di asbesto).

      Ritardi nell’applicazione della legge in Sicilia

      In Sicilia, grazie alla Legge n. 10/2014, sono stati approntati nuovi strumenti di tutela. Ciò è dovuto all’ONA e, in particolare, all’On.le Pippo Gianni, il quale fu promotore della L. 10/2014.

      Sicilia il libro delle morti bianche: cause, eventi e testimonianze” è stato presentato presso il Parlamento siciliano, proprio nella città di Palermo. Al Convegno ONA a Palermo, al palazzo dei Normanni, erano presenti le vittime amianto Fincantieri Palermo.

      Rischio amianto Fincantieri Palermo e Sicilia

      Questa perdurante condizione di rischio amianto in Sicilia è stata denunciata anche nella recente conferenza stampa, che si è tenuta a Roma, alla sala Laudato Sì.

      Infatti, il 13.10.2020, sono intervenuti sia l’On.le Pippo Gianni sia Calogero Vicario, i quali hanno ribadito le loro richieste:

      È stato rivolto un appello al Ministro del Lavoro perché affronti il tema della sicurezza nei cantieri, tra cui quelli navali.

      I diritti vittime amianto Fincantieri Palermo

      I lavoratori, esposti ad amianto nel cantiere navale di Palermo e in altri cantieri navali, hanno diritto alle tutele previdenziali.

      Con riferimento al procedimento promosso su denuncia di Agata Zerbo, il GIP ha deciso per l’archiviazione. È stata una lunga battaglia legale.

      Infatti, se il caso Zerbo è stato archiviato, non gli altri casi. Per questo motivo l’ONA ha acquisito tutti i documenti dei procedimenti penali che sono delle prove. Queste prove sono state, poi, depositate, nei processi di risarcimento danni.

      Amianto Fincantieri Palermo: processo penale

      Con riferimento al procedimento n. 22119/2013 R.G.N.R. e n. 8505/2018 R.G., vi è stata udienza il 16.12.2020 per l’escussione dei testi del Pubblico Ministero. Quest’ultimo processo, pendente innanzi il Tribunale di Palermo, IV Sez. Pen., Giudice Dott.ssa Daniela Vascellaro, vede imputati 3 ex direttori della Fincantieri, per omicidio colposo di 7 ex dipendenti e lesioni gravi di altri 5.

      Pertanto, l’ONA è costituita parte civile in questo procedimento penale e fa valere i diritti delle vittime. I numerosi testimoni stanno riferendo di condizioni drammatiche nel cantiere navale di Palermo. Queste prove saranno utili nel procedimento civile, per quanto riguarda tutte le vittime.

      Il procedimento penale Fincantieri (proc. n. 9126/2016 R.G.N.R. e n. 11919/2019 R.G.), è fissato per il 03.11.2020. Anche in questo secondo processo penale l’ONA è costituita parte civile.

      Purtroppo, dal punto di vista penalistico, il caso Zerbo è stato archiviato. Ma la battaglia continua. Infatti, sono in corso altri 2 procedimenti penali. Sia nel primo procedimento penale che nel secondo, l’ONA è costituita parte civile.

      Amianto Fincantieri Palermo: la storia di Salvatore Zerbo

      Prima battaglia vinta per la figlia di Salvatore Zerbo, tra le tante vittime dell’amianto che ha lavorato nello stabilimento Fincantieri di Palermo come manutentore. Dopo due richieste di archiviazione e due opposizioni presentate dall’Avvocato Ezio Bonanni, presidente ONA, nei giorni scorsa la notizia della prima udienza in camera di consiglio fissata per il prossimo 29 gennaio.

      Otto anni a contatto con le fibre di amianto. Otto anni all’interno dello stabilimento Fincantieri di Palermo con mansioni di manutentore caldaie sono stati sufficienti per provocargli un mesotelioma pleurico.

      Un cancro ai polmoni che non ha dato via di scampo a Salvatore Zerbo, deceduto nel 1993. La figlia non si è mai rassegnata. Vuole che venga fatta giustizia, non solo per il padre, ma anche per tutti coloro che sono morti e che continuano a morire, dopo atroci sofferenze, per essere stati a contatto con stanze velenose.

      Agata Zerbo, figlia della vittima, assistita dall’Avv. Ezio Bonanni, cinque anni fa ha sporto denuncia querela seguita da una richiesta di archiviazione da parte del pubblico ministero. L’avvocato Bonanni ha presentato opposizione. Provvedimento accolto dal gip per mancata prescrizione, essendo il disastro ancora in itinere.

      Il giudice per le indagini preliminari ha disposto quindi una proroga d’indagini che ha portato nuovamente ad una richiesta di archiviazione. L’avvocato Ezio Bonanni non si è arreso, ha presentato un’altra opposizione, ritenuta ammissibile dal gip. Il prossimo 29 gennaio si terrà l’udienza in camera di consiglio.

      Cinque anni fa è iniziata una battaglia legale per avere giustizia

      Una prima piccola vittoria per Agata Zerbo. Una donna combattiva che non dopo la perdita del padre non vuole che le famiglie delle vittime dell’amianto restino in silenzio.

      “Ho sempre creduto nella giustizia e continuerò a farlo. Sono soddisfatta che dopo due richieste di archiviazione l’avvocato Bonanni sia riuscito ad apporsi e a fare fissare un’udienza in camera di consiglio”.

      Questo il commento della figlia di Salvatore Zerbo che è sempre più convinta di non abbassare la guardia.

      “Continuerò la mia battaglia contro l’amianto perché tutti conoscano i danni che provocano le fibre d’amianto. Mi fermerò solo dopo la morte. E’ una battaglia che dobbiamo vincere insieme, perché tutti sappiano che inalando quei maledetti veleni, senza precauzioni, si va incontro alla morte”. Conclude così la figlia della vittima che da oltre cinque anni sta lottando per avere giustizia.

      La storia di Salvatore Zerbo

      Salvatore Zerbo aveva lavorato dal 1975 al 1983 nello stabilimento Fincantieri di Palermo. Nel 1992 aveva cominciato ad accusare i primi problemi di salute. Dagli accertamenti diagnostici era emerso che quei disturbi e quel malessere generale erano provocati da un mesotelioma pleurico. È un cancro del polmone provocato dall’inalazione delle fibre di amianto che non lascia quasi mai via di scampo.

      Il 5 febbraio 1993 Salvatore Zerbo ha lasciato la famiglia dopo atroci sofferenze. Un dolore incolmabile nei cuori dei congiunti, in particolare in quello della figlia che ancora oggi non riesce a darsi pace. Non riesce a rassegnarsi perché ha la consapevolezza che quel maledetto cancro è stato provocato dall’inalazioni di veleni.

      La vittima, infatti, proprio per le sue mansioni all’interno della Fincantieri, era esposta quotidianamente alle fibre di amianto senza alcuna protezione e senza alcuna prevenzione. Una patologia professionale, quella di Salvatore Zerbo certamente non unica.

      Sembra siano decine se non centinaia, infatti, le vittime dell’amianto in quello di Palermo come in altri siti della Fincantieri.

      La storia di Zerbo infatti è solo un tassello del grande mosaico che l’ONA cerca di ricomporre per ottenere giustizia per le vittime Fincantieri. L’associazione è infatti schierata dalla parte delle vittime in altri tre procedimenti, due presso il Tribunale di Torre Annunziata e uno in quello di La Spezia.

      Aggiornamento 2022 Fincantieri: 1 milione di risarcimento

      Riguardo Fincantieri news, il Tribunale di Torre Annunziata, come magistratura del lavoro, con sentenza n. 2030 del 30/12/2021, ha accolto le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni.

      Questa sentenza è una news Fincantieri molto importante per permettere ai lavoratori di prendere coscienza dei loro diritti. Inoltre può essere esibita anche negli altri procedimenti, per i cantieri navali Palermo e per Fincantieri Palermo news.

      Consulenza e tutela legale delle vittime amianto Fincantieri

      L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste i lavoratori della cantieristica navale in tutta Italia. Sono in corso decine e decine di procedimenti che vedono impegnato l’Avvocato Ezio Bonanni.

      L’ONA tutela le vittime amianto Fincantieri Palermo grazie all’assistenza legale. Le vittime hanno diritto alle prestazioni previdenziali e al risarcimento danni. L’associazione ti assiste per ottenere i benefici contributivi, il prepensionamento e l’indennizzo INAIL.

      Per richiedere la consulenza gratuita ONA si può compilare il form o chiamare il numero verde.

      Numero ONA amianto Fincantieri Palermo
      Whatsapp ONA amianto Fincantieri Palermo